
Ho spesso trovato difficoltà nel far comprendere la profonda differenza
tra il Rebirthing ad Approccio Transpersonale e altri modi d'applicazione
del Rebirthing, e scrivo queste pagine per chiarire quanto credo sia essenziale.
Questa comprensione mi pare indispensabile per avere una prospettiva corretta
nel giudicare il metodo nella confusione delle tante scuole sorte negli
ultimi anni.
Prima di dire che cosa sia il Rebirthing Transpersonale inizierò
con il dire che cosa non è, dato che molte correnti di Rebirthing,
influenzate dagli aspetti più superficiali del movimento New Age,
presentano spesso lacune e approcci fantasiosi che possono sviare. La New
Age rappresenta a volte, importanti sintesi della spiritualità in
chiave moderna con valide intuizioni, ma presenta spesso aspetti troppo
semplicistici, a livello del pensiero magico, ben lontani dalla seria
ricerca e pratiche prive d'efficacia trasformativa, se non perfino dannose.
Il Rebirthing Transpersonale, ad esempio, non considera accettabile il concetto
tanto in voga in certi circoli "spiritualistici" contemporanei:
"Il pensiero crea" affermazione che presa alla lettera
può creare non pochi problemi. Certamente la frase contiene anche
qualcosa di vero, ed è vero che la dimensione psichica e quella fisica
sono interrelate e che il nostro mondo interiore si riflette nella vita
e nel destino. Ben sappiamo, ormai anche a livello scientifico, che la mente
condiziona il corpo come la psicosomatica dimostra, l'umore le difese immunitarie
ecc. ma la cosa deve essere interpretata con una prospettiva corretta senza
generalizzazioni troppo semplicistiche. Un conto è il legame tra
osservatore e osservato che la fisica quantistica riconosce
(tanto che si preferisce chiamare l'osservatore di un esperimento partecipante
perché l'atto stesso d'osservare condiziona l'andamento dei fenomeni
quantistici), oppure di certo possiamo riconoscere la natura "causale"
della coscienza-consapevolezza e della Mente (con l'emme maiuscola)
substrato di tutto, altro affermare che il chiacchierio mentale determini
gli eventi o che attraverso la semplice ripetizione di affermazioni otterremo
tutto quello che vogliamo, cioè che l'ego, attraverso il pensiero
volontariamente diretto può esaudire tutti i desideri materiali,
creare la propria realtà e influenzare la materia. La padronanza
della mente e il controllo del pensiero sono fondamentali aspetti del percorso
d'autoconoscenza, ma sono un'altra cosa. Credere che possiamo ottenere
o creare tutto quello che pensiamo può essere molto forviante
e irrealistico e sarebbe oltretutto molto preoccupante. Quest'approccio
può condurre la persona fragile solo al narcisismo, alla regressione
e all'onnipotenza infantile piuttosto che al successo e alla liberazione.
In casi estremi può condurre anche alla paranoia (se crediamo infatti
che ogni pensiero negativo tenderà ad avverarsi non sarà facile
dormire sonni tranquilli). Un uso improprio del cosiddetto "pensiero
positivo" portato oltre i suoi limiti, invece che terapeutico
diventa patogeno, e da origine alla creazione di nuove illusioni.
C'è il rischio che invece che sviluppare la capacità di superare
l'ego e i suoi attaccamenti gli si dia forza, e invece di imparare a dirigere
l'attenzione all'interno, al silenzio, a stati meditativi e alla trascendenza
del pensiero, ci si vada ad invischiare ancor più nelle illusioni
mentali.
Un altro errore di prospettiva accettato da diverse correnti del Rebirthing
soprattutto nei primi anni della sua diffusione, mi pare questo: poiché
quando si sta bene i nostri pensieri sono tendenzialmente positivi e ottimistici,
quando si sta male basterà ripetere pensieri positivi e ottimistici
per stare bene. Non possiamo ingannarci da soli fino a questo punto e tutti
possiamo costatare che sorriderci allo specchio quando siamo depressi non
basta a darci l'allegria e non funziona come terapia.
Il pensiero creativo e trasformativo, nasce spontaneo ed emerge dal profondo.
Certamente osservare i pensieri e riconoscerne i limiti, vederne in trasparenza
la rete e trovare migliori traduzioni della realtà è importante,
ma non si tratta di uno sforzo di rendere positivo il pensiero, negando
le emozioni opposte che sono in noi. Questa sarebbe solo uno dei tanti meccanismi
di difesa dell'io (rimozione, negazione o proiezione). Una pratica corretta
induce a prendere coscienza delle proprie emozioni distruttive e ha andare
oltre... senza desiderare che scompaiano: proprio quando le abbiamo vissute
e riconosciute sino alla loro radice esse naturalmente scompaiono.
La pace mentale si manifesta nella calma senza desideri, non quando siamo
attaccati a dei risultati, a dei progetti e in balia delle aspettative.
Questo desiderare è solo un'espressione dell'ego e pesino se il pensiero
volontariamente diretto ci facesse ottenere quanto desideriamo, non è
detto che ciò ci siamo procurati in questo modo sortirà poi
il nostro bene e ci renderà felici. La Baghavad Gita e tutti i Maestri
insegnano ad agire per il meglio senza preoccuparci dei risultati dell'azione,
di concentraci su l'Assoluto e lasciare alla vita il compito di darci ciò
che ci spetta.
L'approccio Transpersonale, non cerca di cambiare ciò che si manifesta,
ma attraverso una passiva osservazione del pensiero e delle sensazioni suggerisce
il silenzio interiore, il mettere a fuoco la coscienza osservante, il Sé,
la Presenza Impersonale, sempre presente nel "qui e ora" come
fondamento.
Da quest'emancipazione giungono intuizioni profonde e la soluzione di molti
problemi e, quando necessario, la forza per accettare e superare con saggezza
i dolori che inevitabilmente prima o poi la vita ci presenterà, senza
la frustrate pretesa di avere controllo su tutti gli eventi esterni.
Oltre a questa già fondamentale differenza d'impostazione, nel Rebirthing
Transpersonale si cerca di evitare attentamente qualunque approccio manipolativo.
Secondo la mia scuola e sviante ad esempio dirigere le sedute verso specifici
scopi, chi assiste non deve dirigere l'esperienza, né dare a priori
un tema alla seduta (al contrario di molte scuole che svolgono seminari
o sedute con temi del genere: "Rivivere la nascita", "prosperità
e autostima", "Relazioni d'amore" "Money is my friend"...
ecc.).
Nel Rebirthing Transpersonale sono facilitate le esperienze catartiche spontanee
che possono avere come effetto la soluzione di problemi legati al trauma
della nascita o i problemi dell'autostima ecc. ma nello stesso tempo si
è ben attenti a non influenzare in alcun modo lo spontaneo dischiudersi
delle esperienze individuali, diverse per ciascuno, secondo la fase e il
livello che attraversa. Nessuno può sapere se il soggetto durante
la seduta avrà bisogno di rivivere traumi passati, chiarire i progetti
per il futuro, sintonizzarsi sul qui e ora, avere una catarsi liberatoria
o uno stato meditativo, o tutte queste cose in momenti diversi. Nel momento
che è l'io a dirigere la seduta come si può aver accesso all'inconscio
e al superconscio, e come si potrà giungere alla desiderata liberazione
dal dominio dall'io? (non è che è l'io ad avere i problemi,
è l'io stesso il problema).
Il Rebirthing ad Approccio Transpersonale non cerca quindi di dirigere
in alcun modo verso esperienze specifiche ma riconoscendo il potenziale
di saggezza e autoguarigione insito nell'individuo indica solo una via verso
lo sviluppo della Consapevolezza.
Altre scuole poi cercano di standardizzare la seduta secondo fasi uguali
per tutti, in cui si prevede ad esempio, che all'inizio il soggetto agiti
il corpo, in seguito ne prenda coscienza arto dopo arto, poi intenzionalmente
emetta vocalizzazioni liberatorie e poi entri in fasi più "mentali"
cercando di dirigere il pensiero a scopi desiderati ecc. Anche questo mi
pare un grande limite. Come ho detto, ognuno reagisce diversamente e fare
qualcosa secondo direttive intenzionali inibisce proprio lo scopo della
seduta, l'andare cioè oltre il controllo dell'io. Bisogna invece
lasciarci portare dal respiro intenso all'energia-coscienza impersonale,
per permettere reazioni e risposte spontanee, e per eventualmente cogliere
la dimensione Transpersonale dell'Essere. Come ho detto, più che
pensieri positivi dobbiamo andar oltre il pensiero
Il Rebirthing Transpersonale offre una tecnica per accedere a stati non
ordinari di consapevolezza, non a teorizzare o comprendere solo intellettualmente
dei concetti. Il processo è diretto non solo oltre l'io (verso un
Logos distaccato dal mondo fenomenico) ma nel contemporaneo confronto con
i nodi non risolti che possono appartenere a diversi livelli di sviluppo.
Catarsi e trascendenza s'integrano. Più saliamo in alto più
siamo in grado di scendere nel profondo e, dal piano elevato della coscienza
osservatrice, le ombre che emergono dall'inconscio, i traumi rimossi
e le paure nascoste sono dissolte nella chiarezza del confronto.
Il cammino dell'autoindagine è indicato dai grandi Maestri in ogni
tempo e cultura e una sua sintesi coerente è espressa dalla Filosofia
Perenne e dalla Psicologia Transpersonale. La respirazione è una
via maestra all'esperienza diretta di stati oltre all'io, e non deve essere
ridotta ad una fantasia d'onnipotenza dell'io separato.
Quanto ho scritto non vuole essere una sterile critica ad altre scuole,
bensì intende aprire un dialogo costruttivo e favorire lo sviluppo
di un serio lavoro interdisciplinare che permetta il pieno riconoscimento
delle straordinarie potenzialità che la respirazione intensa opportunamente
applicata può indurre.
Il rispetto profondo dell'individuo, per la sua sensibilità, i veri
suoi bisogni, per la sua indipendenza psicologica e per un suo sviluppo
naturale in questo processo trasformativo è un aspetto essenziale
che non deve mai essere trascurato.
Aggingo nell'aprile 2008
Molti rappresentanti della Newage, nella totale mancanza di profondità
culturale ed esperienziale, sfruttano il desiderio di molti di aver soluzioni
consolatorie per sfuggire alla realtà della vita. Invece di aiutare
a crescere insegnano come fuggire in realtà immaginative fantascientifiche
e fanta-spirituali, dove le regressioni al pensiero magico e le emozioni
misticheggianti di menti suggestionabili vengono prese per esperienze "spirituali"
autentiche e portate ad esempio dell'efficacia di quanto viene proposto.
Non meraviglia che perfino Ken Wilber, che critica duramente le posizioni
della Newage, venga fagocitato in questo movimento solo perché tratta
di dimensioni interiori o di Filosofia Perenne, seppur all'interno di profondi
studi interdisciplinari con radici scientifiche, filosofiche e spirituali
serie e coerenti. Chi lo cita a sostegno di bislacche teorie prova di non
averne neppure letto l'opera e tanto meno compreso la critica.
Se in una ricerca autentica l'enfasi è nel vedere con chiarezza la
realtà, riconoscere le proprie luci e le proprie ombre per avvicinarci
alla pienezza del nostro essere autentico, nel mondo Newage l'enfasi è
sull'immaginare una perfezione ipotetica creata dal "pensiero positivo"
che è uno degli aspetti dominanti del delirio di questi gruppi.
E' emblematico di "terapie" che si fondano sullo sforzo di sostituire
la realtà (che dovremmo vedere con chiarezza) con quello che vorremmo
che essa fosse, attribuire a quest'azione obnubilante poteri magici che
la trasformeranno al nostro volere. Quando non funziona si può sempre
accusare il paziente di non essere abbastanza positivo per indurlo
a raddoppiare gli sforzi e continuare la "cura". Poiché
molti preferiscono credere ai poteri miracolosi del pensiero, è stato
facile per leader più o meno immaturi, narcisisti e attaccati al
guadagno (corsi dal titolo "il denaro è mio amico" sono
classici nell'ambiente del " il pensiero crea la tua realtà")
creare un grande mercato di illusioni molto redditizio. Le belle parole
di facciata possono essere seducenti per chi non ha metro di confronto.
Mescolano una pseudo-scienza, "quantistico"- "olistica"
e una religione oriente - occidente - sciamanico - neopagana, e presentano
come divino e sacro, non l'essenza della Filosofia Perenne, ma quanto di
peggio le religioni ci hanno lasciato in eredità; ciò che
giustamente può essere definito l'oppio dei popoli, e non il messaggio
autentico proclamato dai pochi veri mistici e dai saggi, né i misteri
cui gli uomini di scienza devono confrontarsi seguendo una rigida prassi.
Sia il vero scienziato che il serio spiritualista riconoscono i limiti del
proprio sapere, la Newage ha invece una facile soluzione e l'ultima verità
per tutto, ad esempio: "basta pensare positivo e và tutto
a posto".
Chi approfondisce la ricerca interiore e si avvicina ai misteri dell'essere,
riconosce i limiti del proprio sapere, i limiti del linguaggio e del pensiero
e l'inganno dell'io sociale con cui s'identifica l'uomo comune. Lungo il
percorso il serio ricercatore sviluppa una sensibilità che può
aiutare a cogliere la verità del proprio vivere condizionato, con
autentici insight che liberano dalle percezioni distorte e permettono di
affrontare l'esistenza con coraggio e lucidità, evitando di fuggire
in mondi illusori.
La Newage fa proprio l'opposto: vende illusioni e spinge a rimuovere il
confronto con gli aspetti dolorosi e drammatici della vita, che inevitabilmente
ognuno deve affrontare nel corso dell'esistenza, promettendo a tutti salute
olistica e illuminazione, amore e successo. Nelle scuole d'origine statunitense
di Rebirthing si giunge sino a promettere l'immortalità fisica! Purtroppo
è proprio ciò che la gente confusa e spaventata vuol sentirsi
dire.
Mi vergogno di poter essere assimilato a questo mondo solo perché
pratico un metodo che può esser confuso con ciò da cui mi
sento radicalmente lontano.
Spesso ho travato su Internet pezzi di miei articoli o brani di miei libri
usati per pubblicizzare altre scuole di rebirthing pur non avendo alcun
contatto con tali scuole Newage che insegnano l'antitesi del mio approccio.
Sto scrivendo delle pagine che pubblicherò molto presto per chiarire
più a fondo quanto qui accennato. Di certo il respiro è un
mezzo potente conosciuto sin dall'antichità come supporto a stati
meditativi ed esperienze non convenzionali, ma se un metodo così
potenzialmente efficace viene usato in un contesto delirante non credo proprio
possa condurre ad alcunché di buono e aborrisco far parte dell'allegra
compagnia del pensiero positivo.
Secondo il mio modo di vedere l'unico aiuto che si può dare al prossimo
consiste nell'aiutare le persone a trovare in se stesse le risorse per affrontare
con autenticità, integrità e coraggio la vita senza semplicistiche
soluzioni. La liberazione avviene penetrando la vera natura della mente
e del pensiero, affrontando la sofferenza ed i problemi per andare oltre,
perché, come diceva Alan Watts, cercare di risolvere un problema
senza averlo compreso chiaramente è come "cercare di allontanare
l'oscurità con le mani". La "guarigione" è
un eventuale effetto collaterale del risveglio, la terapia è una
"non terapia" in cui l'individuo si emancipa dagli inganni mentali
e penetra il profondo di sé.
Il confronto con la realtà sociale che la mentalità newage
rappresenta comporta riflessioni profonde, per evitare sia uno sterile scontro,
sia il rifiuto di quanto c'è di buono. E' necessario vedere con molta
chiarezza la confusione ideologica del mondo attuale, per poter riconoscere
che ci sono anche individui sinceri e preparati che portano contributi positivi
e concreti in modo costruttivo e realistico trattando correttamente gli
stessi temi banalizzati e distorti da molti rappresentanti della newage.
La "Compassione Buddhista" (che non è superficiale
buonismo), la comprensione umana e il riconoscimento del graduale processo
di sviluppo della consapevolezza degli individui, induce ad aver compassione
per chi è perduto in mondi illusori, per chi ignora di ignorare e
per chi è vittima della decadenza culturale o di un ego narcisista
assetato di credenziali. Tuttavia il discernimento tra ciò che è
vero e ciò che è falso, tra ciò che conduce
alla liberazione e ciò che favorisce l'alienazione è un fatto
di cruciale importanza per coloro che si avvicinano alla ricerca interiore
e al sostegno del prossimo.
Filippo Falzoni Gallerani
Solamente dagli inizi degli anni ottanta il DAP (disturbo da attacchi
di panico) è stato inserito nel manuale diagnostico e statistico
redatto dalla American Psychiatric Association come disturbo specificamente
identificato. Ho avuto presto modo di riconoscere con certezza il rapporto
esistente fra l'insorgere delle crisi di panico e gli squilibri associati
alla respirazione, e già nel 1986 fu pubblicato sul Corriere della
Salute, un articolo sulle mie ricerche. Esaminando moltissime persone che
soffrivano di questo disturbo, ho rilevato che nella maggioranza dei casi
all'origine del panico c'è un meccanismo molto semplice: individui
(spesso inconsapevoli di soffrire da tempo di una respirazione non ottimale,
irrigidita e contratta) sono estremamente spaventati dalle sensazioni che
emergono quando inconsapevolmente intensificano la respirazione. La sensazione
di "mancanza d'aria" che accompagna a volte l'iperventilazione,
e i meccanismi associati agli squilibri acido-basici producono sensazioni
forti e inaspettate che il soggetto non sa come affrontare ed interpretare
e che lo disorientano fortemente.
I sintomi più comuni sono: timore di perdere il controllo, sensazione
di soffocamento, sensazione di svenimento, giramenti di capo, tachicardia,
tremori, sudorazione, depersonalizzazione, torpore o formicolio, improvvise
vampate di calore o senso di freddo, fastidio al torace, paura di morire,
paura di impazzire o di fare qualcosa d'incontrollato.
Tali sintomi portano al timore di allontanarsi dall'abitazione o di guidare,
di restare soli, di affrontare viaggi, ecc con gravi limitazioni della vita
personale e sociale.
Il DAP è molto diffuso e si stima che ne soffra oltre il 8% della
popolazione dei paesi sviluppati, vale a dire un numero estremamente grande
d'individui. Esso può colpire improvvisamente individui altresì
sani e socialmente realizzati. Al contrario di quanto si era creduto sino
ai primi anni 80 l'attacco di panico non è assimilabile ad una forma
d'ansia acuta e passeggera, ma è in un disturbo a sé stante.
Nella maggior parte dei casi di DAP una sola crisi basta a far nascere il
timore che essa possa ripetersi. Il soggetto ha un'inconscia paura di respirare
liberamente, teme che lasciandosi andare a ciò che ha dentro possa
perdere il controllo. Chi ha avuto la prima crisi in aereo avrà paura
di viaggiare con quel mezzo e, nel timore che quel qualcosa di strano e
incontrollabile possa accadere di nuovo, inizierà ad evitare ogni
altro mezzo di trasporto, anche l'auto, temendo di essere colto da un attacco
magari in pieno traffico. Alcuni incominciano a poter guidare solo se accompagnati,
per poi restringere ulteriormente il loro raggio d'azione sino a giungere,
nei casi più gravi, a temere perfino d'uscir da casa.
Attualmente la terapia medica convenzionale ritenuta più valida consiste
nella somministrazione di antidepressivi, tale intervento non è privo
di controindicazioni ed effetti collaterali, e non pare comunque risolutivo.
Alla terapia farmacologica sono spesso associate tecniche comportamentiste,
e gruppi di sostegno.
Un paio d'anni fa, il Prof. Battaglia all'Ospedale San Raffaele di Milano,
dopo dieci anni di ricerche ha scoperto l'inconfutabile esistenza di una
relazione tra gli attacchi di panico e la respirazione. Ha costatato che
i soggetti che soffrono di panico mostrano una reazione "si potrebbe
dire quasi allergica" all'eccesso di anidride carbonica (e, infatti,
il respirare anidride carbonica pura può innescare un attacco nei
soggetti predisposti). In un primo momento fui molto lieto di questa conferma
scientifica, mi ha poi stupito, tuttavia costatare che la risposta della
medicina ufficiale al problema è stato un farmaco usato per la cura
del Morbo di Parkinson che inibisce i recettori dell'anidride carbonica.
Anche questa mi pare una cura sintomatica e non risolutiva.
Spero che un approccio diretto alla respirazione per riequilibrare le reazioni
all'anidride carbonica, e gli squilibri bioenergetici abbia presto maggiori
riconoscimenti da parte di questi studiosi. Seguendo il decorso di centinaia
di casi, si può, infatti, sostenere con certezza che i sintomi degli
attacchi di panico sano definitivamente risolti quando la terapia s'incentra
sulla radice del problema: in altre parole sulla respirazione.
Riassumendo:
Si è costatato che le sensazioni scatenanti i casi di panico avevano
molti punti in comune con quelle indotte dall'iperventilazione, e che esisteva
un'evidente relazione tra gli attacchi di panico e le alterazioni del respiro.
Si è notato che i sintomi dell'iperventilazione (capogiro, formicolio
alle mani, timore di perdere il controllo emotivo, respiro affannoso, oppressione,
vertigine, paura ed eventuale tachicardia) sorgono con estrema facilità
in soggetti predisposti e in coloro che, senza esserne coscienti, si trovano
in condizione di subventilazione, vale a dire respirano male.
Si è verificata l'efficacia del Rebirthing ad approccio Transpersonale,
che permette attraverso una specifica tecnica di respirazione libera, svolta
sotto la guida di un esperto, di ristabilire stabilmente l'equilibrio del
Ph nel sangue, risolverei problemi legati all'iperventilazione, di
elaborare eventualmente le emozioni represse e sciogliere i blocchi bioenergetici.
Si è costatato osservando una vasta casistica che il metodo permette
di eliminare del tutto il sintomo e il timore associato all'attesa del suo
possibile insorgere, in modo rapido, sicuro e in poche sedute.
La Psicologia Transpersonale s'interessa in termini moderni e scientifici
dello spirito, dell'anima e delle potenzialità latenti dell'uomo.
Tali livelli e possibilità superiori della coscienza non possono
essere escluse da una visione dell'uomo nella sua interezza e rappresentano
la meta dello sviluppo. Questi potenziali conducono alla saggezza e possono
liberare l'uomo dalla sofferenza e dal conflitto. Benché, al giorno
d'oggi parlare di anima, spirito e di esperienze interiori di questo tipo
possa apparire argomento inconsueto, astratto e lontano dal quotidiano della
gente comune, saggi e maestri d'ogni tempo hanno indicato vie di realizzazione
percorribili da ognuno. Solo negli ultimi decenni la psicologia occidentale
si è aperta (dopo oltre un secolo di silenzio) al vasto orizzonte
dello studio della coscienza, della trascendenza dell'io, e allo sviluppo
di qualità quali l'intuizione, la consapevolezza, la saggezza o la
compassione, piuttosto che limitarsi allo studio delle patologie come devianza
dal comportamento cosiddetto "normale". La scienza in anni recenti
ha riconosciuto l'efficacia trasformativa della meditazione e il valore
psicologico e operativo della saggezza dei mistici, riscoprendo metodi che
facilitano la consapevolezza dell'essenza interiore, il Testimone,
lo Spirito, il Sé, la "Pura Consapevolezza",
e la percezione non duale, il Divino nell'uomo. I rappresentanti
di spicco di quest'area della ricerca per lo sviluppo dell'uomo nella sua
pienezza psicospirituale affrontano temi su cui è per tutti importante
riflettere. La sofferenza dell'uomo dipende dal suo stato mentale confuso
e offuscato e dal modo in cui si pone di fronte alla vita, da errori di
prospettiva. Gli sforzi degli individui sono in genere diretti all'esterno,
come le preoccupazioni per il successo materiale, l'incerto domani, il controllo
delle situazioni, e sono determinati in gran parte dai condizionamenti del
passato. Gli uomini cercano in primo luogo di perseguire il piacere e di
sfuggire il dolore, anche se inevitabilmente essi vanno e vengono. Ma, soprattutto,
cercano la felicità nella direzione sbagliata. La mente nella condizione
normale è inquieta e distratta; s'identifica con ciò che osserva,
dimentica la propria natura ulteriore. Essa diventa docile quando ci si
ricorda di essere il soggetto osservante e non l'io illusorio creato dalla
memoria, che viene osservato. Come svegliandoci da un sogno, si diventa
coscienti per immedesimazione, d'essere quel "qualcosa"
d'essenziale che osserva e trascende la mente e il corpo, la sempre presente
consapevolezza, trasparente e senza confini.
In tutti i tempi, individui evoluti hanno riconosciuto che uno spostamento
interiore della coscienza è sufficiente perché sorgano stati
di consapevolezza che producono chiarezza e serenità, amore e spontaneità
offrendo una prospettiva radicalmente diversa della vita e della morte.
Il riconoscimento attraverso l'autosservazione del movimento del pensiero
e della natura illusoria dell'io esteriore conducono al risveglio
e alla liberazione. Molti uomini credono di pensare ma "sono
pensati", vittime del chiacchierio mentale e dei condizionamenti mentali
che impediscono loro di vedere la realtà se non attraverso le distorsioni
che determinano ogni attività producendo conflitto e sofferenza.
Sappiamo che i pregiudizi impediscono di vedere correttamente le cose come
sono, ma il modo condizionato con cui si guarda alla realtà è
così connaturato alla maggior parte degli individui che lo si considera
"normale".
Parole come "anima" e "spirito" non sono più
comprese dall'uomo moderno se non come retaggio culturale di tradizioni
religiose o come concetti astratti riferiti a qualcosa di molto lontano
dalla vita di ogni giorno. L'anima, secondo i saggi, invece, è quell'essenza
coscienziale, situata oltre lo spazio-tempo, che tenta di esprimere il suo
disegno creativo esperienziale attraverso di noi, ed è anche la nostra
unicità peculiare, e lo Spirito è ciò che "qui
e ora" è testimone e creatore, substrato di ogni cosa, essenza
che contiene lo spazio-tempo. "Soggetto" che non può mai
divenire "oggetto", esso è l'Uno senza un secondo
che trascende e integra l'anima individuale nella coscienza cosmica. Lo
spirito si situa prima e oltre il pensiero e le parole con cui definirlo.
Nella visione della filosofia indiana l'Atman (il Sé nella sua forma
individualizzata) nella sua essenza è uno con il Brahman (il Sé
Universale, l'Assoluto). L'anima, la cui realtà si situa ancora nel
dualismo "io - mondo", nella sua essenza sconfina nello Spirito
Universale - principio universale della Consapevolezza e dell'Essere - di
cui è raggio, oltre ogni dualismo.
Molti scienziati di fronte ai paradossi della fisica quantistica sono giunti
a riconoscere che la Coscienza (spirito) è l'"interfaccia"
della materia e il suo substrato essenziale.
Quando si cerca di parlare dello "Spirito", che per la sua stessa
natura trascende la dimensione del pensiero, notiamo che pregiudizi e condizionamenti
culturali dogmatici hanno usurpato il posto allo "Spirito Vivente"
e fondato le basi della falsa spiritualità che domina il mondo. Dalla
prospettiva limitata del livello mentale convenzionale (che oltretutto come
abbiamo accennato è essenzialmente distorto perchè gran parte
della religiosità si è fermata al livello mitico senza proseguire
il suo sviluppo ulteriore sino alla vetta del livello non duale se
non in rari casi) anche gli ideali, le fedi e le filosofie che hanno avuto
un'importante funzione nello sviluppo delle culture e delle civiltà
quando sono vissute da un livello sociocentrico e mitico diventano
pregiudizi che ci allontanano dalla realtà nella sua immediatezza
e mistero, danno adito alle superstizioni e ai conflitti che tanto hanno
insanguinato i secoli.
Lo spirito non è misurabile né descrivibile, è esperibile
come stato di coscienza che si manifesta in un'ineffabile percezione non
dualistica della realtà, nell'Unità in cui l'osservatore,
l'osservato e l'osservazione non sono indivisi. Quest'esperienza è
inafferrabile per il pensiero razionale che per sua natura si basa sull'io,
sul dualismo soggetto-oggetto, sul conosciuto e sul passato, ma può
essere sperimentata attraverso l'autoindagine, l'insight e le tecniche che
sono state sviluppate e sperimentate nei secoli dai mistici, dai saggi e
da coloro che hanno perseguito la ricerca di sé sino all'essenza.
Comprendere la differenza tra la "mente egoica creata dal ricordo"
e il "sé coscienza" è uno dei principali problemi
che l'uomo deve risolvere. La consapevolezza nella sua essenza è
indefinibile: essendo il substrato stesso in cui ha luogo l'osservazione
dei processi mentali con cui cerchiamo di definirla, essa è sempre
"soggetto" e mai "oggetto". Per sua natura il pensiero
è impossibilitato a racchiudere in concetti la fragranza dell'esperienza
interiore dell'Essere; e spesso nell'istituire organizzazioni "spirituali"
e nel propagare delle fedi attraverso i nostri "normali" sistemi
di pensiero escogitiamo involontariamente un'efficace trappola per la nostra
ricerca di verità, e dilatiamo ancora più quei conflitti da
cui volevamo fuggire attraverso lo "Spirito liberatore".
Lo avevamo sentito bussare nel nostro cuore come ricerca di un senso all'esistenza
e ne abbiamo fatto un despota che c'imprigiona. Raramente la cultura imperante
ci spinge a riflettere e indagare sulla natura di ciò che in noi
osserva, o ci aiuta comprendere gli ingannevoli meccanismi del pensiero
condizionato e dell'egocentrismo. Forse perché il pensiero accomuna
tutti gli uomini del pianeta, pare senza senso osservarne criticamente la
natura e gli effetti distruttivi per cercare modalità ed energie
diverse per una vera trasformazione dell'uomo, ma è in questa direzione
oltre il pensiero che ci spinge il processo evolutivo.
Lo sviluppo del pensiero ha portato a sofisticate tecnologie, al benessere
economico nei paesi industrializzati e a uno sviluppo scientifico senza
precedenti, ma subirne incoscientemente i meccanismi ed esserne schiavi,
ha condotto alla disarmonia e alla frammentazione, che vediamo riflesse
in problemi ecologici e sociali che paiono sempre più gravi e irrisolvibili.
Non potendo essere indifferenti ai tanti drammi dell'umanità, alla
distruzione della natura, né dimenticare la vita che si svolge nelle
carceri e nei manicomi, nei ghetti delle nostre moderne metropoli, dobbiamo
riconoscere la violenza della società e la sua incapacità
di risolvere i problemi che essa stessa crea. Tutti i tentativi razionali
di cambiare questo stato di cose non hanno avuto successo. Ciò che
i maestri e gli individui realizzati cercano di indicare è un diverso
modo di porci di fronte alla realtà che non sia limitato, distorto
e imprigionato dal movimento del pensiero. La mente e il pensiero sono strumenti
che dobbiamo dominare. La padronanza di sé ed il risveglio sono necessari
per progredire in questo cammino d'autotrascendenza a sviluppo. La trasformazione
del mondo comincia da noi stessi e passa per la trasformazione di sé.
Maestri dello Zen, dell'Advaita Vedanta, del Taoismo, i mistici Cristiani,
e i "risvegliati" d'ogni tempo e cultura cercano di indicare
il sentiero della consapevolezza interiore che porta oltre all'identificazione
con il corpo-mente attraverso che scaturisce dal contatto con il "testimone
interiore" - "la sempre presente consapevolezza" - uno stato
che conduce alla liberazione, al risveglio, all'illuminazione. La
visione "non dualista" integra l'impulso alla trascendenza
oltremondano con il riconoscimento che il mondo è un riflesso dello
Spirito e ne è inseparabile.
Recentemente, nel manifesto di un importante congresso sulla pace cui prendevano
parte famosi personaggi del mondo spirituale e culturale e politico tra
i quali numerosi premi Nobel, è stato affermato che per risolvere
i problemi e le sfide del terzo millennio l'uomo deve attraversare una trasformazione
interiore che lo conduca a una Coscienza Cosmica. Una coscienza, quindi,
libera dalle faccende egocentriche del pensiero, che può finalmente
armonizzarsi con il Tutto e portare l'individuo a fluire con la vita quotidiana
in libertà. Quando siamo rigenerati dal contatto con la "Pura
Consapevolezza" la nostra personalità e il nostro io rinascono
come espressione spontanea e autentica e la nostra individualità
peculiare si esprime in armonia con il Tutto.
Ma, come abbiamo ripetuto, assumere un atteggiamento autenticamente spirituale,
olistico ed ecologico che conduca al benessere e alla pace, non è
faccenda che compete al pensiero. Il proliferare di congressi e pubblicazioni
su quest'argomento, se non sarà accompagnato dalla diffusione di
pratiche esperienziali efficaci, porterà assai poco giovamento al
mondo. Il cambiamento coscienziale non è l'accettazione di qualche
nuova teoria, ma l'attuazione reale di un diverso modo di sentire. Le tradizioni
spirituali ci hanno tramandato, oltre alle storie mitiche e simboliche,
oltre a precetti morali e indicazioni per dirigere la società, anche
autentiche vie esperienziali per il risveglio della Coscienza, che i mistici
hanno utilizzato e trasmesso. La Psicologia Transpersonale ha assimilato
un ricco repertorio di metodi che è la sintesi dell'approccio scientifico
moderno con la saggezza dell'Oriente, e con tecniche esperienziali che offrono
profonde immersioni nelle dimensioni interiori e che attivano potenziali
trasformativi d'incomparabile efficacia. Questi metodi spesso producono
una vera e propria rinascita dell'individuo risvegliandolo alla propria
vera natura. Questo processo di crescita comprende certamente e immancabilmente
la soluzione dei problemi psiconevrotici e dei blocchi energetici che inibiscono
la realizzazione della pienezza di sé. La respirazione intensa del
Rebirthing Transpersonale, poiché coinvolge il corpo, attiva l'energia
vitale ed emotiva e stimola l'emergere del materiale inconscio e l'accesso
a dimensioni superconsce ed è quindi riconosciuta essere una via
maestra alla salute olistica.
"Il sufi" dice Jalal-uddin Rumi: "è parola non
contenuta nel dizionario, il figlio del tempo presente." Il progresso
spirituale è un progresso a spirale. Noi partiamo come bambini nell'eternità
animale della vita in un punto del tempo, senza inquietudine per il futuro
né rimpianto per il passato; cresciamo fino ad entrare nella condizione
specificamente umana di coloro che guardano avanti e indietro, che vivono
in larga misura non nel presente, ma nel ricordo e nell'anticipazione, non
spontaneamente ma in base a una regola e con prudenza in stato di pentimento,
timore e speranza; e possiamo continuare, se lo vogliamo, tornando con una
sola virata verso un punto corrispondente al nostro punto di partenza nell'animalità,
ma incommensurabilmente sopra esso. Una volta ancora la vita è vissuta
nel momento: la vita, ormai, non di una creatura subumana, ma di un essere
in cui la carità ha espulso il timore, la visione ha preso il posto
della speranza, la spersonalizzazione ha messo fine all'egotismo positivo
della reminiscenza compiacente e all'egotismo negativo del rimorso. Il momento
presente è la sola apertura attraverso la quale l'anima può
passare dal tempo nell'eternità, attraverso cui la grazia può
passare dall'eternità nell'anima, e attraverso cui la carità
può passare da un'anima nel tempo a un'altra anima nel tempo. Ecco
perché il sufita, e insieme a lui ogni altro esponente che pratichi
la Filosofia Perenne è, o cerca di essere, un figlio del tempo presente.
Tu non puoi vedere colui che vede mediante la vista, tu non puoi udire
colui che ode mediante l'udito, tu non puoi pensare colui che pensa mediante
il pensiero, tu non puoi conoscere il conoscente con la conoscenza. Questo
è il tuo Atman che è in ogni cosa.
CHANDOGYA UPANISHAD
La maggior parte della tradizioni contiene delle nozioni sulla falsa
consapevolezza o falso io, il quale, una volta sconfitto, reso trasparente
o altrimenti trasceso, permette alla verità autoevidente di rivelarsi.
Diciamo, quindi, che il significato centrale degli esercizi dell'attenzione
è liberare l'essere umano dalla schiavitù alle macchinazioni
del falso io.
PHILIP NOVAK
La meditazione, l'introspezione, l'autoindagine, l'attenta osservazione
dei processi coscienziali e mentali sono certamente i mezzi con cui l'uomo
può districarsi dai vincoli dei condizionamenti di un vivere meccanico
e vuoto. Gesù diceva: «La Verità vi renderà liberi»
e «il Regno dei Cieli è dentro di voi». La filosofia (l'amore
per la conoscenza), la capacità di dare senso all'esistenza, lo sviluppo
dell'intelligenza e della comprensione, l'attenta investigazione della Verità
è certamente l'aspetto più importante della vita interiore
dell'individuo. Da ciò nasce la capacità di amare la vita.
Nell'uomo è insito un programma teso allo sviluppo del potenziale
per la realizzazione di serenità e pienezza. L'intelligenza intuitiva
da cui si attinge la conoscenza diretta appartiene ai livelli transmentali,
che trascendono cioè il pensiero razionale. È con gli occhi
dell'anima che l'anima prende coscienza di sé. Solo la conoscenza
dell'anima e l'armonia ci donano la capacità di vivere pienamente
una vita creativa e spontanea. Questa conoscenza non è prodotto dell'accumulo
di informazioni, dati e speculazioni intellettuali, ma risveglio della coscienza
di sé, e accesso a stati non ordinari di consapevolezza, ovvero a
nuovi livelli di comprensione. Gli sforzi dell'io e le strategie del pensiero
sono inutili nel processo del risveglio. La Grazia, la visione intuitiva
e la pienezza giungono a noi quando la mente tace e l'io si dissolve nella
consapevolezza. È proprio per facilitare l'induzione di stati non
ordinari e il risveglio della consapevolezza che le tecniche di respirazione
proposte dal Rebirthing Transpersonale si rivelano particolarmente opportune
ed efficaci. Nella pratica del respiro intenso si entra in contatto con
sensazioni immediate e la mente può liberarsi facilmente dai giochi
circolari del pensiero, focalizzandosi sul fluire delle sensazioni, che
sono spesso intense e coinvolgenti. L'alterazione momentanea dello stato
di coscienza favorisce l'allentarsi delle difese dell'io, ed è possibile
prendere contatto con le dimensioni inconsce e superconsce. Ottenuto dapprima
uno sblocco bioenergetico, l'atteggiamento introspettivo favorisce l'emergere
di profondi stati contemplativi. Dalla coscienza del "testimone"
che osserva il fluire dei mondi creati dalla mente, e dal suo immedesimarsi
in sé nel Sé, si raggiunge l'ineffabile stato non-duale d'Unità
con il Tutto. L'accesso allo stato di risveglio e al silenzio mentale, oltre
il quale non ci sono parole per alcuna descrizione, non è un'esperienza
rara riservata solo ai praticanti avanzati, ma può manifestarsi a
chiunque si ponga nell'auto-osservazione con l'atteggiamento opportuno,
e si riscontrano ben evidenti benefici in coloro che raggiungono il fondamento
dell'essere in questi momenti ineffabili. Il raggiungimento dei livelli
superiori della consapevolezza avviene attraverso un progressivo risolversi
dei nodi dei livelli inferiori d'identificazione (con il corpo, gli istinti,
le emozioni e il pensiero). Nell'esperienza ultima il "nodo dell'io"
è tagliato, ci si congiunge con la natura profonda dell'essere, e
una nuova nascita e una nuova vita si dispiegano per noi.
Con la lampada della parola e della discriminazione si deve andare
oltre la parola e la discriminazione e prendere la strada della presa di
coscienza.
LANKAVATARA SUTRA
Il contatto con alcune aree della dimensione transpersonale (in cui possiamo
includere le esperienze spirituali, mistiche, intuitive, paranormali e di
trascendenza dell'io in genere) induce, a volte, la gradevolissima sensazione
di avere raggiunto definitivamente "la meta" e di aver risolto
radicalmente il problema esistenziale. Acquisiamo uno stato di salute olistica
che si realizza nel benessere psicofisico, in una serenità di fondo,
prima sconosciuta, che pare facilitare il successo delle faccende quotidiane.
Qualcuno comprende, dopo i momenti di particolare intensità e profondità
che accompagnano l'accesso a livelli superiori della coscienza, di essere
parte inseparabile di un Tutto che anima ogni cosa. Si accorge che può
vivere quel che accade attimo per attimo senza sforzo, lasciandosi
fluire nella vita, e nello stesso tempo, proprio così senza fatica,
trovare la fortuna e l'autorealizzazione.
I saggi indicano l'immedesimazione con l'atman, il Sé, l'essenza
coscienziale, come la chiave della liberazione. Dal punto di vista materialista,
si potrebbe usare l'ipotesi "Gaya", che descrive il pianeta come
un unico essere cosciente e l'uomo come un "neurone", una cellula
del grande corpo che riceve e invia i messaggi in armonia con il Tutto:
la mente del pianeta si esprime attraverso la somma di tutti i singoli "neuroni/individui"
che non sono separati tra loro e dal tutto. Chi combatte per il potere individuale
ed egocentricamente vive in costante competizione, va contro il naturale
flusso della vita, si preclude l'estasi della consapevolezza dell'Unità
e non può riconoscere la bontà della vita.
L'individuo porta con sé le informazioni relative a tutta la specie
e al processo evolutivo sin dal risveglio della coscienza nella materia,
e questo ci permette di intuire la portata del potenziale individuale, anche
considerandolo da un punto di vista materialista. Se attraverso il risveglio
entriamo in contato con l'essere impersonale che sta dietro ogni forma,
possiamo percepire che la nostra vera essenza trascendente non è
altro che la Coscienza Universale. Essa è l'origine e il sostegno
del mondo manifesto ed è l'essenza immanifesta su cui si riflettono
i mondi relativi della manifestazione.
Quando si riconosce la sacralità dell'energia-coscienza che anima
ogni cosa e agisce dietro alla materia (che ne è una creazione illusoriamente
separata), si sente che tutto, persino ciò che ci fa soffrire, può
essere vissuto come un'integrazione degli opposti, cioè senza conflitto.
In questo stato trascendiamo il pensiero e andiamo al di là delle
regole e dalle convenzioni condizionate per giungere alla vera libertà
dell'atto spontaneo e creativo.
Oltre i nodi del pensiero ci risvegliamo all'attenzione del "qui e
ora" e fluiamo lasciando che ad agire in noi sia qualcosa di profondo,
che sorge dal silenzio. Il Sé impersonale è da sempre il vero
"noi", nonostante la nostra peculiarità personale all'interno
del "tessuto" unitario della Vita.
Tuttavia anche chi ha sperimentato questo stato viene facilmente trascinato
nel conflitto mentale ordinario se non coltiva la presenza mentale ed è
ancora condizionato da esperienze passate non risolte.
Osservando i disegni dei destini individuali, notiamo come l'attaccamento
che causa sofferenza caratterizzi la natura umana, e pare che l'essere umano
sembri proprio non amare questo processo di disidentificazione dal "falso
io" e di identificazione con l'Assoluto, attaccato come è alla
propria personalità e alle proprie illusioni.
Anche per i pochi che sono attratti dall'andare oltre, la realizzazione
spirituale può diventare la più grande tentazione dell'ego,
e non a caso i maestri mettono in guardia i novizi dagli inganni del cammino
spirituale. Attribuire all'ego le proprietà della parte impersonale
di noi, ci rende solo stupidi e presuntuosi. Credere d'essere illuminati
è il più grande inganno.
Il viaggiatore può serenamente seguire questo sentiero, che è
il più gratificante, se riesce a discernere i livelli del vitale
e del mentale e a non confonderli con la consapevolezza senza tempo e, quindi,
a non cadere nei tranelli dell'io inflazionato che si attribuisce l'universalità
e i poteri del Sé.
L'umiltà e la compassione sono frutto della consapevolezza del Sé;
l'orgoglio, la presunzione, il credere di essere "colui che guarisce
gli altri" o che ha una missione da compiere e desidera essere compreso,
ammirato e seguito sono, invece, i sintomi dell'inflazione egoica. L'illuminazione
si raggiunge solo quando non c'è più l'io che la desidera
È lo stato naturale.
La "mente ordinaria", identificata con l'io separato, etichetta,
programma, giudica, critica, proietta, immagina, crea abitudini e risposte
meccaniche condizionate dalla ricerca del piacere e dal timore del dolore,
e riduce nei suoi ristretti ambiti duali il mistero della vita. In
questo modo, non fa che illudersi e deludersi in un gioco senza fine, che
non vede soluzioni creative. Essa ci fa avere la sensazione di aver perso
il sentiero e immagina eventi di cui si spaventa. L'Energia-Consapevolezza
è la sola che può guidarci e sostenerci, ma essa è
una realtà che deve essere vissuta, perché appena diventa
un concetto non ha più valore ed è solo un involucro vuoto.
È necessario imparare a mantenere la mente in uno stato di lucida
attenzione e riconoscere al loro primo insorgere gli inganni dell'identificazione
egoica, in questo viaggio verso la fusione con il Sé. C'è
il rischio di rimanere travolti dall'ignoranza che fa confondere alcune
delle forze che compongono la totalità come la meta da raggiungere.
Per alcuni, solo dopo anni di parziali e temporanee "illuminazioni"
raggiunte e perdute, è possibile stabilire un rapporto stabile con
l'essenza. Alcuni vivono spontaneamente in questo stato, ma non si
accorgono di esso se non quando lo smarriscono. Alcuni paiono nascere predisposti
al bene, al bello e al vero e sono facilmente in armonia con la vita. Per
arrivare alla liberazione in questa vita non dobbiamo perdere un minuto!
Si comincia sempre e solo ora, anche se solo la Grazia
può portarci alla realizzazione finale.
Questo periodo storico è caratterizzato da profondi e straordinari
cambiamenti. Sta diffondendosi una nuova consapevolezza del potenziale umano
e nello stesso tempo siamo di fronte a eccezionali pericoli per la sopravvivenza
della vita sul pianeta. Da un lato si presentono le possibilità dello
sviluppo di un Nuovo Piano di Coscienza preannunziato da tutti i Maestri,
dall'altro viviamo in un periodo in cui i disastri ecologici, i problemi
politici e sociali paiono in inarrestabile peggioramento.
Anche nel microcosmo individuale vediamo quanto sia diffusa l'ansia e come
il raggiungimento della felicità o della serenità paia a molti
addirittura soltanto un'utopia in questo mondo imperfetto.
Perciò il cambiamento coscienziale non rappresenta solo una possibilità
evolutiva per superare la patologia di una vita insoddisfacente, ma la fine
del conflitto interiore. Esso ci offre la possibilità di vedere il
bene potenziale insito in ogni situazione, anziché limitarci a criticarne
i limiti. Questa è la soluzione ai problemi collettivi e quindi alle
guerre e le miserie del mondo ed è forse la variabile indispensabile
alla sopravvivenza della vita sul pianeta.
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