Dott. Filippo Falzoni Gallerani
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GLI ATTACCHI DI PANICO
Link Audio del brano "Gli attacchi di panico"
GLI
INGANNI DELL'IO: Punti cruciali: gli
inganni del pensiero creativo e il prblema del transfert
LA RICERCA DI SÉ E LE ILLUSIONI DELL'IO
EFFICACIA DEGLI ESERCIZI DI "RESPIRAZIONE INTENSA" NEL PROCESSO DELL'AUTOCONOSCENZA
ATEISMO NEL NOME DI DIO
SE TUTTO È UNO NON C'È PIÙ NE "IO" NÉ "DIO"
La sola cosa che abbia un potere è ESSERE.
La materia si accontenta di vivere che è proprio la cosa che a noi non riesce.
La parola Dio è tanto incrostata di menzogna che è meglio farne a meno.
A volte pare sia la più bella invenzione del diavolo tanto vanno di pari passo.
Mère
Io sono il mondo, il mondo è me…
Jiddu Krishnamurti
L'ego individuale,
prodotto di questa società corrotta, con il suo bagaglio di
esperienze e condizionamenti, porta con sè insieme alla
maledizione del tempo psicologico, l'insicurezza e la divisione.
L'uomo ipnotizzato
dal pensiero ha smarrito l'Essere nella prigione dei concetti e
dell'astrazione. La paura e il desiderio sono le motivazioni inconsce
che sin da principio dirigono fuori strada il ricercatore ignaro. Egli
crede di cercare la verità e la liberazione ma invero sta
inventando soluzioni illusorie per fuggire la realtà con
fantasie di trascendenza e di automiglioramento. La trascendenza
immaginata e cercata dall'io è l'ultimo inganno, in
quanto l'io che vuole auto trascendersi finisce in questo processo che
considera sia diretto verso la liberazione e la saggezza, con il
rafforzare l'illusione di "essere qualcuno" e quindi separato dal
mondo: la realizzazione è invece riconoscere la propria inesistenza
nella resa al Tutto. Oggi che la scienza svela di dimensioni che
trascendono spazio e tempo nella sostanza stessa della materia e che il
mondo è riconosciuto come un'illusione olografica creata dalla
mente, è chiaro quanto sia assurdo cercare il Dio che l'io
immaginale crea sulla falsa riga delle tradizioni del passato.
Quando le nostre
illusioni egoiche vanno in pezzi e non abbiamo più alcun
sostegno, quando siamo costretti a riconoscere che non ci sono maestri
e libri che ci possono aiutare, iniziamo a comprendere che solo noi
possiamo fare luce e smascherare l'inganno che l'io stesso ha creato.
L'ego condizionato dall'esperienza si rifiuta di percepire il mistero
della profondità dell'Essere senza che il pensiero lo riduca in
astrazioni consolatorie che allontanano dalla realtà.
Quando ci accorgiamo
che tutti i problemi nascono dalla nostra percezione distorta causata
dalla frammentazione del pensiero non ci illudiamo più che da
quella percezione illusoria possa sorgere la soluzione e che l'io separato, che causa il problema, possa essere colui che lo risolve! Sri Nisargadatta descrive in modo molto efficace questa paradossale situazione: "Il ladro si traveste da poliziotto per arrestare il ladro".
E' chiaro che solo
con l'insight profondo dell'intelligenza discriminante, che possiamo
riconoscere la vera natura dell'io e sua illusorietà di agente
separato. Smascherato il ladro che ci deruba della realtà, ci
arrendiamo all'auto accadere dell'Essere, usciamo dalle gabbie del
tempo e del pensiero. Allora la vita appare "come è"
nella sua misteriosa e drammatica fantasmagoria, basata sull'alchemica
e inevitabile tensione e interconnessione degli opposti.
Quando diventiamo
responsabili dell'intelligenza-consapevolezza che svela al loro primo
insorgere le frammentazioni del pensiero, possiamo usare la mente per i
compiti che gli spettano nella dimensione spaziotemporale, senza che
queste categorie imprigionino la consapevolezza.
L'illusione del pensiero fa dell'armonia con il Tutto un concetto per cui lottare verso una futura realizzazione e riduce Dio a un'astrazione della mente che elargisce comandamenti
cui dobbiamo imparare a conformarci. Se non s'intromette l'ego con la
sua illusione di separazione, invero siamo già in armonia con il
Tutto, Dio (il Cosmo, la Natura, la Vita) si manifesta attraverso di
noi da prima dall'inizio del tempo. La Realtà è da sempre
non duale se smettiamo di permettere all'io di frammentarla. L'ineffabile abbraccio della coscienza si estende al di là di Duale e Non-duale.
Comprendere la natura ingannevole dei giochi della mente non è
filosofia astratta bensì azione immediata e sostanziale
dell'intelligenza discriminante che permette di risvegliarsi alla
realtà del Presente senza i filtri del passato e del
condizionamento. Solo cosi può aver fine al conflitto interiore
in cui riflesso vediamo nel mondo.
F.F.G. Milano, Giugno 2011
GLI INGANNI DELL'IO
... Così, coloro che dicono di volere la giustizia senza il
suo correlativo, l'ingiustizia, o un buon governo senza malgoverno, non
comprendono i grandi principi dell'universo, né la natura di
tutta la creazione. Si potrebbe allora parlare di esistenza del Cielo
senza la Terra, o del negativo senza il positivo, il che è
chiaramente impossibile. Eppure la gente continua a discutere, senza
fermarsi; non può trattarsi che d'idioti o di furfanti...
CHUNG TZU
L’io è strutturato esattamente come un sintomo. Non
è altro che un sintomo privilegiato all’interno del
soggetto. E’ il sintomo umano per eccellenza, la malattia mentale
dell’uomo...
LACAN
Ogni individuo intuisce giustamente di condividere la stessa natura
dell’Atman, ma distorce tale intuizione applicandola al suo
sé separato; ritiene che il suo sé sia immortale,
onni-comprensivo, centrale nel cosmo, estremamente importante.
Cioè, sostituisce l’Atman con l’ego. Poi,
anziché trovare la totalità effettiva e senza tempo, si
limita a sostituirla con il desiderio di vivere eternamente;
anziché fondersi con l’universo, desidera possederlo;
anziché fondersi con Dio, si sforza di fare la parte di Dio.
J. HILLMAN
Se
si dimentica che lo spazio e il tempo non esistono e che appartengono
solo alla mente, come si può osar parlare di spirito? Se non
siamo stupiti di meraviglia nell'osservare lo spontaneo apparire
dell'io e del mondo nello spazio della coscienza come possiamo
riconoscere il vero Sé?
La coscienza
dell'uomo in tutto il mondo e da secoli è vittima di una specie
di allucinazione collettiva prodotta da una fallace prospettiva del
pensiero condizionato da percezioni illusorie.
Molti studiosi
considerano la crisi attuale che è caratterizzata dal crollo
delle ideologie e del potere basato sull'egoismo, sta portando alcuni
individui a una Nuova Coscienza che oggi è di certo
indispensabile per affrontare i problemi sociali ed ecologici.
Sarà il risveglio da questa allucinazione prodotta dal dominio
dell'ego che con il suo bagaglio di condizionamenti è alla
radice della divisione e del conflitto, che fa sì che la nevrosi
sia la condizione "normale" di quasi tutti gli esseri umani.
Ma se ci illudiamo di cambiare
senza riconoscere la natura dell'io e gli inganni prospettici che
produce gireremo intorno senza mai liberarci dal conflitto. Se non
riconosciamo i limiti del pensiero e attribuiamo all'io una natura
indipendente, la nostra visione sarà di certo distorta e motivo
d'angoscia e quando si parte da presupposti sbagliati qualunque teoria
che ne deriva non potrà che causare ulteriore confusione.
L'illusione di essere un oggetto della coscienza prodotto dalla memoria (l'io e la sua storia) e non la coscienza stessa, testimone senza forma oltre il tempo, produce ansia, allontana dal presente e ci incatena al Samsara (la ruota della vita con i suoi alti e bassi).
Il problema creato
dal cosiddetto "falso io" è universale, ma userò come
esempio la teoria del "Pensiero Creativo" oggi molto in voga,
perché rappresenta bene come anche un concetto saggio e
costruttivo diventi sciocco e persino dannoso quando si basa sulla
prospettiva dell'io come agente separato in grado di creare secondo la propria volontà la realtà esterna.
La coscienza che ci
connette con il Tutto, con l'intelligenza insita nelle particelle
subatomiche, con il nostro potenziale creativo, si manifesta quando
l'io, il tempo e il pensiero scompaiono e nell'immediatezza spontanea
del fluire della vita esprimiamo il nostro "vero io" il Sé -
Coscienza - Testimone. Nella presenza mentale facciamo la cosa giusta
al momento giusto, i pensieri vanno e vengono senza attrito o
conflitto, l'attenzione al presente dissolve il senso di separazione
tra osservatore e osservato, e siamo guidati a realizzare in armonia il
destino, la parte che la vita ci ha dato nel teatro dello spazio tempo.
Se identificati con
desideri e paure ci sforziamo di immaginare di ottenere ciò che
vogliamo, questa sarà un'espressione dei nostri condizionamenti,
quindi ben lontana dalla sintonia con il cosmo, con il silenzio
interiore da cui sorge l'intuizione, con il cuore che accetta
compassionevolmente ciò che è con equanimità.
Cosi la pratica del
pensiero creativo senza che la mente si sia "arresa" alla Grande Mente
e al "cuore" anziché terapeutica è anch'essa motivo di
ulteriori illusioni e delusioni. La confusione e conflittualità
che affliggono la società e gli individui in tutto il mondo
dipende dal fatto che la percezione convenzionale condivisa è
egoicamente polarizzata e per questo la normalità è
patologica, mentre la liberazione dagli inganni mentali, la chiarezza
percettiva di una mente libera dai condizionamenti e dal passato,
è una condizione tanto rara da esser mitizzata: invece di
chiamarla stato naturale, la si chiama illuminazione, cosicché l'ego può scatenarsi nella sua vana ricerca.
L'ego trova un buon motivo per continuare a esistere tanto che il
cosiddetto ego spirituale che affligge i ricercatori della New Age
è il più subdolo e forse l'ultimo inganno sulla via della
liberazione. Capire che la ricerca è vana in quanto è
già tutto qui quando l'io scompare e le porte della percezione
sono in nitida sintonia con il "qui e ora".
Profonde verità e narcisistiche illusioni si confondono
La distorsione
prodotta dalla erronea prospettiva della separazione egoica, ha creato
la società attuale, su cui gravano grandi problemi economici,
politici ed ecologici. Il pensiero che scaturisce da questa divisione
ha creato enormi conflitti che l'uomo non pare in grado di risolvere.
La competizione, l'egoismo, la paura, il desiderio di avere sempre
più, la superficialità e l'indifferenza, dominano il
pensiero e corrompono il mondo. L'uomo che desidera uscire dal
conflitto, deve trovare una modalità della coscienza che non sia
dominata dal pensiero e dall'egotismo.
Quanto ci viene offerto da molti psicologi e terapeuti d'avanguardia molto spesso non ha superato il nodo essenziale del falso io e contiene quindi qualcosa d'ingannevole e autocontraddittorio.
Un esempio in cui
ciò è particolarmente evidente è rappresentato
dalla corrente del "Pensiero Creativo" cui paiono essersi convertiti
quasi unanimemente i seguaci della New Age e gran parte di coloro che
insegnano tecniche Olistiche. I movimenti del "Pensiero Positivo" anche
se esprimono concetti di buon senso, cadono in un ingannevole
narcisismo quando attribuiscono al pensiero proprietà
che non appartengono a questo piano superficiale della coscienza. Al
contrario di quanto affermano molti autori contemporanei, le tradizioni
spirituali di ogni tempo sono concordi nel riconoscere un ambito
specifico e ristretto al pensiero che è spesso considerato il
principale ostacolo che offusca la percezione della realtà.
L'idea che i nostri
pensieri plasmino la realtà che ci circonda e che con il
pensiero attiriamo il nostro destino, concetto che non è del
tutto sbagliato dalla prospettiva del Sè, dalla prospettiva
dell'io dà adito a terribili fraintendimenti e può
persino produrre problemi psicologici gravi. Infatti, il pensiero che
nasce dalla prospettiva dell'io, non ha nulla a che vedere con la Mente Creativa e con l'Unita della Coscienza, anzi, anche se "positivo" ostacola il fluire armonico degli eventi e la percezione di "ciò che è".
Intuire che il mondo e l'io non sono separati dalla Coscienza
attraverso cui ne facciamo esperienza e aver fiducia che la vita sa
prendersi cura di noi se fluiamo con cuore aperto, è qualcosa di
assai diverso dai pensieri ottimistici creati ad arte in reazione alle
nostre paure.
Se penso: "io creo il mondo che mi circonda" sono già perduto nell'illusione dal momento che con "io" intendo la"persona",
l'entità creata dal pensiero attraverso la memoria e quindi la
"storia" e le maschere con cui mi identifico. Se attribuiamo a quest'io illusorio e non al Sé Cosciente l'onnipotenza creativa, siamo più vicini alla psicosi che all'illuminazione.
Dalla prospettiva del Sé, è evidente l'interdipendenza tra la consapevolezza e la materia, tra l'essere e il divenire, tuttavia il Sé non crea ciò che desideriamo secondo il nostro condizionamento, ma ciò che è giusto
e vogliamo veramente secondo leggi a noi ignote, che il pensiero non
può avvicinare perché solo l'intuizione e la via del
cuore e della saggezza –armonia, possono attingervi.
Il piano Causale, il Testimone senza forma,
è il substrato del mondo fenomenico, il quale non esisterebbe
separato da esso, ed anche in questo caso ci si riferisce ad un livello
di coscienza che si può percepire nell'assorbimento profondo e
che ha nulla a che fare con il pensiero bensì solo con l'insight
profondo e immediato.
Il risveglio interiore che trasforma la nostra
relazione con la realtà, non è un pensiero o un modo
nuovo di pensare, bensì la chiara percezione della realtà e dei limiti del pensiero, che ci libera dal castello di illusioni in cui eravamo perduti. Ma non è l'io che può liberare se stesso: E' la verità che libera, non il tuo sforzo di liberarti…
Mettendo in luce le
incongruenze del pensiero creativo non intendo negare l'ovvia influenza
che ha il pensiero su ogni banale aspetto della vita quotidiana, (il
bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto), ma vorrei che fosse chiaro che
stiamo osservando il problema secondo una prospettiva più
profonda. Se ad esempio, una statistica dimostra che gli ottimisti
hanno il 70% in meno di probabilità di morte per cardiopatia,
non discuto che l'ottimismo e la serenità favoriscono la salute,
piuttosto dubito che un soggetto pessimista possa diventare ottimista
attraverso uno sforzo volontario, attraverso una reazione mentale al
pessimismo. Penso invece, che vedere con chiarezza il nostro pessimismo
e il movimento del pensiero che l'ha creato, con mente attenta e libera
dalle identificazioni, possa recidere le radici stesse del pessimismo
perché, scomparso il conflitto interiore, vivere il momento
è la sola cosa che conta, la sola cosa reale.
Ogni serio ricercatore giunge ad accorgersi che il lavoro sul pensiero porta al silenzio e alla illuminante verità
di una percezione non divisa in soggetto-oggetto. Ciò va oltre
l'ottimismo e il pessimismo, è un'attenzione equanime libera da
aspettative, del tutto estranea all'attaccamento a polarità positive in contrapposizione a quelle negative…
Già nel terzo secolo prima di Cristo il maestro taoista Chung
Tzu riconosceva chiaramente l'interdipendenza dei fenomeni e insegnava
che la cosiddetta positività al fine nasce dall'aver trasceso gli opposti.
Diversi livelli attraverso quali osservare la realtà
Aggiungo altre
riflessioni, anche a costo di ripetermi perché credo che
l'importanza dell'argomento lo richieda. Come ho detto, in numerosi
libri di successo troviamo scritto che finalmente è stato
svelato il segreto della vita che porterà alla soluzione al
problema umano: il pensiero crea!
Con questo s'intende
che attiriamo con i pensieri ciò che ci capita e quindi
decidendo di pensare positivamente tutto andrà per il meglio e
potremo trasformare il mondo. L'idea di poter avere totale padronanza
sul destino è estremamente allettante. Ma, nella vita reale
basterà affrontare qualche dolorosa delusione per prender atto
che le cose non seguono i nostri desideri e che i fatti del destino non
rispondono ai nostri pensieri. Echi del pensiero magico ci spingono in
questa direzione illusoria. Un proverbio indiano recita più o
meno così: Vuoi far ridere Bhaghwan? Raccontagli i tuoi progetti.
Nello stesso tempo
è insostenibile anche considerare che la nostra vita non
rispecchi quello che siamo e che gli accadimenti che tessono la storia
della nostra esistenza siano solo un'accozzaglia di fatti casuali
riducibili a probabilità statistiche.
Tutti siamo colpiti
quando nella vita ci accadono le coincidenze più improbabili,
spesso questi eventi ci fanno intuire i disegni invisibili del destino.
Già nella prima metà del '900 C. G. Jung ha trattato il
tema della sincronicità, fenomeno che certamente
rivoluziona ogni visione materialista dell'esistenza. Chi scrive ha
avuto una vita costellata da incredibili coincidenze e soprattutto nel
rapporto con il Maestro in India eventi certamente inspiegabili, erano
all'ordine del giorno. C'è da ripetere che anche queste
misteriose correlazioni tra eventi accadono indipendentemente dai
nostri pensieri e sono più frequenti quando nella psiche
dell'individuo sono attivate delle istanze archetipiche, (e anche in
questo caso non è il pensiero, bensì la psiche profonda
ad influenzare il nostro vivere e gli event
Il pensiero positivo può rafforzare l'Ombra
Le rimozioni e
l'ipocrisia connaturata all'ego che sfugge la propria ombra sono le
fondamenta della prigione nevrotica. L'ego per sostenere la posizione
del pensiero positivo, cade nella paradossale strategia di scacciare i
pensieri negativi rafforzando l'Ombra e questa contrapposizione
rafforza il conflitto interiore.
L’io che, seguendo la guida fallace del desiderio, s'impegna in "pensieri positivi"
nell’illusione che i pensieri creino la realtà obiettiva
dimenticando l’influenza dell’inconscio, potrà solo
ingigantire l’ombra prodotta dalle rimozioni.
C'è un'enorme distanza tra un atteggiamento di questo genere e qualunque Filosofia Perenne,
ma è molto facile essere ingannati da qualcosa che non è
del tutto falso pur contenendo l'errore di fondo di confondere la
Coscienza con il pensiero, l'io con il Sé.
Il pensiero,
strumento indispensabile sul piano lineare del divenire, per costruire
una macchina, per imparare una lingua, per risolvere un problema
matematico, è un ostacolo alla realizzazione di ciò che
è esperienza diretta dell'Essere, e per rendersene conto basta
meditare a fondo le parole di Jiddu Krishnamurti la cui lucida visione
conduce a riconoscere i terribili conflitti che nascono dal dominio del
pensiero. Questo è l'universale inganno dell'ego che non
riguarda solo le illusioni semplicistiche della New Age, ma ogni
aspetto della nostra vita.
Ogni medaglia ha due facce
Se credere
nell'onnipotenza dell'io è patologico (patologia diffusissima in
quest'era dominata dal materialismo spirituale e dal narcisismo) il
quadro cambia radicalmente quando, riconosciuta l'illusoria natura
dell'io, constatiamo che non c'è divisione tra la consapevolezza e il mondo. Dalla prospettiva del Sé causa ed effetto si annullano nell'interdipendenza. Quando giungiamo ad avere uno spiraglio di luce direttamente dallo Spirito (come pura consapevolezza
impersonale oltre il tempo) comprendiamo l'assurdità delle
fantasie allettanti che ci hanno ingannato, e scopriamo la
libertà dell'Essere nella sua spontanea armonia e innata
saggezza.
Anche le più
profonde intuizioni che hanno significato quando si è
consapevoli di essere immersi nel flusso delle nostre limitate
percezioni, in una bolla spazio temporale creata dalla mente,
sono prive di senso dalla prospettiva dell'ego che considera il mondo
materiale differente dalla mente che lo percepisce, reale e solido e
confonde il mistero della Realtà con le ideologie e le
tradizioni che lo condizionano a livello conscio e inconscio. Sono le
ideologie a creare la divisione e a farci perdere il contatto con noi
stessi nel silenzio mentale della percezione non divisa.
Quando dimentichiamo che non stiamo osservando un mondo esterno oggettivo,
bensì stiamo percependo le risposte del nostro sistema nervoso e
che queste percezioni sono condizionate dal modo in cui è stato
programmato il nostro modo di pensare, cioè se non riconosciamo
la distorsione radicale dell'egotismo, possiamo creare solo fantasie
consolatorie in cui l'ego gira a vuoto, sia dalle tradizioni spirituali
dell'Oriente dalla Fisica Quantistica e dal paradigma Olistico.
L'universo non esiste indipendentemente da qualcuno che lo percepisce, ma chi lo percepisce è nostro vero Essere, il Testimone senza forma per natura indivisibile da ciò che è percepito e non certo l'ego "persona" che immaginiamo.
L'ego è il fantasma del pensiero che pare abitare l'apparato psicosomatico e lo percepiamo come noi stessi, mentre invero siamo la consapevolezza non divisa e oltre al tempo in quanto sempre presente, di questa e di ogni altra percezione.
Non solo i cinque
sensi ci offrono percezioni parziali, ma tali percezioni sono
interpretate secondo le abitudini del pensiero che è stato
condizionato e programmato per millenni a percepire la realtà da
una prospettiva dualista ed egocentrica. La realtà che
percepiamo è stata creata da un modo di pensare emerso da poco e
non del tutto dalle tenebre della superstizione.
I pensieri che ci
condizionano sono un ostacolo alla percezione diretta della
Realtà e ogni autentico risveglio a ciò che trascende lo
spazio-tempo non può, essere descritto in parole e ridotto a
concetti, spiegato e inserito in una "nuova teoria", può essere
colto soltanto nel silenzio dell'attenzione che trascende il tempo e i
concetti e nella spontaneità dello "stato naturale" che è
la nostra vera natura.
Questa
consapevolezza naturale sta emergendo spontaneamente in coloro che
hanno il coraggio di guardare con sincerità dentro di sé
ed affidarsi alla saggezza intrinseca dell'intelligenza intuitiva.
Ciò libera istantaneamente dalla nevrosi e dal conflitto e dai
disturbi psicosomatici che ne derivano. Tecniche che usano la
respirazione come il Rebirthing Transpersonale sono uno strumento
efficace per trascendere il pensiero ed entrare in contatto con
l'Essere, lo Sato Naturale. L'attenzione al respiro e l'abbandono alla
sensazioni permettono di andare oltre i pensieri e percepire
direttamente il Testimone. Da ciò la libertà di essere
come siamo e svolgere ciò che la vita vuole da noi in armonia.
La vita ci soddisfa, facciamo scelte sagge, non creiamo inutile karma
negativo, siamo in sintonia con gli armonici mandala dei campi morfici
della Coscienza, e i pensieri sono spontaneamente positivi, costruttivi
e compassionevoli.
Tuttavia utilizzare
questi stessi metodi esperienziali con un approccio dualista (positivo
contro negativo) che ricade nelle logiche dell'ego come fanno molte
scuole che paradossalmente si proclamano olistiche non
conduce se non per caso alla liberazione, qualcuno infatti anche se era
stato indirizzato una meta illusoria del pensiero durante la
respirazione può spontaneamente accorgersi dell'inganno del
pensiero, (la parola non è la cosa che la parola stessa indica)
e percepire la realtà non concettuale del vero Sè.
Facile cadere nell'inganno
Molti esempi ci
possono far comprendere come sia facile cadere in queste distorsioni
percettive dell'io come creatore degli eventi. Quando si attraversa a
quello che chiamiamo un periodo sfortunato, ci accadono incidenti e
sgradevoli imprevisti e nello stesso tempo siamo giù di morale e
non riusciamo a vedere i lati belli della vita. E' naturale che in
questi periodi i pensieri siano spesso negativi e autocritici. Poi, da
un giorno all’altro, la situazione cambia, la nostra mente torna
serena, ci accettiamo per quel che siamo, ristabiliamo un contatto
più spontaneo con la vita e contemporaneamente le cose attorno a
noi ricominciano ad andare bene e pare che la fortuna di nuovo ci
accompagni. Ovviamente in questo periodo la mente è occupata da
pensieri positivi. Da un certo punto di vista è straordinario
costatare come sia inestricabile il legame tra il mondo interno e
quello esterno, poiché contemporaneamente al cambiamento
dell'atteggiamento interiore è cambiato il mondo attorno a noi,
come se gli eventi "casuali" della vita rispondessero al nostro mutato
sentire. Di nuovo proviamo quei momenti in cui il mondo appare
luminoso, tutto va bene senza sforzo in un fluire spontaneo, nulla
è fuori posto e notiamo frequentemente la sincronicità di
coincidenze armoniche. In poco tempo la recente "depressione" viene
superata e la si ricorda come un fertile periodo di crescita, una prova
che abbiamo superato e una lezione della vita che dovevamo apprendere.
Smettiamo di identificarci con quell’io autocritico e preoccupato
(pre-occupato) e ci pare che siamo noi con i nostri pensieri a
creare la positività che ci circonda. Non ci rendiamo conto che
è ritornato un periodo positivo di cui non possiamo attribuirci
il merito perché e proprio l'assenza dell'ego e la resa
spontanea alla vita che lo determina. Anche quando riconosciamo di
essere finalmente in una certa misura liberi dall’ego, dobbiamo
riconoscere che si tratta di uno stato che va e viene indipendentemente
dai nostri sforzi psicologici, direi anzi che si manifesta proprio
quando smettiamo di sforzarci e ci arrendiamo alla realtà. Ma la
misteriosa interrelazione sincronica tra interno ed esterno, è
confusa con una relazione di causa-effetto: quando penso positivo va tutto bene. Quello che penso accade…
Invero non sono i pensieri a fare andare bene le cose ma il ritrovare
se stessi oltre i pensieri a farci ritrovare armonia. L'armonia
è accompagnata da pensieri positivi e non ne è il
prodotto.
L'inganno della New Age
L’ego che
vuole sentirsi padrone della scena come agente indipendente, inserisce
un legame di causa ed effetto tra il "pensiero" e gli "avvenimenti" ma
poiché come chiaramente appare da un esame attento ciò
è illusorio invece che alla saggezza conduce a ulteriori
inganni. E' chiaro che da questa prospettiva siamo candidati al doverci
sentire in colpa quando il vento cambierà e dovremo passare
attraverso un altro periodo di prove, perché se è merito
nostro quando le cose vanno bene, sarà colpa nostra quando
sorgono difficoltà. Invece di cercare l'armonia rafforzeremo
l'ego che cerca di evitare ciò che teme con pensieri di falso
ottimismo.
Un altro esempio che
mostra lacune nella teoria del Pensiero Creativo ci è offerta
dalla constatazione che a volte si può essere depressi mentre
tutto esteriormente continua ad andare bene e di buon animo in periodi
difficili. Non siamo infatti predisposti a notare l'assenza di
correlazione, mentre ci salta agli occhi quando c'è coincidenza
tra pensiero ed eventi non la notiamo in tutti gli altri casi. Ed
è sempre l'ego ad ordire quest'inganno che ci allontana dalla
liberazione e dal nostro essere autentico e spontaneo.
Il saggio invero è colui che resta stabile nella buona e nella cattiva sorte, perché non si identifica con il personaggio
ma arrendendosi alla vita è a contatto con il Sé e con il
Tutto. Non si tratta di un tale sempre fortunato e sorridente come le
teorie New Age spesso paiono suggerire, dispensando gravi delusioni
agli incauti seguaci, ma di un individuo realmente umano e spontaneo.
Per dimostrare la
superficialità della teoria del Pensiero Creativo, Ken Wilber
usa l'esempio di Hiroshima: è assai improbabile che tutte le
vittime pensassero allo stesso modo con un'identica volontà
autodistruttiva, è anche ovvio che tra le vittime ci saranno
stati certamente migliaia di ottimisti.
Ciò da cui si può deviare non è il vero Tao
E' tuttavia un
"positivo" segno dei tempi che un gran numero di persone siano attratte
dal fare qualcosa per cambiare il loro atteggiamento verso il mondo e
tentino, partendo dalla condizione dualista in cui ci troviamo, metodi
per indurre un cambiamento verso una diversa qualità della vita.
Seguire un sentiero che poi si rivela illusorio può essere
l'insegnamento di cui si ha bisogno.
Perché l'ego possa essere trasceso
è necessario passare attraverso l'esperienza della delusione,
dal momento che solo quando riconosciamo ciò che è falso permettiamo al vero di apparire.
La Nuova Coscienza non duale, non ego-rifererenziale, che
i mistici hanno anticipato e i più avanzati studiosi moderni
riconoscono, sta emergendo in seno alla vecchia e onnipresente
concezione dualista che è fortemente cristallizzata e ancora
dominante. Secondo approfonditi studi contemporanei al momento una
Nuova Consapevolezza è già emersa per il 2-3 % della
popolazione mondiale e questo numero anche grazie alla crisi attuale
delle ideologie potrebbe svilupparsi rapidamente.
Per ora è
naturale quindi che gran parte di coloro che sono attratti dalle
filosofie in voga, di fronte alle dimensioni di armonia,
sincronicità e alle misteriose trame degli eventi siano ancora
sviati dai tranelli dell’ego che se ne attribuisce il merito e
utilizza il pensiero creativo per continuare il suo gioco ma
speriamo che il gioco stia per finire ed possa emergere un nuovo mondo
e una società più giusta e armonica. Per molti è
ancora facile illudersi quando occasionalmente un desiderio si avvera
esattamente secondo i sogni o qualcosa di specifico e improbabile
accade poco dopo che lo avevamo pensato, l'idea dell’io separato
che crea il mondo li convincerà, senza che possano prendere in
considerazione che l'accaduto può essere spiegato come
presentimento, precognizione, o una semplice sincronicità.
Secondo maestri New
Age con il pensiero creativo, oltre ad ottenere successo materiale, si
possano produrre a volontà ottimismo e allegria, ma si
può constatare come sorridersi allo specchio quando si è
depressi non funziona quasi mai. Come ho già detto illudendosi
di determinare gli eventi si rafforza la sensazione di un io separato.
Se ci si ammala, anziché accettare la malattia e il processo di
guarigione, si presenterà il senso di colpa di non aver
coltivato abbastanza il pensiero positivo o di nascondere pensieri
negativi. La distorsione con cui abbiamo iniziato a confondere lo
Spirito, cui dovremmo arrenderci, con l’ego (che è
antitetico alla dissoluzione nel Sé) conduce a travisare del
tutto i veri insegnamenti. Si rafforza la tendenza a sfuggire il dolore
e a cercare il piacere, quando il messaggio perenne è
l’accettazione delle polarità. Si crede che la liberazione
e il risveglio di cui si è sentito parlare sia la
felicità effimera che viene dall’esaudire i desideri che
ci legano agli oggetti esterni, dimenticando che si tratta invece
proprio della liberazione da questa dipendenza. E' la consapevolezza
che ci libera dai conflitti mentali e ci fa percepire l’attimo
eterno, quella consapevolezza nel qui e ora oltre i confini del pensiero e il tempo psicologico che ci porta alla pienezza della vita oltre il conflitto.
E’ facile prendere strade sbagliate quando uno stuolo di "esperti"
ci offre l’allettante illusione di poter essere felici e prosperi
attraverso semplici esercizi mentali basati sulle affermazioni positive
o simili pratiche
Il Risveglio della Consapevolezza
I maestri della Filosofia Perenne
insegnano che dovremmo essere consapevoli del flusso disordinato dei
pensieri e che dovremmo mettere ordine e pacificare la mente ancor
prima di pensar d’iniziare a percorrere un sentiero spirituale.
Se è vero che accadono inspiegabili coincidenze che paiono
dirette a uno scopo, dobbiamo ricordare di non cadere
nell’inganno dell’io come creatore dello spettacolo.
Quest’io se lo analizziamo non è altro che un pensiero
mutevole e ripetitivo che emerge nel flusso dei pensieri e scompare
nell’attenzione non divisa della presenza mentale. Questo "io" è
un’illusione in quanto non ha un’esistenza indipendente da
stati interni ed esterni, è prodotto della memoria e del
pensiero, ed è una realtà concettuale e linguistica
più che la fantasmatica entità oggettiva con cui ci
identifichiamo. Per comprendere dovremmo andar oltre alle parole e
riconoscere, in uno stato di lucida osservazione diretta, la natura
mutevole del pensiero "io" e arrivare all’essenza che è oltre il pensiero e le parole, oltre i dualismi ed i concetti. Per definire lo stato della coscienza del vero sé si usano termini come: "il Testimone senza forma", la sempre presente consapevolezza", o: "la coscienza-consapevolezza priva di attributi substrato di ogni fenomeno". Il sé è l’essenza della coscienza,
l’Io–io di cui parla Ramana Maharsi (l’Io impersonale
che osserva l’io). Lo siamo già appena smettiamo di
perderci nelle maschere dell'io.
Quando viene il
tempo in cui l’io si dissolve appare chiaro che un potere ben
più grande e misterioso regola il mondo e le nostre azioni. Per
arrenderci a esso dobbiamo rinunciare alle fantasie di onnipotenza
dell’io separato, esse rafforzano quel fantasma mentale che
è origine di tutte le sofferenze, che ci allontana dalla
verità e dall’impensabile silenzio necessario
perché si possa sentire che siamo un'anima, affinché la
volontà della vita si possa manifestare, con i suoi "miracoli",
attraverso di noi in grande e spontanea semplicità.
Se è chiaro che l'ego nei suoi tentativi di auto-miglioramento
crea solo paradossi e ulteriori conflitti, dobbiamo anche riconoscere i
limiti e gli ambiti del libero arbitrio. Per lo sviluppo della
consapevolezza la responsabilità individuale ha più a che
fare con l’autenticità dell’essere che con sforzi di cambiare. Dobbiamo vedere con chiarezza e accettare ciò che è, e sarà l'autenticità del sentire a produrre il cambiamento.
Il
significato del termine religioso è: riunire tutte le proprie
energie per comprendere la natura e il movimento del pensiero,
riconoscerne i limiti e andare oltre. J. KRISHNAMURTI
E' fondamentale riconoscere con chiarezza i meccanismi di Transfert e Controtransfert
Gli operatori nel
campo delle tecniche di crescita interiore non devono dimenticare
alcune basi della psicologia analitica come il Transfert e il Controtransfert.
C. Gustav Jung ha riconosciuto che in tutte le relazioni in cui un
soggetto dischiude le sue emozioni e i suoi profondi sentimenti a un
altro, si crea un particolare legame emotivo. La proiezione del paziente verso il terapeuta
è influenzata da archetipi che inducono una relazione emotiva
particolarmente intensa. Questi archetipi che emergono dall'inconscio
rappresentano figure come quella del padre, del saggio, del maestro,
della guida spirituale, e persino di divinità mitologiche e
attraverso questa proiezione chi è nella posizione di guida,
è investito da un'autorevole aura di superiorità e
potere. Questo è un nodo centrale della psicologia analitica che
Jung, spesso attraverso l'analisi dei sogni, risolveva portando il
paziente a superare la dipendenza e a riconoscere in sé
l'istanza inconscia proiettata.
L'individuazione
del paziente si attua attraverso la consapevolezza che, ad esempio, le
qualità proiettate sulla figura del "maestro" (ad esempio
saggezza e intuizione) sono sue potenzialità nascoste. Il
soggetto cioè proietta fuori qualcosa che è potenziale in
lui. Attraverso l'ascolto e l'integrazione dell'inconscio, il paziente
può farle emergere e divenire attuali in sé. Il soggetto
allora non dipenderà più da un'autorità esterna,
che sia quella del padre o del terapeuta, ma potrà agire secondo
la propria coscienza autentica e spontanea come adulto responsabile e
libero. A livello più profondo non dipenderà da un Dio
esterno creato dal mito, si libererà dalla possessione
dell'archetipo proiettato per riconoscere la natura universale della
Coscienza di cui e parte nell'Unità della Vita. La soluzione del
Transfert permette all'individuo che ritrae le proiezioni di vedere con
chiarezza che il terapeuta esperto ha compito di fare da specchio
perché i giochi della mente dominata dall'inconscio possano
essere riconosciuti. Questo riconoscimento è un aspetto cruciale
della "guarigione" e facilita l'emergere di
potenzialità e capacità sepolte e sconosciute
all'individuo. Sarebbe molto grave che il terapeuta invece di aiutare
l'altro nel processo di autorealizzazione si compiacesse di
identificarsi con l'archetipo e sfruttasse il potere che ne consegue.
Lo psicanalista esperto ben conosce i pericoli del controtransfert che
consiste appunto nel soggiacere al legame emotivo con il paziente, ed
entrare nel ruolo di guru e di padre che inevitabilmente indurrà
una condizione di dipendenza psicologica producendo come risultato
l'opposto di ciò che l'analisi si prefigge.
Chi si pone come guida al pensiero creativo,
o ad altre forme di nuove terapie, generalmente non si rende conto di
quanto sia forte la seduzione prodotta dalle circostanze che si creano
quando ci si pone in una relazione d'aiuto e come le illusioni egoiche
si rinforzino in un gioco di proiezioni.
Immaginiamo questo
esempio: in un bel sito di Internet prometto successo e salute
attraverso la mia tecnica appresa in Oriente, la gente s'interessa al
mio lavoro allettata da promesse di felicità, li metto nelle
condizioni di aprire il loro cuore e di proiettare su di me l'immagine
del Guru. Quando un buon numero di persone paga i miei seminari mi pare
che ciò sia la più bella dimostrazione per me e per gli
altri che il mio metodo funziona, infatti sono diventato ricco e mi
sento rispettato e ammirato, ero un uomo qualunque ed ora sono trattato
come un Maestro… Posso quindi sentirmi in diritto di insegnare
che: "se farete come me anche voi potrete raggiungere questo stato di
prosperità e padronanza sul destino ed essere felici".
Se la vostra vita
continua nel tempo a essere miserevole e conflittuale dipende dal fatto
che non avete seguito a fondo i miei insegnamenti e dovete partecipare
ad altri seminari per finalmente imparare a cambiare i vostri pensieri
inconsci, ecc…
La figura del Guru
in India è culturalmente concepita in modo assai differente, la
resa al Guru è uno strumento efficace a eliminare la presunzione
dell'ego. Mi arrendo al Guru nello stesso modo in cui mi arrendo e
accetto il mio destino, senza confondere la dimensione umana del
maestro con il ruolo che rappresenta. I veri Guru, anche in India sono
una minoranza, sono degli specchi purissimi e con il loro comportamento
spesso paradossale, distruggono ogni illusione e dipendenza per
spingere il devoto a essere luce a se stesso, a svegliarsi alla propria
vera natura, a riconoscere il potenziale della sua anima del suo vero
essere.
Un giovane
appassionato di filosofia orientale e letture New Age certo
cullerà il sogno di diventare un giorno lui stesso un maestro.
Se nel tempo si pone come insegnante e la gente inizia a trattarlo come
tale e a mettersi nelle sue mani è difficile che abbia la forza
di rendersi conto che insegna cose che ha compreso, ma mai del tutto
realizzato. Sentirsi un maestro lo fa sentire bene e
ciò ingannevolmente gli pare già un segno di
autorealizzazione. La sua sicurezza è precaria poiché
dipende dai suoi seguaci che seguendolo creano il personaggio della
guida che lui invero non può essere. Se i suoi limiti umani
venissero a galla e loro ritraessero le proiezioni si sentirebbe un
nulla. Non è facile riconoscere che ciò che siamo
veramente è il grande mistero, la nostra
umanità più autentica che è difficile trovare se
non si va oltre i condizionamenti e la frammentazione del pensiero. Non
è il prodotto delle proiezioni altrui e sino a che non si
è superato l'inganno egoico che ci spinge a diventare qualcuno,
tutti vivremo nella rete del tempo e del pensiero che inevitabilmente
produce i conflitti e l'alienazione che vediamo riflessa nel mondo
intero.
La liberazione e
l'autorealizzazione si manifestano attraverso l'autotrascendenza, in
antitesi con le temporanee illusioni dell'ego che si è
immedesimato nella personalità superficiale gratificata dal
ruolo di guru indotto dal controtransfert. Si tratta di una
trasformazione radicale.
Una coscienza
integrata non dipende dal mondo perché lo percepisce con
chiarezza. L'individuazione è oltre i ruoli sociali e non
può essere confusa con il gioco di specchi che produce ogni
relazione in cui ci si apre interiormente all'altro.
Al fine, non
c'è nulla che debba essere criticato, anche se questa
società produce numerosi pseudo guru che pretendono di avere la
ricetta della felicità e vendono illusioni, essi nel tempo non
passeranno il vaglio dell'esperienza. Solo così gli individui
delusi che vorranno continuare la ricerca saranno spinti a riconoscere
gli inganni del pensiero e accedere a quella presenza mentale, a quella
chiarezza percettiva, a quello stato naturale che dissolvono il dualismo.
LA RICERCA DI SÉ E le illusioni DELL'IO
Se
la luna, mentre completa il suo eterno viaggio intorno alla terra,
ricevesse il dono dell’autocoscienza, sarebbe certamente convinta
di stare viaggiando secondo la propria decisione lungo la sua strada
con la forza di una decisione presa una volta per tutte. Allo stesso
modo un Essere dotato d’intuizione superiore e di una più
perfetta intelligenza, che osservasse l’uomo e le sue azioni,
sorriderebbe dell’illusione umana che lo spinge a credere di
poter agire secondo il proprio libero arbitrio.
Albert Einstein
Tutti
gli esseri animati e inanimati di cui è composto
l’universo, che ha la forma di un cerchio ininterrotto, sono
permeati dal Brahman che è al di là di questi. M'inchino
a questa suprema realtà. OM
Skanda Purana
Il
significato del termine religioso è: riunire tutte le proprie
energie per comprendere la natura del pensiero, riconoscerne i limiti e
andare oltre.
J. Krishnamurti
Immaginate
che l'oceano sia la vita, e che i singoli individui siano le onde. Allo
stesso modo in cui l'uomo s'identifica con la personalità, la
mente e il corpo come qualcosa di separato dalla vita e dal cosmo,
immaginiamo che l'onda sia dotata di autocoscienza e percepisca se
stessa come individualità separata dall'oceano. Percependosi
come onda si rende conto della propria piccolezza rispetto all'immenso
oceano e attraverso la riflessione, sarà spinta prima o poi a
confrontarsi con il problema della morte. Lo spazio che la separa dalla
costa finirà nel tempo, perché il suo moto tende
inesorabilmente verso la riva che rappresenta la sua fine ineluttabile.
Sa che un giorno andrà a sfracellarsi contro la scogliera, dopo
di che sarà risucchiata dalla risacca che distruggerà la
sua forma e la farà scomparire nell'ignoto, oppure si
dovrà dissolvere in una morte prematura prima ancor di aver
raggiunto la riva, per una bonaccia inaspettata.
Dal terrore del non essere, sono nate meravigliose fantasie compensatorie di vita eterna, di resurrezione e va sempre molto di moda la reincarnazione.
"Dato
che in questa vita sono stata un'onda qualunque non ammirata da alcuno,
nella prossima vita verranno a fare i surf su di me e finirò in
televisione", dice l'ondella frustrata. Una dice: "Spero che le onde morte dall'aldilà m'inviino qualche messaggio che sia di guida al mio cammino".
Un'altra onda crede che se si sforzerà abbastanza a lungo nella
pratica della meditazione potrà fermare i continui alti e bassi
del suo vivere e forse persino raggiungere l'immortalità,
congelata in un arco perfetto. L'onda narcisista spera solo che altri
la ammirino, e nel suo scrosciare spumoso dopo un'impennata dovuta al
Maestrale, si sente molto brava e crede forse di aver imparato la danza
di Shiva (le magie dell'oceano Indiano). Un'altra si preoccupa tutto il
tempo che altre onde non la sovrastino e se qualcuna interferisce con
il suo percorso, intralciando il suo fluire negli spazi sconfinati
della superficie marina si arrabbia molto. Un'altra intuisce che la sua
origine appartiene a qualcosa di più grande e immagina che se un
giorno potrà conoscere il Creatore, diventerà l'onda
altissima che ha sempre sognato essere, come quelle che in Oriente si
dice raggiungano altezze vertiginose. Queste onde meravigliose e
antiche, a chi le interroga, dicono che vanno così in alto senza
alcuno sforzo, e son così grazie all'oceano (per grazia del
Creatore) e non per merito loro. Onde giganti e armoniche che rinascono
di anno in anno durante il monsone. L'onda meschina pensa: "Quelli
sono i maestri che dobbiamo imitare e si reincarnano di vita in vita
solo per dare insegnamenti, loro non hanno attaccamenti e sono
così umili da dire che non sono nessuno, che non fanno nulla". Invero non hanno ascoltato né capito il messaggio sempre ripetuto che più o meno è sempre questo: "Non sono io, ma il Padre mio che agisce in me, non
sono diversa da voi perché non esiste nessun io, condividiamo la
stessa natura, solo il mare esiste, la nostra è un'apparenza
transitoria, la verità immutabile è il mare con il suo
immutabile mutamento, arrenditi alla volontà del cielo, ecc.". Ma nessuno comprende, anzi tutti continuano a tessere miti sui poteri miracolosi delle onde dell'oceano indiano.
Le
onde meno narcisiste, rare di questi tempi, invece di farsi prendere
dalla competizione con le loro simili, cercheranno di dirigere i loro
sforzi alla ricerca dell'anima, a una serenità stabile che
liberi dai continui alti e bassi della vita.
L'onda
più matura intuisce la profondità dell'oceano, ma
immagina, suggestionata dalle illusioni che popolano la superficie
chiassosa delle acque inquinate da superstizioni e fantasie di
onnipotenza, che quando avrà trovato la propria anima
potrà diventare un'onda che ha un'alta cresta e nessuna valle,
con un grande potere di controllare il destino e realizzare i desideri.
Ogni
sforzo di diventare un'onda più saggia ed equilibrata si
dimostra frustrante perché le maree, i venti e i terremoti sono
forze incontrollabili. Ed è chiaro, soprattutto, che un'onda che
abbia una cresta e non una valle non esisterà mai.
Gli
improvvisi uragani che la innalzano verso il cielo non dipendono dal
numero di mantra che l'onda ha recitato durante il suo passaggio sulla superficie dell'Oceano Indiano, né le deprimenti bonacce sono punizioni per i suoi atti impuri.
Onde
più intelligenti capiscono che la soluzione consiste nella
riunione del loro ego individuale con il Sé (il mare), ma anche
lo sforzo in questa direzione conduce inutili fatiche sino a che l'onda
identifica il suo destino mortale con la vita. A questo punto
alcune onde giungono a pensare che forse sia meglio vivere come fanno
quelle onde che non cercano alcuna liberazione, forse meglio vivere
alla giornata, tanto che cos'è la vita? Non ha alcun senso, si
muore e tutto finisce… arraffa quel che puoi, sottometti le onde
più piccole e c'è sempre qualcuno più piccolo da
dominare, goditela fin che puoi.
L'onda
che ha preso una piega spirituale non può tornare indietro,
sente che c'è in lei stessa qualcosa di più grande e
intuisce profondità abissali. Dopo aver tentato a lungo e invano
di trovare un proprio sè stabile, quando comprende che non ci
può essere una cresta senza una valle, né alcun metodo
efficace per tirarsi su nei momenti di bonaccia, libera da queste
illusioni a un tratto ricorda come un'eco lontana che, tanto tempo
prima, al momento del suo nascere, si sentiva oceano. Allora non aveva
un io e una storia, la vita scorreva attimo per attimo, spontaneamente,
ma poi questa sensazione è scomparsa nello sforzo di creare un personaggio secondo gli ideali delle onde che l'avevano generata e di quelle che la circondavano.
Il
cammino spirituale che gli avevano suggerito i numerosi gruppi di onde
New Age, consisteva nel mettere in pratica degli stratagemmi mentali
per trovare l'amore e vincere la paura. Si diceva che onde sagge
avevano tramandato queste conoscenze in secoli lontani, ma che la fonte
originaria fosse il Creatore stesso e oggi finalmente queste
informazioni erano state riscoperte da autori di bestseller.
Stratagemmi
che purtroppo si mostravano, alla prova dei fatti, del tutto inefficaci
e che, alla luce di un'analisi più profonda risultavano non
essere stati ispirati da Dio (o dal mare), bensì essere solo una
versione distorta delle intuizioni dei saggi, diffusa a livello
planetario da onde molto spaventate dalla morte e dal confronto con la
vita, ansiose di diventare sante (e senza valle). Erano certe
che con questi metodi sarebbero state protette, evitato le bonacce,
raggiunto l'illuminazione e che dopo la morte sarebbero rinate in mari felici.
Queste
tradizioni erano state tramandate in una forma che ne stravolgeva il
messaggio, da onde che offrivano all'io illusori sostegni per aiutarlo
a sfuggire all'inconcepibile idea di non essere.
Le
onde veramente sagge, che riconoscono di essere una cosa sola con il
mare, non sentono il bisogno di cambiare nessuno e parlano poco,
perché sanno che quando parlano vengono sempre fraintese. Se non
lascia l'identificazione con l'io separato, l'onda non può che
interpretare ogni cosa da una prospettiva illusoria che distorce anche
le più profonde verità.
L'onda, (l'uomo) non vuole veder morire l'illusione dell'io, seppure sia questa l'unica via alla vita eterna.
Aborrisce la trascendenza di sé che pretende di cercare,
vorrebbe liberarsi dalle colpe e dai peccati, ma non dai meriti. Non
vuol rinunciare alle proiezioni illusorie che hanno costruito il teatro
samsarico della vita; quindi persiste nel conflitto che nasce dal
compito impossibile di diventare ciò che non si è,
vittima d'insaziabili desideri di automiglioramento.
Un bel giorno l'onda riflettendo sull'inutilità di ogni sforzo si arrende e accetta di essere com'è. "Sia come il mare vuole, " "Sia fatta la tua volontà", "OM Namah Shivay",
queste frasi diventano improvvisamente un'azione interiore e non
soltanto uno slogan da ripetere rimanendo ben saldi nel senso di
separazione. Di colpo con infinito sollievo scopre che da sempre non
c'era mai stata alcuna separazione tra sé e il mare e che
quest'unione non implica smettere di essere contemporaneamente un'onda.
Riconosce che, se si abbandona alla Vita, la sua vita andrà
comunque come deve. Ciò che accade è inevitabile. Una
lucidità mentale prima sconosciuta svela l'inganno dell'io e
pone fine al dualismo, io-mondo, micro e macro, alto e basso, bene e
male, che ora coesistono nell'interdipendenza e non nella
contrapposizione. Ecco finalmente la liberazione.
Invero
non è cambiato nulla. La cresta e la valle ci sono come prima,
né questa consapevolezza innalza la statura dell'onda. E' solo
la fine del conflitto interiore. Senza alcuno sforzo si è
dissolto il problema del divenire, della morte e del tempo. Eterno
movimento delle onde, eterni abissi silenziosi e immobili. Misteriose
creature abitano in noi e delfini giocano sulle nostre spalle. Tutto
è Uno. La vacuità di cui parla il Buddha, il Brahman
degli Hindù, lo Spirito Santo dei cristiani, l'impensabile vuoto
quanto-meccanico dei fisici, che il pensiero e la fantasia non possono
neppure sfiorare, permea la realtà apparente.
Il
piccolo io s'identifica con l'onda, il grande io con il mare, quando
l'io scompare, scompare sia l'onda sia l'oceano. Ciò che rimane
è lo stato naturale, prima di cadere nel sogno del pensiero da cui deriva l'illusione dello spazio e del tempo...
Filippo Falzoni Gallerani, Marzo, 2011
Quando
si hanno solo sensazioni, percezioni e impulsi, il mondo è
arcaico. Quando aggiungi la capacità di formare immagini e
simboli, il mondo appare magico. Quando aggiungi concetti regole e
ruoli il mondo diventa mitico. Quando emergono capacità
riflessive formali, il mondo appare razionale. Con il pensiero
sintetico integrato si vede il mondo esistenziale. Quando il sottile
emerge, il mondo diventa divino. Quando emerge il causale l’io
diventa divino. Quando emerge il non duale, il mondo e l’io sono
realizzati come lo Spirito uno.
Ken Wilber
Lo
scopo principale della psicoterapia non è quello di portare il
paziente a un impossibile stato di felicità, bensì di
insegnargli a raggiungere stabilità e pazienza filosofica nel
sopportare il dolore. Il compimento e la pienezza della vita richiedono
equilibrio tra gioia e dolore. Spesso dietro la nevrosi si nasconde
tutto il dolore naturale e necessario che non siamo disposti a
tollerare.
C. G. Jung
La
coscienza in te e la coscienza in me, apparentemente due, sono in
realtà una sola, cercano l’unità e questo è
amore.
Il
tuo maestro supremo è il tuo "sé". Il maestro esteriore
è solo una pietra miliare. E' solo il tuo maestro interiore che
ti accompagnerà alla meta, perché egli stesso è la
meta.
Nisargadatta Maharaj
Il mondo in cui noi umani siamo,
è una casa per gli ospiti.
Ogni mattino un nuovo arrivo.
Una gioia, una depressione, una cattiveria,
una momentanea consapevolezza
viene come un ospite inatteso.
Dai loro il benvenuto, e intrattienili tutti.
Anche se sono una folla di dolori
che violentemente spazzano via
tutti i mobili della tua casa.
Tratta ugualmente ogni ospite con onore.
Forse ti sta ripulendo per prepararti
a qualche nuova delizia.
Il pensiero oscuro, la vergogna, la malizia.
Incontrali sulla porta ridendo
e invitali a entrare.
Sii grato a chiunque venga
perché ciascun ospite ti è stato mandato
come guida dall'al di là.
Rumi
EFFICACIA DEGLI ESERCIZI DI "RESPIRAZIONE INTENSA"
NEL PROCESSO DELL'AUTOCONOSCENZA
Tu non puoi vedere colui che vede mediante la vista, tu non puoi udire
colui che ode mediante l'udito, tu non puoi pensare colui che pensa mediante
il pensiero, tu non puoi conoscere il conoscente con la conoscenza. Questo
è il tuo Atman che è in ogni cosa.
CHANDOGYA UPANISHAD
La maggior parte della tradizioni contiene delle nozioni sulla falsa
consapevolezza o falso io, il quale, una volta sconfitto, reso trasparente
o altrimenti trasceso, permette alla verità autoevidente di rivelarsi.
Diciamo, quindi, che il significato centrale degli esercizi dell'attenzione
è liberare l'essere umano dalla schiavitù alle macchinazioni
del falso io.
PHILIP NOVAK
La meditazione, l'introspezione,
l'autoindagine, l'attenta osservazione dei processi coscienziali e
mentali sono certamente i mezzi con cui l'uomo può districarsi
dai vincoli dei condizionamenti di un vivere meccanico e vuoto. La
filosofia (amore per la conoscenza), la capacità di dare senso
all'esistenza, lo sviluppo dell'intelligenza e della comprensione,
l'attenta investigazione della Verità sono certamente gli
aspetti più importanti della vita interiore d'ogni individuo.
Nell'uomo è insito un programma teso allo sviluppo del
potenziale per la realizzazione di serenità e pienezza.
L'intelligenza intuitiva da cui si attinge la conoscenza diretta,
appartiene ai livelli di consapevolezza diretta che trascendono il
pensiero razionale. È con gli occhi dell'anima che l'anima
prende coscienza di sé. Solo la conoscenza dell'anima (del vero
io o del Sé) ci dona la capacità di vivere pienamente una
vita creativa e spontanea e offre la capacità di amare. Questa
conoscenza non è prodotto della memoria, dell'esperienza e
dell'accumulo di informazioni, e neppure frutto di speculazioni
intellettuali, ma nasce dal risveglio della coscienza nel qui e ora. Da
questo risveglio emergono stati di consapevolezza non divisa e
prospettive coscienziali radicalmente nuove. Gli sforzi dell'io e le
strategie del pensiero sono inutili in questo processo di risveglio. La
Grazia, la visione intuitiva e la pienezza giungono a noi quando la
mente tace e l'io si dissolve nella consapevolezza del Sé.
È proprio per facilitare l'induzione di stati non ordinari e il
risveglio della consapevolezza che le tecniche di respirazione proposte
dal Rebirthing Transpersonale si rivelano particolarmente opportune ed
efficaci. Nella pratica del respiro intenso si entra in contatto con
sensazioni immediate e la mente può liberarsi facilmente dai
giochi circolari del pensiero, focalizzandosi sul fluire delle
sensazioni, che sono spesso intense e coinvolgenti. L'alterazione
momentanea dello stato di coscienza favorisce l'allentarsi delle difese
dell'io, ed è possibile prendere contatto con dimensioni
inconsce e superconsce. L'atteggiamento introspettivo favorisce
l'emergere di profondi stati contemplativi. Dalla coscienza del
"testimone" che osserva con distacco il fluire dei mondi creati dalla
mente, si raggiunge l'ineffabile stato non-duale d'Unità con il
Tutto. Con il Rebirthing Transpersonale l'accesso allo stato di
risveglio, oltre il quale non ci sono parole per alcuna descrizione,
non è un'esperienza rara riservata solo ai praticanti avanzati,
ma può manifestarsi a chiunque si ponga nell'auto-osservazione
con atteggiamento opportuno, e si riscontrano ben evidenti benefici in
coloro che raggiungono il fondamento dell'essere in questi momenti
ineffabili. Il raggiungimento dei livelli superiori della
consapevolezza avviene attraverso un progressivo risolversi dei nodi
dei livelli inferiori d'identificazione (con il corpo, le emozioni e i
pensieri e la personalità). Nell'esperienza ultima il "nodo
dell'io" è tagliato, ci si congiunge con la natura profonda
dell'essere, e una nuova nascita e una nuova vita si dispiegano per
noi. "Il sufi" dice Jalal-uddin Rumi "è parola non contenuta nel
dizionario, il figlio del tempo presente." Il progresso spirituale
è un progresso a spirale. Noi partiamo come bambini
nell'eternità animale della vita in un punto del tempo, senza
inquietudine per il futuro né rimpianto per il passato;
cresciamo fino ad entrare nella condizione specificamente umana di
coloro che guardano avanti e indietro, che vivono in larga misura, non
nel presente, ma nel ricordo e nell'anticipazione, non spontaneamente
ma in base a una regola e con prudenza in stato di pentimento, timore e
speranza; e possiamo continuare, se lo vogliamo, tornando con una sola
virata verso un punto corrispondente al nostro punto di partenza
nell'animalità, ma incommensurabilmente sopra esso. Una volta
ancora la vita è vissuta nel momento: la vita, ormai, non di una
creatura subumana, ma di un essere in cui la carità ha espulso
il timore, la visione ha preso il posto della speranza, la
spersonalizzazione ha messo fine all'egotismo positivo della
reminiscenza compiacente e all'egotismo negativo del rimorso. Il
momento presente è la sola apertura attraverso la quale l'anima
può passare dal tempo nell'eternità, attraverso cui la
grazia può passare dall'eternità nell'anima, e attraverso
cui la carità può passare da un'anima nel tempo a
un'altra anima nel tempo. Ecco perché il sufita, e insieme a lui
ogni altro esponente che pratichi la Filosofia Perenne è, o
cerca di essere, un figlio del tempo presente. A. Huxley
La meditazione, l'introspezione, l'autoindagine, l'attenta osservazione
dei processi coscienziali e mentali sono certamente i mezzi con cui l'uomo
può districarsi dai vincoli dei condizionamenti di un vivere meccanico
e vuoto. Gesù diceva: «La Verità vi renderà liberi»
e «il Regno dei Cieli è dentro di voi». La filosofia (l'amore
per la conoscenza), la capacità di dare senso all'esistenza, lo sviluppo
dell'intelligenza e della comprensione, l'attenta investigazione della Verità
è certamente l'aspetto più importante della vita interiore
dell'individuo. Da ciò nasce la capacità di amare la vita.
Nell'uomo è insito un programma teso allo sviluppo del potenziale
per la realizzazione di serenità e pienezza. L'intelligenza intuitiva
da cui si attinge la conoscenza diretta appartiene ai livelli transmentali,
che trascendono cioè il pensiero razionale. È con gli occhi
dell'anima che l'anima prende coscienza di sé. Solo la conoscenza
dell'anima e l'armonia ci donano la capacità di vivere pienamente
una vita creativa e spontanea. Questa conoscenza non è prodotto dell'accumulo
di informazioni, dati e speculazioni intellettuali, ma risveglio della coscienza
di sé, e accesso a stati non ordinari di consapevolezza, ovvero a
nuovi livelli di comprensione. Gli sforzi dell'io e le strategie del pensiero
sono inutili nel processo del risveglio. La Grazia, la visione intuitiva
e la pienezza giungono a noi quando la mente tace e l'io si dissolve nella
consapevolezza. È proprio per facilitare l'induzione di stati non
ordinari e il risveglio della consapevolezza che le tecniche di respirazione
proposte dal Rebirthing Transpersonale si rivelano particolarmente opportune
ed efficaci. Nella pratica del respiro intenso si entra in contatto con
sensazioni immediate e la mente può liberarsi facilmente dai giochi
circolari del pensiero, focalizzandosi sul fluire delle sensazioni, che
sono spesso intense e coinvolgenti. L'alterazione momentanea dello stato
di coscienza favorisce l'allentarsi delle difese dell'io, ed è possibile
prendere contatto con le dimensioni inconsce e superconsce. Ottenuto dapprima
uno sblocco bioenergetico, l'atteggiamento introspettivo favorisce l'emergere
di profondi stati contemplativi. Dalla coscienza del "testimone"
che osserva il fluire dei mondi creati dalla mente, e dal suo immedesimarsi
in sé nel Sé, si raggiunge l'ineffabile stato non-duale d'Unità
con il Tutto. L'accesso allo stato di risveglio e al silenzio mentale, oltre
il quale non ci sono parole per alcuna descrizione, non è un'esperienza
rara riservata solo ai praticanti avanzati, ma può manifestarsi a
chiunque si ponga nell'auto-osservazione con l'atteggiamento opportuno,
e si riscontrano ben evidenti benefici in coloro che raggiungono il fondamento
dell'essere in questi momenti ineffabili. Il raggiungimento dei livelli
superiori della consapevolezza avviene attraverso un progressivo risolversi
dei nodi dei livelli inferiori d'identificazione (con il corpo, gli istinti,
le emozioni e il pensiero). Nell'esperienza ultima il "nodo dell'io"
è tagliato, ci si congiunge con la natura profonda dell'essere, e
una nuova nascita e una nuova vita si dispiegano per noi.
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vedi anche: filippofalzoni.com
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