Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale

Dott. Filippo Falzoni Gallerani
A. R. A. T. Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale
Piazza Castello, 23 - 20121 Milano
Tel. Fax 02-86 99 84 64
e-mail: filippo.falzoni@fastwebnet.it



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IL REBIRTHING TRANSPERSONALE




In questi anni un crescente scambio tra le scuole più avanzate della psicologia dell'antropologia e persino della Fisica (che studiando la materia è giunta a dimensioni che implicano una riconcettualizzazione olistica, in cui coscienza, energia e materia sono aspetti della stessa indivisibile unità), ha portato ad una riscoperta e ad una meritata valutazione delle scuole di autoconoscenza e saggezza che l'Oriente, e l'India in particolare, hanno da offrirci.
Ken Wilber

Il Rebirthing è un moderno approccio alla salute olistica, ma se le sue origini sono antiche, con punti in comune con il Pranayama del Kundalini Yoga e alcune pratiche del Taoismo.
In Italia questa tecnica è stata sviluppata come metodo specifico in linea con i principi della Psicologia Transpersonale, (differenziandosi dalle scuole di origine statunitense), dal Dott. Filippo Falzoni Gallerani, autore di "IL RESPIRO DELL'ANIMA" (Armenia 1991) ristampato nel 2004 con il titolo "IL POTERE DI GUARIGIONE DEL RESPIRO" e di "REBIRTHING TRANSPERSONALE" (Rusconi 1996 ora esaurito). Ha recentemente pubblicato un nuovo libro di oltre 700 pagine: "L'IO TRASPARENTE" (che contiene una parte antologica con brani di diversi autori) che può essere richiesto all'Associazione.
Il Rebirthing applicato dalla scuola Transpersonale, si rivela un metodo attraverso il quale si può ottenere un rapido processo d'autoguarigione e risveglio interiore per la soluzione di molti disturbi come l'ansia, la depressione e gli attacchi di panico. La respirazione infatti è fattore cruciale per la salute fisica ed emotiva degli individui e questo metodo induce in poche sedute una profonda liberazione dai blocchi e dalle tensioni che rendono il respiro irregolare e rigido, donando vitalità, vigore ed equilibrio.
Il Rebirthing Transpersonale, oltre ad essere un efficace catalizzatore di grande potenziale terapeutico si dimostra un potente strumento per entrare in contatto con stati non ordinari di coscienza, stati meditativi, di iperlucidità e con dimensioni coscienziali non ordinarie, favorendo lo sviluppo della consapevolezza e dell'intuizione.
La Psicologia Transpersonale è quell'area della scienza psicologica che affronta lo sviluppo degli aspetti migliori dell'individuo. E' detta "Transpersonale" perché indirizzata a qualcosa che va oltre all'io e trascende l'atteggiamento egocentrico e l'identificazione esclusiva con la personalità e l'io sociale.
Una psicologia che non focalizza la sua attenzione esclusivamente sulla patologia, ma che riconosce la parte sana della mente ed il suo potenziale attraverso i sentieri che conducono alla liberazione, alla felicità, alla realizzazione di sé, all'esperienza cioè della sacralità e bellezza di una vita pienamente vissuta. Queste esperienze di "risveglio" sono caratteristiche delle tradizioni Orientali dello Yoga, dell'Advaita Vedanta, del Buddhismo Mahayana e dello Zen, ma sono comuni ad ogni cultura e sono state recentemente riscoperte ed adattate all'uomo occidentale dalla Psicologia Transpersonale.
L'individuo può liberarsi dal conflitto interiore e dal chiacchierio mentale che conduce a percezioni distorte e condizionate, e può riconoscere il suo Sé Transpersonale e riunirsi alla propria natura profonda. Essa non è schiava delle fluttuazioni della mente e degli impulsi del corpo, bensì può dirigere con saggezza ed utilizzare al meglio mente e corpo. Ciò porta ad incomparabile lucidità, salute ed efficienza psicofisica. Gli psicologi transpersonali hanno costatato che seppure ogni cultura abbia creato religioni che mostrano profonde differenze nei loro aspetti esteriori, mitologici e rituali, tuttavia nella loro essenza ci sono fondamentali punti di contatto che rappresentano l'espressione del bisogno di autotrascendenza o conoscenza di più sottili dimensioni dell'essere. La ricerca interiore conduce alla conoscenza di Sé e culmina con la liberazione dalla sofferenza e la "comprensione intuitiva della natura dell'Essere". Questa parte "più vera" delle religioni, è stata definita "Filosofia Perenne". In essa è fondamentale l'idea che l'essere umano vive una realtà che si manifesta su diversi livelli o piani, e che ciascun livello può essere integrato e trasceso sino al ricongiungimento con l'Uno, la Coscienza Cosmica, l'esperienza del Divino nell'uomo e dell'unità della Vita. I livelli possono essere riassunti in corpo, mente, anima e spirito. Con gli "occhi della carne" vediamo gli oggetti materiali, con gli "occhi della mente" vediamo i concetti, le idee e le teorie, con gli "occhi dell'anima" abbiamo percezione dei mondi "sottili", e con gli occhi della contemplazione c'immedesimiamo nello spirito che è l'essenza della coscienza e il substrato incontaminato in cui sorgono e svaniscono tutti i fenomeni.
Ken Wilber, uno dei più grandi filosofi contemporanei, che affronta da prospettive scientifiche il problema umano verso un'integrazione di scienza e ricerca interiore, definito da molti "il tanto atteso Einstein delle ricerche sulla coscienza" dice della Psicologia Transpersonale: "Lo scopo della Psicologia Transpersonale è quello di offrire una presentazione psicologica della Filosofia Perenne e della Grande Catena dell'Essere, completamente riadattata e inserita nelle moderne scoperte e ricerche scientifiche. Essa riconosce pienamente ed incorpora le scoperte della moderna psichiatria, del comportamentismo e della psicologia evolutiva, ma aggiunge, quando necessario, le ulteriori intuizioni ed esperienze delle dimensioni esistenziali e spirituali dell'essere umano."
Oggi molti individui sono pronti ad entrare in contatto con il mondo interiore, perché iniziano a rendersi conto che la felicità non può essere trovata nell'attaccamento agli oggetti dei sensi e ai fenomeni del divenire. Con le ricerche in campo transpersonale, non solo si sono aperti orizzonti straordinari del potenziale dell'anima umana, ma si è costatato che il contatto con il Sé profondo può liberare gli individui dalla sofferenza e dalla malattia. Questi studi interessano oggi le grandi università e non sono più relegati nell'ambito delle culture alternative o religiose in quanto queste ricerche sono empiriche ed esperienziali, e non sono né dogmatiche né limitate ad alcun particolare credo.
Scopo dell' A. R. A. T. (Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale) è una corretta diffusione del metodo e del suo substrato filosofico e psicospirituale che si basa su numerosi testi che racchiudono gli insegnamenti e i concetti fondamentali delle fonti più autorevoli, indispensabili per integrare la Filosofia Perenne e le tradizioni dell'Oriente con il pensiero scientifico moderno. Benché la preparazione di chi l'insegna deve essere profonda, il metodo si rivela molto semplice ed efficace e privo di controindicazioni, e può essere applicato da individui d'ogni età e livello culturale.




REBIRTHING TRANSPERSONALE
DIFFERENZE SOSTANZIALI CON ALTRI METODI
Altri sentieri si sforzano di raggiungere qualcosa, l'autoindagine cerca colui che fa lo sforzo.
RAMANA MAHARSHI

Ho spesso trovato difficoltà nel far comprendere la profonda differenza tra il Rebirthing ad Approccio Transpersonale e altri modi d'applicazione del Rebirthing, e scrivo queste pagine per chiarire quanto credo sia essenziale. Questa comprensione è indispensabile per avere una prospettiva corretta nel giudicare il metodo nella confusione delle tante scuole sorte negli ultimi anni.
Prima di dire che cosa è il Rebirthing Transpersonale inizierò con il dire che cosa non è, dato che molte correnti di Rebirthing, influenzate dagli aspetti più superficiali del movimento new age, presentano spesso lacune e approcci fantasiosi che possono sviare. La new age rappresenta a volte, importanti sintesi della spiritualità in chiave moderna con valide intuizioni, ma presenta spesso aspetti troppo semplicistici, a livello del pensiero magico, ben lontani dalla seria ricerca, e pratiche prive di efficacia trasformativa, se non perfino dannose.
Il Rebirthing Transpersonale, ad esempio, non considera accettabile il concetto tanto in voga: "Il pensiero crea". Un conto è il legame tra osservatore e osservato che la fisica quantistica riconosce, o la natura "causale" della coscienza-consapevolezza, della Mente con l'emme maiuscola, altro affermare che il chiacchierio mentale determini gli eventi, che attraverso la semplice ripetizione di affermazioni otterremo tutto e che l'ego, attraverso il pensiero, può esaudire tutti i desideri, creare la propria realtà e influenzare la materia. La padronanza della mente e il controllo del pensiero sono importanti aspetti del percorso d'autoconoscenza, ma credere che possiamo ottenere tutto quello che pensiamo è forviante. Quest'approccio può condurre la persona fragile solo al narcisismo e alla regressione all'onnipotenza infantile, piuttosto che al successo e alla liberazione. La situazione in questo caso invece che "terapeutica" diventa patogena o si limita a un "vendere illusioni" che possono offrire solo momentaneo sollievo, per poi condurre alla delusione.
Un altro errore di prospettiva accettato da diverse correnti mi pare questo: poiché quando si sta bene i nostri pensieri sono tendenzialmente positivi e ottimistici, quando si sta male basterà ripetere pensieri positivi e ottimistici per stare bene. Non possiamo ingannarci da soli fino a questo punto e tutti possiamo costatare che sorriderci allo specchio quando siamo depressi non basta e non funziona. Il pensiero creativo e trasformativo, se mai, nasce spontaneo ed emerge dal profondo. Certamente osservare i pensieri e riconoscerne i limiti, vederne in trasparenza la rete e trovare migliori traduzioni della realtà è importante, ma non si tratta mai di uno sforzo di rendere positivo il pensiero. La pace mentale si manifesta nella calma senza desideri, non quando siamo attaccati a dei risultati, a dei progetti e in balia delle aspettative. Questo desiderare che è spesso solo un'espressione dell'ego, anche se ci facesse ottenere quanto desideriamo, non è detto che sortirà poi il nostro bene e ci renderà felici.
L'approccio transpersonale, attraverso una passiva osservazione del pensiero e delle sensazioni, porta al silenzio interiore, conduce a mettere a fuoco la coscienza osservante, il Sé, la presenza impersonale, sempre presente nel "qui e ora" come fondamento.
Da quest'emancipazione giungono intuizioni profonde e la soluzione di molti problemi e, quando necessario, la forza per accettare e superare con saggezza i dolori che inevitabilmente prima o poi la vita ci presenterà.
Un secondo punto: il Rebirthing Transpersonale evita attentamente qualunque approccio manipolativo, non propone il tema dell'esperienza, né cerca di dirigere le sedute verso specifici scopi (al contrario di molte scuole che svolgono seminari o sedute individuali con tema del genere: "Rivivere la nascita", "Il pensiero positivo per la prosperità e l'autostima", "Le relazioni d'amore" ecc.).
Nel Rebirthing Transpersonale sono facilitate le esperienze catartiche spontanee che possono avere come effetto la soluzione di problemi legati al trauma della nascita o i problemi dell'autostima ecc. ma nello stesso tempo si è ben attenti a non influenzare in alcun modo lo spontaneo dischiudersi delle esperienze individuali, diverse per ciascuno, secondo la fase e il livello che si attraversa.
Il Rebirthing ad Approccio Transpersonale non cerca quindi esperienze esotiche, né bambini interiori, né pensieri positivi.
Anche standardizzare la seduta secondo fasi uguali per tutti, in cui si prevede che all'inizio, ad esempio, il soggetto agiti il corpo, in seguito ne prenda coscienza arto dopo arto, poi emetta vocalizzazioni liberatorie e poi entri in fasi più "mentali" ecc. mi pare un grande limite. Come ho detto, ognuno reagisce diversamente e fare qualcosa secondo direttive intenzionali inibisce proprio lo scopo della seduta, l'andare cioè oltre il controllo dell'io. Bisogna invece lasciarci portare dal respiro intenso all'energia-coscienza impersonale, per permettere reazioni e risposte spontanee, e per eventualmente cogliere la dimensione transpersonale dell'essere. Più che pensieri positivi dobbiamo andar oltre il pensiero
Il Rebirthing della mia scuola offre una tecnica per accedere a stati non ordinari di consapevolezza. (Non teorizzare o comprendere solo intellettualmente dei concetti)
Il processo è diretto non solo oltre l'io (verso un Logos distaccato dal mondo fenomenico) ma nel contemporaneo confronto con i nodi non risolti che possono appartenere a diversi livelli di sviluppo. Catarsi e trascendenza s'integrano. Più saliamo in alto più siamo in grado di scendere nel profondo e, dal piano elevato della coscienza osservatrice, le ombre che emergono dall'inconscio, i traumi rimossi e le paure nascoste sono dissolte nella chiarezza del confronto.
Il cammino dell'autoindagine è indicato dai grandi maestri in ogni tempo e cultura e una sua sintesi coerente è espressa dalla Filosofia Perenne e dalla psicologia transpersonale. La respirazione è una via maestra all'esperienza diretta di stati oltre all'io, ma non deve essere ridotta a una fantasia d'onnipotenza dell'io separato.
Quanto ho scritto non vuole essere una sterile critica ad altre scuole, bensì intende favorire lo sviluppo di un lavoro serio che permetta il pieno riconoscimento delle straordinarie potenzialità che la respirazione intensa può indurre. Il rispetto profondo per la sensibilità e i veri bisogni dell'individuo, per la sua indipendenza psicologica e per un suo sviluppo naturale nel processo trasformativo, è un aspetto essenziale che non deve mai essere trascurato.

Aggiungo queste riflessioni sulla Newage, maggio 2008

Molti rappresentanti della Newage, nella totale mancanza di profondità culturale ed esperienziale, sfruttano il desiderio di molti di aver soluzioni consolatorie per sfuggire alla realtà della vita. Invece di aiutare a crescere insegnano come fuggire in realtà immaginative fantascientifiche e fanta-spirituali, dove le regressioni al pensiero magico e le emozioni misticheggianti di menti suggestionabili vengono prese per esperienze "spirituali" autentiche e portate ad esempio dell'efficacia di quanto viene proposto.
Non meraviglia che perfino Ken Wilber, che critica duramente le posizioni della Newage, venga fagocitato in questo movimento solo perché tratta di dimensioni interiori o di Filosofia Perenne, seppur all'interno di profondi studi interdisciplinari con radici scientifiche, filosofiche e spirituali serie e coerenti. Chi lo cita a sostegno di bislacche teorie prova di non averne neppure letto l'opera e tanto meno compreso la critica.
Se in una ricerca autentica l'enfasi è nel vedere con chiarezza la realtà, riconoscere le proprie luci e le proprie ombre per avvicinarci alla pienezza del nostro essere autentico, nel mondo Newage l'enfasi è sull'immaginare una perfezione ipotetica creata dal "pensiero positivo" che è uno degli aspetti dominanti del delirio di questi gruppi. E' emblematico di "terapie" che si fondano sullo sforzo sostituire la realtà (che dovremmo vedere con chiarezza) con quello che vorremmo che essa fosse, attribuire a quest'azione obnubilante poteri magici che la trasformeranno al nostro volere. Quando non funziona si può sempre accusare il paziente di non essere abbastanza positivo per indurlo a raddoppiare gli sforzi e continuare la "cura". Poiché molti preferiscono credere ai poteri miracolosi del pensiero, è stato facile per leader più o meno immaturi, narcisisti e attaccati al guadagno (corsi dal titolo "il denaro è mio amico" sono classici nell'ambiente del " il pensiero crea la tua realtà") creare un grande mercato di illusioni molto redditizio. Le belle parole di facciata possono essere seducenti per chi non ha metro di confronto. Mescolano una pseudo-scienza, "quantistico"- "olistica" e una religione oriente - occidente - sciamanico - neopagana, e presentano come divino e sacro, non l'essenza della Filosofia Perenne, ma quanto di peggio le religioni ci hanno lasciato in eredità; ciò che giustamente può essere definito l'oppio dei popoli, e non il messaggio autentico proclamato dai pochi veri mistici e dai saggi, né i misteri cui gli uomini di scienza devono confrontarsi seguendo una rigida prassi. Sia il vero scienziato che il serio spiritualista riconoscono i limiti del proprio sapere, la Newage ha invece una facile soluzione e l'ultima verità per tutto, ad esempio: "basta pensare positivo e và tutto a posto".
Chi approfondisce la ricerca interiore e si avvicina ai misteri dell'essere, riconosce i limiti del proprio sapere, i limiti del linguaggio e del pensiero e l'inganno dell'io sociale con cui s'identifica l'uomo comune. Lungo il percorso il serio ricercatore sviluppa una sensibilità che può aiutare a cogliere la verità del proprio vivere condizionato, con autentici insight che liberano dalle percezioni distorte e permettono di affrontare l'esistenza con coraggio e lucidità, evitando di fuggire in mondi illusori.
La Newage fa proprio l'opposto: vende illusioni e spinge a rimuovere il confronto con gli aspetti dolorosi e drammatici della vita, che inevitabilmente ognuno deve affrontare nel corso dell'esistenza, promettendo a tutti salute olistica e illuminazione, amore e successo. Nelle scuole d'origine statunitense di Rebirthing si giunge sino a promettere l'immortalità fisica! Purtroppo è proprio ciò che la gente confusa e spaventata vuol sentirsi dire.
Mi vergogno di poter essere assimilato a questo mondo solo perché pratico un metodo che può esser confuso con ciò da cui mi sento radicalmente lontano.
Spesso ho travato su Internet pezzi di miei articoli o brani di miei libri usati per pubblicizzare altre scuole di rebirthing pur non avendo alcun contatto con tali scuole Newage che insegnano l'antitesi del mio approccio. Sto scrivendo delle pagine che pubblicherò molto presto per chiarire più a fondo quanto qui accennato. Di certo il respiro è un mezzo potente conosciuto sin dall'antichità come supporto a stati meditativi ed esperienze non convenzionali, ma se un metodo così potenzialmente efficace viene usato in un contesto delirante non credo proprio possa condurre ad alcunché di buono e aborrisco far parte dell'allegra compagnia del pensiero positivo.
Secondo il mio modo di vedere l'unico aiuto che si può dare al prossimo consiste nell'aiutare le persone a trovare in se stesse le risorse per affrontare con autenticità, integrità e coraggio la vita senza semplicistiche soluzioni. La liberazione avviene penetrando la vera natura della mente e del pensiero, affrontando la sofferenza ed i problemi per andare oltre, perché, come diceva Alan Watts, cercare di risolvere un problema senza averlo compreso chiaramente è come "cercare di allontanare l'oscurità con le mani". La "guarigione" è un eventuale effetto collaterale del risveglio, la terapia è una "non terapia" in cui l'individuo si emancipa dagli inganni mentali e penetra il profondo di sé.
Il confronto con la realtà sociale che la mentalità newage rappresenta comporta riflessioni profonde, per evitare sia uno sterile scontro, sia il rifiuto di quanto c'è di buono. E' necessario vedere con molta chiarezza la confusione ideologica del mondo attuale, per poter riconoscere che ci sono anche individui sinceri e preparati che portano contributi positivi e concreti in modo costruttivo e realistico trattando correttamente gli stessi temi banalizzati e distorti da molti rappresentanti della newage. La "Compassione Buddhista" (che non è superficiale buonismo) e il riconoscimento del graduale processo di sviluppo della consapevolezza degli individui, induce ad aver compassione per chi è perduto in mondi illusori, per chi ignora di ignorare e per chi è vittima della decadenza culturale o di un ego narcisista assetato di credenziali. Tuttavia il discernimento tra ciò che è vero e ciò che è falso, tra ciò che conduce alla liberazione e ciò che favorisce l'alienazione è un fatto di cruciale importanza per coloro che si avvicinano alla ricerca interiore e al sostegno del prossimo.

Filippo Falzoni Gallerani

Mariana Caplan descrive alcune trappole - come la crescita dell'ego, il transfert, l'abuso di potere, la truffa e la dipendenza da stati mistici - che si incontrano lungo il cammino spirituale. Il mito della spiritualità contemporanea messo a nudo.

Negli ultimi 40 anni, l'occidente è stato invaso da una marea di informazioni spirituali che ormai riempiono le pagine dei quotidiani, gli spettacoli televisivi e le riviste patinate a larga tiratura. Classi di meditazione sono offerte alle Nazioni Unite, Hillary Clinton usa tecniche di visualizzazione e rilassamento, lo yoga è insegnato in molte grandi aziende e la vita di celebrità spirituali come Richard Gere, John Travolta e Tom Cruise è frequentemente oggetto della curiosità del pubblico. La spiritualità è diventata non solo popolare, ma anche un grande affare. La New Age è un'industria multimiliardaria, e alcuni dei più famosi guru e maestri spirituali sono tra gli uomini più ricchi degli Stati Uniti.
Il ricercatore contemporaneo, durante il suo cammino spirituale, cade facilmente vittima di un numero enorme di miraggi, che occorre sapere riconoscere e affrontare. Scoprire le illusioni che abbiamo sul cammino spirituale può essere scoraggiante, se non addirittura deprimente, ma rende possibili realizzazioni spirituali che prima ci erano precluse.
Le motivazioni della ricerca dell'illuminazione
Molte persone hanno un'opinione errata sulle motivazioni per le quali hanno cominciato il cammino spirituale. È molto raro che un ricercatore voglia davvero "realizzare Dio" o "servire l'umanità". La maggior parte delle persone non sa cosa sia la vita spirituale, per non parlare di cosa cercano in essa. Quando uno studente chiese al maestro zen Suzuki Roshi cosa fosse l'illuminazione, egli rispose: "Perché lo vuoi sapere? Magari non ti piacerebbe".
Spesso un ricercatore spirituale impiega molti anni per rendersi conto di aver cominciato il cammino spirituale per ragioni che ignora totalmente, e che sono molto meno nobili e romantiche di quello che la sua immaginazione romantica pensava. Scoprire la falsità delle proprie motivazioni può essere molto spiacevole e deprimente, e per questo la maggior parte delle persone preferisce nasconderle nell'inconscio. Si continua tranquillamente a credere di voler solo essere "liberi", "liberati" e "in armonia con tutta la vita". Ma mettere a nudo la falsità delle motivazioni è un passo prezioso e necessario nel cammino spirituale. Le ragioni più frequenti che portano a scegliere il cammino spirituale sono:
La libertà dal dolore
La maggior parte delle persone comincia il cammino spirituale perché vuole essere libera dal dolore. "Uno dei maggiori fraintendimenti della gente è quello secondo cui il cammino spirituale è una vacanza", ha detto il maestro tibetano Chögyam Trungpa Rinpoche. Le persone immaginano che il cammino spirituale darà loro la pace mentale, la trascendenza dei problemi, la libertà dalle perversioni psicologiche e la vita eterna. Si crede erroneamente che, meditando abbastanza, facendo un numero sufficiente di posizioni yoga o leggendo una discreta quantità di libri sulla spiritualità, si conseguirà la beatitudine eterna.
"Troppo spesso i neofiti si illudono che la pratica spirituale sia appagante", dice lo studioso e l'insegnante di yoga Georg Feuerstein; "Si aspettano di diventare felici e di trovare la risposta alle più importanti domande esistenziali, grazie al loro sforzo o a quello dell'insegnante". Feuerstein fa riferimento a una concezione che ha le sue radici in un fraintendimento di base e nella negazione della condizione umana: una concezione alimentata dalla palude della New Age e della letteratura pseudo-spirituale che invade il mercato confermando le fantasie dei suoi lettori. Anche se è vero che esistono carrettate di tecniche metafisiche che gonfiano l'ego e creano stati temporanei di estasi e beatitudine, questi ultimi non durano mai, e in ultima analisi hanno poco o nulla a che vedere con la vera spiritualità.
L'ambizione spirituale: la volontà di potenza e di controllo
Chi immaginerebbe mai che la presunta vita spirituale - fatta di meditazione e preghiera, dissolvimento estatico in Dio e umiltà davanti alla verità - possa essere un'altra via per cercare il potere e il successo, o una maschera che cela sensi di inadeguatezza? Per molti è proprio così. La realtà è che la ricerca dell'illuminazione nasconde spesso la ricerca del potere, della gloria, del prestigio o di qualche altra forma di successo mondano.
Se un individuo ha come scopo nella vita quello di diventare "qualcuno", di essere una persona importante (il direttore generale, la star dello sport, la donna manager, la stella del cinema), e poi comincia un cammino spirituale, è più che probabile che la ricerca del potere e della gloria continuerà nel campo spirituale. È così che funziona l'ambizione. Un individuo ambizioso non lo è soltanto in un contesto, ma in tutta la vita, inclusa quella spirituale.
Gli uomini faranno praticamente di tutto per evitare di affrontare la propria debolezza umana; cioè, faranno qualsiasi cosa pur di non affrontare se stessi. La gente pensa che l'«illuminazione» sia uno stato di onnipotenza in cui non solo si sarà in grado di dominare gli altri, ma si terranno sotto controllo le proprie debolezze e difetti umani. Quello che i testi antichi descrivono come lo stato di "conoscenza perfetta" viene interpretato in base all'ideale di perfezione di ognuno, nel quale non c'è posto per la fragilità umana.
L'illuminazione può sicuramente creare dei poteri o una capacità di controllo illusori, o limitati, ma lo sviluppo spirituale va molto al di là del potere e del controllo terreni. Raramente, se non mai, i veri insegnanti spirituali e le persone dalla comprensione profonda parlano della propria vita in termini di controllo di sé o degli altri. Sanno che la vita è piena di imprevisti, e che un'eventuale influenza sulla vita di altre persone in realtà non dipende da loro. Inoltre, riconoscono che il peso di quella responsabilità è tanto grande da far diminuire qualsiasi sensazione di potere personale.
La paura della morte
La gente cerca l'illuminazione perché non vuole morire. Nelle traduzioni dei testi spirituali, l'illuminazione è sinonimo di "immortalità", "trascendenza" e "stato eterno". Sono espressioni molto suggestive per chi ha paura della morte, ma se si comprende il contesto in cui furono create, è chiaro che non si fa riferimento all'immortalità dell'ego o del corpo fisico. Tuttavia, gli esseri umani, alla ricerca disperata di una via per evitare la supposta sofferenza della morte, scelgono certi aspetti degli insegnamenti, evitandone altri. Giungono a pensare che l'illuminazione è il cammino verso la vita eterna dell'ego, che identificano come "se stessi", e non della consapevolezza, che è sempre già eterna.
Quindi, se per caso ci illuminassimo, il nostro ego cesserebbe di esistere; ovvero, l'ego individuale che all'inizio si era messo alla ricerca dell'illuminazione per evitare la morte sarebbe già morto!
Anche se può essere difficile comprendere quanto siano false e inconsapevoli le motivazioni alla base di un cammino spirituale, gli sforzi fatti non sono inutili. Il grande pregio di qualsiasi autentico cammino spirituale (se percorso con l'assistenza di un maestro affidabile) è il fatto che prima o poi trasformerà l'individuo, a prescindere dalle motivazioni di quest'ultimo. Dio (o la Realtà) è sempre più forte dell'ego, e nel lungo termine (anche se può essere un termine veramente lungo) finirà con il prevalere. Il cammino e il maestro usano la debolezza e le ambizioni dell'individuo per creare delle lezioni che alla fine eroderanno quella stessa debolezza e quelle stesse ambizioni, mostrandole per ciò che sono e portando lentamente allo scoperto la purezza che si trova al di là di esse.
Esperienza spirituale o illuminazione?
Un altro errore comune tra i ricercatori sul cammino spirituale è scambiare le esperienze mistiche per l'illuminazione. Quando qualcuno comincia un percorso spirituale, è verosimile che avrà esperienze di estasi, beatitudine, pace, fusione con tutta la vita e visioni. Uno degli errori più frequenti compiuti dai neofiti è credere che queste esperienze siano lo scopo del cammino. In realtà, in giro ci sono molti maestri, sinceri ma falsi, che insegnano sulla base di una o più di queste esperienze.
Studiando le varie tradizioni esoteriche e occulte, l'assurdità di queste pretese diventa ovvia, perché comprenderemo subito come sia sufficiente la tecnica giusta (il digiuno, la visualizzazione, il "mind-control" e così via) per provocare tali esperienze. Anche se queste ultime possono essere fonte di ispirazione ed elevazione, e possono addirittura essere il catalizzatore che ci porta sul cammino spirituale, è chiaro che la spiritualità non consiste in esse.
Coloro che conoscono l'autentica spiritualità non si lasciano impressionare nemmeno da una camminata sull'acqua. Sanno che lasciarsi incantare da questi spettacoli vuol dire allontanarsi dal vero cammino spirituale. Benché le esperienze psichiche come l'estasi, la beatitudine e la sensazione di fusione non siano nocive o pericolose, e alle volte possano anche essere utili, vanno analizzate con grande cura. Occorre mettere costantemente in dubbio le conclusioni cui si è tentati di giungere dopo tali esperienze. È troppo facile pensare di essere straordinari o importanti solo perché sono avvenute queste esperienze.
Il guru interiore e altre verità spirituali lapalissiane
Tra tutte le comuni verità lapalissiane, quella del guru interiore è una delle più ingannevoli. Anche se l'espressione "guru interiore" indica qualcosa che esiste davvero, molti di coloro che dicono di seguire il guru interiore in realtà non lo stanno facendo. Per udire e seguire l'impegnativa guida di un guru interiore è richiesta una grande maturità umana e spirituale, che si conquista con anni di pratica spirituale, e non leggendo un libro o ascoltando un combattente New Age che proclama il messaggio.
Il motivo principale per cui la gente si volge al guru interiore è la pigrizia e il disinteresse verso la trasformazione genuina. Il guru esteriore - il vero maestro spirituale - porterà in crisi l'ego e metterà a nudo tutto ciò che è falso, cosa impossibile al guru interiore. La vita interiore degli esseri umani consiste in una grande moltitudine di voci (molte delle quali decisamente nevrotiche) e l'ego è ben felice di dare a una di esse gli abiti del monaco, un tono di voce suadente e il titolo di "guru interiore". Tali guru interiori, conosciuti anche come il "sé interiore", il "vecchio saggio interiore" o il "profondo sé", sono noti per permettere alle persone tutto ciò che vuole il loro ego (una vacanza dispendiosa, per esempio, una nuova Ferrari, la manipolazione degli altri "per il bene più elevato" ecc.), sempre in nome della vita spirituale. È molto più facile perdonare i nostri errori se siamo stati "guidati", rinunciando quindi ad assumerci la responsabilità delle conseguenze. Se la guida dà risultati positivi, diventiamo degli eroi per aver ascoltato e seguito la voce; se le cose non funzionano, siamo semplicemente vittime dei desideri della voce interiore. In un modo o nell'altro, noi non siamo mai responsabili.
Molto simile alla voce interiore è il "seguire il proprio cuore". È vero che alla fin fine dobbiamo seguire il nostro cuore e che quest'ultimo non mente, ma come facciamo a sapere quando lo stiamo ascoltando? Molte persone non hanno idea di cosa sia il loro cuore, non lo hanno mai percepito né udito parlare. La maggior parte dei messaggi che attribuiscono al cuore, in realtà, vengono dalla mente, che è capacissima di parlare con tono amorevole, delicato e anche "con il cuore in mano".
Quando le persone ignorano la quantità di "voci interiori" esistenti in loro (inclusa la voce del proprio "cuore") e non sanno nulla della tendenza dell'ego a corrompere ogni aspetto della personalità per sabotare la crescita spirituale, cadono facilmente vittima delle seduzioni del guru interiore. Alla fine, esse si defraudano di quella crescita e trasformazione che volevano trovare cominciando questo cammino.
Un'altra delle pericolose verità lapalissiane in voga tra i neofiti contemporanei è il ritornello "tutto è un'illusione" e i suoi derivati. Seguendo la logica della mente duale, se tutto è un'illusione, non importa fare del male agli altri o distruggere il nostro corpo con le droghe o l'alcol, perché il corpo non è reale. Se la vita non è altro che un sogno, perché non arraffiamo tutto ciò che possiamo, senza preoccuparci delle persone che calpesteremo nel fare questo e di coloro che diventeranno poveri a causa del nostro egoismo? Se tutto è uguale, non esiste male e bene, giusto e sbagliato: quindi, perché non barare, mentire e rubare?
Coloro che usano indiscriminatamente queste idee prese dalla "realtà assoluta" non capiscono che quest'ultima non nega in alcun modo la realtà relativa. La non-dualità non cancella la dualità. Chi comprende davvero il significato di espressioni come "il guru interiore", "tutto è uno" e "il maestro è ovunque", non si vanta mai di queste verità in reazione a una sfida alla sua psiche (al contrario di chi ne ha avuto solo un'intuizione profonda ma fugace). Al contrario, la bellezza della realtà che ha intravisto lo rende più umile, spingendolo a mettersi al servizio e a partecipare maggiormente al mondo in cui viviamo. Come ha detto un altro maestro zen: "Non puoi vivere a lungo nel mondo di Dio: non ci sono né ristoranti né toilette".
Falsi maestri e falsi studenti
Infine, arriviamo all'argomento dei maestri e i loro discepoli. Che li si chiami guru, maestri, guide o amici spirituali, due cose apparentemente opposte si possono dire su di loro senza ombra di dubbio. Innanzitutto, per raggiungere le vette più alte del cammino spirituale è necessario un maestro; secondo, per ogni maestro autentico, esistono letteralmente migliaia di ciarlatani. Se pensiamo che chiunque sappia declamare eleganti verità spirituali, affermi di essere un "tulku" tibetano o ci prometta l'illuminazione in un week end sia un maestro autentico, stiamo gettando le basi per la nostra futura delusione. Inoltre, è probabile che in futuro dubiteremo di tutti gli insegnanti spirituali, quando in realtà è stata la nostra inadeguatezza di studenti a renderci incapaci di distinguere tra i veri maestri e i ciarlatani.
Il compianto santo indiano Swami Muktananda ha detto che il mercato dei falsi maestri è in crescita perché è in crescita il mercato dei falsi studenti. Arnaud Desjardins, maestro spirituale francese ed ex cineasta, sollecita i neofiti a chiedersi non se il loro maestro è autentico, bensì: "Sono un discepolo?". Gli studenti spirituali disillusi passano la vita a puntare il dito contro i falsi maestri e a negare la necessità di un maestro vivente ed esteriore, ma la verità è che loro stessi non sono riusciti a essere quel tipo di studente necessario ad attirare un maestro autentico.
Il punto sta nell'essere implacabilmente onesti con se stessi sui motivi per i quali stiamo cercando un maestro, e cosa ci aspettiamo da lui. Se cominciamo la vita spirituale perché vogliamo trovare un nuovo partner sexy, forse non abbiamo affatto bisogno di un maestro. Se pratichiamo la meditazione perché vogliamo essere più sicuri di noi stessi e avere più potere personale, andrà bene qualsiasi insegnante carismatico. Ma se siamo sul cammino spirituale perché stiamo cercando di realizzare il nostro potenziale più elevato, avremo bisogno di un maestro autentico, e per trovarlo dobbiamo diventare discepoli autentici.
Talvolta, per imparare il discernimento e la discriminazione sul cammino spirituale, dobbiamo incontrare una serie di falsi insegnanti. Così impareremo a distinguere tra il falso e l'autentico. In ultima analisi, dobbiamo assumerci la responsabilità di essere finiti con degli insegnanti falsi, perché in noi c'era qualcosa che ci ha impedito di vedere con più chiarezza. Solo allora potremo proseguire sul cammino spirituale con più lucidità.
Un cammino confuso
Le splendide luci delle esperienze mistiche e dell'estasi segnano spesso l'inizio di un cammino spirituale, la cui fine promette di essere ugualmente soddisfacente. Nel mezzo, però, esso è confuso. È tale perché nulla è certo riguardo l'evoluzione spirituale. A un certo stadio, la visione mistica può costituire un'ispirazione fondamentale per il nostro progresso, mentre a un altro stadio la stessa visione può essere una scusa per affermare prematuramente di esserci illuminati. La nostra voce interiore può darci la guida necessaria o riempirci di bugie. Possiamo trovarci a disagio con il nostro maestro perché è un ciarlatano, oppure perché sta portando alla luce parti del nostro ego che preferiremmo evitare. In quest'ultimo caso, diciamo che il maestro è un ciarlatano, quando in realtà è la nostra falsità che è stata portata alla luce.
Il cammino spirituale è un processo di graduale disillusione nel quale tutte le nostre idee riguardo chi siamo, cos'è la vita, cos'è Dio, cos'è la Verità e cos'è lo stesso cammino spirituale vengono smontate e distrutte. È anche un cammino entusiasmante, perché questa opera di smantellamento alla fine ci lascerà con la nuda Verità, che è l'unica cosa che alla fine può soddisfarci.
Il cammino spirituale è vivo; muta e si evolve davanti ai nostri occhi. Poiché sul nostro progresso e le nostre conquiste spirituali non possiamo avere certezze, il nostro compito è affrontare totalmente e senza compromessi le sfide che si presentano di fronte a noi. Se le nostre motivazioni sono serie (non solo riguardo la nostra evoluzione spirituale, ma anche riguardo il nostro impegno verso una genuina cultura spirituale in occidente), non possiamo accontentarci di un falso, la spiritualità New Age (per quanto essa possa essere confortante). La spiritualità autentica ci sta aspettando.
Mariana Caplan è counselor, antropologa culturale e autrice di un libro in cui mette in discussione molti aspetti della spiritualità occidentale. Esso, (Halfway up the Mountain: the Error of Premature Enlightenment), che secondo "Publishers Weekly" solleva molti dubbi sulle vere "motivazioni degli incantatori di serpenti dell'era moderna", spinge i ricercatori spirituali a pagare il giusto prezzo per la dura strada verso l'illuminazione.



Mariana Caplan. Do You Need a Guru?: Understanding the Student -Teacher Relationship in an Era of False Prophets. Thorsons. 2002. ISBN: 0007118651
Mariana Caplan. Halfway Up the Mountain: The Error of Premature Claims to Enlightenment. Hohm Press. 1999. ISBN: 0934252912
Mariana Caplan. The Way of Failure: Winning Through Losing. Hohm Press. 2001. ISBN: 1890772100
Mariana Caplan. Untouched: The Need for Genuine Affection in an Impersonal World. Hohm Press.1998. ASIN: 0934252807
Copyright originale Kindred Spirit, www.kindredspirit.co.uk per gentile concessione.
Il sito web dell'autrice è http://www.realspirituality.com/
Traduzione di Gagan Daniele Pietrini
Copyight per la traduzione Italiana: Innernet.






Il Rebirthing Transpersonale

Il Rebirthing Transpersonale (o Rebirthing ad Approccio Transpersonale), è un metodo di respirazione intensa che offre un immediato contatto con l'energia vitale e opportunità di liberazione e autoconoscenza.
La Psicologia Transpersonale è il substrato teorico di quest'approccio esperienziale che conduce a stati di coscienza non ordinari.
Il metodo è stato sviluppato in Italia dal Dott. Filippo Falzoni Gallerani, che ha fondato un Associazione per il corretto studio e diffusione del metodo.
Sull'argomento sono stati pubblicati da Falzoni due libri "Il Respiro dell'Anima" Edizioni Armenia 1991, "Rebirthing Transpersonale" Edizione Rusconi 1996, e numerosi articoli.

Il Rebirthing ad Approccio Transpersonale

Negli ultimi anni la psicologia si è aperta a più ampi orizzonti e riconosce che l'uomo è un'entità complessa, che può essere compresa solo riconoscendo i diversi livelli coesistenti di cui è costituita, ed accettando altre prospettive, oltre a quelle meccaniciste e materialiste che hanno dominato la scienza degli ultimi secoli.
Le scienze che cercano di comprendere la Coscienza e la Vita sono giunte a prendere in considerazione l'antica concezione della Grande Catena dell'Essere. Ci sono diversi livelli di realtà accessibili all'individuo. L'uomo è costituito da corpo, mente, anima e spirito e in un armonico sviluppo ogni livello trascende ed integra il precedente. (Su questi argomenti Ken Wilber ha scritto numerosi volumi di straordinaria profondità e chiarezza in cui sintetizza il lavoro di decine di scuole Oriente e Occidente, antiche e moderne, di cui potete trovare traduzioni in questo sito.)
La "Visione Olistica" considera fondamentale utilizzare metodi che favoriscano uno sviluppo integrale, attraverso l'affiorare di stati di coscienza non ordinari, che premettono di liberare l'individuo dall'imprigionamento dei condizionamenti, sciogliendo nodi del passato e aprendo nove vie alla consapevolezza. Di particolare efficacia sono i metodi, basati sull'attivazione energetica che permettono di accedere sia ai livelli prerazionali e prepersonali (l'inconscio con le esperienze legate al trauma della nascita e ai traumi della prima infanzia), sia di raggiungere stati transrazionali e transpersonali (come profondi stati meditativi e momenti di risveglio dell'intuizione e della consapevolezza).
Riconosciuti i limiti di un approccio esclusivamente verbale o farmacologico e di una visione materialista che esclude le dimensioni sottili e spirituali del mondo interiore, sono tornati in auge gli antichi metodi di autoconoscenza classici delle tradizioni Orientali. Tra i diversi metodi che l'Occidente ha riscoperto ed adattato ai bisogni dell'uomo moderno, stanno avendo particolari riconoscimenti per la loro efficacia trasformativa, quelli basati sull'attivazione attraverso la respirazione intensa. In particolare il Rebirthing Transpersonale o la Respirazione Olotropica del scuola del famoso Prof. Stanislav Grof, sono metodi che offrono prospettive di trasformazione integrale tanto da essere sono considerati tra i più rapidi e diretti metodi per una salute olistica e lo sviluppo del potenziale. Possono, cioè, condurre non solo ad una salutare integrazione psicosomatica e psicologica attraverso la catarsi e un processo psicodinamico, ma offrire anche la chiave per uno sviluppo coscienziale che culmina nel riconoscimento diretto della natura dell'Essere e all'esperienza intuitiva della natura del Sé.
La dimensione Transpersonale si realizza dopo che il livello fisico e mentale sono vitalizzati, armonizzati ed integrati, in quanto la sana spiritualità non è una fuga dalla vita, ma un modo più saggio e armonico di vivere pienamente. Il Rebirthing Transpersonale può offrire, dissolvendo le tensioni fisiche ed emotive e aprendo la strada alla chiarezza mentale e all'intuizione, l'immersione nei livelli più profondi della Coscienza. Poiché le tensioni, i traumi i dispiaceri, i condizionamenti limitanti, hanno fatto irrigidire il nostro respiro e decadere l'energia vitale, sarà attraverso la liberazione del respiro che possiamo sciogliere le tensioni, riattivare l'energia vitale e, quindi, inoltrarci nel processo di risveglio.
Il metodo in sé è molto semplice ma, essendo molto potente va affrontato con la presenza di un esperto che sappia creare un setting opportuno.
Tutti possono trarne beneficio, sia sul piano fisico sia su quello emozionale, mentale e "spirituale".
Nel mondo d'oggi in cui notiamo tanta confusione e tanto rapidi cambiamenti, è certamente fondamentale la ricerca interiore, perché tutti abbiamo bisogno di equilibrio, armonia e buon senso, per riuscire a realizzare una vita serena e di successo. La soluzione non la troveremo nella regressione al pensiero mitico, nella fuga in qualche setta o nella totale negazione delle dimensioni interiori del materialismo scientifico e della mente iperazionale. L'uomo ha bisogno di integrare la razionalità delle conquiste scientifiche con modi laici e moderni per ristabilire un contatto con l'anima e con l'essenza dell'essere. Una pratica semplice e concreta come il liberare il respiro con un opportuno atteggiamento introspettivo, permette di attivare un processo di autoguarigione ed autoconoscenza di straordinaria potenza ed efficacia, che difficilmente immagina chi non ha personalmente sperimentato il metodo.
Si riscontrano significativi risultati in diversi campi, tra l'altro all'interno dei progetti di riabilitazione dei tossicodipendenti i risultati osservati scientificamente sin qui ottenuti sono molto incoraggianti è hanno interessato progetti istituzionali.
IMPORTANTE: Recenti ricerche scentifiche sulla respirazione hanno dissipato ogni dubbio riguardo alla pericolosità della tecnica opportunamente applicata.


Rebirthing Transpersonale,
Un breve artcolo riassuntivo

IL REBIRTHING TRANSPERSONALE


Il Rebirthing è stato diffuso negli USA negli anni 70, anche se le sue origini sono molto antiche e collegate al Pranayama del Kundalini Yoga e ad antiche pratiche del Taoismo. In Italia questa tecnica è stata sviluppata come metodo specifico in linea con i principi della Psicologia Transpersonale dal Dott. Filippo Falzoni Gallerani.
Il dott. Filippo Falzoni Gallerani si è interessato della ricerca interiore sin da ragazzo ed ha esperienza diretta con Maestri realizzati. In numerosi viaggi, (una trentina prolungati soggiorni nella sola India) e studi in prestigiose Università Americane, ha approfondito la sua ricerca che lo ha condotto ad una sintesi tra le conoscenze scientifiche e la saggezza orientale in linea con i principi delle più avanzate correnti della Psicologia Transpersonale.
È autore di "IL RESPIRO DELL'ANIMA" (Armenia 1991) riedito nel 2004 con il titolo "LA FORZA DI GUARIGIONE DEL RESPIRO" e di "REBIRTHING TRANSPERSONALE" (Rusconi 1996 ora esaurito). Ha recentemente pubblicato un nuovo libro di oltre 700 pagine: "L'IO TRASPARENTE" (che contiene una parte antologica con brani di diversi autori) che può essere richiesto all'Associazione.
Il Rebirthing applicato dalla scuola Transpersonale, si rivela un metodo attraverso il quale si può ottenere un rapido processo d'autoguarigione e risveglio per la soluzione di molti disturbi come l'ansia, la depressione e gli attacchi di panico.
La respirazione è fattore cruciale per la salute fisica ed emotiva degli individui e questo metodo induce in poche sedute una profonda liberazione dai blocchi e dalle tensioni che rendono il respiro irregolare e rigido, ridonando vitalità, vigore ed equilibrio.
Il Rebirthing Transpersonale, oltre ad essere un efficace catalizzatore di grande potenziale terapeutico si dimostra un potente strumento per entrare in contatto con stati non ordinari di coscienza, stati meditativi, di iperlucidità e con dimensioni coscienziali non ordinarie, favorendo lo sviluppo della consapevolezza e dell'intuizione.
La Psicologia Transpersonale è diretta allo sviluppo delle potenzialità e degli aspetti più sani e creativi dell'individuo. E' detta "Transpersonale" perché indirizzata a qualcosa che va oltre l'io e trascende l'atteggiamento egocentrico e l'identificazione con la personalità per attingere alla natura profonda dell'essere. Una psicologia che non focalizza la sua attenzione solo alla patologia, ma che riconosce i sentieri che conducono alla liberazione, alla felicità, e all'esperienza della sacralità della vita.
L'individuo può liberarsi dal conflitto interiore e dal chiacchierio mentale che conduce a percezioni distorte e condizionate. Può entrare in contatto con la propria essenza e riconoscere il vero Sé. Tale Sé profondo non e schiavo della mente, è la sempre presente consapevolezza substrato di ogni esperienza. La realizzazione che il nostro vero sé e pura consapevolezza offre all'individuo incomparabile lucidità, equilibrio ed efficienza psicofisica.
La ricerca interiore conduce alla conoscenza di Sé e culmina con la liberazione dalla sofferenza e alla "comprensione intuitiva della natura dell'Essere".

Falzoni svolge sedute individuali presso il suo studio di Milano in Piazza Castello, 23, conferenze, seminari in varie regioni d'Italia e all'estero e corsi didattici professionali.

CONFRONTI CON LA MEDICINA UFFICIALE


Aggiungo qualcosa con cui, piuttosto che porre l'accento sulle differenze con altri metodi, vorrei chiarire alcuni punti riguardo alle tecniche respiratorie in generale. Recentemente sono stati diffusi su Internet articoli che mettono in guardia dai pericoli dell'iperventilazione. Anzi, secondo queste ricerche, la gente si ammala per un'eccessiva respirazione e molti individui sarebbero in costante stato d'iperventilazione. Nell'attesa di pubblicare una raccolta delle ricerche scientifiche moderne che rivedono radicalmente molte idee sull'iperventilazione, posso affermare che seppure è vero che alcuni individui soffrono di silent iperventilation (iperventilazione di cui non si rendono conto) e ci sono individui che hanno un respiro corto, accelerato e disarmonico e che questo conduce a disturbi specifici, il metodo che propongo seppure comporti eventuali fasi di iperventilazione è in realtà adatto a facilitarne la soluzione. Non s'insegna, infatti, a respirare di più, bensì a respirare meglio. Dopo la temporanea attivazione del respiro durante la seduta, la respirazione sarà più libera, calma e profonda, non più accelerata, e si ristabilirà il naturale equilibrio del Ph. Sono veri i buoni risultati della cura dell'asma (vedi metodo Buteiko), con un volontario controllo del respiro; ma anche lo sblocco profondo della respirazione ne ristabilisce le funzioni ottimali.
La mia esperienza con migliaia di casi in oltre un ventennio, il confronto con medici specialisti in medicina subacquea, le ricerche sostenute dalle Università Americane (vedi ad esempio il lavoro di Stanislav Grof con l'iperventilazione che nell'ultimo trentennio è stato sottoposto a profonde ricerche) confermano l'efficacia positiva degli esercizi respiratori che possono comportare momenti d'iperventilazione, e le limitatissime controindicazioni di tali pratiche (ad es. glaucoma, gravidanza avanzata, iperventilazione indotta meccanicamente durante stati di coma).
Credo che quelle ricerche sull'iperventilazione che suggeriscono che essa possa avere effetti nocivi, sono inficiate dal contesto, dalle aspettative dello sperimentatore e dalle modalità d'applicazione. Per esempio può essere molto dannoso interrompere l'esperienza quando essa giunge al suo culmine senza permettere un graduale e naturale rientro alla ventilazione normale, accogliendo anche le temporanee e brevi fasi di dispnea che sono frequenti. E' sempre controindicato interrompere il naturale completamento di un ciclo respiratorio, e che comporta anche fasi di respiro lento e leggero.
Non solo quindi una respirazione forzata in un contesto inadatto bruscamente interrotta può produrre disagi, ma anche seminari di respirazione tenuti da "terapeuti" improvvisati, che interferiscono con l'esperienza dirigendola o interrompendola, possono sortire effetti indesiderati. Eventuali disturbi, ho constatato, derivavano solo da un'applicazione assai impropria del metodo. In questo senso condivido la critica a certe frange New Age e alla superficialità con cui sono affrontate tematiche complesse e delicate.
Chi sostiene i benefici di limitare la respirazione afferma, a riprova della teoria, che anche le tecniche orientali classiche sono prevalentemente di controllo del respiro con la tendenza a placarlo e rallentarlo (ci sono esercizi che implicano anche lunghe fasi d'apnea tra l'inspirazione e l'espirazione) ma credo che anche quest'osservazione sia parziale. Si trascurano, infatti, tutte le tecniche d'iperventilazione dello Yoga Classico, come respiro a mantice dello Yoga, (Bastrika Pranayama) e le numerose altre pratiche classiche del Tantrismo Indiano, del Kundalini Yoga e del Taoismo Cinese. Queste tecniche sono meno conosciute, perché (come per il Rebirthing Transpersonale), vanno apprese direttamente da un insegnante e non sperimentate autonomamente attraverso un manuale. Proprio queste tecniche sono considerate le più potenti e trasformative.
Gli studi medici sull'ipercapnia e l'ipocapnia (maggior o minore pressione dell'anidride carbonica nel sangue) o sull'ipossiemia (calo della pressione dell'ossigeno), sono svolti di solito esaminando situazioni patologiche preesistenti. Ho notato che la maggior parte delle ricerche che sottolineano i pericoli di squilibri del Ph. sono relative a condizioni critiche come l'ischemia cerebrale, i gravi traumi cranici, gravi occlusioni respiratorie, nella rianimazione, e in genere quando la respirazione è indotta meccanicamente, (mi limito ad accennare l'argomento perché non è questa la sede per un'ampia dissertazione). Tuttavia la "cattiva fama" nei confronti della respirazione intensa nasce proprio da questi studi anche se non sono certo queste le condizioni in cui si svolgono le sedute di Rebirthing.
Certamente l'approccio transpersonale e la visione integrale sono argomenti ancora nuovi per molti, sebbene siano temi antichi come l'uomo. Forti sono le resistenze a queste prospettive olistiche e al cambiamento di certe strutture, tuttavia notiamo che proprio questi approcci si dimostrano spesso i più efficaci, sia dal punto di vista terapeutico che per lo sviluppo del potenziale e stanno avendo sempre maggiori riconoscimenti.



F. Falzoni Gallerani


EFFICACIA DEGLI ESERCIZI DI "RESPIRAZIONE INTENSA"
NEL PROCESSO DELL'AUTOCONOSCENZA

Tu non puoi vedere colui che vede mediante la vista, tu non puoi udire colui che ode mediante l'udito, tu non puoi pensare colui che pensa mediante il pensiero, tu non puoi conoscere il conoscente con la conoscenza. Questo è il tuo Atman che è in ogni cosa.
CHANDOGYA UPANISHAD

La maggior parte della tradizioni contiene delle nozioni sulla falsa consapevolezza o falso io, il quale, una volta sconfitto, reso trasparente o altrimenti trasceso, permette alla verità autoevidente di rivelarsi. Diciamo, quindi, che il significato centrale degli esercizi dell'attenzione è liberare l'essere umano dalla schiavitù alle macchinazioni del falso io.
PHILIP NOVAK

La meditazione, l'introspezione, l'autoindagine, l'attenta osservazione dei processi coscienziali e mentali sono certamente i mezzi con cui l'uomo può districarsi dai vincoli dei condizionamenti di un vivere meccanico e vuoto. Gesù diceva: «La Verità vi renderà liberi» e «il Regno dei Cieli è dentro di voi». La filosofia (l'amore per la conoscenza), la capacità di dare senso all'esistenza, lo sviluppo dell'intelligenza e della comprensione, l'attenta investigazione della Verità è certamente l'aspetto più importante della vita interiore dell'individuo. Da ciò nasce la capacità di amare la vita. Nell'uomo è insito un programma teso allo sviluppo del potenziale per la realizzazione di serenità e pienezza. L'intelligenza intuitiva da cui si attinge la conoscenza diretta appartiene ai livelli transmentali, che trascendono cioè il pensiero razionale. È con gli occhi dell'anima che l'anima prende coscienza di sé. Solo la conoscenza dell'anima e l'armonia ci donano la capacità di vivere pienamente una vita creativa e spontanea. Questa conoscenza non è prodotto dell'accumulo di informazioni, dati e speculazioni intellettuali, ma risveglio della coscienza di sé, e accesso a stati non ordinari di consapevolezza, ovvero a nuovi livelli di comprensione. Gli sforzi dell'io e le strategie del pensiero sono inutili nel processo del risveglio. La Grazia, la visione intuitiva e la pienezza giungono a noi quando la mente tace e l'io si dissolve nella consapevolezza. È proprio per facilitare l'induzione di stati non ordinari e il risveglio della consapevolezza che le tecniche di respirazione proposte dal Rebirthing Transpersonale si rivelano particolarmente opportune ed efficaci. Nella pratica del respiro intenso si entra in contatto con sensazioni immediate e la mente può liberarsi facilmente dai giochi circolari del pensiero, focalizzandosi sul fluire delle sensazioni, che sono spesso intense e coinvolgenti. L'alterazione momentanea dello stato di coscienza favorisce l'allentarsi delle difese dell'io, ed è possibile prendere contatto con le dimensioni inconsce e superconsce. Ottenuto dapprima uno sblocco bioenergetico, l'atteggiamento introspettivo favorisce l'emergere di profondi stati contemplativi. Dalla coscienza del "testimone" che osserva il fluire dei mondi creati dalla mente, e dal suo immedesimarsi in sé nel Sé, si raggiunge l'ineffabile stato non-duale d'Unità con il Tutto. L'accesso allo stato di risveglio e al silenzio mentale, oltre il quale non ci sono parole per alcuna descrizione, non è un'esperienza rara riservata solo ai praticanti avanzati, ma può manifestarsi a chiunque si ponga nell'auto-osservazione con l'atteggiamento opportuno, e si riscontrano ben evidenti benefici in coloro che raggiungono il fondamento dell'essere in questi momenti ineffabili. Il raggiungimento dei livelli superiori della consapevolezza avviene attraverso un progressivo risolversi dei nodi dei livelli inferiori d'identificazione (con il corpo, gli istinti, le emozioni e il pensiero). Nell'esperienza ultima il "nodo dell'io" è tagliato, ci si congiunge con la natura profonda dell'essere, e una nuova nascita e una nuova vita si dispiegano per noi.


Riflessioni

Stanislav Grof: Avevo cominciato la ricerca come ateo e materialista convinto: sono stato costretto invece a riconoscere che la dimensione spirituale è l'elemento chiave della psiche umana e dello schema universale delle cose. Ora sono assolutamente certo che divenire consci di tale dimensione della vita e coltivarla, sia parte essenziale e desiderabile dell'esistenza: l'assenza di questo parametro potrebbe persino diventare un fattore critico per la nostra sopravvivenza sulla Terra. Dallo studio degli stati non ordinari di coscienza ho imparato una lezione importante: riconoscere che molte situazioni, considerate illogiche o patologiche dal filone principale della psichiatria, sono invece manifestazioni naturali del profondo dinamismo della psiche. In molti casi, l'affiorare alla coscienza di simili elementi può essere considerato la ricerca da parte dell'organismo di liberarsi dai legami di diverse impressioni traumatiche e dalle limitazioni conseguenti: in altre parole, un tentativo di autoguarigione e anelito verso un funzionamento più armonioso.

C. G. Jung: La sofferenza è dovuta ad un ristagno spirituale, ad una sterilità psichica.... fede, speranza, amore e conoscenza è ciò di cui ha bisogno il paziente per vivere ... nessuno guarisce veramente se non riesce a raggiungere un atteggiamento religioso.
La vera terapia consiste nell'approccio al divino; più si raggiunge l'esperienza del divino, più si è liberati dalla maledizione della patologia.

Filosofia Perenne, Allan Watts: Quando si giunge alla contemplazione del Sé e alla consapevolezza del fondamento essenziale dell'essere, si raggiunge il silenzio mentale, e con esso cessano tutti i conflitti e le dispute religiose tanto che si riconosce che buddisti, vedantisti, mussulmani e cristiani adorano lo stesso Dio. Esso trascende le parole ed il pensiero lineare e corrisponde al puro essere. Questa consapevolezza permette di evitare ogni dogmatismo ed ogni attaccamento cieco alle Scritture. Dio si manifesta all'uomo indipendentemente da qualsiasi tradizione ed è esperienza naturale del risveglio.

Definizione di Psicologia Transpersonale:

La Psicologia Transpersonale si occupa specificamente con studi empirici e scientifici, dello sviluppo delle ricerche relative ai valori più alti, alle meta-motivazioni, alla coscienza dell'Unità, alle esperienze delle vette (peak experience), all'autorealizzazione, all'essenza dell'essere e della coscienza, all'esperienza di meraviglia di fronte al significato profondo della vita, alla trascendenza dell'io, alla percezione del sacro nel quotidiano, ai fenomeni trascendentali, allo sviluppo della consapevolezza, e al risveglio...
La Psicologia Transpersonale può quindi essere definita la psicologia dei più alti significati e valor,i e gli psicologi che studiano quest'area del sapere devono essere preparati ad esaminare la realtà dal punto di vista che deriva da questi significati e valori.

Dott. Filippo Falzoni Gallerani

e-mail: filippo.falzoni@fastwebnet.it

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