
Similmente all'antico Taoismo cinese la nuova scienza
vede l'uomo collegato con il contesto più ampio della natura e degli
elementi.
Come l'Induismo, essa riconosce nel mondo fenomenico il gioco divino.
F. Capra, Verso una Nuova Saggezza
Negli ultimi anni l'umanità è andata rapidamente muovendosi
verso una situazione che mostra aspetti contrastanti, ricchi di pericoli
e di possibilità. Da un lato vediamo affacciarsi gravi crisi ecologiche,
sociali ed economiche, dall'altro le tecnologie e le scienze hanno raggiunto
livelli impensabili solo pochi anni fa e nuovi orizzonti di conoscenza si
sono resi disponibili a molti.
Mentre assistiamo alla crisi di istituzioni e di sistemi politici (il modello
comunista è fallito e il consumismo occidentale sta mostrando i suoi
insostenibili limiti), l'antica saggezza delle culture tradizionali viene
riconosciuta e studiata in tutto il mondo e influenza le coscienze di molti:
si riscopre la realtà dello spirito e si diffondono insegnamenti
che in passato erano accessibili solo agli iniziati.
La scienza ha cominciato a riconoscere i limiti della visione materialista
e meccanicista, le nuove teorie derivate dalla fisica quantistico-relativistica
si aprono a concezioni della realtà che hanno molti punti in comune
con quanto da secoli ha intuito e insegnato il pensiero umanista, spiritualista,
esoterico. L'attuale rivoluzione del pensiero costituisce una concreta possibilità
evolutiva della nostra specie, e lascia sperare che siano armonicamente
integrati nell'individuo il mondo fisico e la coscienza, il corpo e l'anima,
e sia superata la divisione interno-esterno, io e ambiente. L'uomo potrebbe
arrivare a esprimere il suo immenso potenziale molto oltre i limiti dei
cinque sensi e dell'io, trasformando radicalmente il suo rapporto con la
vita. Questo cambiamento appare il solo modo possibile per evitare la catastrofe.
In questi ultimi anni le ricerche scientifiche e gli studi sulla coscienza
si sono confrontati e hanno influenzato grandemente la psicologia e le prospettive
terapeutiche. I nuovi metodi terapeutici sono caratterizzati da un diverso
modo di guardare alla realtà. Le nuove teorie trascendono i concetti
convenzionali di spazio-tempo e prendono in considerazione aspetti profondi
dell'individuo nella sua relazione con il Tutto. Il legame sottile tra la
coscienza individuale e l'intelligenza insita nei processi naturali ha indotto
a ricercare tecniche che spesso hanno le loro radici nei metodi tradizionali
delle culture primitive e dello sciamanesimo. Di particolare rilevanza sono
le antiche tradizioni sapienziali dello Yoga e del Tantrismo che si sono
sviluppate sistematicamente in Oriente dai primordi della civiltà
sino a oggi.
Alle terapie già conosciute, basate sull'analisi e il rapporto verbale
o sulla somministrazione di farmaci, vanno sostituendosi terapie esperienziali*
che permettono l'integrazione* con il " qui e ora " e che portano
all'armonizzazione fra la mente e il corpo e tra la modalità percettiva
convenzionale e la modalità transpersonale* e olistica*. Con lo sblocco
delle tensioni e il contatto con l'inconscio e il superconscio, si apre
la strada a esperienze profonde che permettono di raggiungere una più
alta comprensione della entusiasmante avventura interiore che la vita rappresenta.
Alcuni metodi sono volti a modificare lo stato di coscienza attraverso la
Meditazione, la musica, il digiuno, la danza e l'uso di particolari sostanze
psicoattive. In molte pratiche risulta essere di importanza chiave la respirazione,
e metodi di respirazione intensa si stanno dimostrando particolarmente efficaci
per indurre drastiche, immediate e profonde trasformazioni coscienziali.
L'attivazione del respiro, ravvivando l'energia dell'organismo, induce spontanee
risposte terapeutiche e può consentire l'accesso a stati di coscienza
non ordinari.
Su una particolare tecnica di respirazione, semplice ed efficace, è
basato il Rebirthing ad Approccio Transpersonale.
NOTA: Esperienziale, integrazione, transpersonale, olistico, ecc.: tutti
questi termini sono più volte ripresi nel discorso e trovano progressivo
chiarimento nel corso della trattazione. Comunque, ne viene fornita una
breve definizione nel GLOSSARIETTO di pagina 198.
Vivere è respirare e respirare è vivere.
A. Van Lysebeth
La respirazione è la funzione fondamentale che incessantemente alimenta
la nostra vita. A dire il vero ­p; ed è sorprendente ­p; poco
ci preoccupiamo della sua correttezza e raramente ci rendiamo conto della
forza in essa racchiusa.
Da tempo si è colta la relazione tra respirazione e attività
mentale. Anello di congiunzione tra soma e psiche, il respiro può
diventare " canale privilegiato per l'azione e la comprensione su e
di entrambi ".
Preoccupazione e stress possono modificarne il fluire armonioso ed esserne
a loro volta influenzati. Paura, pianto, gioia, rabbia hanno componenti
emotive e respiratorie inseparabili. Parliamo di "fiato sospeso",
"sospiro di sollievo"; ci sentiamo soffocare... ispiriamo fiducia...
temiamo una cospirazione... Espressioni, metafore e modi di dire simili
si ritrovano in lingue ed epoche storiche diverse.
Culture disparate hanno visto nell'aria il " vitale " per eccellenza,
legando sovente la comparsa dell'uomo e del mondo materiale a un elemento
aeriforme sottostante: lo
" spirito " o il " soffio ". Leggiamo nella Genesi che
Dio formò l'uomo dal fango e alitò in lui lo spirito della
vita. Narra un mito australiano che il Creatore, plasmato l'uomo dall'argilla,
gli soffiò il proprio alito nella bocca, nel naso e nell'ombelico.
Negli Orphicarum Fragmenta si legge che la Notte, fecondata dal Vento, depose
un uovo d'argento contenente il mondo intero.
Per Anassimene l'aria è il respiro del mondo: infinito e movimento
perenne sono suoi attributi. E il concetto di respirazione cosmica, di origine
orfica, viene poeticamente espresso nell'Ottocento da Hölderlin. Secondo
gli Stoici un soffio caldo e vitale, ragione seminale del mondo, tutto conserva,
alimenta, accresce, sostiene, e la respirazione unisce l'uomo allo spirito
universale. Concetti non dissimili sono presenti nel Taoismo e nello Zen.
Da millenni considerata di fondamentale importanza nei Paesi orientali,
la respirazione e i metodi di regolazione e controllo a essa associati sono
diventati oggetto di interesse e di serie ricerche e applicazioni anche
nei Paesi industrialmente avanzati. Schwartz documenta l'utilizzo di tecniche
respiratorie per la soluzione del problema della balbuzie. L'autoterapia
Zilgrei, sistema di prevenzione e cura del dolore, si basa su associazione
e coordinamento del respiro con una particolare posizione del corpo.
Alla respirazione attribuiscono grande importanza i metodi di preparazione
al parto, le tecniche di rilassamento, la cromoterapia e la Meditazione,
i cui potenziali benefici sono ormai ampiamente documentati. Attraverso
una pratica regolare si può conseguire attenuazione di disturbi legati
allo stress; accesso a ricordi e aspirazioni rimosse; aumento di creatività,
autostima, efficienza.
Nel campo della psicoterapia la respirazione occupa generalmente un posto
di primo piano nelle scuole ad approccio psicofisico che considerano insufficiente
la sola analisi verbale e, in modo particolare, nella bioenergetica, psicoterapia
messa a punto da Lowen e da lui definita
" studio della personalità umana dal punto di vista dei processi
energetici del corpo ". " Riscoprire la potenzialità di
autoregolazione del proprio respiro ", si è affermato, "
è una delle scoperte più belle che siano mai state fatte con
la bioenergetica... Il risultato è gioia, gioia di vivere, di respirare,
di pulsare, di essere... l'entusiasmo per avere imboccato un'avventura meravigliosa
".
Lowen è convinto che non si insista mai abbastanza sull'importanza
della respirazione, a torto trascurata da medici e terapisti, di cui illustra
ampiamente la dinamica, il nesso con i sentimenti e con i più comuni
disturbi.
" Respirare profondamente ", afferma, " è sentire
profondamente ". Nella respirazione sana, che è unitaria e globale,
i movimenti di espansione e contrazione, " fondamento dell'esperienza
di piacere e dolore ", coinvolgono tutto il corpo che, privo di blocchi
che impediscano il fluire delle sensazioni, sarà vibrante, integro,
" vivo ". I movimenti di un corpo libero da tensioni croniche
sono spontanei e coordinati, esprimono grazia, rispecchiano salute mentale.
Ma per quale motivo la respirazione, funzione centrale, assieme al movimento,
per una piena e piacevole efficienza, è tanto spesso inadeguata,
disturbata, con conseguenze che vanno da facile affaticamento a irritabilità
e ansia, da incapacità di concentrazione a depressione, da mancato
raggiungimento della completa soddisfazione sessuale ad acutizzazione di
sintomi quali claustrofobia, agorafobia, panico? Perché molto presto
impariamo a inibirla per evitare sensazioni spiacevoli, per non percepire
paura, collera, tristezza. Impulsi ed emozioni represse, tensioni mai del
tutto evitabili, ma estremamente frequenti in una società orientata
al potere e al successo, creano blocchi energetici che si strutturano, con
il passare del tempo, in una vera e propria " corazza muscolare "
strettamente legata alla formazione del carattere. Un sentimento represso
diventa " lo scheletro nell'armadio " che ci terrorizza finché
non decidiamo di aprire la porta.
È necessario, spesso con fatica e pazienza, eliminare blocchi e aprirsi
alle emozioni, senza dimenticare che " l'incapacità di respirare
normalmente diventa il principale ostacolo al recupero della salute emotiva
". Occorre allora che la terapia incominci con la respirazione, la
quale fornisce l'energia necessaria e, associata al movimento e all'analisi
verbale, permetterà emersione e soluzione di quanto è stato
inconsapevolmente imprigionato. Sono aspetti rilevanti, comuni a bioenergetica
e Rebirthing: la centralità della respirazione; la necessità
di integrare corpo, mente ed emozioni, eliminando i blocchi energetici con
l'aiuto di tecniche corrette; il rifiuto di rigidi determinismi e l'attribuzione
di un ruolo dinamico al presente, pur non sottovalutando l'importanza della
riconciliazione con il passato.
Nel Rebirthing c'è però, oltre a una semplificazione tecnica,
un utilizzo più intenso e più duraturo del respiro: l'accentuazione
di fattori in Lowen soltanto accennati; l'inclusione di concetti non presi
in considerazione dalla bioenergetica. Ken Wilber, noto psicologo transpersonale,
che ha dato un'interessante esposizione della multidimensionalità
della coscienza, ritiene che la bioenergetica sappia creare un " equilibrio
felice tra il mentale e il fisico ", ma che a questo livello debba
seguire quello transpersonale, mirante a un ottimale sviluppo bio-psico-spirituale,
con consapevole apertura a una visione cosmica e intuitiva, oltre che individuale
e logica della vita.
Tramite la pratica di ritmi respiratori controllati non giunge a noi soltanto
ossigeno, ma viene volontariamente assorbito Prana o energia cosmica. Veicolato
da aria, acqua, alimenti, non si identifica con i loro componenti chimici.
Van Lysebeth ritiene che esso sia rappresentato prevalentemente da piccoli
ioni negativi, assai mobili e vitalizzanti.
Anche il corpo sottile, o massa pranica individualizzata, ha organi di assorbimento,
trasformazione e trasmissione, la cui conoscenza, per millenni diretta e
intuitiva, incomincia ad essere scientificamente verificata; secondo uno
studioso " c'è qualche cosa che va al di là della nostra
biologia molecolare, aprendo un varco nella nostra mente fino all'imponderabile,
all'infinitesimale ".
Il termine " rebirthing ", tradotto generalmente con "
rinascita ", e inizialmente scelto per la frequenza con cui fin dalle
prime sedute emergono ricordi legati alla nascita, appare particolarmente
adatto a indicare il processo di rinnovamento e di rinascita simbolica che
la pratica consapevole del respiro circolare favorisce. Nell'ambito di questa
tecnica respiratoria il Rebirthing ad Approccio Transpersonale si differenzia
da quello della scuola statunitense sia in alcuni aspetti tecnici della
respirazione sia nell'approccio teorico. Esso fa infatti riferimento allo
Yoga, alla psicoterapia, alla ricerca psichica e alla psicologia transpersonale,
cioè a quella corrente della psicologia la quale considera anche
quegli stati di coscienza che trascendono le barriere dell'io e della personalità
individuale.
All'interno di una visione olistica dell'uomo questo metodo si basa, tra
l'altro, sull'integrazione delle seguenti tecniche:
1) La chiave terapeutica di base è costituita dal lavoro sulla respirazione,
per dissolvere i blocchi energetici attraverso la riarmonizzazione dei corpi
sottili, con il
" respiro connesso ", e con diverse tecniche di Pranayama e di
" respirazione intensa ".
Già questo lavoro da solo induce le più significative trasformazioni
e può portare ad alti livelli di esperienza transpersonale. Ad essa
comunque si affiancano:
2) Tecniche verbali ed esercizi specifici che hanno lo scopo di chiarire
gli atteggiamenti e i meccanismi portatori di sofferenza.
3) Metodi di Rilassamento profondo, Training Autogeno e Sofrologia (stati
di rilassamento profondo si manifestano naturalmente alla fine delle sessioni
respiratorie e possono essere opportunamente approfonditi).
4) Tecniche di Meditazione (anche gli stati meditativi si manifestano per
lo più spontaneamente) che portano al riconoscimento di sensi e significati
dell'esistenza i quali vanno oltre i limiti del pensiero ordinario e conducono
a sperimentare stati di coscienza espansa, intuizione e benessere psichico.
La tecnica
Nella sua applicazione concreta, il Rebirthing consiste in una tecnica respiratoria
caratterizzata dai seguenti aspetti:
1) Il respiro è circolare, cioè senza pause tra la fine dell'espirazione
e l'inizio dell'inspirazione e tra la fine dell'inspirazione e l'inizio
dell'espirazione. Le fasi della respirazione si fondono in un cerchio, unendo
l'interno e l'esterno; perciò si parla anche di " respiro connesso
" o " circolare ".
2) Il respiro è completo, non solo addominale o toracico, e durante
l'inspirazione si cerca di aprire tutto lo spazio interno, non violentemente
ma con fermezza.
3) Il respiro è fluido, non è meccanicamente scandito ma segue
un ritmo naturale e spontaneo che varia secondo le necessità e l'energia
del momento.
4) Anche l'espirazione avviene in modo naturale; l'aria viene lasciata defluire
come accade in un profondo sospiro, senza spingerla fuori con violenza.
5) La respirazione viene eseguita o solo attraverso il naso o solo attraverso
la bocca. Se si inspira dalla bocca si espira dalla bocca, se si inspira
dal naso si espira dal naso. Il respiro attraverso il naso è più
adatto nei momenti di concentrazione; il respiro attraverso la bocca nei
momenti di maggiore intensità emotiva. Si può alternare la
respirazione attraverso il naso e quella attraverso la bocca secondo i momenti.
6) Questo tipo di respirazione viene mantenuto molto a lungo, di solito
per almeno un'ora, ma in certe occasioni anche fino a due ore e oltre. In
genere, è preferibile tenere gli occhi chiusi.
7) Durante la respirazione il corpo è in stato di quiete, di rilassamento,
ma se dovessero insorgere delle tensioni, è meglio abbandonarsi ad
esse senza cercare di resistere.
Si consiglia di adottare un atteggiamento di disponibilità, lasciando
emergere sia le sensazioni piacevoli sia quelle eventualmente dolorose.
Una corretta applicazione rende possibile il respirare coscientemente, in
modo libero e aperto, lasciandosi scivolare eventualmente nel riso o nel
pianto, e attraversare fluidamente le diverse fasi sino a raggiungere un
senso di appagamento e di distensione totali.
La pratica
La respirazione costituisce il cardine centrale della terapia e le esperienze
di sviluppo, autoconoscenza e liberazione vengono attivate dalla respirazione
stessa di seduta in seduta. Il compito del rebirther è quello di
facilitare e di catalizzare questo processo spontaneo che vede il progressivo
aprirsi dell'individuo al flusso dell'energia vitale in uno stato di "
risveglio ".
A sostegno dell'esperienza con la respirazione, all'inizio o al termine
di ogni sessione, vengono applicati metodi basati sul colloquio (Psicoterapia
Breve di impostazione junghiana) e sulle tecniche contemplate dalla Psicologia
Transpersonale, Psicosintesi, Training Autogeno, Rilassamento profondo,
Sofrologia, Meditazione.
In pratica si seguono i seguenti passaggi:
1) Rapido esame della " storia " del soggetto e chiarificazione
della sua situazione attuale.
2) Chiarificazione degli obbiettivi sia a breve sia a lungo termine.
3) Chiarificazione della dinamica dei meccanismi che inducono insicurezza,
indecisione, confusione e sofferenza, e delle problematiche concernenti
l'affettività.
4) Recupero dei ricordi alla base di alcuni comportamenti indesiderati (paura,
insicurezza, insoddisfazione, incapacità di lasciarsi andare) e soluzione
dei legami negativi con il passato.
5) Soluzione dei disturbi fisici, psicosomatici, emotivi e mentali attraverso
l'attivazione e l'armonizzazione dell'energia per mezzo di esercizi di respirazione
intensa e di rilassamento profondo, con susseguente elaborazione degli stati
di catarsi manifestati.
6) Chiarificazione relativa ai meccanismi cosiddetti di " doppio legame
" che caratterizzano le problematiche di comunicazione e relazione.
7) Sviluppo delle potenzialità e dei talenti che conducono alla realizzazione
nel mondo materiale e interiore.
8) Chiarificazione relativa alla natura dell'io, della relazione che abbiamo
con esso, comprensione dei limiti della mente e della natura del Sé.
Sviluppo di qualità positive come la simpatia, la compassione, la
neutralità, il piacere di aiutare il prossimo portando positività
in tutte le situazioni. Sviluppo di una morale individuale in armonia con
il Sé.
9) Istruzioni ed esercizi adeguati per proseguire e approfondire la pratica
e la ricerca in modo autonomo.
Finalità ed effetti
La pratica del Rebirthing Terapeutico Transpersonale si prefigge tre scopi
principali:
1) Offrire al soggetto gli strumenti atti a liberarlo dai condizionamenti
negativi e dai traumi inconsci (anche prenatali) e a scaricare le tensioni
bioenergetiche rinnovando le sue energie fisiche e mentali.
2) Aiutarlo a raggiungere quella conoscenza interiore che lo porterà
a comprendere i meccanismi mentali che provocano sofferenza e confusione,
gli impediscono di vivere nel " qui e ora " e di godere pienamente
di quel che di buono la vita ha da offrire nel dare e ricevere amore.
3) Consentirgli di andare oltre i limiti della " prima mente "
e di entrare in contatto con il Sé superiore, vale a dire con il
nucleo supercosciente e trascendente che esiste in noi, permettendo al soggetto
di realizzare " centratura " e sicurezza, e il graduale sviluppo
della saggezza. Quest'area transpersonale comprende profonde esperienze
di risveglio coscienziale e trasformazione.
Sviluppare e padroneggiare il respiro porta allo sviluppo e alla padronanza
dell'energia e della mente. Insegnamenti antichissimi e recenti scoperte
della scienza moderna concordano nel riconoscere l'essenziale legame che
esiste fra vitalità, salute, consapevolezza, Prana e respiro. Per
sviluppare armoniosamente le facoltà latenti nell'uomo è necessario
stabilire un contatto con la " forza vitale ". Il rapporto cosciente
con il Prana (Ki) porta alla conoscenza profonda dell'essere e all'autorealizzazione.
Anche senza addentrarsi nel campo della ricerca spirituale ­p; argomento
affrontato più avanti ­p; la tecnica citata si rivela particolarmente
efficace nel facilitare la soluzione dei principali disturbi psicosomatici
e neurovegetativi e nell'attivare meccanismi di autoguarigione, addirittura
risolutivi nei casi di " attacchi di panico ", di ansia e di depressione.
I benefici che più comunemente vengono riscontrati dopo una decina
di sedute consistono in: maggiore energia, vitalità e creatività;
miglioramento generale della salute legato all'incremento delle difese immunitarie;
scomparsa di molti disturbi connessi al dolore, come emicranie, nevriti,
dolori cervicali e di stomaco; maggiore controllo emotivo con conseguente
aumento della capacità di esprimere i sentimenti e sperimentare serenamente
le emozioni; scomparsa dei disturbi del sonno; acquisizione progressiva
di una maggiore sicurezza nelle proprie risorse interiori.
È fondamentale impostare la seduta spiegando, prima di iniziare
la respirazione, che le sensazioni che potranno emergere sono da accogliere
positivamente, sia quando sono sensazioni piacevoli come il riso, l'euforia
e il benessere, sia quando sono dolorose, come il pianto o il momentaneo
affiorare di ansie, emozioni e ricordi spiacevoli. Tutte le manifestazioni
sono espressione del processo di liberazione, e può accadere che
riappaiano, a volte, anche dolori fisici di traumi dimenticati.
Se una persona prova dolore in corrispondenza di una vecchia ferita, ciò
significa che il Prana, l'energia, è al lavoro proprio per guarire
le tracce del trauma rimaste a livello energetico anche quando la parte
fisica sembra perfettamente guarita. Può anche accadere, a chi soffre
di emicrania, di avvertire una riacutizzazione di questi sintomi nelle prime
fasi della respirazione, per poi sperimentarne la scomparsa e scoprire in
seguito, come è accaduto a molte persone, che l'emicrania, dopo quella
seduta, se ne è andata per sempre. Con questa metodologia possono
momentaneamente emergere anche le emozioni associate alla paura, che perdono
poi ogni valenza fobica nella vita reale. Una prova dell'effetto benefico
di tali esperienze catartiche è rappresentata dal pianto associato
al buio e al dolore morale durante la respirazione di soggetti depressi,
che dopo questo sfogo si sentono liberi e leggeri.
Un altro tra i tanti esempi che testimoniano come la respirazione possa
fare emergere dei disturbi per risolverli: individui che soffrivano di asma
allergica provocata da determinati pollini hanno sofferto, durante una seduta
di Rebirthing, un attacco fuori stagione (quando cioè i pollini non
erano riscontrabili nell'aria), ma successivamente hanno constatato che
l'asma non si ripresentava più anche quando, con il ritorno della
primavera, nell'aria si diffondevano gli stessi pollini che prima della
terapia avrebbero innescato le crisi allergiche.
Perciò è importante che il rebirther favorisca, in ogni caso,
" l'attraversamento " di queste eventuali fasi dolorose, tranquillizzando
il soggetto e facendogli comprendere il senso di ciò che gli sta
accadendo.