Dott. Filippo Falzoni Gallerani
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Ken Wilber: Welcome

La psicologia Transpersonale ha tra i suoi più significativi rappresentanti Ken Wilber.
Pubblichiamo alcuni brani di testi in gran parte non tradotti e pubblicati in Italia.


GRAZIA E GRINTA


CONSIDERAZIONI SULLA NEW AGE

Da dove deriva il concetto della New Age che la mente da sola provoca e guarisce tutte le malattie fisiche? Dopo tutto, la New Age sostiene di avere solide fondamenta nelle grandi tradizioni mistiche, spirituali e trascendentali del mondo, ma in questo caso ritengo che il terreno sia molto instabile. Jeanne Achterberg, autrice di Imagy In Healing (che consiglio vivamente) ritiene che tale concetto possa essere fatto risalire alle scuole dei Pensiero Nuovo o Pensiero Metafisico, che sorsero da una lettura (distorta) dei trascendentalisti dei New England, Emerson e Thoreau, i quali fondavano buona parte dei loro lavoro sul misticismo orientale. Le scuole del Pensiero Nuovo, la più nota delle quali è la Christian Science, confondono il concetto: "La Divinità crea il tutto", che è corretto, con il concetto: "Dato che sono tutt'uno con Dio, io creo il tutto".
Ritengo che in questa posizione ci siano due errori, che Emerson e Thoreau avrebbero decisamente confutato. Il primo è che Dio è visto come un padre che interviene a favore dell'universo, anziché la Realtà o Condizione o "quiddità" imparziale dell'universo. Il secondo è che l'io è considerato tutt'uno con quel Dio parentale e che, pertanto, può intervenire e mettere ordine nell'universo. Non ho mai trovato nelle tradizioni mistiche alcun elemento che dia sostegno a questo concetto.
I sostenitori della New Age affermano di fondare questo concetto sul principio del karma, secondo il quale le circostanze attuali della tua vita sono il risultato di pensieri e azioni di una vita precedente. Secondo l'induismo e il buddismo questo è parzialmente vero; ma anche se fosse completamente vero - e non lo è - ritengo che i sostenitori della New Age abbiano trascurato un fatto essenziale: secondo tali tradizioni, le circostanze attuali sono il risultato di pensieri e azioni di una vita precedente, perciò pensieri e azioni di questa vita influenzeranno la tua vita successiva, l'incarnazione successiva, non quella attuale. I buddisti dicono che in questa vita leggi semplicemente un libro che hai scritto nella vita precedente e che quanto fai adesso non darà frutti fino alla prossima vita. In nessun caso il tuo pensiero attuale può creare la tua realtà attuale. Personalmente non credo a questa particolare visione del karma. E' un concetto alquanto primitivo, in seguito perfezionato (e per lo più abbandonato) dalle scuole più evolute del buddismo, dalle quali fu riconosciuto che non tutto ciò che ti succede è il risultato delle tue azioni passate. Namkhai Norbu, maestro del buddismo Dzogchen (considerato la vetta dell'insegnamento buddista) spiega: "Esistono malattie generate dal karma, o condizioni precedenti dell'individuo, ma esistono anche malattie generate da energie che vengono da altri, o dall'esterno. Esistono pure malattie prodotte da cause momentanee, come il cibo e altre combinazioni di circostanze. Esistono malattie provocate da incidenti, e inoltre ogni sorta di malattie collegate all'ambiente".
Quello che voglio dimostrare è che né la versione primitiva del karma, né gli insegnamenti più evoluti prestano il benché minimo sostegno al concetto sostenuto dalla New Age.
Allora, da dove proviene questo concetto? A questo punto parlerò delle teorie che ho elaborato sulle persone che hanno tali credenze. Non entrerò in un rapporto di compassione con la sofferenza provocata da questi concetti. Intendo piuttosto classificarli, incasellarli, creare teorie su di essi, perché ritengo che tali idee siano pericolose, che sia necessario classificarle, se non altro per impedire altra sofferenza. I miei commenti non sono rivolti al gran numero di persone che credono in queste idee in modo innocente, ingenuo e innocuo. Più che altro, ho in mente i leaders nazionali di questo movimento, individui che tengono seminari sulla creazione della tua realtà, che tengono gruppi di lavoro per insegnare, ad esempio, che il cancro è provocato unicamente dal risentimento; che insegnano che la povertà deriva da te e l'oppressione è qualcosa che ti sei procurato da solo. Forse sono persone bene intenzionate ma, ciò nonostante, restano pericolose perché, a mio parere, distolgono l'attenzione dai livelli reali - per esempio fisico, ambientale, legale, morale e socioeconomico, livelli in cui c'è un bisogno disperato di intervenire.
Ritengo che tali credenze, in particolare quella secondo la quale creiamo noi stessi la nostra realtà, siano credenze del secondo livello. Hanno tutti i segni caratteristici dei disturbi narcisistici della personalità, con la loro visione magica e infantile del mondo, che comprende grandiosità, onnipotenza, narcisismo. L'idea che i pensieri, non solo influenzano la realtà bensì la creano è, a mio parere, la conseguenza diretta della differenziazione incompleta dei confini dell'io. Pensieri e oggetti non sono separati con chiarezza, pertanto manipolare il pensiero significa manipolare l'oggetto in modo magico e onnipotente.
Credo che in America la cultura iperindividualista, che raggiunse il culmine nel "decennio dell'io", abbia favorito la regressione ai livelli magici e narcisistici. Sono del parere (insieme a Robert Bellab e Dick Anthony) che la frantumazione di alcune strutture socialmente aggreganti abbia riportato gli individui a far conto sulle proprie risorse e che questo abbia contribuito a riattivare le tendenze narcisistiche. D'accordo con gli psicologi clinici, ritengo che subito sotto la superficie del narcisismo sia annidata la rabbia, espressa in particolare, ma non soltanto, nella convinzione: "Non voglio farti del male, ti amo; ma se non sarai d'accordo con me ti verrà una malattia che ti ucciderà. Sii d'accordo con me, accetta il fatto che crei tu stesso la tua realtà, e starai meglio, vivrai". Questo concetto non ha alcuna base nelle grandi tradizioni mistiche del mondo: si fonda sulla patologia narcisistica e borderline.
Le risposte dei lettori al mio articolo sulla New Age esprimevano, per lo più, un consenso all'indignazione morale che avevo manifestato per gli effetti negativi di queste idee su molte persone innocenti. Tuttavia i sostenitori più accaniti della "New Age" reagirono con rabbia, esprimendo idee del tipo: se quello era il pensiero mio e di Treya (N.d.T. Treya moglie dell'autore morta di cancro), lei meritava di avere il cancro; era stata lei a provocarlo in se stessa con quei pensieri.
Non intendo con questo condannare l'intero movimento della New Age. E' un movimento ampio e variegato e in esso ci sono aspetti che sono basati realmente su principi mistici e transpersonali (come l'importanza dell'intuizione e l'esistenza della coscienza universale). Il fatto è che qualsiasi movimento autenticamente transpersonale attira un gran numero di elementi prepersonali, semplicemente perché entrambi sono non-personali ed è esattamente questa confusione tra "pre" e "trans" a costituire, a mio parere, uno dei problemi principali nel movimento della New Age.
Ecco un esempio concreto fondato sulla ricerca empirica.
Durante i tumulti a Berkeley di protesta contro la guerra in Vietnam, un gruppo di ricercatori sottopose un campione rappresentativo di studenti che manifestavano al test dello sviluppo morale elaborato da Kohiberg. Infatti, gli studenti sostenevano che la loro principale obiezione alla guerra era che fosse immorale. La questione quindi era: in base a quali stadi dello sviluppo morale stavano operando questi studenti? I ricercatori scoprirono che una piccola percentuale di studenti, circa il 20%, agiva effettivamente in base agli stadi postconvenzionali (o trans-convenzionali). Le loro obiezioni, cioè, erano fondate su principi universali di bene e di male, non sugli standard di una determinata società o sul capriccio individuale. Le loro opinioni sulla guerra potevano essere giuste o sbagliate; tuttavia il loro ragionamento morale era piuttosto evoluto. Viceversa, si scoprì che la gran maggioranza dei contestatori, l'80% circa, era preconvenzionale, il che significa che il loro ragionamento morale era fondato su motivazioni personali e per lo più egoistiche. Non volevano la guerra, non perché la guerra fosse immorale, non perché fossero realmente interessati al popolo vietnamita, ma perché non volevano che qualcuno imponesse loro qualcosa. Le loro motivazioni non erano universali e neppure sociali, ma puramente egoistiche. Come era prevedibile, non c'erano praticamente studenti al livello convenzionale, il livello dei "sostengo il mio paese, che sia nel giusto o no" (dato che questo tipo di studenti non avrebbe avuto alcun motivo di protestare). In altre parole, un piccolo numero di studenti realmente post o trans-convenzionali aveva attratto un grande numero di tipi preconvenzionali, perché entrambi avevano in comune il fatto di non essere convenzionali.
Ritengo che, analogamente, nel movimento della New Age una piccola percentuale d'elementi e principi autenticamente mistici o transpersonali (dal settimo al nono livello) abbiano attratto un numero enorme di elementi prepersonali, magici, prerazionali (dal primo al quarto livello), per il semplice motivo che entrambi sono non razionali, non convenzionali, non ortodossi (quinto e sesto livello).Questi elementi prepersonali e prerazionali affermano, come fecero gli studenti preconvenzionali, di possedere l'autorità e il supporto derivanti da uno stato "elevato" quando tutto ciò che fanno, mi dispiace dirlo, è di razionalizzare la propria posizione centrata su se stessi.
Come sottolinea Jack Engler, essi sono attratti dal misticismo transpersonale in quanto mezzo per razionalizzare le inclinazioni prepersonali; è il caso classico di "fallacia pre/trans".
In conclusione vorrei dire, d'accordo con William Irwin Thompson, che il 20% circa del movimento della New Age è transpersonale (trascendentale ed autenticamente mistico); l'80% circa è prepersonale (magico e narcisistico). Solitamente si riesce a individuare gli elementi transpersonali perché non amano essere definiti "New Age"; in loro non c'è niente di nuovo: sono perenni.
Nel campo della psicologia transpersonale dobbiamo costantemente trattare con la massima delicatezza possibile le tendenze prepersonali, perché conferiscono all'intero settore una reputazione di "stravaganza", di "scempiaggine". Non siamo oppositori delle credenze prepersonali, tuttavia ci troviamo in difficoltà quando ci viene, chiesto di accettare e di far nostre tali credenze come se fossero transpersonali.
I nostri amici un po' più "eccentrici" si arrabbiano parecchio con noi, poiché sono orientati a pensare che il mondo possa essere suddiviso soltanto in fazioni: razionale e non razionale, e che pertanto dovremmo unirci a loro e combattere contro la fazione razionalista. In realtà, le fazioni sono tre: prerazionale, razionale e transrazionale e, di fatto, noi siamo più vicini ai razionalisti che ai prerazionalisti. I livelli più elevati trascendono ma includono quelli inferiori. Lo spirito è translogico, non antilogico; comprende la logica e va oltre essa, non la respinge. Ciascun principio transpersonale deve essere convalidato dal test della logica e soltanto allora potrà andare al di là di essa, grazie ai suoi insights (visioni profonde). Il buddismo è un sistema estremamente razionale che aggiunge alla razionalità la consapevolezza intuitiva. Mi dispiace dirlo, ma alcuni orientamenti "eccentrici" non vanno per nulla oltre la logica, restano al di sotto di essa.
Pertanto quello che cerchiamo di fare è di distaccare gli elementi autentici dello sviluppo mistico, quelli universali, "testati in laboratorio", dalle tendenze idiosincratiche, magiche e narcisistiche. E' un compito arduo e insidioso e non sempre riusciamo a svolgerlo correttamente. I leaders in questo campo sono Jack Engler, Daniel Brown, Roger Walsh, William Irwin Thompson e Jeremy Hayward.
Vorrei concludere questa discussione ribadendo la mia tesi iniziale: nel trattare qualsiasi malattia, cerca con ogni mezzo di determinare esattamente da quale livello derivino le sue varie componenti e per trattarla impiega terapie appartenenti allo stesso livello. Se riesci ad individuare i giusti livelli, metterai in atto azioni che hanno la massima possibilità di apportare la guarigione; sbagli livello, produrrai soltanto sentimenti di colpa e di disperazione.

da "GRAZIA E GRINTA" di Ken Wilber Cittadella Editrice.


Libera traduzione da Brief History of Everything
Ken Wilber

I saggi e i mistici sono degli squilibrati? Perché dicono tutti varianti della stessa storia? La storia di svegliarsi una mattina e scoprire che sei uno con il Tutto, senza tempo ed eterno. Si può darsi che siano pazzi, questi folli del divino. Può darsi che siano degli idioti che mormorano di fronte all'Abisso. Può darsi che abbiano bisogno di un terapeuta gentile e comprensivo che certamente potrebbe aiutali. Ma poi penso: Può darsi che la sequenza dell'evoluzione sia veramente dalla materia al corpo, alla mente, all'anima e allo spirito, ognuno di questi livelli che trascende ed include il precedente, ognuno con maggiore profondità e maggiore consapevolezza e più ampio abbraccio della realtà. Al livello più alto dell'evoluzione, può darsi (dico può darsi) la coscienza individuale raggiunge davvero l'infinito - un abbraccio totale dell'intero Cosmo - una coscienza cosmica che è Spirito risvegliato alla sua vera natura. Ciò è almeno plausibile. E ditemi: la storia raccontata dai mistici e dai saggi di tutto il mondo è più pazza della storia raccontata dal materialismo scientifico, che afferma che l'intero processo è la storia raccontata da un idiota, piena di furia e suoni, e che non significa assolutamente nulla? Osserva molto attentamente quale delle due storie ti pare più pazza. Dirò che cosa penso: Io penso che i saggi sono le punte emergenti dell'impulso segreto dell'evoluzione, penso che sono le guide della spinta all'autotrascendenza che va sempre oltre a ciò che era prima. Penso che stanno cavalcando la cima del raggio di luce in corsa verso l'incontro con Dio. E penso che loro indicano la stessa profondità in te e me, e in tutti noi. Penso che sono sintonizzati con il Tutto e che il Cosmo canta attraverso le loro voci e che lo spirito brilla nei loro occhi, che essi ci aprono al domani, ci aprono la porta verso il cuore del nostro destino, che è già ora, in questo medesimo istante, e in questo riconoscimento strabiliante la voce del saggio diventa al tua voce, gli occhi del saggio diventano i tuoi occhi, tu parli con la lingua degli angeli e sei illuminato dal fuoco della realizzazione, che mai si estingue o tramonta, tu riconosci il tuo vero Volto nello specchio del Cosmo stesso: la tua identità è davvero il Tutto che si dischiude non attorno a te, ma in te. Le stelle non brillano più "là fuori" ma qui dentro. Le supernova vengono all'esistenza dentro il tuo cuore, e sola brilla all'interno della tua consapevolezza. Perché tu trascendi tutto, abbracci tutto senza fine. Non c'è un finale definitivo da raggiungere, solo un processo senza fine, e tu sei l'apertura o il puro Vuoto nel quale l'intero processo si dischiude senza fine, miracoloso, interminabile, leggero.
Tutto il gioco non è incompiuto, come l'incubo dell'evoluzione, e tu sei esattamente dove eri prima dell'inizio di tutto lo spettacolo. Con uno shock improvviso del pienamente ovvio, riconosci il tuo stesso Volto Originale, il viso che avevi prima del Big Bang, il viso del completo Vuoto, che sorride come tutta la creazione e canta come l'intero Cosmo, e tutto è ancora da creare in quel primo sguardo; e tutto ciò che rimane è il sorriso, ed il riflesso della luna in un quieto tratto del lago nella tarda notte chiara come il cristallo.
Il mondo reale non ti viene dato "due volte": una volta la fuori ed una volta qui dentro. Questa somma di due significa esattamente Dualità. Piuttosto il mondo reale ti è dato "una sola volta" immediatamente - è una sensazione, ha un sapore, è completamente pieno in quel solo sentire, non diviso in osservatore ed osservato, in soggetto ed oggetto, frammento e frammento. E' un singolare di cui il plurale è sconosciuto. Puoi sentire la montagna ed è la stessa sensazione del tuo Sé, non è il "là fuori" riflesso "qui dentro", questa dualità non esiste nell'immediatezza dell'esperienza reale. L'esperienza reale prima che tu la divida, non contiene tale dualismo, l'esperienza reale, la realtà stessa è non duale. Tu sei ancora tu, la montagna è ancora la montagna; ma tu e la montagna siete due aspetti dell'unica e sola esperienza, che è l'unica e sola realtà in questo punto. Se ti rilassi di fronte all'esperienza del presente in questo modo, il senso del sé separato si scioglierà, smetterai di distaccarti dalla vita, non avrai più esperienze tu improvvisamente diverrai tutta l'esperienza, non sari più "qui dentro" che guardi "là fuori" poiché dentro e fuori sono uno, perciò noi sei più imprigionato qui dentro. E così improvvisamente tu non sei più il corpo-mente, improvvisamente sono dissolti, improvvisamente il vento non soffia più su di te ma attraverso di te, dentro di te. Non stai guardando la montagna, tu sei la montagna la montagna ti è più vicina della tua stessa pelle. Tu sei quello, e non c'è un tu - solo questo intero spettacolo che sorge spontaneamente, di momento in momento. Il sé separato non si può trovare in nessun luogo. L'intera sensazione di peso scompare perché tu non sei più nel cosmo, il cosmo è in te e tu sei il più puro Vuoto. L'intero universo è il trasparente luccicare del Divino e della Purezza Primordiale. Ma il Divino non è da qualche altra parte, è in tutto questo luccicare. E' auto visto, ha un solo sapore, non è in da nessuna altra parte.

Domanda: soggetto ed oggetto sono non duali?
K. W.: conosci il koan Zen "nel battere le mani quale è il suono di una sola mano?" Abbiamo di certo bisogno di due mani e questa è la struttura dell'esperienza tipica. Abbiamo un senso di noi stessi come un soggetto qui e del mondo come un oggetto là fuori. Abbiamo queste "due mani" dell'esperienza, il soggetto e l'oggetto. L'esperienza tipica è il battere insieme le due mani per provocare una vibrazione ed un suono. L'oggetto la fuori sbatte contro di me come soggetto, ed io ho l'esperienza, le due mani battono assieme ed emerge l'esperienza. E' così la tipica struttura dell'esperienza è come un pugno in faccia. Il se ordinario è il sé colpito, completamente colpito dall'universo "là fuori". Il sé ordinario è una serie di ferite e di cicatrici, il risultato delle due mani che battono una contro l'altra. Queste ferite sono chiamate "dukkha", sofferenza. Come Krishnamurti era solito dire: "Nella divisione tra osservatore ed osservato, giace tutta la miseria dell'umanità". Ma con lo stato non duale, improvvisamente, non ci sono due mani. Improvvisamente il soggetto e l'oggetto sono una sola mano. Improvvisamente non c'è più nulla fuori di te che possa colpirti, ferirti e tormentarti. Improvvisamente tu non "hai" più un'esperienza tu "sei" ogni esperienza che sorge, e così sei istantaneamente dissolto in tutto lo spazio e l'intero Cosmo è "una sola mano", una sola esperienza, una rappresentazione, un gesto della grande perfezione. Non c'è nulla fuori di te che tu possa volere o desiderare, ricercare o afferrare, la tua anima si espande sino agli angoli dell'universo ed abbraccia tutto con infinita delizia. Tu sei completamente "pieno", completamente saturato, tanto che i limiti del Cosmo esplodono e ti lasciano senza data e durata, tempo e luogo. Sei espanso nel Tutto come il Tutto - tu sei "l'auto-percepito Cosmo Radiante", tu sei l'universo di un solo sentire, ed il sentire è completamente infinito. E allora quale è il suono di una sola mano. Quale è la sensazione di quell'Unico sentire. Quando non c'è nulla all'infuori di te che possa toccarti, ferirti, spingerti o tirarti, - quale è il suono di quell'unico battere della mano? Vedi il sole sulle montagne? Senti la brezza fresca? Che cosa non è completamente ovvio? Chi non è già illuminato? Come diceva un maestro Zen: "Quando ho sentito il suono della campana, non c'era un io e una campana, solo il rintocco".
Non c'è dualità né unione di due, nell'esperienza immediata! Non c'è fuori e dentro, non c'è né soggetto né oggetto, solo in sé stessa l'immediata consapevolezza, il suono di una sola mano. Così tu non sei qui, da questo lato della finestra trasparente, che guardi il Cosmo la fuori. La finestra trasparente è infranta, il tuo corpo-mente scomparso, sei libero dal confine per sempre, tu non sei più "dietro alla tua faccia" a guardare al Cosmo - tu semplicemente sei il Cosmo. Tu "sei" tutto ciò. Ed è per questo che tu puoi ingoiare il cosmo ed il flusso dei secoli, e nulla si muove affatto.
Il suono di questa sola mano è il suono fatto dal Big Bang. E' il suono delle Supernova che esplodono nello spazio, il suono dell'usignolo che canta. E' il suono della cascata in una giornata chiara come il cristallo. E' il suono di tutto l'universo manifesto, e tu sei quel suono. Perché il tuo Volto Originario non è "qui dentro". Esso è la più pura Vuotezza o trasparenza di questa luccicante apparizione. Se il cosmo sta sorgendo tu sei quello. Se nulla sorge tu sei quello. In ogni caso tu sei quello. In ogni caso tu non sei qui dentro. La finestra è distrutta, la distanza tra soggetto ed oggetto se ne è andata. Non c'è dualità, doppiezza che si possa trovare in alcun luogo, il mondo non ti viene dato due volte, ma sempre una volta - e tu sei quello. Tu sei quell'unico sentire. Questo stato non è qualcosa che tu possa produrre. Questo stato non duale, questo stato di un solo sentire è la vera natura d'ogni esperienza prima che tu la divida in due. Questa Unità d'essere non è un'esperienza che produci attraverso uno sforzo, piuttosto è l'attuale condizione di tutte le esperienze prima che tu intervenga in qualche modo. Questo stato non condizionato è "precedente" allo sforzo, precedente all'aggrapparsi e precedente all'evitare qualunque cosa. E' il mondo reale prima che tu faccia qualcosa al riguardo, compreso lo sforzo di vederlo in modo non duale. Così tu non devi fare nulla di speciale alla consapevolezza o all'esperienza per renderla non duale. Essa viene fuori non duale, la sua vera natura è non duale e precedente a qualunque presa, sforzo e condizione. Se lo sforzo viene in essere, bene, se lo sforzo non viene in essere bene; in ogni caso c'è solo l'immediatezza di un solo sentire, precedente nello stesso modo allo sforzo e all'assenza di sforzo. Così definitivamente questo non è uno stato che in cui è difficile entrare, ma piuttosto uno stato che è impossibile evitare.
E' sempre stato così. Non c'è mai stato un momento in cui tu non sperimentassi il solo sentire, è la sola realtà in ogni realtà. In un milione di miliardi d'anni non c'è stato un solo secondo in cui tu non sia stato consapevole di ciò, non c'è stato un solo secondo in cui non fossi di fronte al tuo Volto Originario come ad un soffio d'aria artica.
Certamente noi abbiamo mentito spesso a noi stessi riguardo a questo, e siamo stati falsi nei confronti dell'universo di un solo Sentire, il suono primordiale del battere di una sola mano, il nostro Volto Originario. Le tradizioni non dualiste non aspirano a produrre questo stato, poiché ciò è impossibile, ma semplicemente a mostrartelo cosicché tu non possa più ignorarlo, e non menta più a te stesso su ciò che realmente sei. Lo stato primordiale è precedente, ma non differente dall'intero mondo di Forme dualistiche. In quello stato primordiale non c'è soggetto ed oggetto, non interiore ed esteriore non destra e sinistra. Tutte le dualità continuano a sorgere, ma sono solo realtà relative, non verità assolute o primordiali. L'esperienza primordiale è il rintocco della campana, non io e la campana, la mente ed il corpo, il soggetto e l'oggetto. Essi hanno una certo grado di realtà relativa, ma non sono, come avrebbe detto Eckhart, l'ultima parola.
Quindi i dilemmi inerenti a quei dualismi relativi non possono essere risolti su un piano esso stesso relativo. Nulla che tu possa fare all'io o alla campana potrà renderli uno; puoi solo rilassarti nel "prima del rintocco", nell'immediatezza dell'esperienza stessa e, a quel punto, il dilemma non sorge. Non è risolto, si dissolve - e non riducendo il soggetto nell'oggetto o l'oggetto nel soggetto, ma riconoscendo il terreno primordiale nel quale ognuno non è che un parziale riflesso.

"Spirit slumbers in nature, awakens in mind, and finally recognizes itself as Spirit in the transpersonal domains."

Il Tantra, nel senso generale, presenta l'ultima realtà Nonduale come un abbraccio sensuale di Dio con la Dea, di Shiva con Shakti, del vuoto e della forma. Né ascesa né discesa sono finali ed ultime o privilegiate, ma piuttosto come il primordiale Yin e Yang, essi si generano l'un l'altro, dipendono uno dall'altro, non possono esistere senza l'altro, e trovano il loro vero essere morendo nell'altro solo per risvegliarsi insieme, in unione beatifica, come l'intero Cosmo, trovando che l'eternità e selvaggiamente innamorata dei prodotti del tempo, il cuore Nonduale irradia tutta la creazione e benedice tutta la creazione, e canta questo abbraccio per tutta l'eternità - un abbraccio che noi tutti dobbiamo ripetere nella nostra stessa coscienza momento per momento, senza fine, miracolosamente, come l'immediata presenza dell'Unico Sapore. Questa esattamente è la visione non duale, questa unione di Flusso e Riflusso, Dio e Dea, Vuoto e Forma, Saggezza e Compassione, Eros e Agape, Ascesa e Discesa, - perfettamente uniti nell'Unico Sentire, il suono essenziale di una sola mano.


Lo spirito si trova nel processo, non in un particolare epoca, tempo o luogo.
Lo Spirito conosce se stesso oggettivamente come natura, conosce se stesso soggettivamente come mente, e conosce se stesso in maniera assoluta come Spirito.
La realtà non è composta né di cose né di processi, né di unità né di parti, ma di unità/parti (oloni).
Il tutto è maggiore della somma delle sue parti.
La profondità deve essere comunicata e la comunicazione interpretata.
L'evoluzione sempre incorpora e va oltre (trascende ed include).
La basilare inclinazione dell'evoluzione e accrescere la profondità.
Le superfici possono essere viste, la profondità interpretata.
Tutti i significati sono condizionati dal contesto.


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Le dimensioni transpersonali possono essere raggiunte in ogni momento dello sviluppo come esperienze momentanee. Esse avranno però un valore autenticamente trasformativo solo quando saranno integrate in un armonico sviluppo di tutti i precedenti livelli. Le fasi dello sviluppo dell'io devono essere completate per il raggiungimento stabile di un nuovo stato. Così per qualcuno l'emergere durante la meditazione della dimensione sottile (per esempio una intensa luce interiore e la percezione della trascendenza dei confini mente corpo) può essere l'inizio di una nuova vita e di nuove prese di coscienza, di nuovi modi di consapevolezza. <<...>>
Dice Aurobindo: "l'evoluzione spirituale obbedisce ad una logica di successivo dischiudersi; può compiere un decisivo passo importante solo quando il precedente passaggio è stato sufficientemente conquistato: anche se certe fasi minori possono essere sorvolate da una rapida e brusca ascensione, la consapevolezza deve tornare indietro per riassicurarsi che il terreno sorvolato e stato annesso con certezza alla nuova condizione una più rapida ed intensa velocità dello sviluppo che è del resto possibile, non elimina i gradini o la necessità del loro progressivo superamento.
Il problema della psicologia Transpersonale all'inizio fu che ebbe la tendenza a focalizzare l'attenzione sulle "esperienze di picco". Così si venne a creare una falsa concezione secondo la quale tutto quello che era "ego" era negativo e maligno e tutto quello che non era "ego" era buono e divino. Qualunque cosa che non sia l'ego e dio! Ma sappiamo che molti stati che non sono "ego" sono in realtà un caos, sono incubi pre-egoici, pre-razionali, pre-personali.

Oggi l'inganno è credere di essere passati da un Newtoniano ego a una nuova rete fisica della vita unita al sé di Gaia. Ma una osservazione dei fenomeni della natura anche con concetti olistici se si limita alla seconda prospettiva come abbiamo detto è assolutamente insufficiente perché mette da parte la profondità ed il "soggetto" lo "Spirito".

226....
.... Molte tradizioni considerano questo stato di cessazione lo stato supremo, l'ultimo e finale punto di tutto lo sviluppo e dell'evoluzione. E questo stato è considerato equivalente alla piena Illuminazione, l'ultimo abbandono, puro nirvana. Ma non è invece considerata la fine storia dalle tradizioni "Nonduali". perché ad un certo punto mentre stai investigando il "Testimone", riposando nel Testimone, il senso di essere un Testimone "qui dentro" svanisce completamente e il Testimone diventa ogni cosa che viene osservata. Il causale lascia il campo al misticismo Nonduale, ed anche il misticismo senza forma apre la strada al misticismo Nonduale. Tecnicamente tu ti se disidentificato anche dal Testimone, e quindi l'hai integrato con tutta la creazione - in altre parole la terza fase del fulcro 9 che conduce al fulcro 10 - che non è in realtà un fulcro o un livello separato , ma la realtà o "quiddità" di tutti i livelli, di tutti gli stati e tutte le condizioni.
E questo è il secondo e più profondo significato del vuoto - non è uno stato discreto ma la realtà di tutti gli stati, la quiddità di tutti gli stai. Sei passato dal Causale al Nonduale......


Ken Wilber - Eye of Spirit - ediz. Shambhala

"EGO"

Ken Wilber
Libera traduzione

<<>> E' importante chiarire il significato che si attribuisce alla parola "ego". Questa parola a causato maggior confusione particolarmente nei circoli transpersonali.
""Ego", " "razionalità"sono parole sporche nei circoli mistici, transpersonali e New Age, ma pochi ricercatori s'impegnano a definirle e quelli che lo fanno lo fanno in modo differente.
Possiamo definire l'"ego" come ci piace, finché siamo chiari, ma la maggior parte degli scrittori New Age usa il termine in maniera molto vaga, a significare un senso del "sé separato" isolato dagli altri e dal terreno spirituale. Sfortunatamente questi scrittori non distinguono chiaramente gli stati pre-egoici con quelli che sono trans egoici e così metà delle loro raccomandazioni per la salvazione sono solo raccomandazioni su diversi modi di regredire. E questo allarma i ricercatori ortodossi. La loro conclusione generale è che, se tutti i veri stati spirituali sono oltre all'"ego", il che è abbastanza vero a prima vista, ma ogni descrizione che non è qualificata chiaramente confonde terribilmente. Per la maggior parte degli scrittori orientati psicanaliticamente, l'"ego" sta a significare - il processo di organizzare la psiche, - e, a questo riguardo molti ricercatori adesso preferiscono il termine più generale "self" "sé". L'ego o il sé come principio che da unità alla mente è uno schema d'organizzazione cruciale e fondamentale. Cercare di andare oltre all'"ego" significherebbe quindi non la trascendenza, ma il disastro. E così i teorici ortodossi sono profondamente perplessi su ciò che può significare "oltre all'ego" e su chi possa desiderare tale stato. Secondo questa