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La Psicologia
Transpersonale
Dott. Filippo Falzoni Gallerani
A. R. A. T. Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale
Piazza Castello, 23 - 20121 Milano
Tel. Fax 02-86 99 84 64
e-mail: filippo.falzoni@fastwebnet.it
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Trasparente"
IL REBIRTHING TRANSPERSONALE
Il Rebirthing è stato diffuso negli USA negli anni 70, anche se le
sue origini sono molto antiche e collegate al Pranayama del Kundalini Yoga
e ad antiche pratiche del Taoismo. In Italia questa tecnica è stata
sviluppata come metodo specifico in linea con i principi della Psicologia
Transpersonale dal Dott. Filippo Falzoni Gallerani.
Il dott. Filippo Falzoni Gallerani si è interessato della ricerca
interiore sin da ragazzo ed ha esperienza diretta con Maestri realizzati.
In numerosi viaggi, (una trentina prolungati soggiorni nella sola India)
e studi in prestigiose Università Americane, ha approfondito la sua
ricerca che lo ha condotto ad una sintesi tra le conoscenze scientifiche
e la saggezza orientale in linea con i principi delle più avanzate
correnti della Psicologia Transpersonale.
È autore di "IL RESPIRO DELL'ANIMA" (Armenia 1991) riedito
nel 2004 con il titolo "LA FORZA DI GUARIGIONE DEL RESPIRO" e
di "REBIRTHING TRANSPERSONALE" (Rusconi 1996 ora esaurito). Ha
recentemente pubblicato un nuovo libro di circa 800 pagine in due volumi:
"L'IO TRASPARENTE" (che contiene una parte antologica con brani
di diversi autori) che può essere richiesto all'Associazione.
Il Rebirthing applicato dalla scuola Transpersonale, si rivela un metodo
attraverso il quale si può ottenere un rapido processo d'autoguarigione
e risveglio per la soluzione di molti disturbi come l'ansia, la depressione
e, in particolare, degli attacchi di panico.
La respirazione è fattore cruciale per la salute fisica ed emotiva
degli individui e questo metodo induce in poche sedute una profonda liberazione
dai blocchi e dalle tensioni che rendono il respiro irregolare e rigido,
ridonando vitalità, vigore ed equilibrio.
Il Rebirthing Transpersonale, oltre ad essere un efficace catalizzatore
di grande potenziale terapeutico si dimostra un potente strumento per entrare
in contatto con stati non ordinari di coscienza, stati meditativi, di iperlucidità
e con dimensioni coscienziali non ordinarie, favorendo lo sviluppo della
consapevolezza e dell'intuizione.
La Psicologia Transpersonale è diretta allo sviluppo delle potenzialità
e degli aspetti più sani e creativi dell'individuo. E' detta "Transpersonale"
perché indirizzata a qualcosa che va oltre l'io e trascende l'atteggiamento
egocentrico e l'identificazione con la personalità per attingere
alla natura profonda dell'Essere. Una psicologia che non focalizza la sua
attenzione solo alla patologia, ma che riconosce i sentieri che conducono
alla liberazione, alla serenità, e ad una più profonda consapevolezza.
L'individuo può liberarsi dai conflitti interiori e dal chiacchierio
mentale che conduce a percezioni distorte e condizionate. Può entrare
in contatto con la propria Essenza e riconoscere il vero Sé. Tale
Sé profondo non e schiavo della mente, è la sempre presente
consapevolezza substrato di ogni esperienza. La realizzazione del nostro
sé offre all'individuo incomparabile lucidità, equilibrio
ed efficienza psicofisica.
La ricerca interiore conduce alla conoscenza di Sé e culmina con
la liberazione dalla sofferenza e alla "comprensione intuitiva della
natura dell'Essere".
Falzoni svolge sedute individuali presso il suo studio di Milano in Piazza
Castello, 23, conferenze, seminari in varie regioni d'Italia e all'estero
e corsi didattici professionali.
Il Rebirthing Transpersonale come pratica "Integrale"
Un terapeuta a tutto spettro è un archeologo del Sé. Questa
tuttavia, è un'archeologia che dissotterra il futuro, non il passato.
Questa archeologia del profondo, scava all'interno per trovare l'oltre,
l'emergente e il nuovo, non quanto è già sepolto; gli strati
più profondi ci spingono avanti, non indietro; sono strati di Eros,
non di Tanatos; portano alle nascite del domani, non alle tombe di ieri.
Ken Wilber
Integrale: In-Te-Gral-è Il gioco di parole, che mi fece notare
un'amica buddista, si adatta alla all'idea di pratica integrale cui tendo
professionalmente e nella vita.
L'intuizione di base è che nella consapevolezza della natura della
coscienza si trova la soluzione alla sofferenza e ai problemi umani. Il
tesoro è in noi, tuttavia per trovare la stabile consapevolezza del
testimone impersonale, che è essenza della nostra coscienza,
per realizzare la nostra pienezza e la nostra unione con il Tutto, dobbiamo
riconoscere le false identificazioni, e integrare i contraddittori aspetti
della personalità e i diversi livelli dell'essere. Solitamente l'individuo
vive in modo dissociato e conflittuale il rapporto tra questi livelli, perché
ci sono fasi dello sviluppo che non sono state completate, e dei livelli
sono stati trascesi ma non abbracciati come parte di sé, bensì
repressi. Trascendere l'identificazione con il corpo ed integrarlo, e così
fare con l'identificazione con le emozioni, con i pensieri e con l'io, sino
agli stati più sottili, è un percorso che conduce alla liberazione
ci conduce ad essere proprio ciò che siamo, consapevoli del
tessuto della mente e della complessa molteplicità in cui può
frammentarsi l'essere, del precarietà dell'io e dei limiti del pensiero.
Tutto appare sullo specchio trasparente della Coscienza ed è
superata la divisione interna tra controllore e controllato, le energie
disperse nel conflitto sono di nuovo a disposizione in progetti creativi,
il silenzio e il vuoto sono il sempre presente substrato di suoni e forme,
il gesto armonico diviene lo stato naturale. La riacquisita autenticità
rende spontanei e libera dallo sforzo. Possiamo vivere con pienezza la parte
che ci ha destinato il fato ed essere pienamente umani, e nello stesso tempo,
essere oltre le trame del sogno, non veramente coinvolti dai personaggi
creati dall'io. Possiamo percepire con chiarezza i prodotti del pensiero,
riconoscendone la trasparenza, immersi nella paradossale consapevolezza
di essere il Tutto e il Nulla, l'Assoluto e il relativo, il Vuoto e la Forma.
Chi pratica intensamente la meditazione per un sufficiente periodo di tempo,
giunge a cogliere che la Sempre Presente Consapevolezza o Testimone Impersonale,
è il substrato di qualunque fenomeno, e che tale Sé cosciente
"contiene" il mondo in modo non dualistico, in quanto
ne è la sostanza.
La consapevolezza immersa nel sé porta alla trascendenza dell'io
e all'unità della vita. Quest'esperienza, che può essere
facilitata da pratiche psicofisiche specifiche, può accadere spontaneamente
in particolari circostanze della vita ed è testimoniata da tutti
coloro che nei secoli, hanno riconosciuto la natura spirituale della coscienza
investigando il mistero dell'essere.
Ebbi modo di vivere un'esperienza di trascendenza simile quando avevo 20
anni, mi trovavo in California di passaggio da un viaggio motociclistico
iniziato all'estremità del Sud America (partecipavo al raid: Terra
del Fuoco - Alaska). Quando ero quasi giunto alla meta, un incidente con
diverse fratture alla spina dorsale mi aveva portato molto vicino alla morte.
Durante la degenza in ospedale, ripetutamente mi trovai in stati di coscienza
non ordinari (solo molti anni dopo, avrei letto i libri che trattano le
NDE: near death experiences, le esperienze di vicinanza con la morte ed
il loro eventuale potere trasformativo). In quei momenti percepivo con chiarezza
la vita da prospettive totalmente nuove e fu come se potessi ricordare quale
era la mia vera natura, riconoscere quanto futili erano gli affanni dell'io
e i nodi del pensiero. La vita appariva illusoria, e tuttavia sentivo che
l'avrei apprezzata molto di più se avessi potuto vivere ancora, anche
se la morte fisica, in quei momenti, mi pareva un fatto davvero insignificante
che neppure poteva toccare lo spazio senza confini della coscienza, che
era il mio vero Sé. In esso, apparivano lo spazio e il tempo, il
corpo, gli oggetti e i pensieri. Avevo momenti estatici nella percezione
della beatitudine della coscienza immersa in se stessa che era una realtà
autoevidente, seppure il mio corpo fosse martoriato. La consapevolezza abbracciava
spazi impensabili e faceva apparire la trama del passato da una prospettiva
nuova, in cui mi pareva come un'illusione da cui mi stavo destando nella
profondità di attimi eterni.
Guarito dalle numerose fratture e tornato in Italia, mi accorsi che certi
miei atteggiamenti di fondo erano definitivamente cambiati, tuttavia quello
stato di stupenda lucidità tendeva a venir sempre più offuscato
man mano che ricadevo in qualche attaccamento, mi illudevo nel gioco di
altri "io" creati dal pensiero con cui mi identificavo, vedevo
emergere le dinamiche dei giochi familiari in cui ero cresciuto, e mi confrontavo
con le caratteristiche e i limiti del mio carattere che parevano immodificabili.
Così ebbe inizio quello che ora posso definire il lavoro d'integrazione.
La laurea in psicologia, un periodo d'analisi junghiana, lo studio delle
filosofie orientali il Buddismo, Hinduismo, Aurobindo, Krishnamurti, la
Teosofia, la storia delle religioni e la psicologia moderna, la fisica quantistica
e il nuovo paradigma, le Upanishad, sciamanesimo e antropologia, stati di
coscienza, mitologia, Jung, Hillman, Nisargadatta Maharaj, Nietszche, filosofia
e letteratura varia ecc... Ma mi rendevo conto che tutto questo conoscere
non è infondo che astrazione rispetto al concreto confronto, momento
per momento con il fluire della vita, con il mondo dei sentimenti, con le
passioni e i desideri, con i tumulti dell'anima, con il confronto con sé
stessi, il confronto con la natura tragica della vita in cui tutto è
transitorio. Nella ricerca mi son trovato a dover metter d'accordo aspetti
assai contrastanti, essendo attratto fortemente sia dall'ascesi e dalla
meditazione, sia dai sensi e dalla ricerca del piacere. Anche lo studio
dei testi mi conduceva a volte a lotte interiori, nel confronto con teorie
opposte e antitetiche ed entrambe vere, che perciò evocavano
irrisolvibili paradossi, che tuttavia spesso in attimi di chiarezza, attraverso
un lampo d'intelligenza intuitiva, si completavano vicendevolmente. Paradossi
e unione degli opposti erano, perciò i temi ricorrenti di quegli
anni di ricerca in cui dovevo mettere assieme pulsioni diverse e cercare
di dar senso alla vita, intanto che mi stavo laureando in psicologia.
Lavorando su questi temi ho frequentato diversi maestri, e negli Stati Uniti
leader famosi delle emergenti correnti della psicologia. Dopo circa sei
anni dall'incidente in Usa, sono arrivato da Sri Babaji di Herakhan in India,
un maestro della tradizione shivaita considerato in India un Guru del più
alto lignaggio. Egli sarebbe diventato il mio fondamentale riferimento spirituale
d'allora in poi. Sotto la sua guida ho iniziato le pratiche vere e proprie,
le discipline spirituali e la meditazione, con lunghi ritiri nell'eremitaggio
ai piedi dell'Himalaya. Pratiche corporee severe e discipline diverse, nel
contesto comunitario, possono rendere davvero integrale il lavoro che qui
si svolge.
Fu all'inizio degli anni ottanta, proprio a Herakhan, che sotto Suo diretto
suggerimento sperimentai una insegnante Italiana che lo aveva appreso da
Orr in America il Rebirthing, una potente tecnica di respirazione intensa
e prolungata. Ebbi un'esperienza per molti versi straordinaria e inaspettata,
certamente tra le più importanti ed interessanti della mia vita.
Durante la mia prima respirazione infatti, dopo passaggi in stati diversi
accompagnati da sensazioni fisiche inusuali, ritrovai la percezione chiara
e diretta dello stesso stato di consapevolezza "espansa" che
avevo sperimentato prima d'allora solo all'ospedale, quando mi trovavo tra
la vita e la morte. Ora senza dover pagare un tanto caro biglietto d'accesso
all'altra realtà, semplicemente attraverso questa respirazione,
dopo diversi passaggi interiori, ritrovavo l'attimo eterno, la natura
non duale del Cosmo e il mio vero Sé.
Per altro fu straordinario l'effetto che parallelamente si manifestò
sul piano fisico cioè la completa guarigione di un mal di schiena
che mi portavo come esito delle fratture riportate nell'incidente motociclistico.
Così non solo avevo avuto un'insperata e quasi miracolosa guarigione
da un disturbo cronico alla spina dorsale considerato inguaribile, ma avevo
trovato un metodo che mi permetteva di alterare lo stato della coscienza
e ristabilire il contatto con le dimensioni più profonde. Negli anni
avrei dedicato tutte le mie energie ad un'applicazione che tenesse in conto
la dimensione Transpersonale, ma saldamente ancorata ad una visione il quanto
più possibile integrale. Avevo riconosciuto che attraverso
la respirazione si attivavano processi che potevano interessare tutti i
livelli e che ad ogni livello si potevano attivare questi potenziali terapeutici,
e che le problematiche dei livelli inferiori dovevano essere opportunamente
affrontate perché le eventuali esperienze transpersonali potessero
essere assimilate e stabilizzate.
Compresi presto che le potenzialità del Rebirthing non erano state
mai sfruttate appieno a causa di una base filosofica assai superficiale
e discutibile delle prime scuole d'origine statunitense, che mi parevano
indirizzate verso un narcisistico rafforzamento dell'io piuttosto che ad
una reale comprensione della sua natura illusoria. Se non fosse stato Sri
Babaji stesso a suggerirmelo, forse non avrei neppure provato quest'esperienza
perché, da quanto sapevo del Rebirthing, ero giunto alla conclusione
che doveva trattarsi di una delle tante pratiche di moda della New Age,
basate sul pensiero positivo e l'illuminazione a buon mercato (basti dire
che da molte scuole veniva proposta perfino l'immortalità fisica).
Era evidente, secondo il mio punto di vista, che molte cose insegnate e
scritte nei libri dei fondatori del Rebirthing, erano adatte soltanto ai
principianti, in quanto in una estrema semplificazione degli aspetti psicologici
e spirituali dell'individuo si era perduta ogni profondità e prospettiva.
Dopo anni di pratica durante i quali avevo seguito migliaia di casi, tenuto
centinaia di seminari, scritto due libri sull'argomento e raccolto molte
soddisfazioni, potevo affermare con certezza che per un gran numero di soggetti
il Rebirthing si dimostrava straordinariamente efficace nel produrre esperienze
trasformative spontanee che nascevano spesso da un susseguirsi di sblocchi,
sia fisici con razioni tipiche della bioenergetica, sia emozionali con reazioni
di catarsi, sia con lo svelamento di contenuti inconsci, oppure stati di
lucidità e insight, e momenti di profonda consapevolezza che culminavano,
nell'esperienza del Sé, che le parole non possono descrivere.
Giunto ad una certa maturazione nel mettere assieme un coerente approccio
che, oltre alla psicologia classica tenesse conto della dimensione Transpersonale,
ho incontrato i libri fondamentali di Ken Wilber e lo sviluppo del mio lavoro
ne ha ricevuto un grande contributo perché finalmente in una "Psicologia
Integrale" potevo trovare il contenitore teorico delle diverse esperienze
indotte dal metodo che avevo sviluppato, e un confronto fecondo tra il mio
lavoro di ricerca interiore, la filosofia orientale e i più moderni
studi scientifici multidisciplinari ad ampio spettro.
Lo scopo di una "Psicologia Integrale" è, appunto, quello
di onorare e abbracciare ogni aspetto della coscienza umana. Wilber mettendo
assieme centinaia di sorgenti, Orientali e Occidentali, antiche e moderne,
crea un modello che include le onde di sviluppo, le correnti di sviluppo,
gli stati di coscienza, e l'io che segue il loro percorso dal subconscio,
al conscio, al superconscio.
Benché Ken Wilber sia considerato nel mondo tra i più grandi
filosofi viventi e le sue opere siano diffuse in decine di traduzioni come
nessun altro saggista contemporaneo in America, in Italia la sua opera è
poco conosciuta.
Wilber considera necessario che qualcuno ricordi che la psicologia ha la
sua vera origine nelle tradizioni spirituali. Ci ricorda che il concetto
d'inconscio reso popolare da Von Hartman con Filosofia dell'Inconscio nel
1869, derivava da Schopenhauer, il quale, a sua volta, derivava la sua visione
del mondo principalmente dal misticismo Orientale, il Buddismo e le Upanishad
in particolare. Sotto la coscienza individuale giace una coscienza cosmica
che per la maggior parte della gente è "inconscia", ma
che può essere risvegliata e pienamente realizzata, il rendere conscio
ciò che è inconscio e il maggior bene per l'uomo. Persino
Freud la cui visione materialista è ben nota, prese il concetto di
"Es" da Groddeck, che teorizzava l'esistenza di un Tao cosmico
o di un organico spirito universale.
Wilber ci ricorda che Fechner, William James, J. Mark Baldwin, che sono
i padri della psicologia, cercarono di essere pienamente scientifici e pienamente
spirituali e non trovarono contraddizione o difficoltà in questo
grande abbraccio.
"La psicologia è lo studio della coscienza umana e delle sue
manifestazioni nel comportamento. Le funzioni della coscienza includono
la percezione, il desiderio, la volontà e l'azione. Le strutture
della coscienza, di cui alcune sfaccettature possono essere inconsce, includono
il corpo, la mente, l'anima e lo spirito. Gli stati di coscienza
includono gli stati normali (veglia, sonno e sogno) e gli stati alterati
(stati non ordinari e meditativi). I modi della coscienza includono
l'estetica, la morale e la scienza. Lo sviluppo della coscienza si
espande all'intero spettro dal "prepersonale" al "personale"
e al "transpersonale", dal subconscio, al conscio al superconscio,
dall'Es, all'Ego, allo Spirito. Gli aspetti relazionali e comportamentali
della coscienza si riferiscono alla sua mutua interazione con il mondo oggettivo
esteriore e il condiviso mondo socioculturale di percezioni e valori condivisi.
Il grande problema della psicologia, per come si è storicamente sviluppata,
è che frequentemente la maggior parte delle differenti scuole ha
preso uno solo dei molteplici aspetti di questo fenomeno straordinariamente
ricco e sfaccettato, annunciando che solo quello era l'aspetto che valeva
la pena studiare (o perfino che era l'unico aspetto esistente). Il Comportamentismo
notoriamente ha ridotto la coscienza alle sue manifestazioni comportamentali
osservabili. La psicoanalisi ha ridotto la coscienza alle strutture dell'io
e al loro impatto con l'es. L'Esistenzialismo ha ridotto la coscienza alle
strutture personali e alle modalità intenzionali. Molte scuole di
Psicologia Transpersonale focalizzano l'attenzione solamente sugli stati
alterati di coscienza, senza una coerente teoria dello sviluppo delle
strutture della coscienza. Le Psicologie dell'Oriente tipicamente eccellono
nella descrizione dello sviluppo della coscienza dagli ambiti personali
a quelli transpersonali, ma hanno una comprensione molto limitata degli
sviluppi precedenti, cioè dal prepersonale al personale.
La scienza cognitiva porta mirabilmente l'empirismo scientifico ad affrontare
il problema, ma spesso finisce nel ridurre semplicemente la coscienza alle
dimensioni obbiettive dei meccanismi neuronali e a funzioni simili a quelle
di un biocomputer, devastando così il mondo della vita e della coscienza
stessa.
Wilber ci mostra che invece tutti gli aspetti sopra menzionati sono una
parte importante della storia umana e tutti vanno presi in considerazione."
La "Grande Catena dell'Essere" è il "Grande Campo
dell'Essere", ciascuna successiva dimensione abbraccia e avvolge la
precedente, come si può rappresentare con una serie di cerchi concentrici
o sfere. Per ogni livello c'è l'approccio adatto e specifico.
Negli ultimi circa 3000 anni, i filosofi che si sono occupati di Filosofia
Perenne si sono trovati in accordo quasi unanime, anche quando provengono
da culture diverse, sui principali livelli del Grande Campo, sebbene il
numero delle divisioni di questi livelli possa variare considerevolmente.
Alcune tradizioni presentano solo tre maggiori principali livelli o reami
(corpo, mente e spirito o grossolano, sottile e causale). Altri ne hanno
presentati 5 (materia, corpo, mente, anima e spirito), altri ancora, sette
(i sette chakra della Kundalini). La maggior parte delle tradizioni ha inoltre
distinzioni molto sofisticate di questi livelli, offrendo spesso 12, 30,
e anche 108 suddivisioni dei livelli dell'essere e della coscienza che possono
essere definiti nel tentar di rappresentare questo tanto complesso Cosmo.
(Ken Wilber scrive Kosmo ad indicare una totalità che comprenda anche
la coscienza insita nel cosmo).
Scrive Ken Wilber: "Molti di questi filosofi del perenne come per esempio
Plotino e Aurobindo, hanno trovato che una dozzina di livelli di coscienza
poteva essere il numero adatto.
Il Grande Campo è semplicemente un grande nido morfogenetico che
offre uno spazio di sviluppo nel quale i potenziali umani possono realizzarsi.
I livelli di base del Grande Campo sono le onde di base di tale sviluppo:
dalla materia al corpo, alla mente, all'anima e allo spirito.
L'io (il sé) naviga attraverso le onde di base del Grande Campo,
usando le sue capacità di identificarsi con ogni onda e di
cavalcarla sino ad una specie di completamento. L'io ha la capacità
d'identificarsi intimamente con un livello di coscienza, di diventare competente
a quel livello e poi disidentificarsi da esso (integrandolo), allo scopo
di salire alla successiva più alta e ampia sfera, per identificarsi
con essa (e così via sino all'esaurimento delle sue capacità
di crescita).
Ogni volta che il centro di gravità dell'io orbita attorno ad un
nuovo livello di coscienza, manifesta certamente una nuova e differente
prospettiva della vita. Proprio perché ogni livello di base del Grande
Campo ha una differente architettura, l'io ad ogni livello vede un mondo
differente: affronta nuove paure, ha differenti scopi, soffre di nuovi
problemi. Ha un nuovo set di bisogni, una nuova classe morale, un nuovo
senso di sé".
Ken Wilber è un fondamentale riferimento per chi segue un sentiero
di ricerca interiore o pratichi qualunque tecnica terapeutica, d'autoconoscenza
o di sviluppo del potenziale. Peculiare di Wilber è il poter unire
una profonda esperienza con la meditazione, l'esperienza diretta degli stati
di coscienza più profondi (Satori, stati di assorbimento o Samadhi,
stati contemplativi, ecc) all'essere uno scienziato e un intellettuale erudito
e lucido, in grado di organizzare una immensa mole di conoscenze culturali.
Wilber ci ricorda che l'evoluzione umana non si è fermata in tempi
mitici, nel glorioso passato dell'Età dell'Oro, ma che continua e
si sviluppa con l'emergere di una più ampia consapevolezza che va
oltre l'io razionale in dimensioni translogiche, verso un emergente nuovo
piano di coscienza in cui l'intuizione sostituisce o integra il pensiero.
Non si tratta quindi di un ritorno al passato romantico dell'innocenza delle
origini o dell'infanzia, ma della conquista di una più ampia consapevolezza
di sé e del Cosmo.
Del suo approccio teorico sono di sostanziale importanza anche i cosiddetti
4 quadranti: il mondo soggettivo interiore dell'io, il mondo oggettivo
del corpo, (due quadrati superiori) il mondo della psiche collettiva della
cultura cui apparteniamo, e il mondo fisico della società in cui
viviamo (due quadrati inferiori).
"La più importante implicazione di un approccio "tutti
i livelli, tutti i quadranti" alla spiritualità, consiste nel
fatto che i livelli fisco, emozionale, mentale, e spirituale, dovrebbero
essere simultaneamente esercitati nel Sé, nella cultura e nella natura,
nei domini dell'io del noi e del ciò. Ci sono numerose variazioni
di questo tema, che vanno dalle pratiche trasformative integrali, alla spiritualità
diretta al bene sociale, e alle relazioni come cammino spirituale. Il numero
dei gruppi e delle organizzazioni che applicano pionieristicamente questo
tipo di approccio è troppo grande per farne una lista."
E' molto difficile sintetizzare il pensiero di Ken Wilber perché
i suoi voluminosi trattati sono a loro volta delle grandi sintesi, e non
è questa la sede per riassumerne l'opera, ma solo per accennare l'importanza
del suo approccio per il mio lavoro.
Il Rebirthing, come molti sanno, è una pratica basata su una particolare
respirazione intensa e prolungata, con sedute individuali o seminari di
gruppo, in cui viene dato, dopo una introduzione verbale, tutto il tempo
necessario a completare un ciclo respiratorio mantenendo una respirazione
libera e circolare in posizione supina. Alla fine della seduta, che può
durare sino alle due ore o oltre, dopo le fasi di rilassamento ed eventualmente
di meditazione, si svolge un colloquio per elaborare e interpretare, per
quanto necessario, l'accaduto.
Il setting che considero più opportuno è quello in cui l'individuo
si appresta ad affrontare ciò che emerge spontaneamente man mano
che il respiro produce i suoi effetti di attivazione, rimanendo in uno stato
di attenzione passiva, di consapevolezza momento per momento di ciò
che si manifesta, nell'ineffabile ascolto della sensazione di essere
vivi, attenti alla domanda interiore "Chi dice: Io Sono?,
"Chi sta provando questo?" "Che cosa provo ad essere
vivo ora?". Come afferma Ramana Maharsi: "Altri sentieri
si sforzano di raggiungere qualcosa, l'autoindagine cerca colui che fa lo
sforzo".
Con questa disposizione e presenza mentale la seduta produrrà
ciò che davvero deve produrre e permetterà non solo alla coscienza
di confrontarsi ed integrare beneficamente le sensazioni fisiche, emotive,
mentali e le percezioni degli stati sottili e psichici, ma, eventualmente
nei soggetti interiormente maturi, di riconoscersi, oltre le trame della
vita, come il Sé che trascende lo spazio e il tempo.
Osservando l'io nella sua trasparenza, lasciando accadere senza scelta
ciò che emerge, la seduta sarà imprevedibile e auto-regolata
dalla saggezza intrinseca e dal potenziale di guarigione di ognuno.
La trasparenza dell'io sorge quando guardiamo alle cose della vita senza
identificazione in colui che agisce come entità separata, senza identificarci
quindi in colui che desidera e teme, ma nella chiarezza dell'osservazione
dei fenomeni nella loro interezza oggettiva. Quest'osservare che nasce dal
silenzio interiore e dalla presenza mentale ci permette di tornare a vivere
in presa diretta con il presente e di ritrovare la sintonia con la vita
nella sua pienezza. Superato l'infantilismo del pensiero magico, il conformismo
del pensiero mitico e l'aridità del pensiero esclusivamente razionale,
si aprono spazi all'intuizione, e all'amore, e ciò ci permette di
vivere il nostro quotidiano in modo assai diverso sotto ogni aspetto.
Il Rebirthing Transpersonale si pone nella prospettiva di accogliere tutti
i diversi livelli per integrarli nella coscienza, evitando le illusioni
prodotte dai desideri dell'io, dalle aspettative romantiche e dalle fantasie
di onnipotenza che spesso sono gli ingredienti tossici presenti in molte
ricette altresì olistiche.
Il metodo è applicato evitando ogni manipolazione, nella chiara percezione
di "ciò che è", nell'attenzione non divisa
al presente, e al reale, in un contesto rassicurante che metta
l'individuo nelle condizioni di avere il coraggio di lasciarsi andare ed
affrontare i contenuti che possono manifestarsi senza che dall'esterno ci
siano influenze determinanti la sua esperienza.
Ne ho constatato l'efficacia straordinaria per la soluzione degli attacchi
di panico dato lo specifico e accertato rapporto tra questo disturbo e la
respirazione.
Ho notato che gli individui refrattari al metodo sono un'esigua minoranza,
numerosissimi coloro che risolvono in breve tempo problematiche emotive,
psicosomatiche, l'ansia e la depressione e i disturbi della personalità,
e che un numero davvero notevole di soggetti giunge a stati di consapevolezza
profonda e può iniziare un autentico processo di realizzazione di
sé.
E' caratteristica del contesto integrale, il riconoscere, l'accogliere e
mettere assieme i diversi livelli, con una visione la più ampia possibile.
Ogni teoria è vera ma parziale e possiamo accoglierne il contributo
all'interno di una visione onnicomprensiva.
La Psicologia del futuro, quest'approccio integrale, deve mantenere un'apertura
intuitiva e flessibile in grado cogliere sempre più ampi spazi dell'essere,
per permettere all'individuo di realizzare la pienezza delle sue possibilità,
e il Rebirthing Transpersonale coinvolgendo corpo, emozioni, mente e spirito,
penso possa essere davvero uno dei più efficaci metodi di sviluppo
integrale dell'individuo.
Oh Bhairav Nath (Shiva) Tu, rifugio di chi non ha amici,
Essere Supremo,
Che pervadi sia i mondi senzienti,
Che i non senzienti, pura Coscienza, uno ed eterno, infinito...
Per la potenza della tua grazia
Oggi il mondo mi appare come la Tua Persona, o Mahesha,
E Tu come il mio Atman, e così sento quest'intera creazione come
il mio stesso sé.
UPANISHAD
La Psicologia Transpersonale s'interessa in termini moderni e scientifici
dello spirito, dell'anima e delle potenzialità latenti dell'uomo.
Tali livelli e possibilità superiori della coscienza non possono
essere escluse da una visione dell'uomo nella sua interezza e rappresentano
la meta dello sviluppo. Conducono alla saggezza e possono liberare l'uomo
dalla sofferenza e dal conflitto. Benché, a livello di massa, al
giorno d'oggi parlare di anima, spirito e di esperienze interiori di questo
tipo possa apparire argomento inconsueto, astratto e lontano dal quotidiano
della gente comune, saggi e maestri d'ogni tempo hanno indicato vie di realizzazione
percorribili da ognuno. Solo negli ultimi decenni la psicologia occidentale
si è aperta (dopo oltre un secolo di silenzio) al vasto orizzonte
della trascendenza dell'io, e allo sviluppo di qualità quali l'intuizione,
la consapevolezza, la saggezza o la compassione, piuttosto che limitarsi
allo studio delle patologie come devianza dal comportamento cosiddetto "normale".
La scienza in anni recenti ha riconosciuto l'efficacia trasformativa della
meditazione e il valore psicologico e operativo della saggezza dei mistici,
riscoprendo metodi che facilitano la consapevolezza dell'essenza interiore,
lo Spirito, il Sé, la "Pura Consapevolezza", il testimone,
il Divino nell'uomo. I rappresentanti di spicco di quest'area della ricerca
per lo sviluppo dell'uomo affrontano temi su cui è per tutti importante
riflettere. La sofferenza dell'uomo dipende dal suo stato mentale confuso
e offuscato e dal modo in cui si pone di fronte alla vita. Gli sforzi degli
individui sono in genere diretti all'esterno, come le preoccupazioni per
il successo materiale, l'incerto domani, il controllo delle situazioni,
e sono determinati in gran parte dai condizionamenti del passato. Gli uomini
cercano in primo luogo di perseguire il piacere e di sfuggire il dolore,
anche se inevitabilmente essi vanno e vengono. Ma, soprattutto, cercano
la felicità nella direzione sbagliata. La mente nella condizione
normale è inquieta e distratta; s'identifica con ciò che osserva,
dimentica la propria natura. Essa diventa docile quando ricordiamo che siamo
il soggetto osservante, e non l'io illusorio creato dalla memoria, che stiamo
osservando. Come svegliandoci da un sogno, diveniamo coscienti per immedesimazione
di quel "qualcosa" di essenziale che osserva e trascende la mente
e il corpo. In tutti i tempi, individui evoluti hanno riconosciuto che uno
spostamento interiore della coscienza è sufficiente perché
sorgano stati di consapevolezza che producono chiarezza e serenità,
amore e spontaneità. Il riconoscimento attraverso l'autosservazione
del movimento del pensiero e della natura illusoria dell'io esteriore conducono
al "risveglio" e alla liberazione. Molti uomini credono di pensare
ma "sono pensati", vittime del chiacchierio mentale e dei condizionamenti
mentali che impediscono loro di vedere la realtà se non attraverso
le distorsioni che determinano ogni attività producendo conflitto
e sofferenza. Sappiamo che i pregiudizi impediscono di vedere correttamente
le cose come sono, ma il modo condizionato con cui si guarda alla realtà
è così connaturato alla maggior parte degli individui che
lo si considera "normale".
Parole come "anima" e "spirito" non sono più
comprese dall'uomo moderno se non come retaggio culturale di tradizioni
religiose o come concetti astratti riferiti a qualcosa di molto lontano
dalla vita di ogni giorno. L'anima, secondo i saggi, invece, è quell'essenza
coscienziale, situata oltre lo spazio-tempo, che tenta di esprimere il suo
disegno creativo esperienziale attraverso di noi, ed è anche la nostra
unicità peculiare, e lo Spirito è ciò che "qui
e ora" è testimone e creatore, substrato di ogni cosa, essenza
che contiene lo spazio-tempo. "Soggetto" che non può mai
divenire "oggetto", esso è l'Uno senza un secondo che trascende
e integra l'anima individuale nella coscienza cosmica. Lo spirito si situa
prima e oltre il pensiero e le parole con cui definirlo. Nella visione indiana
l'Atman (il Sé nella sua forma individualizzata) nella sua essenza
è uno con il Brahman (il Sé Universale, l'Assoluto). L'anima,
la cui realtà si situa ancora nel dualismo "io - mondo",
nella sua essenza sconfina nello Spirito Universale - principio universale
della Consapevolezza e dell'Essere - di cui è raggio, oltre ogni
dualismo.
Molti scienziati di fronte ai paradossi della fisica quantistica sono giunti
a riconoscere che la Coscienza (spirito) è l'"interfaccia"
della materia e il suo substrato essenziale.
Quando si cerca di parlare dello "Spirito", che per la sua stessa
natura trascende la dimensione del pensiero, notiamo che i pregiudizi e
falsi condizionamenti culturali dogmatici hanno usurpato il posto allo "Spirito
Vivente" e fondato le basi della falsa spiritualità che domina
il mondo. Dalla prospettiva limitata del livello mentale convenzionale (che
oltretutto come abbiamo accennato è essenzialmente distorto) anche
gli ideali, le fedi e le filosofie che hanno avuto un'importante funzione
nello sviluppo delle culture e delle civiltà diventano pregiudizi
che ci allontanano dalla realtà nella sua immediatezza e mistero,
danno adito alle superstizioni e ai conflitti che tanto hanno insanguinato
i secoli.
Lo spirito non è misurabile né descrivibile, ed è invece
esperibile come stato di coscienza che si manifesta in un'ineffabile percezione
non dualistica della realtà, nell'Unità in cui l'osservatore,
l'osservato e l'osservazione sono indivisi. Quest'esperienza è inafferrabile
per il pensiero razionale che per sua natura si basa sull'io, sul dualismo
soggetto-oggetto, sul conosciuto e sul passato, ma può essere sperimentata
attraverso l'autoindagine, l'insight e le tecniche che sono state "scientificamente"
sviluppate dai mistici, dai saggi e da coloro che hanno perseguito la ricerca
di sé sino al successo. Comprendere la differenza tra la "mente
egoica creata dal ricordo" e il "sé coscienza" è
uno dei principali problemi che l'uomo deve risolvere. La consapevolezza
nella sua essenza è indefinibile: essendo il substrato stesso in
cui ha luogo l'osservazione dei processi mentali con cui cerchiamo di definirla,
essa è sempre "soggetto" e mai "oggetto". Per
sua natura il pensiero è impossibilitato a racchiudere in concetti
la fragranza dell'esperienza interiore dell'Essere; infatti, spesso nell'istituire
organizzazioni "spirituali" e nel propagare delle fedi attraverso
i nostri "normali" sistemi di pensiero escogitiamo involontariamente
un'efficace trappola per la nostra ricerca di verità e precipitiamo
ancora più in quei conflitti da cui volevamo fuggire attraverso lo
"Spirito liberatore". Lo avevamo sentito bussare nel nostro cuore
come ricerca di un senso all'esistenza e ne abbiamo fatto un despota che
c'imprigiona. Raramente la cultura imperante ci spinge a riflettere e indagare
sulla natura di ciò che in noi osserva e comprendere gli ingannevoli
meccanismi del pensiero condizionato. Forse perché il pensiero accomuna
tutti gli uomini del pianeta, ci appare senza senso osservare criticamente
la sua natura e i suoi effetti distruttivi, e cercare modalità ed
energie diverse per una vera trasformazione dell'uomo. Lo sviluppo del pensiero
ha portato a sofisticate tecnologie, al benessere economico nei paesi industrializzati
e a uno sviluppo scientifico senza precedenti, ma il nostro subirne incoscientemente
i meccanismi ha condotto anche a problemi ecologici e sociali che paiono
sempre più gravi e irrisolvibili. Non possiamo essere indifferenti
ai tanti drammi dell'umanità, alla distruzione della natura, né
dimenticare la vita che si svolge nelle carceri e nei manicomi, nei ghetti
delle nostre moderne metropoli. Di fronte a questo dobbiamo riconoscere
la violenza della società e la sua incapacità di risolvere
i problemi. Tutti i tentativi razionali di cambiare questo stato di cose
non hanno avuto successo. Ciò che i maestri e gli individui realizzati
cercano di indicare è un diverso modo di porci di fronte alla realtà
che non sia limitato, distorto e imprigionato dal movimento del pensiero.
La mente e il pensiero sono ottimi strumenti che dobbiamo dominare. La trasformazione
del mondo comincia da noi stessi.
Maestri dello Zen, dell'Advaita Vedanta, del Taoismo, i mistici cristiani,
e i "risvegliati" di ogni tempo e cultura cercano di indicare
il sentiero della consapevolezza interiore che porta oltre al pensiero e
all'identificazione con la mente-corpo. Scaturisce dal contatto con il "testimone
interiore" - "la sempre presente consapevolezza" o "Sé"
- uno stato che è definito liberazione, risveglio, illuminazione.
La visione "non dualista" integra l'impulso alla trascendenza
oltremondano al riconoscimento che il mondo è un riflesso dello Spirito
e ne è inseparabile.
Recentemente, nel manifesto di un importante congresso sulla pace cui facevano
parte famosi personaggi del mondo politico e culturale tra i quali numerosi
premi Nobel, è stato affermato che per risolvere i problemi e le
sfide del terzo millennio l'uomo deve attraversare una trasformazione interiore
che lo conduca a una Coscienza Cosmica. Una coscienza, quindi, libera dalle
faccende egocentriche del pensiero, che può finalmente armonizzarsi
con il Tutto e portare l'individuo a fluire con la vita quotidiana in libertà.
Quando siamo rigenerati dal contatto con la "Pura Consapevolezza"
la nostra personalità e il nostro io rinascono come espressione spontanea
e autentica, e la nostra individualità peculiare si esprime in armonia
con il Tutto.
Ma, come abbiamo ripetuto, assumere un atteggiamento autenticamente spirituale,
olistico ed ecologico che conduca al benessere e alla pace, non è
faccenda che compete al pensiero. Il proliferare di congressi e pubblicazioni
su quest'argomento, se non sarà accompagnato dalla diffusione di
pratiche esperienziali efficaci, porterà assai poco giovamento al
mondo. Il cambiamento coscienziale non è l'accettazione di qualche
nuova teoria, ma l'attuazione reale di un diverso modo di sentire. Le tradizioni
spirituali ci hanno tramandato, oltre alle storie mitiche e simboliche,
oltre a precetti morali e indicazioni per dirigere la società, anche
autentiche vie esperienziali per il risveglio della Coscienza, che i mistici
hanno utilizzato e trasmesso. La Psicologia Transpersonale ha assimilato
un ricco repertorio di metodi che sono la sintesi dell'approccio scientifico
moderno con la saggezza dell'Oriente. Tecniche esperienziali offrono a volte
profonde immersioni in dimensioni interiori che attivano potenziali trasformativi
d'incomparabile efficacia, e che spesso producono una vera e propria rinascita
dell'individuo risvegliandolo alla propria vera natura. Questo processo
comprende certamente e immancabilmente la soluzione dei problemi psiconevrotici
e dei blocchi energetici che inibiscono la realizzazione della pienezza
di sé. La respirazione intensa, poiché coinvolge il corpo,
attiva l'energia vitale ed emotiva e stimola l'emergere del materiale inconscio
e l'accesso a dimensioni superconsce; è quindi riconosciuta essere
la via maestra alla salute olistica.
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