
Ecco la mia traduzione di alcuni brani di Psicologia Integrale
Ho tradotto tutta l'opera e sto contattando case editrici per una pubblicazione
in Italia
BRANO TRATTO DALLA PREFAZIONE DI INTEGRAL PSYCHOLOGY
Una nota per il lettore
La parola Psicologia significa studio della psiche, e la parola psiche
significa mente o anima. Nel dizionario dei sinonimi Microsoft per psiche
troviamo: "Sé, atman, anima, sé spirituale, spirito;
soggettività: sé superiore, sé spirituale, spirito."
Questo ci ricorda di nuovo che le radici della psicologia giacciono nelle
profondità dello spirito e dell'anima dell'uomo.
La parola psiche o suoi equivalenti è d'antiche origini, che ci portano
indietro a molti millenni prima di Cristo, ed era sempre usata per indicare
la forza animante, o lo spirito nel corpo che ne è il veicolo materiale.
Ad un certo punto nel sedicesimo secolo in Germania, il termine fu accoppiato
a logos, parola o studio, per formare la parola psicologia: studio della
psiche o dello spirito come appare nell'uomo.
Ancora si dibatte chi usò per primo questa parola, alcuni dicono
Melanchthon, alcuni dicono Freigius alcuni dicono Goclenius di Marburg.
Nel 1730 essa era usata in un senso più moderno da Wolff in Germania,
Hartley in Inghilterra, Bonnet in Francia, e anche allora, il termine psicologia
significava, e così era definita dalla New Princeton Review del 1888,
"Scienza della psiche o dell'anima."
Una volta iniziai a raccogliere note per una storia della psicologia e della
filosofia che ero intenzionato a scrivere. Avevo deciso di farlo perché,
guardando la maggior parte dei testi sulla storia della psicologia, rimanevo
impressionato da un fatto strano e curioso, vale a dire che tutti davano
una storia della psicologia e della psiche come se improvvisamente essa
fosse venuta in essere nel 1879 in un laboratorio dell'università
di Leipzig, diretto da Wilhelm Wundt, (il quale senza dubbio è stato
il padre di un certo tipo di psicologia dell'introspezione e dello strutturalismo).
La psiche è balzata all'esistenza nel 1879? Pochi libri si spingevano
un po' più indietro, ai precursori della psicologia scientifica di
Wundt, inclusi Sir Francs Galton, Hermann von Helmholtz, e particolarmente
l'eminente figura di Gustav Fechner. Sorprendentemente in un libro trovo
scritto: "Al mattino del 22 Ottobre 1850, una data importante nella
storia della psicologia, Fechner ebbe l'intuizione che la legge di connessione
tra la mente e il corpo poteva essere trovata con una definizione di relazioni
quantitative tra le sensazioni mentali e gli stimoli materiali." (Le
sensazioni mentali variano secondo il logaritmo degli stimoli materiali).
Un altro testo ne spiegava l'importanza: "Agli inizi del secolo Immanuel
Kant aveva predetto che la psicologia non avrebbe mai potuto diventare una
scienza, perché era impossibile misurare sperimentalmente i processi
psicologici. Attraverso il lavoro di Fechner, per la prima volta, gli scienziati
potevano misurare la mente, e, alla metà del diciannovesimo secolo,
sono stati applicati i metodi della scienza ai fenomeni mentali. Wilhelm
Wundt avrebbe utilizzato questi risultati originali e creativi, organizzandoli
ed integrandoli per la "fondazione della psicologia".
Ogni libro sembrava concorde nell'indicare Gustav Fechner come una delle
figure chiave nella fondazione della psicologia moderna, e, libro dopo libro,
trovavo un cantar le lodi dell'uomo che aveva immaginato come applicare
un modo per misurare quantitativamente la mente, rendendo così finalmente
"scientifica" la psicologia. Anche Wundt disse empaticamente:
"Non sarà mai dimenticato che Fechner è stato il primo
ad introdurre metodi esatti, esatti principi di misurazione e sperimentazione
per osservare i fenomeni psichici e quindi per aprire le prospettive della
scienza psicologica nello stretto senso del termine. Il merito principale
del metodo di Fechner è questo: che non ha bisogno di alcuna dalle
vicissitudini dei sistemi filosofici. "La psicologia moderna ha davvero
raggiunto un carattere scientifico e può tenersi a distanza di tutte
le controversie metafisiche." Questo dottor Fechner, pensai, ha salvato
la psicologia dalla contaminazione dell'anima e dello spirito ed ha felicemente
ridotto la mente a dati empirici misurabili aprendo così la strada
ad all'era di una psicologia veramente scientifica. Ciò era tutto
quanto avevo letto di Gustav Fechner, sino a che molti anni dopo mentre
vagavo in un negozio pieno di meravigliosi libri antichi di filosofia, trovai
con emozione un libro dall'impressionante titolo "vita dopo la morte",
scritto nel 1835 niente meno che da Gustav Fechner. Iniziava con la più
intrigante delle frasi: "L'uomo vive sulla terra non una ma tre volte.
La prima fase della sua vita è di sonno continuo; la seconda di veglia
e sonno in alternanza; la terza di risveglio costante."
Poi così procedeva al trattato sul risveglio perpetuo: "Nella
prima fase l'uomo vive nell'oscurità, solo; nella seconda vive insieme,
e pur tuttavia separato dai suoi compagni, in una luce che è riflessa
dalla superficie delle cose; nella terza la sua vita è intessuta
con lo spirito universale ed è una vita superiore. Nella prima fase
il corpo si sviluppa dal suo germe, creando organi per la seconda; nella
seconda fase la mente si sviluppa dal germe creando gli organi per la terza;
nella terza fase si sviluppa il germe divino, che giace nascosto in ogni
mente umana. L'atto di lasciare la prima fase per la seconda la chiamiamo
Nascita; quella di lasciare la seconda per la terza Morte. Il nostro sentiero
dalla seconda alla terza fase non è più oscuro di quello dalla
prima alla seconda: una ci spinge avanti per vedere il mondo all'esterno,
l'altra per vederlo all'interno."
Dal corpo, alla mente, allo spirito, le tre fasi di sviluppo della coscienza;
come se l'uomo morisse al suo sé separato quando si risveglia allo
Spirito universale. Questa era la vera filosofia di vita di Gustav Fechner:
mente, anima e consapevolezza! Perché mai i libri di testo non si
preoccupavano di farcelo sapere? Fu allora che decisi che volevo scrivere
una storia della psicologia, solo perché "Qualcuno doveva dirlo".
(Dire che la nozione d'inconscio era stata resa popolare dalla "Filosofia
dell'Inconscio" di von Hartmann, pubblicato nel 1869 trent'anni prima
di Freud, che ebbe ben otto inaspettate ristampe in 10 anni, e che von Hartmann
esprimeva la filosofia di Schopenhauer, qualcuno doveva dire che Schopenhauer
stesso affermava esplicitamente di aver derivato principalmente dal misticismo
orientale, il Buddhismo e le Upanishad in particolare che insegnano: "Al
di sotto della coscienza individuale giace una coscienza cosmica, che per
la maggior parte degli individui è "inconscia", ma che
può essere risvegliata e pienamente realizzata, e questo rendere
cosciente l'inconscio è il maggior bene per gli uomini e le donne".
Qualcuno doveva dire che Freud ha preso il concetto di Es direttamente dal
"Libro dell'Es" di Groddeck, che si basava sull'esistenza di un
Tao cosmico o di un organico spirito universale. Dire che bene è
una lunga storia, ma tutta ci ricorda potentemente che le radici della psicologia
moderna giacciono nelle tradizioni spirituali, proprio perché la
psiche è innestata in sorgenti spirituali. Nei più profondi
recessi della psiche, non troviamo gli istinti, ma lo Spirito, e lo studio
della psicologia deve essere idealmente lo studio di tutto questo: dal corpo
alla mente, all'anima, dal subconscio, al conscio al superconscio, (dal
sonno, alla mezza veglia, al pieno risveglio).
Fechner certamente offrì straordinari contributi alla psicologia
empirica, il suo "Elementi di Psicofisica" è giustamente
considerato come il primo grande testo di psicometria, e merita pienamente
gli encomi che gli psicologi da Wundt in poi gli accordarono. Tuttavia il
punto centrale della psicofisica di Fechner era che lo spirito e la materia
erano inseparabili, due aspetti di un'unica realtà, ed i suoi tentativi
di misurare certi aspetti della mente volevano dimostrare questa inseparabilità,
non ridurre lo spirito o l'anima ad oggetti materiali, e certamente non
a negare lo spirito insieme all'anima, fatto che tuttavia pare sia diventato
il suo destino nelle mani di ricercatori meno sensibili.
Fechner affermava, come uno studioso ha riassunto: "Che tutto l'universo
è di carattere spirituale, essendo il mondo fenomenico della fisica,
meramente la manifestazione esteriore di questa realtà spirituale.
Gli atomi sono solo gli elementi più semplici in una gerarchia spirituale
che conduce a Dio. Ogni livello di questa gerarchia, include tutti il livelli
al di sotto d'essa, cosicché Dio contiene la totalità degli
spiriti. La coscienza è un essenziale elemento di tutto ciò
che esiste L'evidenza dell'anima è data dalla sistematica coerenza
e conformità alla legge mostrata nel comportamento delle unità
organiche."
Fechner stesso spiegò che: "Come i nostri corpi appartengono
al più grande e superiore corpo individuale della terra, così
i nostri spiriti appartengono al più grande e superiore spirito individuale
della terra, che comprende tutti gli spiriti delle creature terrene, allo
stesso modo in cui il corpo della terra comprende i nostri corpi. Allo stesso
tempo, lo spirito della terra non è una mera somma di tutti gli spiriti
della terra, ma una loro più alta unione individualmente conscia."
L'immagine della terra nello spirito che Fechner offriva è un profilo
preciso di Gaia, ed è in sé solo una parte dello spirito divino,
perché lo Spirito Divino è Uno, onnisciente e veramente coscio
di tutto, ovvero sostiene tutte le coscienze dell'universo, comprendendo
così ogni coscienza individuale in una più alta connessione.
Questo non significa la soppressione dell'individualità, solo la
sua completezza ed inclusione in qualcosa di ancor più grande. "La
nostra stessa individualità ed indipendenza, che sono naturalmente
di carattere relativo, non è indebolita, bensì accresciuta
da quest'unione." E così essa prosegue verso l'alto in questa
concentrica gerarchia di crescente inclusività: "Come la terra
è lontana dal separare i nostri corpi dall'universo, ma ci connette
e c'incorpora nell'universo, così lo spirito della terra, ben lontano
dal separare i nostri spiriti dallo Spirito Divino, forma una più
alta connessione individuale di ogni spirito terreno dell'universo."
L'approccio di Fechner alla psicologia era perciò un approccio integrale:
voleva usare metodi empirici e scientifici non per negare l'anima e lo spirito,
ma per conoscerli meglio. "Guardare tutto l'universo materiale come
interiormente vivo e cosciente, è assumere quella che Fechner chiamava
una visione alla luce del giorno. Guardarlo come materia inerte, trascurando
ogni significato teleologico, è assumere quella che lui chiama una
visione notturna. Fechner sosteneva ardentemente la visione diurna e sperava
che essa avrebbe potuto essere sostenuta induttivamente attraverso gli strumenti
dei suoi esperimenti psicologici."
Non vi sembra che infine abbia prevalso la visione notturna? Tuttavia c'è
stato un tempo, approssimativamente durante il periodo tra Fechner (1801
1887), William James (1842 1910) e James Mark Baldwin (1861, 1934), in cui
l'emergente scienza della psicologia era ancora a contatto con l'antica
saggezza di tutti i tempi, con la filosofia perenne, con la grande catena
dell'essere, con le immagini degli idealisti e con i fatti della consapevolezza
per come sono percepiti da quasi ogni persona: la coscienza è reale,
il sé interiore osservante è reale, l'anima è reale,
qualunque siano i dettagli che si discutano; e così questi veri grandi
fondatori della psicologia, quando sono raccontate le loro storie vere,
hanno molto da insegnarci di una visione integrale, una visione che tenta
di includere le verità del corpo, della mente, dell'anima e dello
spirito, senza ridurle a una rappresentazione materiale, a bit digitali,
a processi empirici o sistemi oggettivi (per importanti che siano tutte
queste cose). Questi pionieri della psicologia moderna cercarono di essere
pienamente scientifici e pienamente spirituali, e non trovarono la più
piccola contraddizione o difficoltà in questo generoso abbraccio.
Personalmente credo che la psicologia integrale (e gli studi integrali in
genere) diventeranno sempre più prevalenti nelle decadi future, man
mano che il mondo accademico cammina a tentoni verso l'uscita da questa
"visione notturna del Kosmo". Quanto segue quindi è una
versione di una visione alla luce del giorno. E, caro Gustav, è dedicata
a te.
K. W.
Boulder, Colorado Spring 1999
IL GRANDE CAMPO DELL'ESSERE
Una vera psicologia integrale dovrebbe abbracciare le intuizioni durevoli
che giungono da fonti premoderne, moderne e postmoderne. Per iniziare con
le fonti premoderne o tradizionali, il più facile accesso alla loro
saggezza è attraverso quella che è stata chiamata filosofia
perenne, o la comune essenza delle più grandi tradizioni spirituali
del mondo. Come: Huston Smith, Arthur Lovejoy, Ananda Koomaraswamy e altri
studiosi di queste tradizioni hanno rilevato, il centro della filosofia
perenne è che la realtà è composta di diversi livelli
d'esistenza, i livelli dell'essere e della conoscenza che spaziano dalla
materia al corpo, alla mente, all'anima e allo spirito. Ogni successiva
dimensione trascende ma include le precedenti così che questo concetto
indica delle unità complete, all'interno d'unità complete,
dal fango sino al Divino.
In altre parole, questa "Grande Catena dell'Essere" è realmente
il "Grande Campo dell'Essere", con ciascuna successiva dimensione
che abbraccia e avvolge la precedente, molto similmente ad una serie di
cerchi concentrici o sfere, come indicato nella figura 1.

Fig. 1. Il Grande Nido dell'Essere. Lo spirito è sia il livello
più alto (causale) sia il fondamento non duale di tutti i livelli.
Il "Grande Campo dell'Essere" è la spina dorsale della
filosofia perenne e, ad ogni modo, dovrebbe essere un elemento fondamentale
di qualunque psicologia integrale.
Negli ultimi circa 3000 anni, i filosofi che si sono occupati di filosofia
perenne si sono trovati d'accordo quasi unanime anche se provenendo da diverse
culture, sui principali livelli del Grande Campo, sebbene il numero delle
divisioni di questi livelli possa variare considerevolmente. Alcune tradizioni
presentano solo tre maggiori principali livelli o reami (corpo, mente e
spirito o grossolano, sottile e causale). Altri ne hanno presentati 5 (materia,
corpo, mente, anima e spirito), altri ancora, sette (i sette chakra della
Kundalini). La maggior parte delle tradizioni aveva inoltre distinzioni
molto sofisticate di questi livelli, offrendo spesso 12, 30, e anche 108
suddivisioni dei livelli dell'essere e della conoscenza che possono essere
riconosciute in questo Kosmo tanto ricco.
Ma, molti di questi filosofi del perenne come Plotino e Aurobindo, per esempio,
hanno trovato che una dozzina di livelli di coscienza poteva essere
il numero più utile (e questo è quello che è presentato
pag. 195 e 217, Nota 2).
I livelli di base, o le strutture di base, sono elencati nella colonna sinistra
di tutti schemi. Questi sono semplicemente i livelli di base nel Grande
Campo dell'essere ognuno trascendendo ed includendo il suo predecessore,
sia che usi un semplice schema a cinque livelli (materia, corpo, mente,
anima e spirito) sia una versione leggermente più sofisticata come
quella presentata negli schemi, e che spiegherò procedendo. Materia,
sensazione, percezione, exocept, impulso, immagine, simbolo, endocept, concetto,
regola, formale, pensiero razionale integrato, visione, archetipo, senza
forma, non duale.
Per introdurre un termine utile: questi livelli di base sono Oloni
della coscienza. Un olone è un intero che è parte di un altro
intero. Per esempio un atomo è parte di una molecola, una molecola
è parte di una cellula, una cellula è parte di un intero organismo,
e così via. Come vedremo in questo libro l'universo fondamentalmente
composto di oloni, d'interi che sono parte d'altri interi, unità
che sono parti d'unità superiori. Le lettere sono parti di parole,
che sono parti di frasi, che sono parti di dell'intero linguaggio. Una persona
è parte di una famiglia, che è parte di una comunità
che è parte di una nazione, che è parte del globo, e così
via.
Poiché ogni olone è contenuto in un olone più grande,
gli oloni stessi esistono in una gerarchia concentrica o olarchia,
come gli atomi alle molecole alle cellule agli organismi agli ecosistemi.
Il Grande Campo è soltanto una grande rappresentazione di quei livelli
di progressiva completezza, esattamente come indicato nella fig. 1.
In breve i livelli di base sono gli oloni di base (fasi, onde, sfere,
campi, annidamenti,), nel Grande Campo dell'Essere.
Uso tutti e tre i termini livelli di base, strutture di base,
e onde di base interscambiabilmente poiché indicano lo stesso
fenomeno; ma ognuno ha una connotazione leggermente differente che conferisce
importanti informazioni. Il termine "livello" enfatizza il fatto
che questi sono i livelli di organizzazione distinti sul piano qualitativo
organizzata in una concentrica gerarchia (o olarchia) di livelli di crescente
abbraccio olistico, (ogni livello trascende ma include il suo predecessore
come mostrato nella fig. 1). Il termine "struttura" enfatizza
il fatto che questi sono durevoli modelli olistici dell'essere e
della consapevolezza. (Ognuno è un olone, un intero che è
parte di altri interi). Il termine onde enfatizza il fatto che questi livelli
non sono rigidamente separati e isolati, ma, come, i colori di un arcobaleno,
sfumano infinitamente uno nell'altro. Le strutture di base sono semplicemente
i colori di base di quell'arcobaleno. Per tradurlo in metafora, sono le
onde nel Grande Fiume della Vita, attraverso il quale scorrono le sue correnti.
Non c'è niente di lineare o di rigido in queste differenti onde.
Come abbiamo visto più volte, lo sviluppo individuale attraverso
le varie onde di conoscenza è un movimento fluido e fluttuante. Gli
individui possono essere su varie onde in differenti circostanze; aspetti
della loro stessa coscienza possono essere su differenti onde, anche le
subpersonalità di uno stesso individuo possono essere su differenti
onde. Ovunque lo sviluppo è un argomento complesso! I livelli di
base, od onde di base, rappresentano semplicemente alcune delle più
significative correnti nel Grande Fiume della Vita, niente di più,
niente di meno.
Gli schemi 2-A e 2B (p.
199-200) indicano i livelli di base, o onde di base, come concepite in una
dozzina di sistemi dell'Oriente e dell'Occidente. Ne discuteremo molti altri
andando avanti. Ma dovrebbe essere ben chiaro sin dall'inizio che questi
livelli e sottolivelli presentati dai saggi del Perenne, non sono
il prodotto di una speculazione metafisica o di una filosofia astratta che
spezzi il capello in quattro. Infatti, questi sono, in quasi tutti gli aspetti
le codificazioni di realtà esperienziali dirette, che spaziano
da esperienze sensoriali a esperienze mentali e spirituali. "I livelli"
del Grande "Campo", semplicemente riflettono il completo spettro
dell'essere e della coscienza disponibile attraverso diretta rivelazione
esperienziale, spaziano dal subconscio al conscio al superconscio. Comunque,
la scoperta di queste onde è stata consensualmente realizzata e convalidata
negli anni. Il fatto che ovunque queste onde appaiano esse siano spesso
quasi simili, alcune volte quasi identiche, ci dice semplicemente che viviamo
in un Kosmo che ha degli schemi organizzativi e questi schemi riccamente
tessuti, possono essere e sono stati osservati da uomini e donne intelligenti
in quasi tutte le culture.
Ogni dimensione successiva nel Grande Campo dalla materia al corpo, dalla
mente all'anima e allo spirito, trascende ed include le sue precedenti cosicché
i corpi viventi trascendono ma includono i minerali, le menti trascendono
ma includono i corpi vitali, le anime luminose trascendono ma includono
le menti concettuali, e lo spirito radiante trascende ed include assolutamente
ogni cosa.
Lo spirito è quindi l'onda più alta (puramente trascendentale)
e il substrato sempre presente di tutte le onde (puramente immanente), andando
oltre Tutto e abbracciando Tutto. Il Grande Campo è un complesso
elastico (lattice work) multidimensionale d'amore, eros, agape, karuna,
maitri, o come si vuol chiamare, che non lascia neppure un angolo del Kosmo
non toccato dalla sua cura né è separato dai misteri della
grazia.
Questo punto tanto importante è spesso dimenticato, lo Spirito è
pienamente trascendente e pienamente immanente. Se si prova a concettualizzare
lo Spirito, si deve almeno provare a rispettare entrambe le posizioni. Queste
sono mostrate nella figura 1. Dove la sfera più alta rappresenta
lo spirito trascendentale (il quale è scritto con la s minuscola
per indicare che è solo un livello tra i livelli, nonostante il più
alto), e la mappa stessa rappresenta lo Spirito immanente e nello stesso
tempo lo stesso Terreno di tutti i livelli (con la lettera S maiuscola per
indicare che non ce n'è un altro). Le religioni patriarcali tendono
ad enfatizzare l'aspetto "trascendentale exatramondano" dello
spirito; e quelle matriarcali e neopagane tendono ad enfatizzare l'aspetto
pienamente immanente o di "questo mondo". Ognuno di questi è
importante e una visione veramente integrale dovrebbe dare ampio spazio
ad entrambi. (Il contesto determinerà quale aspetto dello spirito/Spirito
intendo, ma sono sempre implicati entrambi).
La Grande Olarchia dell'Essere e della Conoscenza: dono senza prezzo dei
secoli. Questo è il cuore della Filosofia Perenne, e possiamo affermare
che è la parte della Filosofia Perenne che più è stata
empiricamente testata come la più durevole. L'evidenza continua ad
aumentare in modo schiacciante: gli esseri hanno a loro disposizione uno
straordinario spettro della coscienza che spazia da stati prepersonali,
a stati personali e transpersonali. I critici che hanno tentato di negare
l'esistenza dello spettro lo fanno non mostrando un'evidenza opposta, ma
semplicemente rifiutando di riconoscere l'evidenza sostanziale che è
stata già accumulata; l'evidenza, in ogni caso, rimane. L'evidenza
dice, in breve, che esiste un arcobaleno di coscienza riccamente tessuto,
che spazia dal subconscio, al conscio, al superconscio.
Nello stesso tempo, il fatto che i filosofi del perenne sono stati i primi
ad osservare molti dei colori di questo straordinario arcobaleno, non significa
che la modernità e la postmodernità debbano venire mute all'incontro.
Nessuno come Piaget ha chiarito la natura dello sviluppo del pensiero concreto
e operativo formale. Ma, per il modo in cui alcuni aspetti delle fasi iniziali
possono essere repressi, penso che spetti a Freud parlare. La modernità
e la postmodernità non sono senza i loro geni; la Filosofia Perenne
non è priva di limitazioni e d'inadeguatezze, un più completo
spettro della coscienza dovrà certamente includere ed equilibrare
tutte le loro intuizioni e scoperte. Ma, per quanto riguarda la natura generale
delle onde del grande Fiume della Vita, i Filosofi del Perenne colpivano
spesso nel segno.
Mi riferirò spesso alla Filosofia Perenne (e al Grande Campo) come
alla "saggezza della premodernità". Ciò non è
un peggiorativo, né significa che non si trovino tracce della Filosofia
Perenne nella modernità o nella postmodernità, (sebbene, francamente,
è raro). Significa semplicemente che la Filosofia Perenne ebbe origine
in quelli che chiamiamo tempi premoderni. Questo è un punto importante
che spesso confonde la gente: pensare che la premodernità avesse
accesso al Grande Campo dell'essere non significa che ognuno nella premodernità
fosse pienamente risvegliato ad ogni livello del Grande Campo. Infatti,
gli sciamani, gli yoghi, i santi e i saggi che avevano risvegliato i più
alti livelli dell'anima e dello spirito erano sempre estremamente rari.
L'individuo medio (come vedremo nel capitolo 12) passava gran parte del
suo tempo a un livello di coscienza prerazionale, non transrazionale. E
ancora, la "saggezza" significa il meglio che ogni era
ha da offrire e gli studiosi sensibili hanno sempre creduto che i Filosofi
del Perenne da Plotino a Shankara, a Fa-tsang, Lady Tsogyal, sono una riserva
di straordinaria saggezza. Comprenderli è molto più che abbracciare
alcune importanti verità. E' un modo per affermare la nostra continuità
con la saggezza dei secoli; un modo per onorare i nostri antenati, un modo
per trascendere e includere ciò che accadde prima di noi e così
fluire con la corrente del Kosmo, e soprattutto un modo per ricordarci che,
anche se siamo sulle spalle di giganti, faremmo bene a ricordare che siamo
sulle spalle di GIGANTI.
Quello che quindi ho cercato di fare nel presentare le onde di base del
Grande Campo, è di guardare prima alla Filosofia Perenne per i contorni
generali dei diversi livelli, e quindi arricchire significativamente tale
comprensione con i molti riferimenti (e alcune volte le correzioni) offerti
dalla modernità e dalla postmodernità. Prendete Aurobindo
(schema 2 b). Si noti che egli si riferisce ai
livelli intermedi come "mente inferiore, mente concreta, mente logica
e mente superiore". Aurobindo dette una descrizione verbale di queste
strutture di base che è molto utile. Ma, questi livelli intermedi
sono anche le strutture che sono state profondamente studiate dalla psicologia
cognitiva occidentale e confrontate con una considerevole quantità
d'evidenza clinica e sperimentale. Ho tentato quindi di usare per questi
livelli intermedi, termini presi da quella ricerca, come: "Livello
mentale delle regole e del ruolo", "pensiero concreto operativo"
e "pensiero operativo formale". Tutte queste diverse codificazioni
dei livelli dello sviluppo sono semplicemente differenti istantanee prese
da vari angoli usando differenti macchine fotografiche del Grande Fiume
della Vita, e sono tutte utili a modo loro. (Certo le foto sfocate o brutte
non sono molto utili e possiamo rifiutare ogni ricerca che non raggiunga
un decente standard, ho cercato di includere dei grandi fotografi).
In tutti gli schemi, le correlazioni che ho dato tra i vari livelli e i
vari teorici sono molto generiche al solo scopo di accompagnarci nel giusto
campo di gioco (e iniziare più raffinate attente correlazioni). Molte
di queste correlazioni sono state date dai teorici stessi e io credo che
la maggior parte di loro sia accurata. Questo è vero anche per i
livelli superiori (transpersonali), tuttavia la situazione diventa più
difficile. Prima di tutto quando ci avviciniamo a realizzazioni superiori
dello spettro della coscienza le ricerche della psicologia occidentale ortodossa
incominciano ad abbandonarci, e dobbiamo rivolgerci sempre più ai
grandi santi e contemplativi dell'oriente, dell'occidente, del nord e del
sud. In secondo luogo, le superfici degli aspetti culturali sono spesso
drammaticamente differenti e rendono la ricerca d'ogni profondo aspetto
transculturale più necessario, e, in terzo luogo, pochi esperti di
un sistema comunicano con dettagli agli altri, e così sono state
fatte meno comparazioni sistematiche. Tuttavia sostanziali studi, alcuni
dei quali vedremo sotto, hanno fatto un gran lavoro di battistrada in queste
importanti correlazioni, e riporto alcuni dei risultati negli schemi. Che
ci sia una generale somiglianza transculturale di questi più
alti livelli transrazionali e transpersonali è un sicuro segno che
noi stiamo fotografando alcune correnti molto reali in un fiume molto reale.
IL GRANDE CAMPO È UN POTENZIALE E NON UNA CONDIZIONE DATA
Non è necessario immaginare le strutture di base o gli oloni di base
come fossero per noi permanentemente fisse essenze che non cambiano (Platoniche,
Kantiane, Hegeliane o Husserliane). Possono in parte essere comprese come
abitudini dell'evoluzione, più come una memoria del cosmo che un
modello a priori. Ma in un modo o nell'altro un punto cruciale rimane: il
fatto che i grandi yoghi, i grandi santi e saggi hanno già sperimentato
molti dei reami transpersonali (come vedremo) ci mostra senza possibilità
d'errore che noi abbiamo già i potenziali per questi alti livelli
presenti nel nostro stesso sistema. L'organismo umano e il suo cervello,
nella sua forma presente, ha la capacità per questi stati superiori.
Forse altri stati emergeranno in futuro; forse si svilupperanno nuovi potenziali,
forse sorgeranno più alte realizzazioni. Ma il fatto rimane che proprio
ora noi abbiamo almeno queste straordinarie dimensioni transpersonali già
disponibili per noi. E qualunque cosa noi diciamo: che questi potenziali
più alti sono stati dati a noi da Dio, o che furono per la prima
volta creati dai santi, dai saggi pionieri dell'evoluzione e quindi lasciati
in eredità al resto di noi come campi morfogenetici o solchi evolutivi,
o che sono forme platoniche per sempre inserite nel cosmo, o che vennero
fuori della mutazione sorda e cieca del caso e da irragionevole selezione
naturale, alla fine non cambia il fatto che questi più alti potenziali
siano ora disponibili per tutti noi.
Le strutture che generalmente presento, e che sono nella colonna di sinistra
in ogni schema- rappresentano misure di riferimento tratte da sorgenti premoderne,
moderne e postmoderne, usandole per riempire i vuoti delle altre. Per confronto,
gli schemi 2a e 2b mostrano
alcuni dei livelli di base come sono stati concepiti in altri sistemi. Sotto
la "Generale Grande Catena" ho fatto una lista dei più
comuni cinque livelli: materia, corpo (nel senso di viventi corpi vitali,
il livello emozionale sessuale), mente (includendo immaginazione, i concetti
e la logica), l'anima (la sorgente sovraindividuale d'identità),
e lo spirito (sia il terreno senza forma, sia l'unione non-duale di tutti
gli altri livelli). Questi livelli, come ho detto, sono come i colori dell'arcobaleno,
li ho rappresentati sfumare uno nell'altro. Anche ciò, tuttavia,
può portare fuori strada; una più accurata rappresentazione
dovrebbe essere una serie di sfere concentriche, con ogni sfera successiva
che abbraccia le precedenti (figura 1). Questo modello non è come
i pioli di una scala uno appoggiato sopra l'altro, ma oloni in un'olarchia
come quella d'atomi/molecole/cellule/organismi/ con ogni superiore che avviluppa
i precedenti.
Allo stesso tempo, e questo non può essere enfatizzato mai abbastanza,
i livelli più alti del Grande Campo sono potenziali, e non dati di
fatto assoluti. I livelli inferiori, materia, corpo e mente, sono già
emersi in grande scala, così che già esistano pienamente in
questo mondo manifesto. Ma le strutture più alte, psichico, sottile
e causale, non sono ancora consapevolmente manifeste in scala collettiva;
esse rimangono per la maggior parte della gente, potenzialità del
corpo-mente umano e non realtà pienamente attualizzate. Quello che
il Grande Campo rappresenta è basilarmente un Grande Campo morfogenetico
o spazio evolutivo, che espande dalla materia, alla mente allo spirito,
e nel quale vari potenziali si sviluppano in attualità. Benché
per convenienza io parli dei livelli più alti come se fossero stati
semplicemente dati, essi sono ancora plastici, ancora aperti ad essere formati,
mentre sempre più gente coevolve in loro (perché come ho detto
queste strutture di base sono più delle abitudini cosmiche che schemi
predefiniti). Man mano che questi più alti potenziali sono attualizzati,
è data loro maggior forma e contenuto, e quindi coscientemente diventano
realtà d'ogni giorno. Prima d'allora, essi sono, in parte, solo grandi
potenziali che tuttavia esercitano un'innegabile attrazione, che sono presenti
in modi profondi, e possono essere direttamente realizzati da una più
alta crescita e sviluppo mostrando un alto grado di assomiglianza ovunque
essi appaiono.
STRUTTURE E STATI
La più classica e probabilmente più antica delle versioni
più complesse del Grande Campo è quella del Vedanta (schema
2b) che include anche le importantissime distinzioni tra stati, corpi,
e strutture. Uno stato significa uno stato di coscienza come la veglia,
il sogno e il sonno profondo. Una struttura è un involucro o livello
di coscienza, il Vedanta ce ne offre cinque dei più importanti: il
livello materiale, il livello biologico, il livello mentale, il mentale
superiore e lo spirituale. Un corpo è un supporto energetico ai vari
stati e livelli della mente, il Vedanta ne indica tre: il corpo grossolano
dello stato di veglia (che sostiene la mente materiale); il corpo sottile
dello stato di sogno (che sostiene i livelli emozionali, mentali e mentali
superiori); e il corpo causale del sonno profondo che sostiene la mente
spirituale.
Nota che un dato stato di coscienza, come la veglia o il sogno- può
infatti ospitare numerose strutture e diversi livelli di coscienza. In termini
occidentali potremmo affermare che lo stato di veglia può contenere
diverse strutture di consapevolezza assai differenti come: sensomotorio,
preoperativo, concreto operativo e operativo formale. In altre parole,
benché gli stati di coscienza siano importanti le strutture della
coscienza offrono informazioni più dettagliate riguardo allo stato
attuale della crescita e sviluppo di ogni individuo, e per questo un approccio
a grande spettro dovrà includere sia gli stati sia le strutture.
Nel mio sistema, le strutture sono di due tipi principali: le strutture
di base (che abbiamo appena introdotto) e le strutture nelle varie linee
di sviluppo (che esamineremo sotto). Strutture che, sia in psicologia che
in sociologia, sono semplicemente stabili stati di eventi. Le strutture
psicologiche possono essere divise e suddivise in numerosi modi, profondi
e superficiali, livelli e linee, durevoli e transitori, e io userò
tutte queste distinzioni. Ma, come ho detto, molto spesso ne uso solo due:
le strutture nei livelli di base della coscienza (come sensazione, impulso,
immagine, regola, operativo-formale, Vision Logic o pensiero razionale integrato,
psichico, sottile, ecc.) e le strutture nelle linee dello sviluppo della
coscienza (come le fasi cognitive, affetto, bisogni, morale, e così
via). In breve le strutture sono schemi olistici che si trovano sia nei
livelli di sviluppo sia nelle linee di sviluppo. I principali stati sono
in generale di due tipi: naturale ed alterato. Gli stati naturali di coscienza
includono quelli identificati dalla filosofia perenne, veglia/grossolano,
sogno/sottile, sonno profondo/causale. Secondo la filosofia perenne, lo
stato di veglia è la dimora del nostro ego di ogni giorno. Ma lo
stato di sogno, precisamente perché è un mondo creato interamente
dalla psiche, offre un tipo di accesso a stati dell'anima. Lo stato di sonno
profondo, poiché è un regno di puro senza forma, offre un
tipo di accesso allo spirito senza forma (o causale). Certamente, per la
maggior parte della gente, lo stato di sogno e di sonno profondo è
meno reale e non più reale della realtà dello stato di veglia,
che è abbastanza vera da un certo punto di vista. Ma secondo la filosofia
perenne, questi stati più profondi possono essere vissuti con piena
consapevolezza, e in quel caso offrono i loro straordinari segreti (come
vedremo). Nello stesso tempo, noi possiamo semplicemente notare che la filosofia
perenne sostiene che gli stati di veglia, di sogno e di sonno profondo rispettivamente
offrano un tipo di accesso all'ego grossolano all'anima sottile e allo spirito
causale.
(Spesso suddivido gli stati sottili in un regno più basso o psichico
e un regno propriamente"sottile", perché i livelli sottili
o "psichici" bassi giacendo accanto al regno grossolano, hanno
un intenso abbraccio o senso di unione con l'intero regno grossolano, come
nel misticismo della natura; mentre il propriamente sottile trascende tanto
il livello grossolano che solitamente coinvolge stati puramente trascendenti
del misticismo degli Dei. Il Causale naturalmente, è il regno della
cessazione immanifesta ed è la dimora del misticismo senza forma.
Integrare tutto è misticismo non duale. Esamineremo tutti questi
più alti reami transpersonali in questo libro, così che l'esatto
significato sarà chiarito da un'ulteriore lettura).
L'importanza di questi tre (o quattro) stati naturali, è che ogni
essere umano, non importa a quale fase, o struttura, o livello di sviluppo,
ha a sua disposizione lo spettro generale della coscienza, dall'ego all'anima
allo spirito, almeno come stati temporanei per la semplice ragione che tutti
gli uomini sperimentano la veglia il sogno e il sonno.
Uno stato alterato di coscienza è uno stato di coscienza non normale
o non ordinario, come gli stati indotti dalle droghe, le esperienze di vicinanza
con la morte, e gli stati meditativi.
In un'esperienza di picco (un temporaneo stato alterato) una persona può
momentaneamente sperimentare mentre è sveglia ogni stato naturale,
dallo psichico, al sottile, al causale alla consapevolezza non duale, e
questo spesso si mostra come diretta esperienza spirituale, come misticismo
della natura, misticismo degli dei, misticismo senza forma, (vedi sotto).
Esperienze di picco possono accadere a individui in qualunque stadio
di sviluppo.
La nozione che stati spirituali e transpersonali siano disponibili solo
ai livelli più alti dello sviluppo è abbastanza scorretta.
Sebbene i principali stati, grossolano, sottile causale e non duale, siano
disponibili agli esseri umani virtualmente ad ogni livello di crescita,
il modo in cui questi stati reami sono sperimentati e interpretati,
dipende in un certo grado dal livello di sviluppo della persona che sta
avendo l'esperienza di picco. Questo significa come ho suggerito in "
A Sociable God", che noi possiamo creare una griglia dei tipi d'esperienze
spirituali che sono generalmente disponibili agli individui a differenti
diversi livelli di crescita. Per esempio, chiamiamo per semplicità
gli stati più primitivi arcaico, magico, mitico, e razionale. Una
persona ad ognuno di questi livelli può avere una temporanea esperienza
di picco dello psichico o del sottile, del causale o del non-duale. Questo
da una griglia di circa sedici tipi differenti d'esperienze spirituali.
Per fare alcuni esempi: una persona nella fase magica di sviluppo (che non
può facilmente prendere il ruolo di un altro) può avere un'esperienza
di picco a livello sottile (o, diciamo, d'unione radiante con Dio), in tal
casi quella persona tenderà a sperimentare l'unione con Dio solo
applicabile a se stessa (dal momento che non può prendere il ruolo
di un altro e così comprendere che di fatto tutti gli uomini e gli
esseri senzienti sono ugualmente uno con Dio. Tenderà quindi a soffrire
di forte inflazione dell'io forse anche psicotica nelle sue dimensioni.
Dall'altra parte una persona a livello mitico (che ha espanso la sua identità
dall'egocentrico al socio-centrico, ma che è molto fondamentalista
e prende le cose alla lettera) sperimenterà la sottile unione con
Dio come una salvezza che è data non esclusivamente a lui (come fa
l'egocentrico) ma esclusivamente a quelli che abbracciano quei particolari
miti ("se vuoi essere salvato devi credere al mio Dio dea che è
l'unica e la sola divinità"); così questa persona potrebbe
diventare un fondamentalista nato due volte pronto a convertire l'intero
mondo alla sua versione di un Dio rivelato. L'esperienza del livello sottile
è molto reale e genuina ma deve essere portata da qualche parte,
ed è portata in questo caso in una mente etnocentrica, fondamentalista
d'appartenenza mitica, che drammaticamente limita e infine distorce i contorni
del regno sottile (come fece ancor di più nella precedente fase egocentrica).
Una persona a livello formale riflessivo tenderà a sperimentare la
sottile unione con Dio in termini più basati sulla ragione, forse
come deismo razionale o come terreno dell'essere demitologizzato e così
via.
In altre parole una data esperienza di picco (o temporaneo stato di coscienza)
è generalmente interpretata secondo il livello generale di sviluppo
della persona che ha tale esperienza. Questo ci dà, come ho detto,
una griglia di circa 16 tipi molto generici d'esperienze spirituali: stati
psichici, sottili, causali e nonduali, manifestati in strutture arcaiche,
magiche, mitiche e razionali. In "Sociable God" presento
esempi di tutto questo e ne sottolineo l'importanza, ci torneremo più
avanti in questo libro.
Ma tutte queste esperienze di picco, per quanto profonde, sono meramente
stati transitori e passeggeri. Per fare in modo che avvenga un superiore
sviluppo, questi stati temporanei devono diventare tratti permanenti. Lo
sviluppo superiore comporta, in parte, la conversione di stati alterati
in realizzazioni permanenti. In altre parole, i più alti raggiungimenti
dell'evoluzione, i potenziali transpersonali che erano disponibili solo
in stati temporanei della coscienza, si trasformano crescentemente in durevoli
strutture della coscienza (da stati a tratti). E' qui, che gli stati meditativi
diventano più importanti. Diversamente dagli stati naturali (che
danno accesso agli stati psichico, sottile e causale, nel naturale ciclo
del sonno, ma raramente durante la veglia o nella piena consapevolezza)
e diversamente dalle esperienze di picco spontanee (che sono fugaci), gli
stati meditativi offrono l'accesso ai regni superiori in modo deliberato
e prolungato. Come tali, essi scoprono più stabilmente i livelli
più alti del Grande Campo, gli alti livelli che eventualmente, con
la pratica, diventano realizzazioni permanenti. In altre parole, gli stati
psichici sottili causali e nonduali possono tutti diventare durevoli strutture
nel proprio temperamento ed è per questo che i termini "psichico
sottile causale e nonduale" sono usati per riferirsi alle strutture
più alte del Grande Campo dell'Essere. Quando emergono permanentemente
nello sviluppo di un individuo i loro potenziali, che una volta erano disponibili
solo in stati passeggeri, diventano i durevoli contorni di una mente illuminata.
I LIVELLI DI BASE IN ALTRI SISTEMI
Come ho detto, gli schemi 2a e 2b
mostrano il Grande Campo e le sue strutture o livelli di base come sono
concepiti in alcuni sistemi diversi. Non affermo che tutte strutture, livelli
onde sono identici, solo che condividono molte importanti somiglianze nello
spazio dello sviluppo, e questo spazio dello sviluppo, come vedremo, è
molto interessante e molto importante per una psicologia integrale.
Sembra che i più antichi di questi sistemi ebbero origine in India
e dintorni, forse indietro nel tempo sino al primo e secondo millennio prima
di Cristo (benché la tradizione proclami una data anche molto più
antica). Il sistema dei chakra, gli involucri e gli stati dei Vedanta, i
vijnana dei buddisti, i livelli vibratori dello shivaismo del Kashmir e
la gerarchia supercosciente di Aurobindo, tutto ciò viene da questo
fiume di ricerca sulla coscienza che è storicamente insuperato. Poco
dopo, forse per una migrazione (ma probabilmente per l'esistenza universale
di questi potenziali), il fiume della Mesopotamia e del Medio Oriente incomincia
il suo possente viaggio, che includerà affluenti persiani, nord-africani,
palestinesi e greci. Il più influente di questi si manifesterà
con le tradizioni neoplatoniche e sarà rappresentato dalle correnti
di Plotino, la cabala il sufismo e il misticismo cristiano (tutti rappresentati
negli schemi).
Benché sia di moda tra coloro che abbracciano il relativismo pluralistico
bandire la filosofia perenne (e qualunque cosa sia definito "universale"
se non le loro stesse universali affermazioni sull'importanza del pluralismo),
uno sguardo meno condizionato mostrerà l'evidenza di uno stupefacente
insieme di somiglianze generali tra le più grandi tradizioni di saggezza
del mondo. Perché questo dovrebbe sorprenderci? Il corpo umano ovunque
fra crescere 206 ossa, due reni ed un cuore; la mente umana ovunque crea
le capacità per immagini simboli e concetti. Allo stesso modo sembra
che lo spirito umano ovunque crei intuizioni del Divino, e anche queste,
nel profondo e non in superficie, mostrano aspetti con molte somiglianze.
Certe tradizioni sono state più complete, altre sono state più
precise. Ma, mettendole tutte insieme, otteniamo una mappa generale delle
possibilità umane con uno spettro incredibilmente ampio.
A questo punto chi è a disagio nel concepire livelli e fasi, tende
a diventare sospettoso e a domandarsi se la coscienza e il suo sviluppo
siano veramente una serie lineare di fasi monolitiche, che procedono una
dopo l'altra come in una scala? La risposta è assolutamente no. Come
vedremo queste onde di base del Grande Campo sono semplicemente i livelli
generali attraverso i quali numerosi differenti linee e correnti di sviluppo
fluiranno, come le emozioni, i bisogni, l'identità dell'io, la morale
e le realizzazioni spirituali e così via, ognuna procedendo a suo
modo e con la propria dinamica. Lo sviluppo complessivo non è affatto
una questione lineare simile ad una scala. E' un fluido mescolarsi di molte
correnti attraverso queste onde di base. Esamineremo presto molte di queste
correnti. Prima dobbiamo finire il nostro resoconto sulle onde di base e
il loro emergere.
I TEMPI DELL'EMERGERE DELLE ONDE DI BASE
Nella colonna estrema sinistra dello schema 3a,
ho incluso l'età media dell'emergere delle strutture di base della
coscienza fino alla mente formale. La ricerca suggerisce che le età
sono relativamente simili nella maggior parte della gente del mondo d'oggi,
semplicemente perché, io ho ipotizzato, lo sviluppo collettivo o
l'evoluzione generale ha raggiunto il livello formale (mentre livelli più
alti del formale che l'evoluzione collettiva non ha ancora raggiunto, devono
essere conquistati con il proprio sforzo personale, in parte perché
questi sono potenziali da sviluppare e non condizioni già disponibili).
Le tradizioni spesso dividono il viaggio della vita nelle "Sette età
di una persona" dove ogni età coinvolge l'adattamento ad uno
dei sette livelli di coscienza (come i sette chakra: fisico, emozionale-sessuale,
mentale inferiore medio, alto, anima e spirito) ed ognuno dei sette livelli
si dice prenda sette anni. Così i primi sette anni della vita, coinvolgono
l'adattamento al regno fisico (specialmente cibo, sopravvivenza e sicurezza).
I secondi sette anni coinvolgono l'adattamento alla dimensione emozionale-sessuale-sentimentale
(che culmina nella maturità sessuale o pubertà). I terzi sette
anni della vita (tipica l'adolescenza) coinvolge l'emergere della mente
logica e l'adattamento alle sue nuove prospettive. Questo ci porta circa
ai ventuno anni, momento in cui molti individui tendono ad arrestare il
loro sviluppo. Ma se lo sviluppo continua, ogni ulteriore periodo di sette
anni dà la possibilità di un nuovo e più alto livello
d'evoluzione della coscienza, così nello schema
3a ho fatto una lista tra parentesi di queste cime generali vicino alle
più grandi strutture di base. Certo queste sono generalizzazioni
più ampie con abbondanti eccezioni ma sono almeno suggestive. Perché
sette età e non diciamo dieci? Di nuovo esattamente come dividiamo
e suddividiamo il numero dei colori di un arcobaleno, è largamente
un fatto di scelte. Comunque i filosofi e gli psicologi del perenne, hanno
trovato che, non importa quante minute suddivisioni possiamo fare per dei
diversi propositi (per esempio trenta per molte specifiche dettagliate fasi
di certi tipi di meditazione), tuttavia ha senso parlare di un raggruppamento
funzionale delle onde di base del Grande Campo. Cioè ha senso il
modo in cui i livelli e sublivelli possono essere raggruppati (ad esempio:
quark, atomi molecole e cristalli, sono tutti materiali e non biologici,
nessuno di loro può riprodursi sessualmente). Allo stesso modo c'è
un senso nel riunire i livelli e sublivelli mentali (immagini, simboli concetti
e regole) che sono tutti mentali e non ad esempio, psichici o sottili. In
altre parole, anche se si può trovare utile in certe occasioni distinguere
dozzine (o persino centinaia) di piccole gradazioni nei colori di un arcobaleno,
c'è anche una buona ragione per affermare che basilarmente ci sono
sei o sette principali colori nella maggior parte degli arcobaleni.
Questo è quello che intende la filosofia perenne con "le sette
età di una persona" o i sette principali chakra o strutture
di base. Per varie ragioni io ho travato che benché circa un paio
di dozzine di strutture di base può essere rapidamente identificato
(dalla sensazione alla percezione, exocept, impulso, immagine, simbolo edocept,
concetto regola) non di meno possono essere condensate dai sette ai dieci
raggruppamenti funzionali che riflettono facilmente fasi riconoscibili (come
vedremo in questo volume). Questi raggruppamenti delle strutture di base
le rappresento con nomi molto generici che sono nelle colonna sinistra di
tutti gli schemi: (1) senso motorio, (2) emozionale fantasmatico (o emozionale
sessuale) (3) mente rappresentativa simile a preoperativa o "preop"
(4) la mente della regola e del ruolo simile al concreto operativo o "conop"
(5) riflessivo formale (simile a operativo formale o "formop")
(6) Vision Logic o pensiero sintetico integrato (7) psichico (8) sottile
(9) causale e (10) non duale. Di nuovo queste sono semplici generalizzazioni
orientative ma ci offrono un modo conveniente per confrontarci con un gran
numero di dati ed evidenze. Ma nessuna di queste generalizzazioni ci impedirà
di usare mappe che possono essere più dettagliate o semplificate
secondo le necessità del caso.
LO SVILUPPO COGNITIVO E IL GRANDE CAMPO DELL'ESSERE
Il Grande Campo è propriamente una grande olarchia dell'essere e
del conoscere: livelli di realtà e livelli di conoscenza di questi
livelli. Cioè i filosofi del perenne trovano importante sia l'ontologia
che l'epistemologia come inseparabili aspetti delle grandi ombre della realtà.
La modernità trovò necessario differenziare l'ontologia dall'epistemologia,
e ciò sarebbe stata una cosa molto positiva se la modernità
e la postmodernità avessero completato lo sviluppo ed integrato queste
differenziazioni, mentre ciò che accadde fu invece che queste differenziazioni
si separarono completamente; e la modernità, confidando solo nella
sua isolata soggettività, abbracciò soltanto l'epistemologia,
mentre l'ontologia cadde nel buco nero del soggettivismo per non essere
più ascoltata.
La Grande Catena per il grado di riconoscimento che avuto dalla modernità,
diventò solamente una gerarchia di livelli di conoscenza, in altre
parole una gerarchia cognitiva come quella studiata da Piaget. Questo non
è tanto sbagliato quanto terribilmente parziale, perché è
un lasciar fuori i livelli di realtà che darebbero il terreno alla
conoscenza (o, altrettanto tristemente riconoscere solo il livello sensomotorio
della realtà, al quale ogni conoscenza deve essere fedele per poter
essere giudicata "vera"). Tuttavia, per il momento, mettiamo a
fuoco solo la cognizione, e poiché è certamente vero che la
Grande Catena è parte del grande spettro della coscienza, la domanda
allora è: negli individui la Grande Catena è la stessa cosa
che lo sviluppo cognitivo?
Non esattamente. Per incominciare, certamente si può pensare al Grande
Campo anche come il grande spettro della coscienza, che, in effetti, è.
Una delle definizioni del dizionario del termine "cognitivo" è
"in relazione alla coscienza", quindi in ogni modo si può
pensare nei termini del dizionario allo sviluppo del Grande Campo (che negli
individui comporta lo sviluppo di più alti e più ampi livelli
di consapevolezza) come fosse in generale simile allo sviluppo cognitivo,
sino a che comprendiamo che "cognizione o coscienza" vanno dal
subconscio, al conscio al superconscio, e questo include modalità
interiori di consapevolezza altrettanto come modalità esteriori.
Il problema, come dicevo, è che "cognizione" nella psicologia
occidentale cominciò ad avere un significato ristretto che escludeva
la maggior parte di quanto sopra. Finì col significare la percezione
d'oggetti esteriori. Ogni tipo di coscienza o consapevolezza (nel senso
più ampio) fu quindi esclusa (per esempio le emozioni, sogni, visioni
creativi, stati sottili ed esperienze di picco). Se il contenuto della coscienza
non era una sorta d'oggetto obiettivo ed empirico (una roccia, un albero,
una macchina, un organismo), allora quella coscienza si diceva non possedesse
validità cognitiva e fu così per tutti questi interessanti
e importanti modi della coscienza.
Nelle mani di gente come Piaget, il significato di cognizione fu ristretto
ancora di più a tipi d'operazioni logico matematiche che si considerò
fossero la base di tutte le altre linee di sviluppo e in tutti gli altri
dominii. A questo punto, il termine coscienza come "cognizione"
è stata ridotto al percepire null'altro che le piatte e vaghe superfici
degli oggetti empirici (quello che noi chiameremo "flatland").
Detto in modo semplice, qualunque consapevolezza che vedesse qualcos'altro
rispetto al mondo del materialismo scientifico, non era una vera consapevolezza,
non era una vera cognizione.
In questo senso, lo sviluppo degli individui nel Grande Campo non è
per niente uno sviluppo "cognitivo". E tuttavia, se guardiamo
un po' più vicino allo schema di Piaget, e a quello che i successivi
psicologi hanno inteso con "sviluppo cognitivo", possiamo trovare
somiglianze molto interessanti (e molto importanti), se pur limitate.
Prima di tutto gli studi psicologici occidentali dello sviluppo cognitivo
implicano ancora lo studio di qualche tipo di coscienza, seppure a volte
ristretta e ridotta. In ogni modo, ciò che Piaget studiò come
pensiero formale operativo, che fu concepito come una struttura matematica
(i raggruppamenti INRC), è un modo legittimo per sezionare il flusso
della coscienza a quel punto, ma difficilmente esauriscono tutte le foto
della coscienza che si possono scattare in quella particolare curva del
fiume. Esistono numerose altre prospettive valide per definire la coscienza
a questo livello, dalla presa del ruolo agli stili epistemologi, alle visioni
del mondo, alle spinte morali. Ma, focalizzandosi sullo sviluppo cognitivo
Piaget almeno illuminò l'importanza centrale dello sviluppo della
coscienza, anche se in modo limitato.
Il fatto importante è che quando sono studiate le specifiche linee
di sviluppo, come lo sviluppo morale, lo sviluppo dell'io e lo sviluppo
del ruolo, è stato quasi sempre constatato che lo sviluppo cognitivo
è necessario (ma non sufficiente) per questi diversi sviluppi. In
altre parole, prima che si possa sviluppare la morale o la prospettiva dell'io
o l'idea di una buona vita, si deve essere capaci, in primo luogo, di concepire
consciamente questi vari elementi. La coscienza è perciò necessaria,
ma non sufficiente, per questi altri sviluppi.
Ed è questa esattamente la pretesa dei teorici del Grande Campo.
I livelli del Grande Campo (le strutture di base della coscienza) sono i
livelli attraverso i quali le linee di sviluppo procedono e senza le onde
di base non c'è nulla per le varie barche su cui galleggiare. Questo
perché le strutture di base (se concepite come gli involucri del
Vedanta, i livelli di coscienza del Mahayana, i livelli ontologici dello
Sefirot della Kabala, o le fasi della crescita dell'anima verso dio nel
Sufismo) sono la spina dorsale, lo scheletro essenziale su cui si agganciano
molti altri sistemi.
Sebbene essi non possano essere equiparati, lo sviluppo cognitivo (come
studiato dagli psicologi occidentali) è forse la cosa più
vicina alla Grande Catena o allo spettro della coscienza (almeno sino ai
livelli della mente formale; oltre i quali molti ricercatori occidentali
non riconoscono nessuna altra forma di coscienza). Per questa ragione, e
tenendo sempre presente le molte caratteristiche e limiti, alcune volte
uso i termini cognitivi come conop e formop, per descrivere delle strutture
di base. Poiché lo sviluppo cognitivo ha un significato molto specifico
e ristretto nella psicologia occidentale, la considero una linea di sviluppo
separata dalle strutture di base (così che noi possiamo preservare
la ricchezza ontologica degli oloni di base e non ridurli alle categorie
cognitive occidentali). Gli schemi 3a e 3b
sono correlazioni delle strutture di base con le fasi cognitive come sono
espresse dai diversi ricercatori moderni. Uno degli articoli più
interessanti in questi schemi è il numero degli psicologi occidentali
che basandosi su dei dati ampiamente empirici e fenomenologici hanno scoperto
numerosi stadi di sviluppo postformale, cioè fasi di sviluppo
cognitivo oltre la razionalità lineare, (per esempio oltre il pensiero
formale operativo o formop). Sebbene il termine "postformale"
si riferisca a qualunque e ad ogni fase oltre il formop, è di solito
usato soltanto per fasi mentali e personali e non sovramentali e transpersonali.
In altre parole, per molti dei ricercatori occidentali il termine "postformale"
si riferisce alla prima delle principali fasi oltre il formop che io chiamo
Vision Logic (pensiero sintetico integrato). Come mostrato negli schemi
3a e 3b molti ricercatori hanno trovato da
due a quattro fasi di cognizione postformale e pensiero sintetico integrato
(Vision Logic). Queste fasi postformali si muovono oltre le fasi formale/meccanicistica
del primo formop in varie fasi di relatività, sistemi pluralistici,
contestualismo, primo pensiero integrato Vision Logic, e da qui in fasi
pensiero metasistemico, integrato, unificato, dialettico e olistico (dal
medio al tardo vision logic). Ciò ci dà un quadro delle dimensioni
del mentale superiore come spazi dinamici, in sviluppo, dialettici e integrati.
In ogni modo, pochi di questi ricercatori si muovono in un regno transmentale
(di eventi psichici, sottili, causali o nonduali, transrazionali e transpersonali)
sebbene molti di loro hanno sempre più contatti con questi livelli
più alti. Per i confini di questi livelli, dobbiamo spesso riferirci,
ancora una volta, ai grandi saggi e ai contemplativi, come è chiarito
in molti degli schemi.
A questo riguardo, è ancora in atto una disputa molto scottante,
se le stesse fasi spirituali/transpersonali, possano essere considerate
come livelli più alti di sviluppo cognitivo. La risposta, credo,
dipende da ciò che s'intende per "cognitivo". Se significa
quello che la maggior parte degli psicologi occidentali intendono, una conoscenza
mentale e concettuale degli oggetti esteriori, le fasi più alte o
spirituali non sono cognitivo mentali, poiché spesso sono sovramentali,
transconcettuali e non esteriori. Se per "cognitivo" intendiamo
"conoscenza in generale", includendo gli stati del superinconscio,
molte delle esperienze spirituali più alte allora sono cognitive.
Ma gli stati spirituali e transpersonali hanno anche molti altri aspetti,
come i più alti affetti, aspetti morali e senso di sé, che
anche con un'amplificazione del termine cognitivo, non sono puramente cognitivi.
Comunque, il termine "cognitivo" nel suo più ampio senso,
significa "coscienza", e i diversi sviluppi cognitivi sono un'importante
parte dell'intero spettro dell'Essere e del Conoscere.
LA LINEA COGNITIVA
Negli schemi 3a e 3b sono
elencati alcuni dei più conosciuti e influenti ricercatori dello
sviluppo cognitivo. Gli studi di Piaget, sono ovviamente basilari. Anche
con tutti i suoi limiti, il contributo di Piaget rimane fondamentale; è
certamente una delle ricerche psicologiche più significative di questo
secolo. Egli ha aperto uno straordinario numero di strade alla ricerca;
seguendo il lavoro pionieristico di James Mark Baldwin (vedi sotto), Piaget
ha dimostrato che ogni livello dello sviluppo ha una diversa visione del
mondo, con differenti percezioni, modi di spazio e tempo, e motivazioni
morali (scoperte dalle quali dipenderà il lavoro di altri ricercatori
da Maslow a Kohlberg a Loevinger a Gilligan); ed ha mostrato che la realtà
non è semplicemente un dato di fatto ma, in molti importanti modi,
qualcosa di costruito (lo strutturalismo che rese possibile il poststrutturalismo);
il suo methode clinique sottopose il risveglio della consapevolezza
a investigazione meticolosa, e ciò portò letteralmente a centinaia
di nuove scoperte; le sue ricerche psicologiche ebbero immediata influenza
su tutto, dall'educazione alla filosofia (Habermas, tra molti altri, gli
deve molto). Pochi sono i ricercatori che possono affermare altrettanto.
Le maggiori lacune di Piaget, (secondo l'opinione della maggior parte degli
studiosi d'oggi), consistono nel fatto che egli concepiva lo sviluppo cognitivo
(studiato con competenza matematica) come fosse la sola e maggior linea
di sviluppo, mentre si è raccolta abbondante evidenza che numerose
differenti linee (come: io, morale, affettiva, interpersonale, artistica,
ecc.) possono svilupparsi in un modo relativamente indipendente. Nel modello
che presento, per esempio, la linea cognitiva è solo una del paio
di dozzine di linee di sviluppo che presento, nessuna delle quali in quanto
linea, può pretendere la preminenza. (Esamineremo queste altre linee
nel prossimo capitolo).
Ma, per la linea cognitiva stessa, il lavoro di Piaget è ancora molto
notevole e dopo circa tre decadi d'intensa ricerca transculturale l'evidenza
è virtualmente unanime: le fasi di sviluppo sino al formale operativo
sono universali e transculturali. Per fare solo un esempio "Lives Across
Cultures: cross cultural Human Development" è un libro di testo
molto rispettato scritto da una prospettiva apertamente liberale (spesso
sospettosa di livelli universali). Gli autori (Harry Gardiner, Jay Mutter,
e Corinne Kosmitzki) riassumono attentamente l'evidenza dei livelli di Piaget
di sensomotorio, preoperativo, concreto-operativo e operativo formale. Essi
hanno trovato che i contesti culturali qualche volta possono alterare il
ritmo dello sviluppo o l'enfasi di alcuni aspetti delle fasi, ma non i livelli
stessi o la loro validità transculturale.
Così riportano per quanto riguarda il sensomotorio: "Infatti
le caratteristiche qualitative dello sviluppo sensomotorio rimangono praticamente
identiche in tutti i bambini studiati sino ad ora nonostante le profonde
differenze dei loro contesti culturali." Riguardo allo sviluppo
preoperativo e operativo concreto con una ricerca basata su un enorme numero
di studi includendo nigeriani, zambiani, iraniani, algerini, nepalesi, cingalesi,
Indio amazzonici, e aborigeni australiani: "Che cosa possiamo concludere
da questo vasto materiale di ricerca transculturale? In primo luogo il sostegno
all'universalità delle strutture e operazioni alla base dello sviluppo
del periodo preoperativo è molto convincente. In secondo luogo, le
caratteristiche qualitative dello sviluppo concreto operativo (sequenza
di fasi e stili di ragionamento) appaiono universali (benché) il
livello di sviluppo cognitivo non è uniforme ma dipende da fattori
eco-culturali". Benché gli autori non usino esattamente
i miei stessi termini, essi concludono che le caratteristiche profonde dei
livelli sono universali, ma gli aspetti superficiali dipendono fortemente
da fattori ambientali, culturali ed ecologici (come più tardi chiariremo,
tutti e quattro i quadranti sono implicati nello sviluppo individuale).
"In fine, appare chiaro che, benché il livello e il ritmo
di sviluppo delle abilità nel quale il bambino si muove attraverso
il periodo preoperativo di Piaget dipenda da esperienze culturali, i bambini
nelle diverse società tuttavia ancora procedono nelle sequenze che
lui aveva previsto."
Una percentuale minore sulla massa di individui in qualunque cultura (asiatica,
africana, americana o altro) raggiunge il livello formale di cognizione
operativa, e la ragione per spiegarlo può variare. Può essere,
come io credo, che l'operativo formale sia veramente uno stadio più
alto che quindi pochi lo raggiungono. Può darsi che l'operativo formale
sia una genuina abilità e non un autentico livello, come credono
gli autori (solo alcune culture enfatizzano l'operativo formale e quindi
l'insegnano). L'evidenza per l'esistenza della fase formale di Piaget è
quindi forte, ma non decisiva. Tuttavia, quest'aspetto viene spesso usato
per scartare tutti i livelli di Piaget, mentre una conclusione corretta,
sostenuta da enorme evidenza è che tutte le fasi sino all'operativo
formale è stato adeguatamente dimostrato che sono universali e transculturali.
Io credo che le fasi del e oltre l'operativo formale sono anch'esse universali
incluso il pensiero integrato (Vision Logic) e le generali fasi transrazionali
e presenterò sostanziale evidenza di ciò procedendo. Nello
stesso tempo, come vedremo quando giungeremo alla discussione della spiritualità
nell'infanzia (Capitolo 11) le prime fasi sono esattamente quelle che gli
studi di Piaget hanno portato ad evidenza transculturale. Ciò, credo,
ci permetterà di vedere queste fasi iniziali in una luce più
accurata.
Come per la stessa linea cognitiva, uno studio generale è stato fruttuosamente
portato avanti da Michael Commons e Francis Richards, Kurt Fisher, Juan
Pasqual-Leone, Robert Stemberg, Gisela Labouvie-Vief, Herb Koplowiz, Michael
Basseches, Philip Powell, Suzanne Benack, Patricia Arlin, Jan Sinnott e
Cheryl Armon, per nominare solo i più importanti (che ho presentato
negli schemi).
Benché ci siano significative differenze tra questi ricercatori,
ci sono anche molte profonde assomiglianze. La maggior parte di loro ha
trovato che lo sviluppo cognitivo si muove attraverso tre o quattro fasi
maggiori (con numerosi sottolivelli): sensomotorio, concreto, formale e
postformale. Le fasi sensomotorie di solito si sviluppano nei primi due
anni di vita, e si concludono con la capacità di percepire oggetti
fisici. La cognizione quindi lentamente inizia a rappresentare questi oggetti
con nomi simboli e concetti. Questi simboli e concetti primitivi tendono
a soffrire di vari tipi di inadeguatezza (oggetti simili e predicati sono
confusi; che c'è più acqua in un bicchiere alto che in uno
basso anche se è la stessa acqua; i concetti sono confusi con gli
oggetti che li rappresentano, e così via). Queste inadeguatezze portano
a vari tipi di pensiero a indirizzo magico e a credenze mitiche. Ed è
per questo che in tutti gli schemi si vedrà che molti ricercatori
si riferiscono a queste fasi con nomi come: magico, animistico, mitico
e così via. Ciò non sta a significare che tutto il magico
e tutti i miti siano solo primitive inadeguatezze cognitive, ma alcune chiaramente
lo sono, se mangio l'occhio del gatto vedrò come un gatto, una zampa
di coniglio porta buona fortuna, se non mangio i miei spinaci Dio mi punirà,
ecc. C'è un mondo di differenza tra i simboli mitici considerati
come concretamente veri, Gesù è veramente nato da una donna
biologicamente vergine? La terra davvero riposa su di un serpente Indù?
Lao Tzu aveva davvero 900 anni al momento della nascita? e i simboli mitici
infusi di metafore così che le prospettive che emergono solo con
la coscienza formale e postformale. Se non è indicato diversamente,
quando uso la parola "mitico" mi riferisco a preformale: concrete
letterali immagini mitiche e simboli, alcuni aspetti dei quali sono infusi
di fatto, di inadeguatezze cognitive, perché questi miti considerano
fatti empirici molte cose che possono essere empiricamente confutate, il
vulcano erutta perché è personalmente arrabbiato con te; le
nuvole si muovono perché ti seguono. Queste credenze mitiche preformali,
come hanno notato studiosi come Piaget e Campbell, sono sempre egocentricamente
polarizzate e credute in modo letterale e concreto.
Per la stessa ragione, queste prime fasi sono indicate con nomi come preconvenzionale,
preoperativo, egocentrico e narcisista. Poiché i bambini nelle fasi
sensomotorie e preoperative, non possono ancora facilmente e pienamente
mettersi nel ruolo altrui, sono imprigionati nelle loro prospettive. Questo
narcisismo è normale ed è un sano aspetto di queste fasi iniziali,
e può causare problemi solo se queste fasi non sono sostanzialmente
superate (come vedremo).
Lo sviluppo di queste prime fasi è generalmente in accordo, con il
fatto che quando la capacità cognitiva cresce, la coscienza inizia
a relazionarsi e a operare nel mondo sensomotorio con più accuratezza,
sia questo il suonare il violino o l'imparare a organizzare delle classi
secondo la loro dimensione (anche se rime ancora nella coscienza molta "fedeltà
a realtà mitiche"). Le operazioni concrete sono portate
avanti attraverso schemi e regole che tra l'altro permettono
all'io in questa fase di adottare diversi ruoli nella società,
e così muovere dal regno egocentrico-preconvenzionale al regno sociocentrico
convenzionale.
Man mano che la coscienza si sviluppa ulteriormente e si approfondisce,
queste categorie concrete iniziano ad essere più generalizzate e
più astratte (nel senso di poter essere applicate a più e
più situazioni) e così più universali. La coscienza
operativo formale può quindi iniziare a sostenere un orientamento
postconvenzionale verso il mondo, liberandosi in diversi modi il
mondo etnocentrico e sociocentrico del pensiero concreto (e di appartenenza
mitica).
Benché sottoposto all'assalto di studi culturali anti occidentali
(con un forte pregiudizio relativistico) "razionalità"
è diventato un termine peggiorativo, è in effetti la sede
di uno straordinario numero di risultati e competenze (comprese le capacità
utilizzate da critici antirazionali). La razionalità (o la ragione
nel senso più ampio) implica, in primo e principale luogo, la capacità
di prendere delle prospettive diverse (perciò Jean Gebser la chiama
"ragione prospettica"). Secondo la ricerca di Susanne Cook Gruter
il pensiero preoperativo ha solo una prospettiva di prima persona (egocentrica);
il pensiero concreto operativo aggiunge le prospettive della seconda persona
(sociocentrico), e il pensiero formale operativo va oltre e aggiunge la
prospettiva della terza persona (che permette non soltanto la precisione
scientifica, ma anche giudizi imparziali postcovenzionali, cosmocentrici
di giustizia e assistenza). Così la ragione può regolare le
norme di una cultura sottoponendole alla critica basata su principi universali
di giustizia (non etnocentrici).
La razionalità prospettica essendo altamente riflessiva permette
di sostenere l'introspezione. Ed è la prima struttura che può
immaginare i mondi del "come se" e "che cosa se": diventando
un vero sognatore creativo. Altrettanto importante della razionalità
formale è l'esistenza di livelli di coscienza postformali che tutte
queste ricerche confermano, una più alta ragione, che contempla ancor
più prospettive (secondo Cook-Gruter la quarta e quinta persona).
Mettendo assieme prospettive multiple senza privilegiarne eccessivamente
alcuna è ciò che Gasber chiamò integral-aperspectival
(integrale aprospettico), che coinvolge un ulteriore approfondimento verso
una coscienza cosmocentrica e postconvenzionale. C'è accordo generale
che questi sviluppi postformali (o Vision Logic) implicano almeno due o
tre fasi maggiori. Crescendo oltre il formalismo universale astratto (dal
formale operativo), la coscienza si muove prima in una comprensione di relatività
dinamica e pluralismo (inizio del pensiero integrato, vison logic), e quindi
oltre nella coscienza dell'unità e dell'olismo, della dialettica
dinamica o integralismo universale (metà o tardo vison logic), e
tutto può essere riconosciuto chiaramente negli schemi 3a e 3b (e
altri che discuteremo più tardi).
Per olistici che siano questi sviluppi del Vision Logic sono ancora sviluppi
del reame mentale. Sono le più alte realizzazioni del regno mentale,
questo è certo, ma oltre loro giacciono sviluppi supermentali e propriamente
transrazionali. Per questo ho incluso Sri Aurobindo and Charles Alexander
come esempi di ciò che deve comprendere un modello dello sviluppo
cognitivo a tutto spettro. (Nel capitolo 9 investigheremo questa linea cognitiva
nel suo movimento dal grossolano al sottile al causale). E' da notare che
Aurobindo ha usato termini decisamente cognitivi per quasi tutti i suoi
livelli: mente superiore, mente illuminata, sovramentale, supermente e così
via. In altre parole lo spettro della coscienza è in parte lo spettro
della cognizione genuina, usando la parola cognizione nel senso più
ampio. Ma non è solo quello, ed è per questo che anche Aurobindo
inserisce i più alti affetti, la morale, i bisogni e le identità
del sé in questi più alti livelli. Ma la sua posizione generale
è abbastanza simile: lo sviluppo cognitivo è primario ed è
necessario (ma non sufficiente) per questi ulteriori sviluppi.
RIASSUNTO
Questa dunque è una breve introduzione ai livelli di base del Grande
Campo dell'Essere. Il Grande Campo è semplicemente un grande nido
morfogenetico che offre uno spazio di sviluppo nel quale i potenziali umani
possono realizzarsi. I livelli di base del Grande Campo sono le onde di
base di tale sviluppo: dalla materia al corpo alla mente all'anima e allo
spirito. Abbiamo visto che questi livelli di base possono essere divisi
e suddivisi in molti modi legittimi. Gli schemi offrono circa sedici onde
nello spettro generale della coscienza, ma queste possono essere condensate
o estese in numerosi modi, come vedremo in questo lavoro.
Attraverso queste onde principali del grande Fiume scorrono un paio di dozzine
di differenti correnti di sviluppo, tutte navigate dal sé nel suo
viaggio straordinario dalla polvere al Divino.



La parte superiore del diagramma è l'individuale, la metà
inferiore è il collettivo, la metà sinistra è l'interiore
(consapevolezza, soggettività) e la metà destra è l'esteriore
(obiettiva, materiale). Così il quadrante superiore sinistro rappresenta
l'interiore dell'individuo, l'aspetto soggettivo della coscienza o la consapevolezza
individuale che ho rappresentato con la linea cognitiva sino al livello
vision logic (pensiero sintetico integrato). (La fig. 5 rappresenta gli
sviluppi, a partire dal Big Bang, sino al modo attuale di consapevolezza;
non copre gli sviluppi transpersonali che discuteremo più in dettaglio
più avanti.) Tutto il quadrante superiore sinistro rappresenta l'intero
spettro della coscienza così come appare in ogni individuo, dalle
sensazioni fisiche, alle idee della mente all'anima e allo spirito. Lo psicogramma
integrale è un grafico di questo quadrante. Il linguaggio di questo
quadrante è il linguaggio dell'io: il rapporto della prima persona,
della corrente interiore della consapevolezza. E' anche la sede dell'estetica
o della bellezza che risiede nell'io dell'osservatore.
Il quadrante destro superiore rappresenta l'oggettivo, o i correlati esterni
degli stati interiori della coscienza. Senza preoccuparci per il momento
dell'esatta relazione tra mente interiore e cervello oggettivo, possiamo
notare solamente che i due sono per lo meno intimamente collegati. Perciò
possiamo vedere nella fig. 5, semplici cellule (prokarioti ed eukarioti)
che già mostrano "Irritabilità" o attiva risposta
a degli stimoli.
Gli organismi neuronali posseggono sensazione e percezione, un cervello
del rettile aggiunge la capacità per gli impulsi e per il comportamento
istintivo, un sistema limbico aggiunge le emozioni e certi rudimentali ma
potenti sentimenti, una neocorteccia aggiunge la capacità di accedere
a simboli e concetti e così via. (SF1, SF2 e SF3 rappresentano strutture
più alte, le funzioni di del cervello, correlate con più alte
capacità cognitive, come vedremo più avanti.) I ricercatori
che si concentrano su questo quadrante, sui meccanismi del cervello, sui
neurotrasmettitori e studiano la natura organica che possa sostenere la
consapevolezza (la neurofisiologia, la scienza cognitiva, la psichiatria
biologica, ecc). Il linguaggio di questo quadrante è il linguaggio
del ciò, egli, (it): terza persona o resoconti oggettivi dei fatti
scientifici che riguardano l'organismo individuale. Ma, gli individui non
esistono mai da soli; ogni essere è un essere nel mondo. Gli individui
sono sempre parte di una collettività, e c'è un collettivo
interiore ed un collettivo esterno. Questi sono indicati rispettivamente
nel quadrante inferiore sinistro e inferiore destro. L'inferiore sinistro
rappresenta l'interno del collettivo, o i valori, i significati, le visioni
del mondo e l'etica che è condivisa da un gruppo di individui. Nella
figura 5 ho rappresentato tutto questo con le visioni del mondo come magica,
mitica e razionale (che discuteremo più avanti). Il linguaggio di
questo quadrante è il linguaggio del "noi": seconda persona,
o linguaggio dell'io-tu che coinvolge la comprensione reciproca, giustizia
e bontà, in breve come tu ed io ci arrangeremo per andare avanti
insieme. Questo è il quadrante culturale. La cultura tuttavia, non
è sospesa senza corpo nell'aria, proprio come la coscienza individuale
è ancorata a forme materiali obiettive (come il cervello), così
tutti i componenti della cultura sono ancorati in forme istituzionali esterne
e materiali. Questi sistemi sociali includono istituzioni materiali, formazioni
geopolitiche e forze produttive (che vanno dal raccoglitore, all'agricolo
agrario industriale ed informatico). Poiché questi sono fenomeni
oggettivi, il linguaggio di questo quadrante, come quello oggettivo individuale,
è un linguaggio in "it" o "ciò". Dal momento
che sia il destro superiore sia il destro inferiore sono obiettivi "ciò"
possono essere considerati unitari in ambito generale, e ciò significa
che i quattro quadranti possono essere riassunti nei "Grandi Tre"
di io, noi, e ciò. Oppure: l'estetica dell'io, la morale del noi,
e la scienza del "ciò". Il Bello, il Buono ed il Vero,
la prima, seconda e terza persona, l'io, la cultura e la natura, l'arte,
la morale e la scienza. In altre parole i quattro quadranti (o più
semplicemente i grandi tre) sono il sostegno della moderna differenziazione
delle sfere dei valori di arte, morale e scienza. Dove la premodernità
aveva avuto la tendenza alla fusione o non differenziare chiaramente, i
Grandi Tre, la modernità certamente li ha chiaramente differenziati,
e li lasciò liberi di seguire la loro strada. Questa differenziazione
è stata parte della dignità della modernità, che permettendo
ad ogni dimensione di perseguire le sue verità, permise ad ognuno
di questi di raggiungere scoperte impressionanti e di ampia portata, scoperte
che anche i più severi critici ammettono, separarono la modernità
dalla premodernità. Ma qualcosa d'altro separò la modernità.
La differenziazione dei Grandi Tre andò troppo oltre nella dissociazione:
la dignità si trasformò in disastro, e ciò permise
ad una scienza imperialista di dominare le altre sfere pretendendo che esse
non possedessero una propria realtà inerente (lo scientismo, il materialismo
scientifico, l'uomo unidimensionale, il disincanto del mondo). Scomparsa
era la mente, scomparsi l'anima e lo spirito e al loro posto, fin dove l'occhio
poteva vedere, la freddezza di un mondo di oggetti: "Una meschina situazione
senza colore, senza profumo e suono"; "semplicemente il frettoloso
movimento materiale, senza fine e senza significato". Avvenne così
che virtualmente tutto lo spettro della coscienza, e certamente i suoi livelli
superiori (anima e spirito), furono ridotti a mutazioni della materia e
dei corpi. Ma ottusamente tutti gli "io" e il "noi"
furono ridotti in "ciò", a oggetti nello sguardo scientifico,
che non importa quanto a lungo osservasse, non poteva trovare nulla che
potesse assomigliare al Grande Campo delle possibilità umane, ma
vedeva solo schemi senza fine dei processi di cose, in corsa qua e là.
Perciò, sembra che la premodernità avesse almeno un grande
punto di forza che è mancato alla modernità: il riconoscimento
del Grande Campo dell'Essere, che è basilarmente una mappa generica
dei più alti potenziali dell'uomo. Ma la premodernità ha avuto
almeno un grande punto debole: non aveva pienamente differenziato le sfere
dei valori a nessuno dei livelli del Grande Campo. Così, tra le altre
cose, la ricerca scientifica obiettiva dello spettro è stata ostacolata;
le espressioni relative e culturalmente condizionate del Grande Campo dell'Essere
furono considerate universalmente valide; e le ingiunzioni morali raccomandate
a tutti limitate da queste espressioni della cultura. Giordano Bruno poteva
aver sperimentato molti dei livelli superiori del Grande Campo, ma, poiché
le sfere dei valori non erano completamente differenziate e diritti individuali
non erano protetti dalla legge e dal costume, l'Inquisizione lo bruciò
con cura sul rogo. La modernità, d'altra parte, riuscì a differenziare
i Grandi Tre di arte, morale e scienza su larga scala, così da permettere
scoperte fenomenali. Ma, quando i Grandi Tre furono dissociati, e il colonialismo
scientifico iniziò la sua carriera aggressiva, tutti gli "io"
e i "noi" furono ridotti a schemi di "ciò" oggettivi,
tutte le fasi interiori della consapevolezza, dal corpo alla mente all'anima
e allo spirito, furono sommariamente respinti come insignificanti superstizioni.
Il Grande Campo collassò nel materialismo scientifico, in ciò
che chiameremo "Flatland" ed è là che il mondo,
in gran parte, rimane. Il nostro lavoro sembra essere quello di recuperare
i punti di forza sia della modernità sia della premodernità
e di buttar via i loro punti deboli.
Un esempio di onde dell'esistenza
Clare Graves fu uno dei primi (con Baldwin, Dewey e Maslow) a prendere uno
schema evolutivo, e mostrare la sua straordinaria applicabilità a
un ampio raggio di scopi, dagli affari, al governo all'educazione. Grave
propose un profondo ed elegante modello dello sviluppo umano, un modello
che ricerche successive hanno confermato e non respinto. "Brevemente
quanto propongo è che la psicologia dell'uomo maturo è un
processo a spirale di sviluppo emergente ed oscillante segnato dalla successiva
subordinazione di sistemi di comportamento d'ordini inferiori e più
vecchi a sistemi più nuovi, d'ordine superiore, con il cambiamento
dei problemi umani. Ogni successiva fase, onda o livello d'esistenza è
uno stato attraverso cui passano gli individui nel loro percorso ad altri
stati dell'essere. Quando l'essere umano e centrato in uno "stato dell'essere"
cioè, quando il centro di gravità del sé è attorno
a un dato livello di coscienza, possiede una psicologia peculiare di quello
stato. I sentimenti, le motivazioni, l'etica e i valori, la biochimica,
il grado d'attivazione neurologica, i sistemi d'apprendimento, e le credenze,
i concetti di salute mentale, i concetti su che cosa sia la malattia mentale
e come essa debba essere curata, la concezione e le preferenze dei sistemi
di amministrazione, educazione, economia, teoria e pratica politica sono
tutte appropriate a quello stato".
Grave rilevò circa sette livelli maggiori "livelli o onde dell'esistenza
umana", che spaziavano dall'autistico, al magico e animistico verso
il sociocentrico/convenzionale, all'individualistico e integrato, come mostrato
nello schema 4c. Com'è spesso il caso con i ricercatori occidentali,
non riconobbe nessun livello superiore (transpersonale), ma i contributi
che offrì al prepersonale e al personale sono stati profondi.
Dovremmo ricordare che virtualmente tutte queste concezioni a livelli, da
Maslow a Jane Loevinger, a Robert Kegan e a Clare Graves, sono basati su
un gran numero di ricerche e dati. Non sono solo idee concettuali e teorie
predilette, ma sono basate in ogni punto da una considerevole quantità
d'evidenza attentamente verificata. Molti dei teorici dei livelli che presento
(come Piaget, Loevinger, Maslow e Graves) hanno sottoposto alla prova i
loro livelli in paesi del Primo, Secondo e Terzo Mondo (come abbiamo visto
per Piaget). La stessa cosa è vera per il modello di Graves che al
momento è stato testato su circa cinquantamila persone in tutto il
mondo, senza che si trovassero maggiori eccezioni al suo schema.
Certamente ciò non significa che alcuno di questi schemi racconti
tutta la storia e neppure la maggior parte d'essa. Sono tutti, come ho detto,
parziali istantanee del Grande Fiume della Vita, e sono tutte utili quando
si guarda il Fiume da una particolare prospettiva. Ciò non esclude
che altre istantanee siano altrettanto utili, o che queste non possono essere
ritoccate con ulteriori studi. Significa però, che ogni modello che
non includa queste immagini non è un modello molto integrale.
Il Lavoro di Graves è stato portato avanti, raffinato e significativamente
esteso da Don Beck. Spiral Dynamics, scritto con il collega Christoper Cowan
(hanno fondato loro il National Values Center) è una superba applicazione
dei principi di sviluppo in generale (ed in particolare di quelli di Graves),
per un vasto campo di problemi socioculturali. Lontano dall'essere solo
animali da poltrona Beck e Cowan hanno partecipato alle discussioni che
portarono alla fine dell'apartheid in Sud Africa, (e quindi continuarono
ad usare gli stessi principi di sviluppo, per disegnare la strategia dei
cuori e delle menti del team di Rugby dell'unione sudafricana, che vinse
la coppa del mondo nel 1995). I principi di Spiral Dynamics sono stati fruttuosamente
usati per riorganizzare gli affari, rivitalizzare cittadinanze, revisionare
sistemi educativi, e disinnescare tensioni all'interno della città.
Beck e Cowan hanno avuto questo straordinario successo perché, in
un mondo perduto nel relativismo pluralistico, hanno portato la chiarezza
e la realtà dello sviluppo dinamico.
La situazione in Sud Africa è un primo esempio per mostrare come
l'idea dei livelli di sviluppo (ognuno con la sua visione del mondo, valori
e bisogni) può realmente ridurre alleviare le tensioni, e non esacerbarle
(come i critici spesso dicono). Spiral Dynamics vede lo sviluppo umano procedere
otto generali MAME (o strutture profonde) di valori: istintiva uroborica,
animistica e tribalistica (tifonica-magica) Dei del potere (magico, mitico)
religioso assolutista (mitica) individualistica realizzatrice (razionale,
egoica), relativistica (primo vision logic o primo pensiero razionale integrato)
sistematica integrativa (medio vision logic o medio pensiero razionale integrato)
globale e olistica (vision logic tardo o tardo pensiero razionale integrato).
Questi non sono rigidi livelli ma onde fluide con molte sovrapposizioni
e interferenze, che risultano dall'interconnessione nella spirale dinamica
dello sviluppo e della coscienza.
Il tipico approccio liberale di buon senso alla soluzione delle tensioni
sociali è quello di trattare tutti i valori come uguali, e quindi
di forzare una pianificazione di ridistribuzione delle risorse (soldi, diritti,
merci, terre) mentre si lasciano intoccati i valori. Il tipico approccio
conservatore è prendere alcuni valori e cercare di imporli a tutti.
L'approccio evolutivo è realizzare che ci sono molti differenti valori
e visioni del mondo, alcuni sono più complessi di altri; molti problemi
ad un livello di sviluppo possono essere disinnescati solo evolvendo ad
un livello superiore, e solo riconoscendo e facilitando quest'evoluzione
potrà infine essere servita la giustizia. Inoltre, vedendo che tutti
gli individui hanno potenzialmente a disposizione tutte queste MEME, le
linee della tensione sociale sono ridisegnate non sulla base del colore
della pelle, classe sociale o culto politico, ma sul tipo di visione del
mondo dal quale la persona, il gruppo di persone, il clan, la tribù,
gli affari, il governo il sistema educativo o la nazione sta operando. Come
dice Beck: "Si mettono a fuoco non tanto i tipi di persone, ma i tipi
nelle persone." Questo toglie dal gioco il colore della pelle e si
concentra sui veri fattori nascosti (valori evolutivi e visioni del mondo)
che generano le tensioni sociali, e ciò è esattamente quanto
è successo per facilitare lo smantellamento dell'apartheid in Sud
Africa. (Torneremo a Beck alla fine di questo capitolo per alcuni affascinanti
esempi, così se queste sezioni sullo sviluppo dell'io paiono aride
e astratte prenderanno auspicabilmente vita con numerosi esempi e applicazioni).
L'importante ricerca di Jane Loevinger è concentrata principalmente
sullo sviluppo dell'ego. (Schema 4a) ed ha portato molta precisione nel
campo e fu la scintilla di ulteriori studi evolutivi. Scoprì che
lo sviluppo dell'io (l'io prossimo) passa attraverso dieci riconoscibili
fasi, i nomi delle quali tendono ad essere esplicativi: autistico, simbiotico,
impulsivo, autoprotettivo, conformista, conformista coscienzioso, coscienzioso,
individualista, autonomo e integrato. La sua ricerca è stata ripetuta
in numerose e diverse culture e continua a produrre ampio sostegno. Susanne
Cook-Greuter ha rifinito ed esteso il lavoro di Loevinger, e sta forgiando
un suo modello importante e originale dello sviluppo dell'io. (Schema
4c).
Rober Kegan (Schema 4c) sembra essere l'evoluzionista
preferito da tutti (incluso me). Discute un ampio campo di questioni evolutive
con intuizione, esattezza, sensibilità e cura. Secondo me l'approccio
di Kegan è particolarmente importante perché chiarifica così
finemente la natura dell'identificazione (enbedding) e del de-embedding
(trascendenza) che caratterizza ogni maggiore onda dello sviluppo dell'io.
I suoi libri The Evolving Self, e Over Our Heads mostrano perché
un approccio evolutivo sia così importante (e perché Kegan
sia il prediletto).
Juan Pascual-Leone porta ad un orientamento Continentale molto utile agli
studi evolutivi (ermeneutico, fenomenologico, dialettico) tessendo assieme
il lavoro di Piaget, Jaspers, Husserl, Scheler, Merleau-Ponty e Heiddegger,
(che hanno altrettanto influenzato la mia visione) più le proprie
formulazioni molto originali - in un potente sistema di diletticismo dinamico
(Schemi 3b e 3a).
La ricerca di John Broughton credo abbia grande significato specialmente
nel delineare le fasi di sviluppo dell'io e la sua epistemologia. (Schema
4a). Seguendo il sentiero di M. Baldwin (vedi sotto) Broughton ha contribuito
non solo a molte importanti ricerche ma ad un davvero necessario bilanciamento
della ristrettezza della visione Piagetiana.
Tra i ricercatori che seguono le fasi del sé nei regni transpersonali
ho incluso Rudolf Stainer (Schema 4b) Michael Washborn
(4a) e Jenny Wade (4a), i livelli di Grof possono essere
visti nello schema 2a.
Stainer (1861-1925) fu uno straordinario pioniere (nel periodo della "genesi"
di Fechner, Jung, James ecc.) ed uno dei più completi visionari psicologici
e filosofici dei suoi tempi. Fondatore dell'Antroposofia fu autore di circa
duecento libri su quasi ogni argomento concepibile. Michael Washburn ha
presentato una versione molto chiara della versione Romantica dell'evoluzione
superiore che implica il ricatturare precedenti potenziali perduti; Jenny
Wade, che è uno dei più competenti evoluzionisti ora scriventi,
ha presentato un eccellente riassunto dello sviluppo degli otto maggiori
livelli di coscienza attraverso tutto lo spettro.
Di nuovo, benché ci siano molte significative differenze tra queste
teorie dei livelli di sviluppo dell'io, non si può fare a meno di
notare molto profonde assomiglianze. Gli stessi nomi che i teorici hanno
usato alle fasi del sé tende a spiegare le storia. Usando soli i
termini usati dai teorici dello schema 4a 4c:
La coscienza inizia in forma largamente autistica e indifferenziata dal
mondo materiale. Essa poi differenzia il proprio io corporeo dall'ambiente
materiale ed emerge come io istintivo ed impulsivo ma ancora magicamente
e animisticamente coinvolto con l'ambiente, e ancora in lotta per il potere
egocentrico sull'ambiente. Quando la mete concettuale inizia a emergere,
si differenzia dal corpo, e così il sé (l'io) aggiunge crescenti
capacità mentali a quelle sensoriali, e di conseguenza inizia a uscire
dall'orbita narcisistica, di prima persona, di sicurezza/potere e in circoli
più ampiamente intersoggettivi comuni e sociali.
Quando emerge il pensiero di regole e la capacità di mettersi nel
ruolo altrui l'egocentrico apre la strada al sociocentrico, con il sui ruoli
inizialmente conformisti e convenzionali, con credenze mitiche assolutistiche
e spesso modi autoritari. Un'ulteriore crescita differenzia l'io dal suo
radicamento in modi etnocentrici e sociocentrici, e lo mette di fronte alla
consapevolezza formale, universale, planetaria, postconvenzionale che è
una straordinaria espansione della coscienza in modalità che stanno
iniziando a diventare realmente globali.
Questa fase postconvenzionale è approfondita dallo sviluppo postformale,
e la maggior parte delle ricerche concordano, si muove attraverso il relativismo
individualistico (dove la fede nel pluralismo tende ad isolare l'iperindividualismo)
all'olismo globale (che muove oltre il pluralismo verso l'integrazione universale)
cosicché il sé personale diviene un veramente più integrato
ed autonomo sé. (Che io chiamo Centauro. "Centauro è
un termine usato da Erikson per indicare l'integrazione di corpo/mente,
dove la "mente umana" e il "corpo animale" sono armoniosamente
uno. Potremmo dire che questo è il più alto dei regni umani
oltre il quale giacciono gli sviluppi più transpersonali).
Se la coscienza continua la sua spirale evolutiva oltre il centauro può
stabilmente muoversi verso remi transpersonali e postconvenzionali (psichico,
sottile, causale e non duale).
Ecco solo alcuni dei moderni ricercatori occidentali che hanno studiato
questi reami superiori: Johann Fichte, Fredrich Shelling, Georg Hegel, Artur
Schopenhauer, Henri Bergson, Fredrich Nietzsche, C. G. Jung, Martin Heidegger,
Karl Jaspers, Edmund Husserl, Gustav Fechner, Henry James Sr., Ralph Waldo
Emerson, Rudolf Stainer, Vladimir Solovyov, Josih Royce, Annie Besant, Frederich
Myers, Nikolay Berdyaev, Aldous Huxley, Erich Fromm, Roberto Assagioli,
J. Mark Baldwin, William James e Abraham Maslow.
Torniamo ora a Spiral Dynamics per un breve riassunto di una versione
delle correnti dell'io e dello svolgersi delle onde. Ricordiamo che è
solo una serie di foto del Grande Fiume; ci sono numerose differenti correnti
che procedono con relativa indipendenza attraverso le onde di base: e gli
individui possono essere simultaneamente in diverse onde nelle loro diverse
correnti (come mostrato nello psicogramma integrale (fig. 2,3). Spiral Dynamics
non include gli stati di coscienza né comprende le più alti
onde transpersonali della coscienza. Ma, per il terreno che copre, offre
un molto utile ed elegante modello dell'io e del suo viaggio attraverso
quello che Clare Grave chiamò "le onde dell'esistenza."
Beck e Cowan (che sono rimasti abbastanza fedeli al sistema di Graves) si
riferiscono a questi livelli di esistenza dell'io come MEME. Una MEME è
contemporaneamente una struttura psicologica, un sistema di valori, un modo
di adattamento, che può esprimersi in molti modi differenti, dalle
visioni del mondo, allo stile dei vestiti, alle forme di governo. Le varie
MEME sono, in un senso, "mondi differenti" disponibili all'io
mentre si sviluppa mingo la grande spirale dell'esistenza, guidato sa dalle
dinamiche interne e dal mutare delle condizioni di vita. E ogni MEME è
un olone, che trascende ed include i suoi predecessori, uno sviluppo che
è un mettere insieme (envelopment). Ho incluso un "Diagramma
di Graves" (fig. 4) che il diagramma che Graves stesso usava per indicare
questo sviluppo concentrico (quello che possiamo chiamare un'olarchia

Beck e Cowan usano vari nomi e colori per indicare questi livelli del
mondo dell'io, e ne indica otto o nove. Ma queste non sono solo fasi passeggere
dell'io che si sviluppa, sono capacità e strategie di confronto sempre
disponibili che possono, una volta che sono emerse essere attivate dalle
condizioni di vita opportune (ad es. istinti di sopravvivenza possono essere
attivati in situazioni d'emergenza; capacita di legami relazionali sono
attivate dalla vicinanza con relazioni umana, e così via). Inoltre,
come dice Beck, "La spirale è disordinata, non simmetrica, con
mescolanze multiple piuttosto che tipi puri. Ci sono mosaici, sfumature,
mescolanze.
I primi sei livelli sono livelli di sussistenza, caratterizzati da una prima
modalità di pensiero. Poi accade un salto rivoluzionario nella consapevolezza:
l'emergere di livelli dell'essere e di una seconda modalità di pensare"
di cui ci sono due onde principali. Qui c'è una breve descrizione
delle otto onde, la percentuale della popolazione mondiale d'ogni onda,
e la loro percentuale di potere sociale. Tutte queste sono varianti dei
livelli "arcaico, magico, mitico, razionale, sino all'integrale",
che sono lo "spazio dello sviluppo" rivelato dalla maggior parte
delle ricerche.
1 Beige: arcaico istintivo. Il livello della sopravvivenza basilare, il
cibo, l'acqua, il sesso e la sicurezza sono prioritari. Usa le abitudini
e gli istinti solo per sopravvivere. Un sé individuato è raramente
risvegliato o sostenuto. Forma bande per sopravvivere e perpetuare la vita.
Si trova nelle società primitive, neonati, più anziani, fasi
finali delle vittime dell'Alzheimer, masse affamate, malati mentali, 0,1
della popolazione adulta, 0% del potere.
2 Porpora: magico animista. Pensiero animista, spiriti buoni e cattivi,
che offrono danni e benefici e determinano eventi. Gli spiriti legano la
tribù agli antenati. Sembra olistico ma è atomistico: "C'è
un nome per ogni curva del fiume, ma non c'è un nome del fiume".
Si trova nel pensiero Woodooo e simili, sacrifici di sangue, superstizioni
etniche e della buona fortuna, rituali della famiglia; forte nel terzo mondo,
bande, gruppi atletici e tribù. 10% della popolazione adulta, 1%
del potere.
3 Rosso: Dei del potere. Primo emergere del senso dell'io differenziato
dalla tribù; impulsivo, egocentrico eroico. Spiriti mitici, dragoni,
uomini potenti. I signori medievali proteggono i sottomessi e in ricambio
della loro protezione hanno lavoro ed obbedienza. Il mondo è una
giungla piena di prede e predatori. Conquista e domina, godi al massimo
senza rimorso. Si trova nella gioventù ribelle, regimi feudali, eroi
epici, canaglie di James Bond, soldati di ventura, rock star selvagge, Attila.
20% della popolazione adulta, 5% del potere.
4 Blue: conformismo e regola: La vita ha significato, direzione e scopo,
con un risultato determinato da un onnipotente Altro o Ordine. Questo ordine
di giustizia rinforza un codice di condotta basato su principi assoluti
e immutabili di "bene e male". Violare il codice o le regole produce
severe e spesso eterne ripercussioni. Seguire il codice conduce alla ricompensa
del fedele. Rigide gerarchie sociali; paternalismo, un modo giusto, e solo
uno, per pensare a tutto. Legge e ordine, impulso controllato attraverso
la colpa; credenze letterali e fondamentaliste, obbedienza alla regola dell'ordine.
Spesso "religioso" (nel senso dell'appartenenza mitica). Si trova
nell'America puritana, Cina confuciana, Inghilterra dikensiana, disciplina
di Singapore, codici di cavalleria e onore, fondamentalismo religioso, (Cristiano
e Islamico), Boy Scout, maggioranza morale e patriottica. 40% della popolazione,
30% del potere.
5 Arancione; raggiungimenti scientifici. In questa onda il "sé"
sfugge dalla rigida mentalità, del blue, e cerca la verità
ed il significato in termini individualistici ­p; ipotetico deduttivi,
sperimentali, obbiettivi, meccanicistici, operativi ­p; "scientifico"
nel senso più tipico. Il mondo è una macchina razionale e
ben oliata, con leggi naturali che possono essere apprese, padroneggiate
e manipolate per i propri scopi. Fortemente orientata ai risultati e ai
guadagni materiali (specialmente in America).
La legge della scienza guida la politica, l'economia e gli eventi umani.
Il mondo è una scacchiera dove si giocano giochi e i vincitori ottengono
preminenza e vantaggi sui perdenti. Le alleanze del mercato manipolano le
risorse della terra per i propri guadagni strategici. Base degli stati corporativi.
Si trova: Illuminismo Classe emergente di tutto il mondo, Wall Streeet,
industria cosmetica, colonialismo alla caccia di trofei, Guerra fredda,
industria della moda, materialismo interessi per sé del liberalismo.
30% della popolazione, 50% del potere.
6. Verde: L'io sensibile. Comunitario, legami umani, sensibilità
ecologica, lavoro in rete. Lo spirito umano deve essere liberato dalla cupidigia,
dal dogma e dalla divisione; sentimenti e cura superano la fredda razionalità,
amore per la terra, la vita di Gaia. Contro le gerarchie: stabilisce legami
laterali e collegamenti orizzontali. Io permeabile mescolanza dei gruppi.
Enfasi sul dialogo, le relazioni. Base di valori comuni (affiliazioni scelte
liberamente basate su sentimenti condivisi). Raggiunge le decisioni attraverso
la riconciliazione e il consenso (il lato negativo, interminabile elaborazione
ed incapacità di raggiungere decisioni).Rinnovata spiritualità,
porta armonia, arricchisce il potenziale umano. Fortemente egalitaria e
antigerarchica, valori pluralistici, costruzione sciale della realtà,
diversità, multiculturalismo, sistema di valori relativistico; questa
visione del mondo è spesso chiamata relativismo pluralistico. Pensiero
soggettivo non lineare, un maggior grado di calore affettivo, sensibilità
e cura per la terra ed i sui abitanti; Si trova: ecologia profonda, postmodernismo,
idealismo Olandese, terapia Rogersiana, sistema sanitario Canadese, psicologia
umanistica, teologia della liberazione, ricerca della cooperazione. Concilio
mondiale delle Chiese, Greenpeace, diritti degli animali, ecofemminismo,
postcolonialismo, Foucault/Derrida, il politicamente corretto, movimenti
della diversità, movimenti dei diritti dell'uomo, ecopsicologia.
10% della popolazione, 15% del potere.
Con il completamento della fase (meme) verde, la consapevolezza umana si
pone di fronte ad un salto quantistico in un "secondo piano nel modo
di pensare". Clare Graves lo considera un "balzo di gran rilievo"
in cui viene attraversato un abisso di significato di incredibile profondità.
Essenzialmente con il secondo piano di coscienza, l'individuo può
pensare tanto orizzontalmente che verticalmente, usando sia le gerarchie
sia le eterarchie. Uno può per la prima volta cogliere vividamente
l'intero spettro dello sviluppo interiore, e così riconoscere che
ogni livello che ogni livello, ogni visione del mondo (meme) ogni onda è
d'importanza cruciale per la salute della spirale nel suo insieme.
Come dico, poiché ogni onda "trascende ed include", ogni
onda è un ingrediente fondamentale di tutte le onde successive, e
perciò ognuna va riconosciuta e abbracciata. Inoltre, ogni onda può
essere attivata o riattivata quando le circostanze di vita lo richiedono.
In situazioni d'emergenza possiamo attivare le spinte del potere del rosso,
di fronte al caos possiamo attivare l'ordine del Blue, nella ricerca di
un nuovo lavoro possiamo aver bisogno delle spinte al raggiungimento dell'arancione;
nel matrimonio e con gli amici legami di vicinanza del verde.
Ma, nessuna di queste "meme" può farcela da sola senza
apprezzare l'esistenza delle altre meme. Ognuna di queste meme del primo
livello pensa che la sua visione del mondo sia corretta e la miglior prospettiva.
Reagisce negativamente se posta di fronte al confronto, e si scontra violentemente,
usando i suoi strumenti, ogni volta che è minacciata. L'ordine del
Blue è molto scomodo sia con l'impulsività del Rosso sia con
l'individualismo dell'Arancione.
L'arancione dei raggiungimenti pensa che il Blue sia per gente astratta
e che i legami del Verde siano molli. L'egalitarismo del Verde non può
convivere facilmente con l'eccellere e i ranghi di valore, grandi immagini
o qualunque cosa appaia autoritaria, e così reagisce fortemente al
Blue all'Arancione e a qualunque cosa oltre il Verde.
Tutto questo inizia a cambiare con il pensiero di un secondo livello. Poiché
la consapevolezza di questo secondo livello e completamente consapevole
delle fasi interiori di sviluppo, anche se non è in grado di articolarle
in modo tecnico ­p; fa un passo indietro e raggiunge la grande immagine,
e così la seconda modalità di pensare apprezza il ruolo necessario
che ogni diversa meme gioca. Usando quello che noi potremmo riconoscere
come vision logic, la seconda modalità di consapevolezza pensa nei
termini della spirale dell'esistenza nella sua completezza, e non solo nei
termini di uno dei livelli.
Dove la meme verde usava un primitivo o iniziale vision logic per cercar
di cogliere i numerosi e differenti sistemi e contesti che esistono nelle
differenti culture, la seconda modalità di pensare va un passo oltre
per integrare questi sistemi pluralistici in spirali e olarchie olistiche
ed integrali (gli stessi Beck e Cowan si riferiscono alla seconda modalità
di pensare come operante attraverso "oloni"). Queste olarchie
includo livelli di sviluppo sia interiori sia esteriori, sia nella dimensione
orizzontale sia verticale.
Ci sono due onde maggiori di questa seconda modalità di pensare (corrispondenti
a quello che chiameremo medio e tardo vision logic):
7. Giallo: Integrativo. La vita è un caleidoscopio di gerarchie naturali
(olarchie), sistemi e forme. Flessibilità spontaneità e funzionalità
hanno la più alta priorità. Differenze e pluralità
possono essere integrate in naturali flussi interdipendenti. L'uguaglianza
ha per complemento i naturali gradi di eccellenza quando appropriati. La
conoscenza e la competenza dovrebbero determinare il rango, il potere, lo
stato o il gruppo. L'ordine del mondo prevalente è il risultato dell'esistenza
di diversi livelli di realtà (meme) e l'inevitabile movimento in
su e giù sugli schemi della spirale dinamica. Il buon governo facilita
l'emergere d'entità di crescente complessità.
(Aggiunta del traduttore di righe tratte da Spiral Dynamic): - Il Giallo
accetta l'inevitabilità del flusso della natura e delle forme, funzionalità,
competenza, flessibilità spontaneità. Scoperta della libertà
personale senza ferire gli altri. Esperienza della pienezza della vita sulla
terra. Domanda di sistemi integrati e aperti. -
8. Turchese: Sistemi Universali Olistici, oloni onde di energie integrative;
riunisce i sentimenti con la conoscenza (centauro); livelli multipli intessuti
un sistema conscio. Ordine universale, ma in maniera vivente e consapevole,
non basato su regole esterne (blue) o legami di gruppo (verde). Una grande
unificazione è possibile in teoria e in pratica. Talvolta comporta
l'emergere di una nuova spiritualità come un disegno a rete di tutta
l'esistenza. Il pensiero Turchese usa l'intera spirale, vede livelli multipli
d'interazione, scopre armonie, forze mistiche e il pervasivo fluire che
permea ogni organizzazione. - (Aggiunta del traduttore da Spiral Dynamic):
Visione globale, messa a fuoco sul bene di tutti gli esseri viventi in un
sistema integrato, l'io è una parte di un più grande tutto
cosciente e spirituale. La musica delle sfere. -
Secondo modo di pensare: 1% della popolazione, 5% del potere.
Con solo l'1% della popolazione a questo livello di seconda modalità
di pensare (e solo lo 0,1% al livello turchese) questa nuova modalità
è abbastanza rara perché è ora la punta emergente della
evoluzione umana collettiva.
Come esempi Beck e Cowan citano esempi che vanno dalla noosfera di Teilhard
de Chardin alla crescita della psicologia transpersonale, con crescita delle
frequenze certamente su questa via ­p; ed anche più alte meme
ancora in preparazione
Allo stesso tempo, si deve notare che il secondo modo di pensare deve emergere
confrontandosi con molta resistenza da parte del primo tipo di pensiero.
Infatti come vedremo nel capitolo 13, una versione postmoderna della meme
verde, con il suo pluralismo e relativismo, ha combattuto energicamente
l'emergere di un pensiero più integrativo e olarchico. (Ciò
ha fatto si che gli studi evolutivi che dipendono dal secondo modo di pensiero
avessero virtuale anatema in tutte le principali università, ed è
per questo che i ricercatori presentati su queste pagine ­p; e negli
schemi ­p; sono eroi ed eroine nel vero senso del termine, che hanno
proseguito i loro studi negli ambienti più ostili.) E tuttavia, come
hanno indicato Beck e Cowan, senza un pensiero di un secondo tipo l'umanità
è destinata a rimanere vittima di una globale "malattia autoimmune",
quando le varie meme si volgono una contro l'altra e tentano di stabilire
la supremazia.
Allo stesso tempo, è dal vasto campo della meme verde (e qualche
volta arancione) che il secondo modo emerge. E' attraverso le prospettive
pluralistiche liberate dal verde che sono costruiti network integrativi
ed olistici. Questo libro è quindi anche per quelli del livello verde
per invitarli a muoversi avanti se lo credono appropriato, non abbandonando
il verde ma arricchendolo.

La nascita della scienza moderna ha offerto alcuni colpi mortali a questi
concetti tradizionali. Ad esempio la ricerca moderna ha chiaramente dimostrato
che la consapevolezza (o la mente), lontano da essere meramente un noumeno
trascendentale, è di fatto collegata in molti modi al cervello, organico
e materiale, tanto che molti scienziati moderni riducono la consapevolezza
semplicemente a null'altro che al gioco del sistema neuronale. Ma non abbiamo
bisogno di seguire il materialismo scientifico per comprendere che la consapevolezza
è lontana dall'essere l'essenza disincarnata immaginata dalla maggior
parte delle tradizioni religiose. In fondo la consapevolezza è intimamente
correlata con il cervello biomateriale e l'organismo empirico, cosicché
qualunque sia la loro relazione, scienza e religione non sono semplicemente
"magisteri non sovrapponibili".
La nascita della scienza moderna (particolarmente nel diciottesimo secolo)
era precisamente parte di una serie di eventi che sono stati descritti come
modernità. Vedi The Marriage of Sense and Soul. Ma possono tutti
essere riassunti nell'idea di Max Weber della "differenziazione delle
sfere culturali dei valori" (le sfere di valori essenzialmente sono:
arte, morale e scienza).Dove la maggior parte delle culture premoderne fallirono
nel differenziare queste sfere chiaramente, la modernità ha differenziato
arte, morale e scienza permettendo ad ognuna di ricercare le proprie verità,
in modo proprio, libere da intrusioni e violazioni da parte delle altre.
Questo portò allo spettacolare sviluppo della conoscenza scientifica,
un fiorire di nuovi approcci all'arte, e un'accogliente osservazione della
morale, concepita in una luce più naturalistica, dimostrando che
questo è in molte delle cose che ora chiamiamo "moderne."
Come cerco di mostrare nei seguenti libri questi "le Tre Grandi"
sfere (arte, morale e scienza) si riferiscono basilarmente ai reami dell'io,
del noi, e del ciò. L'arte si riferisce al reame estetico - espressivo,
il reame soggettivo descritto in prima persona e nel linguaggio dell'"io".
La morale si riferisce al reame etico normativo, il reame intersoggettivo
descritto in seconda persona o con il linguaggio del "noi". E
la scienza si riferisce al reame esteriore, empirico, il reame obiettivo
descritto in terza persona, o nel linguaggio del "ciò"
(che in realtà può suddividersi in due reami ­p; il "ciò"
individuale e il "quelli "collettivo). Questo porta a quattro
maggiori reami: io, noi, "il ciò" e il collettivo "i
ciò".Questo ci offre i quattro reami principali: Io, Noi, Ciò,
e "loro" (i ciò, "its").
Nella figura due notiamo che i due quadranti superiori sono singolari
o individuali, o i due quadranti inferiori sono plurali e collettivi. I
due quadranti del lato sinistro sono riferiti all'interiore o soggettivo,
i due quadranti di destra all'"esteriore" e all'"oggettivo".
E' da notarsi inoltre che tutte le entità in ogni quadrante ha correlati
negli altri (ad esempio le emozioni sono collegate al sistema limbico),
ma nessuna di loro può essere ridotta nelle altre senza essere derubata
delle sue caratteristiche essenziali.
La figura uno, quindi è un riassunto della tradizionale visione premoderna
e "religiosa", e la figura due è un riassunto della visione
moderna e scientifica. Per il momento integriamoli attraverso la semplice
sovrapposizione. Certamente non è per nulla facile, ed ho dato ampie
spiegazioni di quanto implica quest'integrazione in libri come Sex, Ecology,
Spirituality and Integral Psychology. Ma poiché questa è solo
un'introduzione generale, semplicemente osserviamo la sovrapposizione della
concezione moderna, come mostrato nella figura 3. Guardiamo anche la figura
4, che è la figura 3 con indicazioni per mostrare la relazione tra
gli stati interni (dalle sensazioni fisiche, alle idee mentali, alle esperienze
spirituali) con l'esterno, reame materiale investigato dalla scienza oggettiva.


Se le concezioni espresse nelle figure 3 e 4 sono effettivamente valide,
allora abbiamo percorso molta strada verso l'integrazione di una visione
religiosa premoderna, con una visione scientifica moderna. Avremmo integrato
il Grande Fondamento dell'essere con le differenziazioni della modernità,
uno dei vantaggi immediati che avremo ottenuto è un'integrazione
senza smagliature dei reami e delle visioni del mondo religiosi e scientifici,
in modo che non siano violati i canoni di entrambi (così cerco di
mostrare nelle pagine seguenti).
Quest'approccio integrale potrebbe quindi soddisfare quel criterio precedentemente
espresso che non è ancora stato messo alla prova, cioè che
la scienza (o la realtà esteriore), e la religione (o realtà
interiore) si dovrebbero sviluppare non una sopra l'altra, (come nella figura
1) ma una di fianco all'altra, (come gli aspetti del lato destro e sinistro
di un approccio di "tutti i livelli" e "tutti i quadranti"
(come mostrato nella figura 4). La figura 4 può quindi facilmente
spiegare il complesso scenario del meditante collegato alla macchina EEG.
Sperimenta esperienze interiori molto reali, soggettive (quadrante superiore
sinistro) ma queste hanno anche un altrettanto reale correlato esteriore,
obiettivo empirico, (quadrante superiore destro), che la macchina EEG doverosamente
registra. Scienza e religione allora stanno così offrendoci alcuni
degli aspetti correlati, interiore e esteriore, delle realtà spirituali,
e questo è un ingrediente chiave per la loro integrazione in una
visione più ampia e inclusiva.
La Buona Scienza
Aspetta solo un minuto, dice lo scienziato empirista, posso accettare
il discorso fino al punto che tu dai realtà concreta ai reami spirituali.
Gli esperti meditanti sperimentano qualcosa, ma potrebbe essere nulla di
più che uno stato emozionale soggettivo. Chi afferma che siano coinvolte
realtà concrete, con cui la scienza possa confrontarsi?
Qui è dove Sense and Soul offre nuove prospettive. Per iniziare,
sino a questo punto ho lasciato senza definizione "scienza" e
"religione" (o spiritualità). Ho semplicemente usato in
modo generico questi termini secondo come la maggior parte della gente li
considera. Ma in diversi libri (come A Sociable God, Eye to Eye,
and Sense and Soul, ho attentamente sottolineato i molti differenti
significati che sono stati dati a scienza e religione.") In A Sociable
God per esempio mostro nove significati comuni ma drammaticamente differenti,
di religione. Gran parte di questo dibattito è distorto e confuso,
perché dozzine di definizioni differenti sono state usate senza che
fossero identificate.
Nell'area della spiritualità per esempio, dobbiamo almeno distinguere
tra spiritualità orizzontale (che cerca di dare significato e consolazione
all'io separato fortificando così l'ego) e la spiritualità
verticale o trasformativa (che cerca di trascendere il sé separato
in uno stato di consapevolezza non duale che è oltre l'ego). Possiamo
semplicemente chiamarle "religione ristretta" e "religione
estesa" (o superficiale e profonda, secondo la metafora preferita).
Allo stesso modo per la scienza noi dobbiamo distinguere tra la concezione
ampia e ristretta. La scienza superficiale è basata principalmente
sull'esteriore, il mondo fisico e sensomotorio. E' quello cui di solito
ci riferiamo come "scienze dure" come la fisica, la chimica e
la biologia. Ma questo significa che la scienza non può dirci nulla
degli stati interiori? Certamente esiste una scienza più ampia che
tenta di comprendere non solo le rocce e le donnole ma anche gli umani e
la mente? Di fatto, riconosciamo tre tipi di scienza più ampia, scienze
che non si basano solo sul mondo sensomotorio esteriore, ma hanno a che
fare con gli stati interiori e metodologie qualitative. Chiamiamo queste
scienze più ampie "scienze umane" (i tedeschi le chiamano
scienze "geist", "geist"ha il significato di mente o
spirito). Psicologia, sociologia e antropologia, linguistica, semeiotica,
le scienze cognitive, tutte queste scienze più ampie, cercano di
usare un approccio scientifico per studiare la coscienza umana. Dobbiamo
stare molto attenti che questi approcci non cadano in una positivista semplicità
delle scienze ristrette. Il mio punto è che la differenza tra scienze
ristrette ed ampie sia già stato ampiamente riconosciuto. (ritorneremo
sull'argomento, ma guardando la figura 4 le scienze ristrette sono quelle
che studiano il lato destro o i quadranti della materia, le scienze estese
sono quelle che cercano di studiare almeno alcuni aspetti dei quadranti
del lato sinistro.
Il "Marriage of Sense and Soul" continua quindi a discutere
che cosa definisce specificamente la religione profonda e la scienza ampia.
Come abbiamo già visto, non possiamo definire la scienza ampia o
ristretta affermando che essa basa tutte le sue conoscenze sul mondo sensomotorio,
perché anche la scienza ristretta (ad esempio la fisica) usa un gran
numero di strumenti che non sono empirici e sensomotori, come la matematica
e la logica. La matematica e la logica sono realtà interiori (nessuno
ha mai visto una radice quadrata di meno uno andarsene in giro nel mondo
empirico).
Nessuna "scienza" è qualcosa di più che un'attitudine
alla sperimentazione, alla ricerca onesta e collettiva, che basa la sua
conoscenza, ovunque possa, sull'evidenza (sia quest'evidenza esteriore,
come nella scienza ristretta, sia interiore, come nella scienza ampia).
Suggerisco che i seguenti tre fattori tendono a definire la ricerca scientifica
in generale:
1 Un' ingiunzione pratica o esempio. Se vuoi sapere se piove o no,
devi andare alla finestra e guardare. Il punto è che i fatti non
sono lì attorno ad attendere di essere scoperti da tutti e ansiosi
d'esser visti. Se vuoi sapere "questo" devi fare "questo"
- un esperimento, un'ingiunzione, una serie pragmatica di prove, una pratica
sociale: questo sta dietro la maggior delle buone scienze. Questo è
il significato della nozione di Kuhn di "paradigma" che non significa
super teoria ma una pratica presente ed effettiva.
2 Comprensione, illuminazione o esperienza. Una volta che hai attuato
l'esperimento o seguito l'ingiunzione, una volta che si è pragmaticamente
affrontato il mondo, allora ci si confronta con una serie di esperienze
e comprensioni che sono portate avanti dall'ingiunzione. Queste esperienze
sono tecnicamente definite "dati". Come William James indicò
il reale significato di "datum" è esperienza immediata.
Così si possono avere esperienze fisiche, (o dati fisici) esperienze
mentali (o dati mentali) o esperienze spirituali (e dati spirituali). La
buona scienza, sia ampia sia ristretta, è ancorata per un certo grado
in dati o evidenza sperimentale.
3 Controllo comune (conferma o rifiuto). Una volta che mettiamo alla
prova il paradigma (o la pratica sociale) e portiamo avanti una serie di
esperienze e di dati evidenti, è di aiuto se possiamo confrontare
queste esperienze con altri che hanno anche loro portato a termine l'ingiunzione
e osservato l'evidenza. Una comunità di pari, o di coloro che hanno
adeguatamente seguito i primi due standard (ingiunzione e dati) - è
forse il miglior controllo possibile, e tutte le buone scienze tendono a
rivolgersi ad una comunità adeguata per la conferma e il rifiuto.
Qui è dove il principio di fallibilità è molto utile.
Anche se il principio di fallibilità non può sostenersi da
sé, come credeva Karl Popper, è spesso un ingrediente importante
nella buona scienza. L'idea è semplicemente che i dati erronei possono
essere rifiutati da una comunità di adeguatamente esperti. Se non
c'è alcun modo in cui il tuo sistema di credenze possa essere messo
alla prova, non ce alcun modo di respingerlo, anche se è patentemente
scorretto, e quindi qualunque cosa tu sostenga, i tuoi credo non sono scientifici
(sono invece dei "dogmi" o pretese di verità confermate
solo da una fede autoritaria). Certo ci sono molte realtà che non
sono aperte al test di fallibilità, ad esempio non puoi respingere
e neppure dubitare della tua stessa consapevolezza, come sapeva Cartesio.
Ma questo terzo criterio semplicemente afferma che la buona scienza tenta
costantemente di accettare o rifiutare le sue pretese di conoscenza, e il
criterio di fallibilità è spesso usato come parte di questo
terzo aspetto della buona scienza.
La religione profonda
Questi tre criteri sono caratteristiche generali della buona scienza.
Più specificamente sono caratteristiche del modo in cui la buona
scienza in ogni dominio (fisico, mentale e spirituale) cerca di raccogliere
dati e metterne alla prova la validità. La maggior parte delle forme
di scienza, inoltre, avanza delle ipotesi riguardo ai dati, e queste ipotesi
sono quindi messe alla prova attraverso un'ulteriore applicazione dei tre
fattori della buona scienza (ulteriori esperimenti, più dati, osservazione
se confermano o smentiscono le ipotesi). In breve sia la scienza ristretta
(i cui dati vengo principalmente dai reami esteriori dei quadranti del lato
destro) e la scienza estesa (i cui dati vengono principalmente dal rame
interiore o quadranti del lato sinistro) tentano di essere buone scienze
(o scienze che seguono i tre fattori di accumulazione dell'evidenza e verifica).
Guardiamo ora brevemente alla religione. Abbiamo già visto che, come
per la scienza, c'è una religione ristretta (che cerca di rafforzare
il sé separato) e una religione ampia o profonda (che cerca di trascendere
l'io). Ma che cosa è esattamente la religione profonda o la spiritualità
profonda e come può essere verificata? La pretesa è, dopo
tutto, che in un certo senso la spiritualità profonda sveli verità
riguardo al "Kosmo", e che non si tratta di una mera serie di
stati emozionali soggettivi. E' qui che The Marriage of Sense and Soul
presenta la sua proposta più nuova e radicale: la spiritualità
profonda è la scienza estesa dei livelli più alti dello sviluppo
umano.
Rivelazione integrale
Questa non è tutta la storia della spiritualità profonda,
ma è un aspetto cruciale della storia, una parte che non ha ancora
ricevuto sufficiente attenzione. Guardando la figura 1, che è la
tradizionale grande catena dell'essere, notiamo che c'è uno sviluppo
dalla materia, al corpo, alla mente, all'anima, e allo spirito. Questi erano
tradizionalmente considerati (da Plotino per esempio), sia livelli ontologici
dell'essere, sia aspetti cronologici dello sviluppo individuale (e di nuovo,
non in modo lineare e rigido, ma in un fluido, ondeggiare fluente). Guardando
la fig. 2 vediamo che i livelli individuali di sviluppo si fermano al livello
vision-logic e del centauro. La ragione per cui la figura 2 non contiene,
onde di consapevolezza più alte, transpersonali e supermentali (come
anima e spirito), è che questa figura rappresenta soltanto lo sviluppo
medio al momento presente, e quindi non mostra le onde più alte di
sviluppo supercosciente (anche se gli individui possono raggiungere questi
livelli più alti). Ma l'affermazione delle grandi tradizioni di saggezza,
è che ci sono in vero più alti livelli o onde di sviluppo
coscenziale, così abbiamo a disposizione, non solo materia, corpo,
mente, ma anche anima e spirito. Ho indicato questi livelli superiori sia
nella figura 3 e 4.
La tesi sviluppata in una serie di libri, (inclusi Eye to Eye; Sex,
Ecology, Spirituality; The Eye of Spirit; and The Marriage
of Sense and Soul) è che la spiritualità profonda coinvolge
la diretta investigazione dell'evidenza sperimentale mostrata negli stati
più alti di evoluzione della coscienza, (livelli che ho chiamato:
psichico, sottile, causale e non duale che sono semplicemente indicati come
anima e spirito nelle figure). Queste profonde investigazioni dello spirito,
come ho suggerito in questi libri, soddisfano i tre principi della buona
scienza, (non della scienza ristretta, della buona scienza). Si basano su
specifiche pratiche sociali o ingiunzioni (come ad esempio la meditazione),
e le loro affermazioni su dati ed evidenza sperimentale, e costantemente
raffinano e mettono alla prova questi dati in una comunità di esperti
adeguati, per questo ci si riferisce a loro come scienze contemplative (che
è di certo il modo in cui si considerano). Così, con riferimento
alla figura 1, la spiritualità profonda è la scienza estesa
dei fenomeni, dei dati e delle esperienze indicate con D e E. (Nella fig.
4 D indica anima, ed E spirito.) Ma non si nota, e questa è la parte
nuova proposta da quest'approccio, che dati interiori, esperienze dell'anima
e dello spirito, (quadrante superiore sinistro), hanno correlati nel quadrante
sensomotorio superiore destro (vedi fig. 4). In altre parole la spiritualità
profonda del quadrante sinistro superiore che è studiato dalla scienza
ampia ha correlati nel quadrante superiore destro, studiato dalla scienza
ristretta. Le scienze fenomenologiche e contemplative (la scienza ampia
dell'interiore) può così congiungersi con la buona scienza
per dati esperienziali diretti nel quadrante superiore sinistro e con la
scienza ristretta per dati correlati nel quadrante superiore destro. (Ripeto,
gli aspetti scientifici, sia della visione ampia sia ristretta, dei reami
superiori non comprendono tutta la questione, ma sono una parte cruciale
che è stata costantemente trascurata, e certamente un importante
ingrediente d'ogni vero approccio integrale a quest'argomento.)
Così un approccio che comprenda tutti i livelli e tutti i quadranti
integra profondamente scienza e religione attraverso numerosi diversi fronti.
Integra la religione "profonda" con la scienza ampia, mostrando
che la spiritualità profonda è la scienza ampia delle più
alte possibilità del potenziale umano. Integra la religione profonda
con la scienza ristretta perché anche dati spirituali profondi, che
devono essere compresi nei loro propri termini e non ridotti a nessun altro
livello o quadrante, non di meno ha reali correlati nel cervello fisico,
che possono essere investigati dalla scienza ristretta, (come nel caso del
meditante collegato all'EEG.) Da' anche spazio alla religione ristretta,
come vedremo più avanti. In tutti i casi, un approccio che comprenda
tutti i livelli e tutti i quadranti offre almeno la possibilità di
collegare senza smagliature ciò che prima erano considerati "magisteri
non sovrapponibili."
Viva la Difference!
L'approccio integrale rispetta anche le vitali differenze dei vari
tipi di scienza e religione. Dire che una ricerca stia seguendo le disposizioni
della "buona scienza" non indica quale sarà il contenuto
o la metodologia di quella ricerca. Dice soltanto che la ricerca mette alla
prova il mondo, (ingiunzione) e ciò porta ad esperienze del mondo
(dati) che sono verificati il più attentamente possibile (conferma).
Ma la vera forma della ricerca, i metodi ed i contenuti, varieranno drammaticamente
da livello a livello e da quadrante a quadrante. Diversamente dal positivismo,
che permetteva solo un metodo (empirico) in solo un reame (sensomotorio),
quest'approccio permette molti metodi e modi d'indagine come molti sono
livelli e quadranti. Nella figura 4 ad esempio, la scienza ristretta (empirica
e analitica) studia i quadranti del lato destro; ma nei quadranti interiori
ci sono quattro livelli sia nell'individuale sia nel collettivo, dandoci
così almeno otto differenti metodi e contenuti.
Allora per offrire una versione molto semplice, i fenomeni indicati A, B,
C, ed E sono tutte entità differenti, e sono state sviluppate metodologie
per trattare ognuna di loro nei loro stessi termini. In Eye to Eye offro
ragioni sufficienti per dimostrare perché nessuno di questi tipi
di ricerca può essere ridotto nei termini dell'altro (ho fatto distinzione
tra esperienza sensomotoria, empirico-analitica, fenomenologica, ermeneutica,
mandalica e gnostica). Poiché ognuna di queste ricerche cerca di
usare ingiunzioni (o compiti pragmatici) e sostiene le sue affermazioni
sull'evidenza sperimentale, cerca di verificare le sue pretese sull'evidenza
sperimentale e le sue affermazioni il più attentamente possibile,
si può affermare che rientra in ciò che definiamo "buona
scienza". A parte ciò, le ricerche di questo tipo differiscono
drammaticamente, ma in quest'approccio integrale le differenze sono pienamente
rispettate ed anche difese.
Mettendola in un altro modo: con riferimento alle figure 3 e 4 ogni livello
(corpo, mente, anima e spirito) hanno la loro arte, la loro morale, e la
loro scienza ristretta, ed i loro reami: dell'"io" (sinistro
superiore), i reami del "noi", (sinistro inferiore), e i reami
del "ciò" (destro superiore e destro inferiore).
Non solo ogni quadrante ha la propria metodologia, ma spesse volte ogni
livello all'interno d'ogni quadrante ha i suoi approcci specifici. In The
Marriage of Sense and Soul (come in Eye to Eye, Sex Ecology and Spirituality,
Quantum Questions, The Eye of Spirit, e Integral Psychology)
ci sono innumerevoli esempi di questi diversi quadranti- livelli e modi
in cui la loro specifica unicità dovrebbe essere rispettata.
La religione ristretta
La risposta della critica a Sense and Soul è stata
entusiasticamente positiva, una principale eccezione. La critica di gran
lunga più comune (e quasi l'unica critica) è stata che in
questo matrimonio tra scienza e religione,minimizzando e spesso ignorando
la religione ristretta, io stessi pretendendo troppe concessioni dal lato
della religione. Il credente medio, dissero i critici, non avrebbe mai rinunciato
ai miti e le storie che costituiscono forse il 95% della maggior parte delle
forme di spiritualità. Non soltanto i critici di professione batterono
su questo punto, altrettanto fecero la maggior parte dei miei amici che
avevano cercato di dare il libro ai loro genitori solo per vederli scuotere
la testa "Come? Nessuna resurrezione di Gesù? Niente Mosé
ed il patto? Niente preghiere verso la Mecca ogni giorno? Questa non è
la mia religione." E così via.
D'accordo, colpevole, non c'è dubbio sul fatto che ho messo a fuoco
quasi interamente le esperienze spirituali dirette (dei piani: psichico,
sottile e causale e non duale) ed ignorato la molto più comune dimensione
spirituale della religione traslativa. Sinceramente non ho negato tale dimensione
e neppure suggerito che deve essere rifiutata. Da Sense and Soul: "Allo
stesso tempo questo non significa che noi si debba perdere tutte le differenze
religiose e colori locali, per cadere in una pastosa spiritualità
uniforme e omogeneizzata. La Grande Catena e solo lo scheletro di qualunque
approccio individuale al Divino, e su quello scheletro ogni individuo ed
ogni religione porterà appropriata carne e ossa, fegato e gloria.
La maggior parte delle religioni continuerà ad offrire i sacramenti,
consolazione e miti (ed altri sostegni traslativi) in aggiunta a pratiche
autenticamente trasformative di contemplazione verticale. Nessuna delle
quali ha bisogno di cambiare drammaticamente nulla in alcuna delle religioni
esistenti"
Ho fatto due affermazioni che ritengo ancora vere. Punto uno: se la visione
ristretta della religione esprime pretese empiriche (affermazioni riguardanti
i quadranti del lato destro) allora queste asserzioni devo essere messe
alla prova dalla scienza (ristretta) empirica. Se la religione proclama
che la terra è stata creata in sei giorni, mettiamo alla prova quest'asserzione
empirica con la scienza empirica. La maggior parte di queste asserzioni
spirituali hanno spettacolarmente fallito la prova, possiamo essere liberi
di crederci, ma queste affermazioni non possono avere il riconoscimento
della "buona scienza o della spiritualità profonda.
Punto due: la vera essenza della religione è la religione profonda,
che tende ad allentare e sminuire lo zelo della religione ristretta, sino
al punto in cui, più si è vivi ai propri potenziali più
alti, e meno la religione ristretta apparirà attraente.
Certamente i critici hanno ragione affermando che la maggior parte della
gente sceglie la religione traslativa o ristretta, sia che credano nella
Bibbia, in Gaia, o nella teoria olistica dei sistemi, e non desiderano trasformare
drasticamente il soggetto di tali fedi. Nel mio modello, questi tipi
di credenza mentale rimandano ai livelli di sviluppo: magico, mitico, razionale
o vision-logic. Ma volevo anche indicare i livelli transpersonali più
alti oltre a queste mere credenze, il supercosciente e sovramentale che
costituiscono l'essenza della spiritualità profonda e delle scienze
contemplative. Un modello di tutti i livelli e tutti i quadranti dà
spazio a tutte queste dimensioni dal prementale, al mentale al sovramentale.
Nel capitolo di One Taste del 14 ottobre c'è una breve lista di
alcune delle applicazioni che altri ricercatori hanno fatto in diversi campi,
di questo modello di "tutti i livelli e tutti i quadranti". Certamente
il modello "tutti i livelli e tutti i quadranti" è solo
un semplice sommario dell'approccio "Olonico" che in realtà
include quadranti, livelli, linee, stati, tipi, e reami, come apparirà
sempre più chiaro attraverso quest'introduzione. Ma è utile
semplificare tutto nel modello di "tutti i livelli e tutti i quadranti".
Da quando One Taste fu pubblicato all'inizio del 1999, l'interesse
per questo tipo di approccio integrale è cresciuto considerevolmente.
Parte di ciò cominciò quando Bill Clinton lesse The Marriage
of Sense and Soul e scrisse di sua mano una lettera su questo. Dette
poi il libro ad Al Gore che, in un lungo pezzo sul The New Yorker
magazine, lo definì "uno dei miei nuovi libri preferiti".
Il fatto che il giornale liberale New Yorker abbia riassunto i contenuti
di Sense and Soul senza ironizzare, rese queste idee in qualche modo,
popolari per l'intellighenzia. Ad ogni modo e per varie ragioni, le applicazioni
di una visione più integrale, sono fiorite negli affari, nell'educazione,
nella sanità e perfino nella riforma carceraria.
Menziono tutto questo perché è l'argomento sui cui più
che ogni altro ricevo domande, cioè i vari tipi di applicazione del
modello olonico integrale nel "mondo reale". Qui sono brevi esempi
di quanto sta succedendo.
Politica
Ho lavorato con Drexel Sprecher, Lawrence Chickering, Don Beck,
Jim Garrison, Jack Crittenden, e numerosi altri su una teoria politica di
tutti i livelli e tutti i quadranti (in aggiunta al lavoro con gli scritti
di teorici politici troppo numerosi da elencare). Siamo stati coinvolti
tra gli altri con i consiglieri di Bill Clinton, Al Gore, Tony Blair, e
George W. Bush. C'è un sorprendentemente forte desiderio nel mondo
di trovare una "Terza Via" che unisca il meglio del liberalismo
e del conservatorismo - il "Centro Vitale" del Presidente Clinton,
il "Conservatorismo compassionevole" di G. Bush, Il Nuovo Centro
della Germania, La Terza Via di Tony Blair, e la Rinascimento Africano di
Thabo Mbeki, per nominarne alcuni, - e molti teorici stanno pensando che
uno schema di riferimento di tutti i livelli tutti i quadranti è
il più robusto fondamento per questo.
Ecco quello che considero il mio particolare orientamento teorico, sviluppato
in gran parte da me solo, e che è poi diventato uno schema di discussione
con questi altri teorici che portano le loro idee originali per un'inseminazione
trasversale. Voglio prima indicare i miei pensieri e poi quelle aree in
cui questi teorici mi hanno aiutato enormemente.
Nell'ultimo capitolo di Up from Eden ("Republicans, Democrats,
and Mystics") ho fatto l'osservazione che quando si prende in considerazione
la causa delle sofferenze umane, i liberal tendono a credere in cause obiettive,
mentre i conservatori in cause soggettive. Cioè se un individuo soffre,
il tipico liberale tende a criticare le obiettive condizioni sociali delle
istituzioni, (se sei povero è perché sei oppresso dalla società),
mentre il tipico conservatore tenderà ad accusare fattori soggettivi
(se sei povero è perché sei pigro). Così il liberale
raccomanda interventi sociali obiettivi: ridistribuire la ricchezza, cambiare
le istituzioni affinché forniscano migliori risultati, suddivisione
della torta economica, aspirazione all'uguaglianza di tutti. Il tipico conservatore
raccomanda che s'instillino i valori della famiglia, richiede che gli individui
si assumano maggiori responsabilità di sé, che gli standard
morali siano ristretti, (spesso abbracciando valori della religione tradizionale)
incoraggia l'etica del lavoro, la ricompensa, il successo e così
via.
In altre parole il tipico liberal crede principalmente in cause del lato
destro, il tipico conservatore crede principalmente in cause del lato sinistro.
(Non farti confondere dalla terminologia dei quadranti, la sinistra politica
crede in cause del lato destro e la destra politica crede in cause del lato
sinistro; se avessi pensato alle teorie politiche quando arbitrariamente
stabilii i quadranti probabilmente li avrei allineati perché combaciassero).
Il punto importante è che il primo passo verso la Terza Via, che
integra il meglio del liberale e del conservatore, consiste nel riconoscere
che entrambi i quadranti interiori ed esteriori sono ugualmente reali e
importanti. Conseguentemente dobbiamo riconoscere sia i fattori interiori
(i valori, i significati, la morale e lo sviluppo della consapevolezza)
sia i fatti esteriori (condizioni economiche, benessere materiale, avanzamento
tecnologico, sicurezza sociale, ambiente) - in breve, una vera Terza Via
dovrebbe enfatizzare sia lo sviluppo interiore sia quello esteriore. Quindi
mettiamo a fuoco per un momento l'area dello sviluppo della coscienza. Questa
dopo tutto è la parte più difficile da digerire per i liberal,
perché la discussione su livelli o stati, di qualunque cosa (inclusa
la coscienza) e profondamente antagonista alla maggior parte dei liberal,
che credono che tutti i "giudizi" sono razzisti, sessisti, emarginanti,
e così via. Il tipico liberale ricordate, non crede in una causa
interiore e, di fatto, neppure nelle dimensioni interiori. La tipica epistemologia
liberal (es. John Locke) immagina che la mente sia una tabula rasa, una
lavagna vuota, che è riempita dalle immagini del mondo esterno. Se
qualcosa va male all'interno (se stai soffrendo) è perché
c'è stato prima qualcosa di sbagliato all'esterno (le istituzioni
sociali), perché l'interno dipende dall'esterno. Ma se l'interno
ha i suoi livelli di crescita e sviluppo e non è semplicemente portato
dentro dal mondo esterno? Se una vera Terza Via dipende dall'includere sia
lo sviluppo interiore e lo sviluppo esteriore, allora dovrebbe valere la
pena per noi guardare attentamente alle fasi interiori di sviluppo della
consapevolezza che si dischiude. E qui alcune sorprese attendono il tipico
liberal. Qui è dove il mio lavoro è stato d'aiuto ai teorici
della politica che stanno lavorando alla Terza Via, (sia nella versione
liberal sia conservatrice).In libri come Integral Psychology, ho
correlato oltre cento modelli di sviluppo della coscienza, Oriente e Occidente,
antichi e moderni, che aiutano a darci un'immagine molto solida delle fasi
di sviluppo della coscienza nel reame soggettivo, non come una rigida serie
di livelli inalterabili, ma come una guida generale alle possibili onde
del venire alla luce della coscienza. Se il primo passo verso una veramente
integrata Terza Via deve combinare l'interiore con l'esteriore (il lato
destro e sinistro, il soggettivo e l'oggettivo), il secondo passo consiste
nel comprendere che ci sono livelli del soggettivo, - fasi, cioè:
evoluzione della coscienza. Per facilitare di chiarire queste fasi possiamo
usare qualunque delle più riconosciute mappe dello sviluppo interiore
come quelle di Jane Loevinger, Robert Kegan, Clare Graves, William Torbert,
Susanne Cook-Greuter, o le Spirali Dinamiche di Beck e Cowan. Per questo
semplificato riassunto userò solo tre fasi estese: preconvenzionale
(o egocentrico), convenzionale (o sociocentrico), postconvenzionale o planetario
(worldcentric).L'ideologia tradizionale conservatrice ha le sue radici in
un'onda di sviluppo sociocetrica, di una convenzionale appartenenza mitica.
I suoi valori continuano ad essere fondati su un orientamento religioso
mitico (come la Bibbia); generalmente enfatizza i valori familiari, il patriottismo;
ed è fortemente sociocentrica (e quindi spesso etnocentrica), con
radici in valori sociali aristocratici e gerarchici, ed una tendenza verso
il patriarcato ed il militarismo. Questo tipo d'appartenenza mitica e virtù
civica hanno dominato la conoscenza culturale approssimativamente dal 1000
AC, sino all'Illuminismo in Occidente, quando un fondamentalmente nuovo
modo di coscienza, l'egoico razionale, è emerso su scala determinante,
portando a nuove ideologie politiche in altre parole il liberalismo. L'Illuminismo
liberale comprese di essere in gran parte una reazione alla struttura dell'appartenenza
mitica e al suo fondamentalismo, specialmente in due aspetti: il potere
socialmente oppressivo dei miti con i loro pregiudizi etnocentrici (tutti
i cristiani saranno salvi e tutti i pagani vanno all'inferno), e la natura
non scientifica delle conoscenze affermate dai miti (l'universo è
stato creato in sei giorni). Sia l'attiva oppressione istituita dalla religione
mitica etnocentrica, sia il suo carattere non scientifico, furono responsabili
d'indicibile dolore, e l'Illuminismo aveva tra i suoi scopi l'alleviare
questa sofferenza. Il grido di battaglia di Voltaire, che stabilì
il tono dell'Illuminismo francese, era: "Ricordate le crudeltà!"
le sofferenze inflitte dalla chiesa a milioni di persone nel nome del Dio
mitico.
Al posto di un'appartenenza mitica etnocentrica, basata su l'identità
del ruolo, all'interno di una gerarchia d'altre identità di ruolo,
l'Illuminismo domandò un'identità egoica libera da condizionamenti
etnocentrici (i diritti universali dell'uomo) e basata sulla ricerca razionale
e scientifica. I diritti universali avrebbero combattuto la schiavitù,
la democrazia avrebbe combattuto la monarchia, l'io autonomo avrebbe combattuto
la mentalità del gregge, e la scienza avrebbe combattuto il mito:
questo è come l'Illuminismo si considerava (e in molti casi giustamente
è stato così).In altre parole, nel suo meglio, l'Illuminismo
liberale rappresentò, e fu un prodotto, dell'evoluzione della coscienza
da un livello convenzionale/sociocentrico, ad un modello postconvenzionale
planetario. Ora se il liberalismo fosse stato solo questo, un prodotto di
un avanzamento evolutivo dall'etnocentrismo alla visone planetaria, avrebbe
vinto in modo puro e semplice. Ma, di fatto, il liberalismo nacque in un
clima che ho chiamato appiattimento. Appiattimento o materialismo scientifico,
nella fede che solo la materia (o materia/energia) sia reale, e che solo
la scienza ristretta abbia qualche pretesa di verità. (ristretta
nel senso, sia la scienza d'ogni ambito del lato destro sia scienza atomistica,
del quadrante superiore destro o scienza dei sistemi dell'inferiore destro.)
L'appiattimento, in altre parole è la credenza che solo i quadranti
del lato destro sono reali.
Ed il liberalismo, nato nel mezzo di questo materialismo scientifico ingoiò
quest'amo ideologico la lenza e i piombini. In altre parole il liberalismo
diventò il campione politico dell'appiattimento. L'unica cosa che
sia davvero reale è il mondo del lato destro, materiale e sensomotorio;
la mente stessa e solo una tabula rasa, un vuoto riempito con le rappresentazioni
del lato destro; se l'ambito soggettivo è malato, e perché
le istituzioni sociali sono malate, il modo migliore per liberare uomini
e donne consiste nell'offrire loro libertà materiale ed economica;
così il materialismo scientifico e l'uguaglianza economica sono le
vie principali per dare fine alla sofferenza umana. I reami interiori, -
l'intero dominio del lato sinistro - sono semplicemente ignorati se non
anche negati. Tutti gli interiori sono uguali e con questo si chiude la
discussione. Ma questo desiderio di alleviare la sofferenza umana è
applicato universalmente, tutti gli uomini devono essere trattati imparzialmente,
senza distinzione di razza, colore, sesso o credo (lo spostamento dal sociocentrico
al planetario. Così la teoria politica liberale proveniva da un più
alto livello di sviluppo, ma di uno sviluppo imprigionato in un appiattimento
patologico. Detto francamente, il liberalismo era una versione malata di
un livello superiore. Questa è la grande ironia del liberalismo.
I teorici hanno a lungo convenuto che il liberalismo tradizionale è
inerentemente autocontraddittorio, perché sostiene l'uguaglianza
e la libertà, e puoi avere o una o l'altra delle due cose, non entrambe.
Metterei questa contraddizione nel modo seguente: il Liberalismo è
in sé il prodotto di tutta una serie di fasi di sviluppo della consapevolezza,
dall'egocentrico al planetario, dopo di che fece una svolta all'indietro
negando l'importanza e perfino l'evidenza di questi livelli interiori di
sviluppo! Il liberalismo nel sostenere solo cause oggettive (appiattimento)
negò i sentieri interiori e produsse il liberalismo. La posizione
liberale stessa è il prodotto dei livelli che essa nega, e questa
è l'inerente contraddizione del liberalismo.
Il liberalismo di conseguenza rifiutò di esprimere alcun "giudizio"
riguardo alle dimensioni interiori degli individui, nessuna posizione è
meglio d'altro, ed invece si concentrò solo sul trovare modi per
aggiustare l'esterno, con istituzioni sociali ed economiche, e così
abbandonò completamente l'interiore (valori, significati, sviluppo
interiore) ai conservatori.
I conservatori d'altra parte, abbracciarono pienamente lo sviluppo interiore,
ma solo fino alla fase d'appartenenza mitica che è non di meno sin
dove arriva, una sana versione di un livello inferiore. (Appartenenza mitica,
virtù civica, il livello di sviluppo del conformista convenzionale,
questi sono tutte normali, naturali, sane e necessarie fasi dello sviluppo
umano, e questa robusta struttura sociale è ancora la base fondamentale
della politica conservatrice tradizionale).
Ecco la vera stranezza delle scelte politiche che ci sono offerte oggi:
una versione malata di un livello superiore contro una versione sana di
un livello inferiore, il liberalismo contro il conservatorismo.
Il fatto è che una Terza Via davvero integrata dovrebbe abbracciare
una versione sana dei livelli superiori, cioè radicata nell'onda
di sviluppo postconvenzionale, planetaria che dovrebbe ugualmente incoraggiare
sia lo sviluppo interiore sia lo sviluppo esteriore, la crescita e lo sviluppo
della consapevolezza e del benessere personale, sia la crescita e lo sviluppo
dell'economia e del benessere materiale. Dovrebbe essere, in altre parole,
"tutti i livelli e tutti i quadranti".
Inoltre, da questo punto di vantaggio, la prima direttiva di una genuina
Terza Via dovrebbe essere, non quella di cercare di portare la coscienza
di tutti su di un particolare livello di coscienza (integrale, pluralistico,
liberale o altro), ma assicurare la salute di tutta la spirale di sviluppo
in ognuno dei suoi livelli od onde. (La natura ed importanza di questa prima
direttiva è stata esplorata nell'introduzione del volume 7 dei Collected
Works.) Così i due passi verso una veramente integrale Terza
Via sono: (1) unire il soggettivo e l'oggettivo e (2) riconoscere i livelli
del soggettivo e così arrivare alla direttiva di base.
Questo è l'orientamento generale che ho portato nella discussione
politica con i teorici che ho menzionato. Da Chickering (Beyond Left
and Right) e Sprecher ho adottato l'importante distinzione tra le ali
"ordine" e "libero" al'interno sia del liberalismo,
sia del conservatorismo, secondo se l'enfasi è posta su fini individuali
o collettivi. Essi definiscono anche Sinistra la credenza in cause obiettive
e destra il credere in cause soggettive. Questo porta agli ampiamente usati
quadranti di Chickering/Sprecher di destra dell'ordine, destra della libertà,
sinistra dell'ordine, sinistra della libertà. Le ali dell'ordine
sia della destra sia della sinistra desiderano imporre il loro credo su
tutti, generalmente attraverso il governo, mentre le ali della libertà
di entrambe le ideologie mettono al primo posto i diritti dell'individuo.
Per esempio, coloro che desiderano che lo stato usi il governo per rinforzare
i ruoli ed i valori convenzionali sono la destra dell'ordine, mentre il
movimento del "politicamente corretto" ed i movimenti femministi
che desiderano che lo stato usi il governo per rinforzare la loro versione
d'uguaglianza, sono la sinistra dell'ordine.
Succede che questi quadranti politici si allineano in modi significativi
con i miei quattro quadranti, perché i quadranti superiori sono individuali
o libertari, ed i quadranti inferiori sono collettivi e connessi all'ordine;
i quadranti interiori sono conservatori e di destra, i quadranti esteriori
sono liberali e di sinistra. Questo mostra quale quadrante un teorico considera
più importante (e quindi dovrà essere manipolato ed indirizzato
nel tentativo di ottenere risultati politici). Di certo l'idea è
che tutti i quattro quadranti sono inevitabilmente importanti nella realtà.
Così, l'approccio "tutti i livelli e tutti i quadranti"
serve come base teorica per un orientamento politico davvero integrato.
Jack Crittenden (Beyond Individualism) ha applicato la nozione di
personalità composta sviluppata in Up from Eden alla teoria politica
e all'educazione, e ha costantemente aggiunto qualcosa alla mia comprensione
di queste idee. Le "Spiral Dynamics" di Don Beck (sviluppate con
Christopher Cowan) sono un meraviglioso chiarimento del lavoro pionieristico
di Clare Graves, hanno avuto numerose applicazioni nel "mondo reale",
dalla politica, agli affari, all'educazione, ed ho beneficiato grandemente
da numerosi di questi incontri. Beck probabilmente ha, meglio di chiunque,
compreso la prima direttiva, e le mie stesse formulazioni sono state arricchite
dal lavoro di Cowan. Jim Garrison, come Presidente dello Stato del Forum
Mondiale, ha avuto un'inestimabile esperienza su come una visione integrale
dovrebbe, e spesso non dovrebbe, giocare il suo ruolo sulla scena del mondo.
"Politics of Meaning," (la politica del significato) di Michael
Lerner, benché spesso impegnata (?) nella sinistra dell'ordine, è
un potente tentativo di spingere i liberal a porre attenzione ai quadranti
interiori (significati, valori, spiritualità) cosa che hanno classicamente
evitato come una pestilenza, un evitamento che ha atroci conseguenze, (ad
esempio le dimensioni interiori sono state abbandonate ai conservatori ed
ai loro valori spesso reazionari d'appartenenza mitica, valori che vanno
bene come parziale fondamento della società, e disastrosi se lasciato
solo ai loro mezzi). In questo stiamo cercando in assaggio di quanto una
Costituzione integrale potrebbe sembrare.
Questo è un piccolo esempio di alcune delle implicazioni e applicazioni
politiche di un approccio "tutti i livelli e tutti i quadranti",
non solo come l'ho sviluppato, secondo come numerosi altri teorici hanno,
con le loro idee originali ed altamente significative e che ora stanno trovando
mutuo sostegno.
Medicina
In nessun campo i quattro quadranti sono applicabili in modo più
immediato che per quanto riguarda la Medicina, e il modello è progressivamente
adottato da istituti sanitari in tutto il mondo. Una veloce scorsa ai quattro
quadranti dimostrerà perché il modello integrale può
essere utile. (In questo esempio parleremo di malattie fisiche, una frattura,
un tumore, una malattia cardiaca, ecc. ed il modo migliore di curarle, perché
in questo caso l'attenzione è sulla medicina ortodossa.)
La medicina ortodossa o convenzionale è un approccio classico del
quadrante destro superiore. Tratta quasi solamente con l'organismo fisico
attraverso interventi fisici: chirurgia, farmacologia e modificazione del
comportamento. La medicina ortodossa crede essenzialmente in cause fisiche
di disturbi fisici, e quindi prescrive solo interventi fisici. Ma il modello
olonico richiede che ogni evento fisico (quadrante superiore destro) ha
almeno quattro dimensioni, (i quadranti) e perciò anche la malattia
fisica deve essere osservata attraverso i quattro quadranti (per non menzionare
i livelli, che indicheremo più avanti).Il modello integrale non afferma
che il quadrante destro superiore non è importante, solo che esso
è solo uno dei quattro della storia. La recente esplosione d'interesse
nella medicina alternativa, per non menzionare discipline come la psiconeuroimmunologia,
hanno reso abbastanza chiaro che gli stati interiori dell'individuo
(le emozioni, le attitudini psicologiche, l'immaginazione e le intenzioni)
giocano un ruolo cruciale, sia nelle cause sia nella cura, anche delle malattie
fisiche. Ma la coscienza individuale non esiste nel vuoto, esiste inestricabilmente
inserita nelle visioni del mondo e valori culturali condivisi.
Come una cultura (sinistro inferiore) vede una particolare malattia, con
attenzione e compassione, o con derisione e scorno, può avere un
profondo impatto su come l'individuo si confronta con tale malattia (sinistro
superiore), e ciò direttamente influenzare tale malattia, (superiore
destro). In fatti, molte malattie non possono neppure essere definite senza
riferimento ad un condiviso background culturale, proprio come quanto consideri
un erbaccia, spesso dipende in primo luogo da ciò che intendi coltivare.
Il quadrante inferiore sinistro include tutto l'enorme numero di fattori
intersoggettivi che sono cruciali in ogni interazione umana, inclusa la
comunicazione condivisa tra dottore e paziente, le attitudini della famiglia
e degli amici e come essi si relazionano al paziente, l'accettazione culturale
(o il rifiuto) della particolare malattia, (ad es. l'AIDS), gli stessi valori
della cultura che tratta la malattia. Tutti questi fattori entrano in un
certo grado in causa per ogni malattia e cura fisica (semplicemente perché
ogni olone ha quattro quadranti). Certamente, in pratica, questo quadrante
deve essere considerato limitatamente a quei fattori che possono essere
efficacemente affrontati, forse le capacità di comunicazione tra
medico e paziente, e gruppi di supporto della famiglia e degli amici, e
una comprensione generale dell'effetto dei giudizi culturali sulla malattia.
Degli studi mostrano consistentemente per esempio che i pazienti di cancro
che hanno un gruppo di supporto vivono più a lungo di quelli che
non hanno un simile supporto culturale. Alcuni dei fattori più rilevanti
del quadrante inferiore sinistro sono assolutamente cruciali in ogni intervento
sanitario esauriente. Il quadrante inferiore sinistro riguarda tutto quel
materiale, i fattori sociali ed economici che non sono mai considerati come
parte dell'entità della malattia, ma di fatto, causano sia la malattia
sia la curano. Un sistema sociale che non può offrire cibo ti uccide
(come, del resto, si vede quotidianamente in molti paesi afflitti dalle
carestie). Ma anche nel paesi sviluppati, se soffri di una malattia mortale
ma curabile, ed il piano della tua assicurazione è la sola risorsa
economica che hai, e questo piano non copre la tua malattia, allora morirai.
Causa della tua morte: la povertà. Di solito non pensiamo così,
perché diciamo: "Il virus l'ha ucciso."Il virus è
parte delle cause, gli altri tre quadranti sono altrettanto parte in causa.
Quando la "Federal Drugs Administration" stava sospendendo dei
farmaci che potevano aiutare nella cura dell'AIDS, un signore con la malattia
si sedette di fronte al Congresso e disse: "Non fate che sul mio epitaffio
ci sia scritto, << è morto per un tratto di penna! >>"
Ciò è esattamente corretto. Nel mondo reale, dove ogni entità
ha tutti quattro i quadranti, un virus nel quadrante superiore destro può
essere il punto focale, ma senza un sistema sociale (inferiore destro) che
può offrire delle cure, morirai. Questa non è una questione
separata, è centrale, perché tutti gli oloni hanno quattro
quadranti.
L'inferiore destro include fattori come l'economia, le assicurazioni, i
sistemi sociali ed anche semplici cose come il modo in cui è fisicamente
sistemata una camera di ospedale (permette facilità di movimento,
accesso ai visitatori, ecc.). Per non menzionare fattori come le tossine
ambientali.
In breve un piano medico davvero efficace e esauriente dovrebbe comprendere
tutti i quadranti, per non menzionare tutti i livelli (l'idea è semplicemente
che ogni quadrante o dimensione, Io, noi, e ciò, ha livelli o onde
fisiche, emozionali, mentali e spirituali, vedi fig. 4, e un trattamento
davvero integrale dovrebbe tenere conto di tutte queste realtà).
Non solo questo tipo di trattamento è più efficace, ma per
questa ragione molto efficiente rispetto al costo, ed è per questo
che la medicina organizzata sta guardando più da vicino in questa
direzione. Delle centinaia di teorici che stanno facendo un lavoro meraviglioso
in questo campo, potrei menzionare John Austin, che ha scritto in modo perspicace
sull'applicazione della teoria olonica per la medicina complementare ed
alternativa, Pat Odgen e Kekuni Minton; Gary Schwartz e Linda Russek; and
Barbara Dossey e Larry Dossey, che hanno usato la teoria olonica nel loro
ampio ed originale lavoro su la "Grande Catena della Guarigione".
Affari
C'è stata recentemente un'esplosione delle applicazioni del
modello olonico nel campo negli affari, probabilmente poiché le sue
applicazioni sono così ovvie ed immediate. I quadranti offrono i
quattro "ambienti" o dimensioni nelle quali il prodotto deve sopravvivere,
e i livelli indicano i tipi di valori che produrranno e acquisteranno il
prodotto. Ricerche nella gerarchia dei valori come quelle di Maslow e Graves
(ad es. Spiral Dynamics), che hanno già avuto n'enorme influenza
sugli affari e "VALS", possono essere combinate con i quadranti
(che mostrano che questi livelli appaiono in quattro diversi "ambienti"),
per offrire una mappa veramente completa del mercato (che copre sia il mercato
tradizionale sia i cybermarkets). Certamente questo può essere usato
in maniera cinica e manipolativa, dopotutto gli affari sono affari, ma può
essere anche utilizzato in modo illuminato ed efficiente per soddisfare
più fruttuosamente gli esseri umani con i prodotti ed i servizi di
cui hanno bisogno, (promuovendo così la salute della spirale). Inoltre
stanno fiorendo programmi di management training basati sul modello
integrale. Daryl Paulson, in "Management: a Multidimensional/Multilevel
Perspective" mostra che ci sono quattro maggiori teorie del Business
management, (la teoria X che insiste sul comportamento individuale, la teoria
Y che mette a fuoco la comprensione psicologica, il management culturale,
che insiste sulla cultura orizzontale, e il "systems management"
che enfatizza il sistema sociale ed il suo controllo). Paulson quindi mostra
che le quattro teorie del management sono di fatto i quattro quadranti che
un modello integrale deve necessariamente includere tutti e quattro gli
approcci. Poi affronta alla parte relativa a "tutti i livelli"
e suggerisce un modello semplificato ma molto utile di quattro fasi che
i quadranti attraversano, con suggerimenti specifici per mettere in pratica
un management di "tutti i livelli, tutti i quadranti". Altri pionieri
in quest'area includono Geoffrey Gioja and JMJ associates, i cui seminari
di "Leadership Integrale" (tre livelli generali in quattro quadranti)
è stato presentato a dozzine delle 500 Fortune companies, ("noi
crediamo che fino a poco tempo fa, l'approccio "trasformativo"
di cambiamenti orizzontali era il campione ineguagliato per produrre scoperte,
sia soggettive sia oggettive. Ora asseriamo che l'approccio "trasformativo"
è stato eclissato dall'approccio "integrale"; John Forman
della R. W. Beck Associate usa un approccio "tutti i livelli, tutti
i quadranti" per correggere le distorsioni dell'appiattimento causato
dalle teorie sistemiche. In Purpose Associates (John Cleveland, Joann Neuroth,
Pete Plastrik, Deb Plastrik); Bob Anderson, Jim Stuart, and Eric Klein (coautore
di Awakening Corporate Soul), il cui "Leadership Circle"
porta un approccio "tutti i livelli, tutti i quadranti" alla "Integral
Transformation and Leadership". ("Il punto basilare è:
l'evoluzione di tutte queste correnti di sviluppo, in tutti i quadranti,
è intimamente collegata tra loro. L'intelligenza spirituale è
il saper leggere e scrivere della trasformazione. L'intelligenza spirituale
sta velocemente diventando un imperativo della leadership"; Leo Burke,
Direttore e Dean della Motorola University College of Leadership and Transcultural
Studies, supervisiona il training di 20.000 manager in tutto il mondo; Ian
Mitroff (A Spiritual Audit of Corporate America); Ron Cacioppe e
Simon Albrecht (Developing Leadership and Management Skills Using the Holonic
Model and 360 Degree Feedback Process); Don Beck di Spiral Dynamics, hanno
utilizzato situazioni che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone,
e Jim Loehr e Tony Schwartz, stanno lavorando a un approccio "tutti
i livelli, tutti i quadranti", e applicano specifiche teorie del cambiamento
costruite per la migliore gestione dell'energia, fisica, emozionale, e mentale.
Educazione
Poiché sono un pensatore "olistico e integrale",
la gente spesso immagina che sostenga ciò che è generalmente
chiamato un approccio educativo "olistico". Ahimè, purtroppo
generalmente non è così. Molti approcci "olistici"
sono, secondo la mia opinione, o tristemente appiattiti (basati sulla convenzionale
teoria dei sistemi, o solamente sul quadrante destro inferiore), o nascono
da una filosofia che Spiral Dynamics definisce "green meme", un
tipo d'approccio pluralistico che nobilmente cerca di non emarginare, ma,
di fatto, emargina lo sviluppo gerarchico, e così finisce spesso
per ostacolare la crescita e l'evoluzione. Ad ogni modo tutti questi tipici
approcci "olistici" trascurano la prima direttiva, la quale è
che il centro degli imperativi etici è la salute di tutta la spirale
e non di un solo livello. Un'educazione davvero integrale non impone semplicemente
la "green meme" su tutti dal primo giorno, ma piuttosto comprende
che lo sviluppo si dispiega in fasi e onde specifiche di crescente inclusività.
Per usare la versione di Gebser, la coscienza scorre fluidamente in onde
dall'arcaico, al magico, al mitico, al razionale, all'integrale, e un'educazione
davvero integrale dovrebbe enfatizzare non solo l'ultima onda, ma tutte
secondo il loro appropriato apparire. C'è un gran numero d'autentici
teorici integrali che lavorano con queste idee e l'applicazione di un'educazione
che comprenda "tutti i livelli, tutti i quadranti". In molti casi
sia la struttura organizzativa delle scuole (amministrazione e competenza)
sia il centro del programma offerto agli studenti sono stati organizzati
intorno ad uno schema di "tutti i livelli, tutti i quadranti".
Ciò è successo sia nelle scuole convenzionali sia in scuole
per i più dotati. Spero di poter indicare di più su questo
argomento negli scritti futuri.
La Pratica Trasformativa Integrale
L'educazione integrale è correlata da vicino alla "pratica
trasformativa integrale", vale a dire un'educazione integrale che include
le onde di sviluppo più alte o transpersonali. Mike Murphy e George
Leonard sono stati pionieri della "pratica trasformativa integrale"
con il loro libro The Life We Are Given. Ho lavorato da vicino con
Mike per chiarire le fondamenta teoriche di tale pratica. Ci sono ora nel
paese approssimativamente quaranta gruppi di "pratica trasformativa
integrale". Lo Stanford Center for Research in Disease Prevention (della
Stanford University Medical School) sta osservando questa pratica, che ha
già avuto effetti straordinari, a testimonianza di ciò che
una "pratica trasformativa integrale", può facilitare.
Ci sono molti altri tipi di quest'approccio "tutti i livelli, tutti
i quadranti" che sono stati sviluppati recentemente, e mi aspetto di
vedere un'esplosione dell'interesse in questo tipo di programmi più
inclusivi, semplicemente perché sono più efficaci nel dare
inizio alla trasformazione.
Studi sulla Coscienza:
L'approccio dominante agli studi sulla coscienza in America è
ancora quello della scienza ristretta (ad esempio una scienza cognitiva
basata solo sul quadrante superiore destro). Come suggerisco in Integral
Psychology, un approccio più inclusivo alla coscienza dovrebbe implicare
tutti i quattro quadranti, oppure i tre principali: "Io, Noi e Ciò"
(resoconto fenomenologico della coscienza: prima persona, strutture intersoggettive:
seconda persona, meccanismi scientifici o sistemi: terza persona). Questo
tipo di studi sulla coscienza secondo le prospettive 1, 2 e 3 è già
iniziato, come evidenziato da libri come: The View from Within, edito
da Francisco Varela e Jonathan Shear, e da molti articoli presentati regolarmente
su The Journal of Consciousness Studies. La fase successiva di un
approccio più inclusivo includerà non solo tutti i quadranti,
ma anche tutti i livelli, e in Integral Psychology sottolineo i mezzi attraverso
i quali questo prossimo importante passo può essere attuato.
Spiritualità nelle Relazioni e nell'Assistenza Sociale
La più importante implicazione di un approccio "tutti
i livelli, tutti i quadranti" alla spiritualità, consiste nel
fatto che i livelli fisco, emozionale, mentale, e spirituale, dovrebbero
essere simultaneamente esercitati nel Sé, nella cultura e nella natura,
nei domini dell'io del noi e del ciò. Ci sono numerose variazioni
di questo tema, che vanno dalle pratiche trasformative integrali, alla spiritualità
diretta al bene sociale, e alle relazioni come cammino spirituale. Il numero
dei gruppi e delle organizzazioni che applicano pionieristicamente questo
tipo di approccio è troppo grande per farne una lista. Posso menzionare
il lavoro di Thich Nhat Hanh, Diana Winston, Donald Rothberg, Tikkun,
and Robert Forman ed il Forge Institute (di cui sono membro), che stanno
tentando di portare alcune nuove prospettive a questo nobile scopo.
Ecologia integrale
L'approccio all'ecologia presentato in Sex, Ecology, Spirituality
è originale ed unico e su questo i critici sono d'accordo. Sia che
il libro sia piaciuto o no i critici sono stati concordi nel considerarlo
unico in quanto ho fatto in modo di combinare l'unità ecologica,
la teoria dei sistemi e la consapevolezza mistica non duale, senza privilegiare
la biosfera e senza usare i concetti della rete della vita ("the web
of life") che considero una concezione riduzionista che appiattisce.
Invece un approccio all'ecologia di "tutti i livelli, tutti i quadranti"
ci permette di situare la biosfera, la noosfera, e la teosfera nelle loro
appropriate relazioni con il Cosmo, e così possiamo enfatizzare la
cruciale importanza della biosfera senza dover ridurre tutto alla biosfera.
La chiave di queste relazioni, e la ragione per cui sono state così
spesso confuse può essere osservata nella figura 4. Notate che il
corpo (biosfera), la mente (noosfera) e l'anima/spirito (teosfera) sono
tutte indicate nella figura. Ogni onda successiva trascende ed include le
precedenti, come mostrato nei nidi concentrici. In quel senso, è
corretto dire che la mente trascende ma include il corpo, o che la noosfera
trascende ma include la biosfera, o che la storia trascende ma include la
natura. La biosfera è un componente cruciale della noosfera, ma non
viceversa (come la maggior parte degli ecologi scorrettamente crede. Ciò
significa che puoi distruggere la noosfera, o la mente dell'uomo, e la biosfera
continuerà a vivere molto bene, ma se distruggi la biosfera, anche
tutte le menti degli uomini sono distrutte. Ciò accade perché
la biosfera è il fondamento e parte della noosfera, e non viceversa.
Per analogia un atomo è parte di una molecola, se distruggi le molecole,
l'atomo continuerà ad esistere, ma se distruggi l'atomo, anche la
molecola è distrutta. Lo stesso accade per la noosfera e la biosfera:
nei reami interiori la (?) biosfera è parte della noosfera, e non
al contrario, (come si può chiaramente vedere nella figura 4 ed anche
nella figura uno). Così non è vero che le menti umane (la
noosfera) sono parte della biosfera ma piuttosto è vero il contrario.
Ma bisogna notare che ogni intervento interiore ha un correlato nel mondo
sensorio esteriore, - il mondo che spesso chiamiamo "natura".
La maggior parte degli eco-teorici osservano il mondo sensorio esteriore
e concludono che "tutto fa parte della natura", perché
ogni cosa ha di certo una correlazione nel mondo del lato destro. Così
essi concludono che la natura (o biosfera) è la realtà ultima,
e chiedono che sia agisca in accordo con la natura e in questo modo riducono
tutto a qualche versione dell'ecologia o della biosfera o della grande "Web
of Life". Ma questo è solo metà della storia, la metà
del lato destro. Nelle dimensioni interiori o del lato sinistro, vediamo
che la natura, o le dimensioni sensoriali empiriche percepite, - sono solo
una piccola parte della storia, una piccola fetta di una Grande Torta, una
torta che include la biosfera, la noosfera, e la teosfera. E benché
tutte queste zone interiori abbiano correlati esteriori nel mondo della
natura, non possono essere ridotte a questi esteriori, non possono essere
ridotte alla natura. Fare così vuol dire semplicemente abbracciare
un altro tipo di materialismo, identificazione con il corpo e un appiattimento
bidimensionale: il mondo di un solo colore della realtà del lato
destro, la realtà sensoriale empirica della Web of Life. Questo è
il riduzionismo ecologico nel suo aspetto peggiore, un riduzionismo che
è essenza di molte eco-filosofie. D'altro canto un approccio di tutti
i livelli, tutti i quadranti, all'ecologia, come riassunto nella figura
4, ci permette di riconoscere la fisiosfera, la biosfera, la noosfera, e
la teosfera, non cercando di ridurre una sfera nell'altra, ma riconoscendo
e rispettando il ruolo vitalmente cruciale che tutte giocano in questo straordinario
Cosmo.
Visioni del mondo
Poiché il modello Olonico inizialmente sorse come un tentativo
coerente di integrare onde, correnti, stati, reami, e quadranti, una delle
sue pretese è quella di essere genuinamente olistico. Un effetto
di questo tentativo di una più amplia inclusività risulta
in sistema che si rivela molto utile per indicare le diverse visioni del
mondo, le diverse filosofie, religioni e scienze che si sono manifestate
nel tempo. L'idea è di nuovo quella non è che qualcuna delle
visioni del mondo possieda la visione di tutto, (inclusa la mia teoria),
ma che un maggior numero di queste visioni del mondo può essere inclusa
senza smagliature in una visione più ampia e una più accurata
visione del Cosmo che ne emerge. Questa più ampia visione quindi
agisce come un sistema indicativo per le diverse visioni, e ne mostra le
relazioni e l'irrinunciabile importanza di ognuna.
Ci sono stati innumerevoli tentativi negli anni, di categorizzare le diverse
visioni del mondo che sono disponibili agli uomini e alle donne del pianeta.
Platone ha offerto un brillante resoconto delle filosofie alternative presenti
nell'antica Grecia. Fa-hsiang catalogò i sistemi religiosi esistenti
in Cina.
San Tommaso d'Aquino dette rappresentazioni esaustive delle più rappresentative
filosofie esistenti, - solo per nominarne uno.
Con l'era moderna e la comprensione dell'evoluzione, molti teorici iniziarono
ad offrire classificazioni di differenti visioni del mondo dal punto di
vista del loro sviluppo. Una delle prime e ancora tra le più
influenti è quella d'Auguste Comte, fondatore del positivismo, la
cui famosa "Legge del Tre" affermava che la ricerca di conoscenza
dell'umanità è passata attraverso tre fasi principali: la
religione, la metafisica e la scienza, e che ogni fase era meno primitiva
e più accurata (essendo poi per felice coincidenza nel livello indicato
Comte stesso. Il costante lato debole dei teorici dello sviluppo è
che il livello più alto è generalmente, per una strana coincidenza,
quello indicato dal proponente della teoria. Mi affretto ad affermare che
io non mai fatto altrettanto, anche se sono stato spesso accusato di ciò).
Sin ora la più raffinata di queste classificazioni degli aspetti
evolutivi della conoscenza è stata quella di Georg Hegel, la cui
indubbiamente brillante filosofia sistematica per ogni maggiore visione
del mondo della storia del pianeta, Oriente e Occidente. (Sfortunatamente
come Bertrand Russell fece notare tutto quello che Hegel sapeva della Cina
era solo che esistesse). Questo e altri problemi più sottili del
sistema Hegheliano ne comportarono il crollo. Ma possiamo ciò nonostante
ammirare l'idealismo per la brillantezza di ciò che riuscì
a realizzare.
Altri storici modelli di sviluppo ben noti (che possono indicare crescita
e decadimento) sono quelli di Adam Smith, Karl Marx, Herbert Spencer, Oswald
Spengler, Arnold Toynbee, Pitirim Sorokin, Antonio Gramsci, Teilhard de
Chardin, Carroll Quigley, Jurgen Habermas, Gerhard Lenski, Jean Gebser,
e Sri Aurobindo.
Più recentemente alcuni filosofi hanno tentato modelli riassuntivi,
che indicano i tipi di visione del mondo che gli uomini possono creare.
Uno dei primi è stata la World Hypotheses (1942) di Stephen
C. Pepper, che pretendeva che ce ne fossero quattro: formalistica (il mondo
esiste come categorie), meccanicistica (il mondo è un sistema causa-effetto),
contestualista (il mondo è relazionale), e organismica (il mondo
è interattivo e relazionale).
Schwartz and Russek (vedi nel paragrafo "medicina") costruendo
su Popper, ne aggiunsero altri quattro: processo implicito (il mondo possiede
energie più sottili e consapevolezza), causalità circolare
(cibernetica), crescita creativa (adattamento emergente), e diversità
integrativa (che cerca di integrarle tutte).
Un'altra autorevole classificazione delle visioni del mondo è stata
quella di Talcott Parsons, che ha disposto le visioni del mondo in un continuo
politico di 5 maggiori posizioni Right Systemist, Right Marginalist, Middle
Marginalist, Left Marginalist, Left Systemist. Secondo il mio parere offre
qualche vantaggio, ma copre un'area mediana molto ristretta delle possibili
visioni del mondo. Robert Bellah ha tagliato la sua analisi da un altro
angolo trovando quattro principali visioni del mondo in america: republican,
biblical, utilitarian, and romantic. Mark Gerzon ne trova sei: religious,
capitalist, disaffected, media, new age, and political. Huntington vede
il mondo come lo scontro tra otto o nove maggiori visioni del mondo culturali
(o civiltà): Western, Latin American, African, Islamic, Sinic, Hindu,
Orthodox, Buddhist, and Japanese. Questi sono buoni esempi della "meta-analisi"
dei tipi di visione del mondo che molti studiosi hanno trovato utili, e
sono utili, con loro possiamo trovare un più ampio contesto al quale
possiamo accordare un po' di rispetto.
La nozione di livello o dimensioni di realtà conducono ad un altro
tipo di sistema d'indicazione.
I chakra per esempio, rappresentano i vari livelli dell'essere e del conoscere
disponibili all'essere umano come concrete strutture nel corpo-mente. (Il
sistema dei chakra è una dei più prominenti e diffuse versioni
della Grande Catena dell'Essere, variazioni della quale si trovano virtualmente
in tutte le maggiori tradizioni di saggezza in Oriente e Occidente. I chakra
stessi sono considerati centri sottili d'energia nel corpo umano che sostengono
correlati tipi di conoscenza e stati dell'essere. Sono generalmente dati
nel numero di sette, localizzati alla base della spina dorsale, vicino ai
genitali, addome, cuore, gola, fronte e corona. E si dice ci siano numerosi
altri chakra ausiliari sopra e sotto di questi. (I meridiani dell'agopuntura
sono varianti di queste correnti sottili d'energia).
Si concorda in genere che i sette chakra sono semplicemente un po' più
sofisticata versione di materia (1), corpo (2), mente (3-4), anima (5-6)
e spirito (7). Oltre a questo, la cosa si complica un po'. Descrizioni della
natura specifica e delle funzioni d'ogni chakra variano a volte considerevolmente,
perché la maggior parte dei chakra principali svolgono funzioni differenti
secondo se sono "chiusi" o "aperti". Per esempio il
chakra della fronte, funziona come il centro della logica razionale quando
è chiuso (o quando opera rivolto all'esterno, nella forma exoterica)
e tuttavia quando è aperto (o quando esprime le sue più alte
funzioni) è la porta d'accesso all'insight trascendentale, alla visione
mistica e alla gnosi. Per questa ragione è comune riservare ai chakra
superiori (particolarmente 5, 6 e 7) le funzioni trascendentali, ed assegnare
le loro funzioni inferiori ai chakra inferiori (come il 3 e 4). In quest'esempio
assegnerò quindi alla mente superiore il chakra 4, e non le sue possibilità
esoteriche (o la radice di una più alta intelligenza trascendentale,
chakra 6). Se avete la vostra versione favorita dei chakra, va bene che
usate quella, poiché quest'esempio è solo una struttura con
sette modi differenti di coscienza e potete modificare i dettagli a piacimento.
Con queste condizioni in mente definirò semplicemente i chakra come:
(1) materia, (2) forza biologica, prana, energia emozionale e sessuale,
libido, soffio vitale, (3) mente inferiore incluso potere e intenzionalità,
(4) mente superiore, inclusa la ragione, le emozioni superiori l'amore,
(5) apertura psichica, visione creativa, misticismo della natura, prime
fasi della coscienza spirituale e trascendentale, (6) coscienza sottile,
gnosi, autentici archetipi, misticismo dei deva, (7) spirito radiante, sia
manifesto sia immanifesto, l'abisso del vuoto fondamento, misticismo senza
forma.
Il punto è che possiamo abbastanza facilmente classificare i tipi
di visione del mondo al chakra o al livello della visone del mondo stessa,
e numerosi teorici hanno fatto esattamente questo. Per dare qualche esempio
che i vari teorici hanno suggerito abbiamo: la visione del mondo materialistica
(come Hobbes e Marx) (chakra 1), visioni del mondo vitali e praniche come
Freud e Bergson (chakra 2), visioni del mondo del potere come Nietzsche
(chakra 3) visioni del mondo razionali come Cartesio (chakra 4) misticismo
della Natura come Thoreau (chakra 5) misticismo dei deva come Santa Teresa
d'Avila, (chakra 6) e misticismo senza forma come Meister Eckhart (chakra
7). Per utili che siano queste classificazioni, ci sono problemi che emergono
immediatamente, e il solo modo per affrontare queste difficoltà consiste
nell'introdurre quella che potrebbe essere chiamata un'analisi incrociata
dei livelli. Per questo dobbiamo distinguere il livello da cui la visione
del mondo proviene e il livello verso cu si dirige. Ad esempio Marx è
spesso considerato essere un esempio tipo di materialismo (chakra 1), ma
Marx non proviene dal chakra 1 o esiste al livello del chakra 1. La sola
cosa al livello chakra 1 sono le rocce, la sabbia, e la materia inerte,
e la dimensione materiale stessa. Marx è un pensatore molto razionale,
egli proviene e funziona dal livello del chakra 4. Ma Marx seguendo Feuerbach
credette che le realtà fondamentali del mondo fossero essenzialmente
materiali, quindi proviene dal chakra 4 ma pone la sua attenzione al chakra
1. Similmente Freud nei suoi primi sviluppi della teoria della libido viene
dal chakra 4, ma egli mirava al chakra 2 (pansessualismo). D'altro lato,
si può affermare che le Deists venivano dal chakra 4 ma miravano
al chakra 6, e così via.
In altre parole, questo ci permette di tracciare sia il livello da cui il
soggetto proviene ed il livello di realtà (o gli oggetti) che il
soggetto ritiene essere più reali. Questo immediatamente arricchisce
la nostra capacità di classificare le visioni del mondo. In oltre,
ciò ci permette di fare un'indagine a doppio binario: il livello
del soggetto, e i livelli di realtà che il soggetto riconosce.
Ci si riferisce a questo con livelli di percezione di sé, livelli
di realtà, o semplicemente livelli del soggetto e livelli dell'oggetto.(Quest'approccio
trasversale e a doppio binario è stato introdotto in A Sociable
God and Eye to Eye, ridefinito in Integral Psychology.)
Per usare la mia versione di livelli del soggetto (o livelli di coscienza)
ho dato un breve riassunto:
sensomotorio e arcaico (chakra 1), tifonico e magico (chakra 2) mitico e
mentale primitivo (chakra 3); egoico razionale, centaurico, e vision-logic
(chakra 4), psichico (chakra 5), sottile (chakra 6), e causale (chakra 7).
Il fatto è che soprattutto nei gradi intermedi (chakra 3,4 e 5),
il soggetto o sé di questi livelli può prendere come oggetto
ognuno degli altri chakra (ognuno degli altri livelli di realtà)
può dirigere il pensiero verso di loro, formare teorie, creare opere
d'arte su di loro. Certo quando un chakra inferiore cerca di cogliere un
chakra superiore, senza trasformasi realmente in quel chakra, alcune limitazioni
e inadeguatezze entrano nelle formulazioni, ma ciò non ha mai impedito
di fare lo stesso così, e dobbiamo tenere conto di questo.
Improvvisamente il semplice schema a sette livelli non è più
così semplice. Anche se affermiamo che solo i chakra di mezzo s'innestano
in un lavoro trasversale dei livelli (il chakra inferiore, come le rocce,
non fanno altrettanto; e i chakra superiori tendono ad essere transmentali,
anche se possono certamente formare teorie mentali, ma li lasciamo da parte
in nome della semplicità) ciò significa che i chakra 3,4 e
5 possono porre la loro attenzione su uno qualunque dei sette chakra, formando
in ognuno dei casi una differente visione del mondo e ciò porta alle
25 fondamentali visioni del mondo, a partire dai sette livelli strutturali
della consapevolezza nel corpo-mente dell'essere umano.
E di certo questo è solo l'inizio. Se la concezione "olonica"
è: "Tutti i livelli, tutti i quadranti, linee, tipi, stati e
reami", queste 25 visioni del mondo abbracciano livelli del sé
(o soggetto) e livelli dei reami di realtà, (od oggetti). Dobbiamo
ancora includere i quadranti in ognuno di questi livelli/reami; le differenti
linee e flussi che si muovono attraverso questi livelli/reami e i vari tipi
d'orientamento disponibili per ognuno, e molti stati alterati che momentaneamente
irrompono nei differenti reami. Inoltre, gli individui, i gruppi, le organizzazioni,
le nazioni, le civiltà tutti sottostanno a vari tipi di sviluppo
attraverso ognuna di queste variabili. Tutti i fattori citati contribuiscono
a differenti tipi di visione del mondo, ed ognuno di loro deve essere preso
in considerazione se s'intende offrire un riassunto veramente integrale
delle visioni del mondo disponibili.
C'è un requisito finale. La visione integrale per essere davvero
integrale, deve trovare una via per riconoscere che tutte le visioni del
mondo sono basilarmente vere (anche se parziali). Non è che i livelli
superiori offrono una visione più accurata, ed i livelli inferiori
offrono falsità, superstizione o sciocchezze primitive. Ci deve essere
un senso in cui anche l'infantile magia dei miti di Babbo Natale è
vera. Perché quelle visioni del mondo sono semplicemente il modo
in cui il mondo appare da quel livello, o da quel chakra, e tutti i chakra
sono ingredienti decisivi del Cosmo.
Al livello mitico Babbo Natale (o Zeus, Apollo e l'astrologia) sono una
realtà fenomenologica. Non serve dire "bene siamo evoluti oltre
quel livello, ed ora sappiamo che Babbo Natale non esiste" perché
se ciò è vero, - e tutti i livelli appaiono falsi alla luce
d'ulteriore evoluzione, allora dovremmo ammettere che i nostri stessi punti
di vista, proprio ora, sono falsi, (perché un'ulteriore evoluzione
andrà oltre ad essi). Ma, non è che c'è un livello
di realtà (ad esempio il mio), e che le altre visioni del mondo sono
tutte primitive, scorrette versioni del mio unico livello. Ognuno di questi
punti di vista, è una visione corretta di un livello inferiore di
realtà, e tuttavia fondamentale ed importante, non una visione scorretta
dell'unico livello reale. Il concetto di sviluppo ci permette di riconoscere
realtà collegate e non superstizioni primitive.
Mi viene spesso chiesto, perché tentare un'integrazione delle diverse
visioni del mondo, non basterebbe celebrare la ricca diversità delle
varie visioni senza cercare di integrarle? Riconoscere la diversità
è certamente un nobile scopo, ed io di cuore sostengo il pluralismo.
Ma, se rimaniamo soltanto alla fase di celebrare la diversità, alla
fine promuoviamo la frammentazione, l'alienazione e la separazione. Tu vai
per la tua strada, io per la mia e ci separiamo, ed è ciò
che spesso accade nel regno dei relativisti pluralistici, che ci hanno lasciato
su troppi fronti davanti ad una Torre di Babele postmoderna. Non è
sufficiente i molti aspetti in cui siamo differenti, dobbiamo andare oltre
ed incominciare a riconoscere i molti modi in cui siamo simili. Altrimenti
collaboriamo solo all'ammassamento e non alla totalità olistica.
Per costruire sulla ricca diversità offerta dal pluralismo relativistico
abbiamo bisogno di fare il passo successivo e tessere insieme tutti i fili
in una bella rete di connessioni unificatrici, una tappezzeria intessuta
di una maglia comune.
Abbiamo bisogno, in breve, di muoverci dal pluralismo relativistico all'integrazione
universale, dobbiamo continuare a cercare "l'Uno nei Molti" che
è la forma dello stesso Cosmo. Per questo io credo dovremmo tentare
questi tipi d'integrazione; Potremo mai riuscirci completamente? No. Dovremmo
continuare a provare? Sempre. Perché? Perché, l'intento di
trovare "l'Uno nei Molti" allinea i nostri cuori e le nostre teste
con "l'Uno nei Molti", che è lo stesso Spirito che brilla
radiante nel mondo. Io credo che un approccio integrale (che include quadranti
livelli, linee, tipi, stati e reami accoppiati allo sviluppo) sia ora uno
dei tentativi più attuabili per rappresentare " "l'Uno
nei Molti" perché esplicitamente comprende e onora tutte le
visioni del mondo concepite che menzionerò con numerosi esempi in
una lunga nota a piè pagina. Questa visione integrale funziona anche
come catalogo di tutte le visioni del mondo e ci permette di apprezzare
lo speciale e profondo contributo che ognuna offre. Non occorre ripetere
che la mia stessa versione di questa visione integrale, anche se fosse completamente
vera, è destinata a passare in successive versioni migliori.
Questo sistema d'indicazione integrale è stato usato con diverse
applicazione dai siti web sulla trasformazione, alle librerie planetarie.
Che il World Economic Forum recentemente ha invitato molti quadri ad un
approccio di "tutti i livelli, tutti i quadranti", è forse
un'indicazione della sua utilità pratica.
Le minoranze discriminate
Poiché un modello davvero integrale non cerca d'imporre a
chiunque un livello o una dimensione dello sviluppo (come pluralistico,
transpersonale o perfino integrale), ma segue la prima direttiva che è
quella di lavorare per la salute di tutta la spirale di sviluppo, il suo
approccio al problema delle minoranze è considerevolmente differente
da quelli tipicamente liberali, conservatori, o anche controculturali olistici.
Ciò che è necessario non è imporre il liberalismo pluralista,
i valori del conservatorismo o idee olistiche a qualcuno, ma promuovere
le condizioni, sia interiori, sia esteriori, permetteranno agli individui
e alle culture di svilupparsi lungo la spirale secondo le loro possibilità,
e a modo loro.
La stessa cosa è vera per i paesi in via di sviluppo.
Un esempio specifico con l'UNICEF merita di essere esaminato.

Poi affrontano aspetti specifici: "Per approfondire la nostra
comprensione della complessa ed interrelata natura del mondo, è cruciale
una cartografia dello sviluppo della coscienza nell'evoluzione sociale e
culturale. E questa deve avere un approccio integrale per assicurare che
l'evoluzione, e di conseguenza lo stato in cui si trovano i bambini, l'umanità,
la cultura e la società ritornino ad uno stato di processo sostenibile."
Essi indicano che "ciò richiede uno schema che ci permetta
di andare più a fondo della semplice comprensione del sistema della
mera superficie o web, e più ampia di una comprensione culturale
della diversità." In altre parole, dobbiamo andare oltre
i sistemi standard d'analisi (che coprono solo il quadrante destro superiore),
e oltre ad una semplice accettazione del pluralismo e della diversità.
Ciò che è necessario, essi affermano, è un approccio
"Tutti i livelli, tutti i quadranti, tutte le linee".
Attraverso di questo essi presentano una critica ai risultati delle
attività del passato dell'UNICEF e delle Nazioni Unite.
"Chiaramente il processo di sviluppo deve rappresentare tutti quattro
questi quadranti in maniera integrativa se intende mantenere una direzione
sostenibile. Ma è altrettanto chiaro quando guardiamo all'evoluzione
del coinvolgimento UNICEF in questo processo con il più ampio processo
dello sviluppo umano e quanto s'influenzino un l'altro; quel progresso sino
ad oggi ha avuto gravi mancanze nel produrre cambiamenti significativi.
Tentativi di comprendere cambiamento, trasformazione e sviluppo, hanno poche
prospettive di successo senza la comprensione della natura dell'evoluzione
o del dischiudersi della coscienza umana, ".
Poi indicano chiaramente una ragione principale per alcuni dei fallimenti
passati dell'UNICEF e delle Nazioni Unite. "Le attività dell'UNICEF
hanno largamente operato nei quadrante destro superiore ed inferiore, cioè
i quadranti oggettivi ed esteriori (individuali e sociali), e hanno in gran
parte i quadranti interiori e culturali." Questo tipo d'approccio precipuo
del lato destro l'ho anche indicato come "monologico" (un'altra
parola per appiattimento, flatland) e così procede l'analisi: "Probabilmente
per un eccesso di visione monologica dello sviluppo umano il metodi dell'UNICEF
e delle NU non hanno avuto successo, o semplicemente non hanno provato,
a diversi livelli della mappa in cui erano coinvolti, la visione più
ampia.
Questa visione monologica può essere stata necessaria nel breve termine
quando la coscienza umana si muoveva attraverso, e si sta ancora muovendo
attraverso, le fasi culturali, arcaiche, magiche o mitiche verso il razionale
(
(ed esitantemente ora verso il vision logic, pensiero sintetico integrato,
o la logica della rete). Ma è ora imperativo che queste organizzazioni
adottino un approccio post o transrazionale, che incorpori le idee positive
del livello razionale {e aggiungerei: incorpori i contributi positivi di
tutte le onde precedenti} ma li trascenda per un livello di coscienza post-razionale
più alto o più profondo, in tutti i quattro quadranti."
Quindi riassumono la storia dei diversi programmi dell'UNICEF, rilevando
che per importanti che fossero tutti mettevano a fuoco principalmente iniziative
del lato destro.
Gli anni 50 furono l'era delle campagne contro la malattia. "L'enfasi
era sul quadrante superiore destro, che è misurabile, osservabile
e oggettivo".
Gli anni 60 furono la decade dello sviluppo. "L'enfasi ora sul
quadrante destro inferiore, che è adattamento funzionale".
Gli anni 70 furono l'era delle alternative. Ma tutte le alternative
erano principalmente dei quadranti di destra".
Gli anni 80 furono gli anni della sopravivenza del bambino. Senza
menzione dell'interiore o di sviluppo interiore.
Gli anni 90 furono gli anni dei diritti del bambino. (tutti visti
in termini comportamentali) che presto dette vita all'era dello sforzo
dei donatori. "I Donatori ed i Governi ritornarono a (regredirono
a) allo stato pre-globale del nazionalismo, disturbati dai problemi di casa
e dalla mancanza di comprensione portarono avanti la sviante nozione che
tutte le prospettive sono equivalenti (follia aprospettica e relativismo
pluralistico)". Ho spesso pensato che ogni olone, per sopravvivere
ha bisogno di un equilibrio tra giustizia e diritti (rappresentanza) con
sollecitudine e responsabilità (comunione) e loro ripetono la stessa
cosa dicendo che gli sforzi precedenti dell'UNICEF e delle Nazioni Unite
non avevano "una chiara giustapposizione dei diritti (giustizia) alla
giurisprudenza (cura e responsabilità) ed al livello globale."
Prendendo in considerazione tutti i fattori sopra indicati concludono che:
gli anni del 2000 sono l'era dell'approccio Integrale: "Da qui si vede
il processo del cambiamento sostenibile da un punto di vista integrativo
che esplora più profondamente i due quadranti del lato sinistro dell'intenzione
e della cultura. Certamente per l'UNICEF ciò sarà particolarmente
enfatizzato nei riguardi dei bambini, dei giovani e delle donne."
Il problema a questo punto è che tutte le idee durante queste cinque
decadi sono state monologiche ad un livello che escludeva la comprensione
dei bisogni di sviluppo interiore/soggettivo negli individui e nelle società
per rendere sostenibile questo processo di cambiamento e in particolare
di trasformazione".
Concludono che "deve essere assunto un approccio di tutti i livelli
e tutti i quadranti, unicamente disegnato per ogni specifica situazione,
per "assicurare che le azioni che tentiamo o i programmi/idee/metafore
proponiamo, abbiano qualche probabilità di essere parte di un processo
di cambiamento, sostenibile, indirizzato e trasformativo."
Lasciatemi sottolineare (come fanno gli Schaik Associates) che un tale approccio
integrale deve essere sostenuto con la massima cura, preoccupazione e compassione.
Nessuno dei livelli linee e quadranti e definito secondo una linea rigida
o predeterminata o in modo giudicante.
Il punto delle ricerche evolutive non è per gente chiusa nel suo
nido o per chi giudica inferiore o superiore, ma per agire come direttive
per possibili potenziali che non sono utilizzati. La prima direttiva
è quella che ci chiede di onorare e apprezzare i contributi necessari,
vitali ed insostituibili da ognuna delle onde del dispiegarsi della coscienza,
ed agire così da promuovere il bene dell'intera spirale, e non per
un determinato campo.
Allo stesso tempo c'invita ad offrire, come un gentile suggerimento, la
concezione di un più ampio spettro della coscienza, una completa
spirale dello sviluppo, cosicché gli individui e le culture (inclusa
la nostra) che non sono consapevoli di alcune delle dimensioni più
profonde o più alte delle possibilità umane possano scegliere
di agire per queste risorse straordinarie, che a turno possono permetterci
di risolvere alcuni dei complessi problemi che non sono stati ancora raggiunti
da approcci meno integrali.
Queste sono solo alcune delle aree nelle quali l'interesse per un approccio
più integrale o "di tutti i livelli tutti i quadranti"
sta avendo alcune applicazioni immediate. Ci sono altre aree che non ho
menzionato: il femminismo integrale, la legge integrale, teorie integrali
dell'arte e della letteratura, e anche una riforma carceraria integrale.
Alcuni di questi approcci sono messi in luce in un libro che sarà
edito da Shambhala, composto da un team of scrittori capeggiati da Jack
Crittenden, e provvisoriamente intitolato Kindred Visions - Ken Wilber
and Other Leading Integral Thinkers, con i contributi di Alex Grey,
Stan Grof, Jim Garrison, Joyce Nielsen, Ed Kowalczyk, T George Harris, Marilyn
Schlitz, Georg Feuerstein, Larry Dossey, Jenny Wade, Juan Pascual-Leone,
Michael Lerner, James Fadiman, Roger Walsh, Leland van den Daele, Francisco
Varela and Robert Shear, George Leonard, Michael Zimmerman, Father Thomas
Keating, Ervin Laszlo, Thomas McCarthy for Jurgen Habermas, Eduardo Mendieta
for Karl-Otto Apel, Hameed Ali, Robert Frager, Drexel Sprecher, Lawrence
Chickering, Gus di Zegera, Elizabeth Debold, Lama Surya Das, Rabbi Zalman-Schachter
Shalomi, Mitchell Kapor, Michael Washburn, Don Beck, Frances Vaughan, Robert
Forman, Mike Murphy, Max Velmans, Tony Schwartz, David Chalmers, Susanne
Cook-Greuter, Howard Gardner, Robert Kegan, John Searle, and Charles Taylor,
e molti altri. Tutti questi uomini e donne hanno contribuito nei loro modi
specifici, ad una più integrale e armoniosa visone del Kosmo.
L'Istituto Integrale
Molti dei teorici che hanno contribuito a Kindred Visions
e molti di quelli presentati nella sezione delle applicazioni si sono uniti
a me e a Paul Gerstenberger a fondare l'Istituto Integrale. Abbiamo in programma
di avere rami dedicati alla medicina integrale, alla politica integrale,
alla spiritualità integrale, agli affari integrali, all'ecologia
integrale, all'educazione integrale, e così via. L'Istituto Integrale
spera di essere una nuova organizzazione a ombrello per studi autenticamente
integrali, e un mezzo per sostanziali scoperte in progetti integrali. Intendiamo
aprire un centro integrale come quartier generale dell'Istituto (a New York
e/o a San Francisco), e abbiamo già avviato Integral Media con Shambhala.
Se siete interessati all'Istituto, per ulteriori annunci, state in contatto
con il sito Internet Shambhala.com.
Per passare dalla teoria al personale. Appena finii di scrivere The
Marriage of Sense and Soul, decisi di tenere un diario per un anno.
La prima ragione per farlo è stata che pensavo che la maggior parte
degli scritti accademici evita qualunque tipo d'apertura personale o d'affermazioni
soggettive, che sono considerati evidenti segni di "riferimento non
obbiettivo". Questo atteggiamento ha dei meriti, ma non sempre, soprattutto
se l'area di ricerca è il mondo soggettivo. Così decisi di
tenere per un anno un diario che riportasse la cronaca delle mie attività
d'ogni giorno, inclusa la pratica spirituale. Ciò permetterà
alla gente di giudicare la natura e la profondità, o la mancanza
di profondità, della mia comprensione degli argomenti su cui scrivo.
Il diario si rivelò essere molto più difficile e complicato
di quanto avessi pensato. Per incominciare, con il fatto che intendevo pubblicarlo
fu quasi impossibile scrivere in modo imprudente, e non intendo lo scrivere
su cose negative, ma riguardo alle positive. Ogni volta che qualcosa di
particolarmente buono mi accadeva, una bella recensione di un libro per
esempio, io, come credo chiunque altro lo annotavo brevemente sul diario.
Ma appena i lettori avessero letto quella nota avrebbero subito detto "guarda
che persona egocentrica". Ciò che non capii fu che poiché
decidevo di pubblicarlo, ogni frase avrebbe avuto attorno una particolare
cornice implicita con scritto sopra "voglio che tu sappia questo."Così
qualunque cosa avessi scritto per registrare qualcosa di positivo su di
me ed il mio lavoro avrebbe dato l'impressione di: "ecco un'altro tipo
di narcisista."
Quando finalmente lo capii, ciò rimescolò il mio lavoro. Se
avessi dovuto scrivere le note di quello sviluppo positivo in un "vero"
diario, che, ad esempio, doveva essere pubblicato solo dopo la mia morte
la cosa sarebbe stata la più normale al mondo. Ma fare la stessa
cosa e pubblicarla mentre ero in vita non avrebbe funzionato. Ho lasciato
solo poche di quelle notizie positive, abbastanza perché la gente
mi gridasse "egocentrico", anche se alla fine quasi tutte furono
tralasciate.
La stessa cosa si applica ai miei commenti critici che posso avere sugli
altri. Ho trovato che anche questi non funzionano. Ne ho lasciati pochi,
ma alla fine sono giunto a comprendere le due regole di un diario da pubblicare
mentre si è in vita: non dire nulla di positivo su di te e nulla
di negativo sugli altri.
Ciò restringe lo scopo, non è vero? Ciò che rimaneva
e ciò che ad ogni modo volevo mettere a fuoco, era un resoconto dettagliato
delle mie pratiche spirituali e di meditazione; e un tipo di diario filosofico,
o la cronaca di alcune delle idee che sentivo essere più importanti,
mentre si dispiegavano in me. In questo caso credo di esserci riuscito.
Dopo Grace and Grit e Sex Ecology and Spirituality, ho ricevuto dai
lettori di One Taste le più calde ed entusiastiche lettere che per
qualunque altro dei miei lavori.
Ciò che volevo maggiormente trasmettere in One Teste era il concetto
di vita integrale, una vita che trova spazio per il corpo la mente, l'anima
e lo spirito, mentre si dispiegano nel sé nella cultura e nella natura.
Non che io abbia realizzato una vita integrale, non l'ho mai preteso, ma
semplicemente come un ideale meritevole d'aspirazione. Infatti, tutto il
messaggio di One Taste, è contenuto nell'articolo del 17 novembre.
La maggior parte dei nostri libri spirituali sono dei trattati sulla vita
spirituale separata dalla vita reale. Quando leggiamo un libro intitolato
"Come Conoscere Dio" o "Come Ritrovare il Tuo Sacro Sé",
non ci aspettiamo di trovare capitoli sul fare denaro, il sesso, il bere
vino e le vacanze alle Hawaii. E' quindi profondamente raro vedere resoconti
di autentiche esperienze spirituali nel mezzo di una gita a South Beach,
ed è esattamente per questo che l'ho fatto. E di nuovo, non che io
abbia padroneggiato questo contesto integrale, ma semplicemente volevo un
giornale che non dividesse in compartimenti, che non mettesse la spiritualità
contro la vita, ma che piuttosto mettesse la spiritualità nel bel
mezzo del lavoro quotidiano, il gioco, i party, le malattie, le vacanze,
il sesso il denaro e la famiglia, e che invitasse il lettore ad essere più
amichevole nei confronti verso un approccio integrale nelle loro stesse
vite. Certamente ci sono momenti in cui è perfettamente appropriato
fare temporaneamente dei compartimenti per mettere a fuoco un particolare
tipo di sviluppo specifico, sia che si tratti di imparare a cucinare, o
applicare una pratica contemplativa ad un ritiro di meditazione, o di andare
a fare una camminata nella natura. Per lo sviluppo spirituale sono sempre
stato un forte sostenitore della meditazione, in ognuna delle sue numerose
forme. Così il secondo punto principale che volevo affrontare in
One Taste è l'importanza della meditazione come parte di una pratica
integrale. Questo è d'importanza cruciale per rafforzare la consapevolezza
e permetterle così di rimanere stabile mentre si passa dalla veglia,
ai sogni e al sonno profondo. Più siamo capaci di accedere a questa
"consapevolezza costante" o "vigilanza di base" (che
è presente in tutti gli stati, veglia, sogno e sonno) più
diventiamo vivi di fronte alla Presenza costante dello Spirito che è
sempre presente. Molti leggendo One Taste affermarono che questa
è la più forte intuizione sul risveglio che non avevano mai
ricevuto da un libro. Precedentemente essi immaginavano che la spiritualità
comportasse un cambiare gli oggetti della consapevolezza, penando in modo
olistico invece che analitico, o cercando di provare compassione anziché
odio. Leggendo compresero che la vera spiritualità implica guardare
all'interno del soggetto della consapevolezza, e non semplicemente riarrangiare
gli oggetti della consapevolezza. Restando nella consapevolezza del puro
soggetto, anche mentre differenti stati vanno e vengono, si è portati
sempre più faccia a faccia con lo Spirito radiante, che è
l'ultimo soggetto o Sé, è il sé del Cosmo nel suo tutto
(e a quel punto sia il soggetto sia l'oggetto si abbracciano in One Taste).
Il feedback che di gran lunga ho ricevuto di più da One Taste
è stato: "Ho iniziato a meditare" oppure "dopo aver
letto il libro sono andato ad un ritiro di meditazione intensiva" o
"ho fatto il voto di rafforzare le mie pratiche meditative." Questo
è il solo risultato che speravo il libro potesse avere. In verità
adottare una nuova filosofia olistica, o pensare in termini integrali, o
credere in Gaia - per quanto importanti posano essere queste cose, sono
le meno importanti quando si tratta di trasformazione spirituale. Trovare
"il chi" che crede in tutte queste cose: la è la
porta verso Dio.
La critica e la mia risposta
Dopo la pubblicazione del mio lavoro, la seconda domanda maggiormente
posta è: come affronto che il mio lavoro sia travisato? E la mia
riposta è: non molto bene. Temo che potrei usare qualunque misuratore
tu possa avere. Poiché è una domanda così comune penso
che potrei dire qualcosa su ciò. Un critico ha scritto "Wilber
è diventato uno dei teorici più influenti del mondo d'oggi.
Ironicamente è anche uno dei più travisati. C'è da
chiedersi se è famoso per quello che ha detto o per quello che non
ha detto". Questo critico mi dette poi una lunga lista di credenze
a me ascritte, credenze che ho non avevo mai avuto o che avevo molti anni
fa e che da molto tempo ho abbandonato. Questo non per dire che non esiste
una critica efficace al mio materiale, solo che la critica davvero informata
è rara e così la maggior parte del tempo mi riduco a citare
come difesa che "non è questo quello che ho detto". Non
si chiede che i critici siano d'accordo con te, ma solo che osservino attentamente
il punto di vista che poi attaccano. Un rapido esempio di quest'anno:
Stanley Krippner e Allan Combs hanno pubblicato un brano assai critico sul
mio lavoro e hanno proposto un modello che, secondo loro, ne superava le
limitazioni. Il fatto è che il modello che attaccavano era il modello
Wilber-2 (un modello a livelli lineari), che non sostengo più dal
1981, e il modello che hanno proposto era essenzialmente al modello Wilber-3
(di strutture, stati e campi) che è il modello che ho presentato
negli ultimi quindici anni. Ho scritto una replica sottolineando che ero
stato mal interpretato, e Combs rispose con un aggressivo contrattacco che
terminava "Ken, noi comprendiamo il tuo modello. Semplicemente non
siamo d'accordo." Di nuovo nel suo ribattere ha proposto come mio modello
il Wilber-2, vecchio di 15 anni, e non ha mai neppure menzionato il Wilber-3
(anche se quel modello è molto simile a quello che Combs stava difendendo
con forza). La pretesa espressa con: "comprendiamo il tuo modello",
era tristemente falsa.
Ho esitato ad usare quest'esempio perché Combs e uno studioso profondo
e sensibile e quando quest'incomprensione è stata chiarita egli ha,
immediatamente e generosamente, fatto dei passi per correggerla. Inoltre
sono un ammiratore del lavoro di Allan e gli auguro il meglio. Il mio punto
è solo che se studiosi dotati come Krippner e Combs possono rappresentare
tanto malamente il mio lavoro, si può immaginare come finisce quando
si trova in mani meno sensibili.
(Gli autori che preparano la sezione dedicata alla critica Kindred Visions
segnalano che l'85% delle critiche pubblicate sul mio lavoro sono o sbagliate
o distorte, e ciò è impressionante.)
Invero comprendo le difficoltà che sono implicate. Spesso un critico
legge un libro o due, si eccita riguardo ad alcune idee, si irrita per altre
e quindi scrive una critica per distruggermi, spesso inconsapevole che ho
risposto a tali obiezioni in altri scritti. Per comprendere davvero il mio
sistema si devono leggere sei o sette libri almeno, e comprendo che molta
gente non abbia voglia di farlo. Negli anni ho cercato di imparare ad essere
più gentile nelle mia reazione a questi fatti. Non posso affermare
completo successo ma sto certamente provandoci.
Vero ma parziale
Uno degli aspetti inaspettati del presentare una pratica spirituale
più integrale è che molti furono spinti a pensare, per confronto,
che sbagliavano nelle loro pratiche. Questo non era di certo il mio intento
e mi scuso per ogni insensibilità qui implicata, così permettete
che rimedi la situazione.
Numerosi brani di One Taste, il 18 giugno per esempio, suggeriscono
un tipo integrale di pratica trasformativa che sia di tutti i livelli e
tutti i quadranti.
L'idea è abbastanza semplice, come ho suggerito precedentemente (in
pratica si tratta di esercitare i livelli fisico mentale e spirituale, in
sé, nella cultura e nella natura).
Ho dato numerosi esempi di esercizi specifici per ogni quadrante e livello,
e ho suggerito che la gente ne pratichi quanti ne può contemporaneamente
per accrescere sinergicamente l'efficacia di ognuno. Questa è un
bella idea, e meritevole di essere seguita ma presa alla lettera può
sembrare qualcosa come un ordine Fascista "Cresceremo e ci svilupperemo!
March! march! march!" Come spesso Mike Murphy ed io diciamo scherzando:
dobbiamo finirla di procurare ernie metafisiche alla gente.
Il mio intento invece era semplicemente suggerire che agli individui poteva
piacere incrementare le loro pratiche con alcune altre di aree che stavano
forse trascurando, per completare e non per criticare le loro attuali pratiche.
Per esempio se stai facendo psicoterapia potresti volervi aggiungere la
meditazione (o vice versa). Se stai facendo delle pratiche che mettono a
fuoco in modo particolare l'io, potresti volerle completare con altre che
si indirizzano sulla cultura (le relazioni, la terapia di gruppo, il servizio
alla comunità) o alla natura (legame con l'esterno, rituali neopagani,
passeggiate nella natura), e così via.
Ho continuato in molti libri a spiegare suggerimenti per un approccio più
integrale in diversi campi, ed ho avuto principalmente due reazioni a questo
lavoro. La prima e, per fortuna, la più frequente è stata
entusiastica. L'altra è stata negativa e spesso irata. Questa rabbia
è in parte una reazione ai miei tre libri irati (vedi l'introduzione
ai capitoli sei e sette della mia opera completa). Ma gran parte di questa
rabbia dipende semplicemente dal fatto che certa gente si offende per il
mio approccio integrale perché sentono che voglio forzarli a queste
idee, che il riassunto olistico che suggerito in qualche modo li derubi
della loro libertà, che queste idee sono una camicia di forza contro
di cui devono combattere. Nel clima di oggi di pluralismo postmoderno, poiché
non esiste qualcosa che possa definirsi realtà obiettiva le discussioni
si basano quasi interamente nell'attaccare il soggetto che sostiene tali
credenze. La forma accettata nelle discussioni d'oggi è così
profondamente ad hominem: Einstein è una persona depravata, quindi
"E" non corrisponde a "mc al quadrato".
Allo stesso modo il miglior mezzo per combattere questa visione integrale,
non consiste nel confrontarsi con le idee e le scoperte presentate, ma semplicemente
screditare me come persona (i due modi più comuni sono: non soddisfo
la loro immagine di spirituale e sono apparentemente un po' più autoritario
di Mussolini). Queste accuse mi sono rivolte esclusivamente da gente che
non mi ha incontrato. Tuttavia comprendo anche questa lamentela e, francamente,
in un certo modo ho simpatia per essa, queste idee possono certamente essere
utilizzate con un tono autoritario. Il mio lavoro è un edificio odiosamente
imponente, c'è semplicemente un dannato mucchio di roba dentro, come
ho detto sopra non puoi veramente cominciare a cogliere questo "sistema"
senza aver letto numerosi libri abbastanza difficili, e i miei occasionali
brani con uno stile wilberiano che colpisce alla testa e non aiuta la gente
a sentirsi a suo agio. Inoltre il mio lavoro è una struttura così
ampia che molti teorici credono che per offrire un loro contributo, devono
differenziarsi da me attaccandomi, l'unico modo che hanno per farsi un nome
è quello di buttarmi giù. Tutto questo mi preoccupa e io sto
tentando costantemente, spesso senza riuscirvi, a trovare modi più
felici ed economici per presentare una visione integrale del cosmo.
Poiché il reale scopo del mio scrivere non è quello che si
debba pensare in questo modo. Il vero intento è: ecco alcune delle
molte importanti sfaccettature di questo straordinario Cosmo, hai pensato
ad includerle nella tua visone del mondo? Il mio lavoro è un tentativo
di dare spazio nel cosmo a tutte le dimensioni, a tutti i livelli, gli ambiti,
le onde, i modi e gli individui, le culture e così via ad infinitum.
Ho un regola base: Ognuno ha ragione. Più specificamente ognuno,
me incluso, ha qualche frammento importante di verità, e tutti questi
frammenti di verità devono essere onorati, rispettati ed inclusi
in un più ampio spazioso e compassionevole abbraccio. Ai Freudiani
dico: avete guardato al buddhismo? Ai buddisti chiedo: avete studiato Freud?
Ai liberali dico avete pensato a quanto siano importanti alcune idee conservatrici?
Ai conservatori dico: non potete includere una prospettiva più liberale?
E così via In nessun punto ho detto: Freud sbaglia, Buddha sbaglia,
i liberali sbagliano, i conservatori hanno torto. Ho solo suggerito che
quanto affermano è vero, ma parziale. I miei scritti critici non
hanno mai attaccato le credenze al centro d'alcuna disciplina, solo la pretesa
che quella particolare disciplina rappresentasse l'unica verità e
su questo terreno sono stato spesso drastico. Credo onestamente tuttavia,
che ogni approccio sia essenzialmente vero ma parziale, vero ma parziale,
vero ma parziale. Sulla mia tomba spero di cuore che un giorno qualcuno
scriverà: egli era vero ma parziale.
Ed è tutto annullato
Quando si è detto tutto, quando le discussioni e le teorie
riposano, e l'io separato depone la sua stanca testa sul cuscino della sua
stessa insoddisfazione, che cosa accade allora? Quando mi abbandono all'IO-io,
e l'infinito spazio della purezza primordiale mi satura nell'Essere, quando
mi abbandono all'IO, io, ed il vuoto senza tempo della sempre presente consapevolezza
compenetra l'io e lo riempie con una Pienezza che non potrà mai essere
contenuta, allora tutte le ansietà della vita ritornano alla loro
sorgente, a Dio e alla Madre Divina e solo l'IO-io risplende nel mondo che
l'IO-io stesso ha creato. Dove sono allora le sofferenze e come puoi concepire
mancanze? Là nel Cuore, dove la tortura della matematica e il dolore
della fisica non trovano appiglio, tutte le cose luminose e belle danzano
nel glorioso sole del giorno, a lungo dimenticato dalla contrazione del
sé senza amore e senza speranza, dio della sua stessa percezione,
ingegnere della sua agonia. E' veramente un gioco, che sonnambuli siamo.
Nulla davvero accade, nulla si muove nel tempo e nello spazio, è
tutto così dolorosamente ovvio che distolgo gli occhi dall'accecante
verità. Ma eccoci qui. Tu ed io, ed è proprio quel "Tu
ed Io" la forma dello Spirito in questo ed in tutti i mondi. Perché
nell'intero cosmo c'è solo un Sé, nell'intero Cosmo c'è
un solo Spirito, per cui il Sé che legge questa pagina è esattamente
lo stesso Sé che l'ha scritta. Cerchiamo allora, Tu ed Io, di riconoscere
chi e che cosa siamo. Sarò con te sino alla fine del mondo e tu sarai
con me, perché c'è un solo Sé: il miracolo dello Spirito.
Saremo insieme per sempre nel mondo dei "Molti che sono Uno",
ed è per questo che non siamo mai stati separati. Come la Consapevolezza
è un singolare, ed il Sé è Uno, e non và né
viene, così "Tu ed Io" siamo quel Sé per sempre,
e sempre, senza fine.
Molte grazie per esser venuto con me in questo viaggio, guidandomi ed illuminandomi
sino alla fine, perdonandomi sempre, ed essendo "Tu ed Io".