Dott. Filippo Falzoni Gallerani
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GLI ATTACCHI DI PANICO

 Link Audio del brano "Gli attacchi di panico"

GLI INGANNI  DELL'IO: Punti cruciali: gli inganni del pensiero creativo e il prblema del transfert

LA RICERCA DI SÉ E LE ILLUSIONI DELL'IO


EFFICACIA DEGLI ESERCIZI DI "RESPIRAZIONE INTENSA" NEL PROCESSO DELL'AUTOCONOSCENZA

ATEISMO NEL NOME DI DIO

 

SE TUTTO È UNO NON C'È PIÙ NE "IO" NÉ "DIO"

 

 

La sola cosa che abbia un potere è ESSERE.

 

La materia si accontenta di vivere che è proprio la cosa che a noi non riesce.

 

La parola Dio è tanto incrostata di menzogna che è meglio farne a meno.

A volte pare sia la più bella invenzione del diavolo tanto vanno di pari passo.

 

Mère

 

Io sono il mondo, il mondo è me…

 

Jiddu Krishnamurti

 

 

 

 

L'ego individuale, prodotto di questa società corrotta, con il suo bagaglio di esperienze e condizionamenti, porta con sè insieme alla maledizione del tempo psicologico, l'insicurezza e la divisione.

L'uomo ipnotizzato dal pensiero ha smarrito l'Essere nella prigione dei concetti e dell'astrazione. La paura e il desiderio sono le motivazioni inconsce che sin da principio dirigono fuori strada il ricercatore ignaro. Egli crede di cercare la verità e la liberazione ma invero sta inventando soluzioni illusorie per fuggire la realtà con fantasie di trascendenza e di automiglioramento. La trascendenza immaginata e cercata dall'io è l'ultimo inganno, in quanto l'io che vuole auto trascendersi finisce in questo processo che considera sia diretto verso la liberazione e la saggezza, con il rafforzare l'illusione di "essere qualcuno" e quindi separato dal mondo: la realizzazione è invece riconoscere la propria inesistenza nella resa al Tutto. Oggi che la scienza svela di dimensioni che trascendono spazio e tempo nella sostanza stessa della materia e che il mondo è riconosciuto come un'illusione olografica creata dalla mente, è chiaro quanto sia assurdo cercare il Dio che l'io immaginale crea sulla falsa riga delle tradizioni del passato.

Quando le nostre illusioni egoiche vanno in pezzi e non abbiamo più alcun sostegno, quando siamo costretti a riconoscere che non ci sono maestri e libri che ci possono aiutare, iniziamo a comprendere che solo noi possiamo fare luce e smascherare l'inganno che l'io stesso ha creato. L'ego condizionato dall'esperienza si rifiuta di percepire il mistero della profondità dell'Essere senza che il pensiero lo riduca in astrazioni consolatorie che allontanano dalla realtà.

Quando ci accorgiamo che tutti i problemi nascono dalla nostra percezione distorta causata dalla frammentazione del pensiero non ci illudiamo più che da quella percezione illusoria possa sorgere la soluzione e che l'io separato, che causa il problema, possa essere colui che lo risolve! Sri Nisargadatta descrive in modo molto efficace questa paradossale situazione: "Il ladro si traveste da poliziotto per arrestare il ladro".

E' chiaro che solo con l'insight profondo dell'intelligenza discriminante, che possiamo riconoscere la vera natura dell'io e sua illusorietà di agente separato. Smascherato il ladro che ci deruba della realtà, ci arrendiamo all'auto accadere dell'Essere, usciamo dalle gabbie del tempo e del pensiero. Allora la vita appare "come è" nella sua misteriosa e drammatica fantasmagoria, basata sull'alchemica e inevitabile tensione e interconnessione degli opposti.

Quando diventiamo responsabili dell'intelligenza-consapevolezza che svela al loro primo insorgere le frammentazioni del pensiero, possiamo usare la mente per i compiti che gli spettano nella dimensione spaziotemporale, senza che queste categorie imprigionino la consapevolezza.

L'illusione del pensiero fa dell'armonia con il Tutto un concetto per cui lottare verso una futura realizzazione e riduce Dio a un'astrazione della mente che elargisce comandamenti cui dobbiamo imparare a conformarci. Se non s'intromette l'ego con la sua illusione di separazione, invero siamo già in armonia con il Tutto, Dio (il Cosmo, la Natura, la Vita) si manifesta attraverso di noi da prima dall'inizio del tempo. La Realtà è da sempre non duale se smettiamo di permettere all'io di frammentarla. L'ineffabile abbraccio della coscienza si estende al di là di Duale e Non-duale. Comprendere la natura ingannevole dei giochi della mente non è filosofia astratta bensì azione immediata e sostanziale dell'intelligenza discriminante che permette di risvegliarsi alla realtà del Presente senza i filtri del passato e del condizionamento. Solo cosi può aver fine al conflitto interiore in cui riflesso vediamo nel mondo.

 

F.F.G. Milano, Giugno 2011

 

 

GLI INGANNI DELL'IO

 
... Così, coloro che dicono di volere la giustizia senza il suo correlativo, l'ingiustizia, o un buon governo senza malgoverno, non comprendono i grandi principi dell'universo, né la natura di tutta la creazione. Si potrebbe allora parlare di esistenza del Cielo senza la Terra, o del negativo senza il positivo, il che è chiaramente impossibile. Eppure la gente continua a discutere, senza fermarsi; non può trattarsi che d'idioti o di furfanti...
CHUNG TZU
 
L’io è strutturato esattamente come un sintomo. Non è altro che un sintomo privilegiato all’interno del soggetto. E’ il sintomo umano per eccellenza, la malattia mentale dell’uomo...
LACAN 
Ogni individuo intuisce giustamente di condividere la stessa natura dell’Atman, ma distorce tale intuizione applicandola al suo sé separato; ritiene che il suo sé sia immortale, onni-comprensivo, centrale nel cosmo, estremamente importante. Cioè, sostituisce l’Atman con l’ego. Poi, anziché trovare la totalità effettiva e senza tempo, si limita a sostituirla con il desiderio di vivere eternamente; anziché fondersi con l’universo, desidera possederlo; anziché fondersi con Dio, si sforza di fare la parte di Dio.
J. HILLMAN

Se si dimentica che lo spazio e il tempo non esistono e che appartengono solo alla mente, come si può osar parlare di spirito? Se non siamo stupiti di meraviglia nell'osservare lo spontaneo apparire dell'io e del mondo nello spazio della coscienza come possiamo riconoscere il vero Sé?
La coscienza dell'uomo in tutto il mondo e da secoli è vittima di una specie di allucinazione collettiva prodotta da una fallace prospettiva del pensiero condizionato da percezioni illusorie.
Molti studiosi considerano la crisi attuale che è caratterizzata dal crollo delle ideologie e del potere basato sull'egoismo, sta portando alcuni individui a una Nuova Coscienza che oggi è di certo indispensabile per affrontare i problemi sociali ed ecologici. Sarà il risveglio da questa allucinazione prodotta dal dominio dell'ego che con il suo bagaglio di condizionamenti è alla radice della divisione e del conflitto, che fa sì che la nevrosi sia la condizione "normale" di quasi tutti gli esseri umani.
Ma se ci illudiamo di cambiare senza riconoscere la natura dell'io e gli inganni prospettici che produce gireremo intorno senza mai liberarci dal conflitto. Se non riconosciamo i limiti del pensiero e attribuiamo all'io una natura indipendente, la nostra visione sarà di certo distorta e motivo d'angoscia e quando si parte da presupposti sbagliati qualunque teoria che ne deriva non potrà che causare ulteriore confusione.
L'illusione di essere un oggetto della coscienza prodotto dalla memoria (l'io e la sua storia) e non la coscienza stessa, testimone senza forma oltre il tempo, produce ansia, allontana dal presente e ci incatena al Samsara (la ruota della vita con i suoi alti e bassi).
Il problema creato dal cosiddetto "falso io" è universale, ma userò come esempio la teoria del "Pensiero Creativo" oggi molto in voga, perché rappresenta bene come anche un concetto saggio e costruttivo diventi sciocco e persino dannoso quando si basa sulla prospettiva dell'io come agente separato in grado di creare secondo la propria volontà la realtà esterna.
La coscienza che ci connette con il Tutto, con l'intelligenza insita nelle particelle subatomiche, con il nostro potenziale creativo, si manifesta quando l'io, il tempo e il pensiero scompaiono e nell'immediatezza spontanea del fluire della vita esprimiamo il nostro "vero io" il Sé - Coscienza - Testimone. Nella presenza mentale facciamo la cosa giusta al momento giusto, i pensieri vanno e vengono senza attrito o conflitto, l'attenzione al presente dissolve il senso di separazione tra osservatore e osservato, e siamo guidati a realizzare in armonia il destino, la parte che la vita ci ha dato nel teatro dello spazio tempo.
Se identificati con desideri e paure ci sforziamo di immaginare di ottenere ciò che vogliamo, questa sarà un'espressione dei nostri condizionamenti, quindi ben lontana dalla sintonia con il cosmo, con il silenzio interiore da cui sorge l'intuizione, con il cuore che accetta compassionevolmente ciò che è con equanimità.
Cosi la pratica del pensiero creativo senza che la mente si sia "arresa" alla Grande Mente e al "cuore" anziché terapeutica è anch'essa motivo di ulteriori illusioni e delusioni. La confusione e conflittualità che affliggono la società e gli individui in tutto il mondo dipende dal fatto che la percezione convenzionale condivisa è egoicamente polarizzata e per questo la normalità è patologica, mentre la liberazione dagli inganni mentali, la chiarezza percettiva di una mente libera dai condizionamenti e dal passato, è una condizione tanto rara da esser mitizzata: invece di chiamarla stato naturale, la si chiama illuminazione, cosicché l'ego può scatenarsi nella sua vana ricerca. L'ego trova un buon motivo per continuare a esistere tanto che il cosiddetto ego spirituale che affligge i ricercatori della New Age è il più subdolo e forse l'ultimo inganno sulla via della liberazione. Capire che la ricerca è vana in quanto è già tutto qui quando l'io scompare e le porte della percezione sono in nitida sintonia con il "qui e ora".
Profonde verità e narcisistiche illusioni si confondono
La distorsione prodotta dalla erronea prospettiva della separazione egoica, ha creato la società attuale, su cui gravano grandi problemi economici, politici ed ecologici. Il pensiero che scaturisce da questa divisione ha creato enormi conflitti che l'uomo non pare in grado di risolvere. La competizione, l'egoismo, la paura, il desiderio di avere sempre più, la superficialità e l'indifferenza, dominano il pensiero e corrompono il mondo. L'uomo che desidera uscire dal conflitto, deve trovare una modalità della coscienza che non sia dominata dal pensiero e dall'egotismo.
Quanto ci viene offerto da molti psicologi e terapeuti d'avanguardia molto spesso non ha superato il nodo essenziale del falso io e contiene quindi qualcosa d'ingannevole e autocontraddittorio.
Un esempio in cui ciò è particolarmente evidente è rappresentato dalla corrente del "Pensiero Creativo" cui paiono essersi convertiti quasi unanimemente i seguaci della New Age e gran parte di coloro che insegnano tecniche Olistiche. I movimenti del "Pensiero Positivo" anche se esprimono concetti di buon senso, cadono in un ingannevole narcisismo quando attribuiscono al pensiero proprietà che non appartengono a questo piano superficiale della coscienza. Al contrario di quanto affermano molti autori contemporanei, le tradizioni spirituali di ogni tempo sono concordi nel riconoscere un ambito specifico e ristretto al pensiero che è spesso considerato il principale ostacolo che offusca la percezione della realtà.
L'idea che i nostri pensieri plasmino la realtà che ci circonda e che con il pensiero attiriamo il nostro destino, concetto che non è del tutto sbagliato dalla prospettiva del Sè, dalla prospettiva dell'io dà adito a terribili fraintendimenti e può persino produrre problemi psicologici gravi. Infatti, il pensiero che nasce dalla prospettiva dell'io, non ha nulla a che vedere con la Mente Creativa e con l'Unita della Coscienza, anzi, anche se "positivo" ostacola il fluire armonico degli eventi e la percezione di "ciò che è". Intuire che il mondo e l'io non sono separati dalla Coscienza attraverso cui ne facciamo esperienza e aver fiducia che la vita sa prendersi cura di noi se fluiamo con cuore aperto, è qualcosa di assai diverso dai pensieri ottimistici creati ad arte in reazione alle nostre paure.
Se penso: "io creo il mondo che mi circonda" sono già perduto nell'illusione dal momento che con "io" intendo la"persona", l'entità creata dal pensiero attraverso la memoria e quindi la "storia" e le maschere con cui mi identifico. Se attribuiamo a quest'io illusorio e non al Sé Cosciente l'onnipotenza creativa, siamo più vicini alla psicosi che all'illuminazione.
Dalla prospettiva del Sé, è evidente l'interdipendenza tra la consapevolezza e la materia, tra l'essere e il divenire, tuttavia il Sé non crea ciò che desideriamo secondo il nostro condizionamento, ma ciò che è giusto e vogliamo veramente secondo leggi a noi ignote, che il pensiero non può avvicinare perché solo l'intuizione e la via del cuore e della saggezza –armonia, possono attingervi.
Il piano Causale, il Testimone senza forma, è il substrato del mondo fenomenico, il quale non esisterebbe separato da esso, ed anche in questo caso ci si riferisce ad un livello di coscienza che si può percepire nell'assorbimento profondo e che ha nulla a che fare con il pensiero bensì solo con l'insight profondo e immediato.
Il risveglio interiore che trasforma la nostra relazione con la realtà, non è un pensiero o un modo nuovo di pensare, bensì la chiara percezione della realtà e dei limiti del pensiero, che ci libera dal castello di illusioni in cui eravamo perduti. Ma non è l'io che può liberare se stesso: E' la verità che libera, non il tuo sforzo di liberarti…
Mettendo in luce le incongruenze del pensiero creativo non intendo negare l'ovvia influenza che ha il pensiero su ogni banale aspetto della vita quotidiana, (il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto), ma vorrei che fosse chiaro che stiamo osservando il problema secondo una prospettiva più profonda. Se ad esempio, una statistica dimostra che gli ottimisti hanno il 70% in meno di probabilità di morte per cardiopatia, non discuto che l'ottimismo e la serenità favoriscono la salute, piuttosto dubito che un soggetto pessimista possa diventare ottimista attraverso uno sforzo volontario, attraverso una reazione mentale al pessimismo. Penso invece, che vedere con chiarezza il nostro pessimismo e il movimento del pensiero che l'ha creato, con mente attenta e libera dalle identificazioni, possa recidere le radici stesse del pessimismo perché, scomparso il conflitto interiore, vivere il momento è la sola cosa che conta, la sola cosa reale.
Ogni serio ricercatore giunge ad accorgersi che il lavoro sul pensiero porta al silenzio e alla illuminante verità di una percezione non divisa in soggetto-oggetto. Ciò va oltre l'ottimismo e il pessimismo, è un'attenzione equanime libera da aspettative, del tutto estranea all'attaccamento a polarità positive in contrapposizione a quelle negative… Già nel terzo secolo prima di Cristo il maestro taoista Chung Tzu riconosceva chiaramente l'interdipendenza dei fenomeni e insegnava che la cosiddetta positività al fine nasce dall'aver trasceso gli opposti.
Diversi livelli attraverso quali osservare la realtà
Aggiungo altre riflessioni, anche a costo di ripetermi perché credo che l'importanza dell'argomento lo richieda. Come ho detto, in numerosi libri di successo troviamo scritto che finalmente è stato svelato il segreto della vita che porterà alla soluzione al problema umano: il pensiero crea!
Con questo s'intende che attiriamo con i pensieri ciò che ci capita e quindi decidendo di pensare positivamente tutto andrà per il meglio e potremo trasformare il mondo. L'idea di poter avere totale padronanza sul destino è estremamente allettante. Ma, nella vita reale basterà affrontare qualche dolorosa delusione per prender atto che le cose non seguono i nostri desideri e che i fatti del destino non rispondono ai nostri pensieri. Echi del pensiero magico ci spingono in questa direzione illusoria. Un proverbio indiano recita più o meno così: Vuoi far ridere Bhaghwan? Raccontagli i tuoi progetti.
Nello stesso tempo è insostenibile anche considerare che la nostra vita non rispecchi quello che siamo e che gli accadimenti che tessono la storia della nostra esistenza siano solo un'accozzaglia di fatti casuali riducibili a probabilità statistiche.
Tutti siamo colpiti quando nella vita ci accadono le coincidenze più improbabili, spesso questi eventi ci fanno intuire i disegni invisibili del destino. Già nella prima metà del '900 C. G. Jung ha trattato il tema della sincronicità, fenomeno che certamente rivoluziona ogni visione materialista dell'esistenza. Chi scrive ha avuto una vita costellata da incredibili coincidenze e soprattutto nel rapporto con il Maestro in India eventi certamente inspiegabili, erano all'ordine del giorno. C'è da ripetere che anche queste misteriose correlazioni tra eventi accadono indipendentemente dai nostri pensieri e sono più frequenti quando nella psiche dell'individuo sono attivate delle istanze archetipiche, (e anche in questo caso non è il pensiero, bensì la psiche profonda ad influenzare il nostro vivere e gli event
Il pensiero positivo può rafforzare l'Ombra
Le rimozioni e l'ipocrisia connaturata all'ego che sfugge la propria ombra sono le fondamenta della prigione nevrotica. L'ego per sostenere la posizione del pensiero positivo, cade nella paradossale strategia di scacciare i pensieri negativi rafforzando l'Ombra e questa contrapposizione rafforza il conflitto interiore.
L’io che, seguendo la guida fallace del desiderio, s'impegna in "pensieri positivi" nell’illusione che i pensieri creino la realtà obiettiva dimenticando l’influenza dell’inconscio, potrà solo ingigantire l’ombra prodotta dalle rimozioni.
C'è un'enorme distanza tra un atteggiamento di questo genere e qualunque Filosofia Perenne, ma è molto facile essere ingannati da qualcosa che non è del tutto falso pur contenendo l'errore di fondo di confondere la Coscienza con il pensiero, l'io con il Sé.
Il pensiero, strumento indispensabile sul piano lineare del divenire, per costruire una macchina, per imparare una lingua, per risolvere un problema matematico, è un ostacolo alla realizzazione di ciò che è esperienza diretta dell'Essere, e per rendersene conto basta meditare a fondo le parole di Jiddu Krishnamurti la cui lucida visione conduce a riconoscere i terribili conflitti che nascono dal dominio del pensiero. Questo è l'universale inganno dell'ego che non riguarda solo le illusioni semplicistiche della New Age, ma ogni aspetto della nostra vita.
Ogni medaglia ha due facce
Se credere nell'onnipotenza dell'io è patologico (patologia diffusissima in quest'era dominata dal materialismo spirituale e dal narcisismo) il quadro cambia radicalmente quando, riconosciuta l'illusoria natura dell'io, constatiamo che non c'è divisione tra la consapevolezza e il mondo. Dalla prospettiva del Sé causa ed effetto si annullano nell'interdipendenza. Quando giungiamo ad avere uno spiraglio di luce direttamente dallo Spirito (come pura consapevolezza impersonale oltre il tempo) comprendiamo l'assurdità delle fantasie allettanti che ci hanno ingannato, e scopriamo la libertà dell'Essere nella sua spontanea armonia e innata saggezza.
Anche le più profonde intuizioni che hanno significato quando si è consapevoli di essere immersi nel flusso delle nostre limitate percezioni, in una bolla spazio temporale creata dalla mente, sono prive di senso dalla prospettiva dell'ego che considera il mondo materiale differente dalla mente che lo percepisce, reale e solido e confonde il mistero della Realtà con le ideologie e le tradizioni che lo condizionano a livello conscio e inconscio. Sono le ideologie a creare la divisione e a farci perdere il contatto con noi stessi nel silenzio mentale della percezione non divisa.
Quando dimentichiamo che non stiamo osservando un mondo esterno oggettivo, bensì stiamo percependo le risposte del nostro sistema nervoso e che queste percezioni sono condizionate dal modo in cui è stato programmato il nostro modo di pensare, cioè se non riconosciamo la distorsione radicale dell'egotismo, possiamo creare solo fantasie consolatorie in cui l'ego gira a vuoto, sia dalle tradizioni spirituali dell'Oriente dalla Fisica Quantistica e dal paradigma Olistico.
L'universo non esiste indipendentemente da qualcuno che lo percepisce, ma chi lo percepisce è nostro vero Essere, il Testimone senza forma per natura indivisibile da ciò che è percepito e non certo l'ego "persona" che immaginiamo.
L'ego è il fantasma del pensiero che pare abitare l'apparato psicosomatico e lo percepiamo come noi stessi, mentre invero siamo la consapevolezza non divisa e oltre al tempo in quanto sempre presente, di questa e di ogni altra percezione.
Non solo i cinque sensi ci offrono percezioni parziali, ma tali percezioni sono interpretate secondo le abitudini del pensiero che è stato condizionato e programmato per millenni a percepire la realtà da una prospettiva dualista ed egocentrica. La realtà che percepiamo è stata creata da un modo di pensare emerso da poco e non del tutto dalle tenebre della superstizione.
I pensieri che ci condizionano sono un ostacolo alla percezione diretta della Realtà e ogni autentico risveglio a ciò che trascende lo spazio-tempo non può, essere descritto in parole e ridotto a concetti, spiegato e inserito in una "nuova teoria", può essere colto soltanto nel silenzio dell'attenzione che trascende il tempo e i concetti e nella spontaneità dello "stato naturale" che è la nostra vera natura.
Questa consapevolezza naturale sta emergendo spontaneamente in coloro che hanno il coraggio di guardare con sincerità dentro di sé ed affidarsi alla saggezza intrinseca dell'intelligenza intuitiva. Ciò libera istantaneamente dalla nevrosi e dal conflitto e dai disturbi psicosomatici che ne derivano. Tecniche che usano la respirazione come il Rebirthing Transpersonale sono uno strumento efficace per trascendere il pensiero ed entrare in contatto con l'Essere, lo Sato Naturale. L'attenzione al respiro e l'abbandono alla sensazioni permettono di andare oltre i pensieri e percepire direttamente il Testimone. Da ciò la libertà di essere come siamo e svolgere ciò che la vita vuole da noi in armonia. La vita ci soddisfa, facciamo scelte sagge, non creiamo inutile karma negativo, siamo in sintonia con gli armonici mandala dei campi morfici della Coscienza, e i pensieri sono spontaneamente positivi, costruttivi e compassionevoli.
Tuttavia utilizzare questi stessi metodi esperienziali con un approccio dualista (positivo contro negativo) che ricade nelle logiche dell'ego come fanno molte scuole che paradossalmente si proclamano olistiche non conduce se non per caso alla liberazione, qualcuno infatti anche se era stato indirizzato una meta illusoria del pensiero durante la respirazione può spontaneamente accorgersi dell'inganno del pensiero, (la parola non è la cosa che la parola stessa indica) e percepire la realtà non concettuale del vero Sè.
 
Facile cadere nell'inganno
Molti esempi ci possono far comprendere come sia facile cadere in queste distorsioni percettive dell'io come creatore degli eventi. Quando si attraversa a quello che chiamiamo un periodo sfortunato, ci accadono incidenti e sgradevoli imprevisti e nello stesso tempo siamo giù di morale e non riusciamo a vedere i lati belli della vita. E' naturale che in questi periodi i pensieri siano spesso negativi e autocritici. Poi, da un giorno all’altro, la situazione cambia, la nostra mente torna serena, ci accettiamo per quel che siamo, ristabiliamo un contatto più spontaneo con la vita e contemporaneamente le cose attorno a noi ricominciano ad andare bene e pare che la fortuna di nuovo ci accompagni. Ovviamente in questo periodo la mente è occupata da pensieri positivi. Da un certo punto di vista è straordinario costatare come sia inestricabile il legame tra il mondo interno e quello esterno, poiché contemporaneamente al cambiamento dell'atteggiamento interiore è cambiato il mondo attorno a noi, come se gli eventi "casuali" della vita rispondessero al nostro mutato sentire. Di nuovo proviamo quei momenti in cui il mondo appare luminoso, tutto va bene senza sforzo in un fluire spontaneo, nulla è fuori posto e notiamo frequentemente la sincronicità di coincidenze armoniche. In poco tempo la recente "depressione" viene superata e la si ricorda come un fertile periodo di crescita, una prova che abbiamo superato e una lezione della vita che dovevamo apprendere. Smettiamo di identificarci con quell’io autocritico e preoccupato (pre-occupato) e ci pare che siamo noi con i nostri pensieri a creare la positività che ci circonda. Non ci rendiamo conto che è ritornato un periodo positivo di cui non possiamo attribuirci il merito perché e proprio l'assenza dell'ego e la resa spontanea alla vita che lo determina. Anche quando riconosciamo di essere finalmente in una certa misura liberi dall’ego, dobbiamo riconoscere che si tratta di uno stato che va e viene indipendentemente dai nostri sforzi psicologici, direi anzi che si manifesta proprio quando smettiamo di sforzarci e ci arrendiamo alla realtà. Ma la misteriosa interrelazione sincronica tra interno ed esterno, è confusa con una relazione di causa-effetto: quando penso positivo va tutto bene. Quello che penso accade… Invero non sono i pensieri a fare andare bene le cose ma il ritrovare se stessi oltre i pensieri a farci ritrovare armonia. L'armonia è accompagnata da pensieri positivi e non ne è il prodotto.
L'inganno della New Age
L’ego che vuole sentirsi padrone della scena come agente indipendente, inserisce un legame di causa ed effetto tra il "pensiero" e gli "avvenimenti" ma poiché come chiaramente appare da un esame attento ciò è illusorio invece che alla saggezza conduce a ulteriori inganni. E' chiaro che da questa prospettiva siamo candidati al doverci sentire in colpa quando il vento cambierà e dovremo passare attraverso un altro periodo di prove, perché se è merito nostro quando le cose vanno bene, sarà colpa nostra quando sorgono difficoltà. Invece di cercare l'armonia rafforzeremo l'ego che cerca di evitare ciò che teme con pensieri di falso ottimismo.
Un altro esempio che mostra lacune nella teoria del Pensiero Creativo ci è offerta dalla constatazione che a volte si può essere depressi mentre tutto esteriormente continua ad andare bene e di buon animo in periodi difficili. Non siamo infatti predisposti a notare l'assenza di correlazione, mentre ci salta agli occhi quando c'è coincidenza tra pensiero ed eventi non la notiamo in tutti gli altri casi. Ed è sempre l'ego ad ordire quest'inganno che ci allontana dalla liberazione e dal nostro essere autentico e spontaneo.
Il saggio invero è colui che resta stabile nella buona e nella cattiva sorte, perché non si identifica con il personaggio ma arrendendosi alla vita è a contatto con il Sé e con il Tutto. Non si tratta di un tale sempre fortunato e sorridente come le teorie New Age spesso paiono suggerire, dispensando gravi delusioni agli incauti seguaci, ma di un individuo realmente umano e spontaneo.
Per dimostrare la superficialità della teoria del Pensiero Creativo, Ken Wilber usa l'esempio di Hiroshima: è assai improbabile che tutte le vittime pensassero allo stesso modo con un'identica volontà autodistruttiva, è anche ovvio che tra le vittime ci saranno stati certamente migliaia di ottimisti.
 
Ciò da cui si può deviare non è il vero Tao
E' tuttavia un "positivo" segno dei tempi che un gran numero di persone siano attratte dal fare qualcosa per cambiare il loro atteggiamento verso il mondo e tentino, partendo dalla condizione dualista in cui ci troviamo, metodi per indurre un cambiamento verso una diversa qualità della vita. Seguire un sentiero che poi si rivela illusorio può essere l'insegnamento di cui si ha bisogno.
Perché l'ego possa essere trasceso è necessario passare attraverso l'esperienza della delusione, dal momento che solo quando riconosciamo ciò che è falso permettiamo al vero di apparire.
La Nuova Coscienza non duale, non ego-rifererenziale, che i mistici hanno anticipato e i più avanzati studiosi moderni riconoscono, sta emergendo in seno alla vecchia e onnipresente concezione dualista che è fortemente cristallizzata e ancora dominante. Secondo approfonditi studi contemporanei al momento una Nuova Consapevolezza è già emersa per il 2-3 % della popolazione mondiale e questo numero anche grazie alla crisi attuale delle ideologie potrebbe svilupparsi rapidamente.
Per ora è naturale quindi che gran parte di coloro che sono attratti dalle filosofie in voga, di fronte alle dimensioni di armonia, sincronicità e alle misteriose trame degli eventi siano ancora sviati dai tranelli dell’ego che se ne attribuisce il merito e utilizza il pensiero creativo per continuare il suo gioco ma speriamo che il gioco stia per finire ed possa emergere un nuovo mondo e una società più giusta e armonica. Per molti è ancora facile illudersi quando occasionalmente un desiderio si avvera esattamente secondo i sogni o qualcosa di specifico e improbabile accade poco dopo che lo avevamo pensato, l'idea dell’io separato che crea il mondo li convincerà, senza che possano prendere in considerazione che l'accaduto può essere spiegato come presentimento, precognizione, o una semplice sincronicità.
Secondo maestri New Age con il pensiero creativo, oltre ad ottenere successo materiale, si possano produrre a volontà ottimismo e allegria, ma si può constatare come sorridersi allo specchio quando si è depressi non funziona quasi mai. Come ho già detto illudendosi di determinare gli eventi si rafforza la sensazione di un io separato. Se ci si ammala, anziché accettare la malattia e il processo di guarigione, si presenterà il senso di colpa di non aver coltivato abbastanza il pensiero positivo o di nascondere pensieri negativi. La distorsione con cui abbiamo iniziato a confondere lo Spirito, cui dovremmo arrenderci, con l’ego (che è antitetico alla dissoluzione nel Sé) conduce a travisare del tutto i veri insegnamenti. Si rafforza la tendenza a sfuggire il dolore e a cercare il piacere, quando il messaggio perenne è l’accettazione delle polarità. Si crede che la liberazione e il risveglio di cui si è sentito parlare sia la felicità effimera che viene dall’esaudire i desideri che ci legano agli oggetti esterni, dimenticando che si tratta invece proprio della liberazione da questa dipendenza. E' la consapevolezza che ci libera dai conflitti mentali e ci fa percepire l’attimo eterno, quella consapevolezza nel qui e ora oltre i confini del pensiero e il tempo psicologico che ci porta alla pienezza della vita oltre il conflitto.
E’ facile prendere strade sbagliate quando uno stuolo di "esperti" ci offre l’allettante illusione di poter essere felici e prosperi attraverso semplici esercizi mentali basati sulle affermazioni positive o simili pratiche
 
Il Risveglio della Consapevolezza
I maestri della Filosofia Perenne insegnano che dovremmo essere consapevoli del flusso disordinato dei pensieri e che dovremmo mettere ordine e pacificare la mente ancor prima di pensar d’iniziare a percorrere un sentiero spirituale. Se è vero che accadono inspiegabili coincidenze che paiono dirette a uno scopo, dobbiamo ricordare di non cadere nell’inganno dell’io come creatore dello spettacolo. Quest’io se lo analizziamo non è altro che un pensiero mutevole e ripetitivo che emerge nel flusso dei pensieri e scompare nell’attenzione non divisa della presenza mentale. Questo "io" è un’illusione in quanto non ha un’esistenza indipendente da stati interni ed esterni, è prodotto della memoria e del pensiero, ed è una realtà concettuale e linguistica più che la fantasmatica entità oggettiva con cui ci identifichiamo. Per comprendere dovremmo andar oltre alle parole e riconoscere, in uno stato di lucida osservazione diretta, la natura mutevole del pensiero "io" e arrivare all’essenza che è oltre il pensiero e le parole, oltre i dualismi ed i concetti. Per definire lo stato della coscienza del vero sé si usano termini come: "il Testimone senza forma", la sempre presente consapevolezza", o: "la coscienza-consapevolezza priva di attributi substrato di ogni fenomeno". Il sé è l’essenza della coscienza, l’Io–io di cui parla Ramana Maharsi (l’Io impersonale che osserva l’io). Lo siamo già appena smettiamo di perderci nelle maschere dell'io.
Quando viene il tempo in cui l’io si dissolve appare chiaro che un potere ben più grande e misterioso regola il mondo e le nostre azioni. Per arrenderci a esso dobbiamo rinunciare alle fantasie di onnipotenza dell’io separato, esse rafforzano quel fantasma mentale che è origine di tutte le sofferenze, che ci allontana dalla verità e dall’impensabile silenzio necessario perché si possa sentire che siamo un'anima, affinché la volontà della vita si possa manifestare, con i suoi "miracoli", attraverso di noi in grande e spontanea semplicità.
Se è chiaro che l'ego nei suoi tentativi di auto-miglioramento crea solo paradossi e ulteriori conflitti, dobbiamo anche riconoscere i limiti e gli ambiti del libero arbitrio. Per lo sviluppo della consapevolezza la responsabilità individuale ha più a che fare con l’autenticità dell’essere che con sforzi di cambiare. Dobbiamo vedere con chiarezza e accettare ciò che è, e sarà l'autenticità del sentire a produrre il cambiamento.
Il significato del termine religioso è: riunire tutte le proprie energie per comprendere la natura e il movimento del pensiero, riconoscerne i limiti e andare oltre. J. KRISHNAMURTI
 
E' fondamentale riconoscere con chiarezza i meccanismi di Transfert e Controtransfert
Gli operatori nel campo delle tecniche di crescita interiore non devono dimenticare alcune basi della psicologia analitica come il Transfert e il Controtransfert. C. Gustav Jung ha riconosciuto che in tutte le relazioni in cui un soggetto dischiude le sue emozioni e i suoi profondi sentimenti a un altro, si crea un particolare legame emotivo. La proiezione del paziente verso il terapeuta è influenzata da archetipi che inducono una relazione emotiva particolarmente intensa. Questi archetipi che emergono dall'inconscio rappresentano figure come quella del padre, del saggio, del maestro, della guida spirituale, e persino di divinità mitologiche e attraverso questa proiezione chi è nella posizione di guida, è investito da un'autorevole aura di superiorità e potere. Questo è un nodo centrale della psicologia analitica che Jung, spesso attraverso l'analisi dei sogni, risolveva portando il paziente a superare la dipendenza e a riconoscere in sé l'istanza inconscia proiettata.
L'individuazione del paziente si attua attraverso la consapevolezza che, ad esempio, le qualità proiettate sulla figura del "maestro" (ad esempio saggezza e intuizione) sono sue potenzialità nascoste. Il soggetto cioè proietta fuori qualcosa che è potenziale in lui. Attraverso l'ascolto e l'integrazione dell'inconscio, il paziente può farle emergere e divenire attuali in sé. Il soggetto allora non dipenderà più da un'autorità esterna, che sia quella del padre o del terapeuta, ma potrà agire secondo la propria coscienza autentica e spontanea come adulto responsabile e libero. A livello più profondo non dipenderà da un Dio esterno creato dal mito, si libererà dalla possessione dell'archetipo proiettato per riconoscere la natura universale della Coscienza di cui e parte nell'Unità della Vita. La soluzione del Transfert permette all'individuo che ritrae le proiezioni di vedere con chiarezza che il terapeuta esperto ha compito di fare da specchio perché i giochi della mente dominata dall'inconscio possano essere riconosciuti. Questo riconoscimento è un aspetto cruciale della "guarigione" e facilita l'emergere di potenzialità e capacità sepolte e sconosciute all'individuo. Sarebbe molto grave che il terapeuta invece di aiutare l'altro nel processo di autorealizzazione si compiacesse di identificarsi con l'archetipo e sfruttasse il potere che ne consegue. Lo psicanalista esperto ben conosce i pericoli del controtransfert che consiste appunto nel soggiacere al legame emotivo con il paziente, ed entrare nel ruolo di guru e di padre che inevitabilmente indurrà una condizione di dipendenza psicologica producendo come risultato l'opposto di ciò che l'analisi si prefigge.
Chi si pone come guida al pensiero creativo, o ad altre forme di nuove terapie, generalmente non si rende conto di quanto sia forte la seduzione prodotta dalle circostanze che si creano quando ci si pone in una relazione d'aiuto e come le illusioni egoiche si rinforzino in un gioco di proiezioni.
Immaginiamo questo esempio: in un bel sito di Internet prometto successo e salute attraverso la mia tecnica appresa in Oriente, la gente s'interessa al mio lavoro allettata da promesse di felicità, li metto nelle condizioni di aprire il loro cuore e di proiettare su di me l'immagine del Guru. Quando un buon numero di persone paga i miei seminari mi pare che ciò sia la più bella dimostrazione per me e per gli altri che il mio metodo funziona, infatti sono diventato ricco e mi sento rispettato e ammirato, ero un uomo qualunque ed ora sono trattato come un Maestro… Posso quindi sentirmi in diritto di insegnare che: "se farete come me anche voi potrete raggiungere questo stato di prosperità e padronanza sul destino ed essere felici".
Se la vostra vita continua nel tempo a essere miserevole e conflittuale dipende dal fatto che non avete seguito a fondo i miei insegnamenti e dovete partecipare ad altri seminari per finalmente imparare a cambiare i vostri pensieri inconsci, ecc…
La figura del Guru in India è culturalmente concepita in modo assai differente, la resa al Guru è uno strumento efficace a eliminare la presunzione dell'ego. Mi arrendo al Guru nello stesso modo in cui mi arrendo e accetto il mio destino, senza confondere la dimensione umana del maestro con il ruolo che rappresenta. I veri Guru, anche in India sono una minoranza, sono degli specchi purissimi e con il loro comportamento spesso paradossale, distruggono ogni illusione e dipendenza per spingere il devoto a essere luce a se stesso, a svegliarsi alla propria vera natura, a riconoscere il potenziale della sua anima del suo vero essere.
Un giovane appassionato di filosofia orientale e letture New Age certo cullerà il sogno di diventare un giorno lui stesso un maestro. Se nel tempo si pone come insegnante e la gente inizia a trattarlo come tale e a mettersi nelle sue mani è difficile che abbia la forza di rendersi conto che insegna cose che ha compreso, ma mai del tutto realizzato. Sentirsi un maestro lo fa sentire bene e ciò ingannevolmente gli pare già un segno di autorealizzazione. La sua sicurezza è precaria poiché dipende dai suoi seguaci che seguendolo creano il personaggio della guida che lui invero non può essere. Se i suoi limiti umani venissero a galla e loro ritraessero le proiezioni si sentirebbe un nulla. Non è facile riconoscere che ciò che siamo veramente è il grande mistero, la nostra umanità più autentica che è difficile trovare se non si va oltre i condizionamenti e la frammentazione del pensiero. Non è il prodotto delle proiezioni altrui e sino a che non si è superato l'inganno egoico che ci spinge a diventare qualcuno, tutti vivremo nella rete del tempo e del pensiero che inevitabilmente produce i conflitti e l'alienazione che vediamo riflessa nel mondo intero.
La liberazione e l'autorealizzazione si manifestano attraverso l'autotrascendenza, in antitesi con le temporanee illusioni dell'ego che si è immedesimato nella personalità superficiale gratificata dal ruolo di guru indotto dal controtransfert. Si tratta di una trasformazione radicale.
Una coscienza integrata non dipende dal mondo perché lo percepisce con chiarezza. L'individuazione è oltre i ruoli sociali e non può essere confusa con il gioco di specchi che produce ogni relazione in cui ci si apre interiormente all'altro.
Al fine, non c'è nulla che debba essere criticato, anche se questa società produce numerosi pseudo guru che pretendono di avere la ricetta della felicità e vendono illusioni, essi nel tempo non passeranno il vaglio dell'esperienza. Solo così gli individui delusi che vorranno continuare la ricerca saranno spinti a riconoscere gli inganni del pensiero e accedere a quella presenza mentale, a quella chiarezza percettiva, a quello stato naturale che dissolvono il dualismo.

 


LA RICERCA DI SÉ E le illusioni DELL'IO

 

 

 

 

 

 

Se la luna, mentre completa il suo eterno viaggio intorno alla terra, ricevesse il dono dell’autocoscienza, sarebbe certamente convinta di stare viaggiando secondo la propria decisione lungo la sua strada con la forza di una decisione presa una volta per tutte. Allo stesso modo un Essere dotato d’intuizione superiore e di una più perfetta intelligenza, che osservasse l’uomo e le sue azioni, sorriderebbe dell’illusione umana che lo spinge a credere di poter agire secondo il proprio libero arbitrio.

Albert Einstein

 

Tutti gli esseri animati e inanimati di cui è composto l’universo, che ha la forma di un cerchio ininterrotto, sono permeati dal Brahman che è al di là di questi. M'inchino a questa suprema realtà. OM

Skanda Purana

 

Il significato del termine religioso è: riunire tutte le proprie energie per comprendere la natura del pensiero, riconoscerne i limiti e andare oltre. 

J. Krishnamurti

 

 

 

Immaginate che l'oceano sia la vita, e che i singoli individui siano le onde. Allo stesso modo in cui l'uomo s'identifica con la personalità, la mente e il corpo come qualcosa di separato dalla vita e dal cosmo, immaginiamo che l'onda sia dotata di autocoscienza e percepisca se stessa come individualità separata dall'oceano. Percependosi come onda si rende conto della propria piccolezza rispetto all'immenso oceano e attraverso la riflessione, sarà spinta prima o poi a confrontarsi con il problema della morte. Lo spazio che la separa dalla costa finirà nel tempo, perché il suo moto tende inesorabilmente verso la riva che rappresenta la sua fine ineluttabile. Sa che un giorno andrà a sfracellarsi contro la scogliera, dopo di che sarà risucchiata dalla risacca che distruggerà la sua forma e la farà scomparire nell'ignoto, oppure si dovrà dissolvere in una morte prematura prima ancor di aver raggiunto la riva, per una bonaccia inaspettata.

Dal terrore del non essere, sono nate meravigliose fantasie compensatorie di vita eterna, di resurrezione e va sempre molto di moda la reincarnazione.

"Dato che in questa vita sono stata un'onda qualunque non ammirata da alcuno, nella prossima vita verranno a fare i surf su di me e finirò in televisione", dice l'ondella frustrata.  Una dice: "Spero che le onde morte dall'aldilà m'inviino qualche messaggio che sia di guida al mio cammino". Un'altra onda crede che se si sforzerà abbastanza a lungo nella pratica della meditazione potrà fermare i continui alti e bassi del suo vivere e forse persino raggiungere l'immortalità, congelata in un arco perfetto. L'onda narcisista spera solo che altri la ammirino, e nel suo scrosciare spumoso dopo un'impennata dovuta al Maestrale, si sente molto brava e crede forse di aver imparato la danza di Shiva (le magie dell'oceano Indiano). Un'altra si preoccupa tutto il tempo che altre onde non la sovrastino e se qualcuna interferisce con il suo percorso, intralciando il suo fluire negli spazi sconfinati della superficie marina si arrabbia molto. Un'altra intuisce che la sua origine appartiene a qualcosa di più grande e immagina che se un giorno potrà conoscere il Creatore, diventerà l'onda altissima che ha sempre sognato essere, come quelle che in Oriente si dice raggiungano altezze vertiginose. Queste onde meravigliose e antiche, a chi le interroga, dicono che vanno così in alto senza alcuno sforzo, e son così grazie all'oceano (per grazia del Creatore) e non per merito loro. Onde giganti e armoniche che rinascono di anno in anno durante il monsone. L'onda meschina pensa: "Quelli sono i maestri che dobbiamo imitare e si reincarnano di vita in vita solo per dare insegnamenti, loro non hanno attaccamenti e sono così umili da dire che non sono nessuno, che non fanno nulla". Invero non hanno ascoltato né capito il messaggio sempre ripetuto che più o meno è sempre questo: "Non sono io, ma il Padre mio che agisce in me, non sono diversa da voi perché non esiste nessun io, condividiamo la stessa natura, solo il mare esiste, la nostra è un'apparenza transitoria, la verità immutabile è il mare con il suo immutabile mutamento, arrenditi alla volontà del cielo, ecc.". Ma nessuno comprende, anzi tutti continuano a tessere miti sui poteri miracolosi delle onde dell'oceano indiano.

Le onde meno narcisiste, rare di questi tempi, invece di farsi prendere dalla competizione con le loro simili, cercheranno di dirigere i loro sforzi alla ricerca dell'anima, a una serenità stabile che liberi dai continui alti e bassi della vita.

L'onda più matura intuisce la profondità dell'oceano, ma immagina, suggestionata dalle illusioni che popolano la superficie chiassosa delle acque inquinate da superstizioni e fantasie di onnipotenza, che quando avrà trovato la propria anima potrà diventare un'onda che ha un'alta cresta e nessuna valle, con un grande potere di controllare il destino e realizzare i desideri.

Ogni sforzo di diventare un'onda più saggia ed equilibrata si dimostra frustrante perché le maree, i venti e i terremoti sono forze incontrollabili. Ed è chiaro, soprattutto, che un'onda che abbia una cresta e non una valle non esisterà mai.

Gli improvvisi uragani che la innalzano verso il cielo non dipendono dal numero di mantra che l'onda ha recitato durante il suo passaggio sulla superficie dell'Oceano Indiano, né le deprimenti bonacce sono punizioni per i suoi atti impuri.

Onde più intelligenti capiscono che la soluzione consiste nella riunione del loro ego individuale con il Sé (il mare), ma anche lo sforzo in questa direzione conduce inutili fatiche sino a che l'onda identifica il suo destino mortale con la vita. A questo punto alcune onde giungono a pensare che forse sia meglio vivere come fanno quelle onde che non cercano alcuna liberazione, forse meglio vivere alla giornata, tanto che cos'è la vita? Non ha alcun senso, si muore e tutto finisce… arraffa quel che puoi, sottometti le onde più piccole e c'è sempre qualcuno più piccolo da dominare, goditela fin che puoi.

L'onda che ha preso una piega spirituale non può tornare indietro, sente che c'è in lei stessa qualcosa di più grande e intuisce profondità abissali. Dopo aver tentato a lungo e invano di trovare un proprio sè stabile, quando comprende che non ci può essere una cresta senza una valle, né alcun metodo efficace per tirarsi su nei momenti di bonaccia, libera da queste illusioni a un tratto ricorda come un'eco lontana che, tanto tempo prima, al momento del suo nascere, si sentiva oceano. Allora non aveva un io e una storia, la vita scorreva attimo per attimo, spontaneamente, ma poi questa sensazione è scomparsa nello sforzo di creare un personaggio secondo gli ideali delle onde che l'avevano generata e di quelle che la circondavano.

Il cammino spirituale che gli avevano suggerito i numerosi gruppi di onde New Age, consisteva nel mettere in pratica degli stratagemmi mentali per trovare l'amore e vincere la paura. Si diceva che onde sagge avevano tramandato queste conoscenze in secoli lontani, ma che la fonte originaria fosse il Creatore stesso e oggi finalmente queste informazioni erano state riscoperte da autori di bestseller.

Stratagemmi che purtroppo si mostravano, alla prova dei fatti, del tutto inefficaci e che, alla luce di un'analisi più profonda risultavano non essere stati ispirati da Dio (o dal mare), bensì essere solo una versione distorta delle intuizioni dei saggi, diffusa a livello planetario da onde molto spaventate dalla morte e dal confronto con la vita, ansiose di diventare sante (e senza valle). Erano certe che con questi metodi sarebbero state protette, evitato le bonacce, raggiunto l'illuminazione e che dopo la morte sarebbero rinate in mari felici.

Queste tradizioni erano state tramandate in una forma che ne stravolgeva il messaggio, da onde che offrivano all'io illusori sostegni per aiutarlo a sfuggire all'inconcepibile idea di non essere.

Le onde veramente sagge, che riconoscono di essere una cosa sola con il mare, non sentono il bisogno di cambiare nessuno e parlano poco, perché sanno che quando parlano vengono sempre fraintese. Se non lascia l'identificazione con l'io separato, l'onda non può che interpretare ogni cosa da una prospettiva illusoria che distorce anche le più profonde verità.

L'onda, (l'uomo) non vuole veder morire l'illusione dell'io, seppure sia questa l'unica via alla vita eterna. Aborrisce la trascendenza di sé che pretende di cercare, vorrebbe liberarsi dalle colpe e dai peccati, ma non dai meriti. Non vuol rinunciare alle proiezioni illusorie che hanno costruito il teatro samsarico della vita; quindi persiste nel conflitto che nasce dal compito impossibile di diventare ciò che non si è, vittima d'insaziabili desideri di automiglioramento.

Un bel giorno l'onda riflettendo sull'inutilità di ogni sforzo si arrende e accetta di essere com'è. "Sia come il mare vuole, " "Sia fatta la tua volontà", "OM Namah Shivay", queste frasi diventano improvvisamente un'azione interiore e non soltanto uno slogan da ripetere rimanendo ben saldi nel senso di separazione. Di colpo con infinito sollievo scopre che da sempre non c'era mai stata alcuna separazione tra sé e il mare e che quest'unione non implica smettere di essere contemporaneamente un'onda. Riconosce che, se si abbandona alla Vita, la sua vita andrà comunque come deve. Ciò che accade è inevitabile. Una lucidità mentale prima sconosciuta svela l'inganno dell'io e pone fine al dualismo, io-mondo, micro e macro, alto e basso, bene e male, che ora coesistono nell'interdipendenza e non nella contrapposizione. Ecco finalmente la liberazione.

Invero non è cambiato nulla. La cresta e la valle ci sono come prima, né questa consapevolezza innalza la statura dell'onda. E' solo la fine del conflitto interiore. Senza alcuno sforzo si è dissolto il problema del divenire, della morte e del tempo. Eterno movimento delle onde, eterni abissi silenziosi e immobili. Misteriose creature abitano in noi e delfini giocano sulle nostre spalle. Tutto è Uno. La vacuità di cui parla il Buddha, il Brahman degli Hindù, lo Spirito Santo dei cristiani, l'impensabile vuoto quanto-meccanico dei fisici, che il pensiero e la fantasia non possono neppure sfiorare, permea la realtà apparente.

Il piccolo io s'identifica con l'onda, il grande io con il mare, quando l'io scompare, scompare sia l'onda sia l'oceano. Ciò che rimane è lo stato naturale, prima di cadere nel sogno del pensiero da cui deriva l'illusione dello spazio e del tempo...

 

Filippo Falzoni Gallerani, Marzo, 2011

 

 

Quando si hanno solo sensazioni, percezioni e impulsi, il mondo è arcaico. Quando aggiungi la capacità di formare immagini e simboli, il mondo appare magico. Quando aggiungi concetti regole e ruoli il mondo diventa mitico. Quando emergono capacità riflessive formali, il mondo appare razionale. Con il pensiero sintetico integrato si vede il mondo esistenziale. Quando il sottile emerge, il mondo diventa divino. Quando emerge il causale l’io diventa divino. Quando emerge il non duale, il mondo e l’io sono realizzati come lo Spirito uno.

Ken Wilber

 

 

Lo scopo principale della psicoterapia non è quello di portare il paziente a un impossibile stato di felicità, bensì di insegnargli a raggiungere stabilità e pazienza filosofica nel sopportare il dolore. Il compimento e la pienezza della vita richiedono equilibrio tra gioia e dolore. Spesso dietro la nevrosi si nasconde tutto il dolore naturale e necessario che non siamo disposti a tollerare.

C. G. Jung

 

 

La coscienza in te e la coscienza in me, apparentemente due, sono in realtà una sola, cercano l’unità e questo è amore.

 

Il tuo maestro supremo è il tuo "sé". Il maestro esteriore è solo una pietra miliare. E' solo il tuo maestro interiore che ti accompagnerà alla meta, perché egli stesso è la meta.

 

Nisargadatta Maharaj

 

Il mondo in cui noi umani siamo,

è una casa per gli ospiti.

Ogni mattino un nuovo arrivo.

 

Una gioia, una depressione, una cattiveria,

una momentanea consapevolezza

viene come un ospite inatteso.

 

Dai loro il benvenuto, e intrattienili tutti.

Anche se sono una folla di dolori

che violentemente spazzano via

tutti i mobili della tua casa.

Tratta ugualmente ogni ospite con onore.

Forse ti sta ripulendo per prepararti

a qualche nuova delizia.

 

Il pensiero oscuro, la vergogna, la malizia.

Incontrali sulla porta ridendo

e invitali a entrare.

 

Sii grato a chiunque venga

perché ciascun ospite ti è stato mandato

come guida dall'al di là.

 

Rumi

 


EFFICACIA DEGLI ESERCIZI DI "RESPIRAZIONE INTENSA"
NEL PROCESSO DELL'AUTOCONOSCENZA

 

Tu non puoi vedere colui che vede mediante la vista, tu non puoi udire colui che ode mediante l'udito, tu non puoi pensare colui che pensa mediante il pensiero, tu non puoi conoscere il conoscente con la conoscenza. Questo è il tuo Atman che è in ogni cosa.
CHANDOGYA UPANISHAD

La maggior parte della tradizioni contiene delle nozioni sulla falsa consapevolezza o falso io, il quale, una volta sconfitto, reso trasparente o altrimenti trasceso, permette alla verità autoevidente di rivelarsi. Diciamo, quindi, che il significato centrale degli esercizi dell'attenzione è liberare l'essere umano dalla schiavitù alle macchinazioni del falso io.
PHILIP NOVAK


La meditazione, l'introspezione, l'autoindagine, l'attenta osservazione dei processi coscienziali e mentali sono certamente i mezzi con cui l'uomo può districarsi dai vincoli dei condizionamenti di un vivere meccanico e vuoto. La filosofia (amore per la conoscenza), la capacità di dare senso all'esistenza, lo sviluppo dell'intelligenza e della comprensione, l'attenta investigazione della Verità sono certamente gli aspetti più importanti della vita interiore d'ogni individuo. Nell'uomo è insito un programma teso allo sviluppo del potenziale per la realizzazione di serenità e pienezza. L'intelligenza intuitiva da cui si attinge la conoscenza diretta, appartiene ai livelli di consapevolezza diretta che trascendono il pensiero razionale. È con gli occhi dell'anima che l'anima prende coscienza di sé. Solo la conoscenza dell'anima (del vero io o del Sé) ci dona la capacità di vivere pienamente una vita creativa e spontanea e offre la capacità di amare. Questa conoscenza non è prodotto della memoria, dell'esperienza e dell'accumulo di informazioni, e neppure frutto di speculazioni intellettuali, ma nasce dal risveglio della coscienza nel qui e ora. Da questo risveglio emergono stati di consapevolezza non divisa e prospettive coscienziali radicalmente nuove. Gli sforzi dell'io e le strategie del pensiero sono inutili in questo processo di risveglio. La Grazia, la visione intuitiva e la pienezza giungono a noi quando la mente tace e l'io si dissolve nella consapevolezza del Sé. È proprio per facilitare l'induzione di stati non ordinari e il risveglio della consapevolezza che le tecniche di respirazione proposte dal Rebirthing Transpersonale si rivelano particolarmente opportune ed efficaci. Nella pratica del respiro intenso si entra in contatto con sensazioni immediate e la mente può liberarsi facilmente dai giochi circolari del pensiero, focalizzandosi sul fluire delle sensazioni, che sono spesso intense e coinvolgenti. L'alterazione momentanea dello stato di coscienza favorisce l'allentarsi delle difese dell'io, ed è possibile prendere contatto con dimensioni inconsce e superconsce. L'atteggiamento introspettivo favorisce l'emergere di profondi stati contemplativi. Dalla coscienza del "testimone" che osserva con distacco il fluire dei mondi creati dalla mente, si raggiunge l'ineffabile stato non-duale d'Unità con il Tutto. Con il Rebirthing Transpersonale l'accesso allo stato di risveglio, oltre il quale non ci sono parole per alcuna descrizione, non è un'esperienza rara riservata solo ai praticanti avanzati, ma può manifestarsi a chiunque si ponga nell'auto-osservazione con atteggiamento opportuno, e si riscontrano ben evidenti benefici in coloro che raggiungono il fondamento dell'essere in questi momenti ineffabili. Il raggiungimento dei livelli superiori della consapevolezza avviene attraverso un progressivo risolversi dei nodi dei livelli inferiori d'identificazione (con il corpo, le emozioni e i pensieri e la personalità). Nell'esperienza ultima il "nodo dell'io" è tagliato, ci si congiunge con la natura profonda dell'essere, e una nuova nascita e una nuova vita si dispiegano per noi. "Il sufi" dice Jalal-uddin Rumi "è parola non contenuta nel dizionario, il figlio del tempo presente." Il progresso spirituale è un progresso a spirale. Noi partiamo come bambini nell'eternità animale della vita in un punto del tempo, senza inquietudine per il futuro né rimpianto per il passato; cresciamo fino ad entrare nella condizione specificamente umana di coloro che guardano avanti e indietro, che vivono in larga misura, non nel presente, ma nel ricordo e nell'anticipazione, non spontaneamente ma in base a una regola e con prudenza in stato di pentimento, timore e speranza; e possiamo continuare, se lo vogliamo, tornando con una sola virata verso un punto corrispondente al nostro punto di partenza nell'animalità, ma incommensurabilmente sopra esso. Una volta ancora la vita è vissuta nel momento: la vita, ormai, non di una creatura subumana, ma di un essere in cui la carità ha espulso il timore, la visione ha preso il posto della speranza, la spersonalizzazione ha messo fine all'egotismo positivo della reminiscenza compiacente e all'egotismo negativo del rimorso. Il momento presente è la sola apertura attraverso la quale l'anima può passare dal tempo nell'eternità, attraverso cui la grazia può passare dall'eternità nell'anima, e attraverso cui la carità può passare da un'anima nel tempo a un'altra anima nel tempo. Ecco perché il sufita, e insieme a lui ogni altro esponente che pratichi la Filosofia Perenne è, o cerca di essere, un figlio del tempo presente. A. Huxley
La meditazione, l'introspezione, l'autoindagine, l'attenta osservazione dei processi coscienziali e mentali sono certamente i mezzi con cui l'uomo può districarsi dai vincoli dei condizionamenti di un vivere meccanico e vuoto. Gesù diceva: «La Verità vi renderà liberi» e «il Regno dei Cieli è dentro di voi». La filosofia (l'amore per la conoscenza), la capacità di dare senso all'esistenza, lo sviluppo dell'intelligenza e della comprensione, l'attenta investigazione della Verità è certamente l'aspetto più importante della vita interiore dell'individuo. Da ciò nasce la capacità di amare la vita. Nell'uomo è insito un programma teso allo sviluppo del potenziale per la realizzazione di serenità e pienezza. L'intelligenza intuitiva da cui si attinge la conoscenza diretta appartiene ai livelli transmentali, che trascendono cioè il pensiero razionale. È con gli occhi dell'anima che l'anima prende coscienza di sé. Solo la conoscenza dell'anima e l'armonia ci donano la capacità di vivere pienamente una vita creativa e spontanea. Questa conoscenza non è prodotto dell'accumulo di informazioni, dati e speculazioni intellettuali, ma risveglio della coscienza di sé, e accesso a stati non ordinari di consapevolezza, ovvero a nuovi livelli di comprensione. Gli sforzi dell'io e le strategie del pensiero sono inutili nel processo del risveglio. La Grazia, la visione intuitiva e la pienezza giungono a noi quando la mente tace e l'io si dissolve nella consapevolezza. È proprio per facilitare l'induzione di stati non ordinari e il risveglio della consapevolezza che le tecniche di respirazione proposte dal Rebirthing Transpersonale si rivelano particolarmente opportune ed efficaci. Nella pratica del respiro intenso si entra in contatto con sensazioni immediate e la mente può liberarsi facilmente dai giochi circolari del pensiero, focalizzandosi sul fluire delle sensazioni, che sono spesso intense e coinvolgenti. L'alterazione momentanea dello stato di coscienza favorisce l'allentarsi delle difese dell'io, ed è possibile prendere contatto con le dimensioni inconsce e superconsce. Ottenuto dapprima uno sblocco bioenergetico, l'atteggiamento introspettivo favorisce l'emergere di profondi stati contemplativi. Dalla coscienza del "testimone" che osserva il fluire dei mondi creati dalla mente, e dal suo immedesimarsi in sé nel Sé, si raggiunge l'ineffabile stato non-duale d'Unità con il Tutto. L'accesso allo stato di risveglio e al silenzio mentale, oltre il quale non ci sono parole per alcuna descrizione, non è un'esperienza rara riservata solo ai praticanti avanzati, ma può manifestarsi a chiunque si ponga nell'auto-osservazione con l'atteggiamento opportuno, e si riscontrano ben evidenti benefici in coloro che raggiungono il fondamento dell'essere in questi momenti ineffabili. Il raggiungimento dei livelli superiori della consapevolezza avviene attraverso un progressivo risolversi dei nodi dei livelli inferiori d'identificazione (con il corpo, gli istinti, le emozioni e il pensiero). Nell'esperienza ultima il "nodo dell'io" è tagliato, ci si congiunge con la natura profonda dell'essere, e una nuova nascita e una nuova vita si dispiegano per noi.

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vedi anche: filippofalzoni.com


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