Dott. Filippo Falzoni Gallerani
A. R. A. T. Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale
Piazza Castello, 23 - 20121 Milano
Tel. Fax 02-86 99 84 64
e-mail: filippo.falzoni@fastwebnet.it
Dott. Filippo Falzoni Gallerani
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Cap. 1 Libera traduzione dall'inglese di F.F.G. dei primi tre capitoli dell'Avadhoota
Gita (gli insegnamenti di Dattatreya,) antico testo tradotto dal sanscrito
da Sri Purohi Swami, edito da S. Mokashi-Punekar Munshiram Manoharilal Pvt.
Ltd 1988 New Delhi India
Capitolo I
1 Sri Avadhoota Dattatreya disse: è solo per la grazia del Signore
se un'anima o due aspirano all'unione con Lui, sfuggendo a seri pericoli.
2 Come posso prostrarmi di fronte a quel Sé senza forma, il solo
immutabile bene, che riempie di sé ogni cosa, attraverso la sua stessa
natura e potere?
3 Ogni cosa è fatta di terra, acqua, luce, aria, spazio, come le
onde di un miraggio, non ha sostanza; ma io sono senza errore, uno senza
un secondo; a chi allora dovrei prostrarmi.
4 Tutto non è altro che il Sé. Non esiste vicinanza né
distanza, come posso dire una cosa senza negarne un'altra?
5 Questa è l'unica sostanza degli insegnamenti Vedici, l'essenza
di tutto il conoscere del sentire. Per mia natura io sono il Sé senza
forma che vive in ogni cosa.
6 In assoluta verità io sono Dio che vive in tutto perfetto come
il cielo, puro e pulito di natura.
7 Io solo sono l'immutabile illimitata pura consapevolezza. Non provo né
piacere né dispiacere. Mi domando come queste cose possano accadere
ad altri.
8 Non penso mai in termini di bene e male, non parlo mai di bene e male,
non lavoro per il bene o il male, io sono conoscenza, eterna pura ed oltre
i sensi
9 La mente è come il cielo che fronteggia ogni cosa. Difficile da
definire, la mente è ogni cosa, benché non la suprema.
10 Solo io occupo ogni cosa, vivendo senza preferenze, oltre i cieli. Come
può l'evidenza o il ragionamento essere d'aiuto perché io
possa essere visto come sono?
11 Mi domando come tu non realizzi che tu solo esisti, vivendo egualmente
in tutto, vivendo sempre e completamente in ogni cosa, sempre bruciando
senza mai declinare. Mi domando come tu, il maestro, pensi al giorno e alla
notte.
12 Ricordati che solo tu risiedi sempre in tutte le cose. Quando dici di
meditare mediti su qualcos'altro da te stesso dividendo l'indivisibile?
Poi tu farlo?
13 Tu non sei mai nato, non sei mai morto, non sei mai stato il corpo. I
Veda dichiarano in molti modi che lo spirito nella sua gloria è tutto.
14 Tu sei il bene in ogni luogo, in tutti i tempi dentro e fuori. Perché
allora corri qua e là come un'anima illusa?
15 Non c'è unione né disunione tra te e me o qualunque altra
cosa. Tu non esisti, io non esisto, il mondo non esiste, solo il Sé
esiste ovunque.
16 Il tatto, il gusto, la vista e l'olfatto non sono te; né tu i
cinque sensi. Tu solo sei la verità ultima. Perché allora
tormentarsi?
17 Vita e morte, legame e liberazione, bene e male appartengono alla mente
e non a te. Perché singhiozzare figlio mio? Né tu né
io abbiamo nome o forma.
18 Mente perché questa confusione? Perché erri come un fantasma?
Pensa solo al Sé, rinuncia al desiderio e sii felice
19 Tu sei il solo principio che redime che rimane stabile e imperturbabile.
Non hai desiderio né avversione. Ahimè, perché allora
ti tormenti con voglia di cose.
20 I Veda proclamano che il Sé è senza qualità, senza
impurità, senza declinazione, incorporeo, retto. Portami senza dubbio
a tale Sé.
21 Ciò che è manifesto è irreale, solo ciò che
è immanifesto è reale. Chi scopre questa verità non
ritorna più.
22 I saggi affermano che la realtà è una, ovunque la stessa.
Rinunciando al desiderio, la mente non pensa più all'uno o ai molti.
23 Quando tutto è uno, libertà incarnata, dove è il
fascino di meditare sul Sé, dove il fascino sulla meditazione sul
Non-Sé, dove il fascino della meditazione quando c'è una disputa
tra essere e non essere?
24 Tu sei quel semplice principio, senza corpo, senza inclinazioni, senza
nascita, senza morte. Come puoi dunque affermare che conosci il Sé
o che non conosci il Sé?
25 Quando i Veda proclamano: "Tu sei Quello", "Quello"
significa il Sé. Ciò che i Veda intendono con "non questo,
non quello" è che tutto ciò che è fatto dei cinque
elementi è irreale.
26 Tu stesso hai riempito di te stesso ogni cosa dentro te stesso senza
una lacuna. La tua mente menzognera non è né il soggetto né
l'oggetto della meditazione. Come puoi allora meditare impunemente.
27 Se non conosco il bene come posso servirLo? Poiché io sono il
bene non mescolato, la realtà ultima, trascendente come il cielo.
28 La mia personalità non è la realtà. Come può
essere che la realtà non frammentata, che è oltre il soggetto
e l'oggetto, oltre l'immaginazione e l'intenzione, sia conosciuta solo da
se stessa?
29 Nessun oggetto è reale, nessun oggetto è eterno La sola
realtà è la bellezza del Sé. Il Sé non conosce
né concordia né discordia.
30 Tu sei quella realtà, semplice equanime, immateriale, la realtà
che non è mai nata, la realtà che non perirà. Perché
allora questa ricerca del Sé? Come fai a confonderti ancora e ancora.
31 Quando un vaso si rompe il suo spazio si fonde nello spazio comune senza
possibilità di riconoscimento, quando la mente è ripulita
la personalità si dissolve nel bene universale senza possibilità
di riconoscimento.
32 In verità non esiste vaso, non esiste spazio nel vaso, non esiste
corpo, né anima nel corpo. Ricorda che solo lo spirito esiste, oltre
il soggetto che conosce e l'oggetto della percezione.
33 Il Sé è ogni cosa, ogni luogo, ogni tempo, connesso e stabile
visibile e invisibile. Non dubitare, ricorda "Tu sei Quello".
34 Non ci sono sacre scritture, non ci sono sacrifici, Dei, religioni, non
ci sono colori, non ci sono livelli, non ci sono classi, non ci sono gruppi,
non c'è alcun sentiero oscuro né alcun sentiero luminoso,
la realtà ultima è soltanto la bellezza dello spirito.
35 Quando tu da solo sei tutto, oltre lo spazio da occupare e oltre l'oggetto
che potrebbe occuparlo, come puoi pensare che il Sé possa essere
trovato direttamente o indirettamente.
36 Alcuni cercano l'uno, alcuni cercano i molti, entrambi falliscono nel
trovare la realtà imparziale che trascende sia l'uno sia i molti.
37 Come si può discutere della realtà che è oltre il
colore, la qualità, oltre le possibilità della mente e delle
parole.
38 Quando trovi ogni cosa compreso il tuo sé fisico effimero come
l'orizzonte, comprendi lo Spirito e le tue abitudini dualiste scompaiono
nell'aria.
39 Quando so che il mio Sé personale ed il Sé impersonale
sono per natura uno e lo stesso cielo, come potrebbe esistere qualcuno che
medita e qualcosa su cui meditare.
40 Qualunque cosa io goda, qualunque cosa io offra, qualunque cosa io consacri,
qualunque cosa io faccia, nulla mi appartiene. Sono senza macchia, senza
nascita né morte.
41 Ricorda che tutto in questo mondo è senza forma, senza trasformazioni,
con l'innocenza della natura e la bellezza del solo bene.
42 Senza dubbio tu stesso sei Spirito, come allora vorresti cercare di nuovo
lo spirito? Come osi pensare che esso sia da trovare all'interno o che non
possa essere trovato per niente.
43 Figlio mio da dove viene quest'illusione, quest'allucinazione, quella
luce e quell'ombra? Non esistono. Tutto è solo verità senza
errori come la cupola del cielo.
44 Sono fermamente convinto d'essere libero nell'inizio, libero nella fine
e libero nel mezzo, con non nata pulizia e semplicità. Non sono mai
stato schiavo.
45 Dall'immanifesto seme del Mahat (luce proiettata dalla consapevolezza
assoluta), giù sino al mondo manifesto, nulla mi appare, tutto è
solo Spirito. Come allora può esserci la condizione d'insegnante,
di capofamiglia e di monaco?
46 So assolutamente che solo io sono pieno di significato, vivo ovunque
senza un sostegno e senza una lacuna. Aria, acqua, fuoco terra ed etere
non hanno un reale significato.
47 Il Sé non è maschile, né femminile né neutro,
non è né una proposizione né una supposizione. Come
puoi quindi pensare che egli possa avere gioia o non averne.
48 Lo spirito non può essere trovato attraverso il controllo del
respiro o il controllo della mente, o attraverso un sermone dal pulpito.
Esso può essere trovato quando si rivela secondo il suo stesso volere.
49 Non c'è corpo materiale né corpo spirituale. Quando tutto
è soltanto Spirito che cosa è la veglia, il dormire, il sognare,
e gli stati ulteriori?
50 Non sono né uno schiavo né un uomo libero. Non separato
dallo Spirito, non sono né quello che agisce né quello che
gode dell'azione, né l'occupante né l'occupato.
51 Come l'acqua versata nell'acqua diventa inseparabile acqua, così
io trovo inseparabili Spirito e materia.
52 Né libero né legato, come puoi pensare al sé come
se avesse forma o come se non n'avesse?
53 Io so che il tuo sé superiore è autoevidente come il cielo,
il tuo sé inferiore spurio come l'acqua di un miraggio.
54 Non sono un insegnante e non do lezioni, non ho attività da compiere
né doveri che mi legano. Io sono per natura semplice e nudo come
il cielo senza attributi.
55 Lo Spirito è semplice, il tuo corpo gli appartiene. La tua mente
non è lo Spirito supremo che è oltre ogni cosa. Come puoi
non vergognarti allora di affermare che la tua personalità è
quel sé che è la verità di tutte le verità?
56 Perché soffrire oh mente? Diventa il tuo stesso Sé da te
stessa. Figlio mio bevi la pura essenza dell'immortalità, che è
senza oscurità senza declinazione.
57 Colui il quale sa che non esiste né conoscenza né ignoranza,
né una combinazione delle due, diventa egli stesso conoscenza, null'altro
che conoscenza lui stesso.
58 Non c'è luogo né tempo, non c'è apprendimento né
discussione, non c'è meditazione, non c'è concentrazione,
non ci sono prediche di sacerdoti. Io sono spontanea conoscenza reale, naturale
ed immobile come il cielo.
59 Io non sono nato, non morirò; bene e male non mi appartengono.
Io sono Spirito senza qualità, senza impurità; come potrebbe
allora qualcosa trattenermi o rilasciarmi?
60 Quando Dio è presente ovunque senza perturbazioni uniforme e perfetto,
non trovo alcuna distanza tra Lui e me. Come può allora Egli essere
all'interno o all'esterno.
61 Ancora il mondo sorge di fronte alla mente, tempo dopo tempo come un
tutto indiviso. Osserva quest'illusione, questo travisamento, questa fantasia
d'unità e diversità.
62 Quando ogni cosa materiale ed immateriale è negata una volta per
tutte, le apparenze scompaiono e solo il bene rimane.
63 Non hai madre, non hai padre, non fratello o benefattore, non hai moglie
né figli, non hai né amici né nemici; perché
allora questa sofferenza mentale?
64 Mente, non esiste né giorno né notte, non esiste l'alba
né il tramonto. Come può il saggio pensare a forme per ciò
che non ha dimensioni.
65 Non sono né divisibile né indivisibile, né felice
né dispiaciuto, né parziale né completo. Ricorda io
sono l'unico Sé.
66 Non sono né il seminatore né il mietitore, non ho mai seminato
prima né sto seminando ora. Non ho mai avuto corpo e non ho corpo;
come posso dire "questo è mio, questo non è mio".
67 Non ho brame, non ho sofferenze fisiche o mentali. Credimi io sono solo
il Sé, con la grandezza del cielo.
68 Oh amata mente a che serve parlare tanto a vanvera? Tutto quanto è
oltre le congetture. Ti ho detto la sostanza: tu solo sei la verità
comparabile al cielo.
69 Lo Yoghi può rinunciare al suo corpo in qualunque momento, in
qualunque luogo, in qualunque circostanza, egli si dissolve in Spirito,
come lo spazio in un vaso si dissolve nello spazio quando il vaso si rompe.
70 Dimenticato da tutti egli può morire in un luogo sacro o in una
capanna profana, la sua equanimità gli porterà libertà
e diventerà uno con lo spirito.
71 Lo Yoghi osserva le ricchezze e le ambizioni, la religione e la liberazione,
gli uomini e gli animali ogni cosa che si muove o immobile come l'acqua
di un miraggio.
72 So per certo di non essere responsabile per le mie azioni o godimenti,
del passato del presente e del futuro.
73 Santificato dall'acqua dell'equanimità l'Avadhoota vive felicemente
da solo, in una capanna deserta o altro senza decorazioni, senza presunzione,
si muove a caso trova tutto solo in sé stesso.
74 Nel Sé non c'è presagio, non c'è talismano, nulla
da imparare, non c'è prosodia da studiare. Avadhoota Dattatreya,
che nuota nell'oceano della non differenziazione, canta nella sua delizia
di un cuore puro la grandezza della verità.
76 Ogni cosa né è né non è, ogni cosa non è
né vera né falsa. Parlo del Sé come lo trovo in me
stesso con piena conoscenza della materia.
Capitolo II
1 Non pensare con leggerezza al maestro per il suo comportamento mondano,
considerandolo un fanciullo, un dissoluto, un servo, o un capo famiglia.
Qualcuno rinuncia ad un gioiello solo perché lo trova in un angolo
sporco?
2 Possono non esserci sprazzi poetici in questo discorso. Un uomo sensibile
dovrebbe cercare il suo significato. Una barca può essere priva di
decorazioni, senza alcun disegno, fallirà per questo di portare il
viaggiatore sull'altra riva?
3-4 Io riconosco Lui come intelligenza, sempre presente come il cielo, che
con pazienza e facilità raggiunge ogni luogo e governa ogni cosa,
ispira tutte le cose animate ed inanimate , uno solo, senza un rivale.
5 Io sono il bene ultimo che mai va o viene, che è oltre il bene
e il male, oltre il tormento e il dubbio.
6 Io sono quello senza parti adorato dagli dei. Non posso vedere come l'Uno
perfetto possa essere diviso nei molti.
7 Come bolle d'aria che salgono dall'acqua e si dissolvono nell'acqua, i
sentimenti vanno e vengono. Che cosa può realizzare un anima sentimentale
che erra?
8 Egli vive sempre nella mente e nel cosmo, vive negli elementi e in tutte
le cose, tenere o dure, dolci o amare.
9 Come la freschezza, la salinità e la fluidità sono aspetti
dall'acqua, così la materia abita lo spirito.
10 Libero da qualunque attributo, immacolato più bello del più
bello, oltre l'immaginazione, oltre il giudizio, oltre la sensazione, Egli
dirige ogni cosa senza errore.
11 Poiché Egli è spontaneamente ovunque, quale spazio vi è
per me, per te, e per ogni cosa animata ed inanimata?
12 Ho paragonato quell'intelligenza che conosce tutto al cielo; egli infatti
è come il cielo, pulito e compatto.
13 Non possiamo colpirlo, l'acqua non può annegarlo, la terra non
ha abbastanza spazio per il suo gioco. Pieno di luce egli vive nella luce.
14 Egli riempie l'aria e nulla può riempire Lui. Egli vive completamente
e in tutti i tempi all'interno e all'esterno.
15 Poiché egli e sottile, invisibile, senza qualità gli Yoghi
suggeriscono un simbolo per la meditazione che conduce l'aspirante a Lui,
scalino dopo scalino.
16 Quando con pratica costante l'aspirante può meditare senza il
suo aiuto, si perde insieme al simbolo nel Sé e diviene libero dal
bene e dal male.
17 L'unico antidoto naturale e infallibile per il veleno orribile del mondo
che crea passione e pazzia è la coscienza dell'immortale (Il nettare
di Sahaja)
18 Il Sé può essere trovato con l'esperienza, e benché
senza forma, può creare forme visibili. Non è né essere,
né assenza d'essere, ma si trova in luogo intermedio.
19 Vediamo il mondo dal di fuori, la radice della materia è nascosta
all'interno, ma la radice d'ogni radice è ancora dentro come l'acqua
in una noce di cocco, ben meritevole di essere conosciuta.
20 La conoscenza esteriore non è conoscenza, la conoscenza interiore
è la vera conoscenza, ma la radice della conoscenza è ancora
dentro come l'acqua in una noce di cocco, ben meritevole di essere conosciuta.
21 Benché solo una luna brilli in una notte di luna piena, uno strabico
nell'illusione ottica, ne vede due esattamente simili .
22 Allo stesso modo per il difetto dell'occhio della mente la gente vede
in modo diverso. Il vero devoto è un'eccezione, egli conosce la misericordia
di Dio, diventa imperturbabile e rivolge a lui canti di lodi in modi differenti.
23 Attraverso la grazia del maestro, il discepolo sia egli un pandit o un
pazzo, conosce la verità e perde il suo attaccamento per questo o
quello.
24 Non vuole nulla e non rifiuta nulla, pronto per il bene di tutti, fermo
nel suo proposito, temerario, egli ottiene il sommo.
25 Come lo spazio contenuto in un vaso che si rompe si dissolve nello spazio
comune, disintegrando l'identificazione con il suo corpo si dissolve nella
bellezza del Sé supremo.
26 Nessuno dice che il futuro di uno Yoghi che medita è messo in
pericolo dai suoi sui pensieri di morte, tutti sanno che la sua meditazione
conduce alla liberazione; ma quando dicono che il futuro di uno Yoghi che
lavora è messo in pericolo dai suoi sui pensieri di morte, non sanno
che è la dedizione che gli assicura la liberazione.
27 La condizione usuale ottenuta da chi medita o da chi lavora con un occhio
alla ricompensa, può essere descritta dalle parole; la condizione
specifica ottenuta dallo Yoghi che medita o che lavora senza un occhio alla
ricompensa è oltre la descrittibilità.
28 Lo Yoghi conosce la sua strada, conosce come percorrerla, e non alberga
dubbi; i poteri occulti lo dirigono secondo la loro stessa volontà.
29 Può morire ovunque, in un tempio o in un tugurio, egli non ritorna
più in un ventre; e scompare nello Spirito Supremo.
30 Una volta che ha riconosciuto in suo stesso Sé, naturale, imponderabile,
immutabile egli può comportarsi nel modo che gli piace, ed è
libero da macchia, e se un santo o un eremita rifiuta di essere coinvolto
nell'azione egli non è legato a fare altrettanto.
31 Egli ottiene il Sé, l'immortale monarca d'ogni cosa, senza desiderio,
senza malattia, senza forma, senza supporto, senza comparazione senza piacere
e dispiacere, incorporeo sempre onnipotente.
32 Quando raggiunge il Sé, l'immortale monarca d'ogni cosa, egli
dimentica la sua educazione, dimentica l'iniziazione, dimentica il suo ordine,
dimentica il suo maestro dimentica il suo discepolato, dimentica i rituali,
e i simboli
33 Quando raggiunge il Sé, l'immortale monarca d'ogni cosa, egli
non ha più corpo, non ha volto non ha arti, né spirituali
che materiali o mentali; come la giara non ha azione né fine.
34 Egli raggiunge il Sé, l'immortale monarca d'ogni cosa, da cui
tutte le cose animate e inanimate vengono alla luce, nel quale si nutrono
e nel quale si dissolvono; come le bolle e la schiuma delle acque nutrite
dalle acque si dissolvono nelle acque.
35 Quando raggiunge il Sé, l'immortale monarca d'ogni cosa, non ci
sono più posizioni dello Yoga, né controllo del respiro, non
più interiorizzazione dello sguardo, non più andare a tentoni
nell'oscurità, non più fuoco serpentino che risale lungo la
colonna
36 Quando raggiunge il Sé, l'immortale monarca d'ogni cosa, non c'é
più unità non più dualità, non più differenze,
non più confini, non più finezza o ruvidità, non più
grandezza o piccolezza, non più pesare, non più misurare,
non più bilanciare.
37 Quando raggiunge il Sé, l'immortale monarca d'ogni cosa, egli
può essere sotto controllo o senza controllo, può essere inattivo
e attivo, può stare con tutto e senza di tutto.
38 Quando raggiunge il Sé, l'immortale monarca d'ogni cosa, bello
come il cielo, egli non ha mente, non ha intelletto, non ha corpo, non ha
sensi, né sensazioni, né personalità.
39 Quando lo Yoghi vive per Dio, non è legato all'azione, la sua
mente non fa differenza tra uomo e donna, piacevole e disgustoso, può
fare tutto ciò che gli piace anche se proibito.
40 La mente non può immaginare quella condizione, la lingua non può
descriverla. Come può allora un insegnate insegnare ciò?
Comunque la verità brilla luminosa nel cuore del discepolo che si
affida agli insegnamenti di maestro tanto competente.
41 Così è scritto nel secondo capitolo sulla Conoscenza del
Sé, del sacro Poema Avadhoota Gita di Sri Avadhoota Dattatreya indirizzato
a Sri Kartka Swami.
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Capitolo III
1 Come posso prostrarmi a quel Bene che abita ogni cosa, il cui viso è
la terra, la cui bellezza è il cielo, senza possibilità di
qualificazione né positiva né negativa, senza complessità,
senza confusione, senza affetto o assenza d'affetto, senza distinzione né
declinazione?
2 Caro amico, come posso prostrarmi al mio stesso Sé, vivente in
me, poiché io sono quel puro ed eterno bene, senza carnagione, senza
cambiamento, oltre la causa e l'effetto.
3 Con o senza combustibile io continuo a bruciare, con o senza fumo, sono
sempre radioso, con o senza fiamma sono sempre risplendente, sono l'immortalità
nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
4 Come posso dire che lo spirito abbia un piano o ne sia privo, che è
con senza attaccamento, con senza sostanza? Io sono l'immortalità
nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
5 Come posso dire che le cose sono uniformi o multiformi, come posso dire
che ogni cosa è transitoria o eterna? Io sono l'immortalità
nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
6 Non sono né sostanziale né insostanziale, né superiore
né inferiore, io sono senza confusione e senza stagnazione, senza
inizio, senza centro e senza fine. Dico la verità, sono la verità
ultima Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità
in essenza, sono come il cielo.
7 Ricorda che gli organi di senso sono illusori come l'orizzonte. Ricordati
che sono uno libero dalle impurità, oltre i legami e la libertà.
Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità
in essenza, sono come il cielo.
8 Figlio mio non sono neppure troppo misterioso o troppo difficile da contemplare;
non sono misterioso perché vivo tanto vicino; io sono l'immortalità
nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
9 Brucio i fardelli dell'azione e dell'inazione; brucio i fardelli del piacere
e del dolore, brucio i fardelli del corpo a chi adora il suo corpo, brucio
i fardelli del corpo a chi ignora il suo corpo, io sono l'immortalità
nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
10 Sono il fuoco che brucia la religiosità e l'irreligiosità,
il fuoco che brucia il merito ed il peccato, il fuoco che brucia i legami
e i privilegi, sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità
in essenza, sono come il cielo.
11 Figlio mio, non posso restare senza essere né senza non-essere;
senza unione né disunione; non posso rimanere privo di pensiero né
di non-pensiero; sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità
in essenza, sono come il cielo.
12 Conosco la condizione della tenerezza e del distacco, la condizione della
gioia e dell'infelicità, la condizione dell'avarizia e del sacrificio;
io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità
in essenza, sono come il cielo.
13 I tentacoli della coscienza terrena non m'imprigionano, i piaceri della
carne non mi seducono, gli inganni dell'ignoranza non mi trattengono, sono
l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza,
sono come il cielo.
14 Non ho alcun sentimento verso la tenerezza della religione, non appetito
per i piaceri sensuali, non ho motivo per perdere la calma; io sono l'immortalità
nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
15 Dio non crea odio e miseria, non evoca la furia della mente, la tua presunzione
crea i tuoi dolori e le tue pene; io rimango libero da presunzione; sono
l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza,
sono come il cielo.
16 Né decido né esito; sono la morte d'ogni attività
e inattività, io non promuovo né distruggo, sono la morte
di tutti i progetti e di tutti i sogni; né cerco né mi tiro
indietro; sono la morte di tutte le verità e di tutte le falsità;
sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in
essenza, sono come il cielo.
17 Il Sé non è né un tema della conoscenza né
un mezzo, è oltre i motivi, oltre l'immaginazione, oltre il sentimento,
la parola e le convinzioni. Come posso allora descriverlo? Io sono l'immortalità
nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
18 Se il principio ultimo non é né il guscio né il
mollusco, oltre l'unità e la separazione, che cosa è allora?
Non è né il soggetto che gode prima di creare, né l'oggetto
che è goduto prima di estinguersi. Io sono l'immortalità nella
conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
19 Io sono il principio oltre l'attrazione e la repulsione, oltre la buona
e cattiva sorte, oltre l'attaccamento e il desiderio. Io sono l'immortalità
nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
20 Non c'è veglia, sogno, sonno, che cosa oltre?
Non c'è passato presente o futuro, est, ovest o nord e sud, io sono
pacifico, il grande principio, il goal finale; sono l'immortalità
nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
21 Non ho dimensioni di grande o piccolo, né corto né lungo,
né triangolo né cerchio; sono l'immortalità nella conoscenza,
io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
22 Non ho né madre né padre, né figlio, nessuno è
mai nato nessuno è mai morto. Non ho mai avuto una mente per pensare.
Io sono l'invulnerabile roccia immobile, la verità ultima. Io sono
l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza,
sono come il cielo.
23 E' l'ignoranza che definisce la verità è pulita o sporca,
frammentaria o completa; che aderisce a tutto e non aderisce a tutto. Ha
un volto senza fine. Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono
equanimità in essenza, sono come il cielo.
24 Quando il principio ultimo è uno senza complessità, come
può esserci un creatore, un sostenitore ed un distruttore. Come possono
esistere molti Dei e numerose religioni quante sono le sfere celesti? Io
sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in
essenza, sono come il cielo.
25 Come posso dire che esso è puro quando non è né
questo né quello, quando non è né parte né tutto,
quando è oltre gli attributi e l'assenza d'attributi? Sono l'immortalità
nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
26 Io lavoro sempre come se il più grande lavoro non fosse un lavoro,
io onoro il mio corpo come se esistesse e con se non esistesse, il mio più
grande gioco è quello di rinunciare alla mia rinuncia; sono l'immortalità
nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
27 Gli inganni e gli intrighi del mondo non sono dovuti a me, l'astuzia
e l'ipocrisia non sono da attribuirsi a me, né la verità né
la falsità. Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono
equanimità in essenza, sono come il cielo.
28 Io non provo separazione, poiché il Sé è oltre il
tempo, oltre il mattino e la sera,. Non sono né sordo né muto,
poiché il Sé è oltre la reazione. Il Sé è
oltre il dubbio, oltre l'affermazione. Io sono l'immortalità nella
conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
29 Sono oltre il maestro e l'assenza del maestro, oltre il pensiero e l'assenza
di pensiero. Credimi, io sono oltre la sofferenza, oltre a tutto. Io sono
l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza,
sono come il cielo.
30 Come posso dire che cosa è una casa o una giungla? Come posso
dire che una cosa è provata o dubbia? Ogni cosa è ugualmente
saldata in me senza sforzo. Io sono l'immortalità nella conoscenza,
io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
31 Il Sé mi appare come oltre la vita e l'assenza di vita, oltre
al seme e all'assenza del seme, oltre la libertà e all'assenza di
libertà, sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità
in essenza, sono come il cielo.
32 Sento sempre che nulla è mai stato creato, nulla è mai
stato sostenuto e distrutto. Io sono l'immortalità nella conoscenza,
io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
33 Non possiedi nulla che abbia nome o forma che meritino di essere menzionati,
non possiedi nulla che ti sia vicino o lontano. Perché allora quest'ansia
o mente che non arrossisce? Io sono l'immortalità nella conoscenza,
io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
34 Amico perché singhiozzare? Non c'è nascita, né morte,
non c'è malattia né decadimento, non c'è né
piacere né dolore; sono l'immortalità nella conoscenza, io
sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
35 Amico perché singhiozzare? Non hai volto, né bellezza,
né età, né deformità. Io sono l'immortalità
nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
36 Amico perché singhiozzare? Non hai occhi per vedere, non hai orecchie
per sentire, non hai lingua per gustare, non ai pelle per toccare, né
naso per annusare, né mente per pensare, né vita da vivere.
Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità
in essenza, sono come il cielo.
37 Amico perché singhiozzare? Non hai desiderio, non hai attaccamento,
non hai illusioni folli. Io sono l'immortalità nella conoscenza,
io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
38 Perché ricercare la prosperità? Nulla ti trattiene, la
tua compagna non ti appartiene, nulla ti appartiene nulla mi appartiene;
sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in
essenza, sono come il cielo.
39 Né tu né io abbiamo nascita, sesso o progenie, questa mente
dal viso della vergogna ha creato la separazione. Nulla che conosca separazione
e non separazione appartiene a te o a me. Io sono l'immortalità nella
conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
40 Non hai ambizioni, neppure la più piccola, non hai passioni mai
in nessun caso, e anche nessuna avversione. Io sono l'immortalità
nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
41 Dentro di te non c'è nessuno a meditare, né samadhi che
debba essere ancora ottenuto. Non esiste meditazione interiore, non esiste
meditazione esteriore, non esiste oggetto di meditazione, né gioia
nella meditazione. Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono
equanimità in essenza, sono come il cielo.
42 Ti ho detto tutto, la sostanza di tutto. Non sei tu, io, o il maestro,
o il discepolo, o il grande uomo. L'ultima verità è semplice,
accordata con la bellezza del Sé. Io sono l'immortalità nella
conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.
43 Quando sono la sola ultima verità, come l'unico cielo come può
ciò essere gioioso o privo di gioia, intellettuale o non intellettuale?
44 Ricordati che io sono solo esperienza; sono la bellezza dell'esperienza,
l'esperienza e una sola, senza né vento né fuoco, senza terra,
né acqua; imparziale immutabile, illimitata come il cielo.
45 Non sono né vuoto né pieno, né pulito né
sporco, io sono la mia stessa forma, io sono l'ultima verità con
la bellezza del bello.
46 Rinuncia alla terra. Rinuncia alla terra. Rinuncia alla tua rinuncia.
Quando la malattia della rinuncia se ne è andato, rimane la semplice
ed inesorabile immortalità.
Così è scritto nel terzo capitolo sulla Conoscenza del Sé,
del sacro Poema Avadhoota Gita di Sri Avadhoota Dattatreya indirizzato a
Sri Kartka Swami.