Dott. Filippo Falzoni Gallerani
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Ecco la mia traduzione di alcuni brani di Psicologia Integrale
Ho tradotto tutta l'opera e sto contattando case editrici per una pubblicazione in Italia

"Integral Psychology"

di Ken Wilber, Edizioni Shambhala 2000

BRANO TRATTO DALLA PREFAZIONE DI INTEGRAL PSYCHOLOGY

Una nota per il lettore

Una visone alla luce del giorno

La parola Psicologia significa studio della psiche, e la parola psiche significa mente o anima. Nel dizionario dei sinonimi Microsoft per psiche troviamo: "Sé, atman, anima, sé spirituale, spirito; soggettività: sé superiore, sé spirituale, spirito." Questo ci ricorda di nuovo che le radici della psicologia giacciono nelle profondità dello spirito e dell'anima dell'uomo.
La parola psiche o suoi equivalenti è d'antiche origini, che ci portano indietro a molti millenni prima di Cristo, ed era sempre usata per indicare la forza animante, o lo spirito nel corpo che ne è il veicolo materiale. Ad un certo punto nel sedicesimo secolo in Germania, il termine fu accoppiato a logos, parola o studio, per formare la parola psicologia: studio della psiche o dello spirito come appare nell'uomo.
Ancora si dibatte chi usò per primo questa parola, alcuni dicono Melanchthon, alcuni dicono Freigius alcuni dicono Goclenius di Marburg. Nel 1730 essa era usata in un senso più moderno da Wolff in Germania, Hartley in Inghilterra, Bonnet in Francia, e anche allora, il termine psicologia significava, e così era definita dalla New Princeton Review del 1888, "Scienza della psiche o dell'anima."
Una volta iniziai a raccogliere note per una storia della psicologia e della filosofia che ero intenzionato a scrivere. Avevo deciso di farlo perché, guardando la maggior parte dei testi sulla storia della psicologia, rimanevo impressionato da un fatto strano e curioso, vale a dire che tutti davano una storia della psicologia e della psiche come se improvvisamente essa fosse venuta in essere nel 1879 in un laboratorio dell'università di Leipzig, diretto da Wilhelm Wundt, (il quale senza dubbio è stato il padre di un certo tipo di psicologia dell'introspezione e dello strutturalismo). La psiche è balzata all'esistenza nel 1879? Pochi libri si spingevano un po' più indietro, ai precursori della psicologia scientifica di Wundt, inclusi Sir Francs Galton, Hermann von Helmholtz, e particolarmente l'eminente figura di Gustav Fechner. Sorprendentemente in un libro trovo scritto: "Al mattino del 22 Ottobre 1850, una data importante nella storia della psicologia, Fechner ebbe l'intuizione che la legge di connessione tra la mente e il corpo poteva essere trovata con una definizione di relazioni quantitative tra le sensazioni mentali e gli stimoli materiali." (Le sensazioni mentali variano secondo il logaritmo degli stimoli materiali). Un altro testo ne spiegava l'importanza: "Agli inizi del secolo Immanuel Kant aveva predetto che la psicologia non avrebbe mai potuto diventare una scienza, perché era impossibile misurare sperimentalmente i processi psicologici. Attraverso il lavoro di Fechner, per la prima volta, gli scienziati potevano misurare la mente, e, alla metà del diciannovesimo secolo, sono stati applicati i metodi della scienza ai fenomeni mentali. Wilhelm Wundt avrebbe utilizzato questi risultati originali e creativi, organizzandoli ed integrandoli per la "fondazione della psicologia".
Ogni libro sembrava concorde nell'indicare Gustav Fechner come una delle figure chiave nella fondazione della psicologia moderna, e, libro dopo libro, trovavo un cantar le lodi dell'uomo che aveva immaginato come applicare un modo per misurare quantitativamente la mente, rendendo così finalmente "scientifica" la psicologia. Anche Wundt disse empaticamente: "Non sarà mai dimenticato che Fechner è stato il primo ad introdurre metodi esatti, esatti principi di misurazione e sperimentazione per osservare i fenomeni psichici e quindi per aprire le prospettive della scienza psicologica nello stretto senso del termine. Il merito principale del metodo di Fechner è questo: che non ha bisogno di alcuna dalle vicissitudini dei sistemi filosofici. "La psicologia moderna ha davvero raggiunto un carattere scientifico e può tenersi a distanza di tutte le controversie metafisiche." Questo dottor Fechner, pensai, ha salvato la psicologia dalla contaminazione dell'anima e dello spirito ed ha felicemente ridotto la mente a dati empirici misurabili aprendo così la strada ad all'era di una psicologia veramente scientifica. Ciò era tutto quanto avevo letto di Gustav Fechner, sino a che molti anni dopo mentre vagavo in un negozio pieno di meravigliosi libri antichi di filosofia, trovai con emozione un libro dall'impressionante titolo "vita dopo la morte", scritto nel 1835 niente meno che da Gustav Fechner. Iniziava con la più intrigante delle frasi: "L'uomo vive sulla terra non una ma tre volte. La prima fase della sua vita è di sonno continuo; la seconda di veglia e sonno in alternanza; la terza di risveglio costante."
Poi così procedeva al trattato sul risveglio perpetuo: "Nella prima fase l'uomo vive nell'oscurità, solo; nella seconda vive insieme, e pur tuttavia separato dai suoi compagni, in una luce che è riflessa dalla superficie delle cose; nella terza la sua vita è intessuta con lo spirito universale ed è una vita superiore. Nella prima fase il corpo si sviluppa dal suo germe, creando organi per la seconda; nella seconda fase la mente si sviluppa dal germe creando gli organi per la terza; nella terza fase si sviluppa il germe divino, che giace nascosto in ogni mente umana. L'atto di lasciare la prima fase per la seconda la chiamiamo Nascita; quella di lasciare la seconda per la terza Morte. Il nostro sentiero dalla seconda alla terza fase non è più oscuro di quello dalla prima alla seconda: una ci spinge avanti per vedere il mondo all'esterno, l'altra per vederlo all'interno."
Dal corpo, alla mente, allo spirito, le tre fasi di sviluppo della coscienza; come se l'uomo morisse al suo sé separato quando si risveglia allo Spirito universale. Questa era la vera filosofia di vita di Gustav Fechner: mente, anima e consapevolezza! Perché mai i libri di testo non si preoccupavano di farcelo sapere? Fu allora che decisi che volevo scrivere una storia della psicologia, solo perché "Qualcuno doveva dirlo". (Dire che la nozione d'inconscio era stata resa popolare dalla "Filosofia dell'Inconscio" di von Hartmann, pubblicato nel 1869 trent'anni prima di Freud, che ebbe ben otto inaspettate ristampe in 10 anni, e che von Hartmann esprimeva la filosofia di Schopenhauer, qualcuno doveva dire che Schopenhauer stesso affermava esplicitamente di aver derivato principalmente dal misticismo orientale, il Buddhismo e le Upanishad in particolare che insegnano: "Al di sotto della coscienza individuale giace una coscienza cosmica, che per la maggior parte degli individui è "inconscia", ma che può essere risvegliata e pienamente realizzata, e questo rendere cosciente l'inconscio è il maggior bene per gli uomini e le donne". Qualcuno doveva dire che Freud ha preso il concetto di Es direttamente dal "Libro dell'Es" di Groddeck, che si basava sull'esistenza di un Tao cosmico o di un organico spirito universale. Dire che bene è una lunga storia, ma tutta ci ricorda potentemente che le radici della psicologia moderna giacciono nelle tradizioni spirituali, proprio perché la psiche è innestata in sorgenti spirituali. Nei più profondi recessi della psiche, non troviamo gli istinti, ma lo Spirito, e lo studio della psicologia deve essere idealmente lo studio di tutto questo: dal corpo alla mente, all'anima, dal subconscio, al conscio al superconscio, (dal sonno, alla mezza veglia, al pieno risveglio).
Fechner certamente offrì straordinari contributi alla psicologia empirica, il suo "Elementi di Psicofisica" è giustamente considerato come il primo grande testo di psicometria, e merita pienamente gli encomi che gli psicologi da Wundt in poi gli accordarono. Tuttavia il punto centrale della psicofisica di Fechner era che lo spirito e la materia erano inseparabili, due aspetti di un'unica realtà, ed i suoi tentativi di misurare certi aspetti della mente volevano dimostrare questa inseparabilità, non ridurre lo spirito o l'anima ad oggetti materiali, e certamente non a negare lo spirito insieme all'anima, fatto che tuttavia pare sia diventato il suo destino nelle mani di ricercatori meno sensibili.
Fechner affermava, come uno studioso ha riassunto: "Che tutto l'universo è di carattere spirituale, essendo il mondo fenomenico della fisica, meramente la manifestazione esteriore di questa realtà spirituale. Gli atomi sono solo gli elementi più semplici in una gerarchia spirituale che conduce a Dio. Ogni livello di questa gerarchia, include tutti il livelli al di sotto d'essa, cosicché Dio contiene la totalità degli spiriti. La coscienza è un essenziale elemento di tutto ciò che esiste L'evidenza dell'anima è data dalla sistematica coerenza e conformità alla legge mostrata nel comportamento delle unità organiche."
Fechner stesso spiegò che: "Come i nostri corpi appartengono al più grande e superiore corpo individuale della terra, così i nostri spiriti appartengono al più grande e superiore spirito individuale della terra, che comprende tutti gli spiriti delle creature terrene, allo stesso modo in cui il corpo della terra comprende i nostri corpi. Allo stesso tempo, lo spirito della terra non è una mera somma di tutti gli spiriti della terra, ma una loro più alta unione individualmente conscia."
L'immagine della terra nello spirito che Fechner offriva è un profilo preciso di Gaia, ed è in sé solo una parte dello spirito divino, perché lo Spirito Divino è Uno, onnisciente e veramente coscio di tutto, ovvero sostiene tutte le coscienze dell'universo, comprendendo così ogni coscienza individuale in una più alta connessione. Questo non significa la soppressione dell'individualità, solo la sua completezza ed inclusione in qualcosa di ancor più grande. "La nostra stessa individualità ed indipendenza, che sono naturalmente di carattere relativo, non è indebolita, bensì accresciuta da quest'unione." E così essa prosegue verso l'alto in questa concentrica gerarchia di crescente inclusività: "Come la terra è lontana dal separare i nostri corpi dall'universo, ma ci connette e c'incorpora nell'universo, così lo spirito della terra, ben lontano dal separare i nostri spiriti dallo Spirito Divino, forma una più alta connessione individuale di ogni spirito terreno dell'universo." L'approccio di Fechner alla psicologia era perciò un approccio integrale: voleva usare metodi empirici e scientifici non per negare l'anima e lo spirito, ma per conoscerli meglio. "Guardare tutto l'universo materiale come interiormente vivo e cosciente, è assumere quella che Fechner chiamava una visione alla luce del giorno. Guardarlo come materia inerte, trascurando ogni significato teleologico, è assumere quella che lui chiama una visione notturna. Fechner sosteneva ardentemente la visione diurna e sperava che essa avrebbe potuto essere sostenuta induttivamente attraverso gli strumenti dei suoi esperimenti psicologici."
Non vi sembra che infine abbia prevalso la visione notturna? Tuttavia c'è stato un tempo, approssimativamente durante il periodo tra Fechner (1801 1887), William James (1842 1910) e James Mark Baldwin (1861, 1934), in cui l'emergente scienza della psicologia era ancora a contatto con l'antica saggezza di tutti i tempi, con la filosofia perenne, con la grande catena dell'essere, con le immagini degli idealisti e con i fatti della consapevolezza per come sono percepiti da quasi ogni persona: la coscienza è reale, il sé interiore osservante è reale, l'anima è reale, qualunque siano i dettagli che si discutano; e così questi veri grandi fondatori della psicologia, quando sono raccontate le loro storie vere, hanno molto da insegnarci di una visione integrale, una visione che tenta di includere le verità del corpo, della mente, dell'anima e dello spirito, senza ridurle a una rappresentazione materiale, a bit digitali, a processi empirici o sistemi oggettivi (per importanti che siano tutte queste cose). Questi pionieri della psicologia moderna cercarono di essere pienamente scientifici e pienamente spirituali, e non trovarono la più piccola contraddizione o difficoltà in questo generoso abbraccio.
Personalmente credo che la psicologia integrale (e gli studi integrali in genere) diventeranno sempre più prevalenti nelle decadi future, man mano che il mondo accademico cammina a tentoni verso l'uscita da questa "visione notturna del Kosmo". Quanto segue quindi è una versione di una visione alla luce del giorno. E, caro Gustav, è dedicata a te.

K. W.
Boulder, Colorado Spring 1999




Parte Prima




The Ground

La Base
Il Fondamento



La psicologia è lo studio della coscienza umana e delle sue manifestazioni nel comportamento. Le funzioni della coscienza includono la percezione, il desiderio, la volontà e l'azione. Le strutture della coscienza, di cui alcune sfaccettature possono essere inconsce, includono il corpo, la mente, l'anima e lo spirito. Gli stati di coscienza includono gli stati normali (veglia, sonno e sogno) e gli stati alterati (stati non ordinari e meditativi). I modi della coscienza includono l'estetica, la morale e la scienza. Lo sviluppo della coscienza si espande all'intero spettro dal "prepersonale" al "personale" e al "transpersonale", dal subconscio, al conscio al superconscio, dall'id, all'ego, allo Spirito. Gli aspetti relazionali e comportamentali della coscienza si riferiscono alla sua mutua interazione con il mondo oggettivo esteriore e il condiviso mondo socioculturale di percezioni e valori condivisi. Il grande problema della psicologia, per come si è storicamente sviluppata, è che frequentemente la maggior parte delle diverse scuole ha preso solo uno dei molteplici aspetti di questo fenomeno straordinariamente ricco e sfaccettato, annunciando che solo quello era l'aspetto che valeva la pena studiare (o perfino che era l'unico aspetto esistente). Il Comportamentismo notoriamente ha ridotto la coscienza alle sue manifestazioni comportamentali osservabili. La psicoanalisi ha ridotto la coscienza alle strutture dell'io e al loro impatto con l'id. L'Esistenzialismo ha ridotto la coscienza alle strutture personali e alle modalità intenzionali. Molte scuole di Psicologia Transpersonale focalizzano l'attenzione solamente sugli stati alterati di coscienza, senza una coerente teoria dello sviluppo delle strutture della coscienza. Le Psicologie dell'Oriente tipicamente eccellono nella descrizione dello sviluppo della coscienza dagli ambiti personali a quelli transpersonali, ma hanno una comprensione molto limitata degli sviluppi precedenti, dal prepersonale al personale. La scienza cognitiva mirabilmente porta l'empirismo scientifico per affrontare il problema, ma spesso finisce nel ridurre semplicemente la coscienza alle dimensioni obbiettive dei meccanismi neuronali e a funzioni simili a quelle di un biocomputer, devastando così il mondo della vita e della coscienza stessa. E se invece tutti gli aspetti menzionati fossero una parte importante della storia? Che fare se tutti questi aspetti possedessero intuizioni, vere, ma parziali, del vasto campo della coscienza? Mettere insieme le diverse conclusioni sotto lo stesso tetto dovrebbe espandere ampiamente le nostre idee su che cosa sia la coscienza e, cosa ancor più importante, che cosa essa possa diventare. Rispettare e includere ogni legittimo aspetto della coscienza è il fine di una Psicologia Integrale. Ovviamente tale lavoro, almeno all'inizio deve essere portato avanti ad un livello d'astrazione molto alto. Per coordinare questi numerosi approcci, dobbiamo lavorare con sistemi di sistemi di sistemi, e tale coordinamento può progredire solo attraverso "generalizzazioni orientative". Queste generalizzazioni transparadigmatiche hanno lo scopo in primo luogo e principalmente di metterci nel giusto campo di gioco, gettando la nostra rete concettuale nell'area più ampia possibile. E' necessaria la logica dell'inclusione, del lavoro in rete, una logica di strutture all'interno di strutture, ognuna delle quali tenta legittimamente di includere tutto quanto può essere incluso. E' una visione logica (Vision Logic, pensiero sintetico integrato o pensiero razionale integrato), una logica non solo d'alberi, ma anche di foreste. Non che gli alberi possano essere ignorati. La logica della rete è la dialettica del tutto e delle parti. Sono osservati quanti più dettagli possibili, e quindi si mette assieme un tentativo di visione più grande, che è confrontata con altri dettagli e così la grande visione viene riaggiustata. E così via all'infinito, con sempre più dettagli che costantemente alterano la grande visione e vice versa. Perché il segreto del pensiero contestuale è che il tutto dischiude nuovi significati non disponibili alle parti, e così la grande visione che costruiamo offrirà nuovi significati sui dettagli che la compongono. Poiché gli esseri umani sono condannati al significato, sono condannati a creare grandi visioni. Anche la "anti-grande visione" che ci hanno offerto i postmodernisti è una grande visione nata dallo spiegare perché a loro non piacciono le grandi visioni, una contraddizione interna che li ha condotti a varie esperienze spiacevoli, ma che ha semplicemente provato ancora una volta che gli esseri umani sono condannati a creare grandi visioni. Quindi scegli la tua grande visione con cura. Quando si giunge alla psicologia integrale, un sottosistema degli studi integrali in generale, possediamo un'enorme ricchezza di teorie ricerche e pratiche, ognuna delle quali è un importante albero nella "foresta integrale". Nelle pagine successive esamineremo molte di queste, sempre con l'attenzione ad un abbraccio integrale. Elementi del mio sistema sviluppati in una dozzina di libri sono riassunti e schematizzati. Ho incluso: le strutture, gli stati, le funzioni, i modi e aspetti dello sviluppo e del comportamento della consapevolezza. Ognuno verrà discusso a turno. Tratteggeremo anche le sorgenti premoderne, moderne e postmoderne in vista d'una riconciliazione. Inizieremo con la spina dorsale del sistema, i livelli di base della consapevolezza.

Capitolo uno

I LIVELLI BASILARI O ONDE

IL GRANDE CAMPO DELL'ESSERE

Una vera psicologia integrale dovrebbe abbracciare le intuizioni durevoli che giungono da fonti premoderne, moderne e postmoderne. Per iniziare con le fonti premoderne o tradizionali, il più facile accesso alla loro saggezza è attraverso quella che è stata chiamata filosofia perenne, o la comune essenza delle più grandi tradizioni spirituali del mondo. Come: Huston Smith, Arthur Lovejoy, Ananda Koomaraswamy e altri studiosi di queste tradizioni hanno rilevato, il centro della filosofia perenne è che la realtà è composta di diversi livelli d'esistenza, i livelli dell'essere e della conoscenza che spaziano dalla materia al corpo, alla mente, all'anima e allo spirito. Ogni successiva dimensione trascende ma include le precedenti così che questo concetto indica delle unità complete, all'interno d'unità complete, dal fango sino al Divino.
In altre parole, questa "Grande Catena dell'Essere" è realmente il "Grande Campo dell'Essere", con ciascuna successiva dimensione che abbraccia e avvolge la precedente, molto similmente ad una serie di cerchi concentrici o sfere, come indicato nella figura 1.


Fig. 1. Il Grande Nido dell'Essere. Lo spirito è sia il livello più alto (causale) sia il fondamento non duale di tutti i livelli.

Il "Grande Campo dell'Essere" è la spina dorsale della filosofia perenne e, ad ogni modo, dovrebbe essere un elemento fondamentale di qualunque psicologia integrale.
Negli ultimi circa 3000 anni, i filosofi che si sono occupati di filosofia perenne si sono trovati d'accordo quasi unanime anche se provenendo da diverse culture, sui principali livelli del Grande Campo, sebbene il numero delle divisioni di questi livelli possa variare considerevolmente. Alcune tradizioni presentano solo tre maggiori principali livelli o reami (corpo, mente e spirito o grossolano, sottile e causale). Altri ne hanno presentati 5 (materia, corpo, mente, anima e spirito), altri ancora, sette (i sette chakra della Kundalini). La maggior parte delle tradizioni aveva inoltre distinzioni molto sofisticate di questi livelli, offrendo spesso 12, 30, e anche 108 suddivisioni dei livelli dell'essere e della conoscenza che possono essere riconosciute in questo Kosmo tanto ricco.
Ma, molti di questi filosofi del perenne come Plotino e Aurobindo, per esempio, hanno trovato che una dozzina di livelli di coscienza poteva essere il numero più utile (e questo è quello che è presentato pag. 195 e 217, Nota 2).
I livelli di base, o le strutture di base, sono elencati nella colonna sinistra di tutti schemi. Questi sono semplicemente i livelli di base nel Grande Campo dell'essere ognuno trascendendo ed includendo il suo predecessore, sia che usi un semplice schema a cinque livelli (materia, corpo, mente, anima e spirito) sia una versione leggermente più sofisticata come quella presentata negli schemi, e che spiegherò procedendo. Materia, sensazione, percezione, exocept, impulso, immagine, simbolo, endocept, concetto, regola, formale, pensiero razionale integrato, visione, archetipo, senza forma, non duale.
Per introdurre un termine utile: questi livelli di base sono Oloni della coscienza. Un olone è un intero che è parte di un altro intero. Per esempio un atomo è parte di una molecola, una molecola è parte di una cellula, una cellula è parte di un intero organismo, e così via. Come vedremo in questo libro l'universo fondamentalmente composto di oloni, d'interi che sono parte d'altri interi, unità che sono parti d'unità superiori. Le lettere sono parti di parole, che sono parti di frasi, che sono parti di dell'intero linguaggio. Una persona è parte di una famiglia, che è parte di una comunità che è parte di una nazione, che è parte del globo, e così via.
Poiché ogni olone è contenuto in un olone più grande, gli oloni stessi esistono in una gerarchia concentrica o olarchia, come gli atomi alle molecole alle cellule agli organismi agli ecosistemi. Il Grande Campo è soltanto una grande rappresentazione di quei livelli di progressiva completezza, esattamente come indicato nella fig. 1.

In breve i livelli di base sono gli oloni di base (fasi, onde, sfere, campi, annidamenti,), nel Grande Campo dell'Essere.
Uso tutti e tre i termini livelli di base, strutture di base, e onde di base interscambiabilmente poiché indicano lo stesso fenomeno; ma ognuno ha una connotazione leggermente differente che conferisce importanti informazioni. Il termine "livello" enfatizza il fatto che questi sono i livelli di organizzazione distinti sul piano qualitativo organizzata in una concentrica gerarchia (o olarchia) di livelli di crescente abbraccio olistico, (ogni livello trascende ma include il suo predecessore come mostrato nella fig. 1). Il termine "struttura" enfatizza il fatto che questi sono durevoli modelli olistici dell'essere e della consapevolezza. (Ognuno è un olone, un intero che è parte di altri interi). Il termine onde enfatizza il fatto che questi livelli non sono rigidamente separati e isolati, ma, come, i colori di un arcobaleno, sfumano infinitamente uno nell'altro. Le strutture di base sono semplicemente i colori di base di quell'arcobaleno. Per tradurlo in metafora, sono le onde nel Grande Fiume della Vita, attraverso il quale scorrono le sue correnti.
Non c'è niente di lineare o di rigido in queste differenti onde. Come abbiamo visto più volte, lo sviluppo individuale attraverso le varie onde di conoscenza è un movimento fluido e fluttuante. Gli individui possono essere su varie onde in differenti circostanze; aspetti della loro stessa coscienza possono essere su differenti onde, anche le subpersonalità di uno stesso individuo possono essere su differenti onde. Ovunque lo sviluppo è un argomento complesso! I livelli di base, od onde di base, rappresentano semplicemente alcune delle più significative correnti nel Grande Fiume della Vita, niente di più, niente di meno.
Gli schemi 2-A e 2B (p. 199-200) indicano i livelli di base, o onde di base, come concepite in una dozzina di sistemi dell'Oriente e dell'Occidente. Ne discuteremo molti altri andando avanti. Ma dovrebbe essere ben chiaro sin dall'inizio che questi livelli e sottolivelli presentati dai saggi del Perenne, non sono il prodotto di una speculazione metafisica o di una filosofia astratta che spezzi il capello in quattro. Infatti, questi sono, in quasi tutti gli aspetti le codificazioni di realtà esperienziali dirette, che spaziano da esperienze sensoriali a esperienze mentali e spirituali. "I livelli" del Grande "Campo", semplicemente riflettono il completo spettro dell'essere e della coscienza disponibile attraverso diretta rivelazione esperienziale, spaziano dal subconscio al conscio al superconscio. Comunque, la scoperta di queste onde è stata consensualmente realizzata e convalidata negli anni. Il fatto che ovunque queste onde appaiano esse siano spesso quasi simili, alcune volte quasi identiche, ci dice semplicemente che viviamo in un Kosmo che ha degli schemi organizzativi e questi schemi riccamente tessuti, possono essere e sono stati osservati da uomini e donne intelligenti in quasi tutte le culture.
Ogni dimensione successiva nel Grande Campo dalla materia al corpo, dalla mente all'anima e allo spirito, trascende ed include le sue precedenti cosicché i corpi viventi trascendono ma includono i minerali, le menti trascendono ma includono i corpi vitali, le anime luminose trascendono ma includono le menti concettuali, e lo spirito radiante trascende ed include assolutamente ogni cosa.
Lo spirito è quindi l'onda più alta (puramente trascendentale) e il substrato sempre presente di tutte le onde (puramente immanente), andando oltre Tutto e abbracciando Tutto. Il Grande Campo è un complesso elastico (lattice work) multidimensionale d'amore, eros, agape, karuna, maitri, o come si vuol chiamare, che non lascia neppure un angolo del Kosmo non toccato dalla sua cura né è separato dai misteri della grazia.
Questo punto tanto importante è spesso dimenticato, lo Spirito è pienamente trascendente e pienamente immanente. Se si prova a concettualizzare lo Spirito, si deve almeno provare a rispettare entrambe le posizioni. Queste sono mostrate nella figura 1. Dove la sfera più alta rappresenta lo spirito trascendentale (il quale è scritto con la s minuscola per indicare che è solo un livello tra i livelli, nonostante il più alto), e la mappa stessa rappresenta lo Spirito immanente e nello stesso tempo lo stesso Terreno di tutti i livelli (con la lettera S maiuscola per indicare che non ce n'è un altro). Le religioni patriarcali tendono ad enfatizzare l'aspetto "trascendentale exatramondano" dello spirito; e quelle matriarcali e neopagane tendono ad enfatizzare l'aspetto pienamente immanente o di "questo mondo". Ognuno di questi è importante e una visione veramente integrale dovrebbe dare ampio spazio ad entrambi. (Il contesto determinerà quale aspetto dello spirito/Spirito intendo, ma sono sempre implicati entrambi).
La Grande Olarchia dell'Essere e della Conoscenza: dono senza prezzo dei secoli. Questo è il cuore della Filosofia Perenne, e possiamo affermare che è la parte della Filosofia Perenne che più è stata empiricamente testata come la più durevole. L'evidenza continua ad aumentare in modo schiacciante: gli esseri hanno a loro disposizione uno straordinario spettro della coscienza che spazia da stati prepersonali, a stati personali e transpersonali. I critici che hanno tentato di negare l'esistenza dello spettro lo fanno non mostrando un'evidenza opposta, ma semplicemente rifiutando di riconoscere l'evidenza sostanziale che è stata già accumulata; l'evidenza, in ogni caso, rimane. L'evidenza dice, in breve, che esiste un arcobaleno di coscienza riccamente tessuto, che spazia dal subconscio, al conscio, al superconscio.
Nello stesso tempo, il fatto che i filosofi del perenne sono stati i primi ad osservare molti dei colori di questo straordinario arcobaleno, non significa che la modernità e la postmodernità debbano venire mute all'incontro. Nessuno come Piaget ha chiarito la natura dello sviluppo del pensiero concreto e operativo formale. Ma, per il modo in cui alcuni aspetti delle fasi iniziali possono essere repressi, penso che spetti a Freud parlare. La modernità e la postmodernità non sono senza i loro geni; la Filosofia Perenne non è priva di limitazioni e d'inadeguatezze, un più completo spettro della coscienza dovrà certamente includere ed equilibrare tutte le loro intuizioni e scoperte. Ma, per quanto riguarda la natura generale delle onde del grande Fiume della Vita, i Filosofi del Perenne colpivano spesso nel segno.
Mi riferirò spesso alla Filosofia Perenne (e al Grande Campo) come alla "saggezza della premodernità". Ciò non è un peggiorativo, né significa che non si trovino tracce della Filosofia Perenne nella modernità o nella postmodernità, (sebbene, francamente, è raro). Significa semplicemente che la Filosofia Perenne ebbe origine in quelli che chiamiamo tempi premoderni. Questo è un punto importante che spesso confonde la gente: pensare che la premodernità avesse accesso al Grande Campo dell'essere non significa che ognuno nella premodernità fosse pienamente risvegliato ad ogni livello del Grande Campo. Infatti, gli sciamani, gli yoghi, i santi e i saggi che avevano risvegliato i più alti livelli dell'anima e dello spirito erano sempre estremamente rari. L'individuo medio (come vedremo nel capitolo 12) passava gran parte del suo tempo a un livello di coscienza prerazionale, non transrazionale. E ancora, la "saggezza" significa il meglio che ogni era ha da offrire e gli studiosi sensibili hanno sempre creduto che i Filosofi del Perenne da Plotino a Shankara, a Fa-tsang, Lady Tsogyal, sono una riserva di straordinaria saggezza. Comprenderli è molto più che abbracciare alcune importanti verità. E' un modo per affermare la nostra continuità con la saggezza dei secoli; un modo per onorare i nostri antenati, un modo per trascendere e includere ciò che accadde prima di noi e così fluire con la corrente del Kosmo, e soprattutto un modo per ricordarci che, anche se siamo sulle spalle di giganti, faremmo bene a ricordare che siamo sulle spalle di GIGANTI.
Quello che quindi ho cercato di fare nel presentare le onde di base del Grande Campo, è di guardare prima alla Filosofia Perenne per i contorni generali dei diversi livelli, e quindi arricchire significativamente tale comprensione con i molti riferimenti (e alcune volte le correzioni) offerti dalla modernità e dalla postmodernità. Prendete Aurobindo (schema 2 b). Si noti che egli si riferisce ai livelli intermedi come "mente inferiore, mente concreta, mente logica e mente superiore". Aurobindo dette una descrizione verbale di queste strutture di base che è molto utile. Ma, questi livelli intermedi sono anche le strutture che sono state profondamente studiate dalla psicologia cognitiva occidentale e confrontate con una considerevole quantità d'evidenza clinica e sperimentale. Ho tentato quindi di usare per questi livelli intermedi, termini presi da quella ricerca, come: "Livello mentale delle regole e del ruolo", "pensiero concreto operativo" e "pensiero operativo formale". Tutte queste diverse codificazioni dei livelli dello sviluppo sono semplicemente differenti istantanee prese da vari angoli usando differenti macchine fotografiche del Grande Fiume della Vita, e sono tutte utili a modo loro. (Certo le foto sfocate o brutte non sono molto utili e possiamo rifiutare ogni ricerca che non raggiunga un decente standard, ho cercato di includere dei grandi fotografi).
In tutti gli schemi, le correlazioni che ho dato tra i vari livelli e i vari teorici sono molto generiche al solo scopo di accompagnarci nel giusto campo di gioco (e iniziare più raffinate attente correlazioni). Molte di queste correlazioni sono state date dai teorici stessi e io credo che la maggior parte di loro sia accurata. Questo è vero anche per i livelli superiori (transpersonali), tuttavia la situazione diventa più difficile. Prima di tutto quando ci avviciniamo a realizzazioni superiori dello spettro della coscienza le ricerche della psicologia occidentale ortodossa incominciano ad abbandonarci, e dobbiamo rivolgerci sempre più ai grandi santi e contemplativi dell'oriente, dell'occidente, del nord e del sud. In secondo luogo, le superfici degli aspetti culturali sono spesso drammaticamente differenti e rendono la ricerca d'ogni profondo aspetto transculturale più necessario, e, in terzo luogo, pochi esperti di un sistema comunicano con dettagli agli altri, e così sono state fatte meno comparazioni sistematiche. Tuttavia sostanziali studi, alcuni dei quali vedremo sotto, hanno fatto un gran lavoro di battistrada in queste importanti correlazioni, e riporto alcuni dei risultati negli schemi. Che ci sia una generale somiglianza transculturale di questi più alti livelli transrazionali e transpersonali è un sicuro segno che noi stiamo fotografando alcune correnti molto reali in un fiume molto reale.


IL GRANDE CAMPO È UN POTENZIALE E NON UNA CONDIZIONE DATA

Non è necessario immaginare le strutture di base o gli oloni di base come fossero per noi permanentemente fisse essenze che non cambiano (Platoniche, Kantiane, Hegeliane o Husserliane). Possono in parte essere comprese come abitudini dell'evoluzione, più come una memoria del cosmo che un modello a priori. Ma in un modo o nell'altro un punto cruciale rimane: il fatto che i grandi yoghi, i grandi santi e saggi hanno già sperimentato molti dei reami transpersonali (come vedremo) ci mostra senza possibilità d'errore che noi abbiamo già i potenziali per questi alti livelli presenti nel nostro stesso sistema. L'organismo umano e il suo cervello, nella sua forma presente, ha la capacità per questi stati superiori. Forse altri stati emergeranno in futuro; forse si svilupperanno nuovi potenziali, forse sorgeranno più alte realizzazioni. Ma il fatto rimane che proprio ora noi abbiamo almeno queste straordinarie dimensioni transpersonali già disponibili per noi. E qualunque cosa noi diciamo: che questi potenziali più alti sono stati dati a noi da Dio, o che furono per la prima volta creati dai santi, dai saggi pionieri dell'evoluzione e quindi lasciati in eredità al resto di noi come campi morfogenetici o solchi evolutivi, o che sono forme platoniche per sempre inserite nel cosmo, o che vennero fuori della mutazione sorda e cieca del caso e da irragionevole selezione naturale, alla fine non cambia il fatto che questi più alti potenziali siano ora disponibili per tutti noi.
Le strutture che generalmente presento, e che sono nella colonna di sinistra in ogni schema- rappresentano misure di riferimento tratte da sorgenti premoderne, moderne e postmoderne, usandole per riempire i vuoti delle altre. Per confronto, gli schemi 2a e 2b mostrano alcuni dei livelli di base come sono stati concepiti in altri sistemi. Sotto la "Generale Grande Catena" ho fatto una lista dei più comuni cinque livelli: materia, corpo (nel senso di viventi corpi vitali, il livello emozionale sessuale), mente (includendo immaginazione, i concetti e la logica), l'anima (la sorgente sovraindividuale d'identità), e lo spirito (sia il terreno senza forma, sia l'unione non-duale di tutti gli altri livelli). Questi livelli, come ho detto, sono come i colori dell'arcobaleno, li ho rappresentati sfumare uno nell'altro. Anche ciò, tuttavia, può portare fuori strada; una più accurata rappresentazione dovrebbe essere una serie di sfere concentriche, con ogni sfera successiva che abbraccia le precedenti (figura 1). Questo modello non è come i pioli di una scala uno appoggiato sopra l'altro, ma oloni in un'olarchia come quella d'atomi/molecole/cellule/organismi/ con ogni superiore che avviluppa i precedenti.
Allo stesso tempo, e questo non può essere enfatizzato mai abbastanza, i livelli più alti del Grande Campo sono potenziali, e non dati di fatto assoluti. I livelli inferiori, materia, corpo e mente, sono già emersi in grande scala, così che già esistano pienamente in questo mondo manifesto. Ma le strutture più alte, psichico, sottile e causale, non sono ancora consapevolmente manifeste in scala collettiva; esse rimangono per la maggior parte della gente, potenzialità del corpo-mente umano e non realtà pienamente attualizzate. Quello che il Grande Campo rappresenta è basilarmente un Grande Campo morfogenetico o spazio evolutivo, che espande dalla materia, alla mente allo spirito, e nel quale vari potenziali si sviluppano in attualità. Benché per convenienza io parli dei livelli più alti come se fossero stati semplicemente dati, essi sono ancora plastici, ancora aperti ad essere formati, mentre sempre più gente coevolve in loro (perché come ho detto queste strutture di base sono più delle abitudini cosmiche che schemi predefiniti). Man mano che questi più alti potenziali sono attualizzati, è data loro maggior forma e contenuto, e quindi coscientemente diventano realtà d'ogni giorno. Prima d'allora, essi sono, in parte, solo grandi potenziali che tuttavia esercitano un'innegabile attrazione, che sono presenti in modi profondi, e possono essere direttamente realizzati da una più alta crescita e sviluppo mostrando un alto grado di assomiglianza ovunque essi appaiono.


STRUTTURE E STATI

La più classica e probabilmente più antica delle versioni più complesse del Grande Campo è quella del Vedanta (schema 2b) che include anche le importantissime distinzioni tra stati, corpi, e strutture. Uno stato significa uno stato di coscienza come la veglia, il sogno e il sonno profondo. Una struttura è un involucro o livello di coscienza, il Vedanta ce ne offre cinque dei più importanti: il livello materiale, il livello biologico, il livello mentale, il mentale superiore e lo spirituale. Un corpo è un supporto energetico ai vari stati e livelli della mente, il Vedanta ne indica tre: il corpo grossolano dello stato di veglia (che sostiene la mente materiale); il corpo sottile dello stato di sogno (che sostiene i livelli emozionali, mentali e mentali superiori); e il corpo causale del sonno profondo che sostiene la mente spirituale.
Nota che un dato stato di coscienza, come la veglia o il sogno- può infatti ospitare numerose strutture e diversi livelli di coscienza. In termini occidentali potremmo affermare che lo stato di veglia può contenere diverse strutture di consapevolezza assai differenti come: sensomotorio, preoperativo, concreto operativo e operativo formale. In altre parole, benché gli stati di coscienza siano importanti le strutture della coscienza offrono informazioni più dettagliate riguardo allo stato attuale della crescita e sviluppo di ogni individuo, e per questo un approccio a grande spettro dovrà includere sia gli stati sia le strutture.
Nel mio sistema, le strutture sono di due tipi principali: le strutture di base (che abbiamo appena introdotto) e le strutture nelle varie linee di sviluppo (che esamineremo sotto). Strutture che, sia in psicologia che in sociologia, sono semplicemente stabili stati di eventi. Le strutture psicologiche possono essere divise e suddivise in numerosi modi, profondi e superficiali, livelli e linee, durevoli e transitori, e io userò tutte queste distinzioni. Ma, come ho detto, molto spesso ne uso solo due: le strutture nei livelli di base della coscienza (come sensazione, impulso, immagine, regola, operativo-formale, Vision Logic o pensiero razionale integrato, psichico, sottile, ecc.) e le strutture nelle linee dello sviluppo della coscienza (come le fasi cognitive, affetto, bisogni, morale, e così via). In breve le strutture sono schemi olistici che si trovano sia nei livelli di sviluppo sia nelle linee di sviluppo. I principali stati sono in generale di due tipi: naturale ed alterato. Gli stati naturali di coscienza includono quelli identificati dalla filosofia perenne, veglia/grossolano, sogno/sottile, sonno profondo/causale. Secondo la filosofia perenne, lo stato di veglia è la dimora del nostro ego di ogni giorno. Ma lo stato di sogno, precisamente perché è un mondo creato interamente dalla psiche, offre un tipo di accesso a stati dell'anima. Lo stato di sonno profondo, poiché è un regno di puro senza forma, offre un tipo di accesso allo spirito senza forma (o causale). Certamente, per la maggior parte della gente, lo stato di sogno e di sonno profondo è meno reale e non più reale della realtà dello stato di veglia, che è abbastanza vera da un certo punto di vista. Ma secondo la filosofia perenne, questi stati più profondi possono essere vissuti con piena consapevolezza, e in quel caso offrono i loro straordinari segreti (come vedremo). Nello stesso tempo, noi possiamo semplicemente notare che la filosofia perenne sostiene che gli stati di veglia, di sogno e di sonno profondo rispettivamente offrano un tipo di accesso all'ego grossolano all'anima sottile e allo spirito causale.
(Spesso suddivido gli stati sottili in un regno più basso o psichico e un regno propriamente"sottile", perché i livelli sottili o "psichici" bassi giacendo accanto al regno grossolano, hanno un intenso abbraccio o senso di unione con l'intero regno grossolano, come nel misticismo della natura; mentre il propriamente sottile trascende tanto il livello grossolano che solitamente coinvolge stati puramente trascendenti del misticismo degli Dei. Il Causale naturalmente, è il regno della cessazione immanifesta ed è la dimora del misticismo senza forma. Integrare tutto è misticismo non duale. Esamineremo tutti questi più alti reami transpersonali in questo libro, così che l'esatto significato sarà chiarito da un'ulteriore lettura).

L'importanza di questi tre (o quattro) stati naturali, è che ogni essere umano, non importa a quale fase, o struttura, o livello di sviluppo, ha a sua disposizione lo spettro generale della coscienza, dall'ego all'anima allo spirito, almeno come stati temporanei per la semplice ragione che tutti gli uomini sperimentano la veglia il sogno e il sonno.
Uno stato alterato di coscienza è uno stato di coscienza non normale o non ordinario, come gli stati indotti dalle droghe, le esperienze di vicinanza con la morte, e gli stati meditativi.
In un'esperienza di picco (un temporaneo stato alterato) una persona può momentaneamente sperimentare mentre è sveglia ogni stato naturale, dallo psichico, al sottile, al causale alla consapevolezza non duale, e questo spesso si mostra come diretta esperienza spirituale, come misticismo della natura, misticismo degli dei, misticismo senza forma, (vedi sotto).
Esperienze di picco possono accadere a individui in qualunque stadio di sviluppo.
La nozione che stati spirituali e transpersonali siano disponibili solo ai livelli più alti dello sviluppo è abbastanza scorretta. Sebbene i principali stati, grossolano, sottile causale e non duale, siano disponibili agli esseri umani virtualmente ad ogni livello di crescita, il modo in cui questi stati reami sono sperimentati e interpretati, dipende in un certo grado dal livello di sviluppo della persona che sta avendo l'esperienza di picco. Questo significa come ho suggerito in " A Sociable God", che noi possiamo creare una griglia dei tipi d'esperienze spirituali che sono generalmente disponibili agli individui a differenti diversi livelli di crescita. Per esempio, chiamiamo per semplicità gli stati più primitivi arcaico, magico, mitico, e razionale. Una persona ad ognuno di questi livelli può avere una temporanea esperienza di picco dello psichico o del sottile, del causale o del non-duale. Questo da una griglia di circa sedici tipi differenti d'esperienze spirituali.
Per fare alcuni esempi: una persona nella fase magica di sviluppo (che non può facilmente prendere il ruolo di un altro) può avere un'esperienza di picco a livello sottile (o, diciamo, d'unione radiante con Dio), in tal casi quella persona tenderà a sperimentare l'unione con Dio solo applicabile a se stessa (dal momento che non può prendere il ruolo di un altro e così comprendere che di fatto tutti gli uomini e gli esseri senzienti sono ugualmente uno con Dio. Tenderà quindi a soffrire di forte inflazione dell'io forse anche psicotica nelle sue dimensioni. Dall'altra parte una persona a livello mitico (che ha espanso la sua identità dall'egocentrico al socio-centrico, ma che è molto fondamentalista e prende le cose alla lettera) sperimenterà la sottile unione con Dio come una salvezza che è data non esclusivamente a lui (come fa l'egocentrico) ma esclusivamente a quelli che abbracciano quei particolari miti ("se vuoi essere salvato devi credere al mio Dio dea che è l'unica e la sola divinità"); così questa persona potrebbe diventare un fondamentalista nato due volte pronto a convertire l'intero mondo alla sua versione di un Dio rivelato. L'esperienza del livello sottile è molto reale e genuina ma deve essere portata da qualche parte, ed è portata in questo caso in una mente etnocentrica, fondamentalista d'appartenenza mitica, che drammaticamente limita e infine distorce i contorni del regno sottile (come fece ancor di più nella precedente fase egocentrica). Una persona a livello formale riflessivo tenderà a sperimentare la sottile unione con Dio in termini più basati sulla ragione, forse come deismo razionale o come terreno dell'essere demitologizzato e così via.
In altre parole una data esperienza di picco (o temporaneo stato di coscienza) è generalmente interpretata secondo il livello generale di sviluppo della persona che ha tale esperienza. Questo ci dà, come ho detto, una griglia di circa 16 tipi molto generici d'esperienze spirituali: stati psichici, sottili, causali e nonduali, manifestati in strutture arcaiche, magiche, mitiche e razionali. In "Sociable God" presento esempi di tutto questo e ne sottolineo l'importanza, ci torneremo più avanti in questo libro.
Ma tutte queste esperienze di picco, per quanto profonde, sono meramente stati transitori e passeggeri. Per fare in modo che avvenga un superiore sviluppo, questi stati temporanei devono diventare tratti permanenti. Lo sviluppo superiore comporta, in parte, la conversione di stati alterati in realizzazioni permanenti. In altre parole, i più alti raggiungimenti dell'evoluzione, i potenziali transpersonali che erano disponibili solo in stati temporanei della coscienza, si trasformano crescentemente in durevoli strutture della coscienza (da stati a tratti). E' qui, che gli stati meditativi diventano più importanti. Diversamente dagli stati naturali (che danno accesso agli stati psichico, sottile e causale, nel naturale ciclo del sonno, ma raramente durante la veglia o nella piena consapevolezza) e diversamente dalle esperienze di picco spontanee (che sono fugaci), gli stati meditativi offrono l'accesso ai regni superiori in modo deliberato e prolungato. Come tali, essi scoprono più stabilmente i livelli più alti del Grande Campo, gli alti livelli che eventualmente, con la pratica, diventano realizzazioni permanenti. In altre parole, gli stati psichici sottili causali e nonduali possono tutti diventare durevoli strutture nel proprio temperamento ed è per questo che i termini "psichico sottile causale e nonduale" sono usati per riferirsi alle strutture più alte del Grande Campo dell'Essere. Quando emergono permanentemente nello sviluppo di un individuo i loro potenziali, che una volta erano disponibili solo in stati passeggeri, diventano i durevoli contorni di una mente illuminata.


I LIVELLI DI BASE IN ALTRI SISTEMI

Come ho detto, gli schemi 2a e 2b mostrano il Grande Campo e le sue strutture o livelli di base come sono concepiti in alcuni sistemi diversi. Non affermo che tutte strutture, livelli onde sono identici, solo che condividono molte importanti somiglianze nello spazio dello sviluppo, e questo spazio dello sviluppo, come vedremo, è molto interessante e molto importante per una psicologia integrale.
Sembra che i più antichi di questi sistemi ebbero origine in India e dintorni, forse indietro nel tempo sino al primo e secondo millennio prima di Cristo (benché la tradizione proclami una data anche molto più antica). Il sistema dei chakra, gli involucri e gli stati dei Vedanta, i vijnana dei buddisti, i livelli vibratori dello shivaismo del Kashmir e la gerarchia supercosciente di Aurobindo, tutto ciò viene da questo fiume di ricerca sulla coscienza che è storicamente insuperato. Poco dopo, forse per una migrazione (ma probabilmente per l'esistenza universale di questi potenziali), il fiume della Mesopotamia e del Medio Oriente incomincia il suo possente viaggio, che includerà affluenti persiani, nord-africani, palestinesi e greci. Il più influente di questi si manifesterà con le tradizioni neoplatoniche e sarà rappresentato dalle correnti di Plotino, la cabala il sufismo e il misticismo cristiano (tutti rappresentati negli schemi).
Benché sia di moda tra coloro che abbracciano il relativismo pluralistico bandire la filosofia perenne (e qualunque cosa sia definito "universale" se non le loro stesse universali affermazioni sull'importanza del pluralismo), uno sguardo meno condizionato mostrerà l'evidenza di uno stupefacente insieme di somiglianze generali tra le più grandi tradizioni di saggezza del mondo. Perché questo dovrebbe sorprenderci? Il corpo umano ovunque fra crescere 206 ossa, due reni ed un cuore; la mente umana ovunque crea le capacità per immagini simboli e concetti. Allo stesso modo sembra che lo spirito umano ovunque crei intuizioni del Divino, e anche queste, nel profondo e non in superficie, mostrano aspetti con molte somiglianze. Certe tradizioni sono state più complete, altre sono state più precise. Ma, mettendole tutte insieme, otteniamo una mappa generale delle possibilità umane con uno spettro incredibilmente ampio.
A questo punto chi è a disagio nel concepire livelli e fasi, tende a diventare sospettoso e a domandarsi se la coscienza e il suo sviluppo siano veramente una serie lineare di fasi monolitiche, che procedono una dopo l'altra come in una scala? La risposta è assolutamente no. Come vedremo queste onde di base del Grande Campo sono semplicemente i livelli generali attraverso i quali numerosi differenti linee e correnti di sviluppo fluiranno, come le emozioni, i bisogni, l'identità dell'io, la morale e le realizzazioni spirituali e così via, ognuna procedendo a suo modo e con la propria dinamica. Lo sviluppo complessivo non è affatto una questione lineare simile ad una scala. E' un fluido mescolarsi di molte correnti attraverso queste onde di base. Esamineremo presto molte di queste correnti. Prima dobbiamo finire il nostro resoconto sulle onde di base e il loro emergere.


I TEMPI DELL'EMERGERE DELLE ONDE DI BASE

Nella colonna estrema sinistra dello schema 3a, ho incluso l'età media dell'emergere delle strutture di base della coscienza fino alla mente formale. La ricerca suggerisce che le età sono relativamente simili nella maggior parte della gente del mondo d'oggi, semplicemente perché, io ho ipotizzato, lo sviluppo collettivo o l'evoluzione generale ha raggiunto il livello formale (mentre livelli più alti del formale che l'evoluzione collettiva non ha ancora raggiunto, devono essere conquistati con il proprio sforzo personale, in parte perché questi sono potenziali da sviluppare e non condizioni già disponibili).
Le tradizioni spesso dividono il viaggio della vita nelle "Sette età di una persona" dove ogni età coinvolge l'adattamento ad uno dei sette livelli di coscienza (come i sette chakra: fisico, emozionale-sessuale, mentale inferiore medio, alto, anima e spirito) ed ognuno dei sette livelli si dice prenda sette anni. Così i primi sette anni della vita, coinvolgono l'adattamento al regno fisico (specialmente cibo, sopravvivenza e sicurezza). I secondi sette anni coinvolgono l'adattamento alla dimensione emozionale-sessuale-sentimentale (che culmina nella maturità sessuale o pubertà). I terzi sette anni della vita (tipica l'adolescenza) coinvolge l'emergere della mente logica e l'adattamento alle sue nuove prospettive. Questo ci porta circa ai ventuno anni, momento in cui molti individui tendono ad arrestare il loro sviluppo. Ma se lo sviluppo continua, ogni ulteriore periodo di sette anni dà la possibilità di un nuovo e più alto livello d'evoluzione della coscienza, così nello schema 3a ho fatto una lista tra parentesi di queste cime generali vicino alle più grandi strutture di base. Certo queste sono generalizzazioni più ampie con abbondanti eccezioni ma sono almeno suggestive. Perché sette età e non diciamo dieci? Di nuovo esattamente come dividiamo e suddividiamo il numero dei colori di un arcobaleno, è largamente un fatto di scelte. Comunque i filosofi e gli psicologi del perenne, hanno trovato che, non importa quante minute suddivisioni possiamo fare per dei diversi propositi (per esempio trenta per molte specifiche dettagliate fasi di certi tipi di meditazione), tuttavia ha senso parlare di un raggruppamento funzionale delle onde di base del Grande Campo. Cioè ha senso il modo in cui i livelli e sublivelli possono essere raggruppati (ad esempio: quark, atomi molecole e cristalli, sono tutti materiali e non biologici, nessuno di loro può riprodursi sessualmente). Allo stesso modo c'è un senso nel riunire i livelli e sublivelli mentali (immagini, simboli concetti e regole) che sono tutti mentali e non ad esempio, psichici o sottili. In altre parole, anche se si può trovare utile in certe occasioni distinguere dozzine (o persino centinaia) di piccole gradazioni nei colori di un arcobaleno, c'è anche una buona ragione per affermare che basilarmente ci sono sei o sette principali colori nella maggior parte degli arcobaleni.
Questo è quello che intende la filosofia perenne con "le sette età di una persona" o i sette principali chakra o strutture di base. Per varie ragioni io ho travato che benché circa un paio di dozzine di strutture di base può essere rapidamente identificato (dalla sensazione alla percezione, exocept, impulso, immagine, simbolo edocept, concetto regola) non di meno possono essere condensate dai sette ai dieci raggruppamenti funzionali che riflettono facilmente fasi riconoscibili (come vedremo in questo volume). Questi raggruppamenti delle strutture di base le rappresento con nomi molto generici che sono nelle colonna sinistra di tutti gli schemi: (1) senso motorio, (2) emozionale fantasmatico (o emozionale sessuale) (3) mente rappresentativa simile a preoperativa o "preop" (4) la mente della regola e del ruolo simile al concreto operativo o "conop" (5) riflessivo formale (simile a operativo formale o "formop") (6) Vision Logic o pensiero sintetico integrato (7) psichico (8) sottile (9) causale e (10) non duale. Di nuovo queste sono semplici generalizzazioni orientative ma ci offrono un modo conveniente per confrontarci con un gran numero di dati ed evidenze. Ma nessuna di queste generalizzazioni ci impedirà di usare mappe che possono essere più dettagliate o semplificate secondo le necessità del caso.


LO SVILUPPO COGNITIVO E IL GRANDE CAMPO DELL'ESSERE

Il Grande Campo è propriamente una grande olarchia dell'essere e del conoscere: livelli di realtà e livelli di conoscenza di questi livelli. Cioè i filosofi del perenne trovano importante sia l'ontologia che l'epistemologia come inseparabili aspetti delle grandi ombre della realtà. La modernità trovò necessario differenziare l'ontologia dall'epistemologia, e ciò sarebbe stata una cosa molto positiva se la modernità e la postmodernità avessero completato lo sviluppo ed integrato queste differenziazioni, mentre ciò che accadde fu invece che queste differenziazioni si separarono completamente; e la modernità, confidando solo nella sua isolata soggettività, abbracciò soltanto l'epistemologia, mentre l'ontologia cadde nel buco nero del soggettivismo per non essere più ascoltata.
La Grande Catena per il grado di riconoscimento che avuto dalla modernità, diventò solamente una gerarchia di livelli di conoscenza, in altre parole una gerarchia cognitiva come quella studiata da Piaget. Questo non è tanto sbagliato quanto terribilmente parziale, perché è un lasciar fuori i livelli di realtà che darebbero il terreno alla conoscenza (o, altrettanto tristemente riconoscere solo il livello sensomotorio della realtà, al quale ogni conoscenza deve essere fedele per poter essere giudicata "vera"). Tuttavia, per il momento, mettiamo a fuoco solo la cognizione, e poiché è certamente vero che la Grande Catena è parte del grande spettro della coscienza, la domanda allora è: negli individui la Grande Catena è la stessa cosa che lo sviluppo cognitivo?
Non esattamente. Per incominciare, certamente si può pensare al Grande Campo anche come il grande spettro della coscienza, che, in effetti, è. Una delle definizioni del dizionario del termine "cognitivo" è "in relazione alla coscienza", quindi in ogni modo si può pensare nei termini del dizionario allo sviluppo del Grande Campo (che negli individui comporta lo sviluppo di più alti e più ampi livelli di consapevolezza) come fosse in generale simile allo sviluppo cognitivo, sino a che comprendiamo che "cognizione o coscienza" vanno dal subconscio, al conscio al superconscio, e questo include modalità interiori di consapevolezza altrettanto come modalità esteriori.
Il problema, come dicevo, è che "cognizione" nella psicologia occidentale cominciò ad avere un significato ristretto che escludeva la maggior parte di quanto sopra. Finì col significare la percezione d'oggetti esteriori. Ogni tipo di coscienza o consapevolezza (nel senso più ampio) fu quindi esclusa (per esempio le emozioni, sogni, visioni creativi, stati sottili ed esperienze di picco). Se il contenuto della coscienza non era una sorta d'oggetto obiettivo ed empirico (una roccia, un albero, una macchina, un organismo), allora quella coscienza si diceva non possedesse validità cognitiva e fu così per tutti questi interessanti e importanti modi della coscienza.
Nelle mani di gente come Piaget, il significato di cognizione fu ristretto ancora di più a tipi d'operazioni logico matematiche che si considerò fossero la base di tutte le altre linee di sviluppo e in tutti gli altri dominii. A questo punto, il termine coscienza come "cognizione" è stata ridotto al percepire null'altro che le piatte e vaghe superfici degli oggetti empirici (quello che noi chiameremo "flatland"). Detto in modo semplice, qualunque consapevolezza che vedesse qualcos'altro rispetto al mondo del materialismo scientifico, non era una vera consapevolezza, non era una vera cognizione.
In questo senso, lo sviluppo degli individui nel Grande Campo non è per niente uno sviluppo "cognitivo". E tuttavia, se guardiamo un po' più vicino allo schema di Piaget, e a quello che i successivi psicologi hanno inteso con "sviluppo cognitivo", possiamo trovare somiglianze molto interessanti (e molto importanti), se pur limitate.
Prima di tutto gli studi psicologici occidentali dello sviluppo cognitivo implicano ancora lo studio di qualche tipo di coscienza, seppure a volte ristretta e ridotta. In ogni modo, ciò che Piaget studiò come pensiero formale operativo, che fu concepito come una struttura matematica (i raggruppamenti INRC), è un modo legittimo per sezionare il flusso della coscienza a quel punto, ma difficilmente esauriscono tutte le foto della coscienza che si possono scattare in quella particolare curva del fiume. Esistono numerose altre prospettive valide per definire la coscienza a questo livello, dalla presa del ruolo agli stili epistemologi, alle visioni del mondo, alle spinte morali. Ma, focalizzandosi sullo sviluppo cognitivo Piaget almeno illuminò l'importanza centrale dello sviluppo della coscienza, anche se in modo limitato.
Il fatto importante è che quando sono studiate le specifiche linee di sviluppo, come lo sviluppo morale, lo sviluppo dell'io e lo sviluppo del ruolo, è stato quasi sempre constatato che lo sviluppo cognitivo è necessario (ma non sufficiente) per questi diversi sviluppi. In altre parole, prima che si possa sviluppare la morale o la prospettiva dell'io o l'idea di una buona vita, si deve essere capaci, in primo luogo, di concepire consciamente questi vari elementi. La coscienza è perciò necessaria, ma non sufficiente, per questi altri sviluppi.
Ed è questa esattamente la pretesa dei teorici del Grande Campo. I livelli del Grande Campo (le strutture di base della coscienza) sono i livelli attraverso i quali le linee di sviluppo procedono e senza le onde di base non c'è nulla per le varie barche su cui galleggiare. Questo perché le strutture di base (se concepite come gli involucri del Vedanta, i livelli di coscienza del Mahayana, i livelli ontologici dello Sefirot della Kabala, o le fasi della crescita dell'anima verso dio nel Sufismo) sono la spina dorsale, lo scheletro essenziale su cui si agganciano molti altri sistemi.
Sebbene essi non possano essere equiparati, lo sviluppo cognitivo (come studiato dagli psicologi occidentali) è forse la cosa più vicina alla Grande Catena o allo spettro della coscienza (almeno sino ai livelli della mente formale; oltre i quali molti ricercatori occidentali non riconoscono nessuna altra forma di coscienza). Per questa ragione, e tenendo sempre presente le molte caratteristiche e limiti, alcune volte uso i termini cognitivi come conop e formop, per descrivere delle strutture di base. Poiché lo sviluppo cognitivo ha un significato molto specifico e ristretto nella psicologia occidentale, la considero una linea di sviluppo separata dalle strutture di base (così che noi possiamo preservare la ricchezza ontologica degli oloni di base e non ridurli alle categorie cognitive occidentali). Gli schemi 3a e 3b sono correlazioni delle strutture di base con le fasi cognitive come sono espresse dai diversi ricercatori moderni. Uno degli articoli più interessanti in questi schemi è il numero degli psicologi occidentali che basandosi su dei dati ampiamente empirici e fenomenologici hanno scoperto numerosi stadi di sviluppo postformale, cioè fasi di sviluppo cognitivo oltre la razionalità lineare, (per esempio oltre il pensiero formale operativo o formop). Sebbene il termine "postformale" si riferisca a qualunque e ad ogni fase oltre il formop, è di solito usato soltanto per fasi mentali e personali e non sovramentali e transpersonali. In altre parole, per molti dei ricercatori occidentali il termine "postformale" si riferisce alla prima delle principali fasi oltre il formop che io chiamo Vision Logic (pensiero sintetico integrato). Come mostrato negli schemi 3a e 3b molti ricercatori hanno trovato da due a quattro fasi di cognizione postformale e pensiero sintetico integrato (Vision Logic). Queste fasi postformali si muovono oltre le fasi formale/meccanicistica del primo formop in varie fasi di relatività, sistemi pluralistici, contestualismo, primo pensiero integrato Vision Logic, e da qui in fasi pensiero metasistemico, integrato, unificato, dialettico e olistico (dal medio al tardo vision logic). Ciò ci dà un quadro delle dimensioni del mentale superiore come spazi dinamici, in sviluppo, dialettici e integrati.
In ogni modo, pochi di questi ricercatori si muovono in un regno transmentale (di eventi psichici, sottili, causali o nonduali, transrazionali e transpersonali) sebbene molti di loro hanno sempre più contatti con questi livelli più alti. Per i confini di questi livelli, dobbiamo spesso riferirci, ancora una volta, ai grandi saggi e ai contemplativi, come è chiarito in molti degli schemi.
A questo riguardo, è ancora in atto una disputa molto scottante, se le stesse fasi spirituali/transpersonali, possano essere considerate come livelli più alti di sviluppo cognitivo. La risposta, credo, dipende da ciò che s'intende per "cognitivo". Se significa quello che la maggior parte degli psicologi occidentali intendono, una conoscenza mentale e concettuale degli oggetti esteriori, le fasi più alte o spirituali non sono cognitivo mentali, poiché spesso sono sovramentali, transconcettuali e non esteriori. Se per "cognitivo" intendiamo "conoscenza in generale", includendo gli stati del superinconscio, molte delle esperienze spirituali più alte allora sono cognitive. Ma gli stati spirituali e transpersonali hanno anche molti altri aspetti, come i più alti affetti, aspetti morali e senso di sé, che anche con un'amplificazione del termine cognitivo, non sono puramente cognitivi. Comunque, il termine "cognitivo" nel suo più ampio senso, significa "coscienza", e i diversi sviluppi cognitivi sono un'importante parte dell'intero spettro dell'Essere e del Conoscere.


LA LINEA COGNITIVA

Negli schemi 3a e 3b sono elencati alcuni dei più conosciuti e influenti ricercatori dello sviluppo cognitivo. Gli studi di Piaget, sono ovviamente basilari. Anche con tutti i suoi limiti, il contributo di Piaget rimane fondamentale; è certamente una delle ricerche psicologiche più significative di questo secolo. Egli ha aperto uno straordinario numero di strade alla ricerca; seguendo il lavoro pionieristico di James Mark Baldwin (vedi sotto), Piaget ha dimostrato che ogni livello dello sviluppo ha una diversa visione del mondo, con differenti percezioni, modi di spazio e tempo, e motivazioni morali (scoperte dalle quali dipenderà il lavoro di altri ricercatori da Maslow a Kohlberg a Loevinger a Gilligan); ed ha mostrato che la realtà non è semplicemente un dato di fatto ma, in molti importanti modi, qualcosa di costruito (lo strutturalismo che rese possibile il poststrutturalismo); il suo methode clinique sottopose il risveglio della consapevolezza a investigazione meticolosa, e ciò portò letteralmente a centinaia di nuove scoperte; le sue ricerche psicologiche ebbero immediata influenza su tutto, dall'educazione alla filosofia (Habermas, tra molti altri, gli deve molto). Pochi sono i ricercatori che possono affermare altrettanto.
Le maggiori lacune di Piaget, (secondo l'opinione della maggior parte degli studiosi d'oggi), consistono nel fatto che egli concepiva lo sviluppo cognitivo (studiato con competenza matematica) come fosse la sola e maggior linea di sviluppo, mentre si è raccolta abbondante evidenza che numerose differenti linee (come: io, morale, affettiva, interpersonale, artistica, ecc.) possono svilupparsi in un modo relativamente indipendente. Nel modello che presento, per esempio, la linea cognitiva è solo una del paio di dozzine di linee di sviluppo che presento, nessuna delle quali in quanto linea, può pretendere la preminenza. (Esamineremo queste altre linee nel prossimo capitolo).
Ma, per la linea cognitiva stessa, il lavoro di Piaget è ancora molto notevole e dopo circa tre decadi d'intensa ricerca transculturale l'evidenza è virtualmente unanime: le fasi di sviluppo sino al formale operativo sono universali e transculturali. Per fare solo un esempio "Lives Across Cultures: cross cultural Human Development" è un libro di testo molto rispettato scritto da una prospettiva apertamente liberale (spesso sospettosa di livelli universali). Gli autori (Harry Gardiner, Jay Mutter, e Corinne Kosmitzki) riassumono attentamente l'evidenza dei livelli di Piaget di sensomotorio, preoperativo, concreto-operativo e operativo formale. Essi hanno trovato che i contesti culturali qualche volta possono alterare il ritmo dello sviluppo o l'enfasi di alcuni aspetti delle fasi, ma non i livelli stessi o la loro validità transculturale.
Così riportano per quanto riguarda il sensomotorio: "Infatti le caratteristiche qualitative dello sviluppo sensomotorio rimangono praticamente identiche in tutti i bambini studiati sino ad ora nonostante le profonde differenze dei loro contesti culturali." Riguardo allo sviluppo preoperativo e operativo concreto con una ricerca basata su un enorme numero di studi includendo nigeriani, zambiani, iraniani, algerini, nepalesi, cingalesi, Indio amazzonici, e aborigeni australiani: "Che cosa possiamo concludere da questo vasto materiale di ricerca transculturale? In primo luogo il sostegno all'universalità delle strutture e operazioni alla base dello sviluppo del periodo preoperativo è molto convincente. In secondo luogo, le caratteristiche qualitative dello sviluppo concreto operativo (sequenza di fasi e stili di ragionamento) appaiono universali (benché) il livello di sviluppo cognitivo non è uniforme ma dipende da fattori eco-culturali". Benché gli autori non usino esattamente i miei stessi termini, essi concludono che le caratteristiche profonde dei livelli sono universali, ma gli aspetti superficiali dipendono fortemente da fattori ambientali, culturali ed ecologici (come più tardi chiariremo, tutti e quattro i quadranti sono implicati nello sviluppo individuale). "In fine, appare chiaro che, benché il livello e il ritmo di sviluppo delle abilità nel quale il bambino si muove attraverso il periodo preoperativo di Piaget dipenda da esperienze culturali, i bambini nelle diverse società tuttavia ancora procedono nelle sequenze che lui aveva previsto."
Una percentuale minore sulla massa di individui in qualunque cultura (asiatica, africana, americana o altro) raggiunge il livello formale di cognizione operativa, e la ragione per spiegarlo può variare. Può essere, come io credo, che l'operativo formale sia veramente uno stadio più alto che quindi pochi lo raggiungono. Può darsi che l'operativo formale sia una genuina abilità e non un autentico livello, come credono gli autori (solo alcune culture enfatizzano l'operativo formale e quindi l'insegnano). L'evidenza per l'esistenza della fase formale di Piaget è quindi forte, ma non decisiva. Tuttavia, quest'aspetto viene spesso usato per scartare tutti i livelli di Piaget, mentre una conclusione corretta, sostenuta da enorme evidenza è che tutte le fasi sino all'operativo formale è stato adeguatamente dimostrato che sono universali e transculturali.
Io credo che le fasi del e oltre l'operativo formale sono anch'esse universali incluso il pensiero integrato (Vision Logic) e le generali fasi transrazionali e presenterò sostanziale evidenza di ciò procedendo. Nello stesso tempo, come vedremo quando giungeremo alla discussione della spiritualità nell'infanzia (Capitolo 11) le prime fasi sono esattamente quelle che gli studi di Piaget hanno portato ad evidenza transculturale. Ciò, credo, ci permetterà di vedere queste fasi iniziali in una luce più accurata.
Come per la stessa linea cognitiva, uno studio generale è stato fruttuosamente portato avanti da Michael Commons e Francis Richards, Kurt Fisher, Juan Pasqual-Leone, Robert Stemberg, Gisela Labouvie-Vief, Herb Koplowiz, Michael Basseches, Philip Powell, Suzanne Benack, Patricia Arlin, Jan Sinnott e Cheryl Armon, per nominare solo i più importanti (che ho presentato negli schemi).
Benché ci siano significative differenze tra questi ricercatori, ci sono anche molte profonde assomiglianze. La maggior parte di loro ha trovato che lo sviluppo cognitivo si muove attraverso tre o quattro fasi maggiori (con numerosi sottolivelli): sensomotorio, concreto, formale e postformale. Le fasi sensomotorie di solito si sviluppano nei primi due anni di vita, e si concludono con la capacità di percepire oggetti fisici. La cognizione quindi lentamente inizia a rappresentare questi oggetti con nomi simboli e concetti. Questi simboli e concetti primitivi tendono a soffrire di vari tipi di inadeguatezza (oggetti simili e predicati sono confusi; che c'è più acqua in un bicchiere alto che in uno basso anche se è la stessa acqua; i concetti sono confusi con gli oggetti che li rappresentano, e così via). Queste inadeguatezze portano a vari tipi di pensiero a indirizzo magico e a credenze mitiche. Ed è per questo che in tutti gli schemi si vedrà che molti ricercatori si riferiscono a queste fasi con nomi come: magico, animistico, mitico e così via. Ciò non sta a significare che tutto il magico e tutti i miti siano solo primitive inadeguatezze cognitive, ma alcune chiaramente lo sono, se mangio l'occhio del gatto vedrò come un gatto, una zampa di coniglio porta buona fortuna, se non mangio i miei spinaci Dio mi punirà, ecc. C'è un mondo di differenza tra i simboli mitici considerati come concretamente veri, Gesù è veramente nato da una donna biologicamente vergine? La terra davvero riposa su di un serpente Indù? Lao Tzu aveva davvero 900 anni al momento della nascita? e i simboli mitici infusi di metafore così che le prospettive che emergono solo con la coscienza formale e postformale. Se non è indicato diversamente, quando uso la parola "mitico" mi riferisco a preformale: concrete letterali immagini mitiche e simboli, alcuni aspetti dei quali sono infusi di fatto, di inadeguatezze cognitive, perché questi miti considerano fatti empirici molte cose che possono essere empiricamente confutate, il vulcano erutta perché è personalmente arrabbiato con te; le nuvole si muovono perché ti seguono. Queste credenze mitiche preformali, come hanno notato studiosi come Piaget e Campbell, sono sempre egocentricamente polarizzate e credute in modo letterale e concreto.
Per la stessa ragione, queste prime fasi sono indicate con nomi come preconvenzionale, preoperativo, egocentrico e narcisista. Poiché i bambini nelle fasi sensomotorie e preoperative, non possono ancora facilmente e pienamente mettersi nel ruolo altrui, sono imprigionati nelle loro prospettive. Questo narcisismo è normale ed è un sano aspetto di queste fasi iniziali, e può causare problemi solo se queste fasi non sono sostanzialmente superate (come vedremo).
Lo sviluppo di queste prime fasi è generalmente in accordo, con il fatto che quando la capacità cognitiva cresce, la coscienza inizia a relazionarsi e a operare nel mondo sensomotorio con più accuratezza, sia questo il suonare il violino o l'imparare a organizzare delle classi secondo la loro dimensione (anche se rime ancora nella coscienza molta "fedeltà a realtà mitiche"). Le operazioni concrete sono portate avanti attraverso schemi e regole che tra l'altro permettono all'io in questa fase di adottare diversi ruoli nella società, e così muovere dal regno egocentrico-preconvenzionale al regno sociocentrico convenzionale.
Man mano che la coscienza si sviluppa ulteriormente e si approfondisce, queste categorie concrete iniziano ad essere più generalizzate e più astratte (nel senso di poter essere applicate a più e più situazioni) e così più universali. La coscienza operativo formale può quindi iniziare a sostenere un orientamento postconvenzionale verso il mondo, liberandosi in diversi modi il mondo etnocentrico e sociocentrico del pensiero concreto (e di appartenenza mitica).
Benché sottoposto all'assalto di studi culturali anti occidentali (con un forte pregiudizio relativistico) "razionalità" è diventato un termine peggiorativo, è in effetti la sede di uno straordinario numero di risultati e competenze (comprese le capacità utilizzate da critici antirazionali). La razionalità (o la ragione nel senso più ampio) implica, in primo e principale luogo, la capacità di prendere delle prospettive diverse (perciò Jean Gebser la chiama "ragione prospettica"). Secondo la ricerca di Susanne Cook Gruter il pensiero preoperativo ha solo una prospettiva di prima persona (egocentrica); il pensiero concreto operativo aggiunge le prospettive della seconda persona (sociocentrico), e il pensiero formale operativo va oltre e aggiunge la prospettiva della terza persona (che permette non soltanto la precisione scientifica, ma anche giudizi imparziali postcovenzionali, cosmocentrici di giustizia e assistenza). Così la ragione può regolare le norme di una cultura sottoponendole alla critica basata su principi universali di giustizia (non etnocentrici).
La razionalità prospettica essendo altamente riflessiva permette di sostenere l'introspezione. Ed è la prima struttura che può immaginare i mondi del "come se" e "che cosa se": diventando un vero sognatore creativo. Altrettanto importante della razionalità formale è l'esistenza di livelli di coscienza postformali che tutte queste ricerche confermano, una più alta ragione, che contempla ancor più prospettive (secondo Cook-Gruter la quarta e quinta persona). Mettendo assieme prospettive multiple senza privilegiarne eccessivamente alcuna è ciò che Gasber chiamò integral-aperspectival (integrale aprospettico), che coinvolge un ulteriore approfondimento verso una coscienza cosmocentrica e postconvenzionale. C'è accordo generale che questi sviluppi postformali (o Vision Logic) implicano almeno due o tre fasi maggiori. Crescendo oltre il formalismo universale astratto (dal formale operativo), la coscienza si muove prima in una comprensione di relatività dinamica e pluralismo (inizio del pensiero integrato, vison logic), e quindi oltre nella coscienza dell'unità e dell'olismo, della dialettica dinamica o integralismo universale (metà o tardo vison logic), e tutto può essere riconosciuto chiaramente negli schemi 3a e 3b (e altri che discuteremo più tardi).
Per olistici che siano questi sviluppi del Vision Logic sono ancora sviluppi del reame mentale. Sono le più alte realizzazioni del regno mentale, questo è certo, ma oltre loro giacciono sviluppi supermentali e propriamente transrazionali. Per questo ho incluso Sri Aurobindo and Charles Alexander come esempi di ciò che deve comprendere un modello dello sviluppo cognitivo a tutto spettro. (Nel capitolo 9 investigheremo questa linea cognitiva nel suo movimento dal grossolano al sottile al causale). E' da notare che Aurobindo ha usato termini decisamente cognitivi per quasi tutti i suoi livelli: mente superiore, mente illuminata, sovramentale, supermente e così via. In altre parole lo spettro della coscienza è in parte lo spettro della cognizione genuina, usando la parola cognizione nel senso più ampio. Ma non è solo quello, ed è per questo che anche Aurobindo inserisce i più alti affetti, la morale, i bisogni e le identità del sé in questi più alti livelli. Ma la sua posizione generale è abbastanza simile: lo sviluppo cognitivo è primario ed è necessario (ma non sufficiente) per questi ulteriori sviluppi.


RIASSUNTO

Questa dunque è una breve introduzione ai livelli di base del Grande Campo dell'Essere. Il Grande Campo è semplicemente un grande nido morfogenetico che offre uno spazio di sviluppo nel quale i potenziali umani possono realizzarsi. I livelli di base del Grande Campo sono le onde di base di tale sviluppo: dalla materia al corpo alla mente all'anima e allo spirito. Abbiamo visto che questi livelli di base possono essere divisi e suddivisi in molti modi legittimi. Gli schemi offrono circa sedici onde nello spettro generale della coscienza, ma queste possono essere condensate o estese in numerosi modi, come vedremo in questo lavoro.
Attraverso queste onde principali del grande Fiume scorrono un paio di dozzine di differenti correnti di sviluppo, tutte navigate dal sé nel suo viaggio straordinario dalla polvere al Divino.

Capitolo 2




LINEE E CORRENTI DI SVILUPPO

Attraverso questi livelli od onde principali del Grande Campo scorrono un paio di dozzine di linee o correnti di sviluppo, relativamente indipendenti. Queste differenti linee di sviluppo includono la morale, gli affetti, l'identità, la psicosessualità, la cognizione, le idee del bene, il ruolo, le capacità "socio emotive" (la creatività, l'altruismo, e diverse linee che possono essere chiamate "spirituali" (l'assistenza, l'apertura, il riguardo, la fede, e le fasi della meditazione) gioia, competenza nel comunicare, modi dello spazio tempo, confronto con la morte, bisogni, visioni del mondo, competenza logico matematica, capacità cinestetiche, identità sessuale ed empatia, per nominare solo alcune delle principali linee di sviluppo delle quali abbiamo evidenza empirica. Le linee sono relativamente indipendenti e ciò significa che, in gran parte, esse possono svilupparsi indipendentemente una dall'altra, a differente andatura, con differenti dinamiche con differenti programmi di attuazione. Una persona può essere molto avanti su certe linee, media in altre, e ancora indietro su altre, tutto nello stesso tempo. Perciò lo sviluppo generale, la somma totale di tutte queste differenti linee, non mostra per niente una sequenza di sviluppo lineare. (Ed è questo che ha distrutto infine lo schema di Piaget.) Comunque la maggior parte delle ricerche ha continuato a confermare che anche ogni linea di sviluppo tende a svilupparsi in un modo sequenziale olarchico: i livelli superiori d'ogni linea tendono a svilupparsi ed incorporare le fasi precedenti, nessuna fase può essere tralasciata, e le fasi emergono in un ordine che non può essere variato dal condizionamento culturale o dal rinforzo sociale. Per ora, una considerevole evidenza suggerisce che ciò è vero per tutte le linee di sviluppo che ho menzionato.
Per esempio, nel molto noto libro "Livelli Superiori dello Sviluppo Umano" Higher Stages of Human Development, edito da C. Alexander e. Langer, viene presentato il lavoro di 13 psicologi dello sviluppo dei livelli più alti, inclusi Piaget, Kohlberg, Gilligan, K. Fischer, H. Gardner, K. Pribram e R. Kegan, e di questi tredici ognuno eccetto uno o due casi, presentano modelli in parte gerarchici, includendo Gilligan per lo sviluppo femminile. Le conclusioni si basano su una gran massa di dati sperimentali e non solo speculazioni teoriche. Questo non vuol dire che queste linee di sviluppo sono solo gerarchiche, molti loro aspetti non lo sono (vedi sotto). Ma aspetti cruciali di tutte appaiono essere fortemente gerarchici. Inoltre c'è un consenso generale sul fatto che, non importa quanto le linee siano differenti, non solo la maggior parte di loro si sviluppa gerarchicamente, ma lo fa attraverso la stessa sequenza di onde principali che includono: la fase fisica, sensomotoria, preconvenzionale, una fase di azione concreta, convenzionale, basata su regole, e una fase più astratta postconvenzionale. Nell'imparare a suonare uno strumento musicale, per esempio, dapprima si prende lo strumento e s'impara a relazionarsi con lui in modo sensomotorio. Poi s'impara a suonare uno o due brani facili, gradualmente imparando le operazioni concrete e le regole per usare lo strumento. Quando si diventa abili nel suonare accordi e scale musicali, l'abilità diventa più astratta, e uno può progressivamente applicare le capacità astratte a nuovi e differenti brani. Quasi tutte le linee, dal cognitivo, all'ego, sino all'affettivo, morale e cinestetico, procedono attraverso queste tre principali fasi. Se accettiamo il fatto che ci possono essere ancor più alti livelli di sviluppo e se semplicemente li chiamiamo tutti "post-postconvenzionali" avremo allora quattro fasi, livelli o onde principali attraverso cui procedono la maggior parte delle linee di sviluppo: sensomotorio, convenzionale, postconvenzionale e post-postconvenzionale (precon, con, postcon, post-postcon). E che cosa sono queste quattro onde se non una versione semplificata del Grande Campo dell'Essere, in movimento dal corpo (sensomotorio) alla mente (convenzionale e postconvenzioanle) allo spirito (post postconvenzionale)? Certamente queste quattro fasi principali sono solo un succinto riassunto di quanto è emerso dalla ricerca, nella maggioranza dei casi, ad esempio cognizione, io e morale, lo sviluppo passa attraverso cinque, sei, sette anche più fasi, e virtualmente in ogni caso queste fasi fin dove arrivano, sono comparabili, negli aspetti generali, ai livelli del Grande Campo dell'Essere. In altre parole, la ragione per cui la maggior parte delle linee di sviluppo procede attraverso l'invariabile ed universale sequenza olarchica dipende dal fatto che stanno seguendo l'universale Grande Olarchia dell'Essere, seguono cioè, un generale campo morfogenetico come così chiaramente suggerito dagli schemi. Il Grande Campo è basilarmente quel generale campo morfogenetico o spazio di sviluppo. Rappresenta semplicemente alcune delle onde di base della realtà disponibile agli individui, e quando diversi talenti e capacità emergono negli individui essi tendono a seguire, per la maggioranza dei casi, i contorni del Grande Campo, e migrano attraverso quello spazio evolutivo. Di nuovo ripeto che quei livelli non sono scavati nel cemento o fatti di pietra, sono soltanto alcune delle correnti più forti nel fiume della vita, quando dei pezzi di legno sono buttati in quel fiume, tendono a seguire le correnti che già vi operano. Allo stesso modo accade per i potenziali umani che emergono nel processo di sviluppo: tendono a seguire le correnti del Grande Fiume della Vita, seguono le onde della Grande Olarchia. Questo è comunque quanto la preponderante evidenza empirica ha consistentemente suggerito. Ma, per tornare ad un punto altrettanto importante: le varie correnti, anche migrando attraverso un simile campo lo fanno in modo relativamente indipendente. Una persona può essere molto evoluta su certe linee, media in altre e carente in altre. Questo significa, come ho detto, che lo sviluppo nel complesso non segue alcuna sequenza lineare.
Questo può essere rappresentato nella figura 2 che è quello che chiamo uno "psicogramma integrale".


Il livelli nel Grande Campo sono mostrati sull'asse verticale, e attraverso questi livelli corrono le diverse linee (Circa un paio di dozzine, ne presento cinque come esempio: cognizione, morale, interpersonale, spirituale e affettiva. Ho indicato lo "spirito" sia come livello più alto e come linea separata di sviluppo, riflettendo le due più comuni definizioni di "spiritualità".) (vedi Cap. 10).
Poiché il Grande Campo è effettivamente un olarchia (fig 1) si può più accuratamente rappresentare lo psicogramma integrale come nella fig. 3.




Ciò non significa che tutti, o almeno la maggior parte degli importanti aspetti dello sviluppo siano gerarchici. Nel mio sistema ogni struttura di base o onda in realtà consiste sia di gerarchie (di crescente capacità olistica) che di eterarchie (o di interazioni non gerarchiche tra elementi mutuamente equivalenti). La relazione tra livelli è gerarchica, con ogni livello superiore che trascende ed include i precedenti, ma non viceversa (le molecole contengono atomi ma non viceversa, le cellule contengono molecole ma non viceversa, le frasi contengono parole ma non viceversa; e questo "non viceversa" stabilisce una gerarchia asimmetrica di crescente capacità olistica, (e ciò significa semplicemente che il superiore abbraccia la precedente, ma non viceversa, cosicché il superiore è più olistico e ampio). Ma, all'interno di ogni livello, la maggior parte degli elementi esiste come schemi mutualmente equivalenti e reciprocamente interagenti. Gran parte dello sviluppo, almeno una metà, implica vari tipi di processi, non gerarchici, di articolazione e applicazione della competenza. Questi processi non gerarchici, naturalmente, non sono indicati negli schemi, che mettono a fuoco il movimento migratorio dello sviluppo, ma la loro profonda importanza non dovrebbe per questo essere dimenticata.
L'olarchia, nel modo in cui uso questo termine, include un equilibrio tra gerarchia (livelli qualitativamente ordinati) e eterarchia (dimensioni mutualmente collegate). I teorici che hanno cercato di usare solo una o l'altra di questi tipi di relazioni, hanno del tutto fallito nel tentare di spiegare lo sviluppo. Torneremo alla natura delle correnti di sviluppo e porteremo numerosi esempi. Ma prima guardiamo il sé che sta navigando queste correnti.


Capitolo 3




IL SÉ

I livelli e le linee sono "navigati" dall'io. Benché suddividerò questo semplice schema in un momento, questi tre argomenti, le linee di base, le correnti di sviluppo, e l'io come navigatore su entrambi, sono aspetti centrali di un approccio integrale. Abbiamo esaminato i livelli di base o onde, e torneremo alle linee di sviluppo e le esamineremo più da vicino. Ma a questo punto dobbiamo osservare l'io, e il ruolo che svolge nella complessiva evoluzione della coscienza.


L'IO COME NAVIGATORE DELLE ONDE E DELLE CORRENTI

Se osservi la sensazione del tuo sé proprio ora, nota semplicemente che cosa è che chiami te stesso, potrai notare almeno due parti di questo "sé"; primo: è una specie di sé osservante (un soggetto interiore o osservatore), e due c'è una specie di sé osservato (qualche cosa obiettiva che puoi vedere o sapere su di te, sono un padre, una madre, un dottore, un professore, peso tanti chili, ho i capelli biondi ecc.). Il primo è sperimentato come un "io", il secondo come un "me" (o perfino mio). Chiamo il primo l'io prossimo (poiché è il più vicino) e il secondo l'io remoto (perché è obiettivo e lontano). I due assieme, come ogni altra sorgente di senso di sé, li chiamo il sé totale.
Queste distinzioni sono importanti perché come molte ricerche hanno mostrato, da Ramana Maharshi a Robert Kegan, durante lo sviluppo psicologico, l'io di un livello diventa il me nel livello successivo. Cioè, ciò con cui ti identifichi (o in cui sei immedesimato) in una fase dello sviluppo (e ciò che quindi sperimenti molto intimamente come un'io) nel successivo livello tende ad essere trasceso e a disidentificarsi da esso, e a disimmedesimarsi, cosicché tu ti possa vedere con più obiettività, con distanza e distacco. In altre parole il soggetto di una fase diventa oggetto nella successiva. Per esempio un neonato è identificato quasi esclusivamente con il suo corpo, il corpo è il sé del bambino o soggetto (l'io prossimo), e quindi il bambino non è in grado di arretrare e guardare obiettivamente il suo corpo. Egli semplicemente è un "io-corpo", e come corpo osserva il mondo. Ma, quando incomincia ad emergere nel bambino la mente verbale e concettuale, egli inizierà ad identificarsi con la mente, la mente diviene il sé o il soggetto (l'io prossimo), ed il bambino allora per la prima volta inizia a vedere il suo corpo oggettivamente (come oggetto distante o me), il corpo è ora un oggetto del nuovo soggetto, l'io mentale. Quindi, il soggetto di una fase diventa oggetto nell'altra.
I filosofi del perenne aggiungono, che ai livelli più alti dello spettro della coscienza, si può raggiungere il proprio io individuale, il soggetto interiore, che diventa oggetto dell'io supremo, che non è nient'altro che lo Spirito radiante, il tuo vero Sé. Secondo i mistici, tu sei uno con Dio come ultimo Soggetto o pura consapevolezza, un puro Vuoto, che come Osservatore Assoluto, io-Io, o testimone, non può mai essere visto o testimoniato, e tuttavia paradossalmente esiste come Ogni Cosa che è vista: lo Spirito che trascende tutto, e perciò non può mai essere visto, ed include tutto, e quindi è ogni cosa che stai guardando ora. (Approfondiremo questo nel Capitolo 8.)
Il sé totale, allora è un amalgama di tutti questi "sé" fino a che sono presenti in te ora: il sé prossimo (o "io"), il sé remoto, (o "me"), e nel fondo della consapevolezza il Testimone Supremo (l'io trascendente, o "io-Io"). Tutti questi entrano nella tua sensazione di essere un sé in questo momento, e tutti sono importanti per comprendere lo sviluppo o l'evoluzione della coscienza.
Proprio perché il sé totale contiene numerose differenti correnti (e ogni sorta di subpersonalità, che discuteremo sotto), il sé totale non mostra uno sviluppo sequenziale o a livelli. In ogni modo le ricerche moderne hanno ampiamente dimostrato che almeno un aspetto del sé passa attraverso uno sviluppo sequenziale a livelli, e che questo è l'io prossimo. Jane Loevinger per esempio, in alcune altamente riconosciute e ripetute ricerche (incluse ricerche in paesi non Occidentali) ha trovato sostanziale evidenza che "lo sviluppo dell'ego" passa attraverso almeno una dozzina di livelli di crescita chiaramente riconoscibili (sino al livello che io chiamo "Centauro" vedi schema 1 a). Ciò che Loevinger chiama sviluppo dell'ego è molto simile a ciò che io chiamo sviluppo dell'io prossimo. E lo sviluppo dell'io prossimo è, secondo il mio punto di vista, il cuore dello sviluppo della coscienza. Perché è l'io prossimo il navigatore delle onde di base del Grande Campo dell'Essere.
Le strutture od onde di base stesse sono sprovviste del senso del sé. Questo punto è stato affrontato dai filosofi del perenne da Plotino a Vasubandhu, a Padmasambava a Santa Teresa. Le strutture di base sono semplicemente le onde dell'essere e del conoscere che sono disponibili al sé mentre sviluppa verso i suoi più alti potenziali. Ogni volta che il sé (l'io prossimo) incontra un nuovo livello nel Grande Campo dell'Essere, prima s'identifica con esso e lo consolida, quindi si disidentifica, (lo trascende e ne esce); e poi lo include ed integra nel livello successivo più alto. In altre parole l'io passa attraverso un fulcro (o una pietra miliare) del suo stesso sviluppo. Queste maggiori pietre miliari dello sviluppo del sé sono state studiate da ricercatori come J. Mark Baldwin, Clare Graves, Jane Lovinger, John Broughton, Erik Erikson, Susanne Cook-Greuter, Don Beck e Robert Kegan, per nominare solo i più eminenti, tutti sono rappresentati negli schemi.(Queste ricerche, ripeto, non studiano correnti identiche, ma correnti che scorrono vicine nel Grande Fiume e quindi mostrano alcune somiglianze, somiglianze nella natura della sensazione del sé prossimo.)
Dire che l'io si è identificato con una particolare onda nel Grande Arcobaleno non significa in ogni caso, che l'io è rigidamente attaccato a quel livello. Al contrario, l'io può essere "in ogni posto" secondo l'occasione. All'interno di limiti, il sé può muoversi lungo tutto lo spettro della coscienza, può regredire, o muoversi verso il basso dell'olarchia dell'essere e del conoscere; può fare una spirale, riconsolidarsi e ritornare. Inoltre poiché l'io in ogni fase del suo sviluppo ha fluido accesso al grande stato naturale della coscienza (psichico, sottile, causale e non duale), può avere temporanee esperienze di picco in ognuno di questi regni transpersonali, così può momentaneamente balzare oltre in più grandi realtà.
Tuttavia l'evidenza empirica ha ampiamente dimostrato che il centro di gravità del sé, per così dire, tende ha librarsi intorno ad un livello di base della coscienza in ogni momento dato. Ciò significa per esempio, che se sottoponiamo degli individui ad un test dello sviluppo dell'ego, almeno il 50% delle loro risposte verranno da un livello, e il 25% dal livello immediatamente superiore e inferiore. Secondo me la ragione per cui ciò accade è che ogni volta che l'io si identifica con uno specifico livello di coscienza, sperimenta la perdita di quel livello come una morte, letteralmente un tipo di confronto con la morte, perché la vita stessa del sé è identificata con quel livello. Lasciare andare il livello è quindi sperimentato con grande difficoltà. Infatti, credo che ognuna delle principali pietre miliari dello sviluppo dell'io è contrassegnata da una difficile battaglia vita, morte, che implica la morte (o la disidentificazione o la trascendenza) d'ogni livello che può essere abbastanza traumatica (Vedi schema 1a, e cap. 8). La sola ragione per cui l'io accetta eventualmente la morte del livello dato, e perché la vita del livello superiore è ancor più allettante e alla fine soddisfacente. Il sé quindi si disidentifica (o si stacca), il suo presente livello "muore" ad un'esclusiva identità con quel livello e s'identifica (o abbraccia, o s'inserisce) con la vita del livello superiore, fino a che anche la sua morte è accettata. (Secondo la Filosofia Perenne quando tutte le morti hanno avuto la morte, il risultato è solo Dio, o il risveglio a ciò che i Sufi chiamano la Suprema Identità, del sé e dello spirito.)
L'io prossimo, è quindi il navigatore delle onde (e delle correnti) del Grande Fiume della Vita. E' la sorgente centrale dell'identità, e quest'identità si espande e si approfondisce mentre l'io naviga attraverso le onde egocentriche verso le onde sociocentriche, planetarie, e teocentriche (o livelli precon, con, postcon, post-postcon dello sviluppo generale), un'identità che spazia dalla materia, all'id, all'ego e a Dio.
(Al proposito, quando affermiamo che l'identità si espande dall'egocentrismo al sociocentrismo, al planetario, ciò non significa che una persona al livello planetario o postconvenzionale non abbia un ego. Significa semplicemente che qualcuno a livello planetario ha un io molto maturo. Significa che la persona è in grado di assumere prospettive multiple non più confinate solo al proprio ego, e così può esprimere giudizi morali basati sulla considerazione dell'imparzialità, giustizia e assistenza, senza riguardo per razza, colore sesso o credo. Agirà ancora per il proprio interesse, quando questo è opportuno, ma la sfera della sua attenzione è incommensurabilmente espansa, e il suo interesse personale includerà progressivamente l'interesse altrui dal momento che entrano nell'orbita della propria espansa identità. Vedi cap. 9 sezione Morale)
Come navigatore centrale attraverso il Grande Campo, l'io è il luogo di funzioni importanti come l'identità (ciò che chiamo Io), la volontà, (o le scelte che sono possibili all'interno dei limiti del suo presente livello), le difese (che sono disposte gerarchicamente), il metabolismo (che trasforma stati in tratti) e, più importante di tutti, l'integrazione (il sé è responsabile di bilanciare ed interpretare tutti gli elementi presenti).
(Per l'obiezione Buddista al sé vedi nota 10).


CONCLUSIONE

Ciò che ognuno di noi chiama un Io (l'io prossimo) è: sia una funzione costante sia una corrente di sviluppo. Cioè, l'io possiede numerose invariabili funzionali, che costituiscono la sua attività centrale, questo è il luogo dell'identità, volontà, metabolismo, direzione, difese ed integrazione, solo per nominare le più importanti. E questo sé (con le sue funzioni) passa attraverso al suo stesso sviluppo attraverso le onde di base del Grande Campo, (le fasi che esamineremo nel cap. 8: dal sé materiale al sé corporeo, al sé mentale, al sé dell'anima, al Sé senza sé). Altamente indicativo è il fatto che, come luogo dell'integrazione, l'io è responsabile del bilanciamento e dell'integrazione di tutti i livelli, le linee e stati dell'individuo. In breve, l'io come navigatore è un atto di giudizio su tutti gli elementi che incontra nel suo viaggio straordinario dal subconscio, al conscio al supercosciente, un viaggio che presto seguiremo nei dettagli.


Fine del Cap. 3

altri brani sparsi presi dal testo

PSICOLOGIA INTEGRALE


La più semplice generalizzazione per Psicologia Integrale è che essa implica onde, correnti, e stati, io, anima e spirito. Giungere alla terapia integrale significa molte cose. Primo perché lo sviluppo generale mostra un'incontestabile spinta morfogenetica verso i regni più profondi (dall'ego all'anima e allo spirito), e il terapeuta può essere attento a modi per riconoscere e rafforzare l'anima e lo spirito allorché gradatamente appaiono, non solo oltre all'ego, ma all'interno e a fianco ad esso. La terapia integrale e transpersonale lavora contemporaneamente con il frontale, l'anima e lo spirito, manmano che essi vengono alla luce, uno accanto all'altro, portando le loro verità, intuizioni e possibili patologie. Sintonizzare queste differenti dimensioni della coscienza può facilitare il loro miglior sviluppo.
Questo non significa che il lavoro sul piano grossolano (lavoro sul corpo, rafforzamento dell'io) può essere evitato in favore dell'anima o del lavoro spirituale, perché senza un io forte come fondamento, i piani più alti non possono essere sostenuti come realizzazione permanente, stabile e integrata. E i piani superiori, invece, sono relegati a transitorie esperienze di picco, a temporanee rivelazioni o anche ad esperienze spirituali dissociate. Un individuo che è nel livello morale 2 nella linea frontale dello sviluppo morale può "olograficamente" sperimentare tutti i regni transpersonali che desidera, ma dovrà ancora sviluppare la fase morale 3, poi 4 e poi 5, per attualizzare queste esperienze in un modo permanente, non distorto, postconvenzionale, "mondocentrico", globale e bodisattvico. Infatti, la mancanza del terapeuta nel seguire (e incoraggiare) la linea frontale di sviluppo, e sostenere invece solo gli stati alterati, può contribuire al fallimento del cliente nell'integrazione permanente dei campi più alti e più bassi di una realizzazione a tutto spettro. Così anche se le linee "grossolana, sottile e causale" (e gli "io") possono esistere uno accanto all'altro in molti modi, tuttavia, con la continua evoluzione e lo sviluppo integrale il centro di gravità continua a spostarsi olarchicamente verso strati più profondi del Sé (dall'ego, all'anima e allo spirito), e attorno a queste onde più profonde è progressivamente organizzata la coscienza. Le preoccupazioni dell'io, mentre raramente scompaiono del tutto, tendono invece a scomparire dall'immediatezza, e l'anima entra in gioco più spesso. Poi anch'essa tende a svanire diventando più sottile e più trasparente, manmano che il centro di gravità si muove sempre più verso lo spirito. Tutti i "sé" inferiori, come capacità funzionali continuano ad esistere, inseriti olarchicamente in onde più ampie; continuano a servire le capacità funzionali, ad affrontare i loro problemi, a reagire ai loro specifici trattamenti; ma crescentemente perdono il potere di comando sulla coscienza e assumono il proprio.
Così, per un completo sviluppo integrale, il centro di gravità della coscienza si muove ancora attraverso i nove fulcri del Grande Campo, ma è una cacofonia di molte voci, di molte correnti spesso sovrapposte e sempre interrelate. Tuttavia, nessuna delle onde maggiori della coscienza può essere totalmente evitata in questo processo. Il frontale non può essere evitato, il pensiero sintetico integrato (Vision Logic) non può essere evitato, il sottile non può essere evitato, nessun livello può essere evitato per un permanente e durevole sviluppo del risveglio. Tutte queste onde e correnti sono dirette verso l'oceano di One Taste (un solo sentire), spinte attraverso il Grande Campo morfogenetico dalla forza "di tenera persuasione all'Amore" spinte dall'Eros, dallo Spirito in azione, dall'Amore che muove il sole e le altre stelle.


Inizio della Parte due di PSICOLOGIA INTEGRALE

IL SENTIERO

Dal premoderno al moderno


Una psicologia veramente integrale dovrebbe di certo cercare di includere le dimensioni spirituali degli individui. Tuttavia i grandi sistemi della spiritualità, la Cristianità, il Giudaismo, l'Islam, il Buddismo, l'Induismo, il Taoismo e le religioni indigene sono parte del lascito della premodernità. Questo non significa che queste religioni non esistano o non abbiano influenza sul mondo moderno, ma solo che le loro radici e le loro fondamenta sono state posate in tempi premoderni e le loro visioni del mondo profondamente modellate da correnti premoderne. Inoltre l'attuale epoca storica chiamata "modernità" (specialmente nell'illuminismo occidentale) ha definito sé stessa come specificamente un'"antireligione". L'empiricismo scientifico dell'Illuminismo s'impegnò alla distruzione delle "superstizioni" che erano sentite come la componente principale delle affermazioni della religione organizzata.
Se una psicologia integrale desidera veramente abbracciare le durature intuizioni sia della premodernità "religiosa" sia della modernità "scientifica", sono necessarie, in generale, vie di riconciliazione per le concezioni antagonistiche nei riguardi della spiritualità.
Quindi in questa seconda parte daremo una breve occhiata alla grande transizione della visione del mondo dal premoderno al moderno, cercando di indicare che entrambi posseggono molti punti di forza e molte debolezze, e che un approccio integrale può procedere al meglio prendendo le verificate intuizioni di entrambi e scartando i punti deboli. Credo che non ci sia altro modo per generare un approccio davvero integrale.
Virtualmente, ogni tentativo che ho osservato di offrire un modello integrale, ha il difetto o di non apprezzare le forze delle tradizioni antiche, o di non comprendere gli importanti contributi modernità ed io proverò, al meglio delle mie possibilità, di indicarli entrambi.
Ritorneremo e tenteremo di mettere tutti i pezzi insieme nella parte tre, onorando sia il premoderno, che il moderno, suggerendo così un approccio postmoderno e costruttivo per una psicologia integrale.


CHE COSA È LA MODERNITÀ?

Che cosa ha portato nel mondo la modernità che mancava in tutte le culture premoderne? Che cosa ha reso la modernità così sostanzialmente differente dalle culture e le epoche che la precedettero? Qualunque cosa sia stato, è molto probabile che si tratti di un aspetto essenziale per ogni psicologia davvero ampia o integrale. Ci sono state molte risposte alla domanda: che cosa è la modernità? Molte sono decisamente negative. La modernità, si dice, ha segnato la morte di Dio, la morte della Divinità, l'appiattimento della vita, il livellamento delle distinzioni qualitative, le brutalità del capitalismo, la sostituzione della qualità con la quantità, la perdita dei valori e dei significati, la frammentazione della vita, il timore esistenziale, l'industrializzazione inquinante, il materialismo volgare e rampante e tutto questo è stato spesso riassunto nella frase resa famosa da Max Weber "Il disincanto del mondo."
Senza dubbio c'è un po' di verità in ognuna di queste rivendicazioni, e dobbiamo offrire loro sufficiente considerazione. Ma, chiaramente, ci sono stati anche degli aspetti della modernità immensamente positivi, perché ci ha dato i governi democratici, gli ideali d'uguaglianza, libertà e giustizia senza distinzione di razza, classe e credo, la medicina moderna, la fisica, la biologia e la chimica, la fine della schiavitù, la nascita del femminismo e i diritti universali dell'Uomo. Queste cose sono sicuramente un po' più nobili del mero " disincanto del mondo."
Ora abbiamo bisogno di una specifica definizione o descrizione della modernità che comprenda tutti questi fattori, sia buoni (come le democrazie liberali) sia cattivi (come la diffusa perdita di significato). Numerosi studiosi da Max Weber a Jurgen Habermas, hanno suggerito che ciò che ha specificamente definito la modernità è stato ciò che viene chiamato "la differenziazione delle sfere dei valori culturali", che significa specificamente la differenziazione di arte, morale e scienza. Dove queste sfere precedentemente tendevano ad essere fuse, la modernità le differenziò e permise ad ognuna di procedere a suo modo, con la sua dignità usando i suoi strumenti, seguendo le sue scoperte, senza essere sottoposta alle intrusioni delle altre sfere.
Questa differenziazione permise ad ogni sfera di fare profonde scoperte che, se usate saggiamente, potevano portare a tali buoni risultati come la democrazia, la fine della schiavitù, la nascita del femminismo, e i rapidi avanzamenti della scienza medica; ma le scoperte usate in modo non saggio, possono facilmente essere pervertite nei lati negativi della modernità, come l'imperialismo scientifico e nella dominazione del disincanto.
L'aspetto brillante di questa definizione della modernità, cioè cha ha differenziato i valori di arte, morale e scienza, dipende dal fatto che permette di vedere gli aspetti sia delle buone sia delle cattive notizie dei tempi moderni. Ci permette di comprendere sia la dignità sia il disastro della modernità.
Le culture premoderne certamente possedevano arte, morale e scienza. Il punto è piuttosto che queste sfere tendevano ad essere relativamente "indifferenziate". Per fare solo un esempio nel Medio Evo, Galileo non poteva guardare liberamente nel suo telescopio e riportare i risultati perché arte, morale e scienza erano fuse e sotto il controllo della Chiesa, e quindi la morale della Chiesa decideva che cosa la scienza potesse o non potesse fare. La Bibbia ha detto (o sottinteso) che il sole gira attorno alla terra, e questa è la fine della discussione.
Ma, con la differenziazione delle sfere dei valori, un Galileo poteva guardare nel suo telescopio senza timore di essere accusato d'eresia e tradimento. La scienza poteva perseguire liberamente le sue verità senza essere sottomessa dalle altre sfere. Allo stesso modo per l'arte e la morale. Gli artisti senza timore di punizione dipingevano temi non religiosi o anche sacrileghi se lo volevano. Anche le teorie morali erano, allo stesso modo, libere di perseguire la ricerca sulla "buona vita" che fosse d'accordo o meno con la Bibbia.
Queste differenziazioni della modernità sono state anche chiamate la "dignità" della modernità, perché queste differenziazioni sono state in parte responsabili della nascita delle democrazie liberali della fine della schiavitù, della crescita del femminismo e degli impressionanti sviluppi delle scienze mediche, per nominare solo poche di queste numerose dignità.
La "cattiva notizia" della modernità è stata che queste sfere di valori non si separarono solo pacificamente, ma spesso si contrapposero completamente. La meravigliosa differenziazione della modernità si spinse troppo avanti nella dissociazione, nella frammentazione e nell'alienazione. La dignità divenne disastro. La crescita divenne un cancro. Quando le sfere dei valori iniziarono a dissociarsi si permise ad una scienza potente ed aggressiva di invadere e dominare le altre sfere, mettendo l'arte e la morale al di fuori da ogni seria considerazione nell'approccio alla "realtà". La scienza divenne scientismo, materialismo scientifico ed imperialismo scientifico, e presto divenne la dominante ed ufficiale visione del mondo della modernità.
E' stato questo materialismo scientifico che presto dichiarò che le altre sfere di valori erano inutili, "non scientifiche, illusorie o peggio. Precisamente per questa ragione fu il materialismo scientifico che dichiarò che il Grande Campo dell'Essere era inesistente.
Secondo il materialismo scientifico il Grande Campo, dalla materia al corpo, alla mente al'anima e allo spirito poteva essere del tutto ridotto a sistemi di sola materia; e la materia o "materia energia" sia che fosse per il cervello materiale o nei sistemi del processo materiale, doveva giustificare tutta la realtà senza che restasse fuori null'altro. La mente se n'era andata e così l'anima e lo spirito, eccetto il misero scalino di base, e al suo posto, come Withehead notoriamente lamentò, la realtà era ridotta ad "un insignificante avventura senza suono o profumo, senza colore; meramente solo la corsa della materia infinitamente insignificante". (A cui aggiunse: "Per questo la filosofia moderna è stata rovinata.")
Accadde così che l'Occidente moderno fu la prima civiltà nella storia della razza umana a negare la sostanziale realtà del Grande Campo dell'Essere. Ed è in questo grande diniego che vorremmo tentare di reintrodurre la coscienza, l'interiore, il profondo, lo spirituale, quindi muoverci lentamente verso una concezione più integrale.

SUBPERSONALITÀ

Ho accennato che l'io contiene numerose subpersonalità, e in modo più ovvio e significante la cosa appare nelle patologie, nelle diagnosi e nelle cure. Autorità nell'argomento affermano che la persona media ha di solito circa una dozzina o ancor più di subpersonalità, variamente conosciute come io genitoriale, io bambino, io adulto, io dominante, io sottomesso, io ideale, io idealizzato, falso io, io autentico, io reale, io critico, superio, io libidinoso e così via. La maggior parte di questi è sperimentata come voci, vocali o subvocali, nel proprio dialogo interno. Qualche volta una o più subpersonalità diventano quasi completamente dissociate, e ciò può portare in casi estremi al disturbo delle personalità multiple. Per la maggior parte della gente comunque, queste varie subpersonalità sono in competizione unicamente per avere attenzione e il controllo del comportamento, e formano una specie di società subconscia degli io, con cui l'io prossimo si deve confrontare con negoziazioni ad ognuno dei livelli.
Ognuna di queste subpersonalità può essere ad un differente livello di sviluppo in ognuna delle sue linee. In altre parole, le subpersonalità si possono formare virtualmente ad ogni fulcro: subpersonalità arcaiche (F 0, F 1), subpersonalità magiche (F 2, F 3), subpersonalità mitiche (F 3, F 4), subpersonalità razionali (F 5, F 6), e anche subpersonalità animiche (F 7, F 8).
Significative ricerche suggeriscono che non solo le diverse linee di sviluppo si dischiudono in modo relativamente indipendente, ma che così possono fare anche ognuna delle diverse subpersonalità.
Per queste ragioni una persona può quindi avere sfaccettature della coscienza a molti livelli differenti, della morale, delle visioni del mondo, delle difese, delle patologie, dei bisogni, e così via (e si può vedere nello psicogramma integrale come nelle figure 2 e 3). Per esempio lo stato dell'io bambino e generalmente generato ai fulcri F 2, F 3 (con morale preconvenzionale, visione del mondo magica, e bisogni di sicurezza), che diventa perfettamente ovvio quando una persona è coinvolta dallo stato di io bambino (attacchi di stizza con richieste egocentriche e visione del mondo narcisistica), che può esplodere attraverso la personalità, controllarla per minuti o ore, e poi passare altrettanto velocemente quanto era venuta, riportando la persona al suo più tipico io medio (che può essere del resto anche molto evoluto).
Così quando indico nove o dieci livelli generali della coscienza, visioni del mondo, patologie e terapie, e così via, ciò non significa affatto che una persona è semplicemente a un livello con un tipo di difesa, un tipo di patologia, un tipo di bisogno e un tipo di cura. La dozzina o più di subpersonalità possono ognuna ad un diverso livello, con un tipo di disturbo, un tipo di patologia, un tipo di bisogno, di difesa e di patologia (ad es. dal borderline al nevrotico all'esistenziale allo spirituale) e risponderà quindi a una ampia varietà di contesti terapeutici.
Le subpersonalità, nella loro forma iniziale sono semplicemente rappresentazioni di sé funzionali che navigano particolari situazioni psicosociali (una "persona" padre, una "persona" moglie, un io libidico, un io realizzatore, e così via). Le subpersonalità diventano problematiche solo in proporzione della loro dissociazione, che si manifesta secondo gradi che vanno dal leggero al medio al forte. La difficoltà viene quando una di queste personalità funzionali è fortemente dissociata, o separata dall'accesso all'io conscio, a causa di ripetuto trauma, difficoltà di sviluppo, stress ricorrente, o disattenzione selettiva. Queste "personae" sommerse, con i loro assortimenti di morale, bisogni, visioni del mondo e così via ora dissociati e fissati, aprono un negozio al pian terreno, da dove sabotano l'ulteriore crescita e progresso. Rimangono "soggetti nascosti", sfaccettature della coscienza da cui l'io non è più in grado di disidentificarsi ne è in grado di trascendere, perché sono sigillati fuori dalla coscienza in tasche inconsce della psiche, da dove mandano derivati simbolici nella forma di sintomi.
Il catalizzatore terapeutico, di nuovo consiste nel portare la coscienza al confronto con queste subpersonalità, oggettivizandole e includendole poi in un abbraccio più ampio e compassionevole. Parlando in generale, gli individui presenteranno una sintomatologia dove una o due subpersonalità e le loro patologie sono dominanti, (un severo critico interiore, un perdente predisposto alla sconfitta, uno stato di bassa stima di sé, ecc.), così la terapia cerca di mettere a fuoco questi aspetti più visibili. Quando le patologie dominanti vengono alleviate (e le rispettive subpersonalità integrate), aspetti meno visibili spesso tenderanno ad emergere, a volte forzatamente, e l'attenzione terapeutica allora graviterà su di loro. Le subpersonalità possono includere sia io più primitivi (arcaici e magici) sia il nuovo emergere di qualunque io Transpersonale (anima e spirito).
Allo stesso modo le varie subpersonalità sono spesso determinate dal contesto: una persona andrà bene in una situazione per poi trovare che un'altra situazione gli suscita panico, ansia e depressione e così via. Alleviare i problemi dominanti in un'area porterà spesso alla superficie patologie meno visibili, e si potrà quindi risolverle. L'ingrediente terapeutico, essendo consapevolezza da reggere, aiuta l'individuo a diventare più conscio delle subpersonalità, trasformandole così da "soggetti nascosti" a "oggetti coscienti", perché possano così essere rintegrati nell'io e così riunirsi al flusso dell'evoluzione della coscienza, invece di rimanere fissati ai livelli inferiori dove erano precedentemente dissociate. Non importa quanto numerose siano le subpersonalità, il compito dell'io prossimo è il creare qualche tipo di integrazione o armonia nel coro delle voci, e così riprendere con maggior sicurezza il suo viaggio verso la sorgente di tutti loro.

L'ARCHEOLOGIA DELL'IO


Possiamo offrire un riassunto semplificato della discussione precedente sui livelli e le patologie utilizzando la figura 10. Questo è ancora il Grande Campo, ma questa volta disegnato per mostrare gradi di profondità interiore. In altre parole, figure come la 1 e la 6 mostrano che le sfere superiori trascendono e includono le inferiori; la figura 10 mostra che le sfere superiori sono sperimentate come essere interiori a, e più profonde delle inferiori, che sono percepite al confronto come superficiali, frivole e esteriori. Perciò, il corpo è sperimentato all'interno dell'ambiente fisico, la mente è sperimentata interna al corpo, l'anima sperimentata interna alla mente, e nel profondo dell'anima è il puro Spirito, che trascende tutti e include tutto (trascendendo così interno ed esterno).
La fig. 10 mostra quest'archeologia dello spirito, quando gli strati più superficiali dell'io sono tolti per esporre onde di coscienza progressivamente più profonde. Ciò coinvolge l'emergere di potenziali sempre più grandi, che quindi conducono avanti, e non indietro, e ci mostrano la futura evoluzione e crescita, non l'evoluzione del passato e alla regressione. Questa di certo è un'archeologia del profondo, ma una profondità che prepara il futuro e non il passato, che raggiunge un più grande domani, non un polveroso ieri, che porta alla luce i tesori nascosti nell'involuzione, non i fossili dell'evoluzione. Scaviamo all'interno allo scopo di andare oltre, non indietro.
Un sommario di questa spedizione archeologica:
All'inizio del F 1, sulla più fragile superficie dello spirito, l'io è ancora largamente indifferenziato dal mondo materiale (come disse Piaget: "L'io è, qui si può dire, materiale"); i problemi a questo livello possono quindi contribuire a mettere in crisi mancanza di confini del sé, autismo infantile, e alcune forme di psicosi. La visione del mondo in questa fase è arcaica, e questa coscienza arcaica, se non viene differenziata (trascesa) e integrata (risolta) può portare a patologie primitive. Il viaggio dell'io viene sabotato dal primo passo, e le ripercussioni sono gravi. Nel F 2 (la fase della separazione-individuazione), l'io corporeo emozionale si differenzia dalle emozioni e dai sentimenti degli altri. I problemi a questo livello possono contribuire a condizioni borderline e narcisistiche, quando l'io tratta il mondo e gli altri come mere estensioni di se stesso (narcisismo) oppure il mondo invade e distrugge dolorosamente l'io (borderline); entrambi per il fatto che il mondo ed il sé non sono ancora stabilmente differenziati.
La visione del mondo di questa fase è magica, l'io può magicamente ordinare il mondo attorno con onnipotente fantasia, l'ambiente è pieno di spostamenti animistici (non sofisticati come nel panteismo, ma come proiezioni di impulsi antropomorfici), e il mondo magico regna. La fissazione al livello egocentrico magico (e le subpersonalità magiche) appartiene in gran parte al repertorio cognitivo delle condizioni narcisistiche o borderline.
Con il F 3, il primo io mentale (primo io o persona) inizialmente incomincia ad emergere e differenziarsi dal corpo e i suoi impulsi, sentimenti ed emozioni, e tenta di integrarli nel suo recente io concettuale. Fallimenti a questo fulcro cruciale (spesso riassunti come complessi di Edipo Elettra) possono contribuire alla nevrosi classica: ansia, depressione, fobie, disturbi ossessivo compulsivi, ed eccessivo senso di colpa di fronte al superego da poco interiorizzato. L'io concettuale è spaventato e travolto dalle sensazioni del corpo (specialmente il sesso e l'aggressività), e nel suo maldestro tentativo di difendersi da questi sentimenti, finisce per spingerli quasi sotto terra (come subpersonalità impulsive) dove causano ancor più sofferenza e terrore che quando sono affrontate con consapevolezza.
Tutti questi fulcri iniziali (da F 1 a F 3), restano pesantemente egocentrici e preconvenzionali (per possibili esperienze spirituali dell'infanzia vedi capitolo 10). La fissazione ai loro modi narcisistici mantiene la coscienza in circolo attorno alla superficie del Sé, e il viaggio verso le profondità è deviato in qualcuno dei più superficiali strati archeologici.
Questo primo io mentale è dapprincipio un semplice io, un nome, quindi un rudimentale io, un concetto, ma presto si espande in un io ruolo (o persona) con l'emergere della mente ruolo/regola e la crescente capacità di mettersi nel ruolo degli altri (F 4). La visione del mondo sia del F 3 che dell'iniziale F 4 è mitica, il che significa che questi primi ruoli sono spesso quelli che troviamo rappresentati dagli dei e dee mitologici, che rappresentano i ruoli archetipici disponibili agli individui. Cioè, questi sono semplicemente alcuni dei ruoli concreti del collettivo disponibili agli uomini e alle donne, ruoli come un padre forte, una madre premurosa, un guerriero, un mago, l'anima e l'animus, e così via, che sono spesso incarnati nelle figure concrete delle mitologie del mondo (Persefone, Demetra, Zeus, Apollo, Venere, Indra ecc.). La ricerca Junghiana suggerisce che questi mitici ruoli archetipici sono ereditati collettivamente; ma notiamo che per la maggior parte non sono transpersonali (una confusione comune nei circoli junghiani e New Age). Questi ruoli mitici sono solo parte delle molte (sub)personalità che possono esistere a questo livello mitico preformale dello sviluppo della coscienza; sono preformali e collettivi, non postformali e transpersonali. Pochi "archetipi elevati" come il Vecchio Saggio, la Strega e il mandala, sono a volte simboli di dimensioni transpersonali, ma non conducono obbligatoriamente all'esperienza di quelle dimensioni. In ogni caso qui stiamo mettendo a fuoco il livello concreto letterale mitico.
Questi ruoli archetipici preformali sono sostenuti da specifici ruoli culturali, che il bambino inizia ad imparare in questa fase, le specifiche interazioni con la famiglia, i pari e gli altri. Mentre questi copioni culturali sono appresi, possono sorgere molti problemi e distorsioni, e queste contribuiscono a quello che abbiamo generalmente chiamato patologie del copione. Poiché la visione del mondo a questo livello è mitica (appartenenza mitica), la terapia a questo livello, con qualunque nome, spesso coinvolge lo sradicamento di questi miti e la loro sostituzione con copioni e ruoli più accurati e meno autodistruttivi. Anche l'approccio Junghiano, che a volte sopravvaluta le rappresentazioni mitiche, procede in modo simile, differenziando ed integrando i motivi mitici in modo che, sia li onora, sia li trascende.
Che cosa sta realmente accadendo qui? Nel movimento dal preconvenzionale narcisistico al convenzionale e all'appartenenza mitica, la coscienza è scesa profondamente dall'egocentrismo al sociocentrismo. Si è espansa dal me al noi, e così ha affrontato nuove profondità nel suo viaggio archeologico verso il Sé. Sta lentamente abbandonando le pallide superfici primitive, diventando meno narcisista, meno frivola, meno superficiale, immergendosi invece nel profondo, là dove gli io individuali sono crescentemente uniti a quel Sé comune che splende attraverso tutta la rappresentazione, e nel movimento dall'egocentrico-magico, al sociocentrico-mitico il cuore del Sé onnicomprensivo viene crescentemente intuito. Con l'emergere delle capacità formali riflessive, il sé può scendere ancora più a fondo, dai ruoli convenzionali/conformisti e all'appartenenza mitica, all'io (persona) all'io postconvenzionale, globale planetario, cioè l'io maturo (coscienzioso e individualista per usare la versione di Loevinger). Non più solo noi (la mia tribù, il mio clan, il mio gruppo, la mia nazione) ma tutti noi (tutti gli esseri umani senza eccezione, senza riguardo per la razza, la religione, il sesso o il credo). La coscienza si libera dalle superfici parrocchiali e s'immerge in ciò che è condiviso globalmente dall'umanità, con forme di compassione che sono universali, imparziali, giuste e rispettose per tutti.
I problemi a questo livello (F 5) spesso si centrano attorno alla incredibilmente difficile transizione dai ruoli conformisti e dalla morale normativa, ai principi universali della coscienza e a identità postconvenzionali: "Chi sono io" non secondo la mamma, il papà, la società o la Bibbia, ma secondo la mia più profonda coscienza? La "crisi di identità" di Erikson è un riassunto classico di molti dei problemi di questa fase.
Quando incomincia ad emergere il "vision logic", (pensiero sintetico integrato), la consapevolezza postconvenzionale si approfondisce verso problematiche pienamente universali ed esistenziali: la vita e la morte, l'autenticità, la piena integrazione di corpo-mente, l'autorealizzazione, la coscienza globale, l'abbraccio olistico, tutte riassunte nell'emergere del centauro (le fasi autonome integrate di Loevinger). Nel viaggio archeologico verso il Sé, il controllo esclusivo del proprio reame sta giungendo alla fine, iniziando a mostrare lo spirito radiante, e quella radianza universale inizia a brillare sempre più, rendendo l'io sempre più trasparente.
Come sempre, più si scende all'interno, più si va oltre. Nella straordinaria archeologia dello Spirito più profondo il livello più ampio l'abbraccio, l'interiore ti porta oltre. All'interno del mondo della materia c'è il corpo, là il corpo vitale va oltre la materia in tanti modi: le sue sensazioni rispondono, mentre non lo fanno le rocce; le percezioni riconoscono un mondo mentre l'insenziente dorme; le sue emozioni muovono il corpo, mentre il fango attende in silenzio. Allo stesso modo la mente esiste all'interno del corpo vitale, ma, la mente va oltre il corpo in tanti modi: mentre il corpo prova le sue sensazioni, la cognizione mentale si mette nei panni degli altri, e così espande la coscienza dall'egocentrismo al sociocentrismo al mondo-centrismo; la mente mette insieme passato e futuro e così si eleva oltre l'impulsività degli istinti del corpo, e mentre la mente concepisce il mondo che potrebbe essere o dovrebbe essere, il corpo agisce nell'ingenuo presente.
Allo stesso mondo guardando a fondo nella mente, nella parte più interiore dell'io, quando la mente diventa molto, molto quieta, e si ascolta molto attentamente, nell'infinito Silenzio, l'anima inizia a sussurrare, la sua voce vellutata e sottile ci porta molto oltre a quanto la mente non abbia mai potuto immaginare, oltre qualunque cosa la razionalità possa sostenere, oltre ogni cosa la logica possa sopportare. Nel suo dolce sussurrare ci sono i più sottili suggerimenti d'amore infinito, spiragli di una vita che il tempo ha dimenticato, flash di beatitudine che non possono essere menzionati, un'infinita intersezione dove i misteri dell'eternità respirano vita nel tempo mortale, dove la sofferenza e la pena hanno dimenticato come pronunciare i propri nomi, questa segreta calma intersezione del tempo e dell'assolutamente senza tempo, un'intersezione chiamata anima.
Nell'archeologia dell'Io, nel profondo interno del personale giace il transpersonale, che ti porta molto oltre il personale: sempre all'interno e oltre. Sperimentato precedentemente solo nelle esperienze di picco, o come un'intuizione di fondo dell'immortalità, meraviglia e grazia, l'anima inizia ora ad emergere più stabilmente nella coscienza. Non ancora infinita e onnicomprensiva, non più soltanto personale e mortale, l'anima è il grande collegamento intermedio tra il puro Spirito e l'io individuale. L'anima può abbracciare il piano grossolano nel misticismo della natura, o può scendere nelle proprie profondità nel misticismo dei Deva. Può conferire significato postmoderno a tutta vita, e conferire grazia ad ogni angolo della psiche. Offre l'inizio di un testimone imperturbabile ed equanime nel mezzo dei colpi e delle frecce dell'oltraggiosa fortuna, e soffia una tenera carità su tutto ciò che incontra. Si raggiunge con una semplice tecnica: di fronte alla mente gira a sinistra e vai all'interno.
Una malattia dell'anima è davvero una malattia. Le patologie che assediano lo sviluppo psichico e sottile sono numerose e profonde. Le prime e le più semplici sono quelle che risultano da improvvise esperienze di picco psichiche e sottili, prima che esse possano diventare realizzazioni permanenti e onde di base nella propria consapevolezza. Come abbiamo visto una persona al livello, arcaico, magico, mitico, razionale o centaurico può avere esperienze di picco d'ogni stato superiore (psichico, sottile, causale e nonduale). In alcuni casi questi sono così distruttivi che, soprattutto in una persona che abbia delle deficienze a livello del F 1 o F 2, possono indurre episodi psicotici. In altri il risultato è l'emergenza spirituale, e in altri ancora l'esperienza di picco è benefica ed è un'occasione per trasformare la vita. Ma, in tutti questi casi, capire l'esperienza dipende dalla comprensione sia del livello da cui l'esperienza ha origine (psichico, sottile, causale e non-duale) e dal livello al quale è sperimentata o interpretata (arcaico, magico, mitico, razionale o centaurico, o più precisamente il livello di sviluppo dell'io e di tutte le line relative all'io, includendo la morale i bisogni, la visione del mondo e così via. (Come abbiamo visto un'esperienza di picco transpersonale è sperimentata ed interpretata molto differentemente, per esempio, a differenti livelli dello sviluppo morale, e tutti questi diversi livelli e linee devono essere presi in considerazione quando si stabilisce la natura della cura di qualunque emergenza spirituale). In altre parole, uno psicogramma integrale dell'individuo è la migliore guida in questo e in qualunque altro, contesto terapeutico.
Oltre gli stati non ordinari e le esperienze di picco temporanee c'è la realizzazione permanente, e quando inizia l'adattamento alle dimensioni dell'anima, un gran numero di patologie possono svilupparsi. L'io può essere sopraffatto dalla luce, dolorosamente perduto nell'amore, inondato da una vastità che i suoi confini non possono contenere. Oppure può semplicemente dilatare l'ego a proporzioni infinite (specialmente se ci sono residui del F 2 narcisistici e borderline). Può sviluppare una scissione tra le dimensioni inferiori e quelle superiori (specialmente tra il corpo e l'anima). Può reprimere e dissociare aspetti dell'anima stessa (producendo subpersonalità del F 7 F 8, non impulsi inferiori che cercano di venire su, ma impulsi superiori che cercano di venire giù. Può rimanere fuso con l'anima quando dovrebbe lasciarla andare. La prima e più semplice patologia di tutte: negare l'esistenza della propria stessa anima.
Un crescente corpo di letteratura sta mettendosi in sintonia principalmente con i disturbi dell'anima usando sia le tecniche delle discipline spirituali tradizionali, sia la moderna psicoterapia (numerosi di tali approcci sono indicati nelle note). Per le tecniche più tradizionali, che sono anche parte della terapia integrale, ho indicato negli schemi il sentiero degli sciamani e degli Yoghi, il sentiero dei santi, il sentiero dei saggi, e il sentiero dei Siddha (che trattano rispettivamente con lo psichico, il sottile, il causale e il non-duale) che sono anch'essi indicati nelle note finali.
Nell'archeologia dell'Io, siamo al punto in cui l'anima è emersa dalle profondità interiori della mente e indica la via per un più grande domani. Come Mosé, l'anima può vedere lontano, ma mai entrare veramente nella Terra Promessa. Come direbbe Teresa, "dopo che la farfalla (l'anima) è emersa dalla morte della crisalide (l'ego), la piccola farfalla deve morire". Quando l'anima stessa raggiunge la quiete, e riposa dalle sue fatiche, quando il testimone abbandona la sua ultima presa e si dissolve nel terreno sempre presente; quando l'ultimo strato dell'io si stacca nel più puro vuoto, quando la forma finale della contrazione dell'io si dischiude nell'infinità di tutto lo spazio; allora lo Spirito stesso, come consapevolezza sempre presente, si erge libero secondo il proprio accordo, mai realmente perduto e quindi mai realmente trovato. Con lo choc del terribilmente ovvio, il mondo continua a sorgere proprio come ha sempre fatto.
Nell'interiore più profondo, l'oltre più infinito. Nella consapevolezza sempre presente, la tua anima si espande per abbracciare l'intero Kosmo, cosicché solo lo Spirito rimane, come il semplice mondo di ciò che è. La pioggia non cade più su di te, ma dentro di te; il sole brilla dall'interno del tuo cuore e irraggia fuori sul mondo, benedicendolo con la grazia, le supernova turbinano nella tua coscienza, il tuono è il suono del tuo stesso cuore rallegrato, gli oceani e i fiumi non sono altro che il tuo sangue che pulsa al ritmo dell'anima. Mondi infinitamente elevati di luce danzano all'interno del cervello, mondi notturni infinitamente profondi cadono attorno ai tuoi piedi; le nuvole corrono attraverso il cielo della tua stessa mente incontaminata, mentre i venti soffiano attraverso lo spazio vuoto dove una volta soleva essere il tuo io. Il suono della pioggia che batte sul tetto è il solo io che puoi trovare qui nel mondo cristallino di un solo sentire, dove interno ed esterno sono sciocche finzioni, e io e gli altri sono oscene bugie, e la sempre presente semplicità è il suono di una sola mano che applaude follemente per l'eternità. Nella più grande profondità, che è la più semplice, il viaggio finisce, come sempre, esattamente da dove era iniziato.

UNA TERAPIA A TUTTO SPETTRO


Potrebbero essere enfatizzati pochi punti in questa Archeologia del Sé. Come indicato nella colonna 2 dello schema 1A, queste onde generali dello sviluppo del sé (sé materiale, io corporeo, persona, ego, centauro, e anima) non soni rigidi livelli in diversi strati, ma correnti che si sovrappongono nel dischiudersi del sé, ed esistono come sub-oloni funzionali in sviluppo successivo (terapie della separazione, come l'essere divisi in subpersonalità dissociate). Tuttavia ogni singolo fulcro è abbastanza specifico, le capacità funzionali di ogni io continuano un progressivo sviluppo, e questo è indicato dalle frecce continue sia nello schema 1A che nella figura 10. (Più avanti ritorneremo su quest'idea e mostreremo anche un'altra ragione per cui questi diversi io possono sovrapporsi e coesistere in un certo grado, vedi "differenti linee del Sé nel capitolo 9).
Il punto è semplicemente che l'adulto medio si avvicina alla terapia, per usare una versione semplificata, con un corpo emozionale/libidico, una o più immagini corporee, una o più persone o ruoli convenzionali, uno o più stati dell'io, che si dissociano ad ognuno dei livelli producendo complessi dissociati e sub personalità a questi livelli , e un'anima e uno spirito che aspettano una più genuina nascita. Un terapeuta a "tutto spettro" lavora con il corpo, l'ombra, la persona, l'ego, l'io esistenziale, l'anima e lo spirito, tentando di portare consapevolezza ad ogni livello, cosicché ognuno possa unirsi alla coscienza in uno straordinario viaggio di ritorno al Sé e allo Spirito, che è base e sostegno dell'intera rappresentazione.
Un terapeuta a tutto spettro è un archeologo del Sé. Questa tuttavia, è un'archeologia che dissotterra il futuro, non il passato. Questa profonda archeologia scava all'interno per trovare l'oltre, l'emergente e il nuovo, non quanto è già sepolto; gli strati più profondi ci spingono avanti, non indietro; sono strati di Eros, non di Tanatos; portano alle nascite del domani, non alle tombe di ieri.
(In questo dischiudersi dei potenziali più alti, va recuperato ogni aspetto del sé che era già emerso ed era stato represso, perduto o alienato, dobbiamo quindi "regredire al servizio del sé", dobbiamo ritornare al passato, ritornare ai livelli più superficiali e ristretti, all'io materiale, all'io libidico ai primi copioni distorti, e così via, e ricontattare quelle sfaccettature, sciogliere le distorsioni, reintegrarle nella corrente del dischiudersi della coscienza, e così riprendere il viaggio alle vere profondità, senza le distrazioni di queste commozioni superficiali di rumore e rabbia, e che significano, se non nulla, non molto. La maggior parete della "Psicologia del Profondo", Freudiana per esempio, è in vero, "psicologia del superficiale" che canalizza non le profondità ma la superficie del Sé.)
Ma, dire che le onde più profonde del Sé sono scoperte archeologiche non significa affatto che sono semplicemente cose date, come un tesoro sepolto nello scrigno, che attende solo di essere scavato fuori. Significa solo che queste onde più profonde sono tutti potenziali di base della condizione umana (e senziente). Ogni individuo scopre le profondità che sono date collettivamente a tutti noi (tutti abbiamo corpo, mente, anima e spirito e nessuno di noi li ha creati); ma ogni individuo scopre le profondità creando i lineamenti della superficie d'ogni onda che sarà peculiarmente sua (ciò che fai, con il corpo, la mente, l'anima e lo spirito: dipende veramente da te). Come sempre dobbiamo adempiere il futuro che c'è dato; e il terapeuta a tutto spettro è un assistente in questo viaggio straordinario che è contemporaneamente scoperta e creazione.


PSICOLOGIA INTEGRALE

I QUATTRO QUADRANTI


C'è, io credo, un modo semplice per comprendere il riduzionismo scientifico e un modo altrettanto semplice per revocarlo. Mentre comparavo e confrontavo i diversi sistemi indicati negli schemi, ho notato che, virtualmente senza eccezione, tutti rientravano in quattro classi generali. Alla fine divenne chiaro che queste quattro classi rappresentavano l'interiore e l'esteriore dell'individuale e del collettivo, come si può vedere nella figura 5.

La parte superiore del diagramma è l'individuale, la metà inferiore è il collettivo, la metà sinistra è l'interiore (consapevolezza, soggettività) e la metà destra è l'esteriore (obiettiva, materiale). Così il quadrante superiore sinistro rappresenta l'interiore dell'individuo, l'aspetto soggettivo della coscienza o la consapevolezza individuale che ho rappresentato con la linea cognitiva sino al livello vision logic (pensiero sintetico integrato). (La fig. 5 rappresenta gli sviluppi, a partire dal Big Bang, sino al modo attuale di consapevolezza; non copre gli sviluppi transpersonali che discuteremo più in dettaglio più avanti.) Tutto il quadrante superiore sinistro rappresenta l'intero spettro della coscienza così come appare in ogni individuo, dalle sensazioni fisiche, alle idee della mente all'anima e allo spirito. Lo psicogramma integrale è un grafico di questo quadrante. Il linguaggio di questo quadrante è il linguaggio dell'io: il rapporto della prima persona, della corrente interiore della consapevolezza. E' anche la sede dell'estetica o della bellezza che risiede nell'io dell'osservatore.
Il quadrante destro superiore rappresenta l'oggettivo, o i correlati esterni degli stati interiori della coscienza. Senza preoccuparci per il momento dell'esatta relazione tra mente interiore e cervello oggettivo, possiamo notare solamente che i due sono per lo meno intimamente collegati. Perciò possiamo vedere nella fig. 5, semplici cellule (prokarioti ed eukarioti) che già mostrano "Irritabilità" o attiva risposta a degli stimoli.
Gli organismi neuronali posseggono sensazione e percezione, un cervello del rettile aggiunge la capacità per gli impulsi e per il comportamento istintivo, un sistema limbico aggiunge le emozioni e certi rudimentali ma potenti sentimenti, una neocorteccia aggiunge la capacità di accedere a simboli e concetti e così via. (SF1, SF2 e SF3 rappresentano strutture più alte, le funzioni di del cervello, correlate con più alte capacità cognitive, come vedremo più avanti.) I ricercatori che si concentrano su questo quadrante, sui meccanismi del cervello, sui neurotrasmettitori e studiano la natura organica che possa sostenere la consapevolezza (la neurofisiologia, la scienza cognitiva, la psichiatria biologica, ecc). Il linguaggio di questo quadrante è il linguaggio del ciò, egli, (it): terza persona o resoconti oggettivi dei fatti scientifici che riguardano l'organismo individuale. Ma, gli individui non esistono mai da soli; ogni essere è un essere nel mondo. Gli individui sono sempre parte di una collettività, e c'è un collettivo interiore ed un collettivo esterno. Questi sono indicati rispettivamente nel quadrante inferiore sinistro e inferiore destro. L'inferiore sinistro rappresenta l'interno del collettivo, o i valori, i significati, le visioni del mondo e l'etica che è condivisa da un gruppo di individui. Nella figura 5 ho rappresentato tutto questo con le visioni del mondo come magica, mitica e razionale (che discuteremo più avanti). Il linguaggio di questo quadrante è il linguaggio del "noi": seconda persona, o linguaggio dell'io-tu che coinvolge la comprensione reciproca, giustizia e bontà, in breve come tu ed io ci arrangeremo per andare avanti insieme. Questo è il quadrante culturale. La cultura tuttavia, non è sospesa senza corpo nell'aria, proprio come la coscienza individuale è ancorata a forme materiali obiettive (come il cervello), così tutti i componenti della cultura sono ancorati in forme istituzionali esterne e materiali. Questi sistemi sociali includono istituzioni materiali, formazioni geopolitiche e forze produttive (che vanno dal raccoglitore, all'agricolo agrario industriale ed informatico). Poiché questi sono fenomeni oggettivi, il linguaggio di questo quadrante, come quello oggettivo individuale, è un linguaggio in "it" o "ciò". Dal momento che sia il destro superiore sia il destro inferiore sono obiettivi "ciò" possono essere considerati unitari in ambito generale, e ciò significa che i quattro quadranti possono essere riassunti nei "Grandi Tre" di io, noi, e ciò. Oppure: l'estetica dell'io, la morale del noi, e la scienza del "ciò". Il Bello, il Buono ed il Vero, la prima, seconda e terza persona, l'io, la cultura e la natura, l'arte, la morale e la scienza. In altre parole i quattro quadranti (o più semplicemente i grandi tre) sono il sostegno della moderna differenziazione delle sfere dei valori di arte, morale e scienza. Dove la premodernità aveva avuto la tendenza alla fusione o non differenziare chiaramente, i Grandi Tre, la modernità certamente li ha chiaramente differenziati, e li lasciò liberi di seguire la loro strada. Questa differenziazione è stata parte della dignità della modernità, che permettendo ad ogni dimensione di perseguire le sue verità, permise ad ognuno di questi di raggiungere scoperte impressionanti e di ampia portata, scoperte che anche i più severi critici ammettono, separarono la modernità dalla premodernità. Ma qualcosa d'altro separò la modernità. La differenziazione dei Grandi Tre andò troppo oltre nella dissociazione: la dignità si trasformò in disastro, e ciò permise ad una scienza imperialista di dominare le altre sfere pretendendo che esse non possedessero una propria realtà inerente (lo scientismo, il materialismo scientifico, l'uomo unidimensionale, il disincanto del mondo). Scomparsa era la mente, scomparsi l'anima e lo spirito e al loro posto, fin dove l'occhio poteva vedere, la freddezza di un mondo di oggetti: "Una meschina situazione senza colore, senza profumo e suono"; "semplicemente il frettoloso movimento materiale, senza fine e senza significato". Avvenne così che virtualmente tutto lo spettro della coscienza, e certamente i suoi livelli superiori (anima e spirito), furono ridotti a mutazioni della materia e dei corpi. Ma ottusamente tutti gli "io" e il "noi" furono ridotti in "ciò", a oggetti nello sguardo scientifico, che non importa quanto a lungo osservasse, non poteva trovare nulla che potesse assomigliare al Grande Campo delle possibilità umane, ma vedeva solo schemi senza fine dei processi di cose, in corsa qua e là.

CONCLUSIONE: IL GRANDE COMPITO

Perciò, sembra che la premodernità avesse almeno un grande punto di forza che è mancato alla modernità: il riconoscimento del Grande Campo dell'Essere, che è basilarmente una mappa generica dei più alti potenziali dell'uomo. Ma la premodernità ha avuto almeno un grande punto debole: non aveva pienamente differenziato le sfere dei valori a nessuno dei livelli del Grande Campo. Così, tra le altre cose, la ricerca scientifica obiettiva dello spettro è stata ostacolata; le espressioni relative e culturalmente condizionate del Grande Campo dell'Essere furono considerate universalmente valide; e le ingiunzioni morali raccomandate a tutti limitate da queste espressioni della cultura. Giordano Bruno poteva aver sperimentato molti dei livelli superiori del Grande Campo, ma, poiché le sfere dei valori non erano completamente differenziate e diritti individuali non erano protetti dalla legge e dal costume, l'Inquisizione lo bruciò con cura sul rogo. La modernità, d'altra parte, riuscì a differenziare i Grandi Tre di arte, morale e scienza su larga scala, così da permettere scoperte fenomenali. Ma, quando i Grandi Tre furono dissociati, e il colonialismo scientifico iniziò la sua carriera aggressiva, tutti gli "io" e i "noi" furono ridotti a schemi di "ciò" oggettivi, tutte le fasi interiori della consapevolezza, dal corpo alla mente all'anima e allo spirito, furono sommariamente respinti come insignificanti superstizioni. Il Grande Campo collassò nel materialismo scientifico, in ciò che chiameremo "Flatland" ed è là che il mondo, in gran parte, rimane. Il nostro lavoro sembra essere quello di recuperare i punti di forza sia della modernità sia della premodernità e di buttar via i loro punti deboli.


INTEGRAL PSYCHOLOGY

SPIRAL DYNAMICS

Un esempio di onde dell'esistenza

Clare Graves fu uno dei primi (con Baldwin, Dewey e Maslow) a prendere uno schema evolutivo, e mostrare la sua straordinaria applicabilità a un ampio raggio di scopi, dagli affari, al governo all'educazione. Grave propose un profondo ed elegante modello dello sviluppo umano, un modello che ricerche successive hanno confermato e non respinto. "Brevemente quanto propongo è che la psicologia dell'uomo maturo è un processo a spirale di sviluppo emergente ed oscillante segnato dalla successiva subordinazione di sistemi di comportamento d'ordini inferiori e più vecchi a sistemi più nuovi, d'ordine superiore, con il cambiamento dei problemi umani. Ogni successiva fase, onda o livello d'esistenza è uno stato attraverso cui passano gli individui nel loro percorso ad altri stati dell'essere. Quando l'essere umano e centrato in uno "stato dell'essere" cioè, quando il centro di gravità del sé è attorno a un dato livello di coscienza, possiede una psicologia peculiare di quello stato. I sentimenti, le motivazioni, l'etica e i valori, la biochimica, il grado d'attivazione neurologica, i sistemi d'apprendimento, e le credenze, i concetti di salute mentale, i concetti su che cosa sia la malattia mentale e come essa debba essere curata, la concezione e le preferenze dei sistemi di amministrazione, educazione, economia, teoria e pratica politica sono tutte appropriate a quello stato".
Grave rilevò circa sette livelli maggiori "livelli o onde dell'esistenza umana", che spaziavano dall'autistico, al magico e animistico verso il sociocentrico/convenzionale, all'individualistico e integrato, come mostrato nello schema 4c. Com'è spesso il caso con i ricercatori occidentali, non riconobbe nessun livello superiore (transpersonale), ma i contributi che offrì al prepersonale e al personale sono stati profondi.
Dovremmo ricordare che virtualmente tutte queste concezioni a livelli, da Maslow a Jane Loevinger, a Robert Kegan e a Clare Graves, sono basati su un gran numero di ricerche e dati. Non sono solo idee concettuali e teorie predilette, ma sono basate in ogni punto da una considerevole quantità d'evidenza attentamente verificata. Molti dei teorici dei livelli che presento (come Piaget, Loevinger, Maslow e Graves) hanno sottoposto alla prova i loro livelli in paesi del Primo, Secondo e Terzo Mondo (come abbiamo visto per Piaget). La stessa cosa è vera per il modello di Graves che al momento è stato testato su circa cinquantamila persone in tutto il mondo, senza che si trovassero maggiori eccezioni al suo schema.
Certamente ciò non significa che alcuno di questi schemi racconti tutta la storia e neppure la maggior parte d'essa. Sono tutti, come ho detto, parziali istantanee del Grande Fiume della Vita, e sono tutte utili quando si guarda il Fiume da una particolare prospettiva. Ciò non esclude che altre istantanee siano altrettanto utili, o che queste non possono essere ritoccate con ulteriori studi. Significa però, che ogni modello che non includa queste immagini non è un modello molto integrale.
Il Lavoro di Graves è stato portato avanti, raffinato e significativamente esteso da Don Beck. Spiral Dynamics, scritto con il collega Christoper Cowan (hanno fondato loro il National Values Center) è una superba applicazione dei principi di sviluppo in generale (ed in particolare di quelli di Graves), per un vasto campo di problemi socioculturali. Lontano dall'essere solo animali da poltrona Beck e Cowan hanno partecipato alle discussioni che portarono alla fine dell'apartheid in Sud Africa, (e quindi continuarono ad usare gli stessi principi di sviluppo, per disegnare la strategia dei cuori e delle menti del team di Rugby dell'unione sudafricana, che vinse la coppa del mondo nel 1995). I principi di Spiral Dynamics sono stati fruttuosamente usati per riorganizzare gli affari, rivitalizzare cittadinanze, revisionare sistemi educativi, e disinnescare tensioni all'interno della città. Beck e Cowan hanno avuto questo straordinario successo perché, in un mondo perduto nel relativismo pluralistico, hanno portato la chiarezza e la realtà dello sviluppo dinamico.
La situazione in Sud Africa è un primo esempio per mostrare come l'idea dei livelli di sviluppo (ognuno con la sua visione del mondo, valori e bisogni) può realmente ridurre alleviare le tensioni, e non esacerbarle (come i critici spesso dicono). Spiral Dynamics vede lo sviluppo umano procedere otto generali MAME (o strutture profonde) di valori: istintiva uroborica, animistica e tribalistica (tifonica-magica) Dei del potere (magico, mitico) religioso assolutista (mitica) individualistica realizzatrice (razionale, egoica), relativistica (primo vision logic o primo pensiero razionale integrato) sistematica integrativa (medio vision logic o medio pensiero razionale integrato) globale e olistica (vision logic tardo o tardo pensiero razionale integrato). Questi non sono rigidi livelli ma onde fluide con molte sovrapposizioni e interferenze, che risultano dall'interconnessione nella spirale dinamica dello sviluppo e della coscienza.
Il tipico approccio liberale di buon senso alla soluzione delle tensioni sociali è quello di trattare tutti i valori come uguali, e quindi di forzare una pianificazione di ridistribuzione delle risorse (soldi, diritti, merci, terre) mentre si lasciano intoccati i valori. Il tipico approccio conservatore è prendere alcuni valori e cercare di imporli a tutti. L'approccio evolutivo è realizzare che ci sono molti differenti valori e visioni del mondo, alcuni sono più complessi di altri; molti problemi ad un livello di sviluppo possono essere disinnescati solo evolvendo ad un livello superiore, e solo riconoscendo e facilitando quest'evoluzione potrà infine essere servita la giustizia. Inoltre, vedendo che tutti gli individui hanno potenzialmente a disposizione tutte queste MEME, le linee della tensione sociale sono ridisegnate non sulla base del colore della pelle, classe sociale o culto politico, ma sul tipo di visione del mondo dal quale la persona, il gruppo di persone, il clan, la tribù, gli affari, il governo il sistema educativo o la nazione sta operando. Come dice Beck: "Si mettono a fuoco non tanto i tipi di persone, ma i tipi nelle persone." Questo toglie dal gioco il colore della pelle e si concentra sui veri fattori nascosti (valori evolutivi e visioni del mondo) che generano le tensioni sociali, e ciò è esattamente quanto è successo per facilitare lo smantellamento dell'apartheid in Sud Africa. (Torneremo a Beck alla fine di questo capitolo per alcuni affascinanti esempi, così se queste sezioni sullo sviluppo dell'io paiono aride e astratte prenderanno auspicabilmente vita con numerosi esempi e applicazioni).
L'importante ricerca di Jane Loevinger è concentrata principalmente sullo sviluppo dell'ego. (Schema 4a) ed ha portato molta precisione nel campo e fu la scintilla di ulteriori studi evolutivi. Scoprì che lo sviluppo dell'io (l'io prossimo) passa attraverso dieci riconoscibili fasi, i nomi delle quali tendono ad essere esplicativi: autistico, simbiotico, impulsivo, autoprotettivo, conformista, conformista coscienzioso, coscienzioso, individualista, autonomo e integrato. La sua ricerca è stata ripetuta in numerose e diverse culture e continua a produrre ampio sostegno. Susanne Cook-Greuter ha rifinito ed esteso il lavoro di Loevinger, e sta forgiando un suo modello importante e originale dello sviluppo dell'io. (Schema 4c).
Rober Kegan (Schema 4c) sembra essere l'evoluzionista preferito da tutti (incluso me). Discute un ampio campo di questioni evolutive con intuizione, esattezza, sensibilità e cura. Secondo me l'approccio di Kegan è particolarmente importante perché chiarifica così finemente la natura dell'identificazione (enbedding) e del de-embedding (trascendenza) che caratterizza ogni maggiore onda dello sviluppo dell'io. I suoi libri The Evolving Self, e Over Our Heads mostrano perché un approccio evolutivo sia così importante (e perché Kegan sia il prediletto).
Juan Pascual-Leone porta ad un orientamento Continentale molto utile agli studi evolutivi (ermeneutico, fenomenologico, dialettico) tessendo assieme il lavoro di Piaget, Jaspers, Husserl, Scheler, Merleau-Ponty e Heiddegger, (che hanno altrettanto influenzato la mia visione) più le proprie formulazioni molto originali - in un potente sistema di diletticismo dinamico (Schemi 3b e 3a).
La ricerca di John Broughton credo abbia grande significato specialmente nel delineare le fasi di sviluppo dell'io e la sua epistemologia. (Schema 4a). Seguendo il sentiero di M. Baldwin (vedi sotto) Broughton ha contribuito non solo a molte importanti ricerche ma ad un davvero necessario bilanciamento della ristrettezza della visione Piagetiana.
Tra i ricercatori che seguono le fasi del sé nei regni transpersonali ho incluso Rudolf Stainer (Schema 4b) Michael Washborn (4a) e Jenny Wade (4a), i livelli di Grof possono essere visti nello schema 2a.
Stainer (1861-1925) fu uno straordinario pioniere (nel periodo della "genesi" di Fechner, Jung, James ecc.) ed uno dei più completi visionari psicologici e filosofici dei suoi tempi. Fondatore dell'Antroposofia fu autore di circa duecento libri su quasi ogni argomento concepibile. Michael Washburn ha presentato una versione molto chiara della versione Romantica dell'evoluzione superiore che implica il ricatturare precedenti potenziali perduti; Jenny Wade, che è uno dei più competenti evoluzionisti ora scriventi, ha presentato un eccellente riassunto dello sviluppo degli otto maggiori livelli di coscienza attraverso tutto lo spettro.
Di nuovo, benché ci siano molte significative differenze tra queste teorie dei livelli di sviluppo dell'io, non si può fare a meno di notare molto profonde assomiglianze. Gli stessi nomi che i teorici hanno usato alle fasi del sé tende a spiegare le storia. Usando soli i termini usati dai teorici dello schema 4a 4c: La coscienza inizia in forma largamente autistica e indifferenziata dal mondo materiale. Essa poi differenzia il proprio io corporeo dall'ambiente materiale ed emerge come io istintivo ed impulsivo ma ancora magicamente e animisticamente coinvolto con l'ambiente, e ancora in lotta per il potere egocentrico sull'ambiente. Quando la mete concettuale inizia a emergere, si differenzia dal corpo, e così il sé (l'io) aggiunge crescenti capacità mentali a quelle sensoriali, e di conseguenza inizia a uscire dall'orbita narcisistica, di prima persona, di sicurezza/potere e in circoli più ampiamente intersoggettivi comuni e sociali.
Quando emerge il pensiero di regole e la capacità di mettersi nel ruolo altrui l'egocentrico apre la strada al sociocentrico, con il sui ruoli inizialmente conformisti e convenzionali, con credenze mitiche assolutistiche e spesso modi autoritari. Un'ulteriore crescita differenzia l'io dal suo radicamento in modi etnocentrici e sociocentrici, e lo mette di fronte alla consapevolezza formale, universale, planetaria, postconvenzionale che è una straordinaria espansione della coscienza in modalità che stanno iniziando a diventare realmente globali.
Questa fase postconvenzionale è approfondita dallo sviluppo postformale, e la maggior parte delle ricerche concordano, si muove attraverso il relativismo individualistico (dove la fede nel pluralismo tende ad isolare l'iperindividualismo) all'olismo globale (che muove oltre il pluralismo verso l'integrazione universale) cosicché il sé personale diviene un veramente più integrato ed autonomo sé. (Che io chiamo Centauro. "Centauro è un termine usato da Erikson per indicare l'integrazione di corpo/mente, dove la "mente umana" e il "corpo animale" sono armoniosamente uno. Potremmo dire che questo è il più alto dei regni umani oltre il quale giacciono gli sviluppi più transpersonali).
Se la coscienza continua la sua spirale evolutiva oltre il centauro può stabilmente muoversi verso remi transpersonali e postconvenzionali (psichico, sottile, causale e non duale).
Ecco solo alcuni dei moderni ricercatori occidentali che hanno studiato questi reami superiori: Johann Fichte, Fredrich Shelling, Georg Hegel, Artur Schopenhauer, Henri Bergson, Fredrich Nietzsche, C. G. Jung, Martin Heidegger, Karl Jaspers, Edmund Husserl, Gustav Fechner, Henry James Sr., Ralph Waldo Emerson, Rudolf Stainer, Vladimir Solovyov, Josih Royce, Annie Besant, Frederich Myers, Nikolay Berdyaev, Aldous Huxley, Erich Fromm, Roberto Assagioli, J. Mark Baldwin, William James e Abraham Maslow.

Morale e prospettive

(Schema 5a 5c) Nota: gli schemi per ora non sono riportati in questo sito.
Ogni volta che il centro di gravità dell'io si identifica con un nuovo e più alto livello di base del Grande Campo che si sviluppa, non ha soltanto un nuovo senso di identità, ha una nuova e più alta visione del mondo con una più ampia e più inclusiva serie di Morali e prospettive, molte delle quali sono nello schema 5a-5c.
Qui la figura centrale e Lawrance Kohlberg (5a) il cui lavoro costruito su quello di Baldwin, Dewey e Piaget, dimostrò che lo sviluppo morale passa attraverso sei o sette fasi (che vanno dal preconvenzionale, al convenzionale, al postconvenzionale al post postconvenzionale). L'individuo inizia la vita amorale e egocentrico (quello che voglio e ciò che è giusto), quando l'io si muove versi il livello sociocentrico (quello che il gruppo, la tribù il paese vuole è ciò che è giusto), il postconvenzionale (ciò che è giusto per tutti, al di là di razza colore e credo). La fase più alta di Kohlberg, la settima, è "universale, spirituale" (post postconvenzionale).
Deirdre Kramer (5a) ci ha offerto un potente riassunto dello sviluppo delle visioni del mondo (preformale, formale, pluralistico, integrale). Kitchener e King hanno fatto importanti e influenti lavori sul giudizio riflessivo (dalla rappresentazione al relativismo alla sintesi 5a). Il lavoro di William Perry sulle prospettive sociali, che si sviluppano dal rigido dualismo, al pluralistico relativistico, al sintetico all'impegnato (5a), è stato particolarmente acclamato dagli altri ricercatori e apprezzato in particolar modo dagli studenti del college perché sottolinea i loro sviluppi liberatori con grande cura. Gli studi di Robert Selman sul prendere i ruoli ha chiarito aspetti cruciali dello sviluppo dell'io e delle sue capacità intersoggettive. (5c) Carol Gilligan (5c) ha disegnato il contorno della gerarchia dello sviluppo morale femminile ("egoista" verso "assistenza", verso "assistenza universale", ancora un'alta versione di egocentrico, sociocentrico e planetario), che ha fortemente influenzato la cultura popolare nello stesso grado in cui è stata mal interpretata (come se implicasse che solo i maschi passano attraverso fasi gerarchiche è diventato uno dei miti più influenti delle ultime due decadi). I livelli nella ricerca dell'azione di Torbert si sono dimostrati particolarmente utili negli affari (5a). Il lavoro di Blanchard-Fields offre un significativo riassunto dell'evoluzione delle prospettive, dall'egocentrico, al multiplo, all'integrativo (5a). Le posizioni morali di John Rawls sono allineate in ordine gerarchico (5a) e altrettanto lo sono le fasi del Bene (5b) dell'importante lavoro di Howe sulle strutture del carattere morale (5c).
In altre parole quello che tutte queste teorie hanno in comune è una visione generale della morale e delle prospettive che si evolve dal preconvenzionale, al convenzionale, al postconvenzionale (al post postconvenzionale), ancor maggior evidenza per il Grande Campo e le sue correnti spesso universali. Non di meno va sottolineato che queste correnti di sviluppo relative all'io mantengono ancora un carattere relativamente indipendente. Per esempio la ricerca continua a suggerire che lo sviluppo cognitivo è necessario ma non sufficiente per lo sviluppo interpersonale, che è necessario ma non sufficiente per lo sviluppo morale, che è necessario ma non sufficiente per l'idea di Bene. Ciò dimostra che, una volta ancora, anche se la maggior parte delle linee di sviluppo seguono una crescita sequenziale olarchica, il generale sviluppo non la segue.

Obiezioni

Una critica che è stata sempre sollevata dagli avvocati del relativismo pluralistico è che ogni concezione a livelli, come quelle di Kohlberg o Loevinger, sono intrinsecamente Eurocentriche, discriminatorie e Sessiste. Queste sono preoccupazioni importanti. Comunque nell'ultima decade e mezzo queste critiche sono state attentamente studiate, e per la maggior parte sono state trovate infondate. I livelli morali di Kohlberg, per esempio, si disse fossero pregiudizievoli nei confronti delle donne. "A questo punto c'è scarso sostegno alla pretesa che la teoria di Kohlberg abbia inclinazioni contro le donne", Riporta l'ampiamente rispettato testo "Social and Personality Development". "Neppure c'è evidenza che le donne percorrano un diverso sentiero morale e giungano ad enfatizzare una morale dell'assistenza, più di quanto facciano i maschi. Infatti, è evidente il contrario: quando ragionano sui dilemmi morali della vita reale che affrontano, sia i maschi sia le femmine sollevano argomenti di compassione e responsabilità interpersonale circa con la stessa frequenza o più spesso che argomenti di legge, giustizia e diritti individuali" (Corsivo nel testo originale). In breve, le ricerche hanno sempre fallito nel sostenere l'accusa che la teoria di Kohlberg e inclinata contro le donne."
Che cosa sul fatto che la ricerca di Kohlberg sia Eurocentrica con un'inclinazione occidentale che emargina le altre culture? "Tali scoperte sono emerse in Messico, alle Bahamas, Taiwan, Indonesia, Turchia, Honduras, India, Nigeria e Kenia Così pare che i livelli e le fasi del ragionamento morale siano strutture universali i livelli morali di Kohlberg sembrano rappresentare una sequenza invariabile." Un'altra ricerca riassume l'evidenza: " Esaurienti recensioni di studi transculturali suggeriscono che la teoria di Kohlberg e i suoi metodi sono culturalmente giusti e riflettono argomenti morali, norme e valori rilevanti in altri contesti culturali. Inoltre i dati anche sostengono i criteri evolutivi impliciti nel suo modello a livelli dando sostanziale sostegno alla sua teoria dello sviluppo e alla sua posizione nonrelativistica" Le teorie come quella di Kohlberg hanno dimostrato la loro posizione nonrelativistica precisamente perché, sostengo, queste fasi navigano le onde della nonrelativistica Grande Olarchia, dal preconvenzionale, al convenzionale, al postconvenzionale al post postconvenzionale. Queste onde fluiscono attraverso un campo morfogenetico e su uno spazio evolutivo che va dalla materia insenziente allo spirito supercosciente, rimanendo ad ogni livello pienamente fondato su quello Spirito che è la "quiddità" dell'intero spettacolo.

SPIRAL DYNAMICS: UN ESEMPIO DI ONDE DELL'ESISTENZA

Torniamo ora a Spiral Dynamics per un breve riassunto di una versione delle correnti dell'io e dello svolgersi delle onde. Ricordiamo che è solo una serie di foto del Grande Fiume; ci sono numerose differenti correnti che procedono con relativa indipendenza attraverso le onde di base: e gli individui possono essere simultaneamente in diverse onde nelle loro diverse correnti (come mostrato nello psicogramma integrale (fig. 2,3). Spiral Dynamics non include gli stati di coscienza né comprende le più alti onde transpersonali della coscienza. Ma, per il terreno che copre, offre un molto utile ed elegante modello dell'io e del suo viaggio attraverso quello che Clare Grave chiamò "le onde dell'esistenza."
Beck e Cowan (che sono rimasti abbastanza fedeli al sistema di Graves) si riferiscono a questi livelli di esistenza dell'io come MEME. Una MEME è contemporaneamente una struttura psicologica, un sistema di valori, un modo di adattamento, che può esprimersi in molti modi differenti, dalle visioni del mondo, allo stile dei vestiti, alle forme di governo. Le varie MEME sono, in un senso, "mondi differenti" disponibili all'io mentre si sviluppa mingo la grande spirale dell'esistenza, guidato sa dalle dinamiche interne e dal mutare delle condizioni di vita. E ogni MEME è un olone, che trascende ed include i suoi predecessori, uno sviluppo che è un mettere insieme (envelopment). Ho incluso un "Diagramma di Graves" (fig. 4) che il diagramma che Graves stesso usava per indicare questo sviluppo concentrico (quello che possiamo chiamare un'olarchia

Beck e Cowan usano vari nomi e colori per indicare questi livelli del mondo dell'io, e ne indica otto o nove. Ma queste non sono solo fasi passeggere dell'io che si sviluppa, sono capacità e strategie di confronto sempre disponibili che possono, una volta che sono emerse essere attivate dalle condizioni di vita opportune (ad es. istinti di sopravvivenza possono essere attivati in situazioni d'emergenza; capacita di legami relazionali sono attivate dalla vicinanza con relazioni umana, e così via). Inoltre, come dice Beck, "La spirale è disordinata, non simmetrica, con mescolanze multiple piuttosto che tipi puri. Ci sono mosaici, sfumature, mescolanze.
I primi sei livelli sono livelli di sussistenza, caratterizzati da una prima modalità di pensiero. Poi accade un salto rivoluzionario nella consapevolezza: l'emergere di livelli dell'essere e di una seconda modalità di pensare" di cui ci sono due onde principali. Qui c'è una breve descrizione delle otto onde, la percentuale della popolazione mondiale d'ogni onda, e la loro percentuale di potere sociale. Tutte queste sono varianti dei livelli "arcaico, magico, mitico, razionale, sino all'integrale", che sono lo "spazio dello sviluppo" rivelato dalla maggior parte delle ricerche.
1 Beige: arcaico istintivo. Il livello della sopravvivenza basilare, il cibo, l'acqua, il sesso e la sicurezza sono prioritari. Usa le abitudini e gli istinti solo per sopravvivere. Un sé individuato è raramente risvegliato o sostenuto. Forma bande per sopravvivere e perpetuare la vita. Si trova nelle società primitive, neonati, più anziani, fasi finali delle vittime dell'Alzheimer, masse affamate, malati mentali, 0,1 della popolazione adulta, 0% del potere.
2 Porpora: magico animista. Pensiero animista, spiriti buoni e cattivi, che offrono danni e benefici e determinano eventi. Gli spiriti legano la tribù agli antenati. Sembra olistico ma è atomistico: "C'è un nome per ogni curva del fiume, ma non c'è un nome del fiume". Si trova nel pensiero Woodooo e simili, sacrifici di sangue, superstizioni etniche e della buona fortuna, rituali della famiglia; forte nel terzo mondo, bande, gruppi atletici e tribù. 10% della popolazione adulta, 1% del potere.
3 Rosso: Dei del potere. Primo emergere del senso dell'io differenziato dalla tribù; impulsivo, egocentrico eroico. Spiriti mitici, dragoni, uomini potenti. I signori medievali proteggono i sottomessi e in ricambio della loro protezione hanno lavoro ed obbedienza. Il mondo è una giungla piena di prede e predatori. Conquista e domina, godi al massimo senza rimorso. Si trova nella gioventù ribelle, regimi feudali, eroi epici, canaglie di James Bond, soldati di ventura, rock star selvagge, Attila. 20% della popolazione adulta, 5% del potere.
4 Blue: conformismo e regola: La vita ha significato, direzione e scopo, con un risultato determinato da un onnipotente Altro o Ordine. Questo ordine di giustizia rinforza un codice di condotta basato su principi assoluti e immutabili di "bene e male". Violare il codice o le regole produce severe e spesso eterne ripercussioni. Seguire il codice conduce alla ricompensa del fedele. Rigide gerarchie sociali; paternalismo, un modo giusto, e solo uno, per pensare a tutto. Legge e ordine, impulso controllato attraverso la colpa; credenze letterali e fondamentaliste, obbedienza alla regola dell'ordine. Spesso "religioso" (nel senso dell'appartenenza mitica). Si trova nell'America puritana, Cina confuciana, Inghilterra dikensiana, disciplina di Singapore, codici di cavalleria e onore, fondamentalismo religioso, (Cristiano e Islamico), Boy Scout, maggioranza morale e patriottica. 40% della popolazione, 30% del potere.
5 Arancione; raggiungimenti scientifici. In questa onda il "sé" sfugge dalla rigida mentalità, del blue, e cerca la verità ed il significato in termini individualistici ­p; ipotetico deduttivi, sperimentali, obbiettivi, meccanicistici, operativi ­p; "scientifico" nel senso più tipico. Il mondo è una macchina razionale e ben oliata, con leggi naturali che possono essere apprese, padroneggiate e manipolate per i propri scopi. Fortemente orientata ai risultati e ai guadagni materiali (specialmente in America).
La legge della scienza guida la politica, l'economia e gli eventi umani. Il mondo è una scacchiera dove si giocano giochi e i vincitori ottengono preminenza e vantaggi sui perdenti. Le alleanze del mercato manipolano le risorse della terra per i propri guadagni strategici. Base degli stati corporativi. Si trova: Illuminismo Classe emergente di tutto il mondo, Wall Streeet, industria cosmetica, colonialismo alla caccia di trofei, Guerra fredda, industria della moda, materialismo interessi per sé del liberalismo. 30% della popolazione, 50% del potere.
6. Verde: L'io sensibile. Comunitario, legami umani, sensibilità ecologica, lavoro in rete. Lo spirito umano deve essere liberato dalla cupidigia, dal dogma e dalla divisione; sentimenti e cura superano la fredda razionalità, amore per la terra, la vita di Gaia. Contro le gerarchie: stabilisce legami laterali e collegamenti orizzontali. Io permeabile mescolanza dei gruppi. Enfasi sul dialogo, le relazioni. Base di valori comuni (affiliazioni scelte liberamente basate su sentimenti condivisi). Raggiunge le decisioni attraverso la riconciliazione e il consenso (il lato negativo, interminabile elaborazione ed incapacità di raggiungere decisioni).Rinnovata spiritualità, porta armonia, arricchisce il potenziale umano. Fortemente egalitaria e antigerarchica, valori pluralistici, costruzione sciale della realtà, diversità, multiculturalismo, sistema di valori relativistico; questa visione del mondo è spesso chiamata relativismo pluralistico. Pensiero soggettivo non lineare, un maggior grado di calore affettivo, sensibilità e cura per la terra ed i sui abitanti; Si trova: ecologia profonda, postmodernismo, idealismo Olandese, terapia Rogersiana, sistema sanitario Canadese, psicologia umanistica, teologia della liberazione, ricerca della cooperazione. Concilio mondiale delle Chiese, Greenpeace, diritti degli animali, ecofemminismo, postcolonialismo, Foucault/Derrida, il politicamente corretto, movimenti della diversità, movimenti dei diritti dell'uomo, ecopsicologia. 10% della popolazione, 15% del potere.
Con il completamento della fase (meme) verde, la consapevolezza umana si pone di fronte ad un salto quantistico in un "secondo piano nel modo di pensare". Clare Graves lo considera un "balzo di gran rilievo" in cui viene attraversato un abisso di significato di incredibile profondità. Essenzialmente con il secondo piano di coscienza, l'individuo può pensare tanto orizzontalmente che verticalmente, usando sia le gerarchie sia le eterarchie. Uno può per la prima volta cogliere vividamente l'intero spettro dello sviluppo interiore, e così riconoscere che ogni livello che ogni livello, ogni visione del mondo (meme) ogni onda è d'importanza cruciale per la salute della spirale nel suo insieme.
Come dico, poiché ogni onda "trascende ed include", ogni onda è un ingrediente fondamentale di tutte le onde successive, e perciò ognuna va riconosciuta e abbracciata. Inoltre, ogni onda può essere attivata o riattivata quando le circostanze di vita lo richiedono. In situazioni d'emergenza possiamo attivare le spinte del potere del rosso, di fronte al caos possiamo attivare l'ordine del Blue, nella ricerca di un nuovo lavoro possiamo aver bisogno delle spinte al raggiungimento dell'arancione; nel matrimonio e con gli amici legami di vicinanza del verde.
Ma, nessuna di queste "meme" può farcela da sola senza apprezzare l'esistenza delle altre meme. Ognuna di queste meme del primo livello pensa che la sua visione del mondo sia corretta e la miglior prospettiva. Reagisce negativamente se posta di fronte al confronto, e si scontra violentemente, usando i suoi strumenti, ogni volta che è minacciata. L'ordine del Blue è molto scomodo sia con l'impulsività del Rosso sia con l'individualismo dell'Arancione.
L'arancione dei raggiungimenti pensa che il Blue sia per gente astratta e che i legami del Verde siano molli. L'egalitarismo del Verde non può convivere facilmente con l'eccellere e i ranghi di valore, grandi immagini o qualunque cosa appaia autoritaria, e così reagisce fortemente al Blue all'Arancione e a qualunque cosa oltre il Verde.
Tutto questo inizia a cambiare con il pensiero di un secondo livello. Poiché la consapevolezza di questo secondo livello e completamente consapevole delle fasi interiori di sviluppo, anche se non è in grado di articolarle in modo tecnico ­p; fa un passo indietro e raggiunge la grande immagine, e così la seconda modalità di pensare apprezza il ruolo necessario che ogni diversa meme gioca. Usando quello che noi potremmo riconoscere come vision logic, la seconda modalità di consapevolezza pensa nei termini della spirale dell'esistenza nella sua completezza, e non solo nei termini di uno dei livelli.
Dove la meme verde usava un primitivo o iniziale vision logic per cercar di cogliere i numerosi e differenti sistemi e contesti che esistono nelle differenti culture, la seconda modalità di pensare va un passo oltre per integrare questi sistemi pluralistici in spirali e olarchie olistiche ed integrali (gli stessi Beck e Cowan si riferiscono alla seconda modalità di pensare come operante attraverso "oloni"). Queste olarchie includo livelli di sviluppo sia interiori sia esteriori, sia nella dimensione orizzontale sia verticale.
Ci sono due onde maggiori di questa seconda modalità di pensare (corrispondenti a quello che chiameremo medio e tardo vision logic):

7. Giallo: Integrativo. La vita è un caleidoscopio di gerarchie naturali (olarchie), sistemi e forme. Flessibilità spontaneità e funzionalità hanno la più alta priorità. Differenze e pluralità possono essere integrate in naturali flussi interdipendenti. L'uguaglianza ha per complemento i naturali gradi di eccellenza quando appropriati. La conoscenza e la competenza dovrebbero determinare il rango, il potere, lo stato o il gruppo. L'ordine del mondo prevalente è il risultato dell'esistenza di diversi livelli di realtà (meme) e l'inevitabile movimento in su e giù sugli schemi della spirale dinamica. Il buon governo facilita l'emergere d'entità di crescente complessità.
(Aggiunta del traduttore di righe tratte da Spiral Dynamic): - Il Giallo accetta l'inevitabilità del flusso della natura e delle forme, funzionalità, competenza, flessibilità spontaneità. Scoperta della libertà personale senza ferire gli altri. Esperienza della pienezza della vita sulla terra. Domanda di sistemi integrati e aperti. -
8. Turchese: Sistemi Universali Olistici, oloni onde di energie integrative; riunisce i sentimenti con la conoscenza (centauro); livelli multipli intessuti un sistema conscio. Ordine universale, ma in maniera vivente e consapevole, non basato su regole esterne (blue) o legami di gruppo (verde). Una grande unificazione è possibile in teoria e in pratica. Talvolta comporta l'emergere di una nuova spiritualità come un disegno a rete di tutta l'esistenza. Il pensiero Turchese usa l'intera spirale, vede livelli multipli d'interazione, scopre armonie, forze mistiche e il pervasivo fluire che permea ogni organizzazione. - (Aggiunta del traduttore da Spiral Dynamic): Visione globale, messa a fuoco sul bene di tutti gli esseri viventi in un sistema integrato, l'io è una parte di un più grande tutto cosciente e spirituale. La musica delle sfere. -
Secondo modo di pensare: 1% della popolazione, 5% del potere.
Con solo l'1% della popolazione a questo livello di seconda modalità di pensare (e solo lo 0,1% al livello turchese) questa nuova modalità è abbastanza rara perché è ora la punta emergente della evoluzione umana collettiva.
Come esempi Beck e Cowan citano esempi che vanno dalla noosfera di Teilhard de Chardin alla crescita della psicologia transpersonale, con crescita delle frequenze certamente su questa via ­p; ed anche più alte meme ancora in preparazione
Allo stesso tempo, si deve notare che il secondo modo di pensare deve emergere confrontandosi con molta resistenza da parte del primo tipo di pensiero. Infatti come vedremo nel capitolo 13, una versione postmoderna della meme verde, con il suo pluralismo e relativismo, ha combattuto energicamente l'emergere di un pensiero più integrativo e olarchico. (Ciò ha fatto si che gli studi evolutivi che dipendono dal secondo modo di pensiero avessero virtuale anatema in tutte le principali università, ed è per questo che i ricercatori presentati su queste pagine ­p; e negli schemi ­p; sono eroi ed eroine nel vero senso del termine, che hanno proseguito i loro studi negli ambienti più ostili.) E tuttavia, come hanno indicato Beck e Cowan, senza un pensiero di un secondo tipo l'umanità è destinata a rimanere vittima di una globale "malattia autoimmune", quando le varie meme si volgono una contro l'altra e tentano di stabilire la supremazia.
Allo stesso tempo, è dal vasto campo della meme verde (e qualche volta arancione) che il secondo modo emerge. E' attraverso le prospettive pluralistiche liberate dal verde che sono costruiti network integrativi ed olistici. Questo libro è quindi anche per quelli del livello verde per invitarli a muoversi avanti se lo credono appropriato, non abbandonando il verde ma arricchendolo.




Introduzione al volume 8 della raccolta delle opere di Ken Wilber

"The Marriage of Sense and Soul"
e
"One Taste"

Libera traduzione


Scienza e religione, scienza e religione, scienza e religione. La loro relazione porterebbe veramente l'umanità alla follia, se l'umanità fosse abbastanza sensibile. Per com'è, la loro relazione pare destinata ad essere una di quelle dannate diadi, come mente e corpo, consapevolezza e materia, fatti e valori che diventano le tormentose spine dei filosofi. La gente ordinaria d'altra parte è sempre stata attratta liberamente da entrambe, la scienza (o una sorta di conoscenza tecnica ed empirica) e la religione (o una sorta di significato, di scopo trascendentale, o di presenza immanente). Tuttavia come metterle insieme: "Ah, questo è il problema," come direbbe Shakespeare.
Questo volume contiene due libri, entrambi dedicati a loro modo alla relazione tra scienza e spiritualità, il primo in maniera dotta, il secondo con le mie esperienze personali. Credo che entrambi i libri contengano punti avanzati che non stanno ricevendo ascolto nei tipici dibattiti sull'argomento. Sospetto anche che questi punti continueranno ad essere in gran parte ignorati perché indicano la diretta esperienza dello spirito e non semplicemente idee sullo spirito. In altre parole, sto tentando di includere in questo dibattito la diretta esperienza spirituale contemplativa e meditativa, laddove la maggior parte degli scrittori sul tema vuole semplicemente discutere le relative idee filosofiche e scientifiche: non l'esperienza diretta, ma l'astrazione. E' come se un gruppo di studiosi stesse discutendo delle spiagge delle Hawaii, e invece di andare alle Hawaii a guardare per loro conto, tirassero fuori un mucchio di libri di geografia e li studiassero. Studiano le mappe e non il territorio, cosa che mi è sempre parsa piuttosto bizzarra.
C'è certamente posto per tutte e due le cose, esperienza spirituale diretta e mappe e modelli più accurati di queste esperienze. I libri in questo volume sono dedicati ad entrambi questi aspetti.

La relazione tra scienza e religione

Numerosi teorici hanno classificato le tipiche posizioni che sono state prese nella relazione tra scienza e religione. Tutti questi schemi sono basilarmente abbastanza simili, spaziando dalla guerra, alla coesistenza pacifica, alla mutua influenza e scambio, ai tentativi d'integrazione.
Ian Barbour, per esempio dà: (1) Conflitto: la scienza e la religione sono in guerra tra loro; una ha ragione e l'altra torto, e questo è tutto. (2) Indipendenza: entrambe possono essere "vere" ma le loro verità si riferiscono a reami basilarmente separati, tra i quali c'è poco contatto. (3) Dialogo: la scienza e la religione possono entrambe beneficiare di mutuo dialogo, dove le rispettive verità possono mutuamente arricchirsi. (4) Integrazione: la scienza e la religione sono parti di "una grande visione" che integra pienamente i loro rispettivi contributi.
Eugenie Scott dà: guerra la scienza attacca la religione, e la religione attacca la scienza, morte al perdente. (2) Reami separati: la scienza ha a che fare con i fatti reali, la religione con la dimensione spirituale, non vanno né in conflitto né in accordo. (3) Accomodamento: la religione accetta i fatti della scienza usando la scienza per rinterpretare, ma non abbandonare, i propri credo essenziali, una strada a senso unico. (4) Unione: sia la scienza sia la religione si adattano l'una all'altra, interagendo come partner uguali, una via a due direzioni

In "Sense and Soul" presento le mie classificazioni delle posizioni più comuni, ecco un breve sommario.
(1) La scienza nega la religione Questo è ancora una delle posizioni più comuni tra gli scienziati d'oggi, aggressivamente rappresentata da pensatori come Richard Dawkins, Francis Crick,e Steven Pinker. La religione, in modo puro e semplice, è o un relitto della superstizione del passato, oppure, nel migliore dei casi, il sopravvivere di un trucco che la natura usa per riprodurre la specie.
(2) La religione nega la scienza. La tipica replica fondamentalista è che la scienza fa parte del mondo caduto, e quindi non ha accesso alla vera realtà. Dio ha creato il mondo, e l'intera collezione dei fossili, in sei giorni, e questo è tutto. La Bibbia è la verità letterale e peggio per la scienza se non è d'accordo.
(3) La scienza e la religione hanno a che fare con ambiti differenti dell'essere e quindi possono pacificamente convivere. Questo è uno dei punti più complicati, ed ha due versioni: forte e debole.
Versione Forte: il pluralismo epistemologico, che sostiene che la realtà consiste in varie dimensioni o reami (come materia, corpo, mente, anima e spirito), e che la scienza ha a che fare principalmente con i reami inferiori della materia e del corpo, e la religione s'interessa principalmente ai reami superiori dell'anima e dello spirito. In ogni caso, sia la scienza sia la religione sono ugualmente parte della "grande visione". La tradizionale Grande Catena dell'Essere rientra in questa categoria (fig. 1) Rappresentanti di qualche cosa di simile a questa visione generale sono: Plotino, Kant, Schelling, Coomaraswamy, Whitehead, Fritjof Schuon, Huston Smith, e Ian Barbour. Versione debole: (magisteri non sovrapponibili) è il termine usato da Stephen Jay Gould per indicare che scienza e religione trattano con reami differenti, e che questi ambiti non possono essere integrati all'interno di nessuna "grande visione" perché sono fondamentalmente inadeguati. Entrambi questi campi vanno onorati, ma non possono essere integrati. Questo è un punto basilare per molti scienziati che professano fede in qualche sorta di Spirito, che non sanno immaginare come potrebbe in sostanza collegarsi con la scienza, quindi loro danno a Cesare quanto appartiene a Cesare e a Dio quanto rimane.
(4) La scienza stessa offre argomenti per l'esistenza dello Spirito. Questa posizione sostiene che molti fatti della scienza e molte scoperte indicano direttamente realtà spirituali, e quindi la scienza può aiutarci nella rivelazione del Dio/Dea. Ad esempio: il Big Bang sembra implicare un certo tipo di Principio Creatore; l'evoluzione pare segua un disegno intelligente, la legge dell'entropia implica che qualche tipo d'intelligenza creativa stia dietro all'evoluzione, e così via. Questa posizione è simile alla strada a senso unico di Scott, dove la scienza è utilizzata per sostenere la religione ma generalmente non viceversa. E' anche simile a ciò che Barbour chiama "la teologia naturale" che è opposta alla "teologia della natura" (nel primo caso lo Spirito è trovato direttamente da una lettura della natura, come fanno molti ecofilosofi; nell'altro caso lo Spirito rivelato è utilizzato per interpretare la natura in termini spirituali. (Barbour preferisce quest'ultima interpretazione, che è parte della categoria tre). Questo è un approccio molto comune a questo tema, e probabilmente il più comune tra gli scrittori popolari "sul nuovo paradigma scientifico che prova o sostiene il misticismo".
(5) La scienza stessa non è conoscenza del mondo ma solamente un'interpretazione del mondo, e come tale con la stessa validità ­p; né più né meno ­p; dell'arte e della poesia. Questo è di certo l'approccio tipicamente postmoderno. Mentre l'approccio precedente è il più comune tra gli scrittori popolari sull'argomento di scienza e religione, questo approccio è il più comune tra gli accademici e l'elite culturale, che non sono interessati a nessun tipo d'integrazione, ma solo a smontare qualunque cosa valida chiunque altro ha da dire sull'argomento. Ci sono alcuni punti veramente importanti che i postmodernisti propongono, ed ho cercato fortemente di includere questi punti in una visione più integrale (Vedi cap. 9 The Marriage of Sense and Soul). Ma, lasciato a se stesso il postmodernismo è un vicolo cieco.
La maggior parte dei teorici offre questi tipi di classificazioni convinti di offrire un elenco di tutte le possibilità disponibili. Ho offerto la mia classificazione come un elenco di ciò che non ha funzionato. Tutti questi schemi da Barbour al mio, sono liste di fallimenti, non di successi. Più precisamente alcuni di questi approcci (specialmente il 3, 4 e 5) hanno offerto ingredienti chiave per quello che può essere un approccio veramente integrato, ma nessuno di loro ha incluso a sufficienza il nocciolo della religione, (che penso debba invece essere portato al tavolo di discussione sull'integrazione), vale a dire l'esperienza spirituale. E là dove alcuni teorici almeno riconoscono l'esperienza spirituale (come Barbour) tacciono però delle rivoluzioni nella scienza cognitiva, nella scienza del cervello e della fenomenologia della contemplazione, che prese assieme indicano la più spettacolare integrazione di scienza e religione che fino ad oggi sia stata suggerita.
Ho definito questa visione più integrale come "tutti i livelli, tutti i quadranti" ed ora riassumerò i punti principali.

Magisteri non sovrapponibili?

Iniziamo con l'approccio di Stephen Jay Gould, "la scienza e la religione sono entrambe importanti ma appartengono a reami differenti e non sovrapponibili" una posizione sostenuta da molti scienziati e da molti religiosi. Gould sostiene "assenza di conflitto" tra scienza e religione, che nasce da mancanza di sovrapponibilità dei rispettivi ambiti d'esperienza, la scienza nella costituzione empirica dell'universo e la religione nella ricerca d'appropriati valori etici e di significato spirituale per le nostre vite. Gould riconosce che di certo scienza e religione contrastano l'una con l'altra tutto il tempo, e la loro frizione offre una luce molto interessante, e spesso spiacevole calore. Ma in fine non c'è né conflitto né accordo tra loro, essendo come "mele ed aranci".
Per mantenere questa visione, Gould ha creato un dualismo piuttosto rigido tra la natura e l'umano, "la natura" sarà il reame dei fatti (scoperti dalla scienza) e "l'umano" sarà il reame dei valori e dei significati (mostrati dalla Religione). La Natura può essere veramente crudele ed indifferente nei termini completamente inappropriati del nostro discorso etico, poiché la natura non esiste per noi, non sapeva che stavamo arrivando, e non ha alcun interesse per noi (parlando per metafore). Apparentemente per Gould gli umani non sono pienamente parte della natura, se lo fossimo, saremmo semplicemente qualcosa che la natura sta facendo. Ma la natura non s'interessa per nulla di noi perché "noi" (o la parte di noi che si applica all'etica e alla religione) e la "natura" (oppure i fatti in sé e non i valori) sono due reami non sovrapponibili. << considero questa posizione liberatoria, non deprimente, in quanto possiamo raggiungere la capacità di impegnarci in un discorso morale, e nulla potrebbe essere più importante, nei nostri termini, libero dalla fattualità della natura >>.
E' questo scomodo dualismo in ognuna delle sue molte forme, fatti e valori, natura e umano, scienza e religione, empirico e spirituale, esteriore ed interiore, oggettivo e soggettivo, che ha condotto ai tentativi di trovare qualche tipo di "visione più ampia" che senza smagliature tessa insieme questi due reami, e non semplicemente proclami che essi sono per sempre destinati a lavorare sui lati opposti della via.
E' un problema difficile ed intricato. La risposta teologica standard al dualismo "empirico contro spirituale" consiste nel sostenere che lo spirito ha creato il mondo empirico, e che quindi la loro relazione è in quel senso. Se possiamo accordarci con Dio (ed evitare il male) allora saremo salvati; se deviamo da Dio (e commettiamo il male) saremo dannati. Da questo l'ugualmente classico problema: se Dio ha creato il mondo, ed il mondo contiene il male, non ha Dio creato anche il male? Se è così non è forse Dio stesso responsabile del male? E allora perché incolparmi? Se il prodotto è guasto la colpa è del produttore. (Sembra che la relazione tra empirico e spirituale dopotutto non sia così facile da risolvere).
I teorici dell'eco-spiritualismo non offrono di meglio. Invece di un Dio Trascendente ed extramondano che crea la natura, postulano un Dio/Dea puramente immanente e di questo mondo, cioè la natura ed il suo dispiegarsi evolutivo. Se possiamo accordarci con la natura, saremo salvi, se devieremo da lei saremo condannati. Quindi lo stesso problema. Se la natura attraverso l'evoluzione ha prodotto gli umani, e se gli umani producono il buco nell'ozono, non è stata la natura a produrre il buco nell'ozono? Se non è così allora c'è qualcosa degli umani che non è parte della natura, e quindi la natura non può essere l'estremo fondamento dell'esistenza. La natura non può essere genuinamente Dio e Dea o Spirito perché la natura è chiaramente non inclusiva di tutto e quindi deve essere una piccola fetta di una torta più grande. Ma, di nuovo come guarire questo dualismo tra l'umano e la natura?
Molti teorici tradizionali da Plotino a Huston Smith a Seyyed Nasr, tentano di affrontare queste difficoltà ristabilendo la Grande Catena dell'Essere (posizione della versione forte della categoria tre). L'idea è che non ci sono due ambiti rigidamente separati (come spirito e materia) ma almeno quattro o cinque contesti che infinitamente sfumano l'uno nell'altro (come materia, corpo, mente, anima e spirito). Il reame superiore è il fondamento non duale di tutti gli altri reami, cosicché lo spirito supremo non soffre d'alcun dualismo finale. Comunque appena lo spirito scende nella creazione, dà origine a molti dualismi, che benché inevitabili nel mondo manifesto, possono essere risolti e riunificati nella più alta o non duale realizzazione dello spirito stesso.
Tra tutte le posizioni in relazione a scienza e religione ho maggior simpatia per quella del pluralismo epistemologico, olarchia concentrica delle verità, come puntualizzo in The Marriage of Sense and Soul. Comunque, come del resto indico in quel libro, la presentazione tradizionale presenta numerose gravi lacune, molte delle quali non sono differenti da quelle che si presentano nei più semplici sistemi dualistici, come quello di Gould. Per i tradizionalisti, in effetti, postulare quattro o cinque magisteri non sovrapponibili invece di due soltanto, non fa molta differenza, e anche se questi multipli magisteri (i molti livelli della Grande Catena) sono spesso visti come spazi che si avvolgono gli uni sugli altri, la domanda ancora rimane: qual è esattamente la relazione tra i reami più alti con i più bassi, come la materia? Specificamente in questo senso: la scienza è realmente confinata ai reami inferiori (materia e corpo) e così, poco o nulla ha da dirci sui livelli superiori stessi (anima e spirito)? La relazione tra scienza e religione è quella di un palazzo di cinque piani, in cui la scienza può parlare dei primi due e la religione dei due più alti? Le risposte più rispettate in questo dibattito, da Huston Smith ad Ian Barbour a Stephen Jay Gould, sono tutte varianti di questo tema (categoria tre forte o debole).
Ma, se invece di una scienza che ci parla del primo piano e di una religione di un altro piano più alto, scienza e religione ci dicessero qualcosa di differente su ogni piano? E se scienza e religione fossero in relazione, non come i piani di un palazzo, ma come colonne uguali di una villa? Non uno sopra l'altro, ma una fianco all'altro, e così dall'alto al basso? E allora?
Una cosa è certa questo è un approccio che non è ancora stato tentato. Poiché gli altri sono stati tentati invano, forse vale la pena di investigare questo.

Il Cervello di un Mistico

Iniziamo con un semplice esempio. Un meditante è collegato ad un apparecchio EEG. Quando il meditante entra in un profondo stato contemplativo, l'EEG mostra senza dubbio una nuova serie di schemi d'onde cerebrali (come la produzione d'onde delta di grand'ampiezza che generalmente insorgono nel sonno profondo senza sogni). Più tardi il meditante afferma che nella sua esperienza diretta di questo stato "delta" aveva esperienze di qualcosa che la parola spirituale sembra la più appropriata per definire, l'esperienza di un senso di coscienza espansa, un accresciuto senso d'amore e compassione, la sensazione dell'incontro con il sacro e il numinoso, in sé e nel mondo. Altri esperti meditanti che entrano in questo stato mostrano lo stesso stato obiettivo d'onde cerebrali e riportano simili stati soggettivi d'esperienze spirituali. Che cosa dobbiamo fare di tutto questo? C'è già un sostanzioso corpo di ricerche che indicano che qualcosa di simile a quanto abbiamo descritto succede abbastanza spesso. Per questo discorso prendiamo per riconosciuto che il rapporto è generalmente vero. Prima di tutto, esso ci mostra che i reami di scienza e religione, spesso considerati magisteri non sovrapponibili sono di fatto assai sovrapponibili.
Quello che nella classica discussione della categoria tre nella sua forma forte e debole tende completamente a sorvolare è che anche se in un certo senso fatti e valori, appartengono a reami separati, quando una persona sperimenta valori soggettivi, questi valori hanno obiettivi correlati attuali nel cervello. Con questo non vuole assolutamente affermare che i valori possono essere ridotti a stati del cervello, o che le esperienze spirituali possono essere ridotte ad occasioni naturali. Vuol affermare che le realtà spirituali (il magistero della religione) e le realtà empiriche (il magistero della scienza), non sono così divisi come le tipiche soluzioni a questo dibattito immaginano.
Il modello integrale che io propongo, cioè: "Tutti i livelli, tutti i quadranti", tenta di offrire una struttura nella quale tutti questi "fatti", se si vuole, possono trovare il loro posto. I fatti, cioè, sia delle realtà interiori sia di quelle esteriori, le esperienze spirituali e le esperienze scientifiche, le realtà soggettive e le realtà oggettive. Trovo ampio spazio per la tradizionale Grande Catena dell'Essere e del Conoscere, dalla materia, al corpo, alla mente, all'anima e allo spirito, ma intendo collegare queste realtà con i fatti empirici in un modo definito e specifico, come vedremo in questi volumi.

Tutti i livelli, tutti i quadranti

Come introduzione osserviamo alcuni semplici diagrammi per sottolineare quest'approccio integrale.
La figura 1 è la tradizionale Grande Catena dell'Essere. Poiché ogni livello superiore trascende ma include i precedenti, questo è in vero il Grande "fondamento" dell'Essere, come mostra la figura. Notare che la scienza (la fisica, la biologia, la psicologia) è ai livelli inferiori, e la religione (teologia e misticismo) ai piani più alti. (Questa è la base della categoria tre, che come abbiamo visto è la posizione più influente tra i simpatizzanti della spiritualità). Ma questo ha dato alla Grande Catena tradizionale la sua ontologia extramondana, dei piani superiori che erano considerati letteralmente "dell'altro mondo" e avevano pochi se non nessun punto di contatto con il reame della materia. (Più specificamente la classe d'eventi segnati D ed E non hanno diretta correlazione con A e B, quindi sono "dell'altro mondo".


Fig. 1

La nascita della scienza moderna ha offerto alcuni colpi mortali a questi concetti tradizionali. Ad esempio la ricerca moderna ha chiaramente dimostrato che la consapevolezza (o la mente), lontano da essere meramente un noumeno trascendentale, è di fatto collegata in molti modi al cervello, organico e materiale, tanto che molti scienziati moderni riducono la consapevolezza semplicemente a null'altro che al gioco del sistema neuronale. Ma non abbiamo bisogno di seguire il materialismo scientifico per comprendere che la consapevolezza è lontana dall'essere l'essenza disincarnata immaginata dalla maggior parte delle tradizioni religiose. In fondo la consapevolezza è intimamente correlata con il cervello biomateriale e l'organismo empirico, cosicché qualunque sia la loro relazione, scienza e religione non sono semplicemente "magisteri non sovrapponibili".
La nascita della scienza moderna (particolarmente nel diciottesimo secolo) era precisamente parte di una serie di eventi che sono stati descritti come modernità. Vedi The Marriage of Sense and Soul. Ma possono tutti essere riassunti nell'idea di Max Weber della "differenziazione delle sfere culturali dei valori" (le sfere di valori essenzialmente sono: arte, morale e scienza).Dove la maggior parte delle culture premoderne fallirono nel differenziare queste sfere chiaramente, la modernità ha differenziato arte, morale e scienza permettendo ad ognuna di ricercare le proprie verità, in modo proprio, libere da intrusioni e violazioni da parte delle altre. Questo portò allo spettacolare sviluppo della conoscenza scientifica, un fiorire di nuovi approcci all'arte, e un'accogliente osservazione della morale, concepita in una luce più naturalistica, dimostrando che questo è in molte delle cose che ora chiamiamo "moderne."
Come cerco di mostrare nei seguenti libri questi "le Tre Grandi" sfere (arte, morale e scienza) si riferiscono basilarmente ai reami dell'io, del noi, e del ciò. L'arte si riferisce al reame estetico - espressivo, il reame soggettivo descritto in prima persona e nel linguaggio dell'"io". La morale si riferisce al reame etico normativo, il reame intersoggettivo descritto in seconda persona o con il linguaggio del "noi". E la scienza si riferisce al reame esteriore, empirico, il reame obiettivo descritto in terza persona, o nel linguaggio del "ciò" (che in realtà può suddividersi in due reami ­p; il "ciò" individuale e il "quelli "collettivo). Questo porta a quattro maggiori reami: io, noi, "il ciò" e il collettivo "i ciò".Questo ci offre i quattro reami principali: Io, Noi, Ciò, e "loro" (i ciò, "its").

Per l'immagine dei Quadranti vedi sopra in Integral Psychology

Nella figura due notiamo che i due quadranti superiori sono singolari o individuali, o i due quadranti inferiori sono plurali e collettivi. I due quadranti del lato sinistro sono riferiti all'interiore o soggettivo, i due quadranti di destra all'"esteriore" e all'"oggettivo". E' da notarsi inoltre che tutte le entità in ogni quadrante ha correlati negli altri (ad esempio le emozioni sono collegate al sistema limbico), ma nessuna di loro può essere ridotta nelle altre senza essere derubata delle sue caratteristiche essenziali.
La figura uno, quindi è un riassunto della tradizionale visione premoderna e "religiosa", e la figura due è un riassunto della visione moderna e scientifica. Per il momento integriamoli attraverso la semplice sovrapposizione. Certamente non è per nulla facile, ed ho dato ampie spiegazioni di quanto implica quest'integrazione in libri come Sex, Ecology, Spirituality and Integral Psychology. Ma poiché questa è solo un'introduzione generale, semplicemente osserviamo la sovrapposizione della concezione moderna, come mostrato nella figura 3. Guardiamo anche la figura 4, che è la figura 3 con indicazioni per mostrare la relazione tra gli stati interni (dalle sensazioni fisiche, alle idee mentali, alle esperienze spirituali) con l'esterno, reame materiale investigato dalla scienza oggettiva.

Fig. 3-4
Il Grande Campo con i quattro quadranti.
Correlazioni tra gli stati interiori (consapevolezza) e gli stati esteriori (materia).

Se le concezioni espresse nelle figure 3 e 4 sono effettivamente valide, allora abbiamo percorso molta strada verso l'integrazione di una visione religiosa premoderna, con una visione scientifica moderna. Avremmo integrato il Grande Fondamento dell'essere con le differenziazioni della modernità, uno dei vantaggi immediati che avremo ottenuto è un'integrazione senza smagliature dei reami e delle visioni del mondo religiosi e scientifici, in modo che non siano violati i canoni di entrambi (così cerco di mostrare nelle pagine seguenti).
Quest'approccio integrale potrebbe quindi soddisfare quel criterio precedentemente espresso che non è ancora stato messo alla prova, cioè che la scienza (o la realtà esteriore), e la religione (o realtà interiore) si dovrebbero sviluppare non una sopra l'altra, (come nella figura 1) ma una di fianco all'altra, (come gli aspetti del lato destro e sinistro di un approccio di "tutti i livelli" e "tutti i quadranti" (come mostrato nella figura 4). La figura 4 può quindi facilmente spiegare il complesso scenario del meditante collegato alla macchina EEG. Sperimenta esperienze interiori molto reali, soggettive (quadrante superiore sinistro) ma queste hanno anche un altrettanto reale correlato esteriore, obiettivo empirico, (quadrante superiore destro), che la macchina EEG doverosamente registra. Scienza e religione allora stanno così offrendoci alcuni degli aspetti correlati, interiore e esteriore, delle realtà spirituali, e questo è un ingrediente chiave per la loro integrazione in una visione più ampia e inclusiva.

La Buona Scienza

Aspetta solo un minuto, dice lo scienziato empirista, posso accettare il discorso fino al punto che tu dai realtà concreta ai reami spirituali. Gli esperti meditanti sperimentano qualcosa, ma potrebbe essere nulla di più che uno stato emozionale soggettivo. Chi afferma che siano coinvolte realtà concrete, con cui la scienza possa confrontarsi?
Qui è dove Sense and Soul offre nuove prospettive. Per iniziare, sino a questo punto ho lasciato senza definizione "scienza" e "religione" (o spiritualità). Ho semplicemente usato in modo generico questi termini secondo come la maggior parte della gente li considera. Ma in diversi libri (come A Sociable God, Eye to Eye, and Sense and Soul, ho attentamente sottolineato i molti differenti significati che sono stati dati a scienza e religione.") In A Sociable God per esempio mostro nove significati comuni ma drammaticamente differenti, di religione. Gran parte di questo dibattito è distorto e confuso, perché dozzine di definizioni differenti sono state usate senza che fossero identificate.
Nell'area della spiritualità per esempio, dobbiamo almeno distinguere tra spiritualità orizzontale (che cerca di dare significato e consolazione all'io separato fortificando così l'ego) e la spiritualità verticale o trasformativa (che cerca di trascendere il sé separato in uno stato di consapevolezza non duale che è oltre l'ego). Possiamo semplicemente chiamarle "religione ristretta" e "religione estesa" (o superficiale e profonda, secondo la metafora preferita). Allo stesso modo per la scienza noi dobbiamo distinguere tra la concezione ampia e ristretta. La scienza superficiale è basata principalmente sull'esteriore, il mondo fisico e sensomotorio. E' quello cui di solito ci riferiamo come "scienze dure" come la fisica, la chimica e la biologia. Ma questo significa che la scienza non può dirci nulla degli stati interiori? Certamente esiste una scienza più ampia che tenta di comprendere non solo le rocce e le donnole ma anche gli umani e la mente? Di fatto, riconosciamo tre tipi di scienza più ampia, scienze che non si basano solo sul mondo sensomotorio esteriore, ma hanno a che fare con gli stati interiori e metodologie qualitative. Chiamiamo queste scienze più ampie "scienze umane" (i tedeschi le chiamano scienze "geist", "geist"ha il significato di mente o spirito). Psicologia, sociologia e antropologia, linguistica, semeiotica, le scienze cognitive, tutte queste scienze più ampie, cercano di usare un approccio scientifico per studiare la coscienza umana. Dobbiamo stare molto attenti che questi approcci non cadano in una positivista semplicità delle scienze ristrette. Il mio punto è che la differenza tra scienze ristrette ed ampie sia già stato ampiamente riconosciuto. (ritorneremo sull'argomento, ma guardando la figura 4 le scienze ristrette sono quelle che studiano il lato destro o i quadranti della materia, le scienze estese sono quelle che cercano di studiare almeno alcuni aspetti dei quadranti del lato sinistro.
Il "Marriage of Sense and Soul" continua quindi a discutere che cosa definisce specificamente la religione profonda e la scienza ampia.
Come abbiamo già visto, non possiamo definire la scienza ampia o ristretta affermando che essa basa tutte le sue conoscenze sul mondo sensomotorio, perché anche la scienza ristretta (ad esempio la fisica) usa un gran numero di strumenti che non sono empirici e sensomotori, come la matematica e la logica. La matematica e la logica sono realtà interiori (nessuno ha mai visto una radice quadrata di meno uno andarsene in giro nel mondo empirico).
Nessuna "scienza" è qualcosa di più che un'attitudine alla sperimentazione, alla ricerca onesta e collettiva, che basa la sua conoscenza, ovunque possa, sull'evidenza (sia quest'evidenza esteriore, come nella scienza ristretta, sia interiore, come nella scienza ampia).
Suggerisco che i seguenti tre fattori tendono a definire la ricerca scientifica in generale:
1 Un' ingiunzione pratica o esempio. Se vuoi sapere se piove o no, devi andare alla finestra e guardare. Il punto è che i fatti non sono lì attorno ad attendere di essere scoperti da tutti e ansiosi d'esser visti. Se vuoi sapere "questo" devi fare "questo" - un esperimento, un'ingiunzione, una serie pragmatica di prove, una pratica sociale: questo sta dietro la maggior delle buone scienze. Questo è il significato della nozione di Kuhn di "paradigma" che non significa super teoria ma una pratica presente ed effettiva.
2 Comprensione, illuminazione o esperienza. Una volta che hai attuato l'esperimento o seguito l'ingiunzione, una volta che si è pragmaticamente affrontato il mondo, allora ci si confronta con una serie di esperienze e comprensioni che sono portate avanti dall'ingiunzione. Queste esperienze sono tecnicamente definite "dati". Come William James indicò il reale significato di "datum" è esperienza immediata. Così si possono avere esperienze fisiche, (o dati fisici) esperienze mentali (o dati mentali) o esperienze spirituali (e dati spirituali). La buona scienza, sia ampia sia ristretta, è ancorata per un certo grado in dati o evidenza sperimentale.
3 Controllo comune (conferma o rifiuto). Una volta che mettiamo alla prova il paradigma (o la pratica sociale) e portiamo avanti una serie di esperienze e di dati evidenti, è di aiuto se possiamo confrontare queste esperienze con altri che hanno anche loro portato a termine l'ingiunzione e osservato l'evidenza. Una comunità di pari, o di coloro che hanno adeguatamente seguito i primi due standard (ingiunzione e dati) - è forse il miglior controllo possibile, e tutte le buone scienze tendono a rivolgersi ad una comunità adeguata per la conferma e il rifiuto. Qui è dove il principio di fallibilità è molto utile. Anche se il principio di fallibilità non può sostenersi da sé, come credeva Karl Popper, è spesso un ingrediente importante nella buona scienza. L'idea è semplicemente che i dati erronei possono essere rifiutati da una comunità di adeguatamente esperti. Se non c'è alcun modo in cui il tuo sistema di credenze possa essere messo alla prova, non ce alcun modo di respingerlo, anche se è patentemente scorretto, e quindi qualunque cosa tu sostenga, i tuoi credo non sono scientifici (sono invece dei "dogmi" o pretese di verità confermate solo da una fede autoritaria). Certo ci sono molte realtà che non sono aperte al test di fallibilità, ad esempio non puoi respingere e neppure dubitare della tua stessa consapevolezza, come sapeva Cartesio. Ma questo terzo criterio semplicemente afferma che la buona scienza tenta costantemente di accettare o rifiutare le sue pretese di conoscenza, e il criterio di fallibilità è spesso usato come parte di questo terzo aspetto della buona scienza.

La religione profonda

Questi tre criteri sono caratteristiche generali della buona scienza. Più specificamente sono caratteristiche del modo in cui la buona scienza in ogni dominio (fisico, mentale e spirituale) cerca di raccogliere dati e metterne alla prova la validità. La maggior parte delle forme di scienza, inoltre, avanza delle ipotesi riguardo ai dati, e queste ipotesi sono quindi messe alla prova attraverso un'ulteriore applicazione dei tre fattori della buona scienza (ulteriori esperimenti, più dati, osservazione se confermano o smentiscono le ipotesi). In breve sia la scienza ristretta (i cui dati vengo principalmente dai reami esteriori dei quadranti del lato destro) e la scienza estesa (i cui dati vengono principalmente dal rame interiore o quadranti del lato sinistro) tentano di essere buone scienze (o scienze che seguono i tre fattori di accumulazione dell'evidenza e verifica).
Guardiamo ora brevemente alla religione. Abbiamo già visto che, come per la scienza, c'è una religione ristretta (che cerca di rafforzare il sé separato) e una religione ampia o profonda (che cerca di trascendere l'io). Ma che cosa è esattamente la religione profonda o la spiritualità profonda e come può essere verificata? La pretesa è, dopo tutto, che in un certo senso la spiritualità profonda sveli verità riguardo al "Kosmo", e che non si tratta di una mera serie di stati emozionali soggettivi. E' qui che The Marriage of Sense and Soul presenta la sua proposta più nuova e radicale: la spiritualità profonda è la scienza estesa dei livelli più alti dello sviluppo umano.

Rivelazione integrale

Questa non è tutta la storia della spiritualità profonda, ma è un aspetto cruciale della storia, una parte che non ha ancora ricevuto sufficiente attenzione. Guardando la figura 1, che è la tradizionale grande catena dell'essere, notiamo che c'è uno sviluppo dalla materia, al corpo, alla mente, all'anima, e allo spirito. Questi erano tradizionalmente considerati (da Plotino per esempio), sia livelli ontologici dell'essere, sia aspetti cronologici dello sviluppo individuale (e di nuovo, non in modo lineare e rigido, ma in un fluido, ondeggiare fluente). Guardando la fig. 2 vediamo che i livelli individuali di sviluppo si fermano al livello vision-logic e del centauro. La ragione per cui la figura 2 non contiene, onde di consapevolezza più alte, transpersonali e supermentali (come anima e spirito), è che questa figura rappresenta soltanto lo sviluppo medio al momento presente, e quindi non mostra le onde più alte di sviluppo supercosciente (anche se gli individui possono raggiungere questi livelli più alti). Ma l'affermazione delle grandi tradizioni di saggezza, è che ci sono in vero più alti livelli o onde di sviluppo coscenziale, così abbiamo a disposizione, non solo materia, corpo, mente, ma anche anima e spirito. Ho indicato questi livelli superiori sia nella figura 3 e 4.
La tesi sviluppata in una serie di libri, (inclusi Eye to Eye; Sex, Ecology, Spirituality; The Eye of Spirit; and The Marriage of Sense and Soul) è che la spiritualità profonda coinvolge la diretta investigazione dell'evidenza sperimentale mostrata negli stati più alti di evoluzione della coscienza, (livelli che ho chiamato: psichico, sottile, causale e non duale che sono semplicemente indicati come anima e spirito nelle figure). Queste profonde investigazioni dello spirito, come ho suggerito in questi libri, soddisfano i tre principi della buona scienza, (non della scienza ristretta, della buona scienza). Si basano su specifiche pratiche sociali o ingiunzioni (come ad esempio la meditazione), e le loro affermazioni su dati ed evidenza sperimentale, e costantemente raffinano e mettono alla prova questi dati in una comunità di esperti adeguati, per questo ci si riferisce a loro come scienze contemplative (che è di certo il modo in cui si considerano). Così, con riferimento alla figura 1, la spiritualità profonda è la scienza estesa dei fenomeni, dei dati e delle esperienze indicate con D e E. (Nella fig. 4 D indica anima, ed E spirito.) Ma non si nota, e questa è la parte nuova proposta da quest'approccio, che dati interiori, esperienze dell'anima e dello spirito, (quadrante superiore sinistro), hanno correlati nel quadrante sensomotorio superiore destro (vedi fig. 4). In altre parole la spiritualità profonda del quadrante sinistro superiore che è studiato dalla scienza ampia ha correlati nel quadrante superiore destro, studiato dalla scienza ristretta. Le scienze fenomenologiche e contemplative (la scienza ampia dell'interiore) può così congiungersi con la buona scienza per dati esperienziali diretti nel quadrante superiore sinistro e con la scienza ristretta per dati correlati nel quadrante superiore destro. (Ripeto, gli aspetti scientifici, sia della visione ampia sia ristretta, dei reami superiori non comprendono tutta la questione, ma sono una parte cruciale che è stata costantemente trascurata, e certamente un importante ingrediente d'ogni vero approccio integrale a quest'argomento.)
Così un approccio che comprenda tutti i livelli e tutti i quadranti integra profondamente scienza e religione attraverso numerosi diversi fronti. Integra la religione "profonda" con la scienza ampia, mostrando che la spiritualità profonda è la scienza ampia delle più alte possibilità del potenziale umano. Integra la religione profonda con la scienza ristretta perché anche dati spirituali profondi, che devono essere compresi nei loro propri termini e non ridotti a nessun altro livello o quadrante, non di meno ha reali correlati nel cervello fisico, che possono essere investigati dalla scienza ristretta, (come nel caso del meditante collegato all'EEG.) Da' anche spazio alla religione ristretta, come vedremo più avanti. In tutti i casi, un approccio che comprenda tutti i livelli e tutti i quadranti offre almeno la possibilità di collegare senza smagliature ciò che prima erano considerati "magisteri non sovrapponibili."

Viva la Difference!

L'approccio integrale rispetta anche le vitali differenze dei vari tipi di scienza e religione. Dire che una ricerca stia seguendo le disposizioni della "buona scienza" non indica quale sarà il contenuto o la metodologia di quella ricerca. Dice soltanto che la ricerca mette alla prova il mondo, (ingiunzione) e ciò porta ad esperienze del mondo (dati) che sono verificati il più attentamente possibile (conferma). Ma la vera forma della ricerca, i metodi ed i contenuti, varieranno drammaticamente da livello a livello e da quadrante a quadrante. Diversamente dal positivismo, che permetteva solo un metodo (empirico) in solo un reame (sensomotorio), quest'approccio permette molti metodi e modi d'indagine come molti sono livelli e quadranti. Nella figura 4 ad esempio, la scienza ristretta (empirica e analitica) studia i quadranti del lato destro; ma nei quadranti interiori ci sono quattro livelli sia nell'individuale sia nel collettivo, dandoci così almeno otto differenti metodi e contenuti.
Allora per offrire una versione molto semplice, i fenomeni indicati A, B, C, ed E sono tutte entità differenti, e sono state sviluppate metodologie per trattare ognuna di loro nei loro stessi termini. In Eye to Eye offro ragioni sufficienti per dimostrare perché nessuno di questi tipi di ricerca può essere ridotto nei termini dell'altro (ho fatto distinzione tra esperienza sensomotoria, empirico-analitica, fenomenologica, ermeneutica, mandalica e gnostica). Poiché ognuna di queste ricerche cerca di usare ingiunzioni (o compiti pragmatici) e sostiene le sue affermazioni sull'evidenza sperimentale, cerca di verificare le sue pretese sull'evidenza sperimentale e le sue affermazioni il più attentamente possibile, si può affermare che rientra in ciò che definiamo "buona scienza". A parte ciò, le ricerche di questo tipo differiscono drammaticamente, ma in quest'approccio integrale le differenze sono pienamente rispettate ed anche difese.
Mettendola in un altro modo: con riferimento alle figure 3 e 4 ogni livello (corpo, mente, anima e spirito) hanno la loro arte, la loro morale, e la loro scienza ristretta, ed i loro reami: dell'"io" (sinistro superiore), i reami del "noi", (sinistro inferiore), e i reami del "ciò" (destro superiore e destro inferiore). Non solo ogni quadrante ha la propria metodologia, ma spesse volte ogni livello all'interno d'ogni quadrante ha i suoi approcci specifici. In The Marriage of Sense and Soul (come in Eye to Eye, Sex Ecology and Spirituality, Quantum Questions, The Eye of Spirit, e Integral Psychology) ci sono innumerevoli esempi di questi diversi quadranti- livelli e modi in cui la loro specifica unicità dovrebbe essere rispettata.

La religione ristretta

La risposta della critica a Sense and Soul è stata entusiasticamente positiva, una principale eccezione. La critica di gran lunga più comune (e quasi l'unica critica) è stata che in questo matrimonio tra scienza e religione,minimizzando e spesso ignorando la religione ristretta, io stessi pretendendo troppe concessioni dal lato della religione. Il credente medio, dissero i critici, non avrebbe mai rinunciato ai miti e le storie che costituiscono forse il 95% della maggior parte delle forme di spiritualità. Non soltanto i critici di professione batterono su questo punto, altrettanto fecero la maggior parte dei miei amici che avevano cercato di dare il libro ai loro genitori solo per vederli scuotere la testa "Come? Nessuna resurrezione di Gesù? Niente Mosé ed il patto? Niente preghiere verso la Mecca ogni giorno? Questa non è la mia religione." E così via.
D'accordo, colpevole, non c'è dubbio sul fatto che ho messo a fuoco quasi interamente le esperienze spirituali dirette (dei piani: psichico, sottile e causale e non duale) ed ignorato la molto più comune dimensione spirituale della religione traslativa. Sinceramente non ho negato tale dimensione e neppure suggerito che deve essere rifiutata. Da Sense and Soul: "Allo stesso tempo questo non significa che noi si debba perdere tutte le differenze religiose e colori locali, per cadere in una pastosa spiritualità uniforme e omogeneizzata. La Grande Catena e solo lo scheletro di qualunque approccio individuale al Divino, e su quello scheletro ogni individuo ed ogni religione porterà appropriata carne e ossa, fegato e gloria. La maggior parte delle religioni continuerà ad offrire i sacramenti, consolazione e miti (ed altri sostegni traslativi) in aggiunta a pratiche autenticamente trasformative di contemplazione verticale. Nessuna delle quali ha bisogno di cambiare drammaticamente nulla in alcuna delle religioni esistenti"
Ho fatto due affermazioni che ritengo ancora vere. Punto uno: se la visione ristretta della religione esprime pretese empiriche (affermazioni riguardanti i quadranti del lato destro) allora queste asserzioni devo essere messe alla prova dalla scienza (ristretta) empirica. Se la religione proclama che la terra è stata creata in sei giorni, mettiamo alla prova quest'asserzione empirica con la scienza empirica. La maggior parte di queste asserzioni spirituali hanno spettacolarmente fallito la prova, possiamo essere liberi di crederci, ma queste affermazioni non possono avere il riconoscimento della "buona scienza o della spiritualità profonda.
Punto due: la vera essenza della religione è la religione profonda, che tende ad allentare e sminuire lo zelo della religione ristretta, sino al punto in cui, più si è vivi ai propri potenziali più alti, e meno la religione ristretta apparirà attraente.
Certamente i critici hanno ragione affermando che la maggior parte della gente sceglie la religione traslativa o ristretta, sia che credano nella Bibbia, in Gaia, o nella teoria olistica dei sistemi, e non desiderano trasformare drasticamente il soggetto di tali fedi. Nel mio modello, questi tipi di credenza mentale rimandano ai livelli di sviluppo: magico, mitico, razionale o vision-logic. Ma volevo anche indicare i livelli transpersonali più alti oltre a queste mere credenze, il supercosciente e sovramentale che costituiscono l'essenza della spiritualità profonda e delle scienze contemplative. Un modello di tutti i livelli e tutti i quadranti dà spazio a tutte queste dimensioni dal prementale, al mentale al sovramentale.

Applicazioni del Modello Integrale

Nel capitolo di One Taste del 14 ottobre c'è una breve lista di alcune delle applicazioni che altri ricercatori hanno fatto in diversi campi, di questo modello di "tutti i livelli e tutti i quadranti". Certamente il modello "tutti i livelli e tutti i quadranti" è solo un semplice sommario dell'approccio "Olonico" che in realtà include quadranti, livelli, linee, stati, tipi, e reami, come apparirà sempre più chiaro attraverso quest'introduzione. Ma è utile semplificare tutto nel modello di "tutti i livelli e tutti i quadranti".
Da quando One Taste fu pubblicato all'inizio del 1999, l'interesse per questo tipo di approccio integrale è cresciuto considerevolmente. Parte di ciò cominciò quando Bill Clinton lesse The Marriage of Sense and Soul e scrisse di sua mano una lettera su questo. Dette poi il libro ad Al Gore che, in un lungo pezzo sul The New Yorker magazine, lo definì "uno dei miei nuovi libri preferiti". Il fatto che il giornale liberale New Yorker abbia riassunto i contenuti di Sense and Soul senza ironizzare, rese queste idee in qualche modo, popolari per l'intellighenzia. Ad ogni modo e per varie ragioni, le applicazioni di una visione più integrale, sono fiorite negli affari, nell'educazione, nella sanità e perfino nella riforma carceraria.
Menziono tutto questo perché è l'argomento sui cui più che ogni altro ricevo domande, cioè i vari tipi di applicazione del modello olonico integrale nel "mondo reale". Qui sono brevi esempi di quanto sta succedendo.

Politica

Ho lavorato con Drexel Sprecher, Lawrence Chickering, Don Beck, Jim Garrison, Jack Crittenden, e numerosi altri su una teoria politica di tutti i livelli e tutti i quadranti (in aggiunta al lavoro con gli scritti di teorici politici troppo numerosi da elencare). Siamo stati coinvolti tra gli altri con i consiglieri di Bill Clinton, Al Gore, Tony Blair, e George W. Bush. C'è un sorprendentemente forte desiderio nel mondo di trovare una "Terza Via" che unisca il meglio del liberalismo e del conservatorismo - il "Centro Vitale" del Presidente Clinton, il "Conservatorismo compassionevole" di G. Bush, Il Nuovo Centro della Germania, La Terza Via di Tony Blair, e la Rinascimento Africano di Thabo Mbeki, per nominarne alcuni, - e molti teorici stanno pensando che uno schema di riferimento di tutti i livelli tutti i quadranti è il più robusto fondamento per questo.
Ecco quello che considero il mio particolare orientamento teorico, sviluppato in gran parte da me solo, e che è poi diventato uno schema di discussione con questi altri teorici che portano le loro idee originali per un'inseminazione trasversale. Voglio prima indicare i miei pensieri e poi quelle aree in cui questi teorici mi hanno aiutato enormemente.
Nell'ultimo capitolo di Up from Eden ("Republicans, Democrats, and Mystics") ho fatto l'osservazione che quando si prende in considerazione la causa delle sofferenze umane, i liberal tendono a credere in cause obiettive, mentre i conservatori in cause soggettive. Cioè se un individuo soffre, il tipico liberale tende a criticare le obiettive condizioni sociali delle istituzioni, (se sei povero è perché sei oppresso dalla società), mentre il tipico conservatore tenderà ad accusare fattori soggettivi (se sei povero è perché sei pigro). Così il liberale raccomanda interventi sociali obiettivi: ridistribuire la ricchezza, cambiare le istituzioni affinché forniscano migliori risultati, suddivisione della torta economica, aspirazione all'uguaglianza di tutti. Il tipico conservatore raccomanda che s'instillino i valori della famiglia, richiede che gli individui si assumano maggiori responsabilità di sé, che gli standard morali siano ristretti, (spesso abbracciando valori della religione tradizionale) incoraggia l'etica del lavoro, la ricompensa, il successo e così via.
In altre parole il tipico liberal crede principalmente in cause del lato destro, il tipico conservatore crede principalmente in cause del lato sinistro. (Non farti confondere dalla terminologia dei quadranti, la sinistra politica crede in cause del lato destro e la destra politica crede in cause del lato sinistro; se avessi pensato alle teorie politiche quando arbitrariamente stabilii i quadranti probabilmente li avrei allineati perché combaciassero). Il punto importante è che il primo passo verso la Terza Via, che integra il meglio del liberale e del conservatore, consiste nel riconoscere che entrambi i quadranti interiori ed esteriori sono ugualmente reali e importanti. Conseguentemente dobbiamo riconoscere sia i fattori interiori (i valori, i significati, la morale e lo sviluppo della consapevolezza) sia i fatti esteriori (condizioni economiche, benessere materiale, avanzamento tecnologico, sicurezza sociale, ambiente) - in breve, una vera Terza Via dovrebbe enfatizzare sia lo sviluppo interiore sia quello esteriore. Quindi mettiamo a fuoco per un momento l'area dello sviluppo della coscienza. Questa dopo tutto è la parte più difficile da digerire per i liberal, perché la discussione su livelli o stati, di qualunque cosa (inclusa la coscienza) e profondamente antagonista alla maggior parte dei liberal, che credono che tutti i "giudizi" sono razzisti, sessisti, emarginanti, e così via. Il tipico liberale ricordate, non crede in una causa interiore e, di fatto, neppure nelle dimensioni interiori. La tipica epistemologia liberal (es. John Locke) immagina che la mente sia una tabula rasa, una lavagna vuota, che è riempita dalle immagini del mondo esterno. Se qualcosa va male all'interno (se stai soffrendo) è perché c'è stato prima qualcosa di sbagliato all'esterno (le istituzioni sociali), perché l'interno dipende dall'esterno. Ma se l'interno ha i suoi livelli di crescita e sviluppo e non è semplicemente portato dentro dal mondo esterno? Se una vera Terza Via dipende dall'includere sia lo sviluppo interiore e lo sviluppo esteriore, allora dovrebbe valere la pena per noi guardare attentamente alle fasi interiori di sviluppo della consapevolezza che si dischiude. E qui alcune sorprese attendono il tipico liberal. Qui è dove il mio lavoro è stato d'aiuto ai teorici della politica che stanno lavorando alla Terza Via, (sia nella versione liberal sia conservatrice).In libri come Integral Psychology, ho correlato oltre cento modelli di sviluppo della coscienza, Oriente e Occidente, antichi e moderni, che aiutano a darci un'immagine molto solida delle fasi di sviluppo della coscienza nel reame soggettivo, non come una rigida serie di livelli inalterabili, ma come una guida generale alle possibili onde del venire alla luce della coscienza. Se il primo passo verso una veramente integrata Terza Via deve combinare l'interiore con l'esteriore (il lato destro e sinistro, il soggettivo e l'oggettivo), il secondo passo consiste nel comprendere che ci sono livelli del soggettivo, - fasi, cioè: evoluzione della coscienza. Per facilitare di chiarire queste fasi possiamo usare qualunque delle più riconosciute mappe dello sviluppo interiore come quelle di Jane Loevinger, Robert Kegan, Clare Graves, William Torbert, Susanne Cook-Greuter, o le Spirali Dinamiche di Beck e Cowan. Per questo semplificato riassunto userò solo tre fasi estese: preconvenzionale (o egocentrico), convenzionale (o sociocentrico), postconvenzionale o planetario (worldcentric).L'ideologia tradizionale conservatrice ha le sue radici in un'onda di sviluppo sociocetrica, di una convenzionale appartenenza mitica. I suoi valori continuano ad essere fondati su un orientamento religioso mitico (come la Bibbia); generalmente enfatizza i valori familiari, il patriottismo; ed è fortemente sociocentrica (e quindi spesso etnocentrica), con radici in valori sociali aristocratici e gerarchici, ed una tendenza verso il patriarcato ed il militarismo. Questo tipo d'appartenenza mitica e virtù civica hanno dominato la conoscenza culturale approssimativamente dal 1000 AC, sino all'Illuminismo in Occidente, quando un fondamentalmente nuovo modo di coscienza, l'egoico razionale, è emerso su scala determinante, portando a nuove ideologie politiche in altre parole il liberalismo. L'Illuminismo liberale comprese di essere in gran parte una reazione alla struttura dell'appartenenza mitica e al suo fondamentalismo, specialmente in due aspetti: il potere socialmente oppressivo dei miti con i loro pregiudizi etnocentrici (tutti i cristiani saranno salvi e tutti i pagani vanno all'inferno), e la natura non scientifica delle conoscenze affermate dai miti (l'universo è stato creato in sei giorni). Sia l'attiva oppressione istituita dalla religione mitica etnocentrica, sia il suo carattere non scientifico, furono responsabili d'indicibile dolore, e l'Illuminismo aveva tra i suoi scopi l'alleviare questa sofferenza. Il grido di battaglia di Voltaire, che stabilì il tono dell'Illuminismo francese, era: "Ricordate le crudeltà!" le sofferenze inflitte dalla chiesa a milioni di persone nel nome del Dio mitico.
Al posto di un'appartenenza mitica etnocentrica, basata su l'identità del ruolo, all'interno di una gerarchia d'altre identità di ruolo, l'Illuminismo domandò un'identità egoica libera da condizionamenti etnocentrici (i diritti universali dell'uomo) e basata sulla ricerca razionale e scientifica. I diritti universali avrebbero combattuto la schiavitù, la democrazia avrebbe combattuto la monarchia, l'io autonomo avrebbe combattuto la mentalità del gregge, e la scienza avrebbe combattuto il mito: questo è come l'Illuminismo si considerava (e in molti casi giustamente è stato così).In altre parole, nel suo meglio, l'Illuminismo liberale rappresentò, e fu un prodotto, dell'evoluzione della coscienza da un livello convenzionale/sociocentrico, ad un modello postconvenzionale planetario. Ora se il liberalismo fosse stato solo questo, un prodotto di un avanzamento evolutivo dall'etnocentrismo alla visone planetaria, avrebbe vinto in modo puro e semplice. Ma, di fatto, il liberalismo nacque in un clima che ho chiamato appiattimento. Appiattimento o materialismo scientifico, nella fede che solo la materia (o materia/energia) sia reale, e che solo la scienza ristretta abbia qualche pretesa di verità. (ristretta nel senso, sia la scienza d'ogni ambito del lato destro sia scienza atomistica, del quadrante superiore destro o scienza dei sistemi dell'inferiore destro.) L'appiattimento, in altre parole è la credenza che solo i quadranti del lato destro sono reali.
Ed il liberalismo, nato nel mezzo di questo materialismo scientifico ingoiò quest'amo ideologico la lenza e i piombini. In altre parole il liberalismo diventò il campione politico dell'appiattimento. L'unica cosa che sia davvero reale è il mondo del lato destro, materiale e sensomotorio; la mente stessa e solo una tabula rasa, un vuoto riempito con le rappresentazioni del lato destro; se l'ambito soggettivo è malato, e perché le istituzioni sociali sono malate, il modo migliore per liberare uomini e donne consiste nell'offrire loro libertà materiale ed economica; così il materialismo scientifico e l'uguaglianza economica sono le vie principali per dare fine alla sofferenza umana. I reami interiori, - l'intero dominio del lato sinistro - sono semplicemente ignorati se non anche negati. Tutti gli interiori sono uguali e con questo si chiude la discussione. Ma questo desiderio di alleviare la sofferenza umana è applicato universalmente, tutti gli uomini devono essere trattati imparzialmente, senza distinzione di razza, colore, sesso o credo (lo spostamento dal sociocentrico al planetario. Così la teoria politica liberale proveniva da un più alto livello di sviluppo, ma di uno sviluppo imprigionato in un appiattimento patologico. Detto francamente, il liberalismo era una versione malata di un livello superiore. Questa è la grande ironia del liberalismo. I teorici hanno a lungo convenuto che il liberalismo tradizionale è inerentemente autocontraddittorio, perché sostiene l'uguaglianza e la libertà, e puoi avere o una o l'altra delle due cose, non entrambe. Metterei questa contraddizione nel modo seguente: il Liberalismo è in sé il prodotto di tutta una serie di fasi di sviluppo della consapevolezza, dall'egocentrico al planetario, dopo di che fece una svolta all'indietro negando l'importanza e perfino l'evidenza di questi livelli interiori di sviluppo! Il liberalismo nel sostenere solo cause oggettive (appiattimento) negò i sentieri interiori e produsse il liberalismo. La posizione liberale stessa è il prodotto dei livelli che essa nega, e questa è l'inerente contraddizione del liberalismo.
Il liberalismo di conseguenza rifiutò di esprimere alcun "giudizio" riguardo alle dimensioni interiori degli individui, nessuna posizione è meglio d'altro, ed invece si concentrò solo sul trovare modi per aggiustare l'esterno, con istituzioni sociali ed economiche, e così abbandonò completamente l'interiore (valori, significati, sviluppo interiore) ai conservatori.
I conservatori d'altra parte, abbracciarono pienamente lo sviluppo interiore, ma solo fino alla fase d'appartenenza mitica che è non di meno sin dove arriva, una sana versione di un livello inferiore. (Appartenenza mitica, virtù civica, il livello di sviluppo del conformista convenzionale, questi sono tutte normali, naturali, sane e necessarie fasi dello sviluppo umano, e questa robusta struttura sociale è ancora la base fondamentale della politica conservatrice tradizionale).
Ecco la vera stranezza delle scelte politiche che ci sono offerte oggi: una versione malata di un livello superiore contro una versione sana di un livello inferiore, il liberalismo contro il conservatorismo.
Il fatto è che una Terza Via davvero integrata dovrebbe abbracciare una versione sana dei livelli superiori, cioè radicata nell'onda di sviluppo postconvenzionale, planetaria che dovrebbe ugualmente incoraggiare sia lo sviluppo interiore sia lo sviluppo esteriore, la crescita e lo sviluppo della consapevolezza e del benessere personale, sia la crescita e lo sviluppo dell'economia e del benessere materiale. Dovrebbe essere, in altre parole, "tutti i livelli e tutti i quadranti".
Inoltre, da questo punto di vantaggio, la prima direttiva di una genuina Terza Via dovrebbe essere, non quella di cercare di portare la coscienza di tutti su di un particolare livello di coscienza (integrale, pluralistico, liberale o altro), ma assicurare la salute di tutta la spirale di sviluppo in ognuno dei suoi livelli od onde. (La natura ed importanza di questa prima direttiva è stata esplorata nell'introduzione del volume 7 dei Collected Works.) Così i due passi verso una veramente integrale Terza Via sono: (1) unire il soggettivo e l'oggettivo e (2) riconoscere i livelli del soggettivo e così arrivare alla direttiva di base.
Questo è l'orientamento generale che ho portato nella discussione politica con i teorici che ho menzionato. Da Chickering (Beyond Left and Right) e Sprecher ho adottato l'importante distinzione tra le ali "ordine" e "libero" al'interno sia del liberalismo, sia del conservatorismo, secondo se l'enfasi è posta su fini individuali o collettivi. Essi definiscono anche Sinistra la credenza in cause obiettive e destra il credere in cause soggettive. Questo porta agli ampiamente usati quadranti di Chickering/Sprecher di destra dell'ordine, destra della libertà, sinistra dell'ordine, sinistra della libertà. Le ali dell'ordine sia della destra sia della sinistra desiderano imporre il loro credo su tutti, generalmente attraverso il governo, mentre le ali della libertà di entrambe le ideologie mettono al primo posto i diritti dell'individuo. Per esempio, coloro che desiderano che lo stato usi il governo per rinforzare i ruoli ed i valori convenzionali sono la destra dell'ordine, mentre il movimento del "politicamente corretto" ed i movimenti femministi che desiderano che lo stato usi il governo per rinforzare la loro versione d'uguaglianza, sono la sinistra dell'ordine.
Succede che questi quadranti politici si allineano in modi significativi con i miei quattro quadranti, perché i quadranti superiori sono individuali o libertari, ed i quadranti inferiori sono collettivi e connessi all'ordine; i quadranti interiori sono conservatori e di destra, i quadranti esteriori sono liberali e di sinistra. Questo mostra quale quadrante un teorico considera più importante (e quindi dovrà essere manipolato ed indirizzato nel tentativo di ottenere risultati politici). Di certo l'idea è che tutti i quattro quadranti sono inevitabilmente importanti nella realtà. Così, l'approccio "tutti i livelli e tutti i quadranti" serve come base teorica per un orientamento politico davvero integrato.
Jack Crittenden (Beyond Individualism) ha applicato la nozione di personalità composta sviluppata in Up from Eden alla teoria politica e all'educazione, e ha costantemente aggiunto qualcosa alla mia comprensione di queste idee. Le "Spiral Dynamics" di Don Beck (sviluppate con Christopher Cowan) sono un meraviglioso chiarimento del lavoro pionieristico di Clare Graves, hanno avuto numerose applicazioni nel "mondo reale", dalla politica, agli affari, all'educazione, ed ho beneficiato grandemente da numerosi di questi incontri. Beck probabilmente ha, meglio di chiunque, compreso la prima direttiva, e le mie stesse formulazioni sono state arricchite dal lavoro di Cowan. Jim Garrison, come Presidente dello Stato del Forum Mondiale, ha avuto un'inestimabile esperienza su come una visione integrale dovrebbe, e spesso non dovrebbe, giocare il suo ruolo sulla scena del mondo. "Politics of Meaning," (la politica del significato) di Michael Lerner, benché spesso impegnata (?) nella sinistra dell'ordine, è un potente tentativo di spingere i liberal a porre attenzione ai quadranti interiori (significati, valori, spiritualità) cosa che hanno classicamente evitato come una pestilenza, un evitamento che ha atroci conseguenze, (ad esempio le dimensioni interiori sono state abbandonate ai conservatori ed ai loro valori spesso reazionari d'appartenenza mitica, valori che vanno bene come parziale fondamento della società, e disastrosi se lasciato solo ai loro mezzi). In questo stiamo cercando in assaggio di quanto una Costituzione integrale potrebbe sembrare.
Questo è un piccolo esempio di alcune delle implicazioni e applicazioni politiche di un approccio "tutti i livelli e tutti i quadranti", non solo come l'ho sviluppato, secondo come numerosi altri teorici hanno, con le loro idee originali ed altamente significative e che ora stanno trovando mutuo sostegno.

Medicina

In nessun campo i quattro quadranti sono applicabili in modo più immediato che per quanto riguarda la Medicina, e il modello è progressivamente adottato da istituti sanitari in tutto il mondo. Una veloce scorsa ai quattro quadranti dimostrerà perché il modello integrale può essere utile. (In questo esempio parleremo di malattie fisiche, una frattura, un tumore, una malattia cardiaca, ecc. ed il modo migliore di curarle, perché in questo caso l'attenzione è sulla medicina ortodossa.)
La medicina ortodossa o convenzionale è un approccio classico del quadrante destro superiore. Tratta quasi solamente con l'organismo fisico attraverso interventi fisici: chirurgia, farmacologia e modificazione del comportamento. La medicina ortodossa crede essenzialmente in cause fisiche di disturbi fisici, e quindi prescrive solo interventi fisici. Ma il modello olonico richiede che ogni evento fisico (quadrante superiore destro) ha almeno quattro dimensioni, (i quadranti) e perciò anche la malattia fisica deve essere osservata attraverso i quattro quadranti (per non menzionare i livelli, che indicheremo più avanti).Il modello integrale non afferma che il quadrante destro superiore non è importante, solo che esso è solo uno dei quattro della storia. La recente esplosione d'interesse nella medicina alternativa, per non menzionare discipline come la psiconeuroimmunologia, hanno reso abbastanza chiaro che gli stati interiori dell'individuo (le emozioni, le attitudini psicologiche, l'immaginazione e le intenzioni) giocano un ruolo cruciale, sia nelle cause sia nella cura, anche delle malattie fisiche. Ma la coscienza individuale non esiste nel vuoto, esiste inestricabilmente inserita nelle visioni del mondo e valori culturali condivisi.
Come una cultura (sinistro inferiore) vede una particolare malattia, con attenzione e compassione, o con derisione e scorno, può avere un profondo impatto su come l'individuo si confronta con tale malattia (sinistro superiore), e ciò direttamente influenzare tale malattia, (superiore destro). In fatti, molte malattie non possono neppure essere definite senza riferimento ad un condiviso background culturale, proprio come quanto consideri un erbaccia, spesso dipende in primo luogo da ciò che intendi coltivare.
Il quadrante inferiore sinistro include tutto l'enorme numero di fattori intersoggettivi che sono cruciali in ogni interazione umana, inclusa la comunicazione condivisa tra dottore e paziente, le attitudini della famiglia e degli amici e come essi si relazionano al paziente, l'accettazione culturale (o il rifiuto) della particolare malattia, (ad es. l'AIDS), gli stessi valori della cultura che tratta la malattia. Tutti questi fattori entrano in un certo grado in causa per ogni malattia e cura fisica (semplicemente perché ogni olone ha quattro quadranti). Certamente, in pratica, questo quadrante deve essere considerato limitatamente a quei fattori che possono essere efficacemente affrontati, forse le capacità di comunicazione tra medico e paziente, e gruppi di supporto della famiglia e degli amici, e una comprensione generale dell'effetto dei giudizi culturali sulla malattia. Degli studi mostrano consistentemente per esempio che i pazienti di cancro che hanno un gruppo di supporto vivono più a lungo di quelli che non hanno un simile supporto culturale. Alcuni dei fattori più rilevanti del quadrante inferiore sinistro sono assolutamente cruciali in ogni intervento sanitario esauriente. Il quadrante inferiore sinistro riguarda tutto quel materiale, i fattori sociali ed economici che non sono mai considerati come parte dell'entità della malattia, ma di fatto, causano sia la malattia sia la curano. Un sistema sociale che non può offrire cibo ti uccide (come, del resto, si vede quotidianamente in molti paesi afflitti dalle carestie). Ma anche nel paesi sviluppati, se soffri di una malattia mortale ma curabile, ed il piano della tua assicurazione è la sola risorsa economica che hai, e questo piano non copre la tua malattia, allora morirai. Causa della tua morte: la povertà. Di solito non pensiamo così, perché diciamo: "Il virus l'ha ucciso."Il virus è parte delle cause, gli altri tre quadranti sono altrettanto parte in causa. Quando la "Federal Drugs Administration" stava sospendendo dei farmaci che potevano aiutare nella cura dell'AIDS, un signore con la malattia si sedette di fronte al Congresso e disse: "Non fate che sul mio epitaffio ci sia scritto, << è morto per un tratto di penna! >>" Ciò è esattamente corretto. Nel mondo reale, dove ogni entità ha tutti quattro i quadranti, un virus nel quadrante superiore destro può essere il punto focale, ma senza un sistema sociale (inferiore destro) che può offrire delle cure, morirai. Questa non è una questione separata, è centrale, perché tutti gli oloni hanno quattro quadranti.
L'inferiore destro include fattori come l'economia, le assicurazioni, i sistemi sociali ed anche semplici cose come il modo in cui è fisicamente sistemata una camera di ospedale (permette facilità di movimento, accesso ai visitatori, ecc.). Per non menzionare fattori come le tossine ambientali.
In breve un piano medico davvero efficace e esauriente dovrebbe comprendere tutti i quadranti, per non menzionare tutti i livelli (l'idea è semplicemente che ogni quadrante o dimensione, Io, noi, e ciò, ha livelli o onde fisiche, emozionali, mentali e spirituali, vedi fig. 4, e un trattamento davvero integrale dovrebbe tenere conto di tutte queste realtà). Non solo questo tipo di trattamento è più efficace, ma per questa ragione molto efficiente rispetto al costo, ed è per questo che la medicina organizzata sta guardando più da vicino in questa direzione. Delle centinaia di teorici che stanno facendo un lavoro meraviglioso in questo campo, potrei menzionare John Austin, che ha scritto in modo perspicace sull'applicazione della teoria olonica per la medicina complementare ed alternativa, Pat Odgen e Kekuni Minton; Gary Schwartz e Linda Russek; and Barbara Dossey e Larry Dossey, che hanno usato la teoria olonica nel loro ampio ed originale lavoro su la "Grande Catena della Guarigione".

Affari

C'è stata recentemente un'esplosione delle applicazioni del modello olonico nel campo negli affari, probabilmente poiché le sue applicazioni sono così ovvie ed immediate. I quadranti offrono i quattro "ambienti" o dimensioni nelle quali il prodotto deve sopravvivere, e i livelli indicano i tipi di valori che produrranno e acquisteranno il prodotto. Ricerche nella gerarchia dei valori come quelle di Maslow e Graves (ad es. Spiral Dynamics), che hanno già avuto n'enorme influenza sugli affari e "VALS", possono essere combinate con i quadranti (che mostrano che questi livelli appaiono in quattro diversi "ambienti"), per offrire una mappa veramente completa del mercato (che copre sia il mercato tradizionale sia i cybermarkets). Certamente questo può essere usato in maniera cinica e manipolativa, dopotutto gli affari sono affari, ma può essere anche utilizzato in modo illuminato ed efficiente per soddisfare più fruttuosamente gli esseri umani con i prodotti ed i servizi di cui hanno bisogno, (promuovendo così la salute della spirale). Inoltre stanno fiorendo programmi di management training basati sul modello integrale. Daryl Paulson, in "Management: a Multidimensional/Multilevel Perspective" mostra che ci sono quattro maggiori teorie del Business management, (la teoria X che insiste sul comportamento individuale, la teoria Y che mette a fuoco la comprensione psicologica, il management culturale, che insiste sulla cultura orizzontale, e il "systems management" che enfatizza il sistema sociale ed il suo controllo). Paulson quindi mostra che le quattro teorie del management sono di fatto i quattro quadranti che un modello integrale deve necessariamente includere tutti e quattro gli approcci. Poi affronta alla parte relativa a "tutti i livelli" e suggerisce un modello semplificato ma molto utile di quattro fasi che i quadranti attraversano, con suggerimenti specifici per mettere in pratica un management di "tutti i livelli, tutti i quadranti". Altri pionieri in quest'area includono Geoffrey Gioja and JMJ associates, i cui seminari di "Leadership Integrale" (tre livelli generali in quattro quadranti) è stato presentato a dozzine delle 500 Fortune companies, ("noi crediamo che fino a poco tempo fa, l'approccio "trasformativo" di cambiamenti orizzontali era il campione ineguagliato per produrre scoperte, sia soggettive sia oggettive. Ora asseriamo che l'approccio "trasformativo" è stato eclissato dall'approccio "integrale"; John Forman della R. W. Beck Associate usa un approccio "tutti i livelli, tutti i quadranti" per correggere le distorsioni dell'appiattimento causato dalle teorie sistemiche. In Purpose Associates (John Cleveland, Joann Neuroth, Pete Plastrik, Deb Plastrik); Bob Anderson, Jim Stuart, and Eric Klein (coautore di Awakening Corporate Soul), il cui "Leadership Circle" porta un approccio "tutti i livelli, tutti i quadranti" alla "Integral Transformation and Leadership". ("Il punto basilare è: l'evoluzione di tutte queste correnti di sviluppo, in tutti i quadranti, è intimamente collegata tra loro. L'intelligenza spirituale è il saper leggere e scrivere della trasformazione. L'intelligenza spirituale sta velocemente diventando un imperativo della leadership"; Leo Burke, Direttore e Dean della Motorola University College of Leadership and Transcultural Studies, supervisiona il training di 20.000 manager in tutto il mondo; Ian Mitroff (A Spiritual Audit of Corporate America); Ron Cacioppe e Simon Albrecht (Developing Leadership and Management Skills Using the Holonic Model and 360 Degree Feedback Process); Don Beck di Spiral Dynamics, hanno utilizzato situazioni che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, e Jim Loehr e Tony Schwartz, stanno lavorando a un approccio "tutti i livelli, tutti i quadranti", e applicano specifiche teorie del cambiamento costruite per la migliore gestione dell'energia, fisica, emozionale, e mentale.

Educazione

Poiché sono un pensatore "olistico e integrale", la gente spesso immagina che sostenga ciò che è generalmente chiamato un approccio educativo "olistico". Ahimè, purtroppo generalmente non è così. Molti approcci "olistici" sono, secondo la mia opinione, o tristemente appiattiti (basati sulla convenzionale teoria dei sistemi, o solamente sul quadrante destro inferiore), o nascono da una filosofia che Spiral Dynamics definisce "green meme", un tipo d'approccio pluralistico che nobilmente cerca di non emarginare, ma, di fatto, emargina lo sviluppo gerarchico, e così finisce spesso per ostacolare la crescita e l'evoluzione. Ad ogni modo tutti questi tipici approcci "olistici" trascurano la prima direttiva, la quale è che il centro degli imperativi etici è la salute di tutta la spirale e non di un solo livello. Un'educazione davvero integrale non impone semplicemente la "green meme" su tutti dal primo giorno, ma piuttosto comprende che lo sviluppo si dispiega in fasi e onde specifiche di crescente inclusività. Per usare la versione di Gebser, la coscienza scorre fluidamente in onde dall'arcaico, al magico, al mitico, al razionale, all'integrale, e un'educazione davvero integrale dovrebbe enfatizzare non solo l'ultima onda, ma tutte secondo il loro appropriato apparire. C'è un gran numero d'autentici teorici integrali che lavorano con queste idee e l'applicazione di un'educazione che comprenda "tutti i livelli, tutti i quadranti". In molti casi sia la struttura organizzativa delle scuole (amministrazione e competenza) sia il centro del programma offerto agli studenti sono stati organizzati intorno ad uno schema di "tutti i livelli, tutti i quadranti". Ciò è successo sia nelle scuole convenzionali sia in scuole per i più dotati. Spero di poter indicare di più su questo argomento negli scritti futuri.

La Pratica Trasformativa Integrale

L'educazione integrale è correlata da vicino alla "pratica trasformativa integrale", vale a dire un'educazione integrale che include le onde di sviluppo più alte o transpersonali. Mike Murphy e George Leonard sono stati pionieri della "pratica trasformativa integrale" con il loro libro The Life We Are Given. Ho lavorato da vicino con Mike per chiarire le fondamenta teoriche di tale pratica. Ci sono ora nel paese approssimativamente quaranta gruppi di "pratica trasformativa integrale". Lo Stanford Center for Research in Disease Prevention (della Stanford University Medical School) sta osservando questa pratica, che ha già avuto effetti straordinari, a testimonianza di ciò che una "pratica trasformativa integrale", può facilitare. Ci sono molti altri tipi di quest'approccio "tutti i livelli, tutti i quadranti" che sono stati sviluppati recentemente, e mi aspetto di vedere un'esplosione dell'interesse in questo tipo di programmi più inclusivi, semplicemente perché sono più efficaci nel dare inizio alla trasformazione.
Studi sulla Coscienza:
L'approccio dominante agli studi sulla coscienza in America è ancora quello della scienza ristretta (ad esempio una scienza cognitiva basata solo sul quadrante superiore destro). Come suggerisco in Integral Psychology, un approccio più inclusivo alla coscienza dovrebbe implicare tutti i quattro quadranti, oppure i tre principali: "Io, Noi e Ciò" (resoconto fenomenologico della coscienza: prima persona, strutture intersoggettive: seconda persona, meccanismi scientifici o sistemi: terza persona). Questo tipo di studi sulla coscienza secondo le prospettive 1, 2 e 3 è già iniziato, come evidenziato da libri come: The View from Within, edito da Francisco Varela e Jonathan Shear, e da molti articoli presentati regolarmente su The Journal of Consciousness Studies. La fase successiva di un approccio più inclusivo includerà non solo tutti i quadranti, ma anche tutti i livelli, e in Integral Psychology sottolineo i mezzi attraverso i quali questo prossimo importante passo può essere attuato.

Spiritualità nelle Relazioni e nell'Assistenza Sociale

La più importante implicazione di un approccio "tutti i livelli, tutti i quadranti" alla spiritualità, consiste nel fatto che i livelli fisco, emozionale, mentale, e spirituale, dovrebbero essere simultaneamente esercitati nel Sé, nella cultura e nella natura, nei domini dell'io del noi e del ciò. Ci sono numerose variazioni di questo tema, che vanno dalle pratiche trasformative integrali, alla spiritualità diretta al bene sociale, e alle relazioni come cammino spirituale. Il numero dei gruppi e delle organizzazioni che applicano pionieristicamente questo tipo di approccio è troppo grande per farne una lista. Posso menzionare il lavoro di Thich Nhat Hanh, Diana Winston, Donald Rothberg, Tikkun, and Robert Forman ed il Forge Institute (di cui sono membro), che stanno tentando di portare alcune nuove prospettive a questo nobile scopo.

Ecologia integrale

L'approccio all'ecologia presentato in Sex, Ecology, Spirituality è originale ed unico e su questo i critici sono d'accordo. Sia che il libro sia piaciuto o no i critici sono stati concordi nel considerarlo unico in quanto ho fatto in modo di combinare l'unità ecologica, la teoria dei sistemi e la consapevolezza mistica non duale, senza privilegiare la biosfera e senza usare i concetti della rete della vita ("the web of life") che considero una concezione riduzionista che appiattisce. Invece un approccio all'ecologia di "tutti i livelli, tutti i quadranti" ci permette di situare la biosfera, la noosfera, e la teosfera nelle loro appropriate relazioni con il Cosmo, e così possiamo enfatizzare la cruciale importanza della biosfera senza dover ridurre tutto alla biosfera.
La chiave di queste relazioni, e la ragione per cui sono state così spesso confuse può essere osservata nella figura 4. Notate che il corpo (biosfera), la mente (noosfera) e l'anima/spirito (teosfera) sono tutte indicate nella figura. Ogni onda successiva trascende ed include le precedenti, come mostrato nei nidi concentrici. In quel senso, è corretto dire che la mente trascende ma include il corpo, o che la noosfera trascende ma include la biosfera, o che la storia trascende ma include la natura. La biosfera è un componente cruciale della noosfera, ma non viceversa (come la maggior parte degli ecologi scorrettamente crede. Ciò significa che puoi distruggere la noosfera, o la mente dell'uomo, e la biosfera continuerà a vivere molto bene, ma se distruggi la biosfera, anche tutte le menti degli uomini sono distrutte. Ciò accade perché la biosfera è il fondamento e parte della noosfera, e non viceversa. Per analogia un atomo è parte di una molecola, se distruggi le molecole, l'atomo continuerà ad esistere, ma se distruggi l'atomo, anche la molecola è distrutta. Lo stesso accade per la noosfera e la biosfera: nei reami interiori la (?) biosfera è parte della noosfera, e non al contrario, (come si può chiaramente vedere nella figura 4 ed anche nella figura uno). Così non è vero che le menti umane (la noosfera) sono parte della biosfera ma piuttosto è vero il contrario.
Ma bisogna notare che ogni intervento interiore ha un correlato nel mondo sensorio esteriore, - il mondo che spesso chiamiamo "natura". La maggior parte degli eco-teorici osservano il mondo sensorio esteriore e concludono che "tutto fa parte della natura", perché ogni cosa ha di certo una correlazione nel mondo del lato destro. Così essi concludono che la natura (o biosfera) è la realtà ultima, e chiedono che sia agisca in accordo con la natura e in questo modo riducono tutto a qualche versione dell'ecologia o della biosfera o della grande "Web of Life". Ma questo è solo metà della storia, la metà del lato destro. Nelle dimensioni interiori o del lato sinistro, vediamo che la natura, o le dimensioni sensoriali empiriche percepite, - sono solo una piccola parte della storia, una piccola fetta di una Grande Torta, una torta che include la biosfera, la noosfera, e la teosfera. E benché tutte queste zone interiori abbiano correlati esteriori nel mondo della natura, non possono essere ridotte a questi esteriori, non possono essere ridotte alla natura. Fare così vuol dire semplicemente abbracciare un altro tipo di materialismo, identificazione con il corpo e un appiattimento bidimensionale: il mondo di un solo colore della realtà del lato destro, la realtà sensoriale empirica della Web of Life. Questo è il riduzionismo ecologico nel suo aspetto peggiore, un riduzionismo che è essenza di molte eco-filosofie. D'altro canto un approccio di tutti i livelli, tutti i quadranti, all'ecologia, come riassunto nella figura 4, ci permette di riconoscere la fisiosfera, la biosfera, la noosfera, e la teosfera, non cercando di ridurre una sfera nell'altra, ma riconoscendo e rispettando il ruolo vitalmente cruciale che tutte giocano in questo straordinario Cosmo.

Visioni del mondo

Poiché il modello Olonico inizialmente sorse come un tentativo coerente di integrare onde, correnti, stati, reami, e quadranti, una delle sue pretese è quella di essere genuinamente olistico. Un effetto di questo tentativo di una più amplia inclusività risulta in sistema che si rivela molto utile per indicare le diverse visioni del mondo, le diverse filosofie, religioni e scienze che si sono manifestate nel tempo. L'idea è di nuovo quella non è che qualcuna delle visioni del mondo possieda la visione di tutto, (inclusa la mia teoria), ma che un maggior numero di queste visioni del mondo può essere inclusa senza smagliature in una visione più ampia e una più accurata visione del Cosmo che ne emerge. Questa più ampia visione quindi agisce come un sistema indicativo per le diverse visioni, e ne mostra le relazioni e l'irrinunciabile importanza di ognuna.
Ci sono stati innumerevoli tentativi negli anni, di categorizzare le diverse visioni del mondo che sono disponibili agli uomini e alle donne del pianeta. Platone ha offerto un brillante resoconto delle filosofie alternative presenti nell'antica Grecia. Fa-hsiang catalogò i sistemi religiosi esistenti in Cina.
San Tommaso d'Aquino dette rappresentazioni esaustive delle più rappresentative filosofie esistenti, - solo per nominarne uno.
Con l'era moderna e la comprensione dell'evoluzione, molti teorici iniziarono ad offrire classificazioni di differenti visioni del mondo dal punto di vista del loro sviluppo. Una delle prime e ancora tra le più influenti è quella d'Auguste Comte, fondatore del positivismo, la cui famosa "Legge del Tre" affermava che la ricerca di conoscenza dell'umanità è passata attraverso tre fasi principali: la religione, la metafisica e la scienza, e che ogni fase era meno primitiva e più accurata (essendo poi per felice coincidenza nel livello indicato Comte stesso. Il costante lato debole dei teorici dello sviluppo è che il livello più alto è generalmente, per una strana coincidenza, quello indicato dal proponente della teoria. Mi affretto ad affermare che io non mai fatto altrettanto, anche se sono stato spesso accusato di ciò).
Sin ora la più raffinata di queste classificazioni degli aspetti evolutivi della conoscenza è stata quella di Georg Hegel, la cui indubbiamente brillante filosofia sistematica per ogni maggiore visione del mondo della storia del pianeta, Oriente e Occidente. (Sfortunatamente come Bertrand Russell fece notare tutto quello che Hegel sapeva della Cina era solo che esistesse). Questo e altri problemi più sottili del sistema Hegheliano ne comportarono il crollo. Ma possiamo ciò nonostante ammirare l'idealismo per la brillantezza di ciò che riuscì a realizzare.
Altri storici modelli di sviluppo ben noti (che possono indicare crescita e decadimento) sono quelli di Adam Smith, Karl Marx, Herbert Spencer, Oswald Spengler, Arnold Toynbee, Pitirim Sorokin, Antonio Gramsci, Teilhard de Chardin, Carroll Quigley, Jurgen Habermas, Gerhard Lenski, Jean Gebser, e Sri Aurobindo.
Più recentemente alcuni filosofi hanno tentato modelli riassuntivi, che indicano i tipi di visione del mondo che gli uomini possono creare. Uno dei primi è stata la World Hypotheses (1942) di Stephen C. Pepper, che pretendeva che ce ne fossero quattro: formalistica (il mondo esiste come categorie), meccanicistica (il mondo è un sistema causa-effetto), contestualista (il mondo è relazionale), e organismica (il mondo è interattivo e relazionale).
Schwartz and Russek (vedi nel paragrafo "medicina") costruendo su Popper, ne aggiunsero altri quattro: processo implicito (il mondo possiede energie più sottili e consapevolezza), causalità circolare (cibernetica), crescita creativa (adattamento emergente), e diversità integrativa (che cerca di integrarle tutte).
Un'altra autorevole classificazione delle visioni del mondo è stata quella di Talcott Parsons, che ha disposto le visioni del mondo in un continuo politico di 5 maggiori posizioni Right Systemist, Right Marginalist, Middle Marginalist, Left Marginalist, Left Systemist. Secondo il mio parere offre qualche vantaggio, ma copre un'area mediana molto ristretta delle possibili visioni del mondo. Robert Bellah ha tagliato la sua analisi da un altro angolo trovando quattro principali visioni del mondo in america: republican, biblical, utilitarian, and romantic. Mark Gerzon ne trova sei: religious, capitalist, disaffected, media, new age, and political. Huntington vede il mondo come lo scontro tra otto o nove maggiori visioni del mondo culturali (o civiltà): Western, Latin American, African, Islamic, Sinic, Hindu, Orthodox, Buddhist, and Japanese. Questi sono buoni esempi della "meta-analisi" dei tipi di visione del mondo che molti studiosi hanno trovato utili, e sono utili, con loro possiamo trovare un più ampio contesto al quale possiamo accordare un po' di rispetto.
La nozione di livello o dimensioni di realtà conducono ad un altro tipo di sistema d'indicazione.
I chakra per esempio, rappresentano i vari livelli dell'essere e del conoscere disponibili all'essere umano come concrete strutture nel corpo-mente. (Il sistema dei chakra è una dei più prominenti e diffuse versioni della Grande Catena dell'Essere, variazioni della quale si trovano virtualmente in tutte le maggiori tradizioni di saggezza in Oriente e Occidente. I chakra stessi sono considerati centri sottili d'energia nel corpo umano che sostengono correlati tipi di conoscenza e stati dell'essere. Sono generalmente dati nel numero di sette, localizzati alla base della spina dorsale, vicino ai genitali, addome, cuore, gola, fronte e corona. E si dice ci siano numerosi altri chakra ausiliari sopra e sotto di questi. (I meridiani dell'agopuntura sono varianti di queste correnti sottili d'energia).
Si concorda in genere che i sette chakra sono semplicemente un po' più sofisticata versione di materia (1), corpo (2), mente (3-4), anima (5-6) e spirito (7). Oltre a questo, la cosa si complica un po'. Descrizioni della natura specifica e delle funzioni d'ogni chakra variano a volte considerevolmente, perché la maggior parte dei chakra principali svolgono funzioni differenti secondo se sono "chiusi" o "aperti". Per esempio il chakra della fronte, funziona come il centro della logica razionale quando è chiuso (o quando opera rivolto all'esterno, nella forma exoterica) e tuttavia quando è aperto (o quando esprime le sue più alte funzioni) è la porta d'accesso all'insight trascendentale, alla visione mistica e alla gnosi. Per questa ragione è comune riservare ai chakra superiori (particolarmente 5, 6 e 7) le funzioni trascendentali, ed assegnare le loro funzioni inferiori ai chakra inferiori (come il 3 e 4). In quest'esempio assegnerò quindi alla mente superiore il chakra 4, e non le sue possibilità esoteriche (o la radice di una più alta intelligenza trascendentale, chakra 6). Se avete la vostra versione favorita dei chakra, va bene che usate quella, poiché quest'esempio è solo una struttura con sette modi differenti di coscienza e potete modificare i dettagli a piacimento. Con queste condizioni in mente definirò semplicemente i chakra come: (1) materia, (2) forza biologica, prana, energia emozionale e sessuale, libido, soffio vitale, (3) mente inferiore incluso potere e intenzionalità, (4) mente superiore, inclusa la ragione, le emozioni superiori l'amore, (5) apertura psichica, visione creativa, misticismo della natura, prime fasi della coscienza spirituale e trascendentale, (6) coscienza sottile, gnosi, autentici archetipi, misticismo dei deva, (7) spirito radiante, sia manifesto sia immanifesto, l'abisso del vuoto fondamento, misticismo senza forma.
Il punto è che possiamo abbastanza facilmente classificare i tipi di visione del mondo al chakra o al livello della visone del mondo stessa, e numerosi teorici hanno fatto esattamente questo. Per dare qualche esempio che i vari teorici hanno suggerito abbiamo: la visione del mondo materialistica (come Hobbes e Marx) (chakra 1), visioni del mondo vitali e praniche come Freud e Bergson (chakra 2), visioni del mondo del potere come Nietzsche (chakra 3) visioni del mondo razionali come Cartesio (chakra 4) misticismo della Natura come Thoreau (chakra 5) misticismo dei deva come Santa Teresa d'Avila, (chakra 6) e misticismo senza forma come Meister Eckhart (chakra 7). Per utili che siano queste classificazioni, ci sono problemi che emergono immediatamente, e il solo modo per affrontare queste difficoltà consiste nell'introdurre quella che potrebbe essere chiamata un'analisi incrociata dei livelli. Per questo dobbiamo distinguere il livello da cui la visione del mondo proviene e il livello verso cu si dirige. Ad esempio Marx è spesso considerato essere un esempio tipo di materialismo (chakra 1), ma Marx non proviene dal chakra 1 o esiste al livello del chakra 1. La sola cosa al livello chakra 1 sono le rocce, la sabbia, e la materia inerte, e la dimensione materiale stessa. Marx è un pensatore molto razionale, egli proviene e funziona dal livello del chakra 4. Ma Marx seguendo Feuerbach credette che le realtà fondamentali del mondo fossero essenzialmente materiali, quindi proviene dal chakra 4 ma pone la sua attenzione al chakra 1. Similmente Freud nei suoi primi sviluppi della teoria della libido viene dal chakra 4, ma egli mirava al chakra 2 (pansessualismo). D'altro lato, si può affermare che le Deists venivano dal chakra 4 ma miravano al chakra 6, e così via.
In altre parole, questo ci permette di tracciare sia il livello da cui il soggetto proviene ed il livello di realtà (o gli oggetti) che il soggetto ritiene essere più reali. Questo immediatamente arricchisce la nostra capacità di classificare le visioni del mondo. In oltre, ciò ci permette di fare un'indagine a doppio binario: il livello del soggetto, e i livelli di realtà che il soggetto riconosce.
Ci si riferisce a questo con livelli di percezione di sé, livelli di realtà, o semplicemente livelli del soggetto e livelli dell'oggetto.(Quest'approccio trasversale e a doppio binario è stato introdotto in A Sociable God and Eye to Eye, ridefinito in Integral Psychology.)

Per usare la mia versione di livelli del soggetto (o livelli di coscienza) ho dato un breve riassunto:
sensomotorio e arcaico (chakra 1), tifonico e magico (chakra 2) mitico e mentale primitivo (chakra 3); egoico razionale, centaurico, e vision-logic (chakra 4), psichico (chakra 5), sottile (chakra 6), e causale (chakra 7). Il fatto è che soprattutto nei gradi intermedi (chakra 3,4 e 5), il soggetto o sé di questi livelli può prendere come oggetto ognuno degli altri chakra (ognuno degli altri livelli di realtà) può dirigere il pensiero verso di loro, formare teorie, creare opere d'arte su di loro. Certo quando un chakra inferiore cerca di cogliere un chakra superiore, senza trasformasi realmente in quel chakra, alcune limitazioni e inadeguatezze entrano nelle formulazioni, ma ciò non ha mai impedito di fare lo stesso così, e dobbiamo tenere conto di questo.
Improvvisamente il semplice schema a sette livelli non è più così semplice. Anche se affermiamo che solo i chakra di mezzo s'innestano in un lavoro trasversale dei livelli (il chakra inferiore, come le rocce, non fanno altrettanto; e i chakra superiori tendono ad essere transmentali, anche se possono certamente formare teorie mentali, ma li lasciamo da parte in nome della semplicità) ciò significa che i chakra 3,4 e 5 possono porre la loro attenzione su uno qualunque dei sette chakra, formando in ognuno dei casi una differente visione del mondo e ciò porta alle 25 fondamentali visioni del mondo, a partire dai sette livelli strutturali della consapevolezza nel corpo-mente dell'essere umano.
E di certo questo è solo l'inizio. Se la concezione "olonica" è: "Tutti i livelli, tutti i quadranti, linee, tipi, stati e reami", queste 25 visioni del mondo abbracciano livelli del sé (o soggetto) e livelli dei reami di realtà, (od oggetti). Dobbiamo ancora includere i quadranti in ognuno di questi livelli/reami; le differenti linee e flussi che si muovono attraverso questi livelli/reami e i vari tipi d'orientamento disponibili per ognuno, e molti stati alterati che momentaneamente irrompono nei differenti reami. Inoltre, gli individui, i gruppi, le organizzazioni, le nazioni, le civiltà tutti sottostanno a vari tipi di sviluppo attraverso ognuna di queste variabili. Tutti i fattori citati contribuiscono a differenti tipi di visione del mondo, ed ognuno di loro deve essere preso in considerazione se s'intende offrire un riassunto veramente integrale delle visioni del mondo disponibili.
C'è un requisito finale. La visione integrale per essere davvero integrale, deve trovare una via per riconoscere che tutte le visioni del mondo sono basilarmente vere (anche se parziali). Non è che i livelli superiori offrono una visione più accurata, ed i livelli inferiori offrono falsità, superstizione o sciocchezze primitive. Ci deve essere un senso in cui anche l'infantile magia dei miti di Babbo Natale è vera. Perché quelle visioni del mondo sono semplicemente il modo in cui il mondo appare da quel livello, o da quel chakra, e tutti i chakra sono ingredienti decisivi del Cosmo.
Al livello mitico Babbo Natale (o Zeus, Apollo e l'astrologia) sono una realtà fenomenologica. Non serve dire "bene siamo evoluti oltre quel livello, ed ora sappiamo che Babbo Natale non esiste" perché se ciò è vero, - e tutti i livelli appaiono falsi alla luce d'ulteriore evoluzione, allora dovremmo ammettere che i nostri stessi punti di vista, proprio ora, sono falsi, (perché un'ulteriore evoluzione andrà oltre ad essi). Ma, non è che c'è un livello di realtà (ad esempio il mio), e che le altre visioni del mondo sono tutte primitive, scorrette versioni del mio unico livello. Ognuno di questi punti di vista, è una visione corretta di un livello inferiore di realtà, e tuttavia fondamentale ed importante, non una visione scorretta dell'unico livello reale. Il concetto di sviluppo ci permette di riconoscere realtà collegate e non superstizioni primitive.
Mi viene spesso chiesto, perché tentare un'integrazione delle diverse visioni del mondo, non basterebbe celebrare la ricca diversità delle varie visioni senza cercare di integrarle? Riconoscere la diversità è certamente un nobile scopo, ed io di cuore sostengo il pluralismo. Ma, se rimaniamo soltanto alla fase di celebrare la diversità, alla fine promuoviamo la frammentazione, l'alienazione e la separazione. Tu vai per la tua strada, io per la mia e ci separiamo, ed è ciò che spesso accade nel regno dei relativisti pluralistici, che ci hanno lasciato su troppi fronti davanti ad una Torre di Babele postmoderna. Non è sufficiente i molti aspetti in cui siamo differenti, dobbiamo andare oltre ed incominciare a riconoscere i molti modi in cui siamo simili. Altrimenti collaboriamo solo all'ammassamento e non alla totalità olistica.
Per costruire sulla ricca diversità offerta dal pluralismo relativistico abbiamo bisogno di fare il passo successivo e tessere insieme tutti i fili in una bella rete di connessioni unificatrici, una tappezzeria intessuta di una maglia comune.
Abbiamo bisogno, in breve, di muoverci dal pluralismo relativistico all'integrazione universale, dobbiamo continuare a cercare "l'Uno nei Molti" che è la forma dello stesso Cosmo. Per questo io credo dovremmo tentare questi tipi d'integrazione; Potremo mai riuscirci completamente? No. Dovremmo continuare a provare? Sempre. Perché? Perché, l'intento di trovare "l'Uno nei Molti" allinea i nostri cuori e le nostre teste con "l'Uno nei Molti", che è lo stesso Spirito che brilla radiante nel mondo. Io credo che un approccio integrale (che include quadranti livelli, linee, tipi, stati e reami accoppiati allo sviluppo) sia ora uno dei tentativi più attuabili per rappresentare " "l'Uno nei Molti" perché esplicitamente comprende e onora tutte le visioni del mondo concepite che menzionerò con numerosi esempi in una lunga nota a piè pagina. Questa visione integrale funziona anche come catalogo di tutte le visioni del mondo e ci permette di apprezzare lo speciale e profondo contributo che ognuna offre. Non occorre ripetere che la mia stessa versione di questa visione integrale, anche se fosse completamente vera, è destinata a passare in successive versioni migliori.
Questo sistema d'indicazione integrale è stato usato con diverse applicazione dai siti web sulla trasformazione, alle librerie planetarie. Che il World Economic Forum recentemente ha invitato molti quadri ad un approccio di "tutti i livelli, tutti i quadranti", è forse un'indicazione della sua utilità pratica.

Le minoranze discriminate

Poiché un modello davvero integrale non cerca d'imporre a chiunque un livello o una dimensione dello sviluppo (come pluralistico, transpersonale o perfino integrale), ma segue la prima direttiva che è quella di lavorare per la salute di tutta la spirale di sviluppo, il suo approccio al problema delle minoranze è considerevolmente differente da quelli tipicamente liberali, conservatori, o anche controculturali olistici. Ciò che è necessario non è imporre il liberalismo pluralista, i valori del conservatorismo o idee olistiche a qualcuno, ma promuovere le condizioni, sia interiori, sia esteriori, permetteranno agli individui e alle culture di svilupparsi lungo la spirale secondo le loro possibilità, e a modo loro.
La stessa cosa è vera per i paesi in via di sviluppo.
Un esempio specifico con l'UNICEF merita di essere esaminato.



TUTTI I LIVELLI, TUTTI I QUADRANTI, TUTTE LE LINEE:
UN RIASSUNTO DELL'UNICEF

"Il processo dello "Sviluppo Integrale" e l'Approccio Integrativo: "Tutti i livelli, tutti i quadranti, tutte le linee"fa parte di una serie di presentazioni della Schaik Development Associates, consiglieri dell'UNICEF. Hanno presentato i quattro quadranti con esempi per ognuno, hanno sommato i principali livelli d'ogni quadrante, e hanno indicato l'importanza di numerose linee di sviluppo o sentieri di progresso in un modo relativamente indipendente, attraverso le diverse onde. (Vedi la figura 5 presentata da Schaik Development Associates.) Essi affermano che "questa è la più ampia visione all'interno della quale tutte le idee e gli sviluppi con cui l'UNICEF si confronta, devono essere osservati.

Fig. 5

Poi affrontano aspetti specifici: "Per approfondire la nostra comprensione della complessa ed interrelata natura del mondo, è cruciale una cartografia dello sviluppo della coscienza nell'evoluzione sociale e culturale. E questa deve avere un approccio integrale per assicurare che l'evoluzione, e di conseguenza lo stato in cui si trovano i bambini, l'umanità, la cultura e la società ritornino ad uno stato di processo sostenibile." Essi indicano che "ciò richiede uno schema che ci permetta di andare più a fondo della semplice comprensione del sistema della mera superficie o web, e più ampia di una comprensione culturale della diversità." In altre parole, dobbiamo andare oltre i sistemi standard d'analisi (che coprono solo il quadrante destro superiore), e oltre ad una semplice accettazione del pluralismo e della diversità. Ciò che è necessario, essi affermano, è un approccio "Tutti i livelli, tutti i quadranti, tutte le linee".
Attraverso di questo essi presentano una critica ai risultati delle attività del passato dell'UNICEF e delle Nazioni Unite.
"Chiaramente il processo di sviluppo deve rappresentare tutti quattro questi quadranti in maniera integrativa se intende mantenere una direzione sostenibile. Ma è altrettanto chiaro quando guardiamo all'evoluzione del coinvolgimento UNICEF in questo processo con il più ampio processo dello sviluppo umano e quanto s'influenzino un l'altro; quel progresso sino ad oggi ha avuto gravi mancanze nel produrre cambiamenti significativi. Tentativi di comprendere cambiamento, trasformazione e sviluppo, hanno poche prospettive di successo senza la comprensione della natura dell'evoluzione o del dischiudersi della coscienza umana, ".
Poi indicano chiaramente una ragione principale per alcuni dei fallimenti passati dell'UNICEF e delle Nazioni Unite. "Le attività dell'UNICEF hanno largamente operato nei quadrante destro superiore ed inferiore, cioè i quadranti oggettivi ed esteriori (individuali e sociali), e hanno in gran parte i quadranti interiori e culturali." Questo tipo d'approccio precipuo del lato destro l'ho anche indicato come "monologico" (un'altra parola per appiattimento, flatland) e così procede l'analisi: "Probabilmente per un eccesso di visione monologica dello sviluppo umano il metodi dell'UNICEF e delle NU non hanno avuto successo, o semplicemente non hanno provato, a diversi livelli della mappa in cui erano coinvolti, la visione più ampia.
Questa visione monologica può essere stata necessaria nel breve termine quando la coscienza umana si muoveva attraverso, e si sta ancora muovendo attraverso, le fasi culturali, arcaiche, magiche o mitiche verso il razionale (
(ed esitantemente ora verso il vision logic, pensiero sintetico integrato, o la logica della rete). Ma è ora imperativo che queste organizzazioni adottino un approccio post o transrazionale, che incorpori le idee positive del livello razionale {e aggiungerei: incorpori i contributi positivi di tutte le onde precedenti} ma li trascenda per un livello di coscienza post-razionale più alto o più profondo, in tutti i quattro quadranti."
Quindi riassumono la storia dei diversi programmi dell'UNICEF, rilevando che per importanti che fossero tutti mettevano a fuoco principalmente iniziative del lato destro.
Gli anni 50 furono l'era delle campagne contro la malattia. "L'enfasi era sul quadrante superiore destro, che è misurabile, osservabile e oggettivo".
Gli anni 60 furono la decade dello sviluppo. "L'enfasi ora sul quadrante destro inferiore, che è adattamento funzionale".
Gli anni 70 furono l'era delle alternative. Ma tutte le alternative erano principalmente dei quadranti di destra".
Gli anni 80 furono gli anni della sopravivenza del bambino. Senza menzione dell'interiore o di sviluppo interiore.
Gli anni 90 furono gli anni dei diritti del bambino. (tutti visti in termini comportamentali) che presto dette vita all'era dello sforzo dei donatori. "I Donatori ed i Governi ritornarono a (regredirono a) allo stato pre-globale del nazionalismo, disturbati dai problemi di casa e dalla mancanza di comprensione portarono avanti la sviante nozione che tutte le prospettive sono equivalenti (follia aprospettica e relativismo pluralistico)". Ho spesso pensato che ogni olone, per sopravvivere ha bisogno di un equilibrio tra giustizia e diritti (rappresentanza) con sollecitudine e responsabilità (comunione) e loro ripetono la stessa cosa dicendo che gli sforzi precedenti dell'UNICEF e delle Nazioni Unite non avevano "una chiara giustapposizione dei diritti (giustizia) alla giurisprudenza (cura e responsabilità) ed al livello globale."
Prendendo in considerazione tutti i fattori sopra indicati concludono che:
gli anni del 2000 sono l'era dell'approccio Integrale: "Da qui si vede il processo del cambiamento sostenibile da un punto di vista integrativo che esplora più profondamente i due quadranti del lato sinistro dell'intenzione e della cultura. Certamente per l'UNICEF ciò sarà particolarmente enfatizzato nei riguardi dei bambini, dei giovani e delle donne."
Il problema a questo punto è che tutte le idee durante queste cinque decadi sono state monologiche ad un livello che escludeva la comprensione dei bisogni di sviluppo interiore/soggettivo negli individui e nelle società per rendere sostenibile questo processo di cambiamento e in particolare di trasformazione".
Concludono che "deve essere assunto un approccio di tutti i livelli e tutti i quadranti, unicamente disegnato per ogni specifica situazione, per "assicurare che le azioni che tentiamo o i programmi/idee/metafore proponiamo, abbiano qualche probabilità di essere parte di un processo di cambiamento, sostenibile, indirizzato e trasformativo."
Lasciatemi sottolineare (come fanno gli Schaik Associates) che un tale approccio integrale deve essere sostenuto con la massima cura, preoccupazione e compassione. Nessuno dei livelli linee e quadranti e definito secondo una linea rigida o predeterminata o in modo giudicante.
Il punto delle ricerche evolutive non è per gente chiusa nel suo nido o per chi giudica inferiore o superiore, ma per agire come direttive per possibili potenziali che non sono utilizzati. La prima direttiva è quella che ci chiede di onorare e apprezzare i contributi necessari, vitali ed insostituibili da ognuna delle onde del dispiegarsi della coscienza, ed agire così da promuovere il bene dell'intera spirale, e non per un determinato campo.
Allo stesso tempo c'invita ad offrire, come un gentile suggerimento, la concezione di un più ampio spettro della coscienza, una completa spirale dello sviluppo, cosicché gli individui e le culture (inclusa la nostra) che non sono consapevoli di alcune delle dimensioni più profonde o più alte delle possibilità umane possano scegliere di agire per queste risorse straordinarie, che a turno possono permetterci di risolvere alcuni dei complessi problemi che non sono stati ancora raggiunti da approcci meno integrali.
Queste sono solo alcune delle aree nelle quali l'interesse per un approccio più integrale o "di tutti i livelli tutti i quadranti" sta avendo alcune applicazioni immediate. Ci sono altre aree che non ho menzionato: il femminismo integrale, la legge integrale, teorie integrali dell'arte e della letteratura, e anche una riforma carceraria integrale. Alcuni di questi approcci sono messi in luce in un libro che sarà edito da Shambhala, composto da un team of scrittori capeggiati da Jack Crittenden, e provvisoriamente intitolato Kindred Visions - Ken Wilber and Other Leading Integral Thinkers, con i contributi di Alex Grey, Stan Grof, Jim Garrison, Joyce Nielsen, Ed Kowalczyk, T George Harris, Marilyn Schlitz, Georg Feuerstein, Larry Dossey, Jenny Wade, Juan Pascual-Leone, Michael Lerner, James Fadiman, Roger Walsh, Leland van den Daele, Francisco Varela and Robert Shear, George Leonard, Michael Zimmerman, Father Thomas Keating, Ervin Laszlo, Thomas McCarthy for Jurgen Habermas, Eduardo Mendieta for Karl-Otto Apel, Hameed Ali, Robert Frager, Drexel Sprecher, Lawrence Chickering, Gus di Zegera, Elizabeth Debold, Lama Surya Das, Rabbi Zalman-Schachter Shalomi, Mitchell Kapor, Michael Washburn, Don Beck, Frances Vaughan, Robert Forman, Mike Murphy, Max Velmans, Tony Schwartz, David Chalmers, Susanne Cook-Greuter, Howard Gardner, Robert Kegan, John Searle, and Charles Taylor, e molti altri. Tutti questi uomini e donne hanno contribuito nei loro modi specifici, ad una più integrale e armoniosa visone del Kosmo.

L'Istituto Integrale

Molti dei teorici che hanno contribuito a Kindred Visions e molti di quelli presentati nella sezione delle applicazioni si sono uniti a me e a Paul Gerstenberger a fondare l'Istituto Integrale. Abbiamo in programma di avere rami dedicati alla medicina integrale, alla politica integrale, alla spiritualità integrale, agli affari integrali, all'ecologia integrale, all'educazione integrale, e così via. L'Istituto Integrale spera di essere una nuova organizzazione a ombrello per studi autenticamente integrali, e un mezzo per sostanziali scoperte in progetti integrali. Intendiamo aprire un centro integrale come quartier generale dell'Istituto (a New York e/o a San Francisco), e abbiamo già avviato Integral Media con Shambhala.
Se siete interessati all'Istituto, per ulteriori annunci, state in contatto con il sito Internet Shambhala.com.



ONE TASTE

Per passare dalla teoria al personale. Appena finii di scrivere The Marriage of Sense and Soul, decisi di tenere un diario per un anno. La prima ragione per farlo è stata che pensavo che la maggior parte degli scritti accademici evita qualunque tipo d'apertura personale o d'affermazioni soggettive, che sono considerati evidenti segni di "riferimento non obbiettivo". Questo atteggiamento ha dei meriti, ma non sempre, soprattutto se l'area di ricerca è il mondo soggettivo. Così decisi di tenere per un anno un diario che riportasse la cronaca delle mie attività d'ogni giorno, inclusa la pratica spirituale. Ciò permetterà alla gente di giudicare la natura e la profondità, o la mancanza di profondità, della mia comprensione degli argomenti su cui scrivo.
Il diario si rivelò essere molto più difficile e complicato di quanto avessi pensato. Per incominciare, con il fatto che intendevo pubblicarlo fu quasi impossibile scrivere in modo imprudente, e non intendo lo scrivere su cose negative, ma riguardo alle positive. Ogni volta che qualcosa di particolarmente buono mi accadeva, una bella recensione di un libro per esempio, io, come credo chiunque altro lo annotavo brevemente sul diario. Ma appena i lettori avessero letto quella nota avrebbero subito detto "guarda che persona egocentrica". Ciò che non capii fu che poiché decidevo di pubblicarlo, ogni frase avrebbe avuto attorno una particolare cornice implicita con scritto sopra "voglio che tu sappia questo."Così qualunque cosa avessi scritto per registrare qualcosa di positivo su di me ed il mio lavoro avrebbe dato l'impressione di: "ecco un'altro tipo di narcisista."
Quando finalmente lo capii, ciò rimescolò il mio lavoro. Se avessi dovuto scrivere le note di quello sviluppo positivo in un "vero" diario, che, ad esempio, doveva essere pubblicato solo dopo la mia morte la cosa sarebbe stata la più normale al mondo. Ma fare la stessa cosa e pubblicarla mentre ero in vita non avrebbe funzionato. Ho lasciato solo poche di quelle notizie positive, abbastanza perché la gente mi gridasse "egocentrico", anche se alla fine quasi tutte furono tralasciate.
La stessa cosa si applica ai miei commenti critici che posso avere sugli altri. Ho trovato che anche questi non funzionano. Ne ho lasciati pochi, ma alla fine sono giunto a comprendere le due regole di un diario da pubblicare mentre si è in vita: non dire nulla di positivo su di te e nulla di negativo sugli altri.
Ciò restringe lo scopo, non è vero? Ciò che rimaneva e ciò che ad ogni modo volevo mettere a fuoco, era un resoconto dettagliato delle mie pratiche spirituali e di meditazione; e un tipo di diario filosofico, o la cronaca di alcune delle idee che sentivo essere più importanti, mentre si dispiegavano in me. In questo caso credo di esserci riuscito. Dopo Grace and Grit e Sex Ecology and Spirituality, ho ricevuto dai lettori di One Taste le più calde ed entusiastiche lettere che per qualunque altro dei miei lavori.
Ciò che volevo maggiormente trasmettere in One Teste era il concetto di vita integrale, una vita che trova spazio per il corpo la mente, l'anima e lo spirito, mentre si dispiegano nel sé nella cultura e nella natura. Non che io abbia realizzato una vita integrale, non l'ho mai preteso, ma semplicemente come un ideale meritevole d'aspirazione. Infatti, tutto il messaggio di One Taste, è contenuto nell'articolo del 17 novembre.
La maggior parte dei nostri libri spirituali sono dei trattati sulla vita spirituale separata dalla vita reale. Quando leggiamo un libro intitolato "Come Conoscere Dio" o "Come Ritrovare il Tuo Sacro Sé", non ci aspettiamo di trovare capitoli sul fare denaro, il sesso, il bere vino e le vacanze alle Hawaii. E' quindi profondamente raro vedere resoconti di autentiche esperienze spirituali nel mezzo di una gita a South Beach, ed è esattamente per questo che l'ho fatto. E di nuovo, non che io abbia padroneggiato questo contesto integrale, ma semplicemente volevo un giornale che non dividesse in compartimenti, che non mettesse la spiritualità contro la vita, ma che piuttosto mettesse la spiritualità nel bel mezzo del lavoro quotidiano, il gioco, i party, le malattie, le vacanze, il sesso il denaro e la famiglia, e che invitasse il lettore ad essere più amichevole nei confronti verso un approccio integrale nelle loro stesse vite. Certamente ci sono momenti in cui è perfettamente appropriato fare temporaneamente dei compartimenti per mettere a fuoco un particolare tipo di sviluppo specifico, sia che si tratti di imparare a cucinare, o applicare una pratica contemplativa ad un ritiro di meditazione, o di andare a fare una camminata nella natura. Per lo sviluppo spirituale sono sempre stato un forte sostenitore della meditazione, in ognuna delle sue numerose forme. Così il secondo punto principale che volevo affrontare in One Taste è l'importanza della meditazione come parte di una pratica integrale. Questo è d'importanza cruciale per rafforzare la consapevolezza e permetterle così di rimanere stabile mentre si passa dalla veglia, ai sogni e al sonno profondo. Più siamo capaci di accedere a questa "consapevolezza costante" o "vigilanza di base" (che è presente in tutti gli stati, veglia, sogno e sonno) più diventiamo vivi di fronte alla Presenza costante dello Spirito che è sempre presente. Molti leggendo One Taste affermarono che questa è la più forte intuizione sul risveglio che non avevano mai ricevuto da un libro. Precedentemente essi immaginavano che la spiritualità comportasse un cambiare gli oggetti della consapevolezza, penando in modo olistico invece che analitico, o cercando di provare compassione anziché odio. Leggendo compresero che la vera spiritualità implica guardare all'interno del soggetto della consapevolezza, e non semplicemente riarrangiare gli oggetti della consapevolezza. Restando nella consapevolezza del puro soggetto, anche mentre differenti stati vanno e vengono, si è portati sempre più faccia a faccia con lo Spirito radiante, che è l'ultimo soggetto o Sé, è il sé del Cosmo nel suo tutto (e a quel punto sia il soggetto sia l'oggetto si abbracciano in One Taste).
Il feedback che di gran lunga ho ricevuto di più da One Taste è stato: "Ho iniziato a meditare" oppure "dopo aver letto il libro sono andato ad un ritiro di meditazione intensiva" o "ho fatto il voto di rafforzare le mie pratiche meditative." Questo è il solo risultato che speravo il libro potesse avere. In verità adottare una nuova filosofia olistica, o pensare in termini integrali, o credere in Gaia - per quanto importanti posano essere queste cose, sono le meno importanti quando si tratta di trasformazione spirituale. Trovare "il chi" che crede in tutte queste cose: la è la porta verso Dio.

La critica e la mia risposta

Dopo la pubblicazione del mio lavoro, la seconda domanda maggiormente posta è: come affronto che il mio lavoro sia travisato? E la mia riposta è: non molto bene. Temo che potrei usare qualunque misuratore tu possa avere. Poiché è una domanda così comune penso che potrei dire qualcosa su ciò. Un critico ha scritto "Wilber è diventato uno dei teorici più influenti del mondo d'oggi. Ironicamente è anche uno dei più travisati. C'è da chiedersi se è famoso per quello che ha detto o per quello che non ha detto". Questo critico mi dette poi una lunga lista di credenze a me ascritte, credenze che ho non avevo mai avuto o che avevo molti anni fa e che da molto tempo ho abbandonato. Questo non per dire che non esiste una critica efficace al mio materiale, solo che la critica davvero informata è rara e così la maggior parte del tempo mi riduco a citare come difesa che "non è questo quello che ho detto". Non si chiede che i critici siano d'accordo con te, ma solo che osservino attentamente il punto di vista che poi attaccano. Un rapido esempio di quest'anno:
Stanley Krippner e Allan Combs hanno pubblicato un brano assai critico sul mio lavoro e hanno proposto un modello che, secondo loro, ne superava le limitazioni. Il fatto è che il modello che attaccavano era il modello Wilber-2 (un modello a livelli lineari), che non sostengo più dal 1981, e il modello che hanno proposto era essenzialmente al modello Wilber-3 (di strutture, stati e campi) che è il modello che ho presentato negli ultimi quindici anni. Ho scritto una replica sottolineando che ero stato mal interpretato, e Combs rispose con un aggressivo contrattacco che terminava "Ken, noi comprendiamo il tuo modello. Semplicemente non siamo d'accordo." Di nuovo nel suo ribattere ha proposto come mio modello il Wilber-2, vecchio di 15 anni, e non ha mai neppure menzionato il Wilber-3 (anche se quel modello è molto simile a quello che Combs stava difendendo con forza). La pretesa espressa con: "comprendiamo il tuo modello", era tristemente falsa.
Ho esitato ad usare quest'esempio perché Combs e uno studioso profondo e sensibile e quando quest'incomprensione è stata chiarita egli ha, immediatamente e generosamente, fatto dei passi per correggerla. Inoltre sono un ammiratore del lavoro di Allan e gli auguro il meglio. Il mio punto è solo che se studiosi dotati come Krippner e Combs possono rappresentare tanto malamente il mio lavoro, si può immaginare come finisce quando si trova in mani meno sensibili.
(Gli autori che preparano la sezione dedicata alla critica Kindred Visions segnalano che l'85% delle critiche pubblicate sul mio lavoro sono o sbagliate o distorte, e ciò è impressionante.)
Invero comprendo le difficoltà che sono implicate. Spesso un critico legge un libro o due, si eccita riguardo ad alcune idee, si irrita per altre e quindi scrive una critica per distruggermi, spesso inconsapevole che ho risposto a tali obiezioni in altri scritti. Per comprendere davvero il mio sistema si devono leggere sei o sette libri almeno, e comprendo che molta gente non abbia voglia di farlo. Negli anni ho cercato di imparare ad essere più gentile nelle mia reazione a questi fatti. Non posso affermare completo successo ma sto certamente provandoci.

Vero ma parziale

Uno degli aspetti inaspettati del presentare una pratica spirituale più integrale è che molti furono spinti a pensare, per confronto, che sbagliavano nelle loro pratiche. Questo non era di certo il mio intento e mi scuso per ogni insensibilità qui implicata, così permettete che rimedi la situazione.
Numerosi brani di One Taste, il 18 giugno per esempio, suggeriscono un tipo integrale di pratica trasformativa che sia di tutti i livelli e tutti i quadranti.
L'idea è abbastanza semplice, come ho suggerito precedentemente (in pratica si tratta di esercitare i livelli fisico mentale e spirituale, in sé, nella cultura e nella natura).
Ho dato numerosi esempi di esercizi specifici per ogni quadrante e livello, e ho suggerito che la gente ne pratichi quanti ne può contemporaneamente per accrescere sinergicamente l'efficacia di ognuno. Questa è un bella idea, e meritevole di essere seguita ma presa alla lettera può sembrare qualcosa come un ordine Fascista "Cresceremo e ci svilupperemo! March! march! march!" Come spesso Mike Murphy ed io diciamo scherzando: dobbiamo finirla di procurare ernie metafisiche alla gente.
Il mio intento invece era semplicemente suggerire che agli individui poteva piacere incrementare le loro pratiche con alcune altre di aree che stavano forse trascurando, per completare e non per criticare le loro attuali pratiche. Per esempio se stai facendo psicoterapia potresti volervi aggiungere la meditazione (o vice versa). Se stai facendo delle pratiche che mettono a fuoco in modo particolare l'io, potresti volerle completare con altre che si indirizzano sulla cultura (le relazioni, la terapia di gruppo, il servizio alla comunità) o alla natura (legame con l'esterno, rituali neopagani, passeggiate nella natura), e così via.
Ho continuato in molti libri a spiegare suggerimenti per un approccio più integrale in diversi campi, ed ho avuto principalmente due reazioni a questo lavoro. La prima e, per fortuna, la più frequente è stata entusiastica. L'altra è stata negativa e spesso irata. Questa rabbia è in parte una reazione ai miei tre libri irati (vedi l'introduzione ai capitoli sei e sette della mia opera completa). Ma gran parte di questa rabbia dipende semplicemente dal fatto che certa gente si offende per il mio approccio integrale perché sentono che voglio forzarli a queste idee, che il riassunto olistico che suggerito in qualche modo li derubi della loro libertà, che queste idee sono una camicia di forza contro di cui devono combattere. Nel clima di oggi di pluralismo postmoderno, poiché non esiste qualcosa che possa definirsi realtà obiettiva le discussioni si basano quasi interamente nell'attaccare il soggetto che sostiene tali credenze. La forma accettata nelle discussioni d'oggi è così profondamente ad hominem: Einstein è una persona depravata, quindi "E" non corrisponde a "mc al quadrato". Allo stesso modo il miglior mezzo per combattere questa visione integrale, non consiste nel confrontarsi con le idee e le scoperte presentate, ma semplicemente screditare me come persona (i due modi più comuni sono: non soddisfo la loro immagine di spirituale e sono apparentemente un po' più autoritario di Mussolini). Queste accuse mi sono rivolte esclusivamente da gente che non mi ha incontrato. Tuttavia comprendo anche questa lamentela e, francamente, in un certo modo ho simpatia per essa, queste idee possono certamente essere utilizzate con un tono autoritario. Il mio lavoro è un edificio odiosamente imponente, c'è semplicemente un dannato mucchio di roba dentro, come ho detto sopra non puoi veramente cominciare a cogliere questo "sistema" senza aver letto numerosi libri abbastanza difficili, e i miei occasionali brani con uno stile wilberiano che colpisce alla testa e non aiuta la gente a sentirsi a suo agio. Inoltre il mio lavoro è una struttura così ampia che molti teorici credono che per offrire un loro contributo, devono differenziarsi da me attaccandomi, l'unico modo che hanno per farsi un nome è quello di buttarmi giù. Tutto questo mi preoccupa e io sto tentando costantemente, spesso senza riuscirvi, a trovare modi più felici ed economici per presentare una visione integrale del cosmo.
Poiché il reale scopo del mio scrivere non è quello che si debba pensare in questo modo. Il vero intento è: ecco alcune delle molte importanti sfaccettature di questo straordinario Cosmo, hai pensato ad includerle nella tua visone del mondo? Il mio lavoro è un tentativo di dare spazio nel cosmo a tutte le dimensioni, a tutti i livelli, gli ambiti, le onde, i modi e gli individui, le culture e così via ad infinitum. Ho un regola base: Ognuno ha ragione. Più specificamente ognuno, me incluso, ha qualche frammento importante di verità, e tutti questi frammenti di verità devono essere onorati, rispettati ed inclusi in un più ampio spazioso e compassionevole abbraccio. Ai Freudiani dico: avete guardato al buddhismo? Ai buddisti chiedo: avete studiato Freud? Ai liberali dico avete pensato a quanto siano importanti alcune idee conservatrici? Ai conservatori dico: non potete includere una prospettiva più liberale? E così via In nessun punto ho detto: Freud sbaglia, Buddha sbaglia, i liberali sbagliano, i conservatori hanno torto. Ho solo suggerito che quanto affermano è vero, ma parziale. I miei scritti critici non hanno mai attaccato le credenze al centro d'alcuna disciplina, solo la pretesa che quella particolare disciplina rappresentasse l'unica verità e su questo terreno sono stato spesso drastico. Credo onestamente tuttavia, che ogni approccio sia essenzialmente vero ma parziale, vero ma parziale, vero ma parziale. Sulla mia tomba spero di cuore che un giorno qualcuno scriverà: egli era vero ma parziale.

Ed è tutto annullato

Quando si è detto tutto, quando le discussioni e le teorie riposano, e l'io separato depone la sua stanca testa sul cuscino della sua stessa insoddisfazione, che cosa accade allora? Quando mi abbandono all'IO-io, e l'infinito spazio della purezza primordiale mi satura nell'Essere, quando mi abbandono all'IO, io, ed il vuoto senza tempo della sempre presente consapevolezza compenetra l'io e lo riempie con una Pienezza che non potrà mai essere contenuta, allora tutte le ansietà della vita ritornano alla loro sorgente, a Dio e alla Madre Divina e solo l'IO-io risplende nel mondo che l'IO-io stesso ha creato. Dove sono allora le sofferenze e come puoi concepire mancanze? Là nel Cuore, dove la tortura della matematica e il dolore della fisica non trovano appiglio, tutte le cose luminose e belle danzano nel glorioso sole del giorno, a lungo dimenticato dalla contrazione del sé senza amore e senza speranza, dio della sua stessa percezione, ingegnere della sua agonia. E' veramente un gioco, che sonnambuli siamo. Nulla davvero accade, nulla si muove nel tempo e nello spazio, è tutto così dolorosamente ovvio che distolgo gli occhi dall'accecante verità. Ma eccoci qui. Tu ed io, ed è proprio quel "Tu ed Io" la forma dello Spirito in questo ed in tutti i mondi. Perché nell'intero cosmo c'è solo un Sé, nell'intero Cosmo c'è un solo Spirito, per cui il Sé che legge questa pagina è esattamente lo stesso Sé che l'ha scritta. Cerchiamo allora, Tu ed Io, di riconoscere chi e che cosa siamo. Sarò con te sino alla fine del mondo e tu sarai con me, perché c'è un solo Sé: il miracolo dello Spirito. Saremo insieme per sempre nel mondo dei "Molti che sono Uno", ed è per questo che non siamo mai stati separati. Come la Consapevolezza è un singolare, ed il Sé è Uno, e non và né viene, così "Tu ed Io" siamo quel Sé per sempre, e sempre, senza fine.
Molte grazie per esser venuto con me in questo viaggio, guidandomi ed illuminandomi sino alla fine, perdonandomi sempre, ed essendo "Tu ed Io".

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