
Ecco la mia traduzione di alcuni brani di Psicologia Integrale
Ho tradotto tutta l'opera e sto contattando case editrici per una pubblicazione
in Italia
BRANO TRATTO DALLA PREFAZIONE DI INTEGRAL PSYCHOLOGY
Una nota per il lettore
La parola Psicologia significa studio della psiche, e la parola psiche
significa mente o anima. Nel dizionario dei sinonimi Microsoft per psiche
troviamo: "Sé, atman, anima, sé spirituale, spirito;
soggettività: sé superiore, sé spirituale, spirito."
Questo ci ricorda di nuovo che le radici della psicologia giacciono nelle
profondità dello spirito e dell'anima dell'uomo.
La parola psiche o suoi equivalenti è d'antiche origini, che ci portano
indietro a molti millenni prima di Cristo, ed era sempre usata per indicare
la forza animante, o lo spirito nel corpo che ne è il veicolo materiale.
Ad un certo punto nel sedicesimo secolo in Germania, il termine fu accoppiato
a logos, parola o studio, per formare la parola psicologia: studio della
psiche o dello spirito come appare nell'uomo.
Ancora si dibatte chi usò per primo questa parola, alcuni dicono
Melanchthon, alcuni dicono Freigius alcuni dicono Goclenius di Marburg.
Nel 1730 essa era usata in un senso più moderno da Wolff in Germania,
Hartley in Inghilterra, Bonnet in Francia, e anche allora, il termine psicologia
significava, e così era definita dalla New Princeton Review del 1888,
"Scienza della psiche o dell'anima."
Una volta iniziai a raccogliere note per una storia della psicologia e della
filosofia che ero intenzionato a scrivere. Avevo deciso di farlo perché,
guardando la maggior parte dei testi sulla storia della psicologia, rimanevo
impressionato da un fatto strano e curioso, vale a dire che tutti davano
una storia della psicologia e della psiche come se improvvisamente essa
fosse venuta in essere nel 1879 in un laboratorio dell'università
di Leipzig, diretto da Wilhelm Wundt, (il quale senza dubbio è stato
il padre di un certo tipo di psicologia dell'introspezione e dello strutturalismo).
La psiche è balzata all'esistenza nel 1879? Pochi libri si spingevano
un po' più indietro, ai precursori della psicologia scientifica di
Wundt, inclusi Sir Francs Galton, Hermann von Helmholtz, e particolarmente
l'eminente figura di Gustav Fechner. Sorprendentemente in un libro trovo
scritto: "Al mattino del 22 Ottobre 1850, una data importante nella
storia della psicologia, Fechner ebbe l'intuizione che la legge di connessione
tra la mente e il corpo poteva essere trovata con una definizione di relazioni
quantitative tra le sensazioni mentali e gli stimoli materiali." (Le
sensazioni mentali variano secondo il logaritmo degli stimoli materiali).
Un altro testo ne spiegava l'importanza: "Agli inizi del secolo Immanuel
Kant aveva predetto che la psicologia non avrebbe mai potuto diventare una
scienza, perché era impossibile misurare sperimentalmente i processi
psicologici. Attraverso il lavoro di Fechner, per la prima volta, gli scienziati
potevano misurare la mente, e, alla metà del diciannovesimo secolo,
sono stati applicati i metodi della scienza ai fenomeni mentali. Wilhelm
Wundt avrebbe utilizzato questi risultati originali e creativi, organizzandoli
ed integrandoli per la "fondazione della psicologia".
Ogni libro sembrava concorde nell'indicare Gustav Fechner come una delle
figure chiave nella fondazione della psicologia moderna, e, libro dopo libro,
trovavo un cantar le lodi dell'uomo che aveva immaginato come applicare
un modo per misurare quantitativamente la mente, rendendo così finalmente
"scientifica" la psicologia. Anche Wundt disse empaticamente:
"Non sarà mai dimenticato che Fechner è stato il primo
ad introdurre metodi esatti, esatti principi di misurazione e sperimentazione
per osservare i fenomeni psichici e quindi per aprire le prospettive della
scienza psicologica nello stretto senso del termine. Il merito principale
del metodo di Fechner è questo: che non ha bisogno di alcuna dalle
vicissitudini dei sistemi filosofici. "La psicologia moderna ha davvero
raggiunto un carattere scientifico e può tenersi a distanza di tutte
le controversie metafisiche." Questo dottor Fechner, pensai, ha salvato
la psicologia dalla contaminazione dell'anima e dello spirito ed ha felicemente
ridotto la mente a dati empirici misurabili aprendo così la strada
ad all'era di una psicologia veramente scientifica. Ciò era tutto
quanto avevo letto di Gustav Fechner, sino a che molti anni dopo mentre
vagavo in un negozio pieno di meravigliosi libri antichi di filosofia, trovai
con emozione un libro dall'impressionante titolo "vita dopo la morte",
scritto nel 1835 niente meno che da Gustav Fechner. Iniziava con la più
intrigante delle frasi: "L'uomo vive sulla terra non una ma tre volte.
La prima fase della sua vita è di sonno continuo; la seconda di veglia
e sonno in alternanza; la terza di risveglio costante."
Poi così procedeva al trattato sul risveglio perpetuo: "Nella
prima fase l'uomo vive nell'oscurità, solo; nella seconda vive insieme,
e pur tuttavia separato dai suoi compagni, in una luce che è riflessa
dalla superficie delle cose; nella terza la sua vita è intessuta
con lo spirito universale ed è una vita superiore. Nella prima fase
il corpo si sviluppa dal suo germe, creando organi per la seconda; nella
seconda fase la mente si sviluppa dal germe creando gli organi per la terza;
nella terza fase si sviluppa il germe divino, che giace nascosto in ogni
mente umana. L'atto di lasciare la prima fase per la seconda la chiamiamo
Nascita; quella di lasciare la seconda per la terza Morte. Il nostro sentiero
dalla seconda alla terza fase non è più oscuro di quello dalla
prima alla seconda: una ci spinge avanti per vedere il mondo all'esterno,
l'altra per vederlo all'interno."
Dal corpo, alla mente, allo spirito, le tre fasi di sviluppo della coscienza;
come se l'uomo morisse al suo sé separato quando si risveglia allo
Spirito universale. Questa era la vera filosofia di vita di Gustav Fechner:
mente, anima e consapevolezza! Perché mai i libri di testo non si
preoccupavano di farcelo sapere? Fu allora che decisi che volevo scrivere
una storia della psicologia, solo perché "Qualcuno doveva dirlo".
(Dire che la nozione d'inconscio era stata resa popolare dalla "Filosofia
dell'Inconscio" di von Hartmann, pubblicato nel 1869 trent'anni prima
di Freud, che ebbe ben otto inaspettate ristampe in 10 anni, e che von Hartmann
esprimeva la filosofia di Schopenhauer, qualcuno doveva dire che Schopenhauer
stesso affermava esplicitamente di aver derivato principalmente dal misticismo
orientale, il Buddhismo e le Upanishad in particolare che insegnano: "Al
di sotto della coscienza individuale giace una coscienza cosmica, che per
la maggior parte degli individui è "inconscia", ma che
può essere risvegliata e pienamente realizzata, e questo rendere
cosciente l'inconscio è il maggior bene per gli uomini e le donne".
Qualcuno doveva dire che Freud ha preso il concetto di Es direttamente dal
"Libro dell'Es" di Groddeck, che si basava sull'esistenza di un
Tao cosmico o di un organico spirito universale. Dire che bene è
una lunga storia, ma tutta ci ricorda potentemente che le radici della psicologia
moderna giacciono nelle tradizioni spirituali, proprio perché la
psiche è innestata in sorgenti spirituali. Nei più profondi
recessi della psiche, non troviamo gli istinti, ma lo Spirito, e lo studio
della psicologia deve essere idealmente lo studio di tutto questo: dal corpo
alla mente, all'anima, dal subconscio, al conscio al superconscio, (dal
sonno, alla mezza veglia, al pieno risveglio).
Fechner certamente offrì straordinari contributi alla psicologia
empirica, il suo "Elementi di Psicofisica" è giustamente
considerato come il primo grande testo di psicometria, e merita pienamente
gli encomi che gli psicologi da Wundt in poi gli accordarono. Tuttavia il
punto centrale della psicofisica di Fechner era che lo spirito e la materia
erano inseparabili, due aspetti di un'unica realtà, ed i suoi tentativi
di misurare certi aspetti della mente volevano dimostrare questa inseparabilità,
non ridurre lo spirito o l'anima ad oggetti materiali, e certamente non
a negare lo spirito insieme all'anima, fatto che tuttavia pare sia diventato
il suo destino nelle mani di ricercatori meno sensibili.
Fechner affermava, come uno studioso ha riassunto: "Che tutto l'universo
è di carattere spirituale, essendo il mondo fenomenico della fisica,
meramente la manifestazione esteriore di questa realtà spirituale.
Gli atomi sono solo gli elementi più semplici in una gerarchia spirituale
che conduce a Dio. Ogni livello di questa gerarchia, include tutti il livelli
al di sotto d'essa, cosicché Dio contiene la totalità degli
spiriti. La coscienza è un essenziale elemento di tutto ciò
che esiste L'evidenza dell'anima è data dalla sistematica coerenza
e conformità alla legge mostrata nel comportamento delle unità
organiche."
Fechner stesso spiegò che: "Come i nostri corpi appartengono
al più grande e superiore corpo individuale della terra, così
i nostri spiriti appartengono al più grande e superiore spirito individuale
della terra, che comprende tutti gli spiriti delle creature terrene, allo
stesso modo in cui il corpo della terra comprende i nostri corpi. Allo stesso
tempo, lo spirito della terra non è una mera somma di tutti gli spiriti
della terra, ma una loro più alta unione individualmente conscia."
L'immagine della terra nello spirito che Fechner offriva è un profilo
preciso di Gaia, ed è in sé solo una parte dello spirito divino,
perché lo Spirito Divino è Uno, onnisciente e veramente coscio
di tutto, ovvero sostiene tutte le coscienze dell'universo, comprendendo
così ogni coscienza individuale in una più alta connessione.
Questo non significa la soppressione dell'individualità, solo la
sua completezza ed inclusione in qualcosa di ancor più grande. "La
nostra stessa individualità ed indipendenza, che sono naturalmente
di carattere relativo, non è indebolita, bensì accresciuta
da quest'unione." E così essa prosegue verso l'alto in questa
concentrica gerarchia di crescente inclusività: "Come la terra
è lontana dal separare i nostri corpi dall'universo, ma ci connette
e c'incorpora nell'universo, così lo spirito della terra, ben lontano
dal separare i nostri spiriti dallo Spirito Divino, forma una più
alta connessione individuale di ogni spirito terreno dell'universo."
L'approccio di Fechner alla psicologia era perciò un approccio integrale:
voleva usare metodi empirici e scientifici non per negare l'anima e lo spirito,
ma per conoscerli meglio. "Guardare tutto l'universo materiale come
interiormente vivo e cosciente, è assumere quella che Fechner chiamava
una visione alla luce del giorno. Guardarlo come materia inerte, trascurando
ogni significato teleologico, è assumere quella che lui chiama una
visione notturna. Fechner sosteneva ardentemente la visione diurna e sperava
che essa avrebbe potuto essere sostenuta induttivamente attraverso gli strumenti
dei suoi esperimenti psicologici."
Non vi sembra che infine abbia prevalso la visione notturna? Tuttavia c'è
stato un tempo, approssimativamente durante il periodo tra Fechner (1801
1887), William James (1842 1910) e James Mark Baldwin (1861, 1934), in cui
l'emergente scienza della psicologia era ancora a contatto con l'antica
saggezza di tutti i tempi, con la filosofia perenne, con la grande catena
dell'essere, con le immagini degli idealisti e con i fatti della consapevolezza
per come sono percepiti da quasi ogni persona: la coscienza è reale,
il sé interiore osservante è reale, l'anima è reale,
qualunque siano i dettagli che si discutano; e così questi veri grandi
fondatori della psicologia, quando sono raccontate le loro storie vere,
hanno molto da insegnarci di una visione integrale, una visione che tenta
di includere le verità del corpo, della mente, dell'anima e dello
spirito, senza ridurle a una rappresentazione materiale, a bit digitali,
a processi empirici o sistemi oggettivi (per importanti che siano tutte
queste cose). Questi pionieri della psicologia moderna cercarono di essere
pienamente scientifici e pienamente spirituali, e non trovarono la più
piccola contraddizione o difficoltà in questo generoso abbraccio.
Personalmente credo che la psicologia integrale (e gli studi integrali in
genere) diventeranno sempre più prevalenti nelle decadi future, man
mano che il mondo accademico cammina a tentoni verso l'uscita da questa
"visione notturna del Kosmo". Quanto segue quindi è una
versione di una visione alla luce del giorno. E, caro Gustav, è dedicata
a te.
K. W.
Boulder, Colorado Spring 1999
IL GRANDE CAMPO DELL'ESSERE
Una vera psicologia integrale dovrebbe abbracciare le intuizioni durevoli
che giungono da fonti premoderne, moderne e postmoderne. Per iniziare con
le fonti premoderne o tradizionali, il più facile accesso alla loro
saggezza è attraverso quella che è stata chiamata filosofia
perenne, o la comune essenza delle più grandi tradizioni spirituali
del mondo. Come: Huston Smith, Arthur Lovejoy, Ananda Koomaraswamy e altri
studiosi di queste tradizioni hanno rilevato, il centro della filosofia
perenne è che la realtà è composta di diversi livelli
d'esistenza, i livelli dell'essere e della conoscenza che spaziano dalla
materia al corpo, alla mente, all'anima e allo spirito. Ogni successiva
dimensione trascende ma include le precedenti così che questo concetto
indica delle unità complete, all'interno d'unità complete,
dal fango sino al Divino.
In altre parole, questa "Grande Catena dell'Essere" è realmente
il "Grande Campo dell'Essere", con ciascuna successiva dimensione
che abbraccia e avvolge la precedente, molto similmente ad una serie di
cerchi concentrici o sfere, come indicato nella figura 1.

Fig. 1. Il Grande Nido dell'Essere. Lo spirito è sia il livello
più alto (causale) sia il fondamento non duale di tutti i livelli.
Il "Grande Campo dell'Essere" è la spina dorsale della
filosofia perenne e, ad ogni modo, dovrebbe essere un elemento fondamentale
di qualunque psicologia integrale.
Negli ultimi circa 3000 anni, i filosofi che si sono occupati di filosofia
perenne si sono trovati d'accordo quasi unanime anche se provenendo da diverse
culture, sui principali livelli del Grande Campo, sebbene il numero delle
divisioni di questi livelli possa variare considerevolmente. Alcune tradizioni
presentano solo tre maggiori principali livelli o reami (corpo, mente e
spirito o grossolano, sottile e causale). Altri ne hanno presentati 5 (materia,
corpo, mente, anima e spirito), altri ancora, sette (i sette chakra della
Kundalini). La maggior parte delle tradizioni aveva inoltre distinzioni
molto sofisticate di questi livelli, offrendo spesso 12, 30, e anche 108
suddivisioni dei livelli dell'essere e della conoscenza che possono essere
riconosciute in questo Kosmo tanto ricco.
Ma, molti di questi filosofi del perenne come Plotino e Aurobindo, per esempio,
hanno trovato che una dozzina di livelli di coscienza poteva essere
il numero più utile (e questo è quello che è presentato
pag. 195 e 217, Nota 2).
I livelli di base, o le strutture di base, sono elencati nella colonna sinistra
di tutti schemi. Questi sono semplicemente i livelli di base nel Grande
Campo dell'essere ognuno trascendendo ed includendo il suo predecessore,
sia che usi un semplice schema a cinque livelli (materia, corpo, mente,
anima e spirito) sia una versione leggermente più sofisticata come
quella presentata negli schemi, e che spiegherò procedendo. Materia,
sensazione, percezione, exocept, impulso, immagine, simbolo, endocept, concetto,
regola, formale, pensiero razionale integrato, visione, archetipo, senza
forma, non duale.
Per introdurre un termine utile: questi livelli di base sono Oloni
della coscienza. Un olone è un intero che è parte di un altro
intero. Per esempio un atomo è parte di una molecola, una molecola
è parte di una cellula, una cellula è parte di un intero organismo,
e così via. Come vedremo in questo libro l'universo fondamentalmente
composto di oloni, d'interi che sono parte d'altri interi, unità
che sono parti d'unità superiori. Le lettere sono parti di parole,
che sono parti di frasi, che sono parti di dell'intero linguaggio. Una persona
è parte di una famiglia, che è parte di una comunità
che è parte di una nazione, che è parte del globo, e così
via.
Poiché ogni olone è contenuto in un olone più grande,
gli oloni stessi esistono in una gerarchia concentrica o olarchia,
come gli atomi alle molecole alle cellule agli organismi agli ecosistemi.
Il Grande Campo è soltanto una grande rappresentazione di quei livelli
di progressiva completezza, esattamente come indicato nella fig. 1.
In breve i livelli di base sono gli oloni di base (fasi, onde, sfere,
campi, annidamenti,), nel Grande Campo dell'Essere.
Uso tutti e tre i termini livelli di base, strutture di base,
e onde di base interscambiabilmente poiché indicano lo stesso
fenomeno; ma ognuno ha una connotazione leggermente differente che conferisce
importanti informazioni. Il termine "livello" enfatizza il fatto
che questi sono i livelli di organizzazione distinti sul piano qualitativo
organizzata in una concentrica gerarchia (o olarchia) di livelli di crescente
abbraccio olistico, (ogni livello trascende ma include il suo predecessore
come mostrato nella fig. 1). Il termine "struttura" enfatizza
il fatto che questi sono durevoli modelli olistici dell'essere e
della consapevolezza. (Ognuno è un olone, un intero che è
parte di altri interi). Il termine onde enfatizza il fatto che questi livelli
non sono rigidamente separati e isolati, ma, come, i colori di un arcobaleno,
sfumano infinitamente uno nell'altro. Le strutture di base sono semplicemente
i colori di base di quell'arcobaleno. Per tradurlo in metafora, sono le
onde nel Grande Fiume della Vita, attraverso il quale scorrono le sue correnti.
Non c'è niente di lineare o di rigido in queste differenti onde.
Come abbiamo visto più volte, lo sviluppo individuale attraverso
le varie onde di conoscenza è un movimento fluido e fluttuante. Gli
individui possono essere su varie onde in differenti circostanze; aspetti
della loro stessa coscienza possono essere su differenti onde, anche le
subpersonalità di uno stesso individuo possono essere su differenti
onde. Ovunque lo sviluppo è un argomento complesso! I livelli di
base, od onde di base, rappresentano semplicemente alcune delle più
significative correnti nel Grande Fiume della Vita, niente di più,
niente di meno.
Gli schemi 2-A e 2B (p.
199-200) indicano i livelli di base, o onde di base, come concepite in una
dozzina di sistemi dell'Oriente e dell'Occidente. Ne discuteremo molti altri
andando avanti. Ma dovrebbe essere ben chiaro sin dall'inizio che questi
livelli e sottolivelli presentati dai saggi del Perenne, non sono
il prodotto di una speculazione metafisica o di una filosofia astratta che
spezzi il capello in quattro. Infatti, questi sono, in quasi tutti gli aspetti
le codificazioni di realtà esperienziali dirette, che spaziano
da esperienze sensoriali a esperienze mentali e spirituali. "I livelli"
del Grande "Campo", semplicemente riflettono il completo spettro
dell'essere e della coscienza disponibile attraverso diretta rivelazione
esperienziale, spaziano dal subconscio al conscio al superconscio. Comunque,
la scoperta di queste onde è stata consensualmente realizzata e convalidata
negli anni. Il fatto che ovunque queste onde appaiano esse siano spesso
quasi simili, alcune volte quasi identiche, ci dice semplicemente che viviamo
in un Kosmo che ha degli schemi organizzativi e questi schemi riccamente
tessuti, possono essere e sono stati osservati da uomini e donne intelligenti
in quasi tutte le culture.
Ogni dimensione successiva nel Grande Campo dalla materia al corpo, dalla
mente all'anima e allo spirito, trascende ed include le sue precedenti cosicché
i corpi viventi trascendono ma includono i minerali, le menti trascendono
ma includono i corpi vitali, le anime luminose trascendono ma includono
le menti concettuali, e lo spirito radiante trascende ed include assolutamente
ogni cosa.
Lo spirito è quindi l'onda più alta (puramente trascendentale)
e il substrato sempre presente di tutte le onde (puramente immanente), andando
oltre Tutto e abbracciando Tutto. Il Grande Campo è un complesso
elastico (lattice work) multidimensionale d'amore, eros, agape, karuna,
maitri, o come si vuol chiamare, che non lascia neppure un angolo del Kosmo
non toccato dalla sua cura né è separato dai misteri della
grazia.
Questo punto tanto importante è spesso dimenticato, lo Spirito è
pienamente trascendente e pienamente immanente. Se si prova a concettualizzare
lo Spirito, si deve almeno provare a rispettare entrambe le posizioni. Queste
sono mostrate nella figura 1. Dove la sfera più alta rappresenta
lo spirito trascendentale (il quale è scritto con la s minuscola
per indicare che è solo un livello tra i livelli, nonostante il più
alto), e la mappa stessa rappresenta lo Spirito immanente e nello stesso
tempo lo stesso Terreno di tutti i livelli (con la lettera S maiuscola per
indicare che non ce n'è un altro). Le religioni patriarcali tendono
ad enfatizzare l'aspetto "trascendentale exatramondano" dello
spirito; e quelle matriarcali e neopagane tendono ad enfatizzare l'aspetto
pienamente immanente o di "questo mondo". Ognuno di questi è
importante e una visione veramente integrale dovrebbe dare ampio spazio
ad entrambi. (Il contesto determinerà quale aspetto dello spirito/Spirito
intendo, ma sono sempre implicati entrambi).
La Grande Olarchia dell'Essere e della Conoscenza: dono senza prezzo dei
secoli. Questo è il cuore della Filosofia Perenne, e possiamo affermare
che è la parte della Filosofia Perenne che più è stata
empiricamente testata come la più durevole. L'evidenza continua ad
aumentare in modo schiacciante: gli esseri hanno a loro disposizione uno
straordinario spettro della coscienza che spazia da stati prepersonali,
a stati personali e transpersonali. I critici che hanno tentato di negare
l'esistenza dello spettro lo fanno non mostrando un'evidenza opposta, ma
semplicemente rifiutando di riconoscere l'evidenza sostanziale che è
stata già accumulata; l'evidenza, in ogni caso, rimane. L'evidenza
dice, in breve, che esiste un arcobaleno di coscienza riccamente tessuto,
che spazia dal subconscio, al conscio, al superconscio.
Nello stesso tempo, il fatto che i filosofi del perenne sono stati i primi
ad osservare molti dei colori di questo straordinario arcobaleno, non significa
che la modernità e la postmodernità debbano venire mute all'incontro.
Nessuno come Piaget ha chiarito la natura dello sviluppo del pensiero concreto
e operativo formale. Ma, per il modo in cui alcuni aspetti delle fasi iniziali
possono essere repressi, penso che spetti a Freud parlare. La modernità
e la postmodernità non sono senza i loro geni; la Filosofia Perenne
non è priva di limitazioni e d'inadeguatezze, un più completo
spettro della coscienza dovrà certamente includere ed equilibrare
tutte le loro intuizioni e scoperte. Ma, per quanto riguarda la natura generale
delle onde del grande Fiume della Vita, i Filosofi del Perenne colpivano
spesso nel segno.
Mi riferirò spesso alla Filosofia Perenne (e al Grande Campo) come
alla "saggezza della premodernità". Ciò non è
un peggiorativo, né significa che non si trovino tracce della Filosofia
Perenne nella modernità o nella postmodernità, (sebbene, francamente,
è raro). Significa semplicemente che la Filosofia Perenne ebbe origine
in quelli che chiamiamo tempi premoderni. Questo è un punto importante
che spesso confonde la gente: pensare che la premodernità avesse
accesso al Grande Campo dell'essere non significa che ognuno nella premodernità
fosse pienamente risvegliato ad ogni livello del Grande Campo. Infatti,
gli sciamani, gli yoghi, i santi e i saggi che avevano risvegliato i più
alti livelli dell'anima e dello spirito erano sempre estremamente rari.
L'individuo medio (come vedremo nel capitolo 12) passava gran parte del
suo tempo a un livello di coscienza prerazionale, non transrazionale. E
ancora, la "saggezza" significa il meglio che ogni era
ha da offrire e gli studiosi sensibili hanno sempre creduto che i Filosofi
del Perenne da Plotino a Shankara, a Fa-tsang, Lady Tsogyal, sono una riserva
di straordinaria saggezza. Comprenderli è molto più che abbracciare
alcune importanti verità. E' un modo per affermare la nostra continuità
con la saggezza dei secoli; un modo per onorare i nostri antenati, un modo
per trascendere e includere ciò che accadde prima di noi e così
fluire con la corrente del Kosmo, e soprattutto un modo per ricordarci che,
anche se siamo sulle spalle di giganti, faremmo bene a ricordare che siamo
sulle spalle di GIGANTI.
Quello che quindi ho cercato di fare nel presentare le onde di base del
Grande Campo, è di guardare prima alla Filosofia Perenne per i contorni
generali dei diversi livelli, e quindi arricchire significativamente tale
comprensione con i molti riferimenti (e alcune volte le correzioni) offerti
dalla modernità e dalla postmodernità. Prendete Aurobindo
(schema 2 b). Si noti che egli si riferisce ai
livelli intermedi come "mente inferiore, mente concreta, mente logica
e mente superiore". Aurobindo dette una descrizione verbale di queste
strutture di base che è molto utile. Ma, questi livelli intermedi
sono anche le strutture che sono state profondamente studiate dalla psicologia
cognitiva occidentale e confrontate con una considerevole quantità
d'evidenza clinica e sperimentale. Ho tentato quindi di usare per questi
livelli intermedi, termini presi da quella ricerca, come: "Livello
mentale delle regole e del ruolo", "pensiero concreto operativo"
e "pensiero operativo formale". Tutte queste diverse codificazioni
dei livelli dello sviluppo sono semplicemente differenti istantanee prese
da vari angoli usando differenti macchine fotografiche del Grande Fiume
della Vita, e sono tutte utili a modo loro. (Certo le foto sfocate o brutte
non sono molto utili e possiamo rifiutare ogni ricerca che non raggiunga
un decente standard, ho cercato di includere dei grandi fotografi).
In tutti gli schemi, le correlazioni che ho dato tra i vari livelli e i
vari teorici sono molto generiche al solo scopo di accompagnarci nel giusto
campo di gioco (e iniziare più raffinate attente correlazioni). Molte
di queste correlazioni sono state date dai teorici stessi e io credo che
la maggior parte di loro sia accurata. Questo è vero anche per i
livelli superiori (transpersonali), tuttavia la situazione diventa più
difficile. Prima di tutto quando ci avviciniamo a realizzazioni superiori
dello spettro della coscienza le ricerche della psicologia occidentale ortodossa
incominciano ad abbandonarci, e dobbiamo rivolgerci sempre più ai
grandi santi e contemplativi dell'oriente, dell'occidente, del nord e del
sud. In secondo luogo, le superfici degli aspetti culturali sono spesso
drammaticamente differenti e rendono la ricerca d'ogni profondo aspetto
transculturale più necessario, e, in terzo luogo, pochi esperti di
un sistema comunicano con dettagli agli altri, e così sono state
fatte meno comparazioni sistematiche. Tuttavia sostanziali studi, alcuni
dei quali vedremo sotto, hanno fatto un gran lavoro di battistrada in queste
importanti correlazioni, e riporto alcuni dei risultati negli schemi. Che
ci sia una generale somiglianza transculturale di questi più
alti livelli transrazionali e transpersonali è un sicuro segno che
noi stiamo fotografando alcune correnti molto reali in un fiume molto reale.
IL GRANDE CAMPO È UN POTENZIALE E NON UNA CONDIZIONE DATA
Non è necessario immaginare le strutture di base o gli oloni di base
come fossero per noi permanentemente fisse essenze che non cambiano (Platoniche,
Kantiane, Hegeliane o Husserliane). Possono in parte essere comprese come
abitudini dell'evoluzione, più come una memoria del cosmo che un
modello a priori. Ma in un modo o nell'altro un punto cruciale rimane: il
fatto che i grandi yoghi, i grandi santi e saggi hanno già sperimentato
molti dei reami transpersonali (come vedremo) ci mostra senza possibilità
d'errore che noi abbiamo già i potenziali per questi alti livelli
presenti nel nostro stesso sistema. L'organismo umano e il suo cervello,
nella sua forma presente, ha la capacità per questi stati superiori.
Forse altri stati emergeranno in futuro; forse si svilupperanno nuovi potenziali,
forse sorgeranno più alte realizzazioni. Ma il fatto rimane che proprio
ora noi abbiamo almeno queste straordinarie dimensioni transpersonali già
disponibili per noi. E qualunque cosa noi diciamo: che questi potenziali
più alti sono stati dati a noi da Dio, o che furono per la prima
volta creati dai santi, dai saggi pionieri dell'evoluzione e quindi lasciati
in eredità al resto di noi come campi morfogenetici o solchi evolutivi,
o che sono forme platoniche per sempre inserite nel cosmo, o che vennero
fuori della mutazione sorda e cieca del caso e da irragionevole selezione
naturale, alla fine non cambia il fatto che questi più alti potenziali
siano ora disponibili per tutti noi.
Le strutture che generalmente presento, e che sono nella colonna di sinistra
in ogni schema- rappresentano misure di riferimento tratte da sorgenti premoderne,
moderne e postmoderne, usandole per riempire i vuoti delle altre. Per confronto,
gli schemi 2a e 2b mostrano
alcuni dei livelli di base come sono stati concepiti in altri sistemi. Sotto
la "Generale Grande Catena" ho fatto una lista dei più
comuni cinque livelli: materia, corpo (nel senso di viventi corpi vitali,
il livello emozionale sessuale), mente (includendo immaginazione, i concetti
e la logica), l'anima (la sorgente sovraindividuale d'identità),
e lo spirito (sia il terreno senza forma, sia l'unione non-duale di tutti
gli altri livelli). Questi livelli, come ho detto, sono come i colori dell'arcobaleno,
li ho rappresentati sfumare uno nell'altro. Anche ciò, tuttavia,
può portare fuori strada; una più accurata rappresentazione
dovrebbe essere una serie di sfere concentriche, con ogni sfera successiva
che abbraccia le precedenti (figura 1). Questo modello non è come
i pioli di una scala uno appoggiato sopra l'altro, ma oloni in un'olarchia
come quella d'atomi/molecole/cellule/organismi/ con ogni superiore che avviluppa
i precedenti.
Allo stesso tempo, e questo non può essere enfatizzato mai abbastanza,
i livelli più alti del Grande Campo sono potenziali, e non dati di
fatto assoluti. I livelli inferiori, materia, corpo e mente, sono già
emersi in grande scala, così che già esistano pienamente in
questo mondo manifesto. Ma le strutture più alte, psichico, sottile
e causale, non sono ancora consapevolmente manifeste in scala collettiva;
esse rimangono per la maggior parte della gente, potenzialità del
corpo-mente umano e non realtà pienamente attualizzate. Quello che
il Grande Campo rappresenta è basilarmente un Grande Campo morfogenetico
o spazio evolutivo, che espande dalla materia, alla mente allo spirito,
e nel quale vari potenziali si sviluppano in attualità. Benché
per convenienza io parli dei livelli più alti come se fossero stati
semplicemente dati, essi sono ancora plastici, ancora aperti ad essere formati,
mentre sempre più gente coevolve in loro (perché come ho detto
queste strutture di base sono più delle abitudini cosmiche che schemi
predefiniti). Man mano che questi più alti potenziali sono attualizzati,
è data loro maggior forma e contenuto, e quindi coscientemente diventano
realtà d'ogni giorno. Prima d'allora, essi sono, in parte, solo grandi
potenziali che tuttavia esercitano un'innegabile attrazione, che sono presenti
in modi profondi, e possono essere direttamente realizzati da una più
alta crescita e sviluppo mostrando un alto grado di assomiglianza ovunque
essi appaiono.
STRUTTURE E STATI
La più classica e probabilmente più antica delle versioni
più complesse del Grande Campo è quella del Vedanta (schema
2b) che include anche le importantissime distinzioni tra stati, corpi,
e strutture. Uno stato significa uno stato di coscienza come la veglia,
il sogno e il sonno profondo. Una struttura è un involucro o livello
di coscienza, il Vedanta ce ne offre cinque dei più importanti: il
livello materiale, il livello biologico, il livello mentale, il mentale
superiore e lo spirituale. Un corpo è un supporto energetico ai vari
stati e livelli della mente, il Vedanta ne indica tre: il corpo grossolano
dello stato di veglia (che sostiene la mente materiale); il corpo sottile
dello stato di sogno (che sostiene i livelli emozionali, mentali e mentali
superiori); e il corpo causale del sonno profondo che sostiene la mente
spirituale.
Nota che un dato stato di coscienza, come la veglia o il sogno- può
infatti ospitare numerose strutture e diversi livelli di coscienza. In termini
occidentali potremmo affermare che lo stato di veglia può contenere
diverse strutture di consapevolezza assai differenti come: sensomotorio,
preoperativo, concreto operativo e operativo formale. In altre parole,
benché gli stati di coscienza siano importanti le strutture della
coscienza offrono informazioni più dettagliate riguardo allo stato
attuale della crescita e sviluppo di ogni individuo, e per questo un approccio
a grande spettro dovrà includere sia gli stati sia le strutture.
Nel mio sistema, le strutture sono di due tipi principali: le strutture
di base (che abbiamo appena introdotto) e le strutture nelle varie linee
di sviluppo (che esamineremo sotto). Strutture che, sia in psicologia che
in sociologia, sono semplicemente stabili stati di eventi. Le strutture
psicologiche possono essere divise e suddivise in numerosi modi, profondi
e superficiali, livelli e linee, durevoli e transitori, e io userò
tutte queste distinzioni. Ma, come ho detto, molto spesso ne uso solo due:
le strutture nei livelli di base della coscienza (come sensazione, impulso,
immagine, regola, operativo-formale, Vision Logic o pensiero razionale integrato,
psichico, sottile, ecc.) e le strutture nelle linee dello sviluppo della
coscienza (come le fasi cognitive, affetto, bisogni, morale, e così
via). In breve le strutture sono schemi olistici che si trovano sia nei
livelli di sviluppo sia nelle linee di sviluppo. I principali stati sono
in generale di due tipi: naturale ed alterato. Gli stati naturali di coscienza
includono quelli identificati dalla filosofia perenne, veglia/grossolano,
sogno/sottile, sonno profondo/causale. Secondo la filosofia perenne, lo
stato di veglia è la dimora del nostro ego di ogni giorno. Ma lo
stato di sogno, precisamente perché è un mondo creato interamente
dalla psiche, offre un tipo di accesso a stati dell'anima. Lo stato di sonno
profondo, poiché è un regno di puro senza forma, offre un
tipo di accesso allo spirito senza forma (o causale). Certamente, per la
maggior parte della gente, lo stato di sogno e di sonno profondo è
meno reale e non più reale della realtà dello stato di veglia,
che è abbastanza vera da un certo punto di vista. Ma secondo la filosofia
perenne, questi stati più profondi possono essere vissuti con piena
consapevolezza, e in quel caso offrono i loro straordinari segreti (come
vedremo). Nello stesso tempo, noi possiamo semplicemente notare che la filosofia
perenne sostiene che gli stati di veglia, di sogno e di sonno profondo rispettivamente
offrano un tipo di accesso all'ego grossolano all'anima sottile e allo spirito
causale.
(Spesso suddivido gli stati sottili in un regno più basso o psichico
e un regno propriamente"sottile", perché i livelli sottili
o "psichici" bassi giacendo accanto al regno grossolano, hanno
un intenso abbraccio o senso di unione con l'intero regno grossolano, come
nel misticismo della natura; mentre il propriamente sottile trascende tanto
il livello grossolano che solitamente coinvolge stati puramente trascendenti
del misticismo degli Dei. Il Causale naturalmente, è il regno della
cessazione immanifesta ed è la dimora del misticismo senza forma.
Integrare tutto è misticismo non duale. Esamineremo tutti questi
più alti reami transpersonali in questo libro, così che l'esatto
significato sarà chiarito da un'ulteriore lettura).
L'importanza di questi tre (o quattro) stati naturali, è che ogni
essere umano, non importa a quale fase, o struttura, o livello di sviluppo,
ha a sua disposizione lo spettro generale della coscienza, dall'ego all'anima
allo spirito, almeno come stati temporanei per la semplice ragione che tutti
gli uomini sperimentano la veglia il sogno e il sonno.
Uno stato alterato di coscienza è uno stato di coscienza non normale
o non ordinario, come gli stati indotti dalle droghe, le esperienze di vicinanza
con la morte, e gli stati meditativi.
In un'esperienza di picco (un temporaneo stato alterato) una persona può
momentaneamente sperimentare mentre è sveglia ogni stato naturale,
dallo psichico, al sottile, al causale alla consapevolezza non duale, e
questo spesso si mostra come diretta esperienza spirituale, come misticismo
della natura, misticismo degli dei, misticismo senza forma, (vedi sotto).
Esperienze di picco possono accadere a individui in qualunque stadio
di sviluppo.
La nozione che stati spirituali e transpersonali siano disponibili solo
ai livelli più alti dello sviluppo è abbastanza scorretta.
Sebbene i principali stati, grossolano, sottile causale e non duale, siano
disponibili agli esseri umani virtualmente ad ogni livello di crescita,
il modo in cui questi stati reami sono sperimentati e interpretati,
dipende in un certo grado dal livello di sviluppo della persona che sta
avendo l'esperienza di picco. Questo significa come ho suggerito in "
A Sociable God", che noi possiamo creare una griglia dei tipi d'esperienze
spirituali che sono generalmente disponibili agli individui a differenti
diversi livelli di crescita. Per esempio, chiamiamo per semplicità
gli stati più primitivi arcaico, magico, mitico, e razionale. Una
persona ad ognuno di questi livelli può avere una temporanea esperienza
di picco dello psichico o del sottile, del causale o del non-duale. Questo
da una griglia di circa sedici tipi differenti d'esperienze spirituali.
Per fare alcuni esempi: una persona nella fase magica di sviluppo (che non
può facilmente prendere il ruolo di un altro) può avere un'esperienza
di picco a livello sottile (o, diciamo, d'unione radiante con Dio), in tal
casi quella persona tenderà a sperimentare l'unione con Dio solo
applicabile a se stessa (dal momento che non può prendere il ruolo
di un altro e così comprendere che di fatto tutti gli uomini e gli
esseri senzienti sono ugualmente uno con Dio. Tenderà quindi a soffrire
di forte inflazione dell'io forse anche psicotica nelle sue dimensioni.
Dall'altra parte una persona a livello mitico (che ha espanso la sua identità
dall'egocentrico al socio-centrico, ma che è molto fondamentalista
e prende le cose alla lettera) sperimenterà la sottile unione con
Dio come una salvezza che è data non esclusivamente a lui (come fa
l'egocentrico) ma esclusivamente a quelli che abbracciano quei particolari
miti ("se vuoi essere salvato devi credere al mio Dio dea che è
l'unica e la sola divinità"); così questa persona potrebbe
diventare un fondamentalista nato due volte pronto a convertire l'intero
mondo alla sua versione di un Dio rivelato. L'esperienza del livello sottile
è molto reale e genuina ma deve essere portata da qualche parte,
ed è portata in questo caso in una mente etnocentrica, fondamentalista
d'appartenenza mitica, che drammaticamente limita e infine distorce i contorni
del regno sottile (come fece ancor di più nella precedente fase egocentrica).
Una persona a livello formale riflessivo tenderà a sperimentare la
sottile unione con Dio in termini più basati sulla ragione, forse
come deismo razionale o come terreno dell'essere demitologizzato e così
via.
In altre parole una data esperienza di picco (o temporaneo stato di coscienza)
è generalmente interpretata secondo il livello generale di sviluppo
della persona che ha tale esperienza. Questo ci dà, come ho detto,
una griglia di circa 16 tipi molto generici d'esperienze spirituali: stati
psichici, sottili, causali e nonduali, manifestati in strutture arcaiche,
magiche, mitiche e razionali. In "Sociable God" presento
esempi di tutto questo e ne sottolineo l'importanza, ci torneremo più
avanti in questo libro.
Ma tutte queste esperienze di picco, per quanto profonde, sono meramente
stati transitori e passeggeri. Per fare in modo che avvenga un superiore
sviluppo, questi stati temporanei devono diventare tratti permanenti. Lo
sviluppo superiore comporta, in parte, la conversione di stati alterati
in realizzazioni permanenti. In altre parole, i più alti raggiungimenti
dell'evoluzione, i potenziali transpersonali che erano disponibili solo
in stati temporanei della coscienza, si trasformano crescentemente in durevoli
strutture della coscienza (da stati a tratti). E' qui, che gli stati meditativi
diventano più importanti. Diversamente dagli stati naturali (che
danno accesso agli stati psichico, sottile e causale, nel naturale ciclo
del sonno, ma raramente durante la veglia o nella piena consapevolezza)
e diversamente dalle esperienze di picco spontanee (che sono fugaci), gli
stati meditativi offrono l'accesso ai regni superiori in modo deliberato
e prolungato. Come tali, essi scoprono più stabilmente i livelli
più alti del Grande Campo, gli alti livelli che eventualmente, con
la pratica, diventano realizzazioni permanenti. In altre parole, gli stati
psichici sottili causali e nonduali possono tutti diventare durevoli strutture
nel proprio temperamento ed è per questo che i termini "psichico
sottile causale e nonduale" sono usati per riferirsi alle strutture
più alte del Grande Campo dell'Essere. Quando emergono permanentemente
nello sviluppo di un individuo i loro potenziali, che una volta erano disponibili
solo in stati passeggeri, diventano i durevoli contorni di una mente illuminata.
I LIVELLI DI BASE IN ALTRI SISTEMI
Come ho detto, gli schemi 2a e 2b
mostrano il Grande Campo e le sue strutture o livelli di base come sono
concepiti in alcuni sistemi diversi. Non affermo che tutte strutture, livelli
onde sono identici, solo che condividono molte importanti somiglianze nello
spazio dello sviluppo, e questo spazio dello sviluppo, come vedremo, è
molto interessante e molto importante per una psicologia integrale.
Sembra che i più antichi di questi sistemi ebbero origine in India
e dintorni, forse indietro nel tempo sino al primo e secondo millennio prima
di Cristo (benché la tradizione proclami una data anche molto più
antica). Il sistema dei chakra, gli involucri e gli stati dei Vedanta, i
vijnana dei buddisti, i livelli vibratori dello shivaismo del Kashmir e
la gerarchia supercosciente di Aurobindo, tutto ciò viene da questo
fiume di ricerca sulla coscienza che è storicamente insuperato. Poco
dopo, forse per una migrazione (ma probabilmente per l'esistenza universale
di questi potenziali), il fiume della Mesopotamia e del Medio Oriente incomincia
il suo possente viaggio, che includerà affluenti persiani, nord-africani,
palestinesi e greci. Il più influente di questi si manifesterà
con le tradizioni neoplatoniche e sarà rappresentato dalle correnti
di Plotino, la cabala il sufismo e il misticismo cristiano (tutti rappresentati
negli schemi).
Benché sia di moda tra coloro che abbracciano il relativismo pluralistico
bandire la filosofia perenne (e qualunque cosa sia definito "universale"
se non le loro stesse universali affermazioni sull'importanza del pluralismo),
uno sguardo meno condizionato mostrerà l'evidenza di uno stupefacente
insieme di somiglianze generali tra le più grandi tradizioni di saggezza
del mondo. Perché questo dovrebbe sorprenderci? Il corpo umano ovunque
fra crescere 206 ossa, due reni ed un cuore; la mente umana ovunque crea
le capacità per immagini simboli e concetti. Allo stesso modo sembra
che lo spirito umano ovunque crei intuizioni del Divino, e anche queste,
nel profondo e non in superficie, mostrano aspetti con molte somiglianze.
Certe tradizioni sono state più complete, altre sono state più
precise. Ma, mettendole tutte insieme, otteniamo una mappa generale delle
possibilità umane con uno spettro incredibilmente ampio.
A questo punto chi è a disagio nel concepire livelli e fasi, tende
a diventare sospettoso e a domandarsi se la coscienza e il suo sviluppo
siano veramente una serie lineare di fasi monolitiche, che procedono una
dopo l'altra come in una scala? La risposta è assolutamente no. Come
vedremo queste onde di base del Grande Campo sono semplicemente i livelli
generali attraverso i quali numerosi differenti linee e correnti di sviluppo
fluiranno, come le emozioni, i bisogni, l'identità dell'io, la morale
e le realizzazioni spirituali e così via, ognuna procedendo a suo
modo e con la propria dinamica. Lo sviluppo complessivo non è affatto
una questione lineare simile ad una scala. E' un fluido mescolarsi di molte
correnti attraverso queste onde di base. Esamineremo presto molte di queste
correnti. Prima dobbiamo finire il nostro resoconto sulle onde di base e
il loro emergere.
I TEMPI DELL'EMERGERE DELLE ONDE DI BASE
Nella colonna estrema sinistra dello schema 3a,
ho incluso l'età media dell'emergere delle strutture di base della
coscienza fino alla mente formale. La ricerca suggerisce che le età
sono relativamente simili nella maggior parte della gente del mondo d'oggi,
semplicemente perché, io ho ipotizzato, lo sviluppo collettivo o
l'evoluzione generale ha raggiunto il livello formale (mentre livelli più
alti del formale che l'evoluzione collettiva non ha ancora raggiunto, devono
essere conquistati con il proprio sforzo personale, in parte perché
questi sono potenziali da sviluppare e non condizioni già disponibili).
Le tradizioni spesso dividono il viaggio della vita nelle "Sette età
di una persona" dove ogni età coinvolge l'adattamento ad uno
dei sette livelli di coscienza (come i sette chakra: fisico, emozionale-sessuale,
mentale inferiore medio, alto, anima e spirito) ed ognuno dei sette livelli
si dice prenda sette anni. Così i primi sette anni della vita, coinvolgono
l'adattamento al regno fisico (specialmente cibo, sopravvivenza e sicurezza).
I secondi sette anni coinvolgono l'adattamento alla dimensione emozionale-sessuale-sentimentale
(che culmina nella maturità sessuale o pubertà). I terzi sette
anni della vita (tipica l'adolescenza) coinvolge l'emergere della mente
logica e l'adattamento alle sue nuove prospettive. Questo ci porta circa
ai ventuno anni, momento in cui molti individui tendono ad arrestare il
loro sviluppo. Ma se lo sviluppo continua, ogni ulteriore periodo di sette
anni dà la possibilità di un nuovo e più alto livello
d'evoluzione della coscienza, così nello schema
3a ho fatto una lista tra parentesi di queste cime generali vicino alle
più grandi strutture di base. Certo queste sono generalizzazioni
più ampie con abbondanti eccezioni ma sono almeno suggestive. Perché
sette età e non diciamo dieci? Di nuovo esattamente come dividiamo
e suddividiamo il numero dei colori di un arcobaleno, è largamente
un fatto di scelte. Comunque i filosofi e gli psicologi del perenne, hanno
trovato che, non importa quante minute suddivisioni possiamo fare per dei
diversi propositi (per esempio trenta per molte specifiche dettagliate fasi
di certi tipi di meditazione), tuttavia ha senso parlare di un raggruppamento
funzionale delle onde di base del Grande Campo. Cioè ha senso il
modo in cui i livelli e sublivelli possono essere raggruppati (ad esempio:
quark, atomi molecole e cristalli, sono tutti materiali e non biologici,
nessuno di loro può riprodursi sessualmente). Allo stesso modo c'è
un senso nel riunire i livelli e sublivelli mentali (immagini, simboli concetti
e regole) che sono tutti mentali e non ad esempio, psichici o sottili. In
altre parole, anche se si può trovare utile in certe occasioni distinguere
dozzine (o persino centinaia) di piccole gradazioni nei colori di un arcobaleno,
c'è anche una buona ragione per affermare che basilarmente ci sono
sei o sette principali colori nella maggior parte degli arcobaleni.
Questo è quello che intende la filosofia perenne con "le sette
età di una persona" o i sette principali chakra o strutture
di base. Per varie ragioni io ho travato che benché circa un paio
di dozzine di strutture di base può essere rapidamente identificato
(dalla sensazione alla percezione, exocept, impulso, immagine, simbolo edocept,
concetto regola) non di meno possono essere condensate dai sette ai dieci
raggruppamenti funzionali che riflettono facilmente fasi riconoscibili (come
vedremo in questo volume). Questi raggruppamenti delle strutture di base
le rappresento con nomi molto generici che sono nelle colonna sinistra di
tutti gli schemi: (1) senso motorio, (2) emozionale fantasmatico (o emozionale
sessuale) (3) mente rappresentativa simile a preoperativa o "preop"
(4) la mente della regola e del ruolo simile al concreto operativo o "conop"
(5) riflessivo formale (simile a operativo formale o "formop")
(6) Vision Logic o pensiero sintetico integrato (7) psichico (8) sottile
(9) causale e (10) non duale. Di nuovo queste sono semplici generalizzazioni
orientative ma ci offrono un modo conveniente per confrontarci con un gran
numero di dati ed evidenze. Ma nessuna di queste generalizzazioni ci impedirà
di usare mappe che possono essere più dettagliate o semplificate
secondo le necessità del caso.
LO SVILUPPO COGNITIVO E IL GRANDE CAMPO DELL'ESSERE
Il Grande Campo è propriamente una grande olarchia dell'essere e
del conoscere: livelli di realtà e livelli di conoscenza di questi
livelli. Cioè i filosofi del perenne trovano importante sia l'ontologia
che l'epistemologia come inseparabili aspetti delle grandi ombre della realtà.
La modernità trovò necessario differenziare l'ontologia dall'epistemologia,
e ciò sarebbe stata una cosa molto positiva se la modernità
e la postmodernità avessero completato lo sviluppo ed integrato queste
differenziazioni, mentre ciò che accadde fu invece che queste differenziazioni
si separarono completamente; e la modernità, confidando solo nella
sua isolata soggettività, abbracciò soltanto l'epistemologia,
mentre l'ontologia cadde nel buco nero del soggettivismo per non essere
più ascoltata.
La Grande Catena per il grado di riconoscimento che avuto dalla modernità,
diventò solamente una gerarchia di livelli di conoscenza, in altre
parole una gerarchia cognitiva come quella studiata da Piaget. Questo non
è tanto sbagliato quanto terribilmente parziale, perché è
un lasciar fuori i livelli di realtà che darebbero il terreno alla
conoscenza (o, altrettanto tristemente riconoscere solo il livello sensomotorio
della realtà, al quale ogni conoscenza deve essere fedele per poter
essere giudicata "vera"). Tuttavia, per il momento, mettiamo a
fuoco solo la cognizione, e poiché è certamente vero che la
Grande Catena è parte del grande spettro della coscienza, la domanda
allora è: negli individui la Grande Catena è la stessa cosa
che lo sviluppo cognitivo?
Non esattamente. Per incominciare, certamente si può pensare al Grande
Campo anche come il grande spettro della coscienza, che, in effetti, è.
Una delle definizioni del dizionario del termine "cognitivo" è
"in relazione alla coscienza", quindi in ogni modo si può
pensare nei termini del dizionario allo sviluppo del Grande Campo (che negli
individui comporta lo sviluppo di più alti e più ampi livelli
di consapevolezza) come fosse in generale simile allo sviluppo cognitivo,
sino a che comprendiamo che "cognizione o coscienza" vanno dal
subconscio, al conscio al superconscio, e questo include modalità
interiori di consapevolezza altrettanto come modalità esteriori.
Il problema, come dicevo, è che "cognizione" nella psicologia
occidentale cominciò ad avere un significato ristretto che escludeva
la maggior parte di quanto sopra. Finì col significare la percezione
d'oggetti esteriori. Ogni tipo di coscienza o consapevolezza (nel senso
più ampio) fu quindi esclusa (per esempio le emozioni, sogni, visioni
creativi, stati sottili ed esperienze di picco). Se il contenuto della coscienza
non era una sorta d'oggetto obiettivo ed empirico (una roccia, un albero,
una macchina, un organismo), allora quella coscienza si diceva non possedesse
validità cognitiva e fu così per tutti questi interessanti
e importanti modi della coscienza.
Nelle mani di gente come Piaget, il significato di cognizione fu ristretto
ancora di più a tipi d'operazioni logico matematiche che si considerò
fossero la base di tutte le altre linee di sviluppo e in tutti gli altri
dominii. A questo punto, il termine coscienza come "cognizione"
è stata ridotto al percepire null'altro che le piatte e vaghe superfici
degli oggetti empirici (quello che noi chiameremo "flatland").
Detto in modo semplice, qualunque consapevolezza che vedesse qualcos'altro
rispetto al mondo del materialismo scientifico, non era una vera consapevolezza,
non era una vera cognizione.
In questo senso, lo sviluppo degli individui nel Grande Campo non è
per niente uno sviluppo "cognitivo". E tuttavia, se guardiamo
un po' più vicino allo schema di Piaget, e a quello che i successivi
psicologi hanno inteso con "sviluppo cognitivo", possiamo trovare
somiglianze molto interessanti (e molto importanti), se pur limitate.
Prima di tutto gli studi psicologici occidentali dello sviluppo cognitivo
implicano ancora lo studio di qualche tipo di coscienza, seppure a volte
ristretta e ridotta. In ogni modo, ciò che Piaget studiò come
pensiero formale operativo, che fu concepito come una struttura matematica
(i raggruppamenti INRC), è un modo legittimo per sezionare il flusso
della coscienza a quel punto, ma difficilmente esauriscono tutte le foto
della coscienza che si possono scattare in quella particolare curva del
fiume. Esistono numerose altre prospettive valide per definire la coscienza
a questo livello, dalla presa del ruolo agli stili epistemologi, alle visioni
del mondo, alle spinte morali. Ma, focalizzandosi sullo sviluppo cognitivo
Piaget almeno illuminò l'importanza centrale dello sviluppo della
coscienza, anche se in modo limitato.
Il fatto importante è che quando sono studiate le specifiche linee
di sviluppo, come lo sviluppo morale, lo sviluppo dell'io e lo sviluppo
del ruolo, è stato quasi sempre constatato che lo sviluppo cognitivo
è necessario (ma non sufficiente) per questi diversi sviluppi. In
altre parole, prima che si possa sviluppare la morale o la prospettiva dell'io
o l'idea di una buona vita, si deve essere capaci, in primo luogo, di concepire
consciamente questi vari elementi. La coscienza è perciò necessaria,
ma non sufficiente, per questi altri sviluppi.
Ed è questa esattamente la pretesa dei teorici del Grande Campo.
I livelli del Grande Campo (le strutture di base della coscienza) sono i
livelli attraverso i quali le linee di sviluppo procedono e senza le onde
di base non c'è nulla per le varie barche su cui galleggiare. Questo
perché le strutture di base (se concepite come gli involucri del
Vedanta, i livelli di coscienza del Mahayana, i livelli ontologici dello
Sefirot della Kabala, o le fasi della crescita dell'anima verso dio nel
Sufismo) sono la spina dorsale, lo scheletro essenziale su cui si agganciano
molti altri sistemi.
Sebbene essi non possano essere equiparati, lo sviluppo cognitivo (come
studiato dagli psicologi occidentali) è forse la cosa più
vicina alla Grande Catena o allo spettro della coscienza (almeno sino ai
livelli della mente formale; oltre i quali molti ricercatori occidentali
non riconoscono nessuna altra forma di coscienza). Per questa ragione, e
tenendo sempre presente le molte caratteristiche e limiti, alcune volte
uso i termini cognitivi come conop e formop, per descrivere delle strutture
di base. Poiché lo sviluppo cognitivo ha un significato molto specifico
e ristretto nella psicologia occidentale, la considero una linea di sviluppo
separata dalle strutture di base (così che noi possiamo preservare
la ricchezza ontologica degli oloni di base e non ridurli alle categorie
cognitive occidentali). Gli schemi 3a e 3b
sono correlazioni delle strutture di base con le fasi cognitive come sono
espresse dai diversi ricercatori moderni. Uno degli articoli più
interessanti in questi schemi è il numero degli psicologi occidentali
che basandosi su dei dati ampiamente empirici e fenomenologici hanno scoperto
numerosi stadi di sviluppo postformale, cioè fasi di sviluppo
cognitivo oltre la razionalità lineare, (per esempio oltre il pensiero
formale operativo o formop). Sebbene il termine "postformale"
si riferisca a qualunque e ad ogni fase oltre il formop, è di solito
usato soltanto per fasi mentali e personali e non sovramentali e transpersonali.
In altre parole, per molti dei ricercatori occidentali il termine "postformale"
si riferisce alla prima delle principali fasi oltre il formop che io chiamo
Vision Logic (pensiero sintetico integrato). Come mostrato negli schemi
3a e 3b molti ricercatori hanno trovato da
due a quattro fasi di cognizione postformale e pensiero sintetico integrato
(Vision Logic). Queste fasi postformali si muovono oltre le fasi formale/meccanicistica
del primo formop in varie fasi di relatività, sistemi pluralistici,
contestualismo, primo pensiero integrato Vision Logic, e da qui in fasi
pensiero metasistemico, integrato, unificato, dialettico e olistico (dal
medio al tardo vision logic). Ciò ci dà un quadro delle dimensioni
del mentale superiore come spazi dinamici, in sviluppo, dialettici e integrati.
In ogni modo, pochi di questi ricercatori si muovono in un regno transmentale
(di eventi psichici, sottili, causali o nonduali, transrazionali e transpersonali)
sebbene molti di loro hanno sempre più contatti con questi livelli
più alti. Per i confini di questi livelli, dobbiamo spesso riferirci,
ancora una volta, ai grandi saggi e ai contemplativi, come è chiarito
in molti degli schemi.
A questo riguardo, è ancora in atto una disputa molto scottante,
se le stesse fasi spirituali/transpersonali, possano essere considerate
come livelli più alti di sviluppo cognitivo. La risposta, credo,
dipende da ciò che s'intende per "cognitivo". Se significa
quello che la maggior parte degli psicologi occidentali intendono, una conoscenza
mentale e concettuale degli oggetti esteriori, le fasi più alte o
spirituali non sono cognitivo mentali, poiché spesso sono sovramentali,
transconcettuali e non esteriori. Se per "cognitivo" intendiamo
"conoscenza in generale", includendo gli stati del superinconscio,
molte delle esperienze spirituali più alte allora sono cognitive.
Ma gli stati spirituali e transpersonali hanno anche molti altri aspetti,
come i più alti affetti, aspetti morali e senso di sé, che
anche con un'amplificazione del termine cognitivo, non sono puramente cognitivi.
Comunque, il termine "cognitivo" nel suo più ampio senso,
significa "coscienza", e i diversi sviluppi cognitivi sono un'importante
parte dell'intero spettro dell'Essere e del Conoscere.
LA LINEA COGNITIVA
Negli schemi 3a e 3b sono
elencati alcuni dei più conosciuti e influenti ricercatori dello
sviluppo cognitivo. Gli studi di Piaget, sono ovviamente basilari. Anche
con tutti i suoi limiti, il contributo di Piaget rimane fondamentale; è
certamente una delle ricerche psicologiche più significative di questo
secolo. Egli ha aperto uno straordinario numero di strade alla ricerca;
seguendo il lavoro pionieristico di James Mark Baldwin (vedi sotto), Piaget
ha dimostrato che ogni livello dello sviluppo ha una diversa visione del
mondo, con differenti percezioni, modi di spazio e tempo, e motivazioni
morali (scoperte dalle quali dipenderà il lavoro di altri ricercatori
da Maslow a Kohlberg a Loevinger a Gilligan); ed ha mostrato che la realtà
non è semplicemente un dato di fatto ma, in molti importanti modi,
qualcosa di costruito (lo strutturalismo che rese possibile il poststrutturalismo);
il suo methode clinique sottopose il risveglio della consapevolezza
a investigazione meticolosa, e ciò portò letteralmente a centinaia
di nuove scoperte; le sue ricerche psicologiche ebbero immediata influenza
su tutto, dall'educazione alla filosofia (Habermas, tra molti altri, gli
deve molto). Pochi sono i ricercatori che possono affermare altrettanto.
Le maggiori lacune di Piaget, (secondo l'opinione della maggior parte degli
studiosi d'oggi), consistono nel fatto che egli concepiva lo sviluppo cognitivo
(studiato con competenza matematica) come fosse la sola e maggior linea
di sviluppo, mentre si è raccolta abbondante evidenza che numerose
differenti linee (come: io, morale, affettiva, interpersonale, artistica,
ecc.) possono svilupparsi in un modo relativamente indipendente. Nel modello
che presento, per esempio, la linea cognitiva è solo una del paio
di dozzine di linee di sviluppo che presento, nessuna delle quali in quanto
linea, può pretendere la preminenza. (Esamineremo queste altre linee
nel prossimo capitolo).
Ma, per la linea cognitiva stessa, il lavoro di Piaget è ancora molto
notevole e dopo circa tre decadi d'intensa ricerca transculturale l'evidenza
è virtualmente unanime: le fasi di sviluppo sino al formale operativo
sono universali e transculturali. Per fare solo un esempio "Lives Across
Cultures: cross cultural Human Development" è un libro di testo
molto rispettato scritto da una prospettiva apertamente liberale (spesso
sospettosa di livelli universali). Gli autori (Harry Gardiner, Jay Mutter,
e Corinne Kosmitzki) riassumono attentamente l'evidenza dei livelli di Piaget
di sensomotorio, preoperativo, concreto-operativo e operativo formale. Essi
hanno trovato che i contesti culturali qualche volta possono alterare il
ritmo dello sviluppo o l'enfasi di alcuni aspetti delle fasi, ma non i livelli
stessi o la loro validità transculturale.
Così riportano per quanto riguarda il sensomotorio: "Infatti
le caratteristiche qualitative dello sviluppo sensomotorio rimangono praticamente
identiche in tutti i bambini studiati sino ad ora nonostante le profonde
differenze dei loro contesti culturali." Riguardo allo sviluppo
preoperativo e operativo concreto con una ricerca basata su un enorme numero
di studi includendo nigeriani, zambiani, iraniani, algerini, nepalesi, cingalesi,
Indio amazzonici, e aborigeni australiani: "Che cosa possiamo concludere
da questo vasto materiale di ricerca transculturale? In primo luogo il sostegno
all'universalità delle strutture e operazioni alla base dello sviluppo
del periodo preoperativo è molto convincente. In secondo luogo, le
caratteristiche qualitative dello sviluppo concreto operativo (sequenza
di fasi e stili di ragionamento) appaiono universali (benché) il
livello di sviluppo cognitivo non è uniforme ma dipende da fattori
eco-culturali". Benché gli autori non usino esattamente
i miei stessi termini, essi concludono che le caratteristiche profonde dei
livelli sono universali, ma gli aspetti superficiali dipendono fortemente
da fattori ambientali, culturali ed ecologici (come più tardi chiariremo,
tutti e quattro i quadranti sono implicati nello sviluppo individuale).
"In fine, appare chiaro che, benché il livello e il ritmo
di sviluppo delle abilità nel quale il bambino si muove attraverso
il periodo preoperativo di Piaget dipenda da esperienze culturali, i bambini
nelle diverse società tuttavia ancora procedono nelle sequenze che
lui aveva previsto."
Una percentuale minore sulla massa di individui in qualunque cultura (asiatica,
africana, americana o altro) raggiunge il livello formale di cognizione
operativa, e la ragione per spiegarlo può variare. Può essere,
come io credo, che l'operativo formale sia veramente uno stadio più
alto che quindi pochi lo raggiungono. Può darsi che l'operativo formale
sia una genuina abilità e non un autentico livello, come credono
gli autori (solo alcune culture enfatizzano l'operativo formale e quindi
l'insegnano). L'evidenza per l'esistenza della fase formale di Piaget è
quindi forte, ma non decisiva. Tuttavia, quest'aspetto viene spesso usato
per scartare tutti i livelli di Piaget, mentre una conclusione corretta,
sostenuta da enorme evidenza è che tutte le fasi sino all'operativo
formale è stato adeguatamente dimostrato che sono universali e transculturali.
Io credo che le fasi del e oltre l'operativo formale sono anch'esse universali
incluso il pensiero integrato (Vision Logic) e le generali fasi transrazionali
e presenterò sostanziale evidenza di ciò procedendo. Nello
stesso tempo, come vedremo quando giungeremo alla discussione della spiritualità
nell'infanzia (Capitolo 11) le prime fasi sono esattamente quelle che gli
studi di Piaget hanno portato ad evidenza transculturale. Ciò, credo,
ci permetterà di vedere queste fasi iniziali in una luce più
accurata.
Come per la stessa linea cognitiva, uno studio generale è stato fruttuosamente
portato avanti da Michael Commons e Francis Richards, Kurt Fisher, Juan
Pasqual-Leone, Robert Stemberg, Gisela Labouvie-Vief, Herb Koplowiz, Michael
Basseches, Philip Powell, Suzanne Benack, Patricia Arlin, Jan Sinnott e
Cheryl Armon, per nominare solo i più importanti (che ho presentato
negli schemi).
Benché ci siano significative differenze tra questi ricercatori,
ci sono anche molte profonde assomiglianze. La maggior parte di loro ha
trovato che lo sviluppo cognitivo si muove attraverso tre o quattro fasi
maggiori (con numerosi sottolivelli): sensomotorio, concreto, formale e
postformale. Le fasi sensomotorie di solito si sviluppano nei primi due
anni di vita, e si concludono con la capacità di percepire oggetti
fisici. La cognizione quindi lentamente inizia a rappresentare questi oggetti
con nomi simboli e concetti. Questi simboli e concetti primitivi tendono
a soffrire di vari tipi di inadeguatezza (oggetti simili e predicati sono
confusi; che c'è più acqua in un bicchiere alto che in uno
basso anche se è la stessa acqua; i concetti sono confusi con gli
oggetti che li rappresentano, e così via). Queste inadeguatezze portano
a vari tipi di pensiero a indirizzo magico e a credenze mitiche. Ed è
per questo che in tutti gli schemi si vedrà che molti ricercatori
si riferiscono a queste fasi con nomi come: magico, animistico, mitico
e così via. Ciò non sta a significare che tutto il magico
e tutti i miti siano solo primitive inadeguatezze cognitive, ma alcune chiaramente
lo sono, se mangio l'occhio del gatto vedrò come un gatto, una zampa
di coniglio porta buona fortuna, se non mangio i miei spinaci Dio mi punirà,
ecc. C'è un mondo di differenza tra i simboli mitici considerati
come concretamente veri, Gesù è veramente nato da una donna
biologicamente vergine? La terra davvero riposa su di un serpente Indù?
Lao Tzu aveva davvero 900 anni al momento della nascita? e i simboli mitici
infusi di metafore così che le prospettive che emergono solo con
la coscienza formale e postformale. Se non è indicato diversamente,
quando uso la parola "mitico" mi riferisco a preformale: concrete
letterali immagini mitiche e simboli, alcuni aspetti dei quali sono infusi
di fatto, di inadeguatezze cognitive, perché questi miti considerano
fatti empirici molte cose che possono essere empiricamente confutate, il
vulcano erutta perché è personalmente arrabbiato con te; le
nuvole si muovono perché ti seguono. Queste credenze mitiche preformali,
come hanno notato studiosi come Piaget e Campbell, sono sempre egocentricamente
polarizzate e credute in modo letterale e concreto.
Per la stessa ragione, queste prime fasi sono indicate con nomi come preconvenzionale,
preoperativo, egocentrico e narcisista. Poiché i bambini nelle fasi
sensomotorie e preoperative, non possono ancora facilmente e pienamente
mettersi nel ruolo altrui, sono imprigionati nelle loro prospettive. Questo
narcisismo è normale ed è un sano aspetto di queste fasi iniziali,
e può causare problemi solo se queste fasi non sono sostanzialmente
superate (come vedremo).
Lo sviluppo di queste prime fasi è generalmente in accordo, con il
fatto che quando la capacità cognitiva cresce, la coscienza inizia
a relazionarsi e a operare nel mondo sensomotorio con più accuratezza,
sia questo il suonare il violino o l'imparare a organizzare delle classi
secondo la loro dimensione (anche se rime ancora nella coscienza molta "fedeltà
a realtà mitiche"). Le operazioni concrete sono portate
avanti attraverso schemi e regole che tra l'altro permettono
all'io in questa fase di adottare diversi ruoli nella società,
e così muovere dal regno egocentrico-preconvenzionale al regno sociocentrico
convenzionale.
Man mano che la coscienza si sviluppa ulteriormente e si approfondisce,
queste categorie concrete iniziano ad essere più generalizzate e
più astratte (nel senso di poter essere applicate a più e
più situazioni) e così più universali. La coscienza
operativo formale può quindi iniziare a sostenere un orientamento
postconvenzionale verso il mondo, liberandosi in diversi modi il
mondo etnocentrico e sociocentrico del pensiero concreto (e di appartenenza
mitica).
Benché sottoposto all'assalto di studi culturali anti occidentali
(con un forte pregiudizio relativistico) "razionalità"
è diventato un termine peggiorativo, è in effetti la sede
di uno straordinario numero di risultati e competenze (comprese le capacità
utilizzate da critici antirazionali). La razionalità (o la ragione
nel senso più ampio) implica, in primo e principale luogo, la capacità
di prendere delle prospettive diverse (perciò Jean Gebser la chiama
"ragione prospettica"). Secondo la ricerca di Susanne Cook Gruter
il pensiero preoperativo ha solo una prospettiva di prima persona (egocentrica);
il pensiero concreto operativo aggiunge le prospettive della seconda persona
(sociocentrico), e il pensiero formale operativo va oltre e aggiunge la
prospettiva della terza persona (che permette non soltanto la precisione
scientifica, ma anche giudizi imparziali postcovenzionali, cosmocentrici
di giustizia e assistenza). Così la ragione può regolare le
norme di una cultura sottoponendole alla critica basata su principi universali
di giustizia (non etnocentrici).
La razionalità prospettica essendo altamente riflessiva permette
di sostenere l'introspezione. Ed è la prima struttura che può
immaginare i mondi del "come se" e "che cosa se": diventando
un vero sognatore creativo. Altrettanto importante della razionalità
formale è l'esistenza di livelli di coscienza postformali che tutte
queste ricerche confermano, una più alta ragione, che contempla ancor
più prospettive (secondo Cook-Gruter la quarta e quinta persona).
Mettendo assieme prospettive multiple senza privilegiarne eccessivamente
alcuna è ciò che Gasber chiamò integral-aperspectival
(integrale aprospettico), che coinvolge un ulteriore approfondimento verso
una coscienza cosmocentrica e postconvenzionale. C'è accordo generale
che questi sviluppi postformali (o Vision Logic) implicano almeno due o
tre fasi maggiori. Crescendo oltre il formalismo universale astratto (dal
formale operativo), la coscienza si muove prima in una comprensione di relatività
dinamica e pluralismo (inizio del pensiero integrato, vison logic), e quindi
oltre nella coscienza dell'unità e dell'olismo, della dialettica
dinamica o integralismo universale (metà o tardo vison logic), e
tutto può essere riconosciuto chiaramente negli schemi 3a e 3b (e
altri che discuteremo più tardi).
Per olistici che siano questi sviluppi del Vision Logic sono ancora sviluppi
del reame mentale. Sono le più alte realizzazioni del regno mentale,
questo è certo, ma oltre loro giacciono sviluppi supermentali e propriamente
transrazionali. Per questo ho incluso Sri Aurobindo and Charles Alexander
come esempi di ciò che deve comprendere un modello dello sviluppo
cognitivo a tutto spettro. (Nel capitolo 9 investigheremo questa linea cognitiva
nel suo movimento dal grossolano al sottile al causale). E' da notare che
Aurobindo ha usato termini decisamente cognitivi per quasi tutti i suoi
livelli: mente superiore, mente illuminata, sovramentale, supermente e così
via. In altre parole lo spettro della coscienza è in parte lo spettro
della cognizione genuina, usando la parola cognizione nel senso più
ampio. Ma non è solo quello, ed è per questo che anche Aurobindo
inserisce i più alti affetti, la morale, i bisogni e le identità
del sé in questi più alti livelli. Ma la sua posizione generale
è abbastanza simile: lo sviluppo cognitivo è primario ed è
necessario (ma non sufficiente) per questi ulteriori sviluppi.
RIASSUNTO
Questa dunque è una breve introduzione ai livelli di base del Grande
Campo dell'Essere. Il Grande Campo è semplicemente un grande nido
morfogenetico che offre uno spazio di sviluppo nel quale i potenziali umani
possono realizzarsi. I livelli di base del Grande Campo sono le onde di
base di tale sviluppo: dalla materia al corpo alla mente all'anima e allo
spirito. Abbiamo visto che questi livelli di base possono essere divisi
e suddivisi in molti modi legittimi. Gli schemi offrono circa sedici onde
nello spettro generale della coscienza, ma queste possono essere condensate
o estese in numerosi modi, come vedremo in questo lavoro.
Attraverso queste onde principali del grande Fiume scorrono un paio di dozzine
di differenti correnti di sviluppo, tutte navigate dal sé nel suo
viaggio straordinario dalla polvere al Divino.

