
Ho spesso trovato difficoltà nel far comprendere la profonda differenza
tra il Rebirthing ad Approccio Transpersonale e altri modi d'applicazione
del Rebirthing, e scrivo queste pagine per chiarire quanto credo sia essenziale.
Questa comprensione mi pare indispensabile per avere una prospettiva corretta
nel giudicare il metodo nella confusione delle tante scuole sorte negli
ultimi anni.
Prima di dire che cosa sia il Rebirthing Transpersonale inizierò
con il dire che cosa non è, dato che molte correnti di Rebirthing,
influenzate dagli aspetti più superficiali del movimento New Age,
presentano spesso lacune e approcci fantasiosi che possono sviare. La New
Age rappresenta a volte, importanti sintesi della spiritualità in
chiave moderna con valide intuizioni, ma presenta spesso aspetti troppo
semplicistici, a livello del pensiero magico, ben lontani dalla seria
ricerca e pratiche prive d'efficacia trasformativa, se non perfino dannose.
Il Rebirthing Transpersonale, ad esempio, non considera accettabile il concetto
tanto in voga in certi circoli "spiritualistici" contemporanei:
"Il pensiero crea" affermazione che presa alla lettera
può creare non pochi problemi. Certamente la frase contiene anche
qualcosa di vero, ed è vero che la dimensione psichica e quella fisica
sono interrelate e che il nostro mondo interiore si riflette nella vita
e nel destino. Ben sappiamo, ormai anche a livello scientifico, che la mente
condiziona il corpo come la psicosomatica dimostra, l'umore le difese immunitarie
ecc. ma la cosa deve essere interpretata con una prospettiva corretta senza
generalizzazioni troppo semplicistiche. Un conto è il legame tra
osservatore e osservato che la fisica quantistica riconosce
(tanto che si preferisce chiamare l'osservatore di un esperimento partecipante
perché l'atto stesso d'osservare condiziona l'andamento dei fenomeni
quantistici), oppure di certo possiamo riconoscere la natura "causale"
della coscienza-consapevolezza e della Mente (con l'emme maiuscola)
substrato di tutto, altro affermare che il chiacchierio mentale determini
gli eventi o che attraverso la semplice ripetizione di affermazioni otterremo
tutto quello che vogliamo, cioè che l'ego, attraverso il pensiero
volontariamente diretto può esaudire tutti i desideri materiali,
creare la propria realtà e influenzare la materia. La padronanza
della mente e il controllo del pensiero sono fondamentali aspetti del percorso
d'autoconoscenza, ma sono un'altra cosa. Credere che possiamo ottenere
o creare tutto quello che pensiamo può essere molto forviante
e irrealistico e sarebbe oltretutto molto preoccupante. Quest'approccio
può condurre la persona fragile solo al narcisismo, alla regressione
e all'onnipotenza infantile piuttosto che al successo e alla liberazione.
In casi estremi può condurre anche alla paranoia (se crediamo infatti
che ogni pensiero negativo tenderà ad avverarsi non sarà facile
dormire sonni tranquilli). Un uso improprio del cosiddetto "pensiero
positivo" portato oltre i suoi limiti, invece che terapeutico
diventa patogeno, e da origine alla creazione di nuove illusioni.
C'è il rischio che invece che sviluppare la capacità di superare
l'ego e i suoi attaccamenti gli si dia forza, e invece di imparare a dirigere
l'attenzione all'interno, al silenzio, a stati meditativi e alla trascendenza
del pensiero, ci si vada ad invischiare ancor più nelle illusioni
mentali.
Un altro errore di prospettiva accettato da diverse correnti del Rebirthing
soprattutto nei primi anni della sua diffusione, mi pare questo: poiché
quando si sta bene i nostri pensieri sono tendenzialmente positivi e ottimistici,
quando si sta male basterà ripetere pensieri positivi e ottimistici
per stare bene. Non possiamo ingannarci da soli fino a questo punto e tutti
possiamo costatare che sorriderci allo specchio quando siamo depressi non
basta a darci l'allegria e non funziona come terapia.
Il pensiero creativo e trasformativo, nasce spontaneo ed emerge dal profondo.
Certamente osservare i pensieri e riconoscerne i limiti, vederne in trasparenza
la rete e trovare migliori traduzioni della realtà è importante,
ma non si tratta di uno sforzo di rendere positivo il pensiero, negando
le emozioni opposte che sono in noi. Questa sarebbe solo uno dei tanti meccanismi
di difesa dell'io (rimozione, negazione o proiezione). Una pratica corretta
induce a prendere coscienza delle proprie emozioni distruttive e ha andare
oltre... senza desiderare che scompaiano: proprio quando le abbiamo vissute
e riconosciute sino alla loro radice esse naturalmente scompaiono.
La pace mentale si manifesta nella calma senza desideri, non quando siamo
attaccati a dei risultati, a dei progetti e in balia delle aspettative.
Questo desiderare è solo un'espressione dell'ego e pesino se il pensiero
volontariamente diretto ci facesse ottenere quanto desideriamo, non è
detto che ciò ci siamo procurati in questo modo sortirà poi
il nostro bene e ci renderà felici. La Baghavad Gita e tutti i Maestri
insegnano ad agire per il meglio senza preoccuparci dei risultati dell'azione,
di concentraci su l'Assoluto e lasciare alla vita il compito di darci ciò
che ci spetta.
L'approccio Transpersonale, non cerca di cambiare ciò che si manifesta,
ma attraverso una passiva osservazione del pensiero e delle sensazioni suggerisce
il silenzio interiore, il mettere a fuoco la coscienza osservante, il Sé,
la Presenza Impersonale, sempre presente nel "qui e ora" come
fondamento.
Da quest'emancipazione giungono intuizioni profonde e la soluzione di molti
problemi e, quando necessario, la forza per accettare e superare con saggezza
i dolori che inevitabilmente prima o poi la vita ci presenterà, senza
la frustrate pretesa di avere controllo su tutti gli eventi esterni.
Oltre a questa già fondamentale differenza d'impostazione, nel Rebirthing
Transpersonale si cerca di evitare attentamente qualunque approccio manipolativo.
Secondo la mia scuola e sviante ad esempio dirigere le sedute verso specifici
scopi, chi assiste non deve dirigere l'esperienza, né dare a priori
un tema alla seduta (al contrario di molte scuole che svolgono seminari
o sedute con temi del genere: "Rivivere la nascita", "prosperità
e autostima", "Relazioni d'amore" "Money is my friend"...
ecc.).
Nel Rebirthing Transpersonale sono facilitate le esperienze catartiche spontanee
che possono avere come effetto la soluzione di problemi legati al trauma
della nascita o i problemi dell'autostima ecc. ma nello stesso tempo si
è ben attenti a non influenzare in alcun modo lo spontaneo dischiudersi
delle esperienze individuali, diverse per ciascuno, secondo la fase e il
livello che attraversa. Nessuno può sapere se il soggetto durante
la seduta avrà bisogno di rivivere traumi passati, chiarire i progetti
per il futuro, sintonizzarsi sul qui e ora, avere una catarsi liberatoria
o uno stato meditativo, o tutte queste cose in momenti diversi. Nel momento
che è l'io a dirigere la seduta come si può aver accesso all'inconscio
e al superconscio, e come si potrà giungere alla desiderata liberazione
dal dominio dall'io? (non è che è l'io ad avere i problemi,
è l'io stesso il problema).
Il Rebirthing ad Approccio Transpersonale non cerca quindi di dirigere
in alcun modo verso esperienze specifiche ma riconoscendo il potenziale
di saggezza e autoguarigione insito nell'individuo indica solo una via verso
lo sviluppo della Consapevolezza.
Altre scuole poi cercano di standardizzare la seduta secondo fasi uguali
per tutti, in cui si prevede ad esempio, che all'inizio il soggetto agiti
il corpo, in seguito ne prenda coscienza arto dopo arto, poi intenzionalmente
emetta vocalizzazioni liberatorie e poi entri in fasi più "mentali"
cercando di dirigere il pensiero a scopi desiderati ecc. Anche questo mi
pare un grande limite. Come ho detto, ognuno reagisce diversamente e fare
qualcosa secondo direttive intenzionali inibisce proprio lo scopo della
seduta, l'andare cioè oltre il controllo dell'io. Bisogna invece
lasciarci portare dal respiro intenso all'energia-coscienza impersonale,
per permettere reazioni e risposte spontanee, e per eventualmente cogliere
la dimensione Transpersonale dell'Essere. Come ho detto, più che
pensieri positivi dobbiamo andar oltre il pensiero
Il Rebirthing Transpersonale offre una tecnica per accedere a stati non
ordinari di consapevolezza, non a teorizzare o comprendere solo intellettualmente
dei concetti. Il processo è diretto non solo oltre l'io (verso un
Logos distaccato dal mondo fenomenico) ma nel contemporaneo confronto con
i nodi non risolti che possono appartenere a diversi livelli di sviluppo.
Catarsi e trascendenza s'integrano. Più saliamo in alto più
siamo in grado di scendere nel profondo e, dal piano elevato della coscienza
osservatrice, le ombre che emergono dall'inconscio, i traumi rimossi
e le paure nascoste sono dissolte nella chiarezza del confronto.
Il cammino dell'autoindagine è indicato dai grandi Maestri in ogni
tempo e cultura e una sua sintesi coerente è espressa dalla Filosofia
Perenne e dalla Psicologia Transpersonale. La respirazione è una
via maestra all'esperienza diretta di stati oltre all'io, e non deve essere
ridotta ad una fantasia d'onnipotenza dell'io separato.
Quanto ho scritto non vuole essere una sterile critica ad altre scuole,
bensì intende aprire un dialogo costruttivo e favorire lo sviluppo
di un serio lavoro interdisciplinare che permetta il pieno riconoscimento
delle straordinarie potenzialità che la respirazione intensa opportunamente
applicata può indurre.
Il rispetto profondo dell'individuo, per la sua sensibilità, i veri
suoi bisogni, per la sua indipendenza psicologica e per un suo sviluppo
naturale in questo processo trasformativo è un aspetto essenziale
che non deve mai essere trascurato.
Solamente dagli inizi degli anni ottanta il DAP (disturbo da attacchi
di panico) è stato inserito nel manuale diagnostico e statistico
redatto dalla American Psychiatric Association come disturbo specificamente
identificato. Ho avuto presto modo di riconoscere con certezza il rapporto
esistente fra l'insorgere delle crisi di panico e gli squilibri associati
alla respirazione, e già nel 1986 fu pubblicato sul Corriere della
Salute, un articolo sulle mie ricerche. Esaminando moltissime persone che
soffrivano di questo disturbo, ho rilevato che nella maggioranza dei casi
all'origine del panico c'è un meccanismo molto semplice: individui
(spesso inconsapevoli di soffrire da tempo di una respirazione non ottimale,
irrigidita e contratta) sono estremamente spaventati dalle sensazioni che
emergono quando inconsapevolmente intensificano la respirazione. La sensazione
di "mancanza d'aria" che accompagna a volte l'iperventilazione,
e i meccanismi associati agli squilibri acido-basici producono sensazioni
forti e inaspettate che il soggetto non sa come affrontare ed interpretare
e che lo disorientano fortemente.
I sintomi più comuni sono: timore di perdere il controllo, sensazione
di soffocamento, sensazione di svenimento, giramenti di capo, tachicardia,
tremori, sudorazione, depersonalizzazione, torpore o formicolio, improvvise
vampate di calore o senso di freddo, fastidio al torace, paura di morire,
paura di impazzire o di fare qualcosa d'incontrollato.
Tali sintomi portano al timore di allontanarsi dall'abitazione o di guidare,
di restare soli, di affrontare viaggi, ecc con gravi limitazioni della vita
personale e sociale.
Il DAP è molto diffuso e si stima che ne soffra oltre il 8% della
popolazione dei paesi sviluppati, vale a dire un numero estremamente grande
d'individui. Esso può colpire improvvisamente individui altresì
sani e socialmente realizzati. Al contrario di quanto si era creduto sino
ai primi anni 80 l'attacco di panico non è assimilabile ad una forma
d'ansia acuta e passeggera, ma è in un disturbo a sé stante.
Nella maggior parte dei casi di DAP una sola crisi basta a far nascere il
timore che essa possa ripetersi. Il soggetto ha un'inconscia paura di respirare
liberamente, teme che lasciandosi andare a ciò che ha dentro possa
perdere il controllo. Chi ha avuto la prima crisi in aereo avrà paura
di viaggiare con quel mezzo e, nel timore che quel qualcosa di strano e
incontrollabile possa accadere di nuovo, inizierà ad evitare ogni
altro mezzo di trasporto, anche l'auto, temendo di essere colto da un attacco
magari in pieno traffico. Alcuni incominciano a poter guidare solo se accompagnati,
per poi restringere ulteriormente il loro raggio d'azione sino a giungere,
nei casi più gravi, a temere perfino d'uscir da casa.
Attualmente la terapia medica convenzionale ritenuta più valida consiste
nella somministrazione di antidepressivi, tale intervento non è privo
di controindicazioni ed effetti collaterali, e non pare comunque risolutivo.
Alla terapia farmacologica sono spesso associate tecniche comportamentiste,
e gruppi di sostegno.
Un paio d'anni fa, il Prof. Battaglia all'Ospedale San Raffaele di Milano,
dopo dieci anni di ricerche ha scoperto l'inconfutabile esistenza di una
relazione tra gli attacchi di panico e la respirazione. Ha costatato che
i soggetti che soffrono di panico mostrano una reazione "si potrebbe
dire quasi allergica" all'eccesso di anidride carbonica (e, infatti,
il respirare anidride carbonica pura può innescare un attacco nei
soggetti predisposti). In un primo momento fui molto lieto di questa conferma
scientifica, mi ha poi stupito, tuttavia costatare che la risposta della
medicina ufficiale al problema è stato un farmaco usato per la cura
del Morbo di Parkinson che inibisce i recettori dell'anidride carbonica.
Anche questa mi pare una cura sintomatica e non risolutiva.
Spero che un approccio diretto alla respirazione per riequilibrare le reazioni
all'anidride carbonica, e gli squilibri bioenergetici abbia presto maggiori
riconoscimenti da parte di questi studiosi. Seguendo il decorso di centinaia
di casi, si può, infatti, sostenere con certezza che i sintomi degli
attacchi di panico sano definitivamente risolti quando la terapia s'incentra
sulla radice del problema: in altre parole sulla respirazione.
Riassumendo:
Si è costatato che le sensazioni scatenanti i casi di panico avevano
molti punti in comune con quelle indotte dall'iperventilazione, e che esisteva
un'evidente relazione tra gli attacchi di panico e le alterazioni del respiro.
Si è notato che i sintomi dell'iperventilazione (capogiro, formicolio
alle mani, timore di perdere il controllo emotivo, respiro affannoso, oppressione,
vertigine, paura ed eventuale tachicardia) sorgono con estrema facilità
in soggetti predisposti e in coloro che, senza esserne coscienti, si trovano
in condizione di subventilazione, vale a dire respirano male.
Si è verificata l'efficacia del Rebirthing ad approccio Transpersonale,
che permette attraverso una specifica tecnica di respirazione libera, svolta
sotto la guida di un esperto, di ristabilire stabilmente l'equilibrio del
Ph nel sangue, risolverei problemi legati all'iperventilazione, di
elaborare eventualmente le emozioni represse e sciogliere i blocchi bioenergetici.
Si è costatato osservando una vasta casistica che il metodo permette
di eliminare del tutto il sintomo e il timore associato all'attesa del suo
possibile insorgere, in modo rapido, sicuro e in poche sedute.
La Psicologia Transpersonale s'interessa in termini moderni e scientifici dello spirito, dell'anima e delle potenzialità latenti dell'uomo. Tali livelli e possibilità superiori della coscienza non possono essere escluse da una visione dell'uomo nella sua interezza e rappresentano la meta del suo sviluppo. Questi potenziali conducono alla saggezza e possono liberare l'uomo dalla sofferenza e dal conflitto. Benché oggi parlare di anima, spirito e di esperienze interiori di questo tipo possa essere per la gente comune un argomento inconsueto o astratto i saggi d'ogni tempo hanno indicato vie di realizzazione percorribili dall'uomo moderno con effetti certamente concreti sulla vita quotidiana. Solo negli ultimi decenni la psicologia occidentale si è aperta, dopo oltre un secolo di silenzio, al vasto orizzonte della trascendenza dell'io, e a metodi per lo sviluppo di qualità quali l'intuizione, la consapevolezza, la saggezza o la compassione, piuttosto che limitarsi a trattare delle patologie, spesso definite in rapporto alla devianza dal comportamento cosiddetto "normale". Certamente il Buddhismo, lo Yoga e le filosofie Orientali in genere, che dagli anni '70 si sono diffuse in Occidente, sono state determinanti per promuovere questi studi. La scienza in anni recenti ha riconosciuto l'efficacia trasformativa della meditazione e il valore psicologico e operativo della saggezza dei mistici, riscoprendo metodi che facilitano la consapevolezza dell'essenza interiore, lo Spirito, il Sé, la "Pura Consapevolezza", il testimone, il Divino nell'uomo. I rappresentanti di spicco di quest'area dello sviluppo interiore affrontano temi su cui è per tutti importante riflettere, se si vuol vivere in modo responsabile. La sofferenza dell'uomo dipende dal suo stato mentale confuso e offuscato e dal modo in cui si pone di fronte alla vita. Gli sforzi degli individui sono in genere diretti all'esterno, alla loro immagine, al successo materiale, al controllo delle situazioni. Molte energie sono spese per "cambiare" aspetti dell'io nel suo confronto con il mondo e si trascura di cercare di riconoscere che questo "io", sorgente di tanti problemi, è solo un aspetto superficiale del nostro essere totale. Se usassimo le stesse energie per manifestare i potenziali nascosti, senza perderci nei falsi problemi creati dalla mente, potremmo risolvere tanti dei problemi inutili che ci offuscano, e liberi da essi potremmo fluire con la vita, lasciando che siano l'intuizione e l'ispirazione a esserci di guida.
Gli uomini cercano in primo luogo di perseguire il piacere e di sfuggire il dolore, anche se inevitabilmente essi vanno e vengono e così lottano inutilmente per fuggire la realtà. Soprattutto, si cerca la felicità nella direzione sbagliata. La mente nella condizione normale è inquieta e distratta; s'identifica con ciò che osserva, dimentica la propria natura, mentre solo quando è silenziosa può udire i suggerimenti dell'anima. Essa diventa docile quando l'individuo si ricorda chi osserva la mente e il movimento del pensiero, ovviamente non è l'io illusorio creato dalla memoria, che viene osservato. Questo riconoscimento conduce alla trascendenza dell'io e in questa percezione immediata come svegliandoci da un sogno, si è coscienti per immedesimazione, di essere quell'ineffabile "qualcosa" che osserva e trascende la mente e il corpo, la sempre presente consapevolezza, trasparente e senza confini. Come uno specchio limpido non è influenzato da ciò che riflette possiamo partecipare alla realtà con equanime distacco e senza distorsioni.
In tutti i tempi, individui evoluti hanno riconosciuto che far tacere la mente è sufficiente perché sorgano stati di consapevolezza che producono chiarezza e serenità, amore e spontaneità offrendo una prospettiva radicalmente diversa della vita e della morte. Il riconoscimento attraverso l'autosservazione del movimento del pensiero e della natura illusoria dell'io esteriore conducono al risveglio e alla liberazione. Molti uomini credono di pensare ma "sono pensati", vittime del chiacchierio mentale e dei condizionamenti che impediscono loro di vedere la realtà se non attraverso distorsioni che determinano divisione e producono conflitto e sofferenza. Sappiamo che i pregiudizi impediscono di vedere correttamente le cose per quello che sono, ma il modo condizionato con cui si guarda alla realtà è così connaturato alla maggior parte degli individui che lo si considera "normale".
Parole come "anima" e "spirito" non sono comprese dai più se non come retaggio culturale di tradizioni religiose o come concetti astratti riferiti a qualcosa di molto lontano dalla vita di ogni giorno. L'anima invece, è quell'essenza coscienziale, situata oltre lo spazio-tempo, che tenta di esprimere il suo disegno creativo esperienziale attraverso di noi, ed è anche la nostra unicità peculiare. Al contrario dell'io che abbiamo costruito con l'esperienza, essa è innata.
L'anima può essere esperita mentre lo Spirito è ciò che "qui e ora" è testimone e substrato di ogni cosa, essenza che contiene lo spazio-tempo, che non può essere percepito perché "è ciò che percepisce". Il "Soggetto" che non può mai divenire "oggetto", esso è l'Uno senza un secondo, che trascende e integra l'anima individuale nella coscienza cosmica. Lo Spirito si situa prima e oltre il pensiero e le parole, perché si situa oltre allo spazio e il tempo. Nella visione indiana l'Atman (il Sé nella sua forma individualizzata) nella sua essenza è uno con il Brahman (il Sé Universale, l'Assoluto). L'anima, la cui realtà si situa ancora nel dualismo "io - mondo", nella sua essenza sconfina nel Brahman, nello Spirito Universale - principio universale della Consapevolezza e dell'Essere - di cui è raggio, oltre ogni dualismo.
Molti scienziati di fronte ai paradossi della fisica quantistica sono giunti a riconoscere che la Coscienza (Spirito) è l'interfaccia della materia e il suo substrato essenziale. Il cosmo stesso ha radici in dimensioni che trascendono lo spazio e il tempo che l'uomo non può concepire. Purtroppo questo concetto è spesso banalizzato e distorto da quelle scuole Newage che a questo punto affermano che possiamo con il pensiero creare ciò che vogliamo, confondendo la mente e l'io con l'anima e la Coscienza che li trascendono.
Quando si parla dello "Spirito", notiamo che i pregiudizi e falsi condizionamenti culturali dogmatici hanno usurpato il posto allo "Spirito Vivente" e fondato le basi della falsa spiritualità che domina il mondo. Dalla prospettiva limitata del livello mentale convenzionale (che oltretutto come abbiamo accennato è essenzialmente distorto) anche gli ideali, le fedi e le sagge filosofie quando sono considerate unilateralmente dalla prospettiva dell'ego ci allontanano dalla realtà nella sua immediatezza e mistero, nella sua ineffabile poliedricità e livelli, e danno adito al dogma e alla repressione, e ai conflitti che hanno insanguinato i secoli.
Lo spirito non è misurabile né descrivibile, ed è invece esperibile come stato di coscienza che si manifesta in un'ineffabile percezione non dualistica della realtà, nell'Unità in cui l'osservatore, l'osservato e l'osservazione sono indivisi. Quest'esperienza, inafferrabile per il pensiero razionale che per sua natura si basa sull'io, sul dualismo soggetto-oggetto, sul conosciuto e sul passato, può essere sperimentata attraverso l'autoindagine, l'insight e le tecniche che sono state "scientificamente" sviluppate dai mistici, dai saggi e sono la materia essenziale della Psicologia Transpersonale. Riconoscere la differenza tra la "mente egoica creata dal ricordo" e il "sé coscienza" è la vera iniziazione interiore che permette all'uomo di accedere al Nuovo Piano di Coscienza. La consapevolezza nella sua essenza è indefinibile: essendo il substrato stesso in cui ha luogo l'osservazione dei processi mentali con cui cerchiamo di definirla, essa è sempre "soggetto" e mai "oggetto". Per sua natura il pensiero non è in grado di cogliere la fragranza dell'esperienza diretta dell'Essere; infatti, spesso nell'istituire organizzazioni "spirituali" e nel propagare la fede attraverso i nostri "normali" sistemi di pensiero, creiamo spesso un'efficace trappola per chi ricerca la verità e rinforziamo i conflitti da cui volevamo fuggire attraverso lo "Spirito liberatore". Lo avevamo sentito bussare nel nostro cuore come il richiamo a un mondo più vero e buono e dopo averlo accolto si è rivelato un despota che c'imprigiona. Raramente la cultura imperante ci spinge a riflettere e indagare sulla natura di ciò che in noi osserva, o ci aiuta a comprendere gli ingannevoli meccanismi del pensiero condizionato. Forse poiché il pensiero accomuna tutti gli uomini, pare senza senso osservarne criticamente la natura e cercare di riconoscere se ha effetti distruttivi, e cercare modalità ed energie diverse per una vera trasformazione dell'uomo. Tuttavia è questa direzione trans-mentale e transpersonale la chiave del processo evolutivo che l'uomo deve affrontare.
Lo sviluppo del pensiero ha portato a sofisticate tecnologie, al benessere economico nei paesi industrializzati e a uno sviluppo scientifico senza precedenti, ma non a una migliore qualità della vita, e non ha di certo risolto i gravi problemi che vediamo nel mondo. Ha invece spesso condotto alla più profonda disarmonia e alla frammentazione che vediamo riflesse nei problemi ecologici e sociali che paiono sempre più gravi e irrisolvibili. La mente e il pensiero sono ottimi strumenti che dobbiamo dominare. La trasformazione del mondo comincia da noi stessi e passa per la trasformazione di sé.
Maestri dello Zen, dell'Advaita Vedanta, del Taoismo, i mistici Cristiani, e i "risvegliati" di ogni tempo e cultura cercano di indicare il sentiero della consapevolezza interiore che porta oltre al pensiero e all'identificazione con il corpo - mente.
Scaturisce dal contatto con il "testimone interiore" - "la sempre presente consapevolezza" - uno stato che è spesso definito: liberazione, risveglio, illuminazione. La visione "non dualista" integra l'impulso alla trascendenza oltremondano con il riconoscimento che il mondo è un riflesso dello Spirito e ne è inseparabile.
Recentemente, nel manifesto di un importante congresso sulla pace cui prendevano parte famosi personaggi del mondo politico e culturale tra i quali numerosi premi Nobel, è stato affermato che per risolvere i problemi e le sfide del terzo millennio l'uomo deve attraversare una trasformazione interiore che lo conduca a una Coscienza Cosmica. Una coscienza, quindi, libera dalle faccende egocentriche del pensiero, che può finalmente armonizzarsi con il Tutto e portare l'individuo a fluire con la vita quotidiana in libertà. Quando siamo rigenerati dal contatto con la "Pura Consapevolezza" la nostra personalità e il nostro io rinascono come espressione spontanea e autentica e la nostra individualità peculiare si esprime in armonia con il Tutto.
Come abbiamo ripetuto, assumere un atteggiamento autenticamente spirituale, olistico ed ecologico che conduca al benessere e alla pace, non è faccenda che compete al pensiero. Il proliferare di congressi e pubblicazioni su quest'argomento, se non sarà accompagnato dalla diffusione di pratiche esperienziali efficaci, porterà assai poco giovamento al mondo. Il cambiamento coscienziale non è l'accettazione di qualche nuova teoria, ma l'attuazione reale di un diverso modo di sentire. Le tradizioni spirituali ci hanno tramandato, oltre alle storie mitiche e simboliche, oltre a precetti morali e indicazioni per dirigere la società, anche autentiche vie esperienziali per il risveglio della Coscienza, che i mistici hanno utilizzato e trasmesso. La Psicologia Transpersonale ha assimilato un ricco repertorio di metodi che sono la sintesi dell'approccio scientifico moderno con la saggezza dell'Oriente. Tecniche esperienziali offrono a volte profonde immersioni in dimensioni interiori che attivano potenziali trasformativi d'incomparabile efficacia, e che spesso producono una vera e propria rinascita dell'individuo risvegliandolo alla propria vera natura. Questo processo comprende certamente la soluzione dei problemi psiconevrotici e dei blocchi energetici che inibiscono la realizzazione della pienezza di sé. La respirazione intensa del Rebirthing Transpersonale, poiché coinvolge il corpo, attiva l'energia vitale, scioglie blocchi energetici, risolve nella catarsi traumi passati e offre accesso a dimensioni superconsce e alla trascendenza dell'io, è una riconosciuta via maestra alla salute olistica.
"Il sufi" dice Jalal-uddin Rumi: "è parola non contenuta nel dizionario, il figlio del tempo presente." Il progresso spirituale è un progresso a spirale. Noi partiamo come bambini nell'eternità animale della vita in un punto del tempo, senza inquietudine per il futuro né rimpianto per il passato; cresciamo fino a entrare nella condizione specificamente umana di coloro che guardano avanti e indietro, che vivono in larga misura, non nel presente, ma nel ricordo e nell'anticipazione, non spontaneamente ma in base a una regola e con prudenza in stato di pentimento, timore e speranza; e possiamo continuare, se lo vogliamo, tornando con una sola virata verso un punto corrispondente al nostro punto di partenza nell'animalità, ma incommensurabilmente sopra esso. Una volta ancora la vita è vissuta nel momento: la vita, ormai, non di una creatura subumana, ma di un essere in cui la carità ha espulso il timore, la visione ha preso il posto della speranza, la spersonalizzazione ha messo fine all'egotismo positivo della reminiscenza compiacente e all'egotismo negativo del rimorso. Il momento presente è la sola apertura attraverso la quale l'anima può passare dal tempo nell'eternità, attraverso cui la grazia può passare dall'eternità nell'anima, e attraverso cui la carità può passare da un'anima nel tempo a un'altra anima nel tempo. Ecco perché il sufita, e insieme a lui ogni altro esponente che pratichi la Filosofia Perenne è, o cerca di essere, un figlio del tempo presente.
A. Huxley
Brano è tratto dal vol 1 de "L'IO TRASPARENTE"
Tu non puoi vedere colui che vede mediante la vista, tu non puoi udire
colui che ode mediante l'udito, tu non puoi pensare colui che pensa mediante
il pensiero, tu non puoi conoscere il conoscente con la conoscenza. Questo
è il tuo Atman che è in ogni cosa.
CHANDOGYA UPANISHAD
La maggior parte della tradizioni contiene delle nozioni sulla falsa
consapevolezza o falso io, il quale, una volta sconfitto, reso trasparente
o altrimenti trasceso, permette alla verità autoevidente di rivelarsi.
Diciamo, quindi, che il significato centrale degli esercizi dell'attenzione
è liberare l'essere umano dalla schiavitù alle macchinazioni
del falso io.
PHILIP NOVAK
La meditazione, l'introspezione, l'autoindagine, l'attenta osservazione
dei processi coscienziali e mentali sono certamente i mezzi con cui l'uomo
può districarsi dai vincoli dei condizionamenti di un vivere meccanico
e vuoto. Gesù diceva: «La Verità vi renderà liberi»
e «il Regno dei Cieli è dentro di voi». La filosofia (l'amore
per la conoscenza), la capacità di dare senso all'esistenza, lo sviluppo
dell'intelligenza e della comprensione, l'attenta investigazione della Verità
è certamente l'aspetto più importante della vita interiore
dell'individuo. Da ciò nasce la capacità di amare la vita.
Nell'uomo è insito un programma teso allo sviluppo del potenziale
per la realizzazione di serenità e pienezza. L'intelligenza intuitiva
da cui si attinge la conoscenza diretta appartiene ai livelli transmentali,
che trascendono cioè il pensiero razionale. È con gli occhi
dell'anima che l'anima prende coscienza di sé. Solo la conoscenza
dell'anima e l'armonia ci donano la capacità di vivere pienamente
una vita creativa e spontanea. Questa conoscenza non è prodotto dell'accumulo
di informazioni, dati e speculazioni intellettuali, ma risveglio della coscienza
di sé, e accesso a stati non ordinari di consapevolezza, ovvero a
nuovi livelli di comprensione. Gli sforzi dell'io e le strategie del pensiero
sono inutili nel processo del risveglio. La Grazia, la visione intuitiva
e la pienezza giungono a noi quando la mente tace e l'io si dissolve nella
consapevolezza. È proprio per facilitare l'induzione di stati non
ordinari e il risveglio della consapevolezza che le tecniche di respirazione
proposte dal Rebirthing Transpersonale si rivelano particolarmente opportune
ed efficaci. Nella pratica del respiro intenso si entra in contatto con
sensazioni immediate e la mente può liberarsi facilmente dai giochi
circolari del pensiero, focalizzandosi sul fluire delle sensazioni, che
sono spesso intense e coinvolgenti. L'alterazione momentanea dello stato
di coscienza favorisce l'allentarsi delle difese dell'io, ed è possibile
prendere contatto con le dimensioni inconsce e superconsce. Ottenuto dapprima
uno sblocco bioenergetico, l'atteggiamento introspettivo favorisce l'emergere
di profondi stati contemplativi. Dalla coscienza del "testimone"
che osserva il fluire dei mondi creati dalla mente, e dal suo immedesimarsi
in sé nel Sé, si raggiunge l'ineffabile stato non-duale d'Unità
con il Tutto. L'accesso allo stato di risveglio e al silenzio mentale, oltre
il quale non ci sono parole per alcuna descrizione, non è un'esperienza
rara riservata solo ai praticanti avanzati, ma può manifestarsi a
chiunque si ponga nell'auto-osservazione con l'atteggiamento opportuno,
e si riscontrano ben evidenti benefici in coloro che raggiungono il fondamento
dell'essere in questi momenti ineffabili. Il raggiungimento dei livelli
superiori della consapevolezza avviene attraverso un progressivo risolversi
dei nodi dei livelli inferiori d'identificazione (con il corpo, gli istinti,
le emozioni e il pensiero). Nell'esperienza ultima il "nodo dell'io"
è tagliato, ci si congiunge con la natura profonda dell'essere, e
una nuova nascita e una nuova vita si dispiegano per noi.