La Psicologia Transpersonale


Dott. Filippo Falzoni Gallerani
A. R. A. T. Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale
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STORIA DEL MOVIMENTO TRANSPERSONALE

Libera traduzione dal Journal of Transpersonal Psychology

ROGER WALSH

Alla fine degli anni sessanta un piccolo gruppo di studiosi si incontrò nell'area della baia di San Francisco, nel tentativo di espandere gli scopi della psicologia e della cultura occidentale che sembrava aver sorvolato alcune delle più importanti e significative dimensioni dell'esistenza umana. La psicologia e la psichiatria occidentale, nate nel laboratorio clinico sono state dominate dal comportamentismo e dalla psicoanalisi. Queste hanno portato grandi contributi ma si sono concentrate solo sul semplice comportamento misurabile e sulla patologia e hanno sorvolato molte cose fondamentali come la salute psicologica e gli stati di benessere eccezionale, e ancora peggio, hanno ridotto e patologicizzato cruciali dimensioni dell'esperienza umana come la spiritualità gli stati "diversi di coscienza" riducendoli ad immaturità nevrotiche o a casuali fuochi d'artificio dei neuroni.
I primi pionieri transpersonali seguivano il sentiero di altri psicologi che agli inizi degli anni sessanta erano stati motivati da simili preoccupazioni a fondare la Psicologia Umanistica. Da notare A. Maslow, Sutich, e altri che sono stati personaggi chiave di entrambi i movimenti. Il lavoro teorico di Abram Maslow, così centrale alla psicologia umanistica, doveva avere un ruolo centrale nella nascita del movimento transpersonale. Maslow si interessò sempre più alla salute psicologica come opposta alla patologia ed in una famosa affermazione concluse; "per semplificare al massimo possiamo dire che è come se Freud ci avesse offerto la metà malata della psicologia e ora dobbiamo completare la psicologia con la metà sana."
Una delle caratteristiche dei soggetti eccezionalmente sani di Maslow - i self-actualizers "gli autorealizzatori", come li chiamava - sarebbe stato un argomento catalitico per la nascita del movimento transpersonale. La scoperta fu che questi soggetti tendevano avere tendenze di picco spontanee, estatiche, unitive, stati di consapevolezza simili a quelle esperienze mistiche che sono state ampiamente riportate e valutate attraverso i secoli e le culture. C'era un'indicazione che la salute psicologica potenziale poteva includere possibilità non sognate dalla corrente principale della psicologia umanistica. La psicologia transpersonale è sorta per esplorare queste possibilità. Inizialmente è come se le esperienze di picco fossero inevitabilmente spontanee brevi e generalmente sconvolgenti.
I soggetti guardavano a queste esperienze come momenti molto alti delle loro vite, ma anche dubitavano che avrebbero potuto sopportarli per più di brevi periodi.
Fu quindi uno shock quando i primi pionieri volgendo la loro attenzione all'Oriente scoprirono che le psicologie, le filosofie le religioni e le discipline contemplative dell'Asia contenevano dettagliante informazioni non solo delle esperienze di picco, ma di una globale famiglia di esperienze di picco e di metodi sistematici per indurle e sostenerle.

LE VARIETÀ DEGLI STATI DI COSCIENZA.
STATI MULTIPLI DI CONSAPEVOLEZZA

Con il tempo stati "diversi" di coscienza, furono riconosciuti e si poté apprezzare che molti d'essi potevano essere benefici. Questo era in diretto contrasto con la visione convenzionale dell'Occidente che aveva a lungo considerato stati "diversi" essere relativamente pochi in numero e primariamente patologici. Delirio e intossicazione sono due di questi esempi. Certo la nostra cultura ha una lunga storia di resistenza anche a solo riconoscere l'esistenza, non parliamo neppure del valore, di stati "diversi" di coscienza. Uno dei più vistosi esempi di resistenza fu la reazione all'ipnosi e al medico inglese James Esdaile. Mentre era in India un secolo fa, Esdaile scoprì la notevole capacità dell'ipnosi di ridurre il dolore e la mortalità nei pazienti chirurgici. Le scoperte di Esdaile erano così strabilianti che i giornali medici rifiutarono di pubblicarle. Al suo ritorno in Inghilterra Esdaile quindi organizzò una dimostrazione davanti ad un collegio di medici e chirurghi durante la quale amputò una gamba in cancrena mentre il paziente ipnotizzato sorrideva calmo. La conclusione dei suoi colleghi: "Esdaile aveva pagato un truffatore perché affermasse di non sentire dolore. Charles Tart commenta: ci dovevano essere dei truffatori molto duri a quei tempi!
Il motivo che si scoprì successivamente per comprendere questa resistenza è che la nostra cultura è, secondo gli antropologi, "monofasica" come opposto a "polifasica". Cioè noi valutiamo e deriviamo la nostra visione del mondo quasi esclusivamente da un singolo stato: l'usuale stato di veglia. Al contrario le culture polifasiche derivano le loro visoni del mondo da stati multipli come lo stato di veglia, il sogno e vari stati contemplativi. Uno degli scopi del movimento transpersonale è quindi il ridurre la miopia culturale per spostare la psicologia e altre discipline da prospettive monofasiche a prospettive polifasiche.
Per riassumere la storia sino ad oggi, alcune scoperte dei primi pionieri transpersonali, erano centrate sul valore della varietà degli stati "diversi" di coscienza. Specificatamente essi avevano scoperto che esisteva una famiglia completa di potenziali stati transpersonali che questi erano stati riconosciuti e valutati attraverso i secoli e le culture, ma al contrario erano stati largamente negati e misconosciuti in Occidente.

STATI DIFFERENZIATI
MAPPATURA FENOMENOLOGICA

Il riconoscimento della ricchezza e della plasticità della consapevolezza portò all'ovvia domanda di come questi stati "diversi" di coscienza e anche le discipline per produrli possano essere categorizzati e comparati. Una risposta è stata riunirli tutti assieme e dire che diversi stati e discipline sono sentieri equivalenti che portano alla cima della stessa montagna. In termini di sistemi generali questo è un argomento per l'equifinalità secondo cui diversi stati e stadi culmineranno nello stesso stato comune. Questo era molto semplice e sfortunatamente molto ingenuo. Certamente diventò sempre più chiaro che la vera situazione era più complessa; esistono sostanziali differenze tra gli stati di consapevolezza prodotti da differenti discipline, ma anche esistono modi diversi per organizzare e categorizzare questi stati. La mappatura fenomenologica e l'analisi delle strutture profonde prevede i metodi necessari per farlo. Nel passato la maggior parte degli studi cercava di dire solo se specifici stati erano differenti o identici. Comunque la mappatura fenomenologica è un metodo per mostrare e comparare stati di coscienza di dimensioni esperienziali multiple, e questo perciò permette comparazioni più precise e multidimensionali. Per esempio è stato detto che le pratiche sciamaniche, yogiche e buddhiste conducono ad uguali stati di consapevolezza. Si osserva, per esempio, che gli sciamani, gli yoghi ed i buddisti stanno tutti raggiungendo lo stesso stato di consapevolezza. Così uno sciamano sperimenta l'unità esistenziale, che è il samadhi degli Indù o quello che i mistici indiani o e gli spiritualisti chiamano illuminazione o unione mistica. Comunque di fronte ai fatti emergono differenze significative quando mappiamo gli stati prodotti da queste discipline secondo le dimensioni esperienziali multiple. Quando dimensioni chiave come il controllo mentale la consapevolezza dell'ambiente, la concentrazione, l'eccitazione, l'emozione, il senso di sé e del contenuto dell'esperienza sono comparate, allora appaiono multiple differenze tra lo stato sciamanico, yogico e buddhista.
Punto fondamentale della mappa fenomenologica è che essa permette di comparare e differenziare gli stati di coscienza non su una sola, ma su molte dimensioni esperienziali e che lo fa con maggior precisione di quanto sia mai stato raggiunto in questo campo. Il risultato è che noi possiamo apprezzare meglio la ricchezza e la varietà degli stati transpersonali e riconoscerli come chiaramente differenti dagli stati patologici, come la schizofrenia con i quali sono stati talvolta confusi.

PUNTI IN COMUNE TRA GLI STATI.
ANALISI STRUTTURALE PROFONDA.

Il riconoscere l'esistenza di questi differenti stati di coscienza fa sorgere numerose domande. Possiamo trovare un senso in questa profusione di stati? Possiamo identificare punti in comune e stati basilari in maniera coerente? Sono in relazione con una sequenza di sviluppo? Ci può essere uno schema che possa offrirci una coerente comprensione del ruolo di relazione tra loro? In anni recenti la risposta a tutte queste domande è diventata: "Si". Questo in gran parte grazie al lavoro di Ken Wilber che ha usa i principi dello sviluppo strutturale per identificare somiglianze tra gli stati e per organizzarli in modo coerente. Uno dei concetti chiave del lavoro di Wilber è quello delle strutture profonde. Concetto sviluppato per la linguistica che è però più semplice comprendere usando come esempio il volto umano. Comuni ai miliardi di diversi ed unici visi umani esiste il piccolo numero di strutture profonde (per esempio orecchi, occhi, naso, bocca e capelli). Queste poche strutture fondamentali permettono un vasto numero di facce differenti (strutture di superficie) che permette a noi di differenziare una faccia dall'altra. Uno dei contributi chiave di Wilber è stato quello di applicare questo metodo di analisi strutturale agli stati di coscienza. Egli suggerì che sottostante ad un vasto gruppo di stati di coscienza, c'è un relativamente esiguo numero di strutture fondamentali. Per esempio lo sciamano vede gli animali di potere, il cristiano contemplativo ha la visione di angeli, l'indù pratica l'immedesimazione con l'Istha Deva, sono tutti chiaramente esperienze differenti, tuttavia ad un livello strutturale profondo, sono tutte contatti con figure spirituali archetipiche. Allo stesso modo il Nirvana dei Buddhisti, il Nirvikalpa Samadhi del vedantista, sono tutte e due esperienze nelle quali nessun oggetto o immagine sorge nella consapevolezza. Le strutture profonde delle loro esperienze è quindi simile o identica. Tuttavia è anche chiaramente distinta dalla struttura profonda dell'esperienza archetipica. Quello che rivela questo tipo di analisi delle strutture profonde è che può essere possibile raggruppare le esperienze contemplative e stati "diversi" di coscienza per identificare un numero finito di strutture sottostanti. Questo permette una tipologia delle esperienze contemplative e degli stati di coscienza, Wilber infatti ha fatto proprio questo.
Applicare l'analisi strutturale profonda alle esperienze transpersonali è un notevole contributo, ma Wilber è andato oltre per combinarla con l'analisi dello sviluppo, producendo così lo strutturalismo dello sviluppo. Wilber suggerisce che le profonde strutture transpersonali ed i loro stati corrispondenti di consapevolezza possono emergere in una specifica sequenza di sviluppo che consiste in numerose fasi principali. Tre di queste fasi fondamentali sono: il riconoscimento di reami della mente progressivamente sottili, quindi un andare oltre a tutti gli oggetti dell'apparenza verso la pura consapevolezza, e infine il riconoscimento che tutti gli oggetti ed i fenomeni sono creazioni e proiezioni della consapevolezza. Queste tre fasi Wilber le chiama: il sottile, il causale l'assoluto.

GLI STATI SOTTILI

Quando le pratiche contemplative sono efficaci, quando la nostra generalmente opaca attività mentale è calmata, quando la mente quieta diventa più sensibile, allora, dicono varie tradizioni, un mondo interiore di sottili fenomeni mentali emerge alla consapevolezza. Questi fenomeni mentali possono essere senza forma come nella luce e nel suono di certi tipi di Yoga (Sabd e Nab Yoga) o le sensazione di amore e gioia del Brahama Vihara del Buddismo. D'altra parte i fenomeni mentali di questi stati sottili possono prendere specifiche forme come le immagini archetipiche (come ad esempio gli animali di potere degli sciamani, le figure angeliche dei cristiani o gli Istha deva degli Indù).

STATI CAUSALI

dopo che gli stati sottili sono stati approfonditi e stabilizzati allora gli stati causali svuotati di ogni oggetto immagine o fenomeno possono sorgere. Questo è il reame immanifesto della pura consapevolezza, spirito o geist, che si considera la sorgente trascendentale o il terreno di tutti i fenomeni. Questa condizione causale è variamente descritta come l'Abisso dello gnosticismo, l'Atman del Vedanta, il Nirvana del Buddismo e il Tao del Taoismo.

L'ULTIMA CONDIZIONE

Come suprema condizione gli oggetti e le immagini appaiono, ma sono istantaneamente riconosciuti come espressione, proiezioni e modificazioni della consapevolezza. Ora sembra che ci sia solo consapevolezza che manifesta sé stessa nell'universo. Questo è variamente descritto come la "mente una" dello Zen, la Supermente di Aurobindo, il Brahman - Atman o Sat Cit Ananda dell'Induismo.
La consapevolezza si è risvegliata e vede sé stessa in tutte le cose; per riconoscere sé stessa in e come tutti i mondi reami ed esseri dell'universo, senza essere confinata dallo spazio dal tempo, e dai limiti di qualunque tipo perché essa crea spazio tempo e limiti; sia trascendente il mondo che pienamente immanente come mondo stesso. Questo è detto essere la finale realizzazione dell'illuminazione la salvazione, Wu, Moksha, Fana, la fine di tutte le ricerche, lo scopo di tutti gli scopi, il bene supremo, summum bonum, il più alto fine ed il più alto bene per l'esistenza umana.



Psicologia Transpersonale
Altre definizioni:

La Psicologia Transpersonale si è sviluppata negli USA alla fine degli anni '60, assumendo come schema di riferimento la visione olistica, ecologica e sistemica della vita. La Psicologia Transpersonale vede lo sviluppo individuale proseguire oltre all'adattamento e alla soddisfazione egoistica dei bisogni, per giungere alla realizzazione della capacità d'amare e alla capacità di comprendere in modo più profondo il senso dell'esistenza.

Nel 1992 in un articolo del Journal of Transpersonal Psychology si riassumevano le principali definizioni di "Psicologia Transpersonale", attraverso l'analisi di 220 volumi pubblicati su quest'argomento. Da allora il numero di pubblicazioni è enormemente cresciuto ma le basi teoretiche non sono mutate. Trascrivo alcune definizioni:

La Psicologia Transpersonale è stata definita la "quarta forza", (dopo la prima forza: il Comportamentismo, la seconda forza: le "teorie psicanalitiche" classiche, la terza forza: la Psicologia Umanistica) in quanto intende definire quelle potenzialità e capacità dell'essere umano che non sono state considerate dalle scuole che l'hanno preceduta

Lo scopo della Psicologia Transpersonale è quello di offrire una presentazione psicologica della Filosofia Perenne e della Grande Catena dell'Essere, completamente riadattata e inserita nelle moderne scoperte e ricerca scientifiche. Essa riconosce pienamente ed incorpora le scoperte della moderna psichiatria, del comportamentismo e della psicologia evolutiva, ma aggiunge, quando necessario, le ulteriori intuizioni ed esperienze delle dimensioni esistenziali e spirituali dell'essere umano.

La Psicologia Transpersonale si occupa specificamente con studi empirici e scientifici, dello sviluppo delle ricerche relative ai valori più alti, alle meta-motivazioni, alla coscienza dell'Unità, alle esperienze delle vette (peak experience), all'autorealizzazione, all'essenza dell'essere e della coscienza, all'esperienza di meraviglia di fronte al significato profondo dell'essere, alla trascendenza dell'io, alla percezione del sacro nella vita quotidiana, ai fenomeni trascendentali, allo sviluppo della consapevolezza, e al risveglio...
La Psicologia Transpersonale può quindi essere definita la psicologia dei più alti significati e valori. Gli psicologi che studiano quest'area del sapere devono essere preparati ad esaminare la realtà dal punto di vista che deriva da questi significati e valori.

Gli psicologi transpersonali stanno studiando la varietà dei comportamenti umani e cercano di raccogliere le informazioni all'interno di uno studio sistematico, gli aspetti della ricerca sono diversi ma correlati: 1) una nuova immagine dell'uomo 2) una sintesi di campi diversi. 3) l'impulso verso la trascendenza dell'io e la crescita spirituale 4) gli stati alterati di coscienza 5) la parapsicologia ed i fenomeni psichici 6) altre culture e altre psicologie 7) una nuova forma d'energia 8) stati intersoggettivi 9) recenti scoperte della psicologia

La Psicologia Transpersonale è quell'orientamento della psicologia che si occupa di quei comportamenti e di quelle esperienze che sono percepiti come oltre il campo delle preoccupazioni personali ed i ruoli sociali dell'individuo. L'attenzione della Psicologia Transpersonale è indirizzata a qualcosa che va oltre all'io, alla percezione della vita e dell'universo, basilari e comuni agli esseri senzienti, come i sentimenti che esprimono la profonda interconnessione di tutto ciò che esiste, e le idee che trascendono le considerazioni egoiche.

Il Paradigma della Psicologia Transpersonale afferma che ci sono esperienze, stati e comportamenti che vanno oltre i confini usuali dell'io e della personalità. Tra questi "stati diversi di coscienza", d'importanza basilare sono: la trascendenza e l'estasi, le motivazioni come l'altruismo, l'amore e la compassione, le esperienze psiche che trascendono lo spazio e il tempo, le esperienze spirituali d'illuminazione, di risveglio, e di profonda consapevolezza sensoriale, e le esperienze mistiche. Tutte queste esperienze sono reali e non forme patologiche e possono quindi essere studiate scientificamente.

Questa corrente psicologica si interessa soprattutto dei livelli superiori della coscienza e si rivolge allo studio di argomenti trascurati dalla ricerca tradizionale, che è in genere centrata sullo studio degli aspetti patologici dell'individuo piuttosto che sullo sviluppo delle potenzialità. Superando il riduzionismo della psicologia scientifica, che considera l'uomo come un animale meccanico guidato da impulsi istintivi, affronta dimensioni interiori dell'animo quali: la volontà, i valori, l'intuizione, le spinte all'autorealizzazione e all'autotrascendenza. Essa pone particolare interesse ed attenzione quindi allo studio della dimensione spirituale. Rappresenta una svolta nella ricerca in campo psicologico poiché prende in considerazione gli stati ottimali di salute mentale, e le esperienze frutto della meditazione, e studia fenomeni legati all'intuizione e all'illuminazione. E' una psicologia della crescita e della liberazione, che intende favorire lo sviluppo del più elevato potenziale umano oltre che lenire la sofferenza della persona malata.

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