
Conferenza all'Università di Pisa
2000
Vicenza nel 1998 -
Segue conferenza del 1999 al Gruppo Interdisciplinare di Ricerca
e resoconto del Dott. Cicciù 2001
Vai a Articoli e Brani di Filippo Falzoni Gallerani
Riassunto dell'intervento di Filippo Falzoni Gallerani
all'università di Pisa:
La visione olistica o integrale cerca di ampliare le prospettive della scienza
al problema dell'uomo e della vita planetaria, non solo notando le interrelazioni
tra i fenomeni, ma anche cercando di integrare i sistemi di autoconoscenza
e le tecniche delle tradizioni spirituali (Oriente e Occidente) con le scoperte
che ci vengono dagli sviluppi scientifici.
La psicologia integrale e transpersonale cerca appunto di comprendere le
dimensioni interiori e le potenzialità dell'individuo in un contesto
scientifico.
In breve possiamo dire che le tradizioni spirituali hanno le loro radici
in tempi premoderni e contengono anche aspetti superstiziosi o mitici che
presi letteralmente non hanno superato il vaglio della modernità.
Il merito della premodernità è però stato quello di
riconoscere le dimensioni interiori dell'uomo, mentre la lacuna della premodernità
consisteva nel non differenziare le sfere dei valori di morale, arte e scienza.
La modernità ha differenziato la scienza dalla religione e dall'arte,
permettendo a ciascuno di questi ambiti di svilupparsi, ha portato alla
fine della schiavitù e alle democrazie democratiche, ecc., e grandi
sono quindi gli aspetti positivi dell'illuminismo e i traguardi della scienza.
Ma, d'altro lato, la modernità, a causa di uno strapotere della scienza
materialista empirica, ha finito per negare la dimensione interiore e i
livelli di sviluppo spirituale dell'individuo riducendo tutti i fenomeni
a quanto poteva essere rilevato con metodi materiali. Sino a giungere alla
totale negazione dello spirito, dell'anima e delle dimensioni interiori.
Se il trascendentalismo vedeva la materia come un mondo inferiore, il materialismo
ha negato del tutto i processi di trascendenza. Sin dai tempi remoti l'essenza
dell'esperienza dei mistici di ogni luogo e cultura è stata quella
che Huxley chiamò "Filosofia Perenne" per la sua universalità
e costanza. La Filosofia Perenne ha, come base la Grande Catena dell'Essere,
cioè un processo evolutivo gerarchico, dalla materia alla vita mente
alla anima e allo spirito (con una vasta gamma di sotto livelli). Una vera
visione olistica dovrebbe quindi riunire queste conoscenze che sono il meglio
della tradizione antica e integrarle con le conoscenze acquisite nella modernità.
Cioè la differenziazione delle sfere dei valori: soggettivo, oggettivo
e intersoggettivo, il mondo dell'io (il bello: l'arte) il mondo del ciò
(il vero: la scienza), il mondo del noi (il buono: la morale).
Il riconoscimento del potenziale della mente, e della possibilità
di trascendere l'io, la correlazione tra lo sviluppo del sistema nervoso
e i livelli di coscienza, e l'interconnessione di tutte queste dimensioni
interiori ed esteriori sono le basi di una visione "Integrale".
Le potenzialità di sviluppo dell'uomo vanno molto oltre all'assenza
di sintomi che ci ha presentato la psicologia classica e contemplano invece
anche l'accesso ai livelli superiori della Grande Catena dell'Essere: il
risveglio, la "liberazione", l'auto realizzazione con gradi di
sviluppo verso la Coscienza Cosmica.
Nella mia esperienza ho trovato della massima efficacia le tecniche di respirazione
intensa che agiscono da catalizzatore dell'integrazione e da potente attivatore
di processi di autoconoscenza e auto trascendenza.
Le teorie dello Yoga su energia vitale, respiro, centri energetici ecc.
trova conferma negli studi scientifici più recenti. Una scienziata
del calibro di Candace Pert nel suo libro "Molecole di Emozioni"
in cui sono narrate le sue scoperte nel campo dei peptidi e dei neurotrasmettitori
(la Pert tra l'altro, è la scopritrice dell'endorfina e dei recettori
degli oppiacei), giunge a consigliare la respirazione, le tecniche di catarsi,
e molti metodi naturali come vere cure preventive. Afferma che le malattie,
molto spesso, sono esito di "emozioni malate e trattenute". Secondo
questi studi si giunge a comprendere non solo (come ampiamente dimostrato)
che il sistema immunitario è condizionato dagli stati interiori,
ma che essi sono alla base, più di ogni altra cosa, della buona salute.
Liberare il respiro in un contesto appropriato e con un setting opportuno
(che per un metodo così potente è fondamentale) permette di
scaricare le tensioni represse e sciogliere i nodi che rendono impossibile
l'apertura alla consapevolezza del Sé. I nodi energetici ed emotivi
impediscono gli stati meditavi che conducono all'immedesimazione nel Sé,
e il loro sblocco conduce a queste esperienze che sono autentici contatti
con lo "Spirito". Trovo l'approccio transpersonale il giusto terreno
per l'attivazione energetica dell'iperventilazione, perché porta
all'equilibrio psicosomatico senza contraddire le conoscenze della psicologia
classica, ma, oltre a ciò, si rivela anche un potente metodo per
quella spiritualità laica ed esperienziale che è la più
ragionevole mistica dell'era del computer. Da queste esperienze di picco
provengono nuovi equilibri verso una vera salute olistica e una coscienza
cosmica. In questo modo riconosciamo in un contesto scientifico e con osservazioni
oggettive anche i livelli più alti dello sviluppo dell'io nei reami
transegoici e transpersonali e ci avviciniamo realmente all'esperienza olistica
della coscienza. Il tempo non mi permette di approfondire un argomento tanto
vasto che ho potuto solo accennare.
Conferenza tenuta da Filippo Falzoni Gallerani.
Vicenza 1998
Parlerò, - e scusate se lo farò a braccio, - degli sviluppi
della psicologia, del Rebirthing Transpersonale e della relazione di questo
metodo con la psicoterapia e la spiritualità. Solo in anni recenti
la psicologia e la psicoterapia si sono avvicinate alla dimensione spirituale.
Scienza e spiritualità sono state per molti secoli su posizioni antitetiche.
La scienza considerava reale solo il mondo fenomenico visibile e misurabile
ed escludeva dai suoi ambiti la dimensione spirituale definendola alla stregua
di una fantasia. D'altra parte dal punto di vista degli spiritualisti la
scienza studiava solo "l'illusione materiale" ignorando lo spazio
interiore in cui i fenomeni sono percepiti, guardando solo al mondo degli
"effetti" e ignorando le "cause" e un senso intrinseco,
significativo e profondo "dell'anima della creazione". Nonostante
l'indubbia importanza di un approccio razionale ai fenomeni della natura
che ha riscattato l'uomo dalla superstizione, una visione meccanicista e
materialista è inadeguata ad affrontare la vita psichica e la totalità
del reale. Per molti anni una pretesa scientificità ha reso la psicologia
- salvo rare eccezioni - molto sterile, arida e priva di profondità.
Tutto ciò che esulava dal campo della razionalità e che non
poteva essere spiegato all'interno delle teorie materialiste accettate,
era ignorato o negato, cosicché la maggior parte degli psicologi
e degli psicanalisti rifiutavano completamente di prendere in considerazione
qualunque esperienza mistico-religiosa o paranormale bollandola come illusoria
e patologica.
Negli ultimi decenni si è finalmente sviluppata una branca della
psicologia che prende in considerazione il potenziale umano e quegli aspetti
della realtà che trascendono una spiegazione meccanicistica. La Psicologia
Transpersonale, che come dice il suo nome s'interessa di cioè che
va oltre l'io e il "personale" unisce alla concretezza di un approccio
scientifico il bagaglio che l'uomo ha tratto da millenni di studio sulla
natura dell'essere, senza tuttavia negare o trascurare i livelli di sviluppo
che interessano le dimensioni fisica, emotiva e mentale.
Questo approccio, indirizzandosi oltre i limiti dell'interpretazione razionale
prende in considerazione l'esperienza diretta della "Realtà",
il mistero dell'Essere, e conduce alla Coscienza e allo Spirito, dopo aver
trasceso ed integrato i livelli inferiori.
Non è possibile definire la Coscienza anche se essa è alla
base d'ogni nostra esperienza ed è attraverso d'essa che sentiamo
di "esserci"... - Sentiamo d'avere pensieri, possiamo pensare
o immaginare quanto vogliamo; ma è ineffabile quel "qualcosa"
che osserva la mente ed i pensieri, che ci permette di sentirci vivi "qui
e ora".
Gli scienziati sono giunti ad affermare che la Coscienza è l'interfaccia
della materia, e che il mondo materiale ha come substrato la Coscienza,
senza della quale questo mondo non esisterebbe. Lo sviluppo di nuovi paradigmi
scientifici, la Relatività di Einstein, la fisica Quantistica, e
le riflessioni di molti grandi scienziati, hanno rivoluzionato il modo di
guardare all'Universo, e negli ultimi anni, vasti settori della scienza
si sono avvicinati alla spiritualità. La Coscienza quindi ritrova
un suo posto centrale anche in Occidente, dopo essere stata per molti secoli
trascurata.
Le ricerche sulla Coscienza hanno condotto a scoprirne la natura divina
utilizzando tecniche di ricerca interiore simili a quelle usate dai mistici.
Per dare un idea della natura della Coscienza spirituale che alberga in
noi voglio citare un mistico cristiano: Maestro Eckhart, che diceva "l'occhio
con cui vedo Dio è lo stesso con cui Dio vede me".
La coscienza dell'essere secondo la psicologia classica si evolve in successive
fasi. Per fare solo un accenno all'argomento, uno dei più grandi
ricercatori dell'età evolutiva, Piaget, vedeva specifiche fasi di
sviluppo della mentale del bambino sino al raggiungimento nell'adulto sano
di una consapevolezza integrata ed autonoma. Il bambino dai primi mesi di
vita si trova in una condizione di fusione e non differenziazione con il
mondo, la sua coscienza è legata ai bisogni corporei primari, solo
crescendo sviluppa un io, un centro organizzatore delle funzioni e raggiunge
una consapevolezza del suo ruolo. Mentre prima si sentiva solo "un
corpo" ora è un individuo che "ha un corpo". L'io
da un condizione di rigido egocentrismo (il bambino per una lunga fase dello
sviluppo è totalmente egoista e non in grado di mettersi nei panni
altrui) può svilupparsi sino al pensiero razionale ed autoriflessivo
che permette una visione organica di sé e del mondo e un buon adattamento
sociale. - Per brevità naturalmente non faccio riferimento tutte
le fasi ed i molti aspetti specifici dello sviluppo mentale che Piaget prende
in considerazione. - Durante questo sviluppo si può superare il condizionamento
culturale, famigliare e la visione "sociocentrica" che porta a
un giudizio unilaterale, per realizzare più alti gradi di comprensione
del proprio rapporto con il prossimo e la natura e per sviluppare valori
morali, riconoscendosi come parte di un tutto più grande. In questo
stadio l'individuo si riconosce come un consapevole cittadino del mondo
e supera i condizionamenti limitanti del pensiero egocentrico e sociocentrico.
Il raggiungere la condizione razionale integrata, essere in grado di una
buona comunicazione e di realizzazione sul piano materiale è stato
considerato dalla psicologia classica il massimo sviluppo a disposizione
dell'individuo.
La Psicologia Transpersonale riconosce che oltre allo sviluppo dell'io e
della razionalità, ci sono più alti livelli coscienziali e
(similmente alle scuole mistiche) considera fondamentali l'autoindagine,
l'immersione nel profondo del cuore e la consapevolezza della natura Coscienza
per la realizzazione di Sé. I maestri di ogni tempo e paese hanno
indicato che oltre la rete del pensiero, attraverso pratiche atte a controllare
o tacitare il chiacchierio della mente, si può accedere a stati "illuminazione",
"risveglio", attraverso i quali possiamo liberarci dalle sofferenze
che nascono dalla percezione distorta del nostro essere. Gli psicologi della
scuola Transpersonale aiutano l'individuo nel percorso di realizzazione
della natura profonda della coscienza.
Sentirsi "in grazia di Dio", sentirsi in rapporto con il Cosmo
e cosa possibile o solo la fantasia di soggetti esaltati?Numerosi individui
in tutto il mondo sono stati partecipi di fenomeni straordinari e hanno
sperimentato la trascendenza dall'identificazione con la mente e il corpo
e sono giunti all'immedesimazione con l'essenza della Coscienza. In passato
la psichiatria si limitava a considerare tutti i fenomeni di questo tipo
come manifestazioni patologiche, e giungeva a considerare gli stati di meditazione
profonda come regressioni catatoniche e le esperienze visionarie come manifestazioni
dell'isteria o della schizofrenia. Lo stesso Freud considerava le religioni
solo dalla prospettiva deteriore, come manifestazioni nevrotiche collettive
e come meccanismi difensivi dell'io. Secondo Freud l'uomo temendo la morte
inventa e proietta una vita eterna post mortem, e si costruisce un'immagine
di Dio sulla base delle sue esperienze con l'autorità paterna. Certamente
per molti pazienti psichiatrici la religiosità non è altro
che proiezione e superstizione, ma non è questa l'esperienza dei
mistici. Essi non sono dei soggetti dalle deboli menti in preda alla fantasia,
ma ricercatori delle profondità della Coscienza che hanno trasceso
i limiti del pensiero per andare oltre i veli dell'illusione sensoriale,
e per sviluppare la saggezza intuitiva liberandosi così dalla sofferenza.
L'autoindagine si basa sull'investigazione profonda: "chi sono io?"
Quando ci facciamo qualunque immagine o idea di noi essa non è altro
che un oggetto della coscienza che osserva; possiamo comprendere quindi
che noi non siamo la cosa osservata ma "la misteriosa Coscienza
osservante". Quando osserviamo il sistema mente-corpo siamo oltre
ad esso. Nella tradizione Induista l'Atman (l'io cosciente) è una
cosa sola con il Brahman, lo Spirito Assoluto. E' tale principio di Coscienza
che crea il mondo perché il mondo si manifesta in esso, e la Coscienza
è il substrato di ogni fenomeno. Il processo evolutivo della Coscienza
che s'identifica con l'oggetto manifestato, sino a risvegliarsi alla propria
vera natura incondizionata, non è caratteristica del buddhismo o
dell'Induismo, ma è stata riconosciuta dai mistici di ogni tempo
e paese. Plotino ad esempio indica la via evolutiva che conduce all'immersione
nella "pura consapevolezza", e chiaramente afferma che la Coscienza
che osserva il complesso "mente-corpo" è lo Spirito, il
Divino. Maestro Eckhart diceva "Dio è più vicino a me
di quanto io lo sia a me stesso"! Nel senso che sia "Dio"
che "l'io" sono una cosa sola con il sempre presente Testimone,
che ha natura dello stesso spirito intrinseco. Eckhart aggiungeva: "Dovrai
conoscere Dio direttamente, senza ricorrere ad alcuna immagine e senza attribuirgli
sembianza alcuna. Finché - l'io ed Egli,- vale a dire - Dio e l'anima,
- non costituiscono un solo qui ed un solo ora, l'Io non può operare,
né essere una cosa sola, con Lui."
Parlando di psicoterapia possiamo dire che la gente comune si identifica
pricipalmente nel sistema mente-corpo, e soffre per conflitti appartenenti
ai diversi livelli. I "complessi di ruolo", i traumi passati,
le false identificazioni, ecc. impediscono di riconoscere ciò che
realmente siamo nella nostra essenza e di trascendere gli inganni mentali.
La gente vive nella Maya, nell'illusione mentale che costella di problemi
un'esistenza egocentrica. La Psicologia Transpersonale, senza trascurare
di riconoscere i conflitti dei livelli inferiori, si volge allo sviluppo
del potenziale umano e indica vie per una più ampia comprensione
del senso della vita e del cammino evolutivo - e per facilitare, in coloro
che sono pronti, l'esperienza mistica dell'Unità. Tra i pionieri
di questa visione spirituale nell'ambito della psicologia vorrei ricordare
C. G. Jung e citare alcune sue frasi - Jung affermava: "Nessuno guarisce
veramente sino a che non raggiunge un atteggiamento religioso" - oppure
- L'unica salvezza contro la maledizione della patologia è l'esperienza
del Divino". Jung, con queste affermazioni, non intende suggerire l'adesione
al culto di qualche specifica religione. Raggiungere un atteggiamento religioso
vuol dire essere consapevoli del mistero della vita e della nostra intrinseca
relazione con il Tutto. Possiamo distaccarci dai condizionamenti e dalle
"gabbie" del pensiero che ci impediscono una chiara percezione
del "Reale". Non i processi razionali appresi e la conseguente
conoscenza mentale frammentaria, ma il misterioso principio da cui scaturisce
la consapevolezza è l'oggetto della ricerca che culmina nell'esperienza
diretta per immedesimazione.
Se cerco di osservare ciò che in me osserva mi accorgo che esso non
è né non potrà mai essere un oggetto della percezione,
in quanto è esso stesso il testimone della percezione. Non posso
vederlo perché è lui che sta guardando. Posso attraverso il
silenzio mentale ritraendo tutti i pensieri e le immagini, immergermi in
esso ed conoscerlo per identificazione. L'essenza della filosofia Vedanta
è riassumibile in TAT TVAM ASI, "Tu sei quello!". Abbiamo
dimenticato, e non riconosciamo più la natura profonda del nostro
essere - che è già perfetta ed immutabile, in cui si specchia
l'intero cosmo - e abbiamo bisogno di esercizi opportuni che ci portino
al risveglio e al ricordo.
L'immedesimazione nello spazio vuoto e libero, di pura luce e beatitudine
del "testimone", è l'oggetto della ricerca dei mistici
che hanno sviluppato discipline specifiche a condurre a stati non ordinari
di coscienza sino all'esperienza finale dell'unione con il Tutto, o Coscienza
Cosmica.
Tutto quanto appare nello spazio vuoto della Coscienza è inseparabile
da essa e della stessa sostanza essenziale. Il relativo è il riflesso
dell'assoluto nella dimensione spazio temporale, la materia è un
riflesso della Coscienza. L'illusione mentale fa prendere estremamente sul
serio i piccoli fatti della vita, preoccupazioni inutili affollano al mente,
e i più non conoscono la "serenità" e non riescono
a guardare alla vita come si guarderebbe una fantastica rappresentazione.
Possiamo trasformare la qualità della vita e liberarci da tante sofferenze
quando riusciamo a "fermare la mente", entrare in contatto con
il Sé interiore, e percepire con serenità il presente.
Gli psicologi hanno riconosciuto che alcune crisi spontanee associate a
visoni, a reazioni interiori profonde e sconvolgenti non sono da considerarsi
manifestazioni del sorgere di una patologia, ma che possono essere crisi
trasformative ricche di un grande potenziale terapeutico. Da tali crisi
interiori i soggetti che non venivano inseriti nella routine psichiatrica
di pesanti cure farmacologiche, tornavano spesso alla salute e con un grado
di consapevolezza e realizzazione di sé molto più elevate.
Esperienze di rapimento mistico, come ad esempio la visione di intensa luce
interiore, esperienze paranormali di uscita dal corpo o di comprensione
intuitiva della natura profonda della realtà associate a stati di
momentanea esaltazione euforica, quando non sono represse e bollate come
manifestazioni morbose si risolvono spesso spontaneamente e appaiono come
una crisi di crescita e trasformazione dell'individuo. A volte esperienze
transpersonali hanno luogo in circostanze critiche. Qualcuno racconta di
esperienze mistiche che hanno avuto luogo durante il coma. In questi momenti
i limiti di spazio e di tempo possono essere trascesi; qualcuno rivive in
pochi attimi tutti fatti salienti della sua vita in maniera precisa e tridimensionale,
contemporaneamente e senza sovrapposizione scorrono in pochi secondi decine
di anni di vita mentre una sensazione di comprensione profonda della natura
della mente offre una grande pace.
Gli psicologi si sono accorti non solo che questi fenomeni possono accadere
spontaneamente in situazioni eccezionali, ma che gli stati di Coscienza
trascendente sono raggiungibili attraverso pratiche specifiche custodite
come un tesoro inestimabile delle tradizioni di saggezza dell'antico Oriente.
Da questi studi la psicologia è giunta ad assimilare le conoscenze
prodotte dai secoli di ricerca dei mistici, degli Illuminati e dei Maestri.
Stiamo parlando dello spirito, del Sé, di andare oltre alla mente
e di possibilità di trascendenza e di trasformazione, e questi stati
superiori della Coscienza, - come abbiamo detto, - non sono concetti o astrazioni
da comprendere intellettualmente, bensì realtà che devono
essere vissute e che implicano quindi qualche metodo di accesso a condizioni
non ordinarie e a stati di coscienza diversi. E, come dicevo, negli ultimi
anni tecniche esperienziali che hanno una antica tradizione in seno alle
scuole mistiche sono state riscoperte ed adattate all'uomo moderno. La respirazione
del "Rebirthing ad approccio Transpersonale" infatti ha una relazione
con antichi metodi orientali del Taoismo e dello Yoga. In Oriente da tempi
remoti per la ricerca del Sé, si è studiata la respirazione
per la sua relazione con le funzioni vitali e psichiche, e si sono fatte
dettagliate mappe dei corpi energetici sottili: gli involucri dell'Atman.
Il respiro è il legame più diretto con l'energia vitale, "il
prana". Il corpo fisico è attraversato da una infinita rete
di "nadi" , invisibili canali eterici in cui scorre quest'energia.
I Chakra sono centri energetici in relazione alle diverse funzioni istintuali
e psichiche e ai diversi stati di Coscienza che si riflettono nel corpo
attraverso i plessi nervosi. Non solo siamo vivi se respiriamo e moriamo
dopo pochi minuti di assenza di respiro, ma siamo anche più o meno
pienamente vivi a seconda di quanto il nostro respiro sia libero e fluido.
Secondo la tradizione orientale l'energia vitale può essere
attivata e risvegliata attraverso pratiche respiratorie.
Il metodo della respirazione del Rebirthing Transpersonale consiste nel
portare il soggetto ad una respirazione intesa, aperta e ininterrotta mentre
giace in condizioni di rilassamento fisico ed è opportunamente preparato
e assistito. Gli effetti di questa speciale iperventilazione possono sembrare
incredibili a chi non l'abbia conosciuta direttamente.
Mi è impossibile dare un quadro esaustivo di tutte le esperienze
possibili ma cercherò di fare alcuni esempi.
L'energia liberata dal respiro può manifestarsi inizialmente con
sensazioni di formicolio, brividi e fa emergere le tensioni del corpo, le
sensazioni fisiche passano presto in secondo piano al manifestarsi di sensazioni
interiori sempre più profonde e sottili. Liberando il respiro scarichiamo
spesso - in momenti di intensa catarsi i traumi e i dispiaceri accumulati
negli anni. Poiché di fronte a ogni situazione dolorosa tendiamo
ad irrigidirci (irrigidendo il respiro), liberando il respiro queste disarmonie
vengono scaricate lasciando un senso profondo di libertà e
benessere.
I livelli dello sviluppo dell'io cui avevo accennato, e le difficoltà
incontrate durante le fasi della crescita psicologica, i traumi fisici e
psichici, emergono alla coscienza durante la seduta, e ha luogo un'integrazione
che dissolve queste sofferenze. Rapidamente vediamo affiorare le sensazioni
più diverse. Qualcuno prova il bisogno di lasciarsi andare ad un
pianto liberatorio; altri senza giungere ad esperienze emotive profonde
sentono un'armonizzarsi di mente e corpo e una sensazione di equilibrio
energetico. Ma se da un lato è facile immaginare le risposte psicosomatiche
indotte dalla respirazione - un respiro depresso facilita l'insorgere della
depressione, e l'ansia è associata a squilibri respiratori, l'aspetto
interessante e specificatamente Transpersonale del Rebirthing consiste nell'accesso
a stati superiori della Coscienza e ad esperienze autenticamente spirituali
di risveglio e realizzazione del Sé. Le parole sono molto importanti
per la formulazione di concetti. Quando si sono formulati concetti coerenti
sulla natura del pensiero e dell'essere, si va oltre alle parole perché
la realtà può essere sperimentata ma non descritta.
Stanislav Grof, considerato uno dei più grandi psicologi viventi,
utilizza un metodo analogo che ha chiamato Respirazione Olotropica, e ha
descritto in importanti lavori scientifici pubblicati anche in Italia, i
principali stati specifici che il soggetto attraversa durante la respirazione
intensa. Sono possibili secondo Grof esperienze coscienziali del livello
"perinatale" cioè in relazione alle memorie della vita
intrauterina e della nascita. Questi ricordi ancestrali influenzano profondamente
la nostra memoria inconscia e che condizionano la vita di tutti gli individui.
Il trauma della nascita ha un'importanza fondamentale e, non ha caso, Rebirthing
significa rinascita. Il nome fu scelto infatti proprio per la frequenza
con cui individui rivivevano fasi della loro nascita e non solo per la rinascita
spirituale che può avere luogo e di cui parleremo tra poco.
Altre esperienze appartengono alla dimensione detta "psicodinamica"
che rappresenta tutti i fenomeni della nostra vita psicologica e le
difficoltà di sviluppo e realizzazione dell'io e di una personalità
integrata. Grof poi descrive la grande gamma di esperienze "transpersonali"
che portano - attraverso livelli interconnessi di sviluppo - alla realizzazione
della natura spirituale dell'essere.
La comprensione per immedesimazione della propria natura spirituale, la
cessazione del conflitto del dualismo "interno - esterno", - porta
ad una illuminazione stabile solo un individuo che sia già pienamente
evoluto. Per l'individuo medio questi spazzi di luce sono transitori, ma
il loro effetto è estremamente benefico per la salute psicofisica
e suscita un impulso positivo all'esistenza.
Tra le numerose applicazioni di questo metodo credo fermamente che utilizzare
il Rebirthing Transpersonale all'interno delle comunità terapeutiche
sia molto importante, sia per la rapidità dell'efficacia che per
la sua qualità olistica e ciò e importante data la diffusione
attuale del problema della droga. Per i tossicodipendenti la respirazione
è particolarmente indicata perché agisce sia a livello fisico,
accelerando i processo di disintossicazione, che a livello mentale sciogliendo
le tensioni ed i traumi, che a livello spirituale permettendo l'accesso
a quelle dimensioni interiori che spesso i tossicomani cercano attraverso
le sostanze.
Nella mia esperienza personale con il Rebirthing sono stato testimone di
straordinarie trasformazioni in molti soggetti che si avvicinavano con diverse
motivazioni a questo metodo e mi ha sempre colpito constatare che, a volte,
individui del tutto spontaneamente sperimentavano già dalle prime
sedute esperienze profonde paragonabili agli stati avanzati dello yoga.
Io stesso mi sento un po' come un miracolato da questa respirazione.
Il respiro da quando ne ho conosciute le potenzialità è per
me il ponte tra corpo mente e spirito che permette di rigenerarsi e reintegrasi.
Ho constatato che il Rebirthing, quando utilizzato in modo corretto, può
risvegliare rapidi processi di autoguarigione e risveglio. Le mie esperienze
con la meditazione e con Sri Babaji, - sono stati fondamentali per la mia
ricerca e per lo sviluppo di questo metodo.
Solo in anni recenti ho trovato che parallelamente al mio lavoro, negli
Stati Uniti ricerche analoghe venivano erano state svolte da Stanislav Grof,
che ho già citato prima. Tali studi che hanno avuto il supporto di
grandi Università offrono precisi riscontri scientifici confermano
pienamente la mia esperienza nel campo della respirazione. In questi anni
ho fondato una scuola che ha lo scopo di diffondere questo metodo e gli
insegnamenti sull'autoconoscenza. Attraverso i seminari didattici sono stati
preparati numerosi operatori in grado di praticare questo metodo.
Vi sono grato della pazienza con cui mi avete ascoltato
auguri d'ogni bene a tutti...
CONVEGNO MONTECCHIO MAGGIORE -- 24 SETTEMBRE 1999
Dr. Filippo Falzoni Gallerani
"La psicologia transpersonale, la ricerca interiore e le tecniche esperienziali."
Ringrazio tutti, gli organizzatori di questo congresso e i relatori
che mi hanno preceduto che hanno parlato con una serie di argomentazioni
molto precise e tra loro correlate con cui mi trovo in pieno accordo. Tra
le tante cose che mi vengono in mente cercherò di parlare delle più
importanti, spero di riuscirvi. Faccio parte di quel gruppo di psicologi
che appartengono alla branca della psicologia detta Psicologia Transpersonale
e vorrei dire due parole sulla Psicologia Transpersonale e sul Rebirthing
ad approccio Transpersonale, il metodo di iperventilazione di cui i relatori
prima di me hanno già parlato e di cui sono stati mostrati i molto
incoraggianti test scientifici e i risultati delle ricerche che il dott.
Cicciù, insieme ad altri sta, portando avanti con ottimi risultati.
Quest'approccio esperienziale è particolarmente interessante per
la sua rapidità ed efficacia in un momento storico come questo in
cui c'è tanta sofferenza tra molti giovani, e chi svolge un'attività
di sostegno o di terapia, sente il bisogno di qualcosa di efficace e rapido.
Si constatato che spesso non bastano interventi psicoterapeutici basati
solo sul colloquio o sui farmaci mentre le esperienze interiori intense
e dirette hanno un grande potenziale sanante e trasformativo.
La Psicologia Transpersonale nasce alla fine degli anni '60. Il "Journal
Transpersonal Psychology", (una bellissima pubblicazione che è
pubblicata semestralmente dal 69), in un volume del '92 riportava che erano
stati pubblicati in lingua inglese ben 220 libri sull'argomento, e certamente
negli ultimi anni il numero di queste pubblicazioni è enormemente
aumentato. In Italia c'è l'Associazione di Psicologia Transpersonale
fondata dalla Dott.ssa Boggio Gilot, e sono stati pubblicati importanti
volumi, tuttavia i midia e la cultura convenzionale, non offrono ancora
molta informazione al riguardo. Questa psicologia aperta alla dimensione
"spirituale" è stata sviluppata da quegli psicologi che
riconoscono l'esistenza di livelli di coscienza che trascendono i limiti
dell'io e del pensiero razionale. Essi cominciarono studiare non solo la
patologia, ma anche l'individuo sano e le sue potenzialità, e constatarono
che a volte delle crisi esistenziali portavano ad esperienze trasformative
che spingevano l'individuo alla realizzazione di sé e ad una nuova
consapevolezza. La psicologia convenzionale aveva messo la spiritualità
e le esperienze religiose nell'ambito delle superstizioni, delle cose irrazionali
e guardava con sospetto a metodi e pratiche caratteristici dei cammini spirituali
mentre la Psicologia Transpersonale, ha studiato, con un attenzione obbiettiva,
che soddisfa criteri scientifici, le pratiche psico-spirituali che i mistici
hanno praticato nei secoli, giungendo attraverso d'esse a conoscenze fondamentali
sulla natura della coscienza e dell'io. La psicologia studiando gli stati
psicofisici realizzati dai praticanti avanzati di metodi meditativi, ha
allargato il suo campo d'indagine alle dimensioni trascendenti, alla conoscenza
di sé e all'autorealizzazione.
Tema del transpersonale è una conciliazione di scienza e religione.
Questi due campi siano stati in conflitto per secoli ed è molto importante
che in questi anni di cambiamento si vedano finalmente i segni di una possibile
riconciliazione. Seppure le esperienze interiori e gli stati di coscienza
siano dimensioni elusive e non misurabili tuttavia è un grave errore
considerarle inesistenti o screditarle. Studi recenti mostrano che l'osservazione
scientifica può essere applicata alle pratiche meditative ed ai processi
di ricerca interiore. Con questo approccio ci si può avvicinare ad
una immagine più ampia e completa dell'essere umano, e del bisogno
di conoscenza, e crescita interiore degli individui.
Per quanto riguarda la tossicodipendenza è evidente che l'individuo
che si trova a voler vincere questa lotta ha bisogno più di altri
di autorealizzazione e di attingere alle risorse più profonde del
suo essere. Si dice che siamo nel secolo della dipendenza, non è
solo della "tossicodipendenza": si dipende dalla moglie, dai soldi,
dalla carriera, dall'aspetto esteriore, si dipende da quel che dicono gli
altri, si dipende da tutti i condizionamenti. Per vivere una vita, autentica
e piena, da padroni sé stessi, si dovrebbe essere forti e sicuri,
avere la mente sgombra dalle inutili preoccupazioni, e percepire con chiarezza
ed "intelligenza" il momento presente. Per molti non è
facile affrontare correttamente le difficoltà e le sfide che la vita
offre. Per realizzare questo stato di risveglio di presenza a sé
stessi, è necessario comprendere che dobbiamo cambiare in modo radicale
la nostra prospettiva. Questo mutamento può accadere in stati di
coscienza particolari, che raramente accadono spontaneamente, ma che possono
essere indotti o facilitati attraverso tecniche specifiche. Le persone realizzate
che la psicologia transpersonale ha studiato sono spesso individui che hanno
raggiunto questo stato di salute mentale e di benessere, a volte in seguito
ad esperienze critiche, a volte associate a momenti di alterazione percettiva.
Ad esempio il fondatore degli Alcolisti Anonimi, era un alcolista che aveva
provato tante volte a smettere di bere senza riuscirvi, un giorno disperato
per la sua impotenza si trovò a pregare ed improvvisamente vide una
luce invadere la stanza e provò una sensazione di commozione per
una presenza ineffabile, che non aveva parole per definire. Il momento dura
pochi istanti, ma questo contatto diretto trasformerà la sua vita
e gli darà la forza di aiutare milioni di persone di liberarsi dal
flagello di questa malattia. Quando gli psicologi, studiando questi casi
spontanei, vi trovarono correlati analoghi alle esperienze dei mistici d'ogni
tempo e paese, non poterono liquidare queste esperienze come manifestazioni
irrazionali o patologiche. Dopo quelle esperienze interiori le persone mostravano
evidenti i segni di una profonda trasformazione. Queste trasformazioni avevano
una qualità straordinaria ed erano spesso accompagnate anche dalla
guarigione di sintomi oltre che da un nuovo modo di guardare alla vita.
Ma come fare a provocare quei momenti di trascendenza e verità che
permettono di sviluppare un'attitudine positiva, quando ci si rende conto
di essere dominati dei condizionamenti e della "dipendenza"?
La psicoterapia si è basata negli ultimi anni, sull'approccio farmacologico
o sul colloquio, mentre il metodi più recenti, come ho detto, sono
spesso di tipo esperienziale con induzione di stati spesso derivati delle
pratiche orientali, dello Yoga, del Buddhismo e del Taoismo. Le teorie moderne
che integrano la saggezza orientale collimano con la visione di S. Bonaventura:
per il quale ci sono diversi modi in cui possiamo osservare la realtà,
il grande mistico francescano diceva: "L'uomo ha gli occhi della carne
con cui vede gli oggetti materiali, gli occhi della mente con cui vede i
concetti, le teorie e le idee e gli occhi della contemplazione con cui vede
lo Spirito. La filosofia perenne parla di livelli: fisico, emozionale, mentale,
e spirituale. Lo spirituale sconfina oltre l'io. La psicologia convenzionale
si fermava ad un io realizzato e integrato. Giungere ad un io integrato
è il massimo della crescita che l'uomo possa realizzare? Dopo la
maturità c'è solo l'invecchiamento, oppure la crescita continua
oltre all'identificazione con l'io, verso la saggezza e la liberazione?
Profondi studi dimostrano che possiamo realizzare la saggezza, trascendere
la nostra identificazione con la personalità, sentire che siamo pura
Coscienza, il Testimone dell'io. I mistici insegnano che il mondo è
illusione e la mente crea le nostre prigioni e sofferenze. Ma che possiamo
sperimentare il nostro essere senza tempo, ciò che nasce e muore
è il corpo, ma c'è qualcosa in noi che non è mai mutato,
che non è nel flusso del tempo perché è il substrato
in cui il tempo viene esperito. Quando ci immedesimiamo in esso attraverso
l'occhio della contemplazione, sperimentiamo momenti di Verità, chiarezza,
libertà e gioia, e ritornati allo stato di coscienza ordinario notiamo
la scomparsa di sintomi che ci assillavano.
È impressionante vedere come la vita ci passi rapida, spesso tra
conflitti interiori e timori del futuro, senza che si abbia il coraggio
di vivere pienamente, di affidarci a Dio, alla Provvidenza al Sé
interiore. Ciò accade, dicono i maestri, perché ci identifichiamo
con il corpo-mente ed i suoi desideri, cerchiamo in modo autofrustrante
di controllare la vita perché non possiamo piegarla ai nostri desideri
e alle nostre aspettative. Possiamo invece indagare all'interno, nel profondo
e scoprire che siamo questa coscienza che osserva il fluire della vita,
ineffabile, libera, serena e senza tempo. L'autoindagine ci avvicina al
divino, e questo percorso di conoscenza interiore non è un'astrazione,
né esperienza esperibile solo dai santi. Le esperienze di picco,
(questi contatti con la coscienza superiore) sono, a volte, paragonabili
all'esperienza di chi si trovasse di notte in cima ad una collina, nel buio
completo, senza stelle né luna, e nessuna luce: il mondo è
una parete scura. Improvvisamente un lampo, illumina la scena e si vede
il sentiero, il bosco, il villaggio ai piedi della collina. Poi ritorna
il buio, però non si ha il dubbio di aver visto o meno, o che quanto
abbiamo visto era un'illusione, si sa con certezza che quanto abbiamo visto
esiste, anche se non lo vediamo più. Così chi ha "sentito"
lo spirito, l'essenza coscienziale, anche se non vive costantemente in uno
stato di grazia, ha certezza incrollabile, in questa realtà.
E adesso parliamo dell'iperventilazione e dell'efficacia straordinaria di
questo metodo e di come funziona proprio in relazione all'accesso a queste
esperienze. Ho sperimentato questo metodo in India nei primi anni '80, e
da allora l'ho applicata a migliaia di soggetti, ottenendo spesso risultati
straordinari, tanto che mi sono convinto che questo sia il metodo più
rapido ed efficace per realizzare la salute olistica ed attingere ai livelli
più profondi dell'essere.
La pratica si attua dopo un colloqui in cui sono suggeriti gli atteggiamenti
coscienziali con cui affrontare l'esperienza. Un corretto setting è
fondamentale poi si suggerisce alla persona comodamente sdraiata di respirare
intensamente, come se avesse il "fiato grosso" per una salita
in montagna. Il respiro, è il più diretto legame con l'energia
vitale, il soffio vitale. E' ovvio, noi abbiamo un rapporto diretto
con il respiro come vitalità, ad es. quando facciamo uno sforzo respiriamo
intensamente, e solo pochi minuti senza respirare portano alla morte, siamo
vivi solo se respiariamo e siamo più o meno "vivi" a seconda
della qualità del nostro respiro. Gli studi di Bioenergetica dimostrano
che di fronte a un dispiacere, a un dolore, un trauma, persino la puntura
di uno spillo ci si irrigidisce, e nel farlo si trattiene il respiro. Per
controllare le emozioni, per dominare gli impulsi, tratteniamo il respiro,
"mandiamo giù", "teniamo dentro". Questo tenere
dentro fa sì che si respiri meno. Questo decadimento energetico ci
rende deboli e vulnerabili. Per ristabilire l'equilibrio energetico e riattivare
salute e consapevolezza dobbiamo sbloccare con un'intensa e prolungata respirazione.
Quando un soggetto normale si mette a respirare liberamente, dopo pochi
minuti, inizia a sperimentare leggeri giramenti di testa, prova formicolii
che attraversano i tessuti e solo dopo un certo tempo entra in contatto
con sensazioni fisiche, emotive, mentali e continuando oltre a stati non
ordinari che è corretto definire "spirituali". Il processo
e progressivo e porta ad esperienze di trascendenza, dopo che i blocchi
dei livelli inferiori sono superati. Una persona che ha mantenuto a lungo
un respiro povero, che ha mandato giù molte emozioni, in pochi minuti
può avere reazioni molto intense. Queste possono essere molto diverse;
ma sia i fenomeni di catarsi e di riattivazione energetica che gli sconfinamenti
negli stati di risveglio interiore, si dimostrano molto frequenti ed estremamente
terapeutici e liberatori.
Il tossicodipendente ha atteggiamenti di auto distruzione e subisce le tensioni
e i condizionamenti che lo portano ad insistere su quella strada ed è
inutile spiegargli che quello che fa gli nuoce, o chiedergli di ragionare
e di usare la volontà (che è la cosa che più gli manca).
Nel subconscio, si cela un mondo infero che ci trascina verso il basso,
le rimozioni, i sensi di colpa, le immagini negative, la disistima. Però,
come l'inconscio può causare questi meccanismi, nell'inconscio possiamo
trovare una super coscienza che ci può guidare alla salute e all'autorealizzazione.
Abbiamo bisogno di qualcosa per far emergere l'inconscio e liberare le tensioni
represse, e che ci porti poi a trovare la luce interiore. Attraverso la
respirazione intensa succede proprio questo, emergono dapprima le emozioni
dolorose che dobbiamo scaricare, e liberando il respiro, possiamo eliminare
le tensioni che sono alla base della scelta auto distruttiva. Riconosciamo
i nodi interiori e ce ne liberiamo, e sentiamo anche emergere un senso di
chiarezza e verità e abbiamo a cesso a un consapevolezza più
ampia e ricca di valori. Emergono risposte intuitive e comprensione del
nuovo ruolo che la vita ci offre.
Maestro Eckhart diceva: ci sono due tipi di pentimento, uno è il
pentimento legato al tempo, che porta al senso di colpa, esso non conduce
a nulla e porta in basso, e l'altro tipo di pentimento che non è
legato al tempo, quello che nasce dal rapporto con Dio e la verità.
In questo caso quando la persona che è nel peccato improvvisamente
riconosce la retta via, prova un senso di gioia e liberazione, non è
angosciato dal senso di colpa anzi sperimenta gioia e desiderio di agire
bene, e naturale desiderio di allontanarsi dal male. Eckhart dice addirittura
che e più gravi e numerosi sono i peccati, più sarà
la grazia che si riceve, tanto che uno non sarà più attratto
da ricadute. Quando si vede la bellezza della vita, la possibilità
d'amare e di gioire scompare la patologia e l'autodistrurttività.
A volte nel cammino spirituale c'è il pericolo che la meditazione,
possa essere usata per sfuggire la realtà astraendosi dal mondo reale.
La meditazione invece, può essere una profonda'auto indagine ed un
mezzo straordinario di terapia e di trasformazione quando è usata
per entrare in contatto con se stessi, e la respirazione permette proprio
questo, in quanto la trascendenza non si esplica trascurando il livello
fisico e mentale
La respirazione permette di rapportarsi con sé stessi in modo immediato
e diretto e non permette di fuggire in fantasie illusorie. Permette di mantenere
i piedi per terra. Per questo il metodo, è secondo me, tanto efficace.
Non ho mai lavorato proprio in una comunità terapeutica, ma ho visto
ed ho conosciuto tanti pazienti tossicodipendenti, e con coloro che avevano
fatto uso di diverse droghe ed erano rimasti psichicamente traumatizzati,
ed ho avuto spesso dei risultati straordinari in pochissimo tempo. Credo
che per le comunità terapeutiche, ma non solo, in diverse istituzioni,
persino nelle carceri, possiamo offrire non solo dei farmaci e buone parole,
ma anche uno strumento come questo, che senza pericolo, permette veramente
di sperimentare stati alterati di coscienza, di scaricare le emozioni e
le tensioni, e avere quei momenti di verità di contatto con il Sé
con l'essenza coscienziale con qualcosa che è oltre il pensiero
Ci sarebbe molto altro da dire ma forse il tempo a mia disposizione è
terminato per cui ringrazio tutti per l'attenzione e vi saluto augurandovi
ogni bene.
Vai a Articoli e Brani di Filippo Falzoni Gallerani
Nel 2001 sono proseguite le attivita dedl GIR (gruppo interdisciplinare
di ricerca)
Ecco un breve riassunto dell'ultimo incontro del dott. Pino Cicciù.
REPORT
GRUPPO INTERDISCIPLINARE DI RICERCA SUGLI ASPETTI TEORICI CHE ATTENGONO
AGLI STATI MODIFICATI DI COSCIENZA NELLA CURA DI PARTICOLARI DISAGI PSICHICI
BREGANZE 9.3.2001
COMPONENTI GRUPPO TEORICO: GIUSEPPE CICCIU'
UMBERTO NIZZOLI
GIANNI ZINI
FLAVIO KOMAULI
PADRE IRENEO FORGIARINI
FILIPPO FALZONI GALLARANI
IVANO FRANCO COLOMBO (Ass. giust.)
ROBERTO BOSI (Ass. giust.)
Cari Colleghi,
è di buon auspicio essersi incontrati in una giornata che è
stata vissuta con intensità crescente per l'interesse dell'argomento
e per particolari stati d'animo collegati con un avvenimento importante
legato alla situazione personale e familiare di chi Vi scrive. Gli interventi
di tutti i componenti del gruppo sono stati permeati prevalentemente dalla
difficoltà a cercare le condizioni dentro cui l'uomo trova le ragioni
che lo conducono a risvegliarsi dal suo stato attuale, per ritrovarsi in
un contatto autentico con se stesso e con l'esistenza.
L'obiettivo della giornata è servito a delineare un probabile assetto
teorico dentro una cornice di riferimento dove collocare la ricerca scientifica.
Infatti gli studi esplorativi a breve termine sulle modificazioni indotte
sul comportamento e sulle attitudini psichiche dei soggetti che si sono
autonomamente sottoposti a tecniche di modificazione coscienziale, hanno
suggerito la necessità oltre che l'opportunità, di delineare
con precisione le metodologie e gli strumenti della ricerca, raccogliendo
il massimo delle conoscenze attuali sull'argomento per dialogare con il
mondo scientifico, utilizzando il suo linguaggio.
La prima relazione della giornata (G.Cicciù) , si è soffermata
prevalentemente sui risultati clinici rilevati dopo 3 anni di lavoro su
76 soggetti trattati all'interno di un programma che utilizza tecniche ad
approccio transpersonale con modalità di intervento psico-corporeo.
Il dato clinico rilevato è suggestivo (il follow up a 2 anni dalla
dimissione è pari a 66,6% di soggetti, astinenti e bene inseriti
nel contesto sociale e nel mondo del lavoro), sia con riferimento ai cambiamenti
aspecifici, che alle modificazioni più sottili del mondo psichico
di soggetti con pregressa diagnosi di tossicodipendenza da oppiacei.
Per questo motivo, la ricerca degli aspetti teorici, non poteva non soffermarsi
su un obiettivo unitario, a partire dalla analisi dei dati rilevati che
hanno anche implicazioni sul processo di trasformazione che interviene quando
l'organismo umano è sollecitato alla produzione di variazioni comportamentali,
umorali e psichiche misurabili.
Per gli aspetti biologici si è fatto riferimento alle ricerche recenti
di Candace Pert, che ha rilevato la inscindibile unità tra eventi
emozionali, sensazioni, relazioni, sentimenti ed equilibri di enzimi ed
ormoni della struttura cerebrale e di tutte le connessioni neuroniche diffuse
nei distretti dell'organismo.
Sono stati discussi i dati biologici preliminari ottenuti con la ricerca
su un numero limitato di casi dove il rilievo prevalente (già conosciuto),
è stato quello della attivazione dell'asse HPA, della secrezione
di Prolatina e di Cortisolo in soggetti esposti per la prima volta ad una
sessione di attivazione, diversamente da quanto avviene in soggetti esposti
abitualmente a stati modificati di coscienza. I risultati ottenuti invitano
ad approfondire la conoscenza delle risposte neuroendocrine correlate con
queste pratiche.
Gli aspetti legati alla coscienza e alla sua attivazione, hanno imposto
un mutamento radicale della concezione di salute e di corpo fisico a partire
dall'esistenza di una psicologia non manifesta della psiche e della coscienza.
La domanda coerente con questa premessa è stata la seguente: perché
con queste tecniche attivanti si producono effetti benefici sul piano biologico
e sullo quello psico-coscienziale? Quale è l'anello di congiunzione
che integra gli aspetti biologici e quelli psichici? Anche nel mondo coscienziale
è possibile fare emergere implicazioni per lo sviluppo della consapevolezza
e della conoscenza del sé. Il livello psicologico a cui si fa riferimento
è quello della integrazione successiva per uscire dalla visione ristretta
del mondo definito come proiezione dello stato attuale della coscienza.
Per comprendere meglio i meccanismi che si determinano durante la fase attivante
psico-corporea, si è fatto ricorso alla seconda legge della termodinamica
che afferma che "l'ordine da luogo a disordine, fino ad una condizione
ultima di semplicità disorganizzata"; che la vita in ogni essere
vivente è qualcosa di singolare che sfugge a queste leggi. Il paradosso
riguarda l'Ordine, perché l'origine della vita nella sua evoluzione
costituisce un esempio di Ordine in aumento. La vita è garantita
dal flusso di energia che va verso l'ordine dentro la sua complessità
organizzativa.
L'uomo per attingere alle conoscenze della sua origine e dare direzione
alla sua vita, sollecita la sua attuale condizione di staticità verso
forme di movimento che non hanno luogo semplicemente nel pensiero, ma nella
rete organizzativa da cui questo origina, traducendosi in una maggiore intelligenza
del sistema. Il processo per verificarsi ha bisogno di apporto energetico
dal mondo circostante.
Questo assetto teorico vuole dimostrare la connessione possibile tra ordine,
complessità ed intelligenza in un sistema vivente che si può
tradurre in tal modo: "La complessità ed il caos vengono rilevati
con sistemi a temperatura relativamente bassa, ma impiegando energie più
elevate si mostra più chiaramente la unità e la semplicità
della struttura".
I principi ultimi della natura dell'uomo sono nascosti dalla scarsità
di energia. Per questo motivo si utlizzano energie disponibili e autonomamente
attivabili che sono in grado di innescare un processo di crescita ed ampiezza
degli stati coscienziali attuali.
Il collega Komauli, medico del Set di Gorizia, ha suggerito di approfondire
il metodo del colloquio motivazionale integrato con aspetti di tipo esistenziale,
per dimostrare che, se correttamente informato, il paziente tossicodipendente
è in grado di porsi in una dimensione di rapporto con la sostanza
d'abuso e con se stesso che ha una diversa natura che induce sin dall'inizio,
l'emersione di un diverso stato di coscienza e delle potenzialità
ad essa connesse. Ha introdotto il concetto di grande salute per utilizzare
gli stati di malattia verso un percorso salutare. Ha accennato alle difficoltà
insite nel lavoro con i tossicodipendenti, dimostrando l'efficacia delle
terapie non convenzionali. Il craving e la tossicomania sono definiti come
fattori patognomonici di crescita. Non sono conosciuti perfettamente gli
elementi neurobiologici che producono la condizione di addiction, tant'è
che la domanda posta più volte è stata: Come agiscono le terapie
non tradizionali sull'addiction? E' stata rilevata la importanza della via
mesolimbica e la sua disattivazione e infatti le grande tradizioni orientali
che pure riconoscono "percorsi di vita", hanno sviluppato tecniche
che implicano la dissociazione dei fenomeni psichici con sviluppo di stati
modificati di coscienza o deep-mind.
Per questo motivo il terapeuta dovrebbe considerare se questa può
essere una diversa dimensione della realtà per farla propria e tradurla
in motivo di colloquio motivazionale con il paziente. Le tecniche non convenzionali
sono un importante catalizzatore da affiancare al colloquio motivazionale.
Questo binomio costituisce l'arma per guidare il paziente ad agire sulla
sua dipendenza affrancandosi dal piacere biologico acquisito con l'uso di
sostanze per riportare il sistema mesolimbico alla sua normale funzione.
Filippo Falzoni Gallerani ha affermato quanto segue: La Psicologia Integrale
(come chiama Ken Wilber, i più moderni sviluppi di questa scienza)
cerca di unire il meglio delle tradizioni dell'Oriente (Yoga, meditazione
e tecniche per indurre stati di coscienza non ordinari) con le conoscenze
frutto della ricerca scientifica moderna. Vuole cioè osservare l'uomo
sia nei suoi aspetti fisici, emotivi e mentali, sia nelle sfere superiori
della consapevolezza, (anima e spirito). Questi livelli superiori da cui
l'uomo può attingere impensabili potenziali, sono stati trascurati
dalla psicologia, e relegati per molti anni nell'area religiosa o esoterica
e solo recentemente vediamo eminenti studiosi in tutto il mondo riscoprire
l'importanza di un cammino coscienziale per la realizzazione della
salute psicofisica. Metodi come la respirazione intensa associate ad un
setting opportuno
possono essere un rapido catalizzatore per la riscoperta di queste dimensioni
profonde e per un contatto diretto con la natura del Sé transpersonale.
Padre Ireneo Forgiarini dal suo osservatorio privilegiato di direttore di
Comunità ha posto l'attenzione sull'applicazione dei contenuti dell'umanesimo
francescano: contenitore di una lettura del mondo, del creato, che può
avvenire attraverso la continua apertura a tutte le possibilità per
una ricerca sincera per il buono e per il mondo. Ha indicato queste tappe
fondamentali per fare Buona Scienza:
1) Bisogno di concreto sperimentale
2) Privilegiare la intuizione sulla astrazione
3) Guardare alla realtà come un riflesso della coscienza divina.
Gianni Zini ha recuperato i concetti della bioenergetica individuando la
regola fondamentale legata alla difficoltà dei flussi di energia,
alla presenza di disturbi e degli stati modificati di coscienza. Ha inoltre
affermato che secondo l'approccio bienergetico, la capacità di muoversi
liberamente tra diverse visioni del mondo, ad es. dalla visione meccanicistica
e quella mistica è funzione della capacità di allargare o
di restringere il campo della percezione, dell'attenzione, ed in ultima
analisi della coscienza stessa.
L'espandibilità della coscienza è collegata alla quantità
di energia di cui dispone un individuo e della libertà con cui tale
energia può circolare, passando dalla coscienza dell'Io, alla coscienza
del corpo e all'inconscio.
L'inconscio è quell'aspetto del nostro funzionamento corporeo che
non percepiamo e non siamo in grado di percepire. Possiamo diventare consapevoili
della nostra respirazione ma non dell'azione dei reni.
Così l'intimo processo vitale del nostro metabolismo esula dalla
nostra capacità di percezione. Il problema teorico è come
riconoscere coscientemente quell'unità che proprio l'evoluzione della
coscienza, passando da uno stato indifferenziato ad uno stato di autocoscienza,
ha creato.
La bioenergetica, espandendo la coscienza verso il basso, porta l'individuo
più vicino all'inconscio, rendendo quest'ultimo più familiare
e meno spaventoso.
Umberto Nizzoli, ha portato un contributo critico alle relazioni e ha dato
rilievo ad aspetti metodologici collegati con la ricerca. Ha insistito sulla
analisi ragionata della bibliografia mondiale sull'argomento specifico,
sulla necessità di trovare e applicare un modello di ricerca che
definisca gli strumenti e chiarisca gli obiettivi; di far procedere in parallelo
l'analisi del follow-up per i casi trattati con metodo Sankalpa e le ricerche
dell'assetto teorico e della valutazione psicometrica, di utilizzare un
questionario di valutazione della tecnica. (Focus Group). Ha riportato i
contenuti di un lavoro pubblicato su "Nature", del 16.2.2001 sul
rilievo della mappa del genoma e la sua correlazione con la tossicodipendenza.
Nestler afferma nel suo lavoro:" Sequenziare il genome umano ci permetterà
di identificare anormalità genetiche che possono aumentare il rischio
della tossicodipendenza e altre malattie. Finora, è stato dimostrato
che ci sono circa 100 geni che possono influire in un processo nel quale
alcuni animali diventano dipendenti.
Nestler ritiene che la possibilità di sequenziare il genoma umano,
cosi come il prossimo completamento della mappa genomica del topo ed del
ratto ,restringerà il campo di ricerca per individuare geni anomali
legati alla tossicodipendenza".
E' stata inoltre sottolineata la necessità di approfondire alcuni
testi e concetti legati alla legge della termodinamica. Gli studi di Koester
e Varela; gli aspetti che attengono alla mente e alle sue azioni sulla materia
("Il gesto di Ettore"), di approfondire il modello di intervento
motivazionale, la teoria dei quanti e gli studi di Lapassade che ha operato
clinicamente su giovani tossicodipendenti con l'ausilio delle sostanze,
di attingere al libro di Oliviero sulla "plasticità cerebrale".
Una attenzione particolare, va posta ai filosofi idealisti ed esistenzialisti
e alla filosofia ermeneutica.
L'idea emersa nel gruppo di lavoro è quella di metterci nelle condizioni
di dialogare con il mondo accademico, portando un contributo aperto, utilizzando
il linguaggio più adeguato per portare una esperienza "altra"
nel cuore della scienza attuale. Tutto ciò misurando il valore di
impatto delle nostre riflessioni, usando il linguaggio della scienza. Rispetto
alla relazione introduttiva, emerge la necessità di separare i vari
punti e farne una sintesi che permetta una sua possibile pubblicazione scientifica.
L'intervento si è concluso con l'auspicio di ritrovarci entro la
fine del c.a. con più dati in possesso, con la elaborazione degli
aspetti metodologici, di quelli teorici e dell'apporto delle bibliografia
mondiale.
Un caloroso ringraziamento a tutti i componenti, per essersi proposti al
meglio delle loro possibilità.
Cordiali saluti.
Giuseppe Cicciù
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