Solamente dagli inizi degli anni Ottanta il DAP (Disturbo da Attacchi di Panico) è stato inserito nel manuale diagnostico e statistico redatto dalla American Psychiatric Association come disturbo specificamente identificato. Ho avuto presto modo di riconoscere con certezza il rapporto esistente fra l'insorgere delle crisi di panico e gli squilibri associati alla respirazione, e già nel 1986 fu pubblicato sul "Corriere Salute" allegato del "Corriere della Sera", un articolo sulle mie ricerche. Esaminando moltissime persone che soffrivano di questo disturbo, ho rilevato che nella maggioranza dei casi all'origine del panico c'è un meccanismo molto semplice: individui (spesso inconsapevoli di soffrire da tempo di una respirazione non ottimale, irrigidita e contratta) sono estremamente spaventati dalle sensazioni che emergono quando inconsapevolmente intensificano la respirazione. La sensazione di "mancanza d'aria" che accompagna a volte l'iperventilazione e i meccanismi associati agli squilibri acido-basici producono sensazioni forti e inaspettate che il soggetto non sa come affrontare e interpretare e che lo disorientano fortemente.dott. Filippo Falzoni Gallerani.
Se la respirazione è fondamentale per la salute e la soluzione di molti disturbi, la relazione d'essa con gli attacchi di panico è tanto cruciale e diretta, che il Rebirthing Transpersonale si dimostra in questi casi efficacissimo.
American Psychiatric Association, DSM III R,
Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali,
Seconda edizione Italiana,
a cura di Andreoli, V., Cassano, G., Rossi, R.,
Ediz Masson, Milano, Parigi, Barcellona, Bonn, 1993.
Dal Manuale Diagnostico:
Non dovrebbe essere diagnosticato quando gli attacchi di panico sono dovuti
all'ingestione di sostanze psicoattive.
Durante un Episodio Depressivo Maggiore possono verificarsi ricorrenti,
inattesi attacchi di panico, nel qual caso si dovrebbe porre diagnosi sia
di Disturbo dell'Umore che di Disturbo da Attacchi di Panico. Finalmente,
se si presentano. ricorrenti attacchi di panico in corso di Disturbo da
somatizzazione, dovrebbe essere emessa la diagnosi addizionale di Disturbo
da Attacchi di Panico.
Tipicamente le persone con Disturbo da Attacchi di Panico sviluppano gradi
variabili di nervosismo e apprensione fra un attacco e l'altro.
Quando questi sono focalizzati sulla paura di avere un altro attacco (come
generalmente avviene) non viene posta la diagnosi aggiuntiva di Disturbo
da Ansia Generalizzata. Più raramente, comunque, l'attenzione può
non essere rivolta alla paura di avere un altro attacco di panico, nel qual
caso si dovrebbe considerare la diagnosi di Disturbo da Ansia Generalizzata.
Nella Fobia Semplice l'individuo può sviluppare attacchi di panico
se viene esposto allo stimolo fobico. Comunque, in tale situazione l'attacco
di panico si verifica immediatamente prima o durante l'esposizione alla
situazione fobica, e la sua intensità varia all'avvicinarsi o al
recedere dello stimolo fobico.
Il Disturbo da Attacchi di Panico, al contrario, anche quando gli attacchi
sono associati a certe situazioni, come trovarsi da soli fuori di casa o
stare in coda, l'individuo non è mai certo di quando si svilupperà
con precisione l'attacco in quella situazione, o se potrà mai svilupparsi.
Nella Fobia Sociale la persona può sviluppare attacchi di panico
che sono scatenati soltanto dal fatto di essere al centro dell'attenzione
altrui, mentre nel Disturbo da Attacchi di Panico, gli attacchi non sono
per definizione, scatenati da ciò. Persone con Disturbo da Attacchi
di Panico possono tuttavia avere una Fobia Semplice o Sociale non correlata.
Criteri diagnostici per il Disturbo da Attacchi di Panico
A. In qualche periodo nel corso della malattia si sono verificati uno o
più attacchi di panico (periodi precisi di intensa paura o disagio),
i quali erano 1) inattesi, cioè non avvenivano immediatamente prima
o durante l'esposizione ad una situazione che abitualmente causasse ansia,
e 2) non scatenati da situazioni nelle quali la persona fosse al centro
dell'attenzione altrui.
B. Quattro attacchi, come definiti nel criterio A, occorsi in un periodo
di quattro settimane, oppure uno o più attacchi seguiti da un periodo
di almeno un mese caratterizzato dalla paura persistente di avere un altro
attacco.
1) Dispnea o sensazione di soffocamento; 2) Sbandamenti, instabilità,
o sensazione di svenimento; 3) Palpitazioni o tachicardia; 4) Tremori fini
o a grandi scosse: 5) Sudorazione; 6) Sensazione di asfissiare; 7) Nausea
o disturbi addominali; 8) Depersonalizzazione o derealizzazione; 9) Parestesie
(torpore o formicolio); 10) Improvvise vampate di calore o senso di freddo;
11) Dolore o fastidio al torace; 12) Paura di morire; 13) Paura di impazzire
o di fare qualcosa di incontrollato.
Nota: Gli attacchi che comprendono quattro o più sintomi sono attacchi
di panico; gli attacchi con meno di quattro sintomi sono attacchi paucisintomatici
(vedi Agorafobia senza Anamnesi di Disturbo da Attacchi di Panico pag. 294).
D. Durante almeno alcuni degli attacchi, almeno quattro dei sintomi del
criterio C sono insorti improvvisamente, e sono aumentati di intensità
nell'arco di dieci minuti dall'inizio del primo sintomo C notato nell'attacco.
E. Non può essere stabilito alcun fattore organico che abbia iniziato
e mantenuto il disturbo, ad esempio Intossicazione da Amfetamina o Caffeina,
Ipertiroidismo.
Nota: Il prolasso della mitrale può essere una situazione associata,
ma non preclude la diagnosi di Disturbo da Attacchi di Panico.
Tipi di Disturbo da Attacchi di Panico
Criteri diagnostici per il Disturbo da Attacchi di Panico con Agorafobia
(300.21)
A. Soddisfa i criteri per il Disturbo da Attacchi di Panico.
B. Agorafobia: paura di trovarsi in posti o situazioni dalle quali sarebbe
difficile (o imbarazzante) allontanarsi, o nelle quali può non essere
disponibile aiuto in caso di un attacco di panico. (Include i casi nei quali
il comportamento persistente di evitamento si è originato durante
una fase attiva del Disturbo da Attacchi di Panico, anche se la persona
non attribuisce il comportamento di evitamento alla paura di avere un attacco
di panico). Come risultato di questa paura, il soggetto riduce gli spostamenti,
o ha bisogno di un compagno quando è fuori di casa, oppure sopporta
le situazioni agorafobiche, nonostante l'intensa ansia. Le comuni situazioni
agorafobiche includono il trovarsi da soli fuori casa, l'essere in una folla,
lo stare in coda, l'essere su un ponte, il viaggiare in autobus, treno o
macchina. lo quando necessario, come per andare al lavoro o a far compere;
in altri casi evita di viaggiare da solo.
Moderato: Il comportamento di evitamento porta ad uno stile di vita coartato;
ad esempio, la persona è capace di lasciare la casa da sola, ma non
di allontanarsi per pochi chilometri se non accompagnata.
Grave: Il comportamento di evitamento porta a rimanere completamente o quasi
completamente chiuso in casa, e alla incapacità di lasciare casa
se non accompagnato.
In Remissione Parziale: Non vi sono attualmente comportamenti di evitamento
agorafobico, ma vi è stato qualche evitamento agorafobico durante
gli ultimi sei mesi.
In Completa Remissione: Nessun comportamento di evitamento agorafobico al
presente, e nessuno durante gli ultimi sei mesi.
Specificare l'attuale gravità degli attacchi di panico:
Lieve: Durante l'ultimo mese tutti gli attacchi sono stati attacchi paucisintomatici
(cioè con meno di quattro sintomi); oppure non vi è stato
più di un attacco di panico.
Moderato: Durante l'ultimo mese gli attacchi sono stati a metà strada
fra "Lievi" e "Gravi".
Grave: Durante l'ultimo mese, vi sono stati almeno otto attacchi di panico.
In Remissione Parziale: La condizione è stata intermedia fra "In
Completa Remissione" e "Lieve".
In Completa Remissione: Durante gli ultimi sei mesi, non vi sono stati né
attacchi di panico, né attacchi paucisintomatici.
Criteri diagnostici per il Disturbo da Attacchi di Panico senza Agorafobia
(300.01)
A. Soddisfa i criteri per il Disturbo da Attacchi di Panico.
B. Assenza di agorafobia, come definita sopra.
Specificare l'attuale gravità degli Attacchi di Panico, come definiti
sopra.
300.22 Agorafobia senza Anamnesi di Disturbo da Attacchi di Panico
La caratteristica essenziale di questo disturbo è l'Agorafobia senza
una anamnesi di Disturbo da Attacchi di Panico.
L'Agorafobia è la paura di trovarsi in posti o situazioni dai quali
sarebbe difficile (o imbarazzante) allontanarsi, o nei quali può
non essere disponibile aiuto in caso di improvviso svilupparsi di uno o
più sintomi che potrebbero essere inabilitanti od estremamente imbarazzanti.
Come risultato di questa paura il soggetto è portato o a ridurre
gli spostamenti, o ad aver bisogno di un compagno quando si trova fuori
casa, oppure a sopportare situazioni agorafobiche, nonostante l'intensa
ansia. Le comuni situazioni agorafobiche includono il trovarsi fuori casa
da soli, l'essere in una folla, lo stare in coda, l'essere su un ponte,
il viaggiare in autobus, treno od automobile.
Di solito la persona ha paura di avere un attacco paucisintomatico, ossia,
di sviluppare un unico o un piccolo numero di sintomi, come iniziare ad
avere vertigini o a cadere, depersonalizzazione o derealizzazione, incontinenza
urinaria o intestinale, vomito, o avere un malessere cardiaco. In qualche
caso, questi sintomi si sono manifestati in passato e la persona può
essere preoccupata dal timore del loro ritorno. In altri casi, la persona
non ha mai fatto esperienza del sintomo (o sintomi), ma comunque teme che
il sintomo "possa" presentarsi, e inabilitarlo o essere estremamente
imbarazzante. In un piccolo numero di casi la persona ha paura di sentirsi
in qualche modo incapace, ma non riesce a specificare di quali sintomi ha
paura.
Non è chiaro se l'Agorafobia senza Anamnesi di Disturbo da Attacchi
di Panico con attacchi paucisintomatici rappresenti una variante del Disturbo
da Attacchi di Panico con Agorafobia, e se lo stesso disturbo senza attacchi
paucisintomatici rappresenti un disturbo non correlato con il Disturbo da
Attacchi di Panico.
Manifestazioni associate. Possono essere presenti Disturbi di Personalità,
in particolare manifestazioni del Disturbo di Evitamento di Personalità.
Età di insorgenza. L'età di insorgenza è variabile,
ma il disturbo inizia più comunemente tra i 20 e i 40 anni.
Decorso. Tipicamente il disturbo persiste per anni.
Menomazione. Nei campioni clinici il grado di compromissione è di
solito grave.
Complicanze. Alcuni individui sviluppano in seguito un Disturbo da Attacchi
di Panico.
Fattori predisponenti. Nessuna informazione.
Prevalenza. Nei campioni clinici il disturbo è raro. Pub comunque
essere più comune nella popolazione generale.
Distribuzione tra i sessi. Il disturbo è più frequentemente
diagnosticato nelle donne rispetto agli uomini.
Diagnosi differenziale. In un disturbo psicotico con manifestazioni persecutorie
la persona può evitare situazioni che ritiene possano renderlo vulnerabile
a un attacco. In un Episodio Depressivo Maggiore grave, il soggetto può
evitare situazioni che esperisce come soverchianti. In entrambi i casi,
comunque, il soggetto non ha mai paura che improvvisamente si sviluppi un
sintomo che sarebbe estremamente imbarazzante od inabilitante.
- Nel Disturbo da Attacchi di Panico con Agorafobia, gli attacchi di panico
possono essere in completa remissione mentre persiste l'Agorafobia, ma un'anamnesi
di Disturbo da Attacchi di Panico fa escludere una diagnosi attuale di Agorafobia
senza Anamnesi di Disturbo da Attacchi di Panico. (Nota: 11 Disturbo da
Attacchi di Panico non esclude una preesistente diagnosi di Agorafobia senza
Anamnesi di Disturbo da Attacchi di Panico). In casi estremamente gravi
di Fobia Sociale la persona può evitare lo stesso tipo di situazioni
che vengono evitate nell'Agorafobia senza Anamnesi di Disturbo da Attacchi
di Panico. La motivazione, comunque, è l'evitare di fare qualcosa
o di agire in modo che sarebbe imbarazzante od umiliante, piuttosto che
l'evitare l'improvviso insorgere di un sintomo.
Criteri diagnostici per l'Agorafobia senza Anamnesi di Disturbo da Attacchi
di Panico (300.22)
A. Agorafobia: paura di trovarsi in posti o situazioni dalle quali sarebbe
difficile (od imbarazzante) allontanarsi, o nelle quali potrebbe non essere
disponibile aiuto nel caso dell'improvviso insorgere di un sintomo (o di
più sintomi) che potrebbe essere inabilitante od estremamente imbarazzante.
ali esempi includono: vertigini o sensazione di cadere, depersonalizzazione
o derealizzazione, incontinenza urinaria o intestinale, vomito o malessere
cardiaco. Come risultato di questa paura, la persona riduce gli spostamenti
o necessita di un compagno quando si trova fuori casa, oppure sopporta le
situazioni agorafobiche nonostante l'intensa ansia. Comuni situazioni agorafobiche
includono il trovarsi da soli fuori di casa, l'essere in una folla o il
fare una coda, l'essere su un ponte, o il viaggiare in autobus, treno o
automobile.
Specificare se con o senza attacchi paucisintomatici (vedi pag. 295).
300.23 Fobia Sociale
La caratteristica essenziale di questo disturbo è la paura persistente
di una o più situazioni (le situazioni fobiche sociali) nelle quali
l'individuo è esposto al possibile giudizio degli altri e ha paura
di poter fare qualcosa o di agire in modo tale da rimanere umiliato od imbarazzato.
La paura fobica sociale può essere circoscritta, come la paura di
non essere capace di continuare a parlare mentre si parla in pubblico, di
soffocarsi col cibo mentre si mangia di fronte agli altri, di non essere
capace di urinare in un gabinetto pubblico, o di avere dei tremori alla
mano mentre si scrive in presenza di altri; in altri casi la paura fobica
sociale
American Psychiatric Association, DSM III R,
Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali,
Seconda edizione Italiana,
a cura di Andreoli, V., Cassano, G., Rossi, R.,
Ediz Masson, Milano, Parigi, Barcellona, Bonn, 1993.
WWW.REBIRTHING-ITALIA.COM - Progetto e realizzazione: Abaton.it