
STORIA DEL MOVIMENTO TRANSPERSONALE
Libera traduzione dal Journal of Transpersonal Psychology
ROGER WALSH
Alla fine degli anni sessanta un piccolo gruppo di studiosi si incontrò
nell'area della baia di San Francisco, nel tentativo di espandere gli scopi
della psicologia e della cultura occidentale che sembrava aver sorvolato
alcune delle più importanti e significative dimensioni dell'esistenza
umana. La psicologia e la psichiatria occidentale, nate nel laboratorio
clinico sono state dominate dal comportamentismo e dalla psicoanalisi. Queste
hanno portato grandi contributi ma si sono concentrate solo sul semplice
comportamento misurabile e sulla patologia e hanno sorvolato molte cose
fondamentali come la salute psicologica e gli stati di benessere eccezionale,
e ancora peggio, hanno ridotto e patologicizzato cruciali dimensioni dell'esperienza
umana come la spiritualità gli stati "diversi di coscienza"
riducendoli ad immaturità nevrotiche o a casuali fuochi d'artificio
dei neuroni.
I primi pionieri transpersonali seguivano il sentiero di altri psicologi
che agli inizi degli anni sessanta erano stati motivati da simili preoccupazioni
a fondare la Psicologia Umanistica. Da notare A. Maslow, Sutich, e altri
che sono stati personaggi chiave di entrambi i movimenti. Il lavoro teorico
di Abram Maslow, così centrale alla psicologia umanistica, doveva
avere un ruolo centrale nella nascita del movimento transpersonale. Maslow
si interessò sempre più alla salute psicologica come opposta
alla patologia ed in una famosa affermazione concluse; "per semplificare
al massimo possiamo dire che è come se Freud ci avesse offerto la
metà malata della psicologia e ora dobbiamo completare la psicologia
con la metà sana."
Una delle caratteristiche dei soggetti eccezionalmente sani di Maslow -
i self-actualizers "gli autorealizzatori", come li chiamava -
sarebbe stato un argomento catalitico per la nascita del movimento transpersonale.
La scoperta fu che questi soggetti tendevano avere tendenze di picco spontanee,
estatiche, unitive, stati di consapevolezza simili a quelle esperienze mistiche
che sono state ampiamente riportate e valutate attraverso i secoli e le
culture. C'era un'indicazione che la salute psicologica potenziale poteva
includere possibilità non sognate dalla corrente principale della
psicologia umanistica. La psicologia transpersonale è sorta per esplorare
queste possibilità. Inizialmente è come se le esperienze di
picco fossero inevitabilmente spontanee brevi e generalmente sconvolgenti.
I soggetti guardavano a queste esperienze come momenti molto alti delle
loro vite, ma anche dubitavano che avrebbero potuto sopportarli per più
di brevi periodi.
Fu quindi uno shock quando i primi pionieri volgendo la loro attenzione
all'Oriente scoprirono che le psicologie, le filosofie le religioni e le
discipline contemplative dell'Asia contenevano dettagliante informazioni
non solo delle esperienze di picco, ma di una globale famiglia di esperienze
di picco e di metodi sistematici per indurle e sostenerle.
LE VARIETÀ DEGLI STATI DI COSCIENZA.
STATI MULTIPLI DI CONSAPEVOLEZZA
Con il tempo stati "diversi" di coscienza, furono riconosciuti
e si poté apprezzare che molti d'essi potevano essere benefici. Questo
era in diretto contrasto con la visione convenzionale dell'Occidente che
aveva a lungo considerato stati "diversi" essere relativamente
pochi in numero e primariamente patologici. Delirio e intossicazione sono
due di questi esempi. Certo la nostra cultura ha una lunga storia di resistenza
anche a solo riconoscere l'esistenza, non parliamo neppure del valore, di
stati "diversi" di coscienza. Uno dei più vistosi esempi
di resistenza fu la reazione all'ipnosi e al medico inglese James Esdaile.
Mentre era in India un secolo fa, Esdaile scoprì la notevole capacità
dell'ipnosi di ridurre il dolore e la mortalità nei pazienti chirurgici.
Le scoperte di Esdaile erano così strabilianti che i giornali medici
rifiutarono di pubblicarle. Al suo ritorno in Inghilterra Esdaile quindi
organizzò una dimostrazione davanti ad un collegio di medici e chirurghi
durante la quale amputò una gamba in cancrena mentre il paziente
ipnotizzato sorrideva calmo. La conclusione dei suoi colleghi: "Esdaile
aveva pagato un truffatore perché affermasse di non sentire dolore.
Charles Tart commenta: ci dovevano essere dei truffatori molto duri a quei
tempi!
Il motivo che si scoprì successivamente per comprendere questa resistenza
è che la nostra cultura è, secondo gli antropologi, "monofasica"
come opposto a "polifasica". Cioè noi valutiamo e deriviamo
la nostra visione del mondo quasi esclusivamente da un singolo stato: l'usuale
stato di veglia. Al contrario le culture polifasiche derivano le loro visoni
del mondo da stati multipli come lo stato di veglia, il sogno e vari stati
contemplativi. Uno degli scopi del movimento transpersonale è quindi
il ridurre la miopia culturale per spostare la psicologia e altre discipline
da prospettive monofasiche a prospettive polifasiche.
Per riassumere la storia sino ad oggi, alcune scoperte dei primi pionieri
transpersonali, erano centrate sul valore della varietà degli stati
"diversi" di coscienza. Specificatamente essi avevano scoperto
che esisteva una famiglia completa di potenziali stati transpersonali che
questi erano stati riconosciuti e valutati attraverso i secoli e le culture,
ma al contrario erano stati largamente negati e misconosciuti in Occidente.
STATI DIFFERENZIATI
MAPPATURA FENOMENOLOGICA
Il riconoscimento della ricchezza e della plasticità della consapevolezza
portò all'ovvia domanda di come questi stati "diversi"
di coscienza e anche le discipline per produrli possano essere categorizzati
e comparati. Una risposta è stata riunirli tutti assieme e dire che
diversi stati e discipline sono sentieri equivalenti che portano alla cima
della stessa montagna. In termini di sistemi generali questo è un
argomento per l'equifinalità secondo cui diversi stati e stadi culmineranno
nello stesso stato comune. Questo era molto semplice e sfortunatamente molto
ingenuo. Certamente diventò sempre più chiaro che la vera
situazione era più complessa; esistono sostanziali differenze tra
gli stati di consapevolezza prodotti da differenti discipline, ma anche
esistono modi diversi per organizzare e categorizzare questi stati. La mappatura
fenomenologica e l'analisi delle strutture profonde prevede i metodi necessari
per farlo. Nel passato la maggior parte degli studi cercava di dire solo
se specifici stati erano differenti o identici. Comunque la mappatura fenomenologica
è un metodo per mostrare e comparare stati di coscienza di dimensioni
esperienziali multiple, e questo perciò permette comparazioni più
precise e multidimensionali. Per esempio è stato detto che le pratiche
sciamaniche, yogiche e buddhiste conducono ad uguali stati di consapevolezza.
Si osserva, per esempio, che gli sciamani, gli yoghi ed i buddisti stanno
tutti raggiungendo lo stesso stato di consapevolezza. Così uno sciamano
sperimenta l'unità esistenziale, che è il samadhi degli Indù
o quello che i mistici indiani o e gli spiritualisti chiamano illuminazione
o unione mistica. Comunque di fronte ai fatti emergono differenze significative
quando mappiamo gli stati prodotti da queste discipline secondo le dimensioni
esperienziali multiple. Quando dimensioni chiave come il controllo mentale
la consapevolezza dell'ambiente, la concentrazione, l'eccitazione, l'emozione,
il senso di sé e del contenuto dell'esperienza sono comparate, allora
appaiono multiple differenze tra lo stato sciamanico, yogico e buddhista.
Punto fondamentale della mappa fenomenologica è che essa permette
di comparare e differenziare gli stati di coscienza non su una sola, ma
su molte dimensioni esperienziali e che lo fa con maggior precisione di
quanto sia mai stato raggiunto in questo campo. Il risultato è che
noi possiamo apprezzare meglio la ricchezza e la varietà degli stati
transpersonali e riconoscerli come chiaramente differenti dagli stati patologici,
come la schizofrenia con i quali sono stati talvolta confusi.
PUNTI IN COMUNE TRA GLI STATI.
ANALISI STRUTTURALE PROFONDA.
Il riconoscere l'esistenza di questi differenti stati di coscienza fa sorgere
numerose domande. Possiamo trovare un senso in questa profusione di stati?
Possiamo identificare punti in comune e stati basilari in maniera coerente?
Sono in relazione con una sequenza di sviluppo? Ci può essere uno
schema che possa offrirci una coerente comprensione del ruolo di relazione
tra loro? In anni recenti la risposta a tutte queste domande è diventata:
"Si". Questo in gran parte grazie al lavoro di Ken Wilber che
ha usa i principi dello sviluppo strutturale per identificare somiglianze
tra gli stati e per organizzarli in modo coerente. Uno dei concetti chiave
del lavoro di Wilber è quello delle strutture profonde. Concetto
sviluppato per la linguistica che è però più semplice
comprendere usando come esempio il volto umano. Comuni ai miliardi di diversi
ed unici visi umani esiste il piccolo numero di strutture profonde (per
esempio orecchi, occhi, naso, bocca e capelli). Queste poche strutture fondamentali
permettono un vasto numero di facce differenti (strutture di superficie)
che permette a noi di differenziare una faccia dall'altra. Uno dei contributi
chiave di Wilber è stato quello di applicare questo metodo di analisi
strutturale agli stati di coscienza. Egli suggerì che sottostante
ad un vasto gruppo di stati di coscienza, c'è un relativamente esiguo
numero di strutture fondamentali. Per esempio lo sciamano vede gli animali
di potere, il cristiano contemplativo ha la visione di angeli, l'indù
pratica l'immedesimazione con l'Istha Deva, sono tutti chiaramente esperienze
differenti, tuttavia ad un livello strutturale profondo, sono tutte contatti
con figure spirituali archetipiche. Allo stesso modo il Nirvana dei Buddhisti,
il Nirvikalpa Samadhi del vedantista, sono tutte e due esperienze nelle
quali nessun oggetto o immagine sorge nella consapevolezza. Le strutture
profonde delle loro esperienze è quindi simile o identica. Tuttavia
è anche chiaramente distinta dalla struttura profonda dell'esperienza
archetipica. Quello che rivela questo tipo di analisi delle strutture profonde
è che può essere possibile raggruppare le esperienze contemplative
e stati "diversi" di coscienza per identificare un numero finito
di strutture sottostanti. Questo permette una tipologia delle esperienze
contemplative e degli stati di coscienza, Wilber infatti ha fatto proprio
questo.
Applicare l'analisi strutturale profonda alle esperienze transpersonali
è un notevole contributo, ma Wilber è andato oltre per combinarla
con l'analisi dello sviluppo, producendo così lo strutturalismo dello
sviluppo. Wilber suggerisce che le profonde strutture transpersonali ed
i loro stati corrispondenti di consapevolezza possono emergere in una specifica
sequenza di sviluppo che consiste in numerose fasi principali. Tre di queste
fasi fondamentali sono: il riconoscimento di reami della mente progressivamente
sottili, quindi un andare oltre a tutti gli oggetti dell'apparenza verso
la pura consapevolezza, e infine il riconoscimento che tutti gli oggetti
ed i fenomeni sono creazioni e proiezioni della consapevolezza. Queste tre
fasi Wilber le chiama: il sottile, il causale l'assoluto.
GLI STATI SOTTILI
Quando le pratiche contemplative sono efficaci, quando la nostra generalmente
opaca attività mentale è calmata, quando la mente quieta diventa
più sensibile, allora, dicono varie tradizioni, un mondo interiore
di sottili fenomeni mentali emerge alla consapevolezza. Questi fenomeni
mentali possono essere senza forma come nella luce e nel suono di certi
tipi di Yoga (Sabd e Nab Yoga) o le sensazione di amore e gioia del Brahama
Vihara del Buddismo. D'altra parte i fenomeni mentali di questi stati sottili
possono prendere specifiche forme come le immagini archetipiche (come ad
esempio gli animali di potere degli sciamani, le figure angeliche dei cristiani
o gli Istha deva degli Indù).
STATI CAUSALI
dopo che gli stati sottili sono stati approfonditi e stabilizzati allora
gli stati causali svuotati di ogni oggetto immagine o fenomeno possono sorgere.
Questo è il reame immanifesto della pura consapevolezza, spirito
o geist, che si considera la sorgente trascendentale o il terreno di tutti
i fenomeni. Questa condizione causale è variamente descritta come
l'Abisso dello gnosticismo, l'Atman del Vedanta, il Nirvana del Buddismo
e il Tao del Taoismo.
L'ULTIMA CONDIZIONE
Come suprema condizione gli oggetti e le immagini appaiono, ma sono istantaneamente
riconosciuti come espressione, proiezioni e modificazioni della consapevolezza.
Ora sembra che ci sia solo consapevolezza che manifesta sé stessa
nell'universo. Questo è variamente descritto come la "mente
una" dello Zen, la Supermente di Aurobindo, il Brahman - Atman o Sat
Cit Ananda dell'Induismo.
La consapevolezza si è risvegliata e vede sé stessa in tutte
le cose; per riconoscere sé stessa in e come tutti i mondi reami
ed esseri dell'universo, senza essere confinata dallo spazio dal tempo,
e dai limiti di qualunque tipo perché essa crea spazio tempo e limiti;
sia trascendente il mondo che pienamente immanente come mondo stesso. Questo
è detto essere la finale realizzazione dell'illuminazione la salvazione,
Wu, Moksha, Fana, la fine di tutte le ricerche, lo scopo di tutti gli scopi,
il bene supremo, summum bonum, il più alto fine ed il più
alto bene per l'esistenza umana.
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