Dott. Filippo Falzoni Gallerani
Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale A. R. A. T.
Piazza Castello, 23 - 20121 Milano
Tel. Fax 02-86998464
Riporto di seguito brani di insegnamenti avanzati della saggezza essenziale
dell'Induismo e della filosofia perenne. Si tratta di una Upanishad del
settimo secolo, in cui sono descritti gli insegnamenti di Shiva, basati
sul "non dualismo", la natura del BRAHMAN lo stato supremo. A
questo testo faceva spesso riferimento il grande santo Sri Ramana Maharsi.
Questi pezzi possono essere un ottimo oggetto di riflessione e produrre
un atteggiamento favorevole alla manifestazione spontanea di stati meditativi
e di intuizioni illuminanti.
I temi trattati sono particolarmente attuali oggi, che molti scienziati
di diversi campi del sapere (dalla fisica alla psicologia e all'antropologia)
stanno giungendo a conclusioni simili a quelle dei mistici dell'antichità.
E' essenziale per lo sviluppo del Nuovo Piano di Coscienza, il contatto
con a stati che trascendono la mente. Come insegnano i maestri lo spirito
trascende il pensiero ed è il substrato sempre presente della realtà.
La realtà è nella sua essenza "Spirito" e come tale
di natura paradossale ed incomprensibile per la mente basata sul dualismo,
sul conosciuto, sull'analisi che scompone e non sulla percezione profonda
e globale del mistero dell'essere. Tale consapevolezza illuminata si manifesta
nel silenzio mentale e nell'immedesimazione con la "coscienza-consapevolezza"
che è il non duale seme di ogni manifestazione del reale.
Il messaggio d'amore dei maestri nasce dallo stato di beatitudine che emerge
dalla disidentificazione dai fenomeni del divenire. In questo stato tutti
i fenomeni sono riconosciuti come illusori nella loro natura transitoria
e nello stesso tempo come rilessi dello spirito che si manifesta. Un luminoso
e rutilante universo si evolve ed organizza secondo armoniche leggi che
trascendono i nostri concetti. Amare il momento, "momento per momento",
vuol dire disporsi oltre l'apprensione del pensiero condizionato che cerca
di controllare la realtà. Dal silenzio mentale nasce la saggezza
intuitiva... con l'attenzione alla natura profonda dell'essere, l'integrazione
nell'Uno.
VIJANANABHAIRAVA O COSCIENZA DIVINA Jaideva Singh - Motilal Banasidass Publishers
libera traduzione di F.Falzoni G.
Bhairava è il termine usato per indicare la Realtà Suprema.
E' sinonimo di Para Shiva. Bhairava rappresenta il terribile che distrugge
l'ego. La parola Bhairava consiste di tre lettere sanscrite "bha",
"ra", "va". L'etimologia ermeneutica del termine offre
la seguente interpretazione: "Bha" indica il sostenere l'universo,
"ra" rappresenta la distruzione e "va" la proiezione
e creazione dell'universo. Bhairavi è la Shakti di Bhairava. Le opere
dell'Agama e del Tantra sono scritte generalmente nella forma di dialogo
tra Bhairava e la sua Shakti o tra Shiva e la sua consorte Parvati o Sati.
In tutte queste opere la Shakti pone delle domande e Bhairava o Shiva rispondono
alle domande che emergono nel dialogo. Questa è la maniera indiana
per indicare che le scritture sono delle rivelazioni. Una riflessione rilevante
si pone dal momento che Bhairavi, Shakti di Bhairava, non è differente
da lui; e allora qual è il senso di un dialogo tra i due? Bisogna
essere in due per svolgere un dialogo, ma quando Bhairava e Bhairavi sono
non-differenti (non due) come ci può essere un dialogo tra loro?
La risposta è che la grazia è una dei cinque aspetti di Bhairava.
La sua grazia è rappresentata dalla sua Shakti. Per estendere la
sua grazia sull'umanità egli rivela certe verità fondamentali
dello spirito che possono essere incomprensibili all'uomo nel suo attuale
stato evolutivo. Tutte queste verità giacciono in forma latente a
quel livello di realtà in cui l'oggetto e la parola, l'idea e la
sua espressione sono un'unità indistinguibile. Per rendere accessibili
all'uomo queste verità, la Grazia del Supremo assume il ruolo della
Devi o Bhairavi, che pone domande da quel livello e riceve risposte a quel
livello. Domande e risposte sono espresse nella forma del linguaggio umano
perché l'uomo sia in grado di comprenderle. Un dialogo, è
la forma più realistica e vivace per portare il lettore alle sottili
verità di non facile comprensione. Bhairava o Shiva sono chiamati
a volte Rudra perché "Ru" sta per malattia, "dra"
sta per distruttore. Rudra è colui che distrugge tutti i mali della
vita. Le scritture più inaccessibili sono nate nella forma di parole
di Shiva che è la sorgente suprema, libera da divisione e agitazione
ed oltre al visibile. Questa è la quintessenza di tutti i sistemi
filosofici e della prassi spirituale. L'enfasi è posta sulla realizzazione
della coscienza Universale.
Verso 1
Bhairavi, Shakti diBhairava dice: Uno Divino che nel manifestare
l'universo e nel trattarlo come il tuo gioco sei il mio stesso Sé,
ho udito tutto dalle scritture che sono nate dall'unione di Rudra con la
sua compagna Shakti, ma oh Supremo Signore, anche ora i miei dubbi non sono
stati rimossi.
Versi 2 ­p; 4
O Signore, dal punto di vista dell'assoluto qual è esattamente la
natura di Bhairava? Secondo le scritture consiste dell'energia della moltitudine
delle lettere, oppure consiste nelle nove differenti forme della realizzazione
della natura essenziale di Bhairava, oppure consiste nello specifico mantra
che unisce in una forma integrale le tre divisioni, oppure consiste nelle
tre Shakti? Oppure consiste nel potere del mantra sempre presente ed inseparabile
da ogni parola, oppure nel potere del mantra sempre presente ed inseparabile
da ogni oggetto dell'universo come luce della manifestazione, oppure consiste
in qualche misterioso potere insito nei chakra, o nel suono senza vocali
di "Ha" oppure consiste puramente in shakti?
Versi 5, 6
Se la natura di parapara Shakti (Energia trascendente ed immanente)
e di apara Shakti (Energia immanente) ècostituita
da parti allora la natura di para Shakti (Energia trascendente) è
anch'essa composta di parti? Se la natura di para Shakti è
formata di parti ciò è incompatibile con la trascendenza.
La trascendenza non può consistere nella divisione di lettere e colori
o dei corpi, la trascendenza è contrassegnata dall'indivisibilità,
la trascendenza non può essere composta di parti. Oh Signore, offrimi
il tuo favore e rimuovi completamente i miei dubbi.
Versi 7, 10
Bene mia amata, tu hai posto domande pertinenti con la quintessenza del
Tantra. Benché la materia sia esoterica, a te che sei di buon auspicio,
la spiegherò. Qualunque cosa sia stata detta sulla natura composita
di Bhairava, deve essere considera insostanziale come una fantasmagoria,
come la rete di Indra, come la magica illusione di Maya, come sogno e come
il miraggio di una città di Gandarva nel cielo. L'aspetto composito
di Bhairava è solo uno strumento per la meditazione per quelli dall'intelletto
confuso, coloro che sono interessati all'ostentazione dei rituali, è
stato esposto per le persone immature ed è preghiera dai costrutti
mentali dicotomizzanti.
Versi 11, 13
In Realtà Bhairava non ha né la forma del nove, né
della moltitudine delle lettere, né delle tre Shakti, né l'energia
costituisce la sua essenza. Questi concetti sono per chi non è ancora
in grado di cogliere la Realtà. Questi concetti giocano il ruolo
del bonbon della mamma. Sono fatti per indurre gli aspiranti ad abbracciare
la via della giustizia e delle pratiche spirituali, perché possano
infine realizzare che la natura di Bhairava non è differente dal
loro stesso sé essenziale. Come la madre offre un dolce ai bambini
per indurli a seguire la retta via, così questi concetti sono usati
per indurre l'uomo in quella direzione e a seguire la via retta.
Versi 14 , 17
Si può essere consapevoli di ciò solo quando si è completamente
liberi dalle costruzioni mentali. Si può avere l'esperienza di quella
beatitudine nel più profondo di sé, quando si è liberi
dall'identificazione con l'ego, e ci si è immedesimati nella pienezza
della divina coscienza dell'io sono. Questo stato di Bhairava che è
pieno della beatitudine della non differenziazione dall'intero Cosmo è
in sé Bhairavi la Shakti di Bhairava. Questa in verità dovrebbe
essere considerata la sua natura essenziale, immacolata ed inclusiva dell'intero
universo, e quindi chi può essere l'oggetto del servizio devozionale
e chi dovrebbe essere soddisfatto dal servizio? Questo stato di Bhairava
che viene in questo modo celebrato è il solo ed il più alto.
E' definito para devi, la più alta divinità, para:
più alta, più alta non solo di nome, ma perché
questa è la sua più alta forma.
18 , 19
Poiché non esiste mai differenza tra la Shakti e il possessore della
Shakti, quindi essendo legata ai Suoi attributi la Shakti diviene manifestazione
degli stessi attributi. Così essendo non differente dal più
alto (para Bhairava) lei è conosciuta come la più alta Shakti
(para Bhairavi). Il potere di bruciare del fuoco non è separato dal
fuoco.
20 , 21
Quando si entra nello stato di Shakti identificandosi con lei, sorge la
sensazione della non distinzione tra Shiva e Shakti, e si raggiunge lo stato
supremo di Shiva. Per questo si afferma che la Shakti è la porta
per entrare in Shiva. Così come attraverso la luce di una lampada
o dei raggi del sole, alcune parti dello spazio s'illuminano e sono rese
visibili, allo stesso modo, mia amata, attraverso la Shakti si conosce Shiva
che è il proprio sé essenziale.
22, 23
La Devi chiede ancora:
Oh dio degli dei, che porti come emblema il tridente e hai un teschio come
ornamento, come potrà essere realizzata la Suprema Shakti che trascende
tutte le nozioni di direzione, spazio e tempo, e tutti i modi di descrizione
conosciuti? Con quali mezzi si può realizzare lo stato indiviso di
Bhairava che è pieno della beatitudine della non differenziazione
con l'universo? Per favore esprimi per me in linguaggio umano, ciò
che conosco bene al livello più alto, istruiscimi in maniera che
possa comprendere pienamente.
24 , 25, 26, 27
Bhairava dice:
Con l'attenta concentrazione sulla sorgente del prana e dell'apana
attraverso la respirazione e l'attenzione ai due poli in cui il respiro
entra ed esce dal corpo, si può raggiungere una situazione di pienezza
che è lo stato di Para Shakti o natura di Bhairava. Bisogna essere
consapevoli da dove il respiro sorge e dove termini e in questi due punti
si troverà che la forma esenziale di Bhairava è manifesta.
Nella cessazione e fusione del prana e dell'apana, Bhairavi esprime se stessa
e si manifesta portando allo stato di Bhairava. Quando lo stato si manifesta
attraverso la cessazione dei pensieri dualisti, la Shakti del prana nell'espirazione
non esce dal centro del corpo, né la Shakti dell'inspirazione, in
forma di apana, entra. Nell'essenza dell'esperienza si rivela Bhairava.
28, 29
Medita sulla Shakti che sorge dal Muladhara chakra, brillante come i raggi
del sole, che diventa sempre più sottile sino a dissolversi. In questo
modo Bhairava diviene manifesto.
Meditando sulla luce di Kundalini che sale in successione da un centro all'altro,
alla fine si potrà sperimentare il magnifico sorgere di Bhairava.
30
Si dovrebbe meditare in modo opportuno sui dodici successivi centri d'energia
più alti associati a dodici lettere. Ognuno di loro dovrebbe essere
osservato dapprima nella forma grossolana, quindi lascito quest'aspetto
dovrebbe essere meditato nella forma sottile, poi lasciata anche quella
nella forma suprema, sino a che il meditante s'identifica con Shiva.
31
Avendo riempito lo spazio di dodici dita dal centro delle sopraciglia con
la stessa energia pranica ed avendo attraversato rapidamente questo spazio,
con l'aiuto simile ad un ponte della contrazione delle sopraciglia, devono
essere allontanati tutti pensieri dicotomizzanti. La coscienza si solleverà
allora più in alto e apparirà la sensazione dell'onnipresenza.
32
Lo yoghi dovrebbe meditare nel suo cuore sui cinque vuoti dei cinque sensi,
che appaiono come i cinque vuoti nei cerchi della coda del pavone. Così
sarà assorbito nel vuoto Assoluto.
33
In questo modo, successivamente, ogni volta che c'è presenza mentale
su qualunque vuoto, su un muro, su una persona eccellente, tale presenza
mentale è assorbita in se stessa e nel supremo ed offre i più
grandi benefici.
34
Con l'attenzione concentrata all'interno del cranio e stando seduti con
gli occhi chiusi e mente stabile, si può discernere ciò che
è eminente discernere.
35
La nadi mediana è situata al centro, sottile come il gambo di un
loto. Meditare sul vuoto all'interno di questo nadi facilita la rivelazione
del Divino.
36
Chiudendo i sensi e sciogliendo il nodo al centro delle sopraciglia, si
percepisce il bindu come un punto di luce brillante, che con lo sviluppo
della concentrazione gradualmente si dissolve. Quindi nel centro della coscienza
eterica lo yoghi si stabilisce nello stato più alto.
37
Lo Yoghi deve meditare sia sul cuore sia sul bindu, che è una piccola
scintilla di fuoco prodotto dalla pressione della luce degli occhi. Con
questa pratica i pensieri discorsivi scompaiono e, con la loro scomparsa,
lo yoghi è assorbito nella luce della coscienza suprema.
38
Chi profondamente s'immerge in Nada, che è Brahman nella forma di
suono, vibrante all'interno senza alcun impatto, che può essere udito
solo dall'orecchio esercitato dallo yoga, che continua a vibrare ininterrottamente
e corre con la testa avanti come un fiume, ottiene il Brahman.
39
Oh Bhairavi, attraverso la perfetta recitazione del mantra, e attraverso
la contemplazione del vuoto alla fine della fase prolungata e con la più
intensa energia del vuoto, lo yoghi ottiene il vuoto.
40
Lo yoghi dovrebbe contemplare la precedente condizione d'ogni livello prima
della sua assoluta e finale condizione d'assoluto vuoto. Egli allora con
l'aiuto dello stesso vuoto diventerà della natura e della forma del
vuoto.
41
Se si ascolta con attenzione non divisa il suono degli strumenti musicali
che si prolunga ininterrotto, si raggiungerà alla fine l'assorbimento
nell'etere della consapevolezza, e si otterrà così lo stato
di Bhairava.
42
Con l'ascesa di tutti i mantra formati da lettere, che continuano a vibrare
in forme sottili dal bindu e che terminano nel vuoto, si diventa Shiva.
43
Se si contempla la vacuità all'interno del proprio essere in tutte
le direzioni simultaneamente, senza costrutti mentali, si esperimenta il
vuoto e ci s'identifica con la vasta coscienza espansa.
44
Chi contempla simultaneamente il vuoto al di sopra e il vuoto alla base,
con l'aiuto dell'energia indipendente dal corpo, sarà completamente
liberato dai costrutti mentali.
45
Colui che fermamente contempla il vuoto al di sopra, il vuoto alla base
e il vuoto nel cuore, scorge nello stesso tempo grazie alla libertà
da ogni costrutto mentale lo stato di Shiva, che è oltre tutti i
pensieri.
46
Se lo yoghi contempla il suo corpo con la mente libera da ogni costruzione
mentale e lo riconosce come un soggetto empirico limitato simile al vuoto,
si libera dal pensiero e, in fine, ottiene lo stato di Bhairava, che è
al disopra di tutti i pensieri.
47
Oh tu dagli occhi di gazzella, se l'aspirante è capace immediatamente
di immergersi nel vuoto, lascia che contempli le parti del suo corpo, come
fossero solo mera vacuità. Dopo la pratica del vuoto, la contemplazione
diverrà stabile e alla fine porterà all'esperienza della luce
della consapevolezza.
48
Lo yoghi dovrebbe contemplare la pelle del suo corpo come una barriera esterna
senza nulla di sostanziale all'interno, meditando in questo modo egli raggiunge
lo stato in cui trascende ogni oggetto di meditazione.
49
Colui la cui mente assieme agli altri sensi, si fonde nello spazio interiore
del cuore, chi è entrato mentalmente nel centro delle due anse del
cuore del loto e ha escluso ogni altra cosa dalla consapevolezza, acquisisce
la più alta fortuna.
50
Quando il corpo dello yoghi e penetrato in tutte le sue parti dalla consapevolezza
e la mente che è divenuta immobile dalla concentrazione è
dissolta nel terzo occhio, allora egli sperimenta le caratteristiche della
realtà.
51
Se si fissa la mente nel terzo occhio (o alla sommità del capo) continuamente,
in ogni modo e luogo, le fluttuazioni mentali diminuiranno e in pochi giorni
è raggiunto l'incomparabile ed ineffabile stato di Bhairava.
52
La seguente contemplazione: "Il mio corpo è stato bruciato dal
fuoco di Kalagni Rudra, il distruttore universale" condurrà
all'esperienza della vera natura che è pace.
53
In questo modo l'aspirante immagina che lo stesso mondo sia bruciato da
Kalagni, e non permette alla sua mente di vagare altrove verso alcun'altra
cosa, allora in tale persona il più alto stato per l'uomo si manifesta.
54
Se lo yoghi riflette profondamente sul fatto che i sottili e più
sottili costituenti del suo corpo e del mondo sono stati riassorbiti nelle
loro rispettive cause, allora in fine, la para devi, la suprema divinità
si rivela.
55
Se l'energia pranica, che è densa e grossolana, è resa sottile
e fragile attraverso la disciplina yogica del pranayama, e lo yoghi medita
su tale energia sia nel cuore sia nel terzo occhio, entrando mentalmente
in lei, raggiunge la liberazione e acquisisce il suo naturale potere sovrano.
56
Si dovrebbe contemplare, passo dopo passo, l'intero universo dissolversi
successivamente dallo stato grossolano a quello sottile e dal sottile al
supremo sino che alla fine la mente si dissolve nella pura consapevolezza.
57
Se si medita sulla quintessenza di quest'intero universo, che è sia
luce della coscienza sia consapevolezza di tale coscienza, da ogni lato
e sino ai limiti estremi sino alla Realtà Centrale oltre soggetto
ed oggetto si sperimenta il grande risveglio.
58
Lo yoghi dovrà concentrarsi sull'idea che l'universo è interamente
vuoto. In questo vuoto è assorbita la mente. Allora egli è
pronto per l'assorbimento totale e si fonde nel vuoto assoluto e in Shiva.
59
Lo yoghi può fissare il vuoto all'interno di un vaso o di un altro
oggetto, lasciando da parte ogni altra cosa. La mente assorbita in quel
vuoto sarà facilitata nell'immaginare il vuoto assoluto. Realizzerà
allora la sua identificazione con il Supremo.
60
Si può fissare lo sguardo in un vasto spazio aperto tra le montagne.
La mente senza il supporto d'oggetti si dissolverà e le fluttuazioni
cesseranno.
61
Osservando la percezione degli oggetti e delle idee, uno dovrebbe concentrarsi
nell'intervallo voto tra un'idea e la percezione. In quella sospensione
tra le due, si ha un flash della Realtà.
62
Quando la mente dell'aspirante, si trova immersa in se stessa, non più
attratta da alcun oggetto, in equilibrio nel mezzo, sboccia intensa la realizzazione
della pura consapevolezza in tutta la sua intensità.
63
Quando l'aspirante osserva con mente ferma e libera da ogni scelta il suo
corpo e l'intero universo della sostanza della coscienza, sperimenta il
Supremo Risveglio.
64
Dalla fusione del respiro, l'espirazione che sorge dall'interno e l'espirazione
che nasce dall'esterno, sorge, in fine, una condizione nella quale c'è
la completa cessazione. Meditando su questa condizione di vuoto in cui non
c'è più la sensazione né del prana né dell'apana,
lo yoghi raggiunge il livello dell'Uguaglianza.
65
Lo yoghi dovrebbe contemplare con totale attenzione il suo corpo e l'intero
universo nell'unità, saturi d'essenziale beatitudine spirituale.
66
Oh tu dagli occhi di gazzella, attraverso la magia, la suprema delizia sorge
istantaneamente nel cuore. In questa condizione mentale la Realtà
si manifesta.
67
Interrompendo il flusso dei sensi la corrente delle sensazioni si ferma,
e l'energia pranica (pranashakti) si muove lentamente verso l'alto lungo
susumna, con una sensazione di formicolio ai vari centri sulla spina dorsale.
A quella sensazione segue la suprema delizia.
68
Si dovrebbe concentrare la consapevolezza deliziata, al centro dello spazio
in cui l'energia prana ed apana entra in susumna e la kundalini inizia a
salire, e collegando gli estremi nell'immobilità si proverà
il piacere dell'unione sessuale.
69
Nel rapporto sessuale con la donna assorbendo la coscienza in lei, perdendo
il senso di separazione si giunge al sommo piacere, simile al piacere di
Bramhan. Tale godimento è il piacere di percepire il proprio Sé.
70
Anche in assenza di una donna il solo ricordo dei baci e degli abbracci
rievoca il piacere, e meditare su ciò ci porta a realizzare la beatitudine
insita nella coscienza.
71
Nel momento in cui si prova gran piacere o in occasione della gioia suscitata
nel vedere un amico dopo lungo tempo, si dovrebbe meditare sull'essenza
del piacere stesso, e fondersi in esso, sino che la mente non s'identifica
con esso.
72
Quando si sperimenta la gioia che nasce dal piacere di gustare il cibo,
si dovrebbe meditare sulla perfetta condizione di tale gioia e raggiungere
il supremo diletto.
73
Quando lo yoghi si unisce con la gioia incomparabile del canto o del suono,
grazie all'espansione della mente si realizza l'unità che offre la
gioia incomparabile.
74
Dovunque la mente trovi soddisfazione senza agitazione, lasciala concentrarsi
su ciò. In ognuno di questi casi la vera natura del più alto
bene si manifesterà.
75
Quando il sonno non è ancora giunto ed uno è sul punto di
addormentarsi, tutti gli oggetti esterni seppure presenti sono scomparsi
dalla vista, uno dovrebbe concentrarsi in quello stato tra la veglia ed
il sonno.
76
Si dovrebbe fissare lo sguardo su una porzione di spazio che appare variegata
da raggi di luce. Proprio in quel luogo la natura del Sé essenziale
si manifesta.
77
Al momento dell'intuitiva percezione dell'universo, il supremo raggiungimento
è offerto attraverso le diverse vie di conoscenza.
78
L'aspirante dovrebbe sedersi su di un comodo sedile con un cuscino, poggiando
su di esso solo il sedere, lasciando mani e piedi liberi da sostegno. Mantenendo
questa posizione la sua intelligenza si farà sottile e piena
79
Seduto in posizione confortevole sul suo seggio, e messe le braccia a forma
d'arco sopra la testa dovrebbe fissare lo sguardo alle ascelle. Quando la
mente è assorbita in quella posizione di riposo, sperimenterà
grande pace.
80
Avendo fissato lo sguardo senza battiti di ciglia su un oggetto materiale
ed avendo interiorizzato l'attenzione, e avendo così liberato la
mente da ogni pensiero, l'aspirante acquisisce senza indugi lo stato di
Shiva.
81
Se egli si mantiene la bocca aperta con la lingua all'indietro posata nel
centro, fissa la mente nel centro della bocca, e pronuncia mentalmente la
sillaba ha, si dissolverà nella pace.
82
Seduto sopra ad un sedile soffice o ad un letto egli dovrebbe contemplare
il corpo come privo di supporto. Attraverso la contemplazione, quando tutte
le proposizioni svaniscono e la mente si libera dalle costruzioni del pensiero,
allora, in un istante, tutte le vecchie disposizioni mentali inconsce svaniranno.
83
Oh Dea, una persona provando il movimento del corpo quando è seduta
su di un veicolo che si muove, o scuotendo lentamente il corpo, può
calmare in questo modo la sua mente. Egli ottiene allora la conoscenza dei
Deva e gode della consapevolezza suprema.
84
Se, con il corpo dissolto in consapevole immobilità, egli fissa il
cielo senza nubi, in quel preciso istante egli acquisisce la natura di Bhairava.
85
Lo yoghi dovrebbe osservare tutto lo spazio aperto sotto la forma d'essenza
di Bhairava, e allo stesso modo il vuoto all'interno della sua testa. L'intero
universo si dissolverà allora nella luce di Bhairava.
86
Quando lo yoghi conosce i tre stati di coscienza, la veglia, in cui vi è
conoscenza limitata e produttrice di dualità, il sogno in cui si
ha la percezione delle impressioni, e il sonno profondo nel quale la totale
è oscurità la sola forma di Bhairava, giunge al quarto, turya,
il vuoto e viene allora riempito con lo splendore della consapevolezza infinita.
87
Nel buio di una buia notte, meditando sull'oscurità lo yoghi ottiene
la natura di Bhairava.
88
Allo stesso modo l'aspirante dovrebbe osservare l'inquietante oscurità
davanti agli occhi chiusi, e quindi contemplare l'oscura e terribile forma
di Bhairava di fronte lui ad occhi aperti. Quindi identificarsi con Lui.
89
Quando qualche organo di senso è ostruito nella sua funzione per
qualche causa esterna, naturalmente o attraverso uno strumento auto imposto,
l'aspirante rivolge la consapevolezza all'interno, la sua mente è
assorbita nel vuoto che trascende le dualità, e proprio là
il suo Sé essenziale si rivela.
90
Al semplice suono della sillaba "a" senza inflessioni, appare
Parameshvara, magnifico torrente di saggezza.
91
Fissa la mente libera da pensieri, alla fine di una parola con "h"
aspirata, quindi, volta all'interno l'attenzione, entra nell'eterno Brahman.
92
Quando egli è concentrato sul suo stesso sé nella forma del
vasto firmamento, illimitato in ogni direzione, libero da tutti i pensieri,
il divino potere della consapevolezza, che è il Sé essenziale,
si rivela.
93
Concentrandosi sulla sensazione prodotta da una puntura di spillo o da una
punta, con l'energia della consapevolezza non divisa in quel punto, si ha
accesso alla natura di Bhairava.
94
Si dovrebbe contemplare così: l'apparato psichico consistente di
pensieri che formano un io non rappresenta il reale. Libero da tutti i pensieri
e da tutte le costruzioni mentali egli potrà immergersi nella pura
consapevolezza che è il suo Sé essenziale.
95
Maya illude, la funzione del tempo e della conoscenza sono limitati, considerando
le funzioni dei vari principi costitutivi in questo modo uno non rimane
più a lungo separato.
96
Avendo osservato sorgere un desiderio, l'aspirante dovrebbe fermarlo e immergersi
in quello spazio da cui il desiderio è sorto.
97
Quando il desiderio e la conoscenza non sono in me, chi sono in quella condizione?
In verità io sono la Realtà stessa, consapevolezza e beatitudine.
L'aspirante deve immergersi in tale Realtà ed identificarsi in essa.
98
Se appaiono desideri e attività del pensiero, l'aspirante dovrebbe,
con la mente distaccata dagli oggetti del desiderio, fissare la mente sul
desiderio o il pensiero come lo stesso Sé, e quindi avrà la
realizzazione della Realtà essenziale.
99
Tutta la conoscenza è menzognera, senza causa e senza base. Dal punto
di vista della Realtà assoluta, questa conoscenza non appartiene
ad alcuno. Quando ci si da completamente a questa contemplazione, allora,
oh cara, uno diventa Shiva.
100
Lo stesso Sé della natura della consapevolezza è presente
in tutti i corpi, non c'è differenza in lui in alcun luogo. Chi realizza
che ogni cosa in essenza è "consapevolezza", trionfalmente
sorge al di sopra dell'esistenza, della nascita e della morte.
101
Se uno riesce ad immobilizzare la mente quando essa è sotto l'influenza
della rabbia, dell'attaccamento,
102
Se si percepisce il cosmo come un'illusione di un mago o l'immagine di una
pittura, o come un movimento illusorio, e si contempla profondamente questo
fatto si proverà gran felicità.
103
Non ci si dovrebbe soffermare né sul piacere né sul dolore.
Oh Dea Bhairavi, dovrebbe essere riconosciuta quella Realtà che sussiste
oltre gli opposti.
104
Dopo aver rigettato l'attaccamento al proprio corpo, si dovrebbe, con mente
ferma ed una visione che non prende in considerazione null'altro, contemplare
così: "Io sono ovunque". Egli godrà allora di gioia
suprema.
105
La conoscenza, il desiderio, non appaiono solo all'interno di me, appaiono
ovunque, nelle giare e negli altri oggetti. Solo Shiva risiede in sé
stesso, conoscendo sé stesso in tutto l'esistente. Con questa contemplazione
si pervade tutto.
106
La coscienza del soggetto e dell'oggetto è comune a tutti gli esseri
incarnati. Gli yoghi si distinguono perché sono consapevoli della
mente osservante e della relazione tra "osservatore" e "osservato".
107
Uno dovrebbe, lasciando da parte il bisogno del suo corpo, contemplare che
la stessa consapevolezza è negli altri corpi è nel suo. Così
in pochi giorni realizzerà la pervasività della coscienza
che è la natura di Bhairava.
108
Avendo liberato la mente da ogni sostegno, uno dovrebbe liberarsi da tutte
le costruzioni mentali. Allora, oh tu dagli occhi di gazzella, ci sarà
lo stato di Bhairava nel Sé che è diventato il Sé assoluto.
109
Il Signore Supremo è onnisciente, onnipotente e onnipresente. Poiché
possiedo gli attributi di Shiva, sono uno con il Signore Supremo. Con questa
convinzione uno diventa Shiva.
110
Proprio come le onde sorgono dalle acque, e le fiamme dal fuoco, e raggi
di luce dal sole, così sono nati da me, gli aspetti molteplici dell'universo
in forme differenziate.
111
Il girare su se stessi sino a cadere a terra, porta, nello stato successivo
di sospensione, a sperimentare la suprema condizione spirituale.
112
L'assorbimento nei dubbi, la mancanza di potere nel percepire gli oggetti
dei sensi, e il dissolvimento della mente, porta alla fine di questa tensione
alla condizione di cessazione in cui appare la forma della natura essenziale
di Bhairava.
113-114
Ascolta o Devi, ti dirò di questa tradizione mistica per intero.
Se, ci poniamo con gli occhi fissi senza battito di ciglia, nell'osservazione
della realtà interiore, l'isolamento verrà immediatamente.
Contraendo le aperture delle orecchie, dell'ano e del pene, e meditando
sul suono interiore senza impatto, senza vocali né consonanti, che
non può essere né udito né pronunciato, ma su cui si
può solo meditare, si entra nell'eterno Brahman.